Qui si risolve LOGO
a

Menu

M

Chiudi

Teoria degli insiemi: insiemi, sottoinsiemi, operazioni e relazioni d’ordine

Insiemi

Home » Teoria degli insiemi: insiemi, sottoinsiemi, operazioni e relazioni d’ordine

Questa dispensa è una risorsa educativa sulla teoria degli insiemi.  Essa guida il lettore che si avvicina a questa affascinante materia tra le seguenti domande:

  • Cos’è un insieme e come si rappresenta?
  • Cosa sono i diagrammi di Eulero-Venn?
  • Cos’è un sottoinsieme?
  • Quali operazioni si possono effettuare con gli insiemi e quali sono le loro proprietà?
  • Cosa sono le relazioni? E cos’è una relazione d’ordine?
  • In cosa consiste il paradosso di Russel e come ha messo in crisi i fondamenti della matematica?

Se desideri un’introduzione concisa e chiara su questa disciplina che apre le porte a tutta la Matematica, inizia pure la lettura!

 

Autori e revisori

Mostra autori e revisori.


 

Introduzione

Leggi...

La teoria degli insiemi è in sostanza, insieme al concetto di funzione, il fondamento su cui si basa tutta la matematica moderna. La teoria ingenua degli insiemi si distingue dalla teoria assiomatica degli insiemi per il fatto che la prima considera gli insiemi come collezioni di oggetti, chiamati elementi o membri dell’insieme, mentre la seconda considera insiemi quelli che soddisfano determinati assiomi. La teoria ingenua degli insiemi venne creata alla fine del XIX secolo da Georg Cantor per permettere ai matematici di lavorare in modo consistente con gli insiemi infiniti. Famosa è la frase di uno dei più importanti matematici della storia, Hilbert, che afferma:

 

\[\text{``Nessuno ci scaccerà dal paradiso che Cantor ha creato per noi."}\]

 

Studiare la teoria (ingenua) degli insiemi porta in maniera naturale a confrontarsi con problemi di tipo filosofico legato agli aspetti più fondazionali della matematica moderna. Lo scopo di questa dispensa non è certo quella di entrare nel cuore di queste questioni, ma presentare una trattazione semplice di questa teoria mostrando solo vagamente i suoi aspetti più critici che hanno portato ad una più profonda formalizzazione tramite la teoria assiomatica di Zermelo e di Fraenkel. In fondo, la teoria assiomatica degli insiemi ha poca influenza sulla matematica ordinaria ma solo sui suoi aspetti più filosofici. Quindi è utile studiare gli insiemi nell’originale senso ingenuo allo scopo di sviluppare abilità nel lavorare con essi. Inoltre, una buona padronanza della teoria ingenua degli insiemi è necessaria per la comprensione della motivazione per la teoria assiomatica.


 

Insiemi e notazioni

Leggi...

In teoria ingenua degli insiemi, i concetti di insieme e di elemento sono presentati in maniera informale come oggetti primitivi: un insieme non è altro che una collezione (o famiglia) di oggetti che vengono detti elementi dell’insieme. Di solito gli insiemi vengono indicati con lettere maiuscole: A, B, C \dots mentre gli elementi dell’insieme con lettere minuscole x, e, a, b, \dots. Se x è un elemento dell’insieme A si scriverà x\in A e si legge “x appartiene (o appartenente) ad A“. Se non ci sono elementi x\in A, diremo che l’insieme A è l’insieme vuoto e scriveremo A= \emptyset. Osserviamo che la nostra definizione presuppone la conoscenza intuitiva del concetto di uguaglianza tra elementi di un insieme x,y\in A, in simboli x=y. Osserviamo inoltre che la collezione di elementi di un insieme non è “ordinata”, ovvero se immaginiamo un insieme come un sacchetto, gli elementi dell’insieme sono come delle biglie gettate alla rinfusa nel sacchetto. Per rappresentare un insieme può essere conveniente elencare esplicitamente i suoi elementi tra parantesi graffe; in questo caso parleremo di rappresentazione per elencazione . Per esempio

\[A = \{ 3,  \mbox{cavallo}, 7, \mbox{John} \} =  \{ 7, \mbox{John}, 3,  \mbox{cavallo} \},\]

significa che l’insieme A è composto dai seguenti elementi: i numeri 3 e 7, la parola cavallo e il nome John.

Osservazione. La rappresentazione di un insieme per elencazione è da intendersi priva di ripetizioni, nel senso che due elementi uguali che si ripetono nell’elencazione possono essere contati una sola volta. Ad esempio

\[\{ 3,  \mbox{cavallo}, 7, \mbox{John} \} =\{ 3,  \mbox{cavallo}, 3, 7, \mbox{John} , \mbox{cavallo} \}.\]

Il concetto di insieme con elementi ripetuti, detto multinsieme, esula dai nostri scopi.

 

Definizione 1. Un insieme finito è un insieme che ha un numero finito di elementi e tale numero è detto la cardinalità dell’insieme. Un insieme che non ha un numero finito di elementi si dice avere cardinalità infinita.

 

Per esempio dato A = \{ 3,  \mbox{cavallo}, 7, \mbox{John} \}, la cardinalità di A è 4. Per indicare la cardinalità di un insieme A si usa il simbolo |A| oppure {\#}A e dunque in questo caso avremo

\[|A| = \# A = 4.\]

Se invece un elemento x non appartiene ad un dato insieme A si scriverà x\not\in A e si leggerà “x non appartiene ad A“. Per esempio, se A è l’insieme di prima, A = \{ 3,  \mbox{cavallo}, 7, \mbox{John} \}, allora 5 \not\in A. Chiaramente non sempre è possibile elencare tutti gli elementi di un insieme o perchè sono troppi e ci vorrebbe molto tempo oppure perchè sono infiniti e non è proprio possibile elencarli tutti! A volte utilizzeremo i puntini per indicare che ci sono altri elementi che non abbiamo scritto ma che risultano chiari dal contesto. Pensiamo ad esempio all’insieme di tutti i numeri naturali 0, 1, 2, 3, \dots che viene in genere indicato appunto come

\[\mathbb{N} = \{0,1,2, \dots \}.\]

Pensiamo ad esempio a l’insieme di tutti i granelli di sabbia della Terra. Di sicuro ci sono un numero finito di granelli di sabbia ma è assurdo pensare di scrivere l’insieme di tutti i granelli di sabbia esplicitamente. Questi insiemi non hanno meno dignità degli altri e in realtà possono essere rappresentati in maniera intuitiva attraverso la seguente dichiarazione

\[A = \{x \quad \mbox{tale che} \quad x \mbox{  è un granello di sabbia della Terra}  \}.\]

In altri termini abbiamo espresso tale insieme tramite un predicato (cioè una proposizione, una frase) che descrive univocamente i suoi elementi; in questo caso parleremo di rappresentazione per caratteristica. Come notazione, invece della scritta “tale che” si usano spesso l’abbreviazione “t.c.” oppure i due punti “:” o anche una barretta verticale “|”. In generale, per mantenere il rigore logico, si fissa un insieme U detto “universo”, una proposizione P su U e si definisce l’insieme A composto da tutti gli elementi di U che soddisfano la proposizione P come segue

\[A = \{ x\in U : P(x) \mbox{ è verificata}\}=  \{ x\in U : P(x) \}.\]

Ad esempio per indicare l’insieme dei numeri naturali dispari scriveremo

\[D=\{n \in \mathbb{N} : n \mbox{ è dispari}\}.\]

Notiamo come quest’ultimo insieme possa essere descritto anche come

\[D=\{ 2n + 1 : n \in \mathbb{N}\}\]

cioè gli elementi della forma 2n + 1 dove n è un numero naturale. Infatti tutti i numeri naturali dispari possono essere descritti come il successivo di un multiplo naturale di 2.

 

Richiami di logica

Per concludere con questo paragrafo, elenchiamo alcuni dei principali simboli utilizzati nelle proposizioni logiche, che hanno lo scopo di semplificare la notazione e snellire il processo deduttivo. Forniamo solo un piccolo richiamo a tale importante argomento e rimandiamo alla dispensa di logica per una trattazione esaustiva. Essi costituiscono nella pratica dei veri e propri strumenti che permettono di costruire un insieme a partire da diversi predicati. Nello specifico abbiamo i quantificatori

  • il quantificatore esistenziale \exists che è l’abbreviazione della parola “esiste”
  • la sua controparte con il punto esclamativo \exists! che sta per “esiste ed è unico”
  • la sua negazione \nexists che sta per “non esiste”
  • il quantificatore universale \forall che abbrevia la locuzione “per ogni” o “qualunque”

e i connettivi logici

  • la congiunzione logica “e”: \wedge che sta per “e (contemporaneamente)”
  • la disgiunzione inclusiva \vee che abbrevia la locuzione “o” nel senso di “oppure”
  • l’implicazione \Rightarrow che è l’abbreviazione della parola “implica”
  • la co-implicazione \Leftrightarrow che sta per “se e soltanto se”

Per esempio la proposizione

\[\forall\, x \in A \; \exists\,!\,\, y \in B\, :\, y = 2 x,\]

è un modo compatto (e astruso) per dire che, per qualunque elemento x dell’insieme A esiste un unico elemento y dell’insieme B che è il doppio di x. (evidentemente A e B sono degli insiemi di numeri). Oppure, per esempio, date le proposizioni

  • p(x): “x supera l’esame di Analisi 1″
  • q(x): “x riceve un regalo”

la proposizione p(x) \Rightarrow q(x) è la proposizione “se x supera l’esame di Analisi 1 allora x riceve un regalo”. Mentre la proposizione p(x) \Leftrightarrow q(x) significa che x riceverà il regalo se e soltanto se passerà l’esame di Analisi 1.


 

Diagrammi di Eulero-Venn

Leggi...

Per visualizzare gli insiemi spesso si usano quelli che vengono detti diagrammi di Eulero-Venn. Questi diagrammi raffigurano gli elementi come punti nel piano, e gli insiemi come regioni racchiuse da curve chiuse. Un diagramma di Eulero-Venn è composto da molteplici curve chiuse (di solito cerchi, o rettangoli, se le curve sono al massimo tre) che si sovrappongono, come mostrato in figura 1. I punti all’interno di una curva etichettata A rappresentano elementi dell’insieme A, mentre i punti all’esterno rappresentano gli elementi che non fanno parte di A. Così, per esempio, l’insieme di tutti gli elementi che sono membri di entrambi gli insiemi A e B è visivamente rappresentato dall’area dove si sovrappongono le regioni A e B. Questi diagrammi sono usati spesso per insegnare teoria degli insiemi elementare, oltre che per illustrare e visualizzare semplici relazioni tra insiemi in probabilità, logica, statistica, linguistica e informatica. Per esempio dati i tre insiemi

\[A=\{1,\,2,\,5\}, \qquad B=\{1,\,6\}, \qquad  C=\{4,\,7\},\]

otteniamo il seguente diagramma  

Rendered by QuickLaTeX.com

Figura 1: diagramma di Eulero-Venn.


 

Sottoinsiemi

Questa parte è riservata agli abbonati

per continuare a leggere, attiva un abbonamento.

Mensile: 7,99€ / mese • Trimestrale: 19,99€ / 3 mesi • Annuale: 79,99€ / anno

Attiva abbonamento

Già abbonato? Accedi