I concetti di derivata e di integrale sono profondamente correlati, nonostante il loro legame non sia evidente a un primo sguardo. Infatti, mentre la derivata corrisponde all’idea intuitiva di “tasso di variazione infinitesimale” di una funzione, il concetto di integrale corrisponde a quello di “area sottesa al grafico” di una funzione. Si può però vedere che le operazioni di derivazione e di integrazione sono l’una inversa dell’altra, in un senso che viene precisato dal teorema fondamentale del calcolo integrale: sotto opportune ipotesi, la derivata in della funzione integrale
è pari a
e, viceversa, l’integrale
della derivata è pari a
.
Questo articolo è dedicato a uno studio profondo ma chiaro dei precedenti risultati, trattando i seguenti argomenti:
- Definizione di primitiva di una funzione, sue proprietà e condizioni necessarie per l’esistenza di primitive;
- Prima parte del teorema fondamentale del calcolo integrale: la funzione integrale di una funzione continua è una sua primitiva;
- Seconda parte del teorema fondamentale del calcolo integrale: la funzione integrale della derivata
è pari a
a meno di una costante.
Ogni teorema viene motivato da domande introduttive e illustrato da esempi e controesempi di difficile reperibilità che chiariscono il ruolo delle ipotesi. Nel testo vengono inoltre proposti esercizi le cui soluzioni sono raccolte alla fine del volume.
Il testo, scritto con precisione meticolosa e chiarezza didattica, è quindi un’utile risorsa formativa e un’avventura appassionante nel cuore del calcolo integrale. Buona lettura!
Consigliamo la lettura del seguente materiale teorico su argomenti correlati:
- Integrali definiti e indefiniti;
- Teoria sugli integrali impropri;
- Funzioni integrali – Teoria;
- Integrali ricorsivi
Segnaliamo anche le seguenti raccolte di esercizi:
- Esercizi integrali definiti;
- Esercizi misti sugli integrali indefiniti;
- Esercizi sugli integrali impropri – 1
- Esercizi sugli integrali impropri – 2.
Teorema fondamentale del calcolo integrale: introduzione
Leggi...
I risultati principali di questo lavoro sono il teorema 4.1 e il teorema 5.2, costituenti la prima e la seconda parte del famoso teorema fondamentale del calcolo integrale:
- Il teorema 4.1 afferma che la derivata della funzione integrale di una funzione
continua è pari a
;
- Il teorema 5.2 afferma che l’integrale della derivata di una funzione derivabile
è pari a
(a meno di una costante).
Il lavoro è così organizzato:
- Nella sezione 2 vengono richiamate le definizioni fondamentali utili nel seguito.
- Nella sezione 3 viene presentata una prima proprietà delle primitive di una funzione fissata: esse differiscono per una costante. Nella sezione 3.1 viene presentato il teorema di Darboux il quale garantisce che la derivata di una funzione
in un intervallo
assume tutti i valori compresi tra
e
; ciò implica che, affinché una funzione
ammetta una primitiva, deve soddisfare tale proprietà, detta dei valori intermedi.
- Nella sezione 4 viene studiata la questione dell’uguaglianza tra una funzione
e la derivata della sua funzione integrale. Viene presentato il teorema 4.1, che afferma che, se
è una funzione continua, allora la sua funzione integrale è derivabile e la sua derivata è proprio pari a
; si tratta, quindi, di un teorema di esistenza di primitive: una funzione continua ammette come primitiva la sua funzione integrale.
Nella sezione 4.1 analizziamo alcuni esempi che mostrano come non sia in generale possibile, rinunciando all’ipotesi di continuità, ottenere
come derivata della sua funzione integrale.
- Nella sezione 5 presentiamo il secondo risultato principale della dispensa: il teorema 5.2; esso afferma che, se una funzione
è derivabile e la sua derivata
è integrabile, allora la funzione integrale di
differisce da
per una costante: più precisamente, vale la nota formula
(1)
Nella sezione 5.1 utilizziamo questo risultato per rispondere a una questione posta nella sezione 4.1, costruendo un ulteriore controesempio all’esistenza di primitive di una certa funzione.
Teorema fondamentale del calcolo integrale: notazioni
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insieme dei numeri naturali positivi; | |
insieme dei numeri reali; | |
derivata della funzione |
|
derivata destra della funzione |
|
derivata sinistra della funzione |
|
somme di Riemann inferiore e superiore della funzione |
|
integrale inferiore e superiore di |
|
integrale di Riemann della funzione |
|
estremo superiore della funzione |
|
estremo inferiore della funzione |
Definizioni
Leggi...
(2)
esiste ed è finito; il valore di tale limite viene detto derivata di in
.
si dice derivabile in
(o, più semplicemente, derivabile) se essa è derivabile per ogni
.
Osservazione 2.1. Sottolineiamo come per noi una funzione è derivabile se la sua derivata esiste ed è finita ovunque; ciò differisce dalla definizione utilizzata da alcuni autori, i quali richiedono la sola esistenza della derivata.
Collegata a quella di derivata è la definizione di primitiva.
(3)
Si dice che ammette primitive se esiste almeno una sua primitiva.
In altre parole, ammette primitive se essa è la derivata di qualche funzione
derivabile. L’uso del plurale è giustificato dal fatto che, se
ha una primitiva
, allora ne ha infinite: tutte le funzioni
con
sono primitive di
.
Non richiamiamo esplicitamente la definizione di funzione integrabile secondo Riemann, rimandando il lettore, ad esempio, alla dispensa relativa all’integrale di Riemann [2]. Usiamo questo concetto per definire quello di funzione integrale.
(4)
Primitive
Introduzione.
(5)
Dimostrazione. Definiamo la funzione . Ovviamente
è derivabile e vale
(6)
Siano con
; per il teorema di Lagrange esiste
tale che
(7)
Inserendo (6) in (7), si ottiene
(8)
Per l’arbitrarietà di (8) mostra che la funzione
è costante, cioè che esiste
tale che
(9)
Ricordando che , (9) implica la tesi.
Osservazione 3.1. Subito dopo la definizione 2.2 abbiamo notato che, se è una primitiva di una funzione
, allora ogni funzione
con
è un’altra primitiva di
. La proposizione 3.1 mostra, d’altra parte, che tali funzioni esauriscono le primitive di una certa funzione
, cioè che tutte le primitive di
si ottengono aggiungendo una costante
a una di esse.
Possiamo quindi concludere che tutte e sole le primitive di una funzione si ottengono aggiungendo una costante a una qualsiasi di esse.
Condizione necessaria per l'esistenza di primitive.
(10)
che si può riassumere nella disuguaglianza
(11)
Se è un punto di massimo, valgono conclusioni analoghe con le disuguaglianze invertite.
Dimostrazione. Osserviamo che, per dimostrare la (10), basta provare che
(12)
(dove e
denotano le derivate rispettivamente destra e sinistra di
in
).
Infatti (12) implica chiaramente i casi
e
di (10).
Se
, l’esistenza della derivata
e le disuguaglianze (12) implicano
(13)
Dimostriamo quindi le (12). Supponiamo a tal fine che sia un punto di minimo relativo per
. Allora esiste
tale che
(14)
Passando al limite per (che esiste per la derivabilità di
in
), si ha
(15)
che prova la prima delle disuguaglianze in (12). Con un ragionamento analogo si ottiene
(16)
Ciò conclude la dimostrazione di (12).
La disuguaglianza (11) si ottiene facilmente da (10).
Possiamo ora dimostrare il teorema di Darboux; in sostanza, esso afferma che l’immagine di un intervallo tramite una derivata è ancora un intervallo.
Osservazione 3.2. L’ipotesi che sia strettamente compreso tra
e
è necessaria affinché
sia strettamente compreso tra
e
, come mostra l’esempio della funzione
definita da
.
Anche se , in generale esiste alcun
tale che
, come si vede dall’esempio della funzione
definita da
. Poiché
, si ha
(17)
Tale fenomeno non può presentarsi per come abbiamo enunciato il teorema 3.3, in quanto il fatto che sia strettamente compreso tra
e
implica in particolare che
.
Dimostrazione del teorema 3.3.
Senza ledere la generalità, possiamo supporre , in quanto l’altro caso è analogo (o si ottiene, ad esempio, applicando questa dimostrazione alla funzione
).
Supponiamo quindi
. Allora la funzione
definita da
(18)
è derivabile, quindi continua; per il teorema di Weierstrass, esiste che sia un punto di minimo assoluto per
in
. Dimostriamo che
. Infatti, poiché
è l’estremo sinistro dell’intervallo, se esso fosse un punto di minimo assoluto di
, per il lemma 3.2 dovrebbe valere
(19)
che è assurdo per l’ipotesi . Per un ragionamento simile,
, e quindi
. Allora, di nuovo per il lemma 3.2, si ha
(20)
Il teorema di Darboux può essere riletto nell’ottica dell’esistenza delle primitive di una certa funzione : affiché essa ammetta primitive, deve necessariamente soddisfare la cosiddetta proprietà dei valori intermedi.
(21)
Osservazione 3.3. La proprietà dei valori intermedi, essendo una condizione necessaria all’esistenza di primitive, può essere quindi usata come “criterio negativo” per stabilire che una data funzione non ammette primitive.
Esempio 3.1. La funzione definita da
(22)
non soddisfa la proprietà del valor medio, infatti si ha
(23)
ma non esiste alcun per cui si abbia
. Per il teorema 3.3, non esiste alcuna funzione
tale che
.
Possiamo chiederci se la proprietà dei valori intermedi, oltre a essere necessaria per l’esistenza di primitive, sia anche sufficiente. Più precisamente, tentiamo di rispondere alla seguente questione.
Domanda 3.1. Il teorema di Darboux si può invertire? Cioè, se è una funzione soddisfacente la proprietà dei valori intermedi, si può concludere che essa è la derivata di qualche funzione
?
La risposta alla domanda è purtroppo negativa: esistono funzioni soddisfacenti la proprietà dei valori intermedi che non ammettono primitive. Per dimostrarlo, osserviamo che l’esistenza di primitive è una proprietà stabile rispetto alla somma: se ammettono rispettivamente
come loro primitive, allora
ammette primitive, e una di esse è data proprio da
.
Invece, la proprietà dei valori intermedi non si conserva per somma. Per verificarlo, consideriamo le funzioni definite da
(24)
Entrambe soddisfano la proprietà dei valori intermedi (verificarlo per esercizio), ma la loro differenza
(25)
non la soddisfa. Ciò in particolare implica che almeno una tra e
non può ammettere primitive (se così non fosse, la loro differenza ammetterebbe primitive e quindi soddisferebbe la proprietà dei valori intermedi).
Esistenza di primitive: il teorema fondamentale del calcolo integrale
Introduzione.
Anche alla luce dell’osservazione fatta nell’introduzione, riguardo all’idea che gli operatori di derivazione e integrazione siano l’uno inverso dell’altro, ci si potrebbe chiedere se la funzione integrale di possa essere la primitiva
cercata. Più precisamente, questa sezione è dedicata allo studio delle seguenti questioni.
Domanda 4.1. Sia una funzione integrabile. Sotto quali condizioni si può concludere che
(26)
Nella domanda 4.1, ci si interroga, in particolare, sotto quali ipotesi una primitiva di è data dalla sua funzione integrale.
Dalla risposta alla domanda 3.1 si vede che, anche ipotizzando che abbia la proprietà dei valori intermedi,
può non avere alcuna primitiva; in particolare la (26) non vale in generale.
Si potrebbe pensare che, rafforzando l’ipotesi dei valori intermedi, l’esistenza di primitive possa essere garantita. Ad esempio, ci si può chiedere se una funzione
continua (che sicuramente ha la proprietà di Darboux, per il teorema dei valori intermedi) ammetta primitive e se soddisfi la (26).
Il prossimo importante risultato mostra come la continuità di dia risposta affermativa alla domanda 4.1.
(27)
Osservazione 4.1. Si può rileggere il teorema 4.1 nel seguente modo: la derivata della funzione integrale di una funzione continua è uguale alla funzione stessa.
Il teorema 4.1 è un semplice corollario del prossimo risultato.
(28)
Dimostrazione del teorema 4.2. Senza ledere la generalità scegliamo (agli estremi dell’intervallo basterà considerare solo la derivata destra o sinistra).
Occorre provare che
(29)
Per fissare le idee, supponiamo (l’altro caso è analogo). Abbiamo quindi
(30)
Vogliamo usare l’ipotesi di continuità di in
per stimare l’ultimo termine dell’uguaglianza e mostrare che esso è arbitrariamente vicino a
. Sia quindi
.
Poiché
è continua in
, esiste
tale che
(31)
Se , si ha quindi
(32)
Poiché le funzioni integrande al primo e al terzo membro sono costanti e l’intervallo di integrazione ha ampiezza , otteniamo
(33)
Confrontando (30) e (33), per l’arbitrarietà di si ottiene che
è derivabile in
e inoltre vale
(34)
Osservazione 4.2. Il teorema 4.1 è quindi un risultato (essenzialmente l’unico) di esistenza di primitive per funzioni reali su un intervallo: stabilisce cioè che tutte le funzioni di una particolare classe (quelle continue su un intervallo) ammettono primitive; inoltre fornisce una descrizione di tali primitive: una di esse è la funzione integrale di
.
Controesempi all'esistenza di primitive.
La prima questione che occorre affrontare per dare un senso all’equazione (26) è la derivabilità della funzione integrale.
Domanda 4.2. Sia una funzione integrabile. Si può affermare che la sua funzione integrale
è derivabile?
La risposta è negativa, come mostra il prossimo esempio.
Esempio 4.1. Sia la funzione dell’esempio 3.1, cioè la funzione
definita da
(35)
è chiaramente integrabile, ma la sua funzione integrale
(36)
non è derivabile in . Come si evincerà dall’osservazione 5.3, ciò implica che
non può ammettere primitive.
Abbiamo quindi visto che la derivabilità della funzione integrale di una funzione
limitata non è automaticamente garantita. Come nota a margine, si può dimostrare però che
è sempre continua, come mostra il prossimo esercizio, per la cui soluzione rimandiamo alla sezione 6.
Ci si può chiedere se, richiedendo per ipotesi la derivabilità della funzione integrale, si possa rispondere affermativamente alla domanda 4.1. Più precisamente, si può analizzare la seguente questione.
Domanda 4.3. Sia una funzione integrabile tale che la funzione integrale
sia derivabile. Si può concludere che vale (26)? In altre parole, si può dire
è una primitiva di
?
Anche per questa domanda la risposta è negativa, come mostra il prossimo esempio.
Esempio 4.2. Sia la funzione definita da
(37)
è integrabile e la sua funzione integrale soddisfa
(38)
è quindi derivabile, con derivata identicamente nulla. Ma la (26) non è valida e
non è una primitiva di
, in quanto
(39)
Oltretutto, non può ammettere primitive in quanto essa non soddisfa la proprietà di Darboux.
All’esempio 4.2 si potrebbe obiettare che la funzione non possiede la proprietà di Darboux. Possiamo quindi studiare la seguente questione.
Domanda 4.4. Sia una funzione integrabile, soddisfacente la proprietà di Darboux e tale che la sua funzione integrale
sia derivabile. Si può concludere la (26)?
Analizzando la questione da un punto di vista euristico, si può osservare che, mentre la proprietà dei valori intermedi è di tipo puntuale, cioè dipende dal valore della funzione in ogni singolo punto, l’integrabilità non lo è: cambiando il valore di una funzione in un unico punto, la sua integrabilità e il valore del suo integrale non cambiano.
Ciò vuole suggerire che, in qualche modo, l’integrabilità e la proprietà di Darboux “non si parlano”. Anche per la domanda 4.4, infatti, la risposta è negativa, come si vedrà nell’esempio 5.1.
Teorema fondamentale del calcolo integrale: seconda parte
introduzione.
Domanda 5.1. Sia una funzione derivabile. Si può dire che
(40)
Chiaramente la domanda 5.1 ha in generale una risposta negativa: calcolando i due membri di (40) nel punto si avrebbe
(41)
Ciò pone una restrizione al valore di in un punto, che è “vista” dal membro di destra della (43) ma non da quello di sinistra: si ha infatti
(42)
Si può ovviare a questo problema sottraendo a una opportuna costante (il valore
), in modo che (40) possa di principio essere soddisfatta.
Domanda 5.2. Sia una funzione derivabile. Si può dire che
(43)
Si può facilmente vedere che la domanda 5.2 ha risposta affermativa se è derivabile con continuità, come mostra il prossimo risultato, che è un semplice corollario del teorema 4.1.
Dimostrazione. Poiché è continua, il teorema 4.1 implica che la funzione integrale
di
, definita da
(45)
è una primitiva di . Poiché ovviamente anche
è una primitiva di
, otteniamo
(46)
dove la prima uguaglianza segue dalla proposizione 3.1, mentre la seconda uguaglianza segue dal fatto che .
Abbiamo così dimostrato la (43) nel caso in cui sia continua. Viene naturale chiedersi se tale formula vale in ipotesi più generali, ad esempio se
sia soltanto derivabile.)
Il primo aspetto che occorre affrontare affinché l’equazione (43) abbia senso è chiedersi se l’integrale di
sia ben definito.
Domanda 5.3. Sia una funzione derivabile. Si può dire che
è integrabile?
La risposta è negativa, come mostra l’esempio della funzione determinata dal matematico italiano Vito Volterra: una funzione derivabile ovunque, la cui derivata è limitata ma non integrabile secondo Riemann. Non proviamo l’esistenza di tale funzione, che esula dagli scopi di questa dispensa, e utilizza strumenti più avanzati che il lettore potrebbe non possedere.
A questo punto, ci si può chiedere se, assumendo per ipotesi l’integrabilità di , si possa dimostrare la validità di (43).
Domanda 5.4. Sia una funzione derivabile tale che
sia limitata e integrabile secondo Riemann. Si può concludere che vale la (43)?
La risposta è affermativa, come mostrato dal prossimo risultato che costituisce la seconda parte del teorema fondamentale del calcolo integrale e che costituisce una generalizzazione della proposizione 5.1. Il teorema in sostanza afferma che, se la (43) si può scrivere, allora essa è valida.
(47)
Dimostrazione. Chiamiamo e cominciamo innanzitutto con l’osservare che è sufficiente mostrare la (47) per
;
L’idea principale della dimostrazione consiste nel far vedere che il numero reale è compreso tra le somme inferiore e superiore di
relative a una generica partizione dell’intervallo
. Poiché, per l’ipotesi di integrabilità di
, l’unico numero reale con tale proprietà è proprio l’integrale di
, ciò mostrerà la (47).
Sia una partizione di
:
(48)
dove
(49)
Le somme superiore e inferiore di relative alla partizione
sono definite da
(50)
Applicando il teorema di Lagrange alla funzione su ognuno degli intervalli
, per ogni
esiste
tale che
(51)
Sommando su tutti gli intervalli otteniamo
(52)
Quest’ultima quantità, per come sono definite e
, soddisfa
(53)
da cui, per la (52), si ottiene
(54)
Per l’arbitrarietà della partizione , si può passare all’estremo superiore per
e all’estremo inferiore per
su tutte le partizioni
di
e ottenere
(55)
dove le quantità e
sono dette rispettivamente integrale inferiore e integrale superiore di
su
e sono definite da
(56)
D’altra parte, poiché è per ipotesi integrabile secondo Riemann (cf. [2, definizione 3]), si ha
(57)
Unendo (55) e (57) si ottiene (47).
Osservazione 5.1. La formula (47) rimarrebbe vera indebolendo le ipotesi su : si potrebbe cioè richiedere che essa sia derivabile solo su
e che sia continua in
e
.
Infatti, analizzando la dimostrazione, si vede che è sufficiente poter applicare a
il teorema di Lagrange su
, e quelle elencate sopra sono proprio le condizioni per poterlo fare.
Osservazione 5.2. L’ipotesi che sia limitata è importante per la dimostrazione (senza di essa, ad esempio, non potrebbero essere scritte le somme superiori e inferiori di
) e non è automaticamente soddisfatta, come mostra il prossimo esercizio, per la cui soluzione rimandiamo alla sezione 6.
Chiamando , il teorema 5.2 si può rileggere dal punto di vista del legame tra la funzione integrale di
e una sua primitiva. Lo esplicitiamo nel seguente corollario.
(58)
In altre parole, la funzione integrale di
è una primitiva di
.
Dimostrazione. Se è una primitiva di
, dalla (47) e dalla definizione di
si ha
(59)
Poiché è una primitiva di
, ciò implica che
è derivabile per ogni
e vale
(60)
Osservazione 5.3. Possiamo quindi vedere il corollario 5.3 come un risultato di “unicità” (a meno di costanti) delle primitive: se una funzione integrabile ammette una primitiva , essa coincide (a meno della costante
) con la sua funzione integrale.
Ciò può essere considerato quindi un criterio per escludere che una funzione integrabile ammetta una primitiva: se la sua funzione integrale
non è derivabile o non vale la (58), allora per il teorema 5.2 non può esistere alcuna primitiva di
. Questo mostra che la funzione dell’esempio 3.1 non ammette alcuna primitiva.
Un altro controesempio.
Esempio 5.1. Sia la funzione definita da
(61)
Si può verificare che soddisfa la proprietà di Darboux e che
è integrabile in
(in quanto essa è limitata e ha
come unico punto di discontinuità).
Sia
la funzione definita come
(62)
Affermiamo che , cioè che
è una funzione integrale di
.
Infatti, supponiamo per fissare le idee
;
è chiaramente una primitiva di
in
; pertanto, per il teorema 5.2, per ogni
si ha
(63)
Poiché è continua e
è limitata (cf. esercizio 4.1), passando al limite per
si ottiene
(64)
Si può verificare che è ovunque derivabile e vale
(65)
Come si può osservare, (58) non è valida in quanto si ha , quindi
non è una primitiva di
. Di nuovo per il corollario 5.3, otteniamo che
non può ammettere alcuna primitiva, in quanto la sua funzione integrale
non è una di esse.
Soluzioni degli esercizi
Soluzione dell'esercizio 4.1.
(66)
Chiaramente, una funzione soddisfacente (66) è in particolare continua.
Affermiamo che, nel nostro caso, si può scegliere
(67)
Osserviamo innanzitutto che la costante definita da (67) soddisfa
per l’ipotesi di limitatezza di
.
Si ha
(68)
dove nella prima disuguaglianza abbiamo usato la disuguaglianza triangolare integrale e nella seconda disuguaglianza abbiamo sfruttato (67). Ciò prova che è lipschitziana con costante di Lipschitz pari proprio a
.
Soluzione dell'esercizio 5.1.
(69)
Dalla definizione segue che è derivabile in
e la sua derivata è pari a
(70)
Si può facilmente vedere che è illimitata in un intorno di
. Infatti, ad esempio si può considerare la successione
(71)
Si ha e
(72)
Per completare la soluzione, occorre solo provare che è derivabile in
. Affermiamo che
; infatti
(73)
Poiché , ciò prova che
(74)
Osservazione 6.1.
Riferimenti bibliografici
[1] Acerbi, E. & Buttazzo, G., Primo corso di Analisi Matematica, Pitagora Editrice (1997).
[2] Qui si risolve, teoria integrali definiti e indefiniti — integrazione secondo Riemann;
[3] La dimostrazione del teorema 5.2 è ad opera di G. Bramanti e Vincenzo Rubino.
Scarica la teoria
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- Math Stack Exchange – Parte della rete Stack Exchange, questo sito è un forum di domande e risposte specificamente dedicato alla matematica. È una delle piattaforme più popolari per discutere e risolvere problemi matematici di vario livello, dall’elementare all’avanzato.
- Art of Problem Solving (AoPS) – Questo sito è molto noto tra gli studenti di matematica di livello avanzato e i partecipanti a competizioni matematiche. Offre forum, corsi online, e risorse educative su una vasta gamma di argomenti.
- MathOverflow – Questo sito è destinato a matematici professionisti e ricercatori. È una piattaforma per domande di ricerca avanzata in matematica. È strettamente legato a Math Stack Exchange ma è orientato a un pubblico con una formazione più avanzata.
- PlanetMath – Una comunità collaborativa di matematici che crea e cura articoli enciclopedici e altre risorse di matematica. È simile a Wikipedia, ma focalizzata esclusivamente sulla matematica.
- Wolfram MathWorld – Una delle risorse online più complete per la matematica. Contiene migliaia di articoli su argomenti di matematica, creati e curati da esperti. Sebbene non sia un forum, è una risorsa eccellente per la teoria matematica.
- The Math Forum – Un sito storico che offre un’ampia gamma di risorse, inclusi forum di discussione, articoli e risorse educative. Sebbene alcune parti del sito siano state integrate con altri servizi, come NCTM, rimane una risorsa preziosa per la comunità educativa.
- Stack Overflow (sezione matematica) – Sebbene Stack Overflow sia principalmente noto per la programmazione, ci sono anche discussioni rilevanti di matematica applicata, specialmente nel contesto della scienza dei dati, statistica, e algoritmi.
- Reddit (r/Math) – Un subreddit popolare dove si possono trovare discussioni su una vasta gamma di argomenti matematici. È meno formale rispetto ai siti di domande e risposte come Math Stack Exchange, ma ha una comunità attiva e molte discussioni interessanti.
- Brilliant.org – Offre corsi interattivi e problemi di matematica e scienza. È particolarmente utile per chi vuole allenare le proprie capacità di problem solving in matematica.
- Khan Academy – Una risorsa educativa globale con lezioni video, esercizi interattivi e articoli su una vasta gamma di argomenti di matematica, dalla scuola elementare all’università.