L’integrazione secondo Riemann è uno strumento potente e con una relativa semplicità d’uso. Possiede però dei limiti: esso permette di integrare soltanto funzioni limitate su intervalli limitati. È possibile però estendere la nozione di integrale a una classe più ampia di funzioni, anche su intervalli illimitati, mediante un procedimento combinato di integrazione e limite, ottenendo i cosiddetti integrali impropri o generalizzati.
Questa dispensa è dedicata a tale importante tema e si focalizza sui seguenti punti:
- Come si definiscono formalmente gli integrali generalizzati?
- Quali sono le proprietà di questi strumenti e quali caratteristiche mantengono in comune con gli integrali “classici”?
- In cosa consistono i criteri di convergenza degli integrali impropri detti del confronto, della convergenza assoluta, della serie numerica?
- Cosa riguarda il criterio di Abel-Dirichlet sull’integrazione impropria di un prodotto e cosa sono le funzioni a variazione limitata?
Se desideri approfondire questi argomenti con spiegazioni chiare e numerosi esempi ed esercizi svolti, questa dispensa è quello di cui hai bisogno!
La conoscenza dei contenuti relativi agli integrali definiti e indefiniti è necessaria al fine di comprendere questo articolo.
Come ulteriori letture teoriche sul medesimo tema, consigliamo le seguenti, estratte dalla lista completa alla fine dell’articolo:
- Teorema fondamentale del calcolo integrale (approfondimento)
- Integrali ricorsivi
- Funzioni integrali – Teoria
Segnaliamo inoltre le seguenti raccolte di esercizi svolti:
- Esercizi sugli integrali impropri
- Esercizi sullo studio di funzioni integrali
- Esercizi sui limiti di funzioni integrali
- Esercizi sugli integrali immediati
- Integrali per sostituzione
- Integrali per parti
- Integrali di funzione razionale
- esercizi misti sugli integrali indefiniti
- esercizi misti sugli integrali definiti
Autori e revisori
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Revisori: Matteo Talluri.
Integrali impropri
Definizione e proprietà.
Infatti, poiché è limitata, se chiamiamo
vale
Si noti che l’integrale di Riemann può essere definito solo per una classe molto esigua di funzioni (limitate e definite su intervalli chiusi e limitati). In queste dispense vogliamo estendere la nozione di integrale in modo da includere funzioni illimitate o definite su intervalli illimitati. Per esempio, data la funzione
ci chiediamo se sia possibile definire il suo integrale sull’intervallo . Si noti che, fissato
, la funzione
è integrabile su
e risulta
Poiché la quantità a destra ammette limite per , ha senso definire
Questo tipo di integrale si chiama integrale generalizzato (o improprio) di su
.
Più in generale, dato un intervallo e una funzione
possiamo dare le seguenti definizioni.
Osservazione 1. Se è un intervallo e
è continua, allora
è localmente integrabile su
. Infatti,
è integrabile secondo Riemann su ogni sottointervallo chiuso e limitato
di
, essendo
continua e limitata su
.
In tal caso si pone
e l’integrale generalizzato (o improprio) di è detto convergente su
. Se invece
si dice che l’integrale generalizzato di è divergente su
.
-
Quindi
è integrabile secondo Riemann su
per ogni
. ↩
Osservazione 2. Se è un intervallo chiuso e limitato e
è integrabile secondo Riemann su
, allora
è integrabile in senso generalizzato su
e i due integrali coincidono.
Osservazione 3. In queste dispense l’intervallo dove è definito l’integrale generalizzato di è indicato con
(la chiusura di
). Dunque, se
, allora
, mentre se
allora
. In molti libri l’intervallo dove
è integrabile in senso generalizzato viene denotato anche con
, senza aggiungere la chiusura.
Analogamente, se con
e
è una funzione localmente integrabile sull’intervallo
2, allora
è integrabile in senso generalizzato su
se esiste finito il limite
e si pone
Si noti che è integrabile in senso generalizzato su
se e solo se la funzione la funzione
definita come
è integrabile in senso generalizzato su .
Esempio 1. Sia definita da
La funzione è continua su
, dunque è localmente integrabile su
. Andiamo a vedere se è integrabile in senso generalizzato su
Per ogni
abbiamo che
Poiché
ne deduciamo che è integrabile in senso generalizzato su
.
Esempio 2. Sia definita da
La funzione è continua su
, dunque è localmente integrabile su
. Andiamo a vedere se è integrabile in senso generalizzato su
Per ogni
abbiamo che
Poiché
ne deduciamo che non è integrabile in senso generalizzato su
(in questo caso l’integrale generalizzato di
su
diverge).
Esempio 3. Sia e consideriamo la funzione
definita come
Andiamo a determinare valori di per cui la funzione
risulta integrabile in senso generalizzato su
oppure su
. Chiaramente
è localmente integrabile sia su
che su
. Inoltre, fissato
risulta che
Quindi il limite per esiste finito se e solo se
. Fissato invece
abbiamo che
Dunque il limite per esiste finito se e solo se
.
Perciò l’integrale generalizzato di su
è convergente se e solo se
e risulta
mentre l’integrale generalizzato di su
è convergente se e solo se
e risulta
Più in generale, fissato , per ogni
possiamo considerare la funzione
definita come
In maniera analoga a prima, per ogni abbiamo che l’integrale generalizzato di
su
converge se e solo se
, mentre diverge per
. Invece l’integrale generalizzato di
su
converge se e solo se
, mentre diverge per
.
Si noti che negli esempi precedenti abbiamo sempre considerato funzioni illimitate o definite su intervalli illimitati. Infatti, nel caso in cui sia la funzione
che il suo intervallo di definizione
siano limitati, allora
risulta sempre integrabile in senso generalizzato su
.
Dimostrazione. Ricordiamo che se è un intervallo chiuso e limitato e
è una funzione limitata, allora
è integrabile secondo Riemann su
se e solo se per ogni
esiste una partizione
di
tale che
dove
Siano e sia
una funzione limitata e localmente integrabile su
. Sia inoltre
un qualsiasi prolungamento di
, cioè
Chiaramente anche la funzione è limitata, quindi esiste una costante
tale che
Fissato , sia
tale che
Poiché la funzione è integrabile secondo Riemann su
, allora esiste una partizione
di
che soddisfa
Chiaramente è una partizione di
e per costruzione
Allora
e quindi è integrabile secondo Riemann su
. In particolare
Ne segue che è integrabile in senso generalizzato su
e l’integrale generalizzato di
su
coincide con l’integrale di Riemann di
su
.
Esempio 4. Sia definita da
La funzione è continua e limitata su
, essendo
per ogni
. Allora, per il Teorema 1 abbiamo che
è integrabile in senso generalizzato su
.
Osservazione 4. Se è continua su
ed esiste finito
allora è prolungabile con continuità in
e dunque è limitata su
. In particolare, per il Teorema 1 la funzione
è sempre integrabile in senso generalizzato su
e il suo prolungamento continuo è integrabile secondo Riemann.
Sia con
e sia
una funzione localmente integrabile sull’intervallo
. Si può facilmente osservare che
è integrabile in senso generalizzato su
se e solo se lo è in un intorno sinistro di
, cioè se comunque preso
e
, la funzione
è integrabile in senso generalizzato su
. Inoltre vale
Possiamo dunque definire l’integrale generalizzato per una funzione definita su un intervallo aperto
con
nel seguente modo.
-
Quindi
è integrabile secondo Riemann su
per ogni
. ↩
-
Quindi
è integrabile secondo Riemann su
per ogni
.. ↩
Esempio 5. Fissato consideriamo di nuovo la funzione
definita come
Nell’esempio 3 abbiamo già visto che tale funzione è integrabile in senso generalizzato su se e solo se
, mentre è integrabile in senso generalizzato su
se e solo se
. Dunque per ogni
la funzione
non è mai integrabile in senso generalizzato su tutto
.
Esempio 6. Sia definita da
Si osservi che la funzione è continua su
, e dunque è localmente integrabile su tale intervallo. Se scegliamo il punto
abbiamo che
Poiché esistono entrambi i limiti per e
, ne deduciamo che
è integrabile in senso generalizzato su
e
Come abbiamo osservato prima, l’integrabilità in senso generalizzato di una funzione non dipende dalla scelta di
. In particolare, la funzione
risulta integrabile in senso generalizzato su
se e solo se esiste finito
cioè esiste tale che per ogni
esistono
con la proprietà che
In questo caso sarà .
Osservazione 5. Si noti che la funzione
deve essere vista come una funzione di due variabili e i limiti in e
devono essere calcolati in maniera indipendente l’uno dall’altro. Per esempio, se consideriamo la funzione
definita da
abbiamo che è localmente integrabile su
, ma non è integrabile in senso generalizzato su
. Infatti, preso
abbiamo
che non ammette limite per . D’altra parte
è una funzione dispari, dunque per ogni
è dunque esiste finito il limite
In tal caso, si pone
-
è derivabile su
e
per ogni
. ↩
Dimostrazione. Fissato , dal teorema fondamentale del calcolo integrale abbiamo
Dunque, la funzione è integrabile in senso generalizzato su
se e solo se esistono finiti i limiti
e risulta
La notazione adottata nel teorema precedente è molto utilizzata per il calcolo degli integrali impropri, ma è necessario fare attenzione nell’adoperarla.
Esempio 7. Sia definita da
La funzione è localmente integrabile su
e vediamo se è integrabile in senso generalizzato su
. Determiniamo una primitiva di
in
e integrando per parti otteniamo che
Osserviamo che per il primo termine a destra dell’uguale risulta
Ciò non implica che la funzione non sia integrabile in senso generalizzato su
, poiché l’integrale a destra dell’uguale può contribuire con ulteriori termini che possono rendere finito il limite della primitiva di
per
. Andiamo a determinare due numeri
tali che
Abbiamo che
da cui otteniamo
Dunque, una primitiva di è data da
Poiché5
allora risulta integrabile in senso generalizzato su
e con la notazione del teorema 2 si ha
Supponiamo ora di avere una funzione definita su un intervallo
eccetto in un punto
. In questo caso possiamo decomporre
con intervalli disgiunti e
possiamo definire l’integrale generalizzato di
su
richiedendo che
sia integrabile in senso generalizzato su
e
e ponendo
Più in generale possiamo considerare una funzione definita su
, con
sottoinsieme finito di
, e dare la seguente definizione.
-
Ricordiamo che
. ↩
con per
intervalli a due a due disgiunti. Sia
una funzione localmente integrabile su
6. La funzione
è integrabile in senso generalizzato su
se è integrabile in senso generalizzato su ogni intervallo
per
. In tal caso l’integrale generalizzato di
su
è definito come
-
Quindi
è localmente integrabile su ogni intervallo
per
. ↩
Esempio 8. Sia definita da
La funzione è localmente integrabile nel suo dominio di definizione è andiamo a vedere se è integrabile in senso generalizzato su
. Abbiamo che
e vediamo se
è integrabile in senso generalizzato su
. Iniziamo con il determinare una primitiva di
in
e osserviamo che
Tramite la sostituzione otteniamo che
e quindi
Dato che
abbiamo che è integrabile in senso generalizzato su
e
Inoltre la funzione è pari su
, quindi
Per e
possiamo dedurre che
è integrabile in senso generalizzato su
e
Quindi la funzione è integrabile su
e
Dalla linearità dell’integrale di Riemann e dalla linearità del limite risulta che anche l’integrale generalizzato è lineare. Più precisamente, se sono due funzioni integrabili in senso generalizzato su
, allora per ogni
anche la funzione
è integrabile in senso generalizzato su
e
Osservazione 6. Per vedere se una funzione è integrabile in senso generalizzato su
, è necessario calcolare i limiti di ogni singolo integrale generalizzato in maniera indipendente. Si consideri per esempio la funzione
Già sappiamo che questa funzione non è integrabile in senso generalizzato su perché non lo è su
. D’altra parte, per ogni
abbiamo che
Dunque esiste finito
Osservazione 7. Abbiamo visto che le funzioni e
non sono integrabili in senso generalizzato su
e
, rispettivamente, ma è possibile assegnare a questi due integrali un valore numerico calcolando il limite in maniera opportuna. Questo particolare tipo di integrazione prende il nome di valore principale di Cauchy e di solito si denota aggiungendo le lettere
di fronte all’integrale. Esso viene utilizzato in alcuni ambiti della matematica per dare un valore all’integrale di funzioni definite su
e/o con una singolarità isolata, nel caso in cui non siano integrabili in senso generalizzato. Più precisamente, per una funzione localmente integrabile
si definisce
se tale limite esiste finito, mentre per una funzione localmente integrabile con
si definisce
se tale limite esiste finito. Infine, per una funzione localmente integrabile si definisce
se tale limite esiste finito. In particolare, per i due esempi precedenti abbiamo che
Nell’Esempio 8 abbiamo utilizzato le formule di sostituzione per calcolare la primitiva della funzione . In realtà, la stessa formula di sostituzione può essere usata anche per calcolare direttamente l’integrale generalizzato di
.
Allora la funzione è integrabile in senso generalizzato su
se e solo se la funzione
è integrabile in senso generalizzato su e risulta
Dimostrazione. Poiché è derivabile con derivata continua su
e
è continua su
, allora la funzione
è continua su
. In particolare,
è localmente integrabile su
. Fissati
, dal teorema di integrazione per sostituzione per l’integrale di Riemann risulta
Poiché è integrabile in senso generalizzato su
e
ne deduciamo che
Quindi esiste finito il limite
Allora è integrabile in senso generalizzato su
e
Infine, per ottenere l’altra implicazione osserviamo che la funzione è invertibile (essendo strettamente crescente su
) e la sua inversa
soddisfa ancora le ipotesi del teorema (l’inversa di una funzione strettamente crescente e derivabile con derivata continua è anche essa strettamente crescente e derivabile con derivata continua). Dunque, se
è integrabile in senso generalizzato su
, allora la funzione
risulta integrabile in senso generalizzato su .
Si noti che se abbiamo una funzione derivabile con derivata continua che soddisfa
per ogni
, allora
è strettamente crescente. Inoltre questo teorema rimane vero se
è strettamente decrescente (per esempio quando
per ogni
) e
In questo caso abbiamo
Esempio 9. Consideriamo la funzione data da
Se consideriamo il cambio di variabili definito come
abbiamo che soddisfa le ipotesi del teorema precedente e
Dunque
A volte per calcolare un integrale per sostituzione è più semplice utilizzare l’inversa di . Infatti, se nell’esempio precedente poniamo
, da cui
, deduciamo immediatamente che
e che i nuovi estremi di integrazione per
sono
da cui otteniamo
Si noti che tramite il metodo di integrazione per sostituzione è possibile trasformare un integrale generalizzato in un integrale di Riemann e viceversa. Per esempio, se nell’esempio 6 consideriamo il cambio di variabili dato da
otteniamo
Osservazione 8. Il teorema 3 può anche essere usato per ricondurre lo studio dell’integrabilità di una funzione illimitata su un dominio limitato a quello di una funzione su un dominio illimitato, e viceversa. Infatti, siano e sia
una funzione continua su
. Se consideriamo la funzione
definita come
questa soddisfa le ipotesi del teorema precedente. Dunque è integrabile in senso generalizzato su
se e solo se la funzione
è integrabile in senso generalizzato su e
Criteri di convergenza.
Sia con
e sia
una funzione non negativa e localmente integrabile su
. Allora la funzione
è non decrescente su e dunque esiste sempre il limite
Quindi l’integrale generalizzato di risulta convergente su
se e solo se tale limite è finito.
Se l’integrale generalizzato di è convergente su
, allora anche l’integrale generalizzato di
è convergente su
e si ha
Se invece l’integrale generalizzato di è divergente su
, allora anche l’integrale generalizzato di
è divergente su
.
Dimostrazione. Dalla disuguaglianza per ogni
, possiamo dedurre che
e dunque
(entrambi i limiti esistono in per quanto osservato prima). Quindi se l’integrale di
converge su
, allora anche l’integrale di
converge su
, mentre se l’integrale di
diverge su
, allora anche l’integrale di
diverge su
.
Vediamo come possiamo applicare questo risultato per studiare l’integrabilità in senso generalizzato di una funzione .
Esempio 10. Consideriamo al funzione
La funzione è ben definita e continua su
(il denominatore si annulla solo in
) e dunque ha senso chiedersi se
sia integrabile in senso generalizzato su
. Poiché non è semplice determinare una primitiva esplicita di
in termini di funzioni elementari (e non è detto che si possa fare), non possiamo argomentare come abbiamo fatto precedentemente. D’altra parte
è non negativa su
, perciò possiamo applicare il criterio del confronto.
Iniziamo studiando l’integrabilità in senso generalizzato in un intorno destro di . Osserviamo che
Poiché la funzione è integrabile in senso generalizzato su
(come dimostrato nell’esempio 3), dal teorema del confronto otteniamo che anche
è integrabile in senso generalizzato su
.
Analizziamo ora il comportamento di in un intorno di
. In questo caso abbiamo che
Poiché
ne segue che la funzione è integrabile in senso generalizzato su
, e dunque anche
lo è dal teorema del confronto. Quindi la funzione
è integrabile in senso generalizzato su tutto
.
Esempio 11. Consideriamo la funzione
La funzione è ben definita su
, dove è anche continua e dunque ci possiamo chiedere se
è integrabile in senso generalizzato su
. Poiché la funzione
è non negativa, possiamo applicare il criterio del confronto.
Per prima cosa controlliamo la convergenza dell’integrale generalizzato in un intorno sinistro e destro di .
Dato che
e la funzione è integrabile in senso generalizzato su
(come dimostrato all’interno dell’esempio 3, essendo
), dal teorema del confronto ne consegue che
è integrabile in senso generalizzato su
. Analogamente
è integrabile in senso generalizzato su
, perché
e è integrabile in senso generalizzato su
.
Invece, non è integrabile in senso generalizzato in un intorno di
, in quanto
e non è integrabile in senso generalizzato su
(ciò si può vedere sia calcolando la primitiva sia usando l’esempio 3 essendo
). Analogamente la funzione
non è integrabile in senso generalizzato in un intorno di
. In particolare
non è integrabile in senso generalizzato su
.
Come abbiamo visto, per studiare l’integrabilità di una funzione , è sufficiente controllare il comportamento della funzione in un intorno sinistro di
. Di conseguenza, dal criterio del confronto possiamo dedurre il seguente criterio di integrabilità.
Se l’integrale generalizzato di è convergente su
, allora anche l’integrale generalizzato di
è convergente su
. Se invece l’integrale generalizzato di
è divergente su
, allora anche l’integrale generalizzato di
è divergente su
.
Dimostrazione. La dimostrazione segue direttamente dal criterio del confronto. Infatti, poiché le funzioni e
sono integrabili secondo Riemann su
per ogni
, è sufficiente studiare il comportamento di
e
in un intorno sinistro di
. Siccome
è un O-grande di
, allora esiste
e una funzione limitata
tale che
Dal criterio del confronto segue che se l’integrale generalizzato di è convergente su
, allora anche l’integrale generalizzato di
è convergente su
, mentre se l’integrale generalizzato di
è divergente su
, allora anche l’integrale generalizzato di
è divergente su
.
Un’altra conseguenza del Teorema 4 è il criterio del confronto asintotico.
Allora l’integrale generalizzato di è convergente (divergente) su
se e solo se l’integrale generalizzato di
è convergente (divergente) su
.
Dimostrazione. Poiché le funzioni e
sono integrabili secondo Riemann su
per ogni
, allora è sufficiente studiare il comportamento di
e
in un intorno sinistro di
. Siccome
è strettamente positiva vicino a
, allora il rapporto
è ben definito in un intorno opportuno di
. In particolare,
e dalla definizione di limite possiamo trovare tale che
e dunque
Applicando il criterio del confronto prima ad e poi a
otteniamo che l’integrale generalizzato di
è convergente (divergente) su
se e solo se l’integrale generalizzato di
è convergente (divergente) su
.
Nel caso in cui
allora abbiamo solo che è un O-grande di
per
. Infatti, dalla definizione di limite esiste
tale che la funzione
è limitata e banalmente
In questo caso possiamo quindi applicare il Corollario 1.
Esempio 12. Consideriamo la funzione
Abbiamo che è ben definita e continua su
(il denominatore si annulla solo in
. Dunque, ha senso studiare la convergenza dell’integrale generalizzato di
su
. Abbiamo che
è non negativa su
e inoltre7
Poiché la funzione è integrabile in senso generalizzato su
, dal criterio del confronto asintotico otteniamo che
è integrabile in senso generalizzato su
. Inoltre
e la funzione è integrabile in senso generalizzato su
. Dunque
è integrabile in senso generalizzato su
per il criterio del confronto asintotico. In particolare,
è integrabile in senso generalizzato su tutto
.
-
Ricordiamo che
↩
Combinando il criterio del confronto asintotico con l’esempio 3 possiamo dedurre il seguente risultato.
- Sia
una funzione non negativa e localmente integrabile su
. Supponiamo che esista
tale che
Se
l’integrale generalizzato di
converge su
, mentre se
l’integrale di
diverge su
.
- Sia
una funzione non negativa e localmente integrabile su
. Supponiamo che esista
tale che
Se
l’integrale generalizzato di
converge su
, mentre se
l’integrale di
diverge su
.
Dimostrazione.
- Poiché
abbiamo che
è asintoticamente equivalente a
per
. Dunque dal criterio del confronto asintotico l’integrale generalizzato di
è convergente (divergente) su
se e solo se l’integrale generalizzato di
è convergente (divergente) su
. Dall’esempio 3 l’integrale generalizzato di
converge per
, mentre diverge per
.
- Poiché
abbiamo che
è asintoticamente equivalente a
per
. Dunque dal criterio del confronto asintotico l’integrale generalizzato di
è convergente (divergente) su
se e solo se l’integrale generalizzato di
è convergente (divergente) su
. In maniera analoga a quanto mostrato nell’esempio 3, abbiamo che l’integrale generalizzato di
converge per
, mentre diverge per
.
Si noti che tutti i risultati precedenti rimangono validi anche per un una funzione non positiva. Infatti, è sufficiente considerare la funzione
e osservare che l’integrale generalizzato di
converge (diverge) su
se e solo se l’integrale generalizzato di
converge (diverge) su
.
Sia ora una qualsiasi funzione localmente integrabile su un intervallo
. Se
non ha segno costante su
, allora non possiamo applicare i criteri precedenti per studiare la convergenza del suo integrale generalizzato su
. Se consideriamo però il suo modulo
, questa è una funzione non negativa ed è ancora localmente integrabile su
(se
è integrabile secondo Riemann su un intervallo chiuso e limitato
, allora anche
è integrabile secondo Riemann su
). Dunque a
possiamo applicare i criteri precedenti, e da ciò dedurre delle informazioni su
.
Dimostrazione. Consideriamo le due funzioni
Abbiamo che sono non negative e localmente integrabili su
e
Dal criterio del confronto segue che se è integrabile in senso generalizzato su
, allora anche
e
sono integrabili in senso generalizzato su
. Inoltre
quindi è integrabile in senso generalizzato su
. Infine, per ogni
abbiamo che
Facendo il limite per otteniamo
Esempio 13. Consideriamo la funzione
Abbiamo che è ben definita e continua su
, ma non ha segno costante. Se consideriamo il suo modulo abbiamo che8
(si noti che e
per
). Applicando il criterio del confronto asintotico e quello del confronto otteniamo che
è integrabile in senso generalizzato su
poiché
lo è. Inoltre
Abbiamo che la funzione è integrabile in senso generalizzato su
. Ciò può essere dimostrato usando la definizione e integrando per parti, oppure osservando che
è un O-grande di
per
, essendo
e che è integrabile in senso generalizzato su
. Quindi
è integrabile in senso generalizzato su
. Allora l’integrale generalizzato di
su
è assolutamente convergente, e quindi convergente.
-
Ricordiamo che
↩
Si noti che il viceversa del teorema 6 è falso, cioè esistono funzioni i cui integrali generalizzati su
sono convergenti, ma non assolutamente convergenti.
Esempio 14 (integrale di Dirichlet). Consideriamo la funzione definita da
Abbiamo che è continua su
e facciamo vedere l’integrale generalizzato di
converge su
. Per prima cosa osserviamo
è prolungabile con continuità a destra in
, poiché
dunque la funzione è integrabile in senso generalizzato su
. Rimane dunque da studiare l’integrabilità di
su
. Fissato
, integrando per parti otteniamo che
Osserviamo che esiste finito il limite
Dunque, la funzione risulta integrabile in senso generalizzato su
se e solo se la la funzione
è integrabile in senso generalizzato su . Poiché
dal teorema del confronto risulta che l’integrale generalizzato di è assolutamente convergente su
, e dunque convergente. Pertanto
è integrabile in senso generalizzato su tutto
.
D’altra parte abbiamo che l’integrale generalizzato di è divergente su
. Infatti, fissato
con
possiamo scrivere
La funzione è non crescente in
, dunque
Poiché è una funzione periodica di periodo
, allora
Perciò
Poiché è non negativa, esiste il limite
(si noti che il primo limite è fatto sui reali, mentre il secondo è fatto sui naturali). Dunque, per otteniamo
Figura 1: grafico di su
.
Poiché la serie
diverge, ne segue che l’integrale generalizzato di
è divergente su
, e quindi anche su
.
L’integrale generalizzato
è chiamato integrale di Dirichlet ed è possibile dimostrare che
Andiamo ora ad introdurre dei criteri per studiare il comportamento dell’integrale generalizzato di una funzione definita su un dominio illimitato. Come abbiamo visto nell’esempio precedente, è possibile ricondurre lo studio della convergenza dell’integrale di su
alla convergenza di una opportuna serie.
Dimostrazione. Per prima cosa osserviamo che se è una funzione non crescente su
, allora
è localmente integrabile su
. Dimostriamo intanto che
Sia con
, allora
Poiché è non crescente, allora
Perciò
Poiché è non negativa, abbiamo che esistono i limiti
Per otteniamo che
e dunque se l’integrale generalizzato di converge su
, allora la serie
è convergente.
Dimostriamo ora che
Sia con
, allora
Siccome la funzione è non crescente, abbiamo
Perciò
Poiché è non negativa, sappiamo che esistono i limiti
Per otteniamo che
e dunque se la serie è convergente, allora l’integrale generalizzato di
converge su
.
Esempio 15. Sia definita da
La funzione è continua su
è vediamo se è integrabile in senso generalizzato su tale intervallo. Osserviamo che
è non crescente su
. Infatti
e quindi
Quindi possiamo applicare il criterio della serie e ottenere che
Osserviamo che tale serie converge dal criterio del rapporto, infatti
Figura 2: Il grafico mostra la relazione tra la somma parziale della serie e l’integrale della funzione su un intervallo
. I rettangoli rappresentano i termini della serie, confrontati con l’area sotto la curva della funzione decrescente
.
Dunque l’integrale generalizzato di è convergente su
.
Si noti che la convergenza dell’integrale di su
può essere dedotta anche dal criterio del confronto. Infatti, se ci mettiamo su
abbiamo che
e dunque
Poiché l’integrale di converge su
, ne segue che
è integrabile in senso generalizzato su
e dunque anche su
.
In genere, il criterio della serie viene utilizzato al contrario, cioè per dedurre la convergenza (divergenza) di una serie a partire dalla convergenza (divergenza) dell’integrale generalizzato. Infatti, combinando il criterio della serie con l’esempio 3 ritroviamo che
Inoltre, è possibile stimare il valore della serie a tramite il valore dell’integrale generalizzato associato e viceversa, in quanto all’interno della dimostrazione del criterio della serie abbiamo provato che
allora l’integrale generalizzato di su
diverge.
Dimostrazione. Supponiamo che (il caso
è analogo). Poiché
dalla definizione di limite esiste ed esiste
tale che
Quindi, per ogni abbiamo
Per otteniamo che esiste il limite
Dunque l’integrale generalizzato di su
diverge.
Il teorema precedente può essere riformulato nel seguente modo: se l’integrale generalizzato di una funzione è convergente su
ed esiste
allora . Questo risultato è quindi in analogia con la nota condizione necessaria per le serie convergenti. Si noti però, che al contrario di ciò che accade per le serie, l’integrale generalizzato di
su
può convergere anche quando il limite di
per
non esiste.
Esempio 16 (Integrale di Fresnel). Consideriamo la funzione definita da
Abbiamo che non esiste il limite di per
, e facciamo vedere che
è integrabile in senso generalizzato su
. Poiché
è continua su
, è sufficiente far vedere che l’integrale generalizzato di
converge su
. Fissato
, integrando per parti, abbiamo
Poiché esiste finito
possiamo dedurre che è integrabile in senso generalizzato su
se e solo se la funzione
è integrabile in senso generalizzato su . Osserviamo che
e che l’integrale di su
è convergente. Allora l’integrale di
su
e assolutamente convergente, e quindi
è integrabile in senso generalizzato su
. Si noti infine che la funzione
è pari, dunque
è integrabile in senso generalizzato su tutto
. Analogamente, è possibile provare che anche la funzione
è integrabile in senso generalizzato su tutto
.
Le funzioni integrali
sono chiamate integrali di Fresnel ed è possibile dimostrare che
Figura 3: grafico di su
. Al contrario di
la funzione
risulta integrabile su
, grazie al fatto che oscilla sempre più rapidamente per
.
Si noti che negli esempi 14 e 16 per dimostrare la convergenza degli integrali generalizzati, abbiamo integrato per parti e sfruttato il fatto che il nuovo integrale così ottenuto convergeva. Questo tipo di ragionamento può essere formulato in maniera più generale. Prima di tutto diamo la seguente definizione.
Osservazione 9. Se con
è un intervallo e
è monotona (non decrescente o non crescente) e derivabile con derivata continua su
, allora
ha variazione limitata su
se e solo se è limitata. Infatti, se assumiamo che
sia non decrescente, allora per ogni
risulta
Dunque ha variazione limitata su
se e solo se esistono finiti i limiti
e ciò accade se e solo se è limitata. Analogamente, lo stesso ragionamento si può applicare se
è non decrescente.
Dimostrazione. Poiché ha una primitiva
limitata su
, allora
Fissato , dalla formula di integrazione per parti su
otteniamo
Per ipotesi, è infinitesima per
e
è limitata, dunque
Quindi è integrabile in senso generalizzato su
se e solo se
è integrabile in senso generalizzato su
. Poiché
e ha variazione limitata su
, ne consegue che
è assolutamente integrabile su
per il criterio del confronto. Dunque
è integrabile in senso generalizzato su
.
Grazie al criterio di Abel-Dirichlet otteniamo immediatamente che le funzioni
sono integrabili in senso generalizzato su , essendo
e la funzione è a variazione limitata su
(essendo monotona non crescente e limitata) e infinitesima per
, mentre
e
hanno una primitiva limitata su
(rispettivamente
e
).
Esempio 17. Sia e sia
definita da
La funzione è continua su
e vediamo se integrabile in senso generalizzato su
. Abbiamo che
e per la funzione
è a variazione limitata su
e infinitesima per
, mentre
ha una primitiva limitata su
(la funzione
). Allora per il criterio di Abel-Dirichlet otteniamo che
è integrabile in senso generalizzato su
, e quindi su
.
Osservazione 10. Si noti che la funzione per
è integrabile in senso generalizzato su
, ma è illimitata in ogni intorno di
.
Le ipotesi del teorema 9 possono essere ridotte, richiedendo per solo che sia localmente integrabile su
e che esista una funzione
continua e limitata su
e derivabile su
con
per
, dove
è sottoinsieme finito di
(o al più numerabile con accumulazione
se
è definita su
). Sotto queste ipotesi infatti, la formula di integrazione per parti continua a valere grazie alla proprietà di additività dell’integrale, e quindi il criterio di Abel-Dirichlet può essere dimostrato in maniera analoga a prima.
Esempio 18. Sia definita da
dove denota la parte intera inferiore di
, cioè
Fissato abbiamo che la funzione
risulta integrabile secondo Riemann su
essendo limitata e continua eccetto in un numero finito di punti. Ha quindi senso chiedersi se
sia integrabile in senso generalizzato su
. Se definiamo
abbiamo che la funzione risulta continua su
e derivabile su
con
per ogni
. Inoltre
è limitata su
, essendo compresa tra
e
(
nei punti dispari vale
, nei punti pari vale
ed è lineare sugli intervalli
per ogni
con
). Poiché
e ha variazione limitata ed è infinitesima per
, dal criterio di Abel-Dirichlet otteniamo che
è integrabile in senso generalizzato su
.
Dimostrazione. Sia il periodo della funzione
, cioè
Poiché la funzione è continua, non negativa e non identicamente nulla su
(se fosse nulla su
, sarebbe nulla su tutto
), allora
Fissato con
, dal fatto che
è periodica di periodo
otteniamo
Siccome è non negativa, allora esiste il limite
Per otteniamo
e dunque l’integrale generalizzato di diverge su
.
Osservazione 11. Nel teorema 10 è importante assumere che abbia segno costante per dedurre che l’integrale diverge. Infatti, la funzione
è periodica su
, ma l’integrale di
su
non diverge (e nemmeno converge), in quanto non esiste il limite per
di
Concludiamo questa sottosezione con tre esempi significativi.
Esempio 19. Siano e sia
definita come
Andiamo a determinare per quali valori di la funzione
è integrabile in senso generalizzato in un intorno di
,
e
(sia da sinistra che da destra).
- Fissato
, studiamo l’integrabilità di
su
. Per
e
abbiamo che esiste
Dunque, dal teorema 8 l’integrale generalizzato di
su
è divergente.
Per
e
abbiamo che
dunque
è un O-grande di
per
. Inoltre
è integrabile in senso generalizzato su
, poiché
Dunque l’integrale generalizzato di
su
converge.
Per
otteniamo che
Fissato
, tramite la sostituzione
otteniamo
e
Quindi, dal teorema 3 abbiamo che
è integrabile in senso generalizzato su
se e solo se la funzione
è integrabile in senso generalizzato su
. Per quanto osservato prima, abbiamo che se
e
, allora l’integrale di
su
diverge, mentre se
e
l’integrale di
su
converge. Infine, se
, allora
e dunque l’integrale di
su
, converge se
, mentre diverge se
. Dunque per
l’integrale generalizzato di
converge su
se
e
oppure
e
, mentre diverge se
e
oppure
e
.
- Fissato
, studiamo l’integrabilità di
su
. Osserviamo che
dunque per il criterio del confronto asintotico l’integrale di
converge su
se e solo se l’integrale di
converge su
. Fissato
, tramite la sostituzione
otteniamo
e
(si noti che
). Dal teorema 3 deduciamo quindi che l’integrale di
converge su
se e solo se l’integrale di
converge su
. Dal punto
abbiamo che l’integrale di
converge su
se
e
, oppure
e
, mentre diverge se
e
oppure
e
. Quindi l’integrale generalizzato di
su
converge se
e
, oppure
,
e
, mentre diverge se
e
oppure
,
e
.
- Fissato
studiamo l’integrabilità di
su
. Osserviamo che
essendo
per
. Dunque, dal criterio del confronto asintotico otteniamo che l’integrale generalizzato di
converge su
se
e
, mentre diverge se
e
.
Analogamente, fissato , l’integrale generalizzato di
converge su
se
e
, mentre diverge se
e
.
Possiamo riepilogare i precedenti risultati nella seguente tabella.
Esempio 20. Siano e sia
definita come
Andiamo a determinare per quali valori di la funzione
è integrabile in senso generalizzato in un intorno di
e
.
- Fissato
, studiamo l’integrabilità di
su
. Per
abbiamo che
dunque l’integrale generalizzato di
converge su
se e solo se
.
Se
, allora tramite la sostituzione
otteniamo
e
Dunque, per il teorema 3
è integrabile in senso generalizzato su
se e solo se
è integrabile in senso generalizzato su
.
Se
, allora la funzione
ha variazione limitata su
ed è infinitesima per
. Inoltre, la funzione
ha una primitiva limitata su
(la funzione
). Dunque, per il criterio di Abel-Dirichlet l’integrale generalizzato di
converge su
.
Se
, per
otteniamo che
che non ammette limite per
. Dunque
non è integrabile in senso generalizzato su
.
Infine, se
, fissato
con
abbiamo che
Poiché
ha segno costante in
, allora per il teorema della media ponderata esisterà
tale che
Quindi
Poiché
e
, allora
In particolare, non esiste il limite
e dunque la serie
non converge (è indeterminata). Ne consegue che non esiste il limite
e dunque
non è integrabile in senso generalizzato su
. In particolare,
non è integrabile in senso generalizzato su
.
Quindi la funzione
è integrabile in senso generalizzato su
se e solo se
.
- Fissato
, studiamo l’integrabilità di
su
. Tramite la sostituzione
otteniamo
e
Dunque, per il teorema 3 abbiamo che
è integrabile in senso generalizzato su
se e solo se la funzione
è integrabile in senso generalizzato su
. Per quanto visto prima ciò accade se e solo se
, cioè
.
Possiamo riepilogare i precedenti risultati nella seguente tabella.
Esempio 21. Sia e consideriamo l’integrale improprio
Andiamo a determinare per quali valori di tale integrale è convergente. Osserviamo che la funzione integranda
è ben definita è continua su . Quindi dobbiamo studiare l’integrabilità in senso generalizzato di
in un intorno di
. Se
si ha
poiché per ogni
. Di conseguenza
che diverge per il teorema 10, essendo una funzione periodica di periodo
.
Il caso è più difficile da studiare. Per prima cosa, possiamo scrivere
e inoltre
dove e
denotano, rispettivamente la parte intera inferiore e superiore di
, cioè
Di conseguenza
Definiamo
Per ogni con
risulta che
Dunque, abbiamo
da cui per induzione si può ricavare che
dove è il semifattoriale di
, definito come il prodotto dei numeri positivi minori di
avente stessa parità di
, cioè
Grazie alla formula di Stirling
e al fatto che per
, abbiamo che
Quindi, risulta
Ne consegue che
Dunque, otteniamo
Esercizi svolti
Leggi...
dire se converge e in caso positivo calcolarne il valore.
Soluzione. Se consideriamo la funzione
abbiamo che è ben definita su
ed è continua su tale insieme, quindi localmente integrabile. Per vedere se
è integrabile in senso generalizzato su
, dobbiamo dunque studiare la convergenza dell’integrale improprio negli intervallo
e
.
Iniziamo studiando l’integrabilità di in senso generalizzato su
. Fissato
, integrando per parti abbiamo che
Se nel secondo integrale facciamo la sostituzione , otteniamo
e
Andiamo a determinare due numeri tali che
Abbiamo che
Dunque e
, da cui otteniamo
Se calcoliamo il limite per otteniamo
Dunque è integrabile in senso generalizzato su
e
Vediamo ora se è integrabile in senso generalizzato su
e per fare ciò andiamo a determiniamo una primitiva di
su
. Integrando per parti otteniamo che
Nel secondo integrale, se facciamo la sostituzione otteniamo
e
Come prima andiamo a determinare due numeri tali che
Abbiamo che
Dunque e otteniamo
Quindi
Se ci calcoliamo i limiti per e
, in maniera analoga a prima otteniamo
Ne consegue che è integrabile in senso generalizzato su
e
Pertanto, l’integrale generalizzato di converge su
e
dire se converge e in caso positivo calcolarne il valore.
Soluzione. Se consideriamo la funzione
abbiamo che è ben definita e continua su tutto
(il denominatore non si annulla mai), e dunque è localmente integrabile su
. Per vedere se
è integrabile in senso generalizzato su
andiamoci a calcolare una primitiva su tale insieme. Grazie alla sostituzione
otteniamo
e
Poiché
otteniamo che è integrabile in senso generalizzato su
e
dire se è integrabile in senso generalizzato nel suo dominio e in caso positivo calcolarne il valore.
Soluzione. Il dominio della funzione è dato da
Quindi il dominio di è l’intervallo
, dove è anche continua, e vediamo se
è integrabile in senso generalizzato su
. Tramite la sostituzione
otteniamo
e
Poiché
deduciamo che è integrabile in senso generalizzato su
e
dire se converge e in caso positivo calcolarne il valore.
Soluzione. La funzione integranda
è continua su e controlliamo se è integrabile in senso generalizzato in un intorno destro di
. Abbiamo che
quindi è integrabile in senso generalizzato su
per il criterio del confronto. Calcoliamo il valore dell’integrale di
su
e abbiamo
Alternativamente potevamo utilizzare che
dire se converge e in caso positivo calcolarne il valore.
Soluzione. Ponendo abbiamo
Se consideriamo la funzione integranda
abbiamo che è ben definita e continua su
. Dunque dobbiamo controllare l’integrabilità in senso generalizzato di
in un intorno destro di 0. Per
abbiamo
quindi per il criterio del confronto asintotico è integrabile in senso generalizzato su
. Dunque l’integrale
è convergente. Concludiamo calcolando il valore di tale integrale e abbiamo
Soluzione. Calcoliamo per prima cosa il dominio della funzione integranda
e abbiamo che è dato da
Pertanto è definita e continua su
. Dobbiamo perciò controllare se
sia integrabile in senso generalizzato in un intorno destro di
. Per
abbiamo che
grazie al fatto che e
per
. Per il criterio del confronto asintotico e dall’esempio 19 concludiamo che
Soluzione. Osserviamo che la funzione integranda
è ben definita e continua su . Dobbiamo quindi studiare l’integrabilità in senso generalizzato di
in un intorno destro di
e in un intorno di
. Per
si ha
Dunque per il criterio del confronto asintotico
Per abbiamo
essendo
Quindi per il criterio del confronto asintotico e l’esempio 19 si ha
Mettendo a sistema i valori trovati abbiamo
Si conclude che è integrabile in senso generalizzato su
se e solo se
.
- Determinare per quali valori del parametro
l’integrale converge.
- Calcolare il valore dell’integrale nel caso particolare
.
Soluzione.
- Osserviamo che la funzione integranda
è ben definita e continua su
. Dobbiamo dunque controllare per quali valori di
è integrabile in senso generalizzato in un intorno di
. Per
abbiamo
dunque per il criterio del confronto asintotico l’integrale di
è convergente su
se e solo se
.
- Se poniamo
(quindi l’integrale generalizzato di
è convergente su
), abbiamo
Andiamo a determinare quattro numeri
tali che
Abbiamo che
Dunque
,
,
e
, da cui otteniamo
Riferimenti bibliografici
[1] Giuseppe De Marco: Analisi 1. Zanichelli, 1996.
[2] Enrico Giusti: Analisi Matematica 1, Bollati Boringhieri, 2002.
[3] Marco Pavone: Integrali impropri e funzioni integrali. Aracne, 1992.
Tutta la teoria di analisi matematica
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