L’integrazione secondo Riemann è uno strumento potente e con una relativa semplicità d’uso. Possiede però dei limiti: esso permette di integrare soltanto funzioni limitate su intervalli limitati. È possibile però estendere la nozione di integrale a una classe più ampia di funzioni, anche su intervalli illimitati, mediante un procedimento combinato di integrazione e limite, ottenendo i cosiddetti integrali impropri o generalizzati.
Questa dispensa è dedicata a tale importante tema e si focalizza sui seguenti punti:
- Come si definiscono formalmente gli integrali generalizzati?
- Quali sono le proprietà di questi strumenti e quali caratteristiche mantengono in comune con gli integrali “classici”?
- In cosa consistono i criteri di convergenza degli integrali impropri detti del confronto, della convergenza assoluta, della serie numerica?
- Cosa riguarda il criterio di Abel-Dirichlet sull’integrazione impropria di un prodotto e cosa sono le funzioni a variazione limitata?
Se desideri approfondire questi argomenti con spiegazioni chiare e numerosi esempi ed esercizi svolti, questa dispensa è quello di cui hai bisogno!
La conoscenza dei contenuti relativi agli integrali definiti e indefiniti è necessaria al fine di comprendere questo articolo.
Come ulteriori letture teoriche sul medesimo tema, consigliamo le seguenti, estratte dalla lista completa alla fine dell’articolo:
- Teorema fondamentale del calcolo integrale (approfondimento)
- Integrali ricorsivi
- Funzioni integrali – Teoria
Segnaliamo inoltre le seguenti raccolte di esercizi svolti:
- Esercizi sugli integrali impropri
- Esercizi sullo studio di funzioni integrali
- Esercizi sui limiti di funzioni integrali
- Esercizi sugli integrali immediati
- Integrali per sostituzione
- Integrali per parti
- Integrali di funzione razionale
- esercizi misti sugli integrali indefiniti
- esercizi misti sugli integrali definiti
Autori e revisori
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Revisori: Matteo Talluri.
Integrali impropri
Definizione e proprietà.
Infatti, poiché è limitata, se chiamiamo
vale
Si noti che l’integrale di Riemann può essere definito solo per una classe molto esigua di funzioni (limitate e definite su intervalli chiusi e limitati). In queste dispense vogliamo estendere la nozione di integrale in modo da includere funzioni illimitate o definite su intervalli illimitati. Per esempio, data la funzione
ci chiediamo se sia possibile definire il suo integrale sull’intervallo . Si noti che, fissato
, la funzione
è integrabile su
e risulta
Poiché la quantità a destra ammette limite per , ha senso definire
Questo tipo di integrale si chiama integrale generalizzato (o improprio) di su
.
Più in generale, dato un intervallo e una funzione
possiamo dare le seguenti definizioni.
Osservazione 1. Se è un intervallo e
è continua, allora
è localmente integrabile su
. Infatti,
è integrabile secondo Riemann su ogni sottointervallo chiuso e limitato
di
, essendo
continua e limitata su
.
In tal caso si pone
e l’integrale generalizzato (o improprio) di è detto convergente su
. Se invece
si dice che l’integrale generalizzato di è divergente su
.
-
Quindi
è integrabile secondo Riemann su
per ogni
. ↩
Osservazione 2. Se è un intervallo chiuso e limitato e
è integrabile secondo Riemann su
, allora
è integrabile in senso generalizzato su
e i due integrali coincidono.
Osservazione 3. In queste dispense l’intervallo dove è definito l’integrale generalizzato di è indicato con
(la chiusura di
). Dunque, se
, allora
, mentre se
allora
. In molti libri l’intervallo dove
è integrabile in senso generalizzato viene denotato anche con
, senza aggiungere la chiusura.
Analogamente, se con
e
è una funzione localmente integrabile sull’intervallo
2, allora
è integrabile in senso generalizzato su
se esiste finito il limite
e si pone
Si noti che è integrabile in senso generalizzato su
se e solo se la funzione la funzione
definita come
è integrabile in senso generalizzato su .
Esempio 1. Sia definita da
La funzione è continua su
, dunque è localmente integrabile su
. Andiamo a vedere se è integrabile in senso generalizzato su
Per ogni
abbiamo che
Poiché
ne deduciamo che è integrabile in senso generalizzato su
.
Esempio 2. Sia definita da
La funzione è continua su
, dunque è localmente integrabile su
. Andiamo a vedere se è integrabile in senso generalizzato su
Per ogni
abbiamo che
Poiché
ne deduciamo che non è integrabile in senso generalizzato su
(in questo caso l’integrale generalizzato di
su
diverge).
Esempio 3. Sia e consideriamo la funzione
definita come
Andiamo a determinare valori di per cui la funzione
risulta integrabile in senso generalizzato su
oppure su
. Chiaramente
è localmente integrabile sia su
che su
. Inoltre, fissato
risulta che
Quindi il limite per esiste finito se e solo se
. Fissato invece
abbiamo che
Dunque il limite per esiste finito se e solo se
.
Perciò l’integrale generalizzato di su
è convergente se e solo se
e risulta
mentre l’integrale generalizzato di su
è convergente se e solo se
e risulta
Più in generale, fissato , per ogni
possiamo considerare la funzione
definita come
In maniera analoga a prima, per ogni abbiamo che l’integrale generalizzato di
su
converge se e solo se
, mentre diverge per
. Invece l’integrale generalizzato di
su
converge se e solo se
, mentre diverge per
.
Si noti che negli esempi precedenti abbiamo sempre considerato funzioni illimitate o definite su intervalli illimitati. Infatti, nel caso in cui sia la funzione
che il suo intervallo di definizione
siano limitati, allora
risulta sempre integrabile in senso generalizzato su
.
Dimostrazione. Ricordiamo che se è un intervallo chiuso e limitato e
è una funzione limitata, allora
è integrabile secondo Riemann su
se e solo se per ogni
esiste una partizione
di
tale che
dove
Siano e sia
una funzione limitata e localmente integrabile su
. Sia inoltre
un qualsiasi prolungamento di
, cioè
Chiaramente anche la funzione è limitata, quindi esiste una costante
tale che
Fissato , sia
tale che
Poiché la funzione è integrabile secondo Riemann su
, allora esiste una partizione
di
che soddisfa
Chiaramente è una partizione di
e per costruzione
Allora
e quindi è integrabile secondo Riemann su
. In particolare
Ne segue che è integrabile in senso generalizzato su
e l’integrale generalizzato di
su
coincide con l’integrale di Riemann di
su
.
Esempio 4. Sia definita da
La funzione è continua e limitata su
, essendo
per ogni
. Allora, per il Teorema 1 abbiamo che
è integrabile in senso generalizzato su
.
Osservazione 4. Se è continua su
ed esiste finito
allora è prolungabile con continuità in
e dunque è limitata su
. In particolare, per il Teorema 1 la funzione
è sempre integrabile in senso generalizzato su
e il suo prolungamento continuo è integrabile secondo Riemann.
Sia con
e sia
una funzione localmente integrabile sull’intervallo
. Si può facilmente osservare che
è integrabile in senso generalizzato su
se e solo se lo è in un intorno sinistro di
, cioè se comunque preso
e
, la funzione
è integrabile in senso generalizzato su
. Inoltre vale
Possiamo dunque definire l’integrale generalizzato per una funzione definita su un intervallo aperto
con
nel seguente modo.
-
Quindi
è integrabile secondo Riemann su
per ogni
. ↩
-
Quindi
è integrabile secondo Riemann su
per ogni
.. ↩
Esempio 5. Fissato consideriamo di nuovo la funzione
definita come
Nell’esempio 3 abbiamo già visto che tale funzione è integrabile in senso generalizzato su se e solo se
, mentre è integrabile in senso generalizzato su
se e solo se
. Dunque per ogni
la funzione
non è mai integrabile in senso generalizzato su tutto
.
Esempio 6. Sia definita da
Si osservi che la funzione è continua su
, e dunque è localmente integrabile su tale intervallo. Se scegliamo il punto
abbiamo che
Poiché esistono entrambi i limiti per e
, ne deduciamo che
è integrabile in senso generalizzato su
e
Come abbiamo osservato prima, l’integrabilità in senso generalizzato di una funzione non dipende dalla scelta di
. In particolare, la funzione
risulta integrabile in senso generalizzato su
se e solo se esiste finito
cioè esiste tale che per ogni
esistono
con la proprietà che
In questo caso sarà .
Osservazione 5. Si noti che la funzione
deve essere vista come una funzione di due variabili e i limiti in e
devono essere calcolati in maniera indipendente l’uno dall’altro. Per esempio, se consideriamo la funzione
definita da
abbiamo che è localmente integrabile su
, ma non è integrabile in senso generalizzato su
. Infatti, preso
abbiamo
che non ammette limite per . D’altra parte
è una funzione dispari, dunque per ogni
è dunque esiste finito il limite
In tal caso, si pone
-
è derivabile su
e
per ogni
. ↩
Dimostrazione. Fissato , dal teorema fondamentale del calcolo integrale abbiamo
Dunque, la funzione è integrabile in senso generalizzato su
se e solo se esistono finiti i limiti
e risulta
La notazione adottata nel teorema precedente è molto utilizzata per il calcolo degli integrali impropri, ma è necessario fare attenzione nell’adoperarla.
Esempio 7. Sia definita da
La funzione è localmente integrabile su
e vediamo se è integrabile in senso generalizzato su
. Determiniamo una primitiva di
in
e integrando per parti otteniamo che
Osserviamo che per il primo termine a destra dell’uguale risulta
Ciò non implica che la funzione non sia integrabile in senso generalizzato su
, poiché l’integrale a destra dell’uguale può contribuire con ulteriori termini che possono rendere finito il limite della primitiva di
per
. Andiamo a determinare due numeri
tali che
Abbiamo che
da cui otteniamo
Dunque, una primitiva di è data da
Poiché5
allora risulta integrabile in senso generalizzato su
e con la notazione del teorema 2 si ha
Supponiamo ora di avere una funzione definita su un intervallo
eccetto in un punto
. In questo caso possiamo decomporre
con intervalli disgiunti e
possiamo definire l’integrale generalizzato di
su
richiedendo che
sia integrabile in senso generalizzato su
e
e ponendo
Più in generale possiamo considerare una funzione definita su
, con
sottoinsieme finito di
, e dare la seguente definizione.
-
Ricordiamo che
. ↩
con per
intervalli a due a due disgiunti. Sia
una funzione localmente integrabile su
6. La funzione
è integrabile in senso generalizzato su
se è integrabile in senso generalizzato su ogni intervallo
per
. In tal caso l’integrale generalizzato di
su
è definito come
-
Quindi
è localmente integrabile su ogni intervallo
per
. ↩
Esempio 8. Sia definita da
La funzione è localmente integrabile nel suo dominio di definizione è andiamo a vedere se è integrabile in senso generalizzato su
. Abbiamo che
e vediamo se
è integrabile in senso generalizzato su
. Iniziamo con il determinare una primitiva di
in
e osserviamo che
Tramite la sostituzione otteniamo che
e quindi
Dato che
abbiamo che è integrabile in senso generalizzato su
e
Inoltre la funzione è pari su
, quindi
Per e
possiamo dedurre che
è integrabile in senso generalizzato su
e
Quindi la funzione è integrabile su
e
Dalla linearità dell’integrale di Riemann e dalla linearità del limite risulta che anche l’integrale generalizzato è lineare. Più precisamente, se sono due funzioni integrabili in senso generalizzato su
, allora per ogni
anche la funzione
è integrabile in senso generalizzato su
e
Osservazione 6. Per vedere se una funzione è integrabile in senso generalizzato su
, è necessario calcolare i limiti di ogni singolo integrale generalizzato in maniera indipendente. Si consideri per esempio la funzione
Già sappiamo che questa funzione non è integrabile in senso generalizzato su perché non lo è su
. D’altra parte, per ogni
abbiamo che
Dunque esiste finito
Osservazione 7. Abbiamo visto che le funzioni e
non sono integrabili in senso generalizzato su
e
, rispettivamente, ma è possibile assegnare a questi due integrali un valore numerico calcolando il limite in maniera opportuna. Questo particolare tipo di integrazione prende il nome di valore principale di Cauchy e di solito si denota aggiungendo le lettere
di fronte all’integrale. Esso viene utilizzato in alcuni ambiti della matematica per dare un valore all’integrale di funzioni definite su
e/o con una singolarità isolata, nel caso in cui non siano integrabili in senso generalizzato. Più precisamente, per una funzione localmente integrabile
si definisce
se tale limite esiste finito, mentre per una funzione localmente integrabile con
si definisce
se tale limite esiste finito. Infine, per una funzione localmente integrabile si definisce
se tale limite esiste finito. In particolare, per i due esempi precedenti abbiamo che
Nell’Esempio 8 abbiamo utilizzato le formule di sostituzione per calcolare la primitiva della funzione . In realtà, la stessa formula di sostituzione può essere usata anche per calcolare direttamente l’integrale generalizzato di
.
Allora la funzione è integrabile in senso generalizzato su
se e solo se la funzione
è integrabile in senso generalizzato su e risulta
Dimostrazione. Poiché è derivabile con derivata continua su
e
è continua su
, allora la funzione
è continua su
. In particolare,
è localmente integrabile su
. Fissati
, dal teorema di integrazione per sostituzione per l’integrale di Riemann risulta
Poiché è integrabile in senso generalizzato su
e
ne deduciamo che
Quindi esiste finito il limite
Allora è integrabile in senso generalizzato su
e
Infine, per ottenere l’altra implicazione osserviamo che la funzione è invertibile (essendo strettamente crescente su
) e la sua inversa
soddisfa ancora le ipotesi del teorema (l’inversa di una funzione strettamente crescente e derivabile con derivata continua è anche essa strettamente crescente e derivabile con derivata continua). Dunque, se
è integrabile in senso generalizzato su
, allora la funzione
risulta integrabile in senso generalizzato su .
Si noti che se abbiamo una funzione derivabile con derivata continua che soddisfa
per ogni
, allora
è strettamente crescente. Inoltre questo teorema rimane vero se
è strettamente decrescente (per esempio quando
per ogni
) e
In questo caso abbiamo
Esempio 9. Consideriamo la funzione data da
Se consideriamo il cambio di variabili definito come
abbiamo che soddisfa le ipotesi del teorema precedente e
Dunque
A volte per calcolare un integrale per sostituzione è più semplice utilizzare l’inversa di . Infatti, se nell’esempio precedente poniamo
, da cui
, deduciamo immediatamente che
e che i nuovi estremi di integrazione per
sono
da cui otteniamo
Si noti che tramite il metodo di integrazione per sostituzione è possibile trasformare un integrale generalizzato in un integrale di Riemann e viceversa. Per esempio, se nell’esempio 6 consideriamo il cambio di variabili dato da
otteniamo
Osservazione 8. Il teorema 3 può anche essere usato per ricondurre lo studio dell’integrabilità di una funzione illimitata su un dominio limitato a quello di una funzione su un dominio illimitato, e viceversa. Infatti, siano e sia
una funzione continua su
. Se consideriamo la funzione
definita come
questa soddisfa le ipotesi del teorema precedente. Dunque è integrabile in senso generalizzato su
se e solo se la funzione
è integrabile in senso generalizzato su e
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