La possibilità di invertire le funzioni è di fondamentale importanza nella matematica. Risulta dunque naturale chiedersi quali proprietà di una funzione si “trasferiscano” alla sua inversa. In questo articolo ci dedichiamo alla continuità: mostriamo che, se una funzione invertibile è continua, allora la sua inversa è una funzione continua.
Questo semplice risultato consente di stabilire facilmente la continuità di tutte le funzioni elementari ottenute mediante inversione di funzioni continue: radici, logaritmi, funzioni trigonometriche inverse sono gli esempi più importanti.
Il testo analizza questi aspetti, illustrando chiaramente e in maniera essenziale il teorema e le sue applicazioni. Vedremo come l’invertibilità di una funzione continua implichi la sua monotonia, immergendoci nel mondo affascinante delle proprietà delle funzioni.
Se desideri scoprire nel dettaglio questi argomenti, non ti resta che leggere questo articolo!
Oltre agli
- Esercizi sul teorema di esistenza degli zeri – volume 1;
- Esercizi sul teorema di esistenza degli zeri – volume 2;
- Esercizi teorici sulla continuità;
- Esercizi teorici sull’uniforme continuità;
segnaliamo il materiale di teoria su argomenti affini, estratto dall’esaustiva lista reperibile alla fine dell’articolo:
- Funzioni continue – Teoria;
- Il teorema di esistenza degli zeri;
- Il teorema dei valori intermedi;
- Funzioni elementari: algebriche, esponenziali e logaritmiche;
- Funzioni goniometriche: la guida essenziale;
- Funzioni elementari: trigonometriche e iperboliche;
- Discontinuità di funzioni monotone.
Autori e revisori
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Revisori: Valerio Brunetti, Sara Sottile, Sergio Fiorucci, Matteo Talluri, Chiara Bellotti.
Introduzione
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L’invertibilità delle funzioni è un argomento chiave nella teoria e soprattutto nelle applicazioni della Matematica. Infatti, data un’equazione nella variabile della forma
, determinare l’esistenza di soluzioni dell’equazione è in un certo senso equivalente a determinare la suriettività della funzione
. Provare l’eventuale unicità delle soluzioni consiste in qualche modo a provare l’iniettività di
.
In poche parole, lo studio completo dell’equazione , al variare del parametro
, è equivalente allo studio dell’invertibilità della funzione
: l’eventuale unica soluzione
è data da
.
Ci si può quindi chiedere, ulteriormente, se la soluzione varia con continuità al variare del dato iniziale
. Come si può intuire, ciò è legato alla continuità della funzione inversa
.
Queste considerazioni sono già di per sé sufficienti a giustificare gli sforzi nel determinare criteri nell’invertibilità di funzioni e nello studio dell’eventuale continuità della funzione inversa .
Poiché solitamente l’iniettività di una funzione continua su un intervallo discende dalla sua stretta monotonia (vedremo nel lemma 2 che in questo caso le due condizioni sono equivalenti), mentre la sua suriettività può essere facilmente studiata grazie al teorema dei valori intermedi, risulta relativamente semplice stabilire l’invertibilità di tali funzioni.
Una volta provata l’esistenza di , è naturale quindi chiedersi se essa possieda delle proprietà di continuità. Il risultato principale di questo articolo risponde a tale questione stabilendo la continuità della funzione inversa di una funzione continua tra intervalli.
Osserviamo che questo risultato è caratteristico della struttura per così dire “unidimensionale” dei numeri reali. Infatti, esso si basa sul prossimo lemma, che stabilisce un legame tra monotonia e iniettività di una funzione continua su un intervallo.
(1)
Osserviamo che un’implicazione è banale e non richiede la continuità di : ogni funzione strettamente monotona è ovviamente iniettiva, mentre in generale il viceversa è falso. Per una funzione continua definita su un intervallo, però, tale implicazione si può invertire e vale quindi l’equivalenza stabilita dal lemma 2.
Possiamo quindi considerare questo lemma come un criterio preliminare di invertibilità per funzioni continue definite su un intervallo. Infatti, la stretta monotonia è in generale più semplice da verificare rispetto all’iniettività; costituisce quindi un vantaggio potersi limitare a testare la prima rispetto alla seconda.
Il lavoro è così organizzato: nella sezione 1 presentiamo le definizioni e i risultati necessari alla trattazione che segue. Nella sezione 2 dimostriamo il lemma 2 e teorema 1, mentre nella sezione 3 utilizziamo gli strumenti teorici costruiti per dimostrare l’esistenza e la continuità delle inverse di alcune funzioni elementari: le radici -esime, i logaritmi e le funzioni trigonometriche inverse.
- Si veda [Teoria delle funzioni, sezione 2.9] per una trattazione completa sulla monotonia delle funzioni. ↩
Risultati preliminari
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Dimostrazione del teorema 1
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Lemma 2.
Figura 1: rappresentazione del fatto che, se e
, allora
. Infatti, se valesse la disuguaglianza opposta, allora esisterebbero
distinti e tali che
, contraddicendo l’iniettività di
.
Dimostrazione del lemma 2. Chiaramente, se è strettamente monotona, essa è iniettiva. Nella restante parte della dimostrazione, proviamo quindi l’implicazione inversa, assumendo cioè che
sia iniettiva e provando che essa è strettamente monotona.
Sia con
e supponiamo che
. Mostreremo che
è crescente in
, che mostrerà poi che
è crescente in
. Se invece
, in maniera simile si mostra che
è decrescente in
.
(2)
Infatti, se fosse , si fissi
e, per il teorema 3 applicato agli intervalli
e
, esisterebbero
e
tali che
(3)
che contraddirebbe l’iniettività di , si veda la figura 1. Tale contraddizione mostra che
. Analogamente si prova che
.
Scegliendo , da (2) e dal ragionamento precedente applicato agli intervalli
e
segue che
(4)
In particolare, per l’arbitrarietà di ,
è crescente in
.
Se è tale che
, per il ragionamento di sopra
è monotona su
, quindi deve essere crescente. Per l’arbitrarietà dell’intervallo
,
è crescente in
.
Teorema 1.
Dimostrazione del teorema 1. Suddividiamo la dimostrazione in vari passi.
-
hanno la stessa monotonia stretta. Dato che
è invertibile, per il lemma 2, essa è strettamente monotona. Supponiamo che
sia strettamente crescente (se
è decrescente la dimostrazione è analoga). La funzione
deve essere anch’essa crescente perché inversa di una funzione crescente, infatti, se
, esistono
tali che
e
. Se fosse
, si avrebbe
(5)
perché
è strettamente crescente, contro l’ipotesi
. Pertanto deve aversi
(6)
cioè
è strettamente crescente.
- Esistenza di limiti sinistri e destri. Osserviamo preliminarmente che, per la monotonia di
, i suoi limiti sinistro e destro esistono e sono finiti in ogni punto
, infatti:
(7)
dove le uguaglianze con
e
derivano dal fatto che
è strettamente crescente. In particolare, se
, si ha
(8)
è continua. Supponiamo per assurdo che esista
tale che
non sia continua in
e consideriamo i limiti sinistro e destro di
, che entrambi esistono per il punto precedente e soddisfano (8). Affinché
non sia continua, almeno uno tra
e
deve essere diverso da
. Supponiamo senza perdita di generalità che
(9)
dato che il caso
è analogo. Dunque l’intervallo
non è vuoto. Si ha inoltre
(10)
dove la prima implicazione segue da (7) e la seconda dalla monotonia stretta di
. Da (10) segue che, se
, non esisterebbe alcun
tale che
, contro l’ipotesi che
è invertibile. Tale contraddizione deriva dall’aver supposto che
non fosse continua in
, che quindi deve essere falsa. Dall’arbitrarietà di
,
è continua ovunque.
Necessità delle ipotesi del teorema 1.
Esempio 4 (inversa con discontinuità di salto). Sia definita da
(11)
La funzione , rappresentata a sinistra in figura 2, risulta continua, oltre che strettamente crescente e quindi iniettiva.
Figura 2: le funzioni e
dell’esempio 4. Nonostante
sia continua e invertibile, poiché il suo dominio non è un intervallo, la sua inversa
possiede una discontinuità di salto.
Inoltre dal teorema 5.7 segue che
(12)
da cui , quindi
è suriettiva ed è dunque invertibile. Ciononostante, la sua inversa
definita da
(13)
e rappresentata a destra in figura 2,
possiede una discontinuità di salto in .
Esempio 5 (inversa con discontinuità di seconda specie). Sia la funzione definita da
(14)
rappresentata a sinistra in figura 3.
Figura 3: le funzioni e
(rispettivamente a sinistra e a destra) dell’esempio 5. Si vede che
è continua e invertibile ma la sua inversa
possiede una discontinuità di seconda specie.
La funzione è strettamente crescente in
e strettamente decrescente in
. Inoltre
(15)
da cui segue
(16)
Quindi è iniettiva.
Dato che
(17)
dal teorema 3 si ha
(18)
dunque e quindi
è suriettiva, perciò è invertibile. La sua inversa, ossia la funzione
rappresentata a destra in figura 3, possiede un punto di discontinuità di seconda specie in
in quanto
(19)
Continuità delle inverse di funzioni elementari
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Come applicazione dei precedenti risultati, mostriamo ora l’invertibilità di alcune funzioni elementari, provando inoltre la continuità delle loro inverse. Ciò permetterà di definire l’esistenza e le proprietà delle funzioni radice -esima, del logaritmo e delle funzioni trigonometriche inverse. Sebbene molto probabilmente il lettore conosca già queste nozioni, sottolineiamo che esse rispondono alle domande seguenti, che affrontano l’inversione delle funzioni potenza a esponente intero ed esponenziale.
Domanda 6. Dati e
, esiste
tale che
?
Dati
, esiste
tale che
?
Tali
sono univocamente determinati? Si può inoltre dire che essi variano con continuità in funzione dei numeri
e
?
Per quanto il lettore sia abituato alle risposte note quali radici -esime e logaritmi, occorre osservare che la loro esistenza e le loro proprietà non sono scontate e seguono fondamentalmente dalla continuità delle funzioni potenza ed esponenziale.
L’idea degli argomenti che permettono di ottenere le risposte alle domande di sopra risiede nell’uso del teorema dei valori intermedi per mostrare la suriettività di funzioni continue definite su intervalli. Poiché spesso l’iniettività di tali funzioni viene ottenuta da considerazioni elementari riguardo la loro monotonia, ciò permette di dedurne l’invertibilità.
Funzioni radici n-esime
Cominciamo dall’inversa della funzione potenza a esponente naturale, detta radice -esima.
- Se
è pari, allora per ogni
esiste un unico
tale che
.
- Se
è dispari, allora per ogni
esiste un unico
tale che
.
In particolare, le funzioni potenza -esima definite da
(20)
sono invertibili e le loro inverse sono continue.
Dimostrazione. Le funzioni definite in (20) e rappresentate nella colonna di sinistra in figura 4 sono ovviamente strettamente monotone e quindi iniettive. Definendo
(21)
si ha
(22)
Se , dalla continuità delle funzioni
provata nella proposizione [2, proposizione 2.12] e dal teorema 3 segue l’esistenza di
tale che
e quindi la suriettività delle funzioni
, che risultano dunque invertibili con inverse
. Per il teorema 1, le funzioni
sono continue.
Figura 4: a sinistra, rispettivamente in alto e in basso, le funzioni e
. A destra, rispettivamente in alto e in basso, le loro inverse
e
. Il punto
, soddisfacente
è la radice
-esima di
.
La proposizione 7 motiva la seguente definizione, probabilmente già familiare al lettore.
La funzione continua inversa della funzione
definita in (20), che associa al numero reale
la sua radice
-esima, è detta funzione radice
-esima.
I grafici di tali funzioni sono riportati a destra in figura 4.
Funzione logaritmo.
(23)
è invertibile e la sua inversa è continua.
Dimostrazione. Sia . La funzione
definita in (23) e rappresentata a sinistra in figura 5 è strettamente crescente se
e strettamente decrescente se
, in particolare è iniettiva.
Poiché
(24)
se , dalla continuità della funzione
provata in [2, proposizione 2.12] e dal teorema 3, segue l’esistenza di
tale che
. Quindi
risulta suriettiva e invertibile con inversa
, che è continua per il teorema 1.
Figura 5: a sinistra la funzione esponenziale di base e a destra la sua inversa, la funzione
detta logaritmo in base
. Dato
, l’unico punto
tale che
è detto logaritmo in base
di
e indicato con
.
La proposizione 7 permette di dare la seguente definizione di logaritmo, anch’essa probabilmente già nota al lettore.
La funzione continua definita da
(25)
inversa della funzione esponenziale definita in (23) è detta funzione logaritmica e viene indicata con lo stesso simbolo
.
Se , con
il numero di Nepero,
è detto logaritmo naturale, denotato con
.
Il grafico della funzione è riportato a destra in figura 5.
Dalla discussione precedente segue inoltre il seguente risultato.
(26)
dove nella prima uguaglianza si è usato il fatto che la funzione è l’inversa dell’esponenziale di base
, mentre nella seconda si è usata la nota proprietà dei logaritmi
. Da (26), dal fatto che prodotto e composizione di funzioni continue è continuo dalla proposizione 9, segue che
è composizione e prodotto di funzioni continue, quindi è continua.
Osservazione 12. Usando (26) e le proprietà dei limiti dei prodotti e delle composizioni di funzioni, si può mostrare più in generale che, se e
, allora
(27)
escludendo però i casi
(28)
che danno luogo a forme indeterminate. Invitiamo il lettore a svolgere per esercizio la dimostrazione.
Funzioni trigonometriche inverse.
sono invertibili e le loro inverse sono continue.
Le inverse prodotte dal precedente risultato rivestono notevole importanza nelle applicazioni e sono le cosiddette funzioni trigonometriche inverse.
(29)
fornite dalla proposizione 13 sono dette rispettivamente arcoseno, arcocoseno e arcotangente.
Il prefisso nelle funzioni
è giustificato dal fatto che esse, essendo le inverse delle restrizioni rispettivamente delle funzioni
, forniscono l’arco
di circonferenza associato a un determinato valore
rispettivamente del seno, del coseno e della tangente, come chiarito dalla figura 6.
Figura 6: principali funzioni trigonometriche (nella colonna sinistra) e rispettive inverse (nella colonna destra).
Riferimenti bibliografici
[1] Qui Si Risolve, Teoria delle funzioni.
[2] Qui Si Risolve, Funzioni continue.
Scarica la teoria
Ottieni la dispensa teorica sulle proprietà della continuità della funzione inversa.
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