Benvenuti nella nostra guida teorica sugli integrali multipli!
L’integrale definito di una funzione di una variabile esprime l’area sottesa al grafico della stessa. Il grafico di una funzione di 2 variabili consiste in una superficie nello spazio tridimensionale e dunque è naturale chiedersi se un’operazione simile consenta di esprimere il volume racchiuso tra il grafico della funzione e il piano
I cosiddetti integrali multipli forniscono precisamente uno strumento atto a questo scopo.
Questa dispensa è la prima parte di un lavoro dedicato allo studio degli integrali multipli, in particolare gli integrali doppi, dei quali intende presentare la teoria essenziale, con particolare riferimento ai seguenti argomenti:
- Integrali doppi su rettangoli e loro proprietà;
- Integrali multipli su domini semplici, regolari e misurabili secondo Peano-Jordan;
- Integrazione delle funzioni continue e teorema della media integrale.
Il testo è quindi una guida essenziale e chiara per chi desidera avvicinarsi o approfondire la teoria degli integrali multipli. Non ti resta dunque che cominciare la lettura!
Oltre alla naturale prosecuzione Integrali doppi – parte 2 in cui affronteremo metodi pratici di calcolo, segnaliamo inoltre le seguenti risorse teoriche su argomenti di Analisi 2:
Segnaliamo inoltre anche i seguenti articoli di esercizi:
-
;
;
, dove
;
- Se
è una partizione prodotto, siano
e
le partizioni di
e
tali che
(7)
Allora si ha
(8)
- Se
è una generica partizione di
, il Lemma 8 assicura l’esistenza di una partizione
di
più fine di
. Applicando il punto precedente alla partizione prodotto
di
, si ha
(9)
dove l’ultima uguaglianza segue dal fatto che, poiché
è più fine di
, i rettangoli della partizione
possono essere suddivisi in modo da formare delle partizioni prodotto di ognuno dei rettangoli
della partizione
. La relazione (9) coincide con la tesi che si voleva provare.
- Poiché per ogni insieme
si ha
, otteniamo
(14)
- Poiché
, per ogni
l’insieme
è una partizione plurirettangolare di
. Infatti, gli insiemi
hanno interni disgiunti e, se
, allora
, in quanto altrimenti esso sarebbe contenuto in un altro
, ma ciò contraddirebbe il fatto che gli insiemi
hanno interni disgiunti. Allora
(15)
dove la seconda uguaglianza deriva dal fatto che
è una partizione di
per ogni
e dal lemma 9, mentre la disuguaglianza deriva dal fatto che
implica
. La disuguaglianza
si dimostra in maniera analoga.
- Si ha
(16)
Inoltre, poiché
(17)
e gli interni di
così come gli interni di
sono a due a due disgiunti, si ha
(18)
se
oppure
. Quindi
è una partizione di
. Essa è inoltre più fine di
e
, in quanto
(19)
Autori e revisori
Leggi...
Notazioni
Leggi...
| rettangolo di |
|
| interno e frontiera dell’insieme |
|
| insieme delle partizioni plurirettangolari del rettangolo |
|
| partizione plurirettangolare generata da |
|
| somma superiore e inferiore di |
|
| integrale superiore e inferiore di |
|
| integrale di |
|
| volume |
|
| funzione caratteristica dell’insieme |
|
| grafico della funzione |
|
| immagine della funzione |
|
| palla di centro |
Introduzione
Leggi...
Come ci si aspetta, quelli “più semplici” da trattare sono gli insiemi del tipo
comunemente chiamati -intervalli, in quanto sono l’analogo multidimensionale degli intervalli in
, o più semplicemente rettangoli (come nel caso bidimensionale).
Sottolineiamo che in questa dispensa ci limitiamo al caso in cui , cioè allo studio degli integrali doppi, ma il lettore può facilmente immaginare le ovvie estensioni dei risultati presentati a dimensioni
.
Intuitivamente, vorremmo che l’integrale di una funzione coincida con il volume tridimensionale della regione compresa tra il piano
e il grafico della funzione stessa (si veda la figura 1).
Figura 1: grafico di una funzione definita in un sottoinsieme a valori positivi.
Integrali doppi su rettangoli
Leggi...
è detto rettangolo di . La sua area è definita come
. Si pone per convenzione
.
Nel seguito faremo largo uso della seguente definizione di partizione. Essa formalizza l’idea intuitiva di scomporre una figura piana nell’unione di sottofigure che condividono i bordi, ma senza sovrapposizioni nelle parti interne.
è detta partizione di .
Osservazione 3. La definizione di partizione appena data differisce dall’usuale definizione di partizione insiemistica, in cui si richiede che gli elementi della partizione siano disgiunti.
Ricordiamo, per completezza, la definizione di partizione plurirettangolare in :
Risulta possibile confrontare due partizioni plurirettangolari come chiarito dalla seguente definizione.
Osservazione 6. L’uso del simbolo per indicare che una partizione è più fine di un’altra è giustificato dal fatto che l’essere più fine stabilisce un ordinamento parziale in
.
Spesso è utile considerare una partizione prodotto di un rettangolo , cioè una partizione ottenuta prendendo i prodotti cartesiani degli elementi di partizioni di
e
, rispettivamente.
Poiché le partizioni che consideriamo sono costituite da intervalli, esistono tali che
Per la definizione 7, un rettangolo è suddiviso dalla partizione
in
rettangoli del tipo
con
.
Le partizioni prodotto sono quindi particolari tipi di partizioni plurirettangolari. Esse sono arbitrariamente fini, nel senso precisato dal prossimo lemma.
Figura 2: illustrazione delle partizioni (in alto) e
(in basso) del lemma 8:
è una partizione prodotto più fine di
.
Dimostrazione. Sia . Consideriamo gli insiemi
(1)
(si veda la figura 2) costituiti dai numeri reali e
riordinati e senza ripetizioni in modo che
(2)
Sono quindi definite le partizioni
(3)
rispettivamente di e
. Consideriamo la partizione prodotto
(4)
di generata da
e
, rappresentata in basso in figura 2. Affermiamo che
è più fine di
. Infatti, dato
, poiché esso è contenuto in
, la sua parte interna ha intersezione non vuota con un rettangolo
. Allora, per come sono definiti i numeri reali
, si ha
(5)
e ciò prova che , pertanto
è più fine di
.
L’area dei rettangoli è additiva, come mostrato dal prossimo lemma.
(6)
Dimostrazione. Dimostriamo la proposizione prima per una partizione prodotto, poi per una qualsiasi partizione plurirettangolare.
D’ora in poi, con indichiamo un rettangolo di
.
Osserviamo che le somme superiori e inferiori appena definite hanno il significato geometrico di somma di volumi orientati di parallelepipedi dei rettangoli aventi basi sui rettangoli della partizione , rispettivamente circoscritti e inscritti al sottografico della funzione considerata, ovvero la regione compresa tra il piano
e il grafico della funzione stessa (figura 1).
Osservazione 11. L’ipotesi di limitatezza di garantisce che queste quantità siano finite.
Il prossimo risultato mette in luce il legame tra i valori le somme superiori e inferiori di una funzione limitata relative a delle partizioni e tra la finezza di queste partizioni.
Poiché le somme inferiore e superiore di una funzione limitata rispetto a una partizione plurirettangolare
di
sono da considerarsi come delle approssimazioni rispettivamente per difetto e per eccesso del volume sotteso al grafico di
, risulta naturale aspettarsi che, all’aumentare della finezza della partizione, tale approssimazione migliori: in altre parole, ci aspettiamo che i valori
e
delle somme inferiore e superiore di
rispetto a
siano più vicini se consideriamo partizioni più fini. Questa intuizione è confermata dalla prossima proposizione.
In essa è contenuta anche la definizione di partizione generata da due partizioni ; essa, indicata col simbolo
è la partizione meno fine tra quelle che sono più fini sia di
che di
. Il concetto è rappresentato in figura 3.
Figura 3: le partizioni e
della proposizione 12.
Dimostrazione.
Introduciamo le seguenti definizioni:
e integrale superiore di
Osservazione 14. Dalla definizione precedente e dalla (10) segue che, in generale, per ogni funzione limitata vale
Facciamo ora un’osservazione che sarà utile nella seconda parte della dispensa.
Dimostrazione. Ci limitiamo a dimostrare la relazione per l’integrale inferiore di , in quanto l’altra relazione si ottiene in maniera analoga.
Poiché l’insieme delle partizioni prodotto di è contenuto nell’insieme delle partizioni di
, si ha
(20)
D’altra parte, data una qualunque partizione di
, per il lemma 8 esiste una partizione
di
più fine di
. Allora, per il punto 2 della proposizione 12, si ha
(21)
Passando all’estremo superiore al membro di destra della precedente equazione, otteniamo
(22)
Passando all’estremo superiore in al membro di sinistra nella precedente disuguaglianza, si ottiene
(23)
Tale numero reale si chiama integrale di su
e si indica in uno dei seguenti modi
Osservazione 17. La notazione utilizzata nella definizione 16 vale solo per gli integrali doppi. Ricordiamo che per gli integrali tripli si usa la notazione . In generale l’integrale di Riemann di
su un rettangolo
in
con
si può indicare con il simbolo
, dove con
si intende il generico elemento di
.
Osservazione 18. Ricordiamo che, in questa sezione, per funzione integrabile intendiamo una funzione integrabile secondo Riemann in un rettangolo .
Una prima classe di funzioni integrabili è fornita dalla seguente proposizione.
Dimostrazione. Per ogni partizione abbiamo che il
e l’
di
sugli elementi della partizione coincidono con
, da cui segue che
e quindi dalla definizione 16 si ottiene la tesi.
Esempio 20. Siano e
Allora, per densità di in
e per la densità di
in
, si ha che per ogni partizione plurirettangolare
di
pertanto la funzione non è integrabile in quanto gli integrali inferiore e superiore non coincidono.
Proviamo, adesso, un criterio di integrabilità, analogo a quello valido nel caso unidimensionale.
Dimostrazione. Supponiamo che sia integrabile. Allora, posto
, dalla definizione 16 e dalle proprietà del
e dell’
segue che
Allora, consideriamo la partizione
Per la proposizione 12 abbiamo che
Dunque la prima implicazione è dimostrata, infatti
Viceversa, fissato , consideriamo una partizione
tale che
.
Allora, abbiamo che
e dall’arbitrarietà di segue che
Inoltre, per l’osservazione 14 sappiamo che vale anche la disuguaglianza opposta, per cui
e quindi la funzione è integrabile.
Anticipiamo inoltre il seguente teorema che otterremo come corollario del teorema 60.
Questa parte è riservata agli abbonati
per continuare a leggere, attiva un abbonamento.
• Mensile: 7,99€ / mese • Trimestrale: 19,99€ / 3 mesi • Annuale: 79,99€ / anno
Attiva abbonamentoGià abbonato? Accedi
