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Il metodo di bisezione

Metodo di bisezione

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Data un’equazione nella forma f(x)=0 in cui f è una funzione continua, il Il teorema di esistenza degli zeri permette di dimostrare l’esistenza di soluzioni in un intervallo [a,b], se f(a) e f(b) hanno segno diverso. Ricavare tali soluzioni in forma esplicita può essere difficile o anche impossibile. In tali casi, è utile determinare un’approssimazione delle soluzioni cercate e una stima dell’errore commesso.

Il metodo di bisezione è uno strumento in tale direzione, permettendo di ottenere tali approssimazioni con una precisione arbitraria, dipendente dal numero di passi che si intende compiere: partendo dall’intervallo iniziale, a ogni passo viene individuata la metà dell’intervallo contenente la soluzione, raddoppiando cioè la precisione sulla sua approssimazione.

Questo articolo espone il metodo in maniera chiara e precisa, mostrando esempi pratici e applicazioni al calcolo numerico. Esso risulta dunque una risorsa preziosa per studenti, appassionati e professionisti del settore. Se desideri intraprendere un intrigante viaggio nel mondo al confine tra la Matematica pura e l’analisi numerica, questo articolo è quello che cercavi!

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Di seguito le raccolte di esercizi su argomenti correlati:

 

Il metodo di bisezione: autori e revisori

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Introduzione

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Consideriamo un’equazione della forma

(1) \begin{equation*} f(x) = 0, \end{equation*}

dove f:[a,b] \rightarrow \mathbb{R} è una funzione continua sull’intervallo [a,b], per a,b \in \mathbb{R} con a<b. Quando la funzione f ha una forma elementare cioè è un polinomio di “grado basso”, una qualsiasi funzione elementare (come f(x) = e^x, f(x)=\cos(x), etc.), o una combinazione delle precedenti, l’equazione (1) può essere trattata con i metodi insegnati alle scuole superiori. Generalmente, per funzioni più complesse (e.g. f(x) = e^x+x), non è possibile calcolare analiticamente la soluzione dell’equazione (1) e bisogna ricorrere all’aiuto di un programma di calcolo per determinare se tale equazione ha una o più soluzioni nel campo dei numeri reali. In questi casi, se una soluzione esiste, ci si accontenta di una sua buona approssimazione. Esistono vari metodi di approssimazione ed il più elementare di questi è senza dubbio il metodo di bisezione che sfrutta il teorema degli zeri.

 

Metodo di bisezione

Un’idea intuitiva di cosa sia il metodo di bisezione è la seguente: è un metodo iterativo che prevede la costruzione di una successione di intervalli incapsulati che si stringono verso la soluzione. In poche parole, si costruisce una successione di intervalli via via più piccoli ognuno lungo la metà del precedente, tutti contenenti la soluzione; stringendo sempre di più l’intervallo ci si avvicina alla radice dell’equazione e si termina quando la lunghezza dell’n-esimo intervallo è sufficientemente piccola.

L’algoritmo generale del metodo di bisezione è descritto di seguito.

Consideriamo una funzione f: [a,b] \to \mathbb{R} continua nel proprio dominio e valutiamola agli estremi dell’intervallo.

Se la funzione valutata agli estremi ha segno opposto, cioè è tale che f(a)\cdot f(b)<0, per il teorema degli zeri la funzione f ammette almeno una radice reale in quell’intervallo [a,b]. Supponiamo che l’equazione f(x)=0 abbia una sola radice reale nell’intervallo [a,b].

Una volta individuato l’intervallo che contiene la soluzione, dobbiamo trovare il punto medio di tale intervallo e considerare quindi gli intervalli

\[\bigg[a,\dfrac{a+b}{2}\bigg] \qquad \mbox{e} \qquad \bigg[\dfrac{a+b}{2},b\bigg].\]

Analogamente a quanto fatto con l’intervallo [a,b] dobbiamo valutare la funzione agli estremi di entrambi gli intervalli, scegliendo l’intervallo dove la funzione valutata agli estremi abbia segno opposto, quindi se

\[f(a)\cdot f\left(\dfrac{a+b}{2}\right)<0\]

allora l’intervallo da considerare per il prossimo passo è

\[\bigg[a,\dfrac{a+b}{2}\bigg]\]

altrimenti si considera l’intervallo

\[\bigg[\dfrac{a+b}{2},b\bigg].\]

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