La funzione è una funzione integrale dalle importanti proprietà: essa consiste infatti in una generalizzazione del fattoriale al caso di variabile non intera. Tale funzione, in virtù della proprietà
che definisce appunto il fattoriale, consente di stabilire alcuni risultati molto importanti. Essa è infatti profondamente legata alla costante di Eulero-Mascheroni, cioè al tasso di crescita delle somme della serie armonica, e inoltre consente di esprimere il volume e la superficie delle sfere in qualunque dimensione.
Questa dispensa, pensata per un pubblico esperto di Analisi Matematica, presenta queste e altre interessanti applicazioni alle equazioni differenziali e alla geometria, coniugando rigore teorico ed esempi pratici. Essa è inoltre corredata di esercizi anche molto difficili, adatti a chi desideri cimentarsi con materiale originale, complesso e di difficile reperibilità.
Se desideri entrare nel mondo affascinante della funzione Gamma, questo articolo è quello che cercavi!
Consigliamo la lettura dei seguenti articoli su materiale correlato:
- Teoria ed esercizi sulla funzione Beta;
- Funzioni Digamma e Trigamma;
- Serie di Fourier – Teoria e applicazioni.
Autori e revisori
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Revisori: Valerio Brunetti.
Prerequisiti
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- Disuguaglianza di Cauchy-Schwarz e sua forma integrale (DISUGUAGLIANZE FONDAMENTALI)
- Definizioni di fattoriali e coefficienti binomiali (COMBINATORIA)
- Convessità per punti medi e continuità comportano convessità sulla parte interna del dominio,
disuguaglianza di Hermite-Hadamard (CONVESSITÀ)
- Teorema di Beppo Levi, Teorema di Fubini, Teorema di convergenza dominata
e derivazione sotto il segno di integrale (ANALISI FUNZIONALE)
- Trasformata di Laplace e Teorema di Frullani (TRASFORMATA DI LAPLACE)
- Serie di Maclaurin notevoli (TEOREMA DI TAYLOR)
- Convergenza puntuale e uniforme di prodotti infiniti (SERIE DI FUNZIONI)
- Divergenza della serie armonica (SERIE NUMERICHE)
- Formula di integrazione per parti (TECNICHE DI CALCOLO SIMBOLICO E NUMERICO DI INTEGRALI)
- Prodotto di Weierstrass di seno e coseno (ANALISI COMPLESSA, TEORIA E PRATICA DEI POLINOMI ORTOGONALI)
- Principio di riflessione di Schwartz (ANALISI COMPLESSA)
- Teorema dei residui, Teorema di inversione di Lagrange, funzioni meromorfe (ANALISI COMPLESSA)
- Creative telescoping (SERIE NUMERICHE)
- Notazioni di Landau e Vinogradov (NOTAZIONI DI LANDAU E VINOGRADOV)
- Spazio
e serie di Fourier (ANALISI FUNZIONALE)
Forma integrale
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(1)
L’integrale converge per ogni e dà luogo ad una funzione positiva, di classe
e logaritmicamente convessa. Convergenza e positività discendono direttamente dalla struttura dell’integranda:
Con stime analoghe si prova la continuità di . La log-convessità è una conseguenza della forma integrale della disuguaglianza di Cauchy-Schwarz. Dalla disuguaglianza
(2)
si ha che è convessa per punti medi. Tuttavia
è continua, dunque è convessa (si faccia riferimento anche al capitolo sulla CONVESSITÀ). Alternativamente possiamo applicare la disuguaglianza di Cauchy-Schwarz alla coppia di funzioni integrande
, ottenendo
che comporta
. Per composizione di applicazioni convesse abbiamo che anche
è convessa, pertanto ha rapporto incrementale crescente. Per derivazione sotto il segno di integrale si ha
(3)
dunque tutte le derivate di indice pari sono positive e (log-)convesse: è sufficiente replicare l’argomentazione del precedente paragrafo. Vale e per ogni
la formula di integrazione per parti comporta
(4)
per induzione abbiamo dunque che è una funzione che estende il fattoriale:
(5)
Per motivi storici1 la funzione è definita attraverso una traslazione del parametro di
:
Tale shift modifica il dominio ma chiaramente non incide sulla log-convessità della funzione o delle sue derivate di indice pari. Considerando la determinazione principale del logaritmo in abbiamo inoltre che l’integrale presente in (6) risulta convergente per ogni
con parte reale positiva. Ciò definisce una funzione analitica sul semipiano destro, che può essere prolungata tramite la relazione funzionale
. Iterando tale relazione abbiamo
da cui la possibilità di esprimere i simboli di Pochhammer crescenti come rapporti di valori della funzione :
Abbiamo ad esempio che e che
risulta una funzione olomorfa in un intorno di
. In virtù della relazione funzionale il prolungamento analitico dell’integrale in (6) presenta un polo semplice di residuo
in corrispondenza di
.
Per ogni numero naturale abbiamo
Si verifichi che lo stesso vale per , ossia che per ogni
si ha
Dimostrazione. Abbiamo già visto che e che
è convessa su
, dunque il punto di minimo è unico ed occorre tra
e
. Tale punto di minimo è anche punto di minimo di
, che ammette zeri negli estremi dell’intervallo
e risulta negativa all’interno. Come vedremo nel prossimo capitolo sulla FUNZIONE DIGAMMA, gli sviluppi di Taylor al prim’ordine di
in
e
sono rispettivamente dati da
dove è la costante di Eulero-Mascheroni, che vale approssimativamente
. Abbiamo pertanto che il polinomio di terzo grado
soddisfa ed approssima piuttosto bene
su
.
Possiamo pertanto localizzare approssimativamente l’ascissa stazionaria risolvendo e ottenendo
.
Con tecniche più sofisticate, come il metodo della secante-tangente applicato a , possiamo raffinare la precedente stima fino a ottenere
Le usuali dimostrazioni di questo risultato transitano da interpretazioni probabilistiche: l’argomento del limite è la probabilità che una variabile di Poisson assuma valori minori o uguali alla sua media, dunque l’invocazione del Teorema centrale del limite conduce rapidamente alla tesi. In queste note proponiamo un approccio più low-tech basato unicamente sulla .
Dimostrazione. Per il binomio di Newton si ha
dunque integrando ambo i membri contro su
ed operando la sostituzione
abbiamo
che può essere equivalentemente provata facendo ricorso alla formula di Taylor con resto integrale.
La tesi diviene a questo punto
Per la forma debole della disuguaglianza di Stirling (esercizio 19) il termine è asintotico a
. La funzione
è positiva e decrescente su
e la sua serie di Maclaurin è della forma
, si ha inoltre
per ogni
. Se consideriamo la disuguaglianza
valida per , abbiamo che
ma poiché per ogni
, per via delle approssimazioni di Padé del logaritmo, il termine destro dell’ultima disuguaglianza è
e si ha
provando la tesi.
-
Questa è una convenzione un po’ infelice: la definizione alternativa
avrebbe peggiorato l’estetica della regione di convergenza ma avrebbe semplificato, o almeno reso più intuitive, molte proprietà algebriche della funzione
e della funzione Beta. Ma questo è un accidente storico con cui abbiamo imparato a convivere. ↩
Disuguaglianza di Gautschi
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Dimostrazione. La convessità di comporta che si abbia
per ogni e per ogni
. Scegliendo
e
abbiamo
mentre scegliendo e
abbiamo
La disuguaglianza di Gautschi può essere ulteriormente raffinata approssimando accuratamente la derivata prima o seconda di : questo approccio, assieme alla disuguaglianza di Stirling, sarà investigato nel capitolo sulle funzioni DIGAMMA E TRIGAMMA.
Prodotto di Eulero
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convergono puntualmente e monotonamente alla funzione . Per il Teorema di Beppo Levi abbiamo dunque che per ogni
vale
(7)
L’integrale che compare nel membro destro può essere calcolato attraverso integrazione per parti e induzione, e costituisce una prima istanza di quanto tratteremo nel capitolo successivo, ossia la funzione Beta di Eulero:
(8)
Per ogni sufficientemente grande abbiamo che
può essere espresso come prodotto telescopico:
Poiché , vale l’identità
(9)
Il prodotto infinito che figura nel membro destro converge uniformemente su ogni compatto del piano complesso che non contiene interi negativi. Il prodotto di Eulero è pertanto il prolungamento analitico dell’integrale di Legendre e prova che la funzione non ha zeri nel piano complesso. Esso prova inoltre che
Costante 
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Per la disuguaglianza di Hermite-Hadamard (si faccia riferimento al capitolo sulla CONVESSITÀ) la differenza tra e
è limitata da una costante. Ciò può essere provato in svariati modi, anche semplicemente osservando che
è una somma con termini positivi controllati da , che è sommabile. Il limite
definisce la costante
di Eulero-Mascheroni. Per il paragrafo precedente si ha
, e per quanto visto nel capitolo TRASFORMATA DI LAPLACE (teorema di Frullani) la costante di Eulero-Mascheroni ammette una (relativamente) semplice rappresentazione integrale:
(10)
Possiamo a questo punto osservare che l’ultima integranda è data dalla differenza di due funzioni meromorfe con un polo semplice in di residuo
. Inoltre
pertanto vale anche
(11)
Poiché si ha inoltre che
coincide con la derivata di
nel punto
.
Dimostrazione. Abbiamo già visto che la funzione è analitica in un intorno di zero, e per quanto appena esposto sulla costante di Eulero-Mascheroni si ha
Posto abbiamo pertanto
per , ed esponenziando ambo i membri
si provi attraverso l’inversione di Lagrange che questi soddisfano
e che vale (Fontana, Mascheroni)
Dimostrazione. Abbiamo immediatamente
dunque la tesi è equivalente a
La funzione coseno integrale per ogni
è definita attraverso
dove la formula di integrazione per parti garantisce
da cui segue per
a causa della limitatezza del seno. In particolare è sufficiente provare
dove, da qui in avanti, gli integrali su intervalli illimitati sono da intendersi in senso di Riemann improprio. Utilizzando la notazione per la funzione indicatrice dell’intervallo
, possiamo riformulare la tesi in maniera molto sintetica:
ed applicare la proprietà della trasformata di Laplace per cui . Ciò fornisce
(12)
dove nell’ultimo passaggio ci siamo serviti della rappresentazione integrale (10). Non resta che provare che l’ultimo integrale riportato è nullo. Ciò è semplice in quanto l’integranda ha una primitiva elementare e per ogni si ha
dove è sufficiente considerare il limite per e
.
Prodotto di Weierstrass e formula di riflessione
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converge uniformemente su ogni compatto di che non contiene numeri interi negativi e definisce una funzione meromorfa, mai nulla, con poli semplici in
. Considerando il quoziente tra
e
, espressa attraverso il prodotto di Eulero, abbiamo che
è una funzione intera e mai nulla, il cui logaritmo (determinazione principale) coincide con
Ciò prova che il prodotto di Eulero può essere riarrangiato in un prodotto di Weierstrass:
e il prodotto converge uniformemente su ogni compatto di che non contiene interi negativi.
A questo punto sopraggiunge una tentazione irresistibile, che è quella di moltiplicare tra loro e
e scoprire a cosa conduce la massiccia cancellazione di fattori che ha luogo. Rammentiamo dal capitolo di ANALISI COMPLESSA che
è una funzione intera di ordine
che ammette il seguente prodotto di Weierstrass, uniformemente convergente su ogni compatto di
:
Per dimostrare tale identità in ambito puramente reale è sufficiente ricorrere alla fattorizzazione dei polinomi di Chebyshev del secondo tipo, come visto nel capitolo sui POLINOMI ORTOGONALI. Nel nostro caso, per ogni non intero abbiamo
Un immediato corollario è l’identità : la formula di riflessione valutata in
fornisce
e l’integrale che definisce
è certamente reale e positivo. Una valida alternativa è l’applicazione del teorema di Fubini:
È anche possibile far ricorso alla formula di duplicazione, che vedremo nella sezione successiva.
Dimostrazione. Per definizione di modulo e per il principio di riflessione di Schwartz si ha
dove in virtù delle equazioni funzionali il membro destro può essere espresso come
e la conclusione segue immediatamente da .
Dimostrazione. La serie è convergente per il criterio di Leibniz e può essere riarrangiata come segue:
Il prodotto infinito che compare nel membro destro è noto in letteratura come prodotto di Wallis e può essere facilmente calcolato attraverso la fattorizzazione di Weierstrass del seno:
In conclusione
Come addendum, l’applicazione del teorema di Frullani conduce ad una (relativamente) semplice rappresentazione integrale per :
Dimostrazione. Abbiamo già visto che
ed applicando la derivata logaritmica agli estremi abbiamo che
vale, almeno puntualmente, per ogni . Il termine principale della serie a membro destro ha modulo
, dunque la convergenza è uniforme su ogni sottoinsieme compatto di
e nel senso della sommazione simmetrica
(14)
Da ciò segue che, sempre nel senso della sommazione simmetrica,
(15)
Per parità e in virtù della sostituzione abbiamo
Per periodicità della funzione seno il membro destro coincide con
dunque avvalendoci del Teorema di convergenza dominata e di quanto provato in precedenza abbiamo che
per ogni .
Dimostrazione. In virtù dell’equazione funzionale e della formula di riflessione si ha
L’idea ora è piuttosto semplice: decomporre in fratti semplici e avvalersi del risultato
.
è una funzione meromorfa con poli semplici in
e per ogni
contenuto in quest’ultimo insieme si ha
da cui segue che l’integranda può essere decomposta come
dove e la periodicità del seno permettono immediatamente di concludere:
Formule di moltiplicazione e binomiali centrali
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attraverso il calcolo di poli e residui delle derivate logaritmiche di ambo i membri (trucco di Herglotz). La dimostrazione che qui proponiamo delle formule di moltiplicazione ricade all’interno di questa famiglia: sottolineiamo tuttavia che al prezzo di qualche manipolazione algebrica in più, le identità che stiamo per provare possono essere meccanicamente derivate dal prodotto di Eulero o dal prodotto di Weierstrass.
La formula di duplicazione è chiaramente un caso particolare della formula di moltiplicazione, ed entrambi i risultati possono essere provati con la stessa tecnica. Per semplicità di esposizione ci limitiamo a dimostrare la formula di Legendre.
Dimostrazione. Consideriamo la funzione
In quanto quoziente di funzioni meromorfe questa è certamente una funzione meromorfa. Osserviamo che il denominatore ha poli semplici in corrispondenza degli elementi dell’insieme
, e che lo stesso si può affermare per il numeratore. Poiché la funzione
non ha zeri,
risulta una funzione intera e mai nulla sul piano complesso. In virtù dell’equazione funzionale per la
abbiamo inoltre
dunque è necessariamente della forma
, e il valore esplicito di
può essere recuperato dal calcolo esplicito di
:
Il lettore o la lettrice zelante avrà a questo punto realizzato che l’esercizio 1 non è altro che l’istanza della formula di duplicazione, legata a doppio filo al comportamento dei binomiali centrali. Rammentiamo a tale proposito che per ogni
, in virtù della formula di integrazione per parti e del principio di induzione, si ha
(16)
dove la funzione è positiva, decrescente e log-convessa su
. Queste due rappresentazioni integrali hanno estrema rilevanza in molti contesti: permettono di determinare il prodotto di Wallis senza far ricorso alla fattorizzazione di Weierstrass del seno, sono legate ai numeri di Catalan, alle serie di Maclaurin di
(da cui Newton ha derivato la “sua” serie per
) e a quelle di molte altre funzioni ipergeometriche con parametri semi-interi. Ripercorrendo i sentieri dell’esercizio 1 abbiamo ad esempio che per ogni
vale
e ponendo risulta
da cui segue
per ogni . I binomial centrali normalizzati
e il termini
definiti tramite la funzione
hanno il medesimo valore in
e soddisfano la medesima ricorrenza, per cui coincidono. Tale ricorrenza,
permette di determinare molto accuratamente il comportamento asintotico dei . Già soltanto la rappresentazione integrale ci fornisce una stima discretamente accurata: sull’intervallo
abbiamo per convessità
, che integrata fornisce
. L’esponenziazione dell’ultima disuguaglianza dà luogo a
, da cui
D’altra parte il medesimo discorso applicato al secondo integrale in (16), legato al reciproco di , trasmuta questa maggiorazione in una minorazione analoga:
provando di fatto che . Stime più fini possono essere effettuate osservando che
così come
dove abbiamo sfruttato l’identità che discende dal prodotto di Weierstrass del coseno.
A questo punto il creative telescoping ci viene in soccorso. È algebricamente immediato verificare che per ogni si ha
dunque per prodotti telescopici vale il seguente raffinamento di (17):
Più banalmente, per ogni si ha
, dunque anche la minorazione (18) può essere raffinata mediante prodotti telescopici:
Per ogni la differenza tra la maggiorazione fornita da (19) e la minorazione fornita da (20) è minore di
e si comporta asintoticamente come
.
Buffamente, sono molto pochi i software di Algebra computazionale che al momento (2021) sono in grado di venire immediatamente a capo di questo esercizio. Ci auguriamo che la sua risoluzione sia un primo passo verso la conquista dell’ambita medaglietta BETTERTHANMATHEMATICA™.
Dimostrazione. Per la formula di duplicazione abbiamo
dove il membro destro è una funzione meromorfa con un polo semplice in avente residuo
per ogni
. Ciò comporta3
(21)
e poiché , in virtù della serie di Maclaurin di
abbiamo
dove il raggio di convergenza dell’ultima serie di Maclaurin è . Considerando solo i primi termini della serie e riapplicando
agli estremi otteniamo stime molto più accurate delle precedenti per il comportamento asintotico dei binomiali centrali normalizzati per
.
Dimostrazione. La tecnica che stiamo per mettere in atto è quella di determinare il comportamento asintotico di per poi esponenziarlo. Osserviamo immediatamente che, per sommazione per parti,
dove e
comportano
(22)
per qualche costante legata al valore di
. Notiamo infine che il comportamento asintotico dei binomiali centrali ci fornisce esplicitamente il valore di tale costante
, altresì legata a
e al prodotto di Wallis. L’asintotico finora sviluppato comporta infatti
ma abbiamo già visto che il membro sinistro vale , dunque
.
Notiamo che (22) può essere ottenuta anche attraverso il metodo dei trapezi. Abbiamo infatti che l’integrale di su
vale
e su tale intervallo la funzione
è concava, pertanto
e lo scarto tra il termine sinistro e il termine destro converge ad una costante. Questo infatti è dato da
dove ha un unico punto stazionario interno all’intervallo
, situato in corrispondenza del reciproco di
. Pertanto (22) può essere vista anche come diretta conseguenza del fatto che
è sommabile. In termini espliciti
dunque facendo tendere a
e poi sfruttando il prodotto di Weierstrass della funzione
e la formula di riflessione
Rammentiamo che l’integrale di su
può essere facilmente calcolato, via somme di Riemann, attraverso l’identità
che discende dalla formula di De Moivre.
- Abbiamo già visto nel capitolo di ANALISI COMPLESSA che l’essere un’applicazione conforme (olomorfa) o a laplaciano nullo (armonica) pone vincoli pesanti sulla struttura geometrica del grafico. Vincoli che sono ulteriormenti appesantiti dalla supposizione che l’applicazione sia localmente iniettiva, o dalla supposizione che l’immagine schivi uno o più valori. ↩
- Vedremo un’ulteriore prova di questa identità nel capitolo sulla FUNZIONE BETA. ↩
Teorema di Bohr-Mollerup
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Dimstrazione. Supponiamo che una funzione soddisfi
,
ed abbia logaritmo convesso. In tal caso la funzione
che fornisce la pendenza della retta secante per e
, sul dominio
deve risultare monotona rispetto ad entrambi gli argomenti. Un’opportuna scelta di parametri
conduce allora alla disuguaglianza
per ogni e per ogni
. Posto
, la relazione funzionale comporta
dunque passando al limite per deve aversi
dove il membro destro è esattamente il prodotto di Eulero per la funzione , come visto in (8).
Questo risultato ci sarà incredibilmente utile nel capitolo successivo sulla FUNZIONE BETA.
Volumi e superfici di sfere
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Per le proporzionalità indotte dalle omotetie si ha certamente e
, per cui poniamo
e
.
è il volume del guscio sferico compreso tra i raggi
ed
, dunque per convessità (o dalla disuguaglianza di Brunn-Minkowski)
I valori di , e dunque anche quelli di
, sono intrinsecamente legati al comportamento della funzione
.
Consideriamo infatti la forma quadratica
Per il Teorema di Fubini si ha
ma il medesimo integrale calcolato in coordinate polari coincide con
È immediato verificare che sia che
sono multipli razionali di
. Un dettaglio vagamente controintuitivo è che le successioni
e
non sono monotone:
raggiunge massimo
per
e
raggiunge massimo
per
.
Derivate frazionarie
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Se è una funzione derivabile e limitata su
abbiamo infatti
che abbiamo già sfruttato numerose volte nella risoluzione di equazioni differenziali omogenee. Se ci restringiamo allo spazio vettoriale generato dai “monomi” della forma con
, la precedente relazione assume la forma più semplice
che suggerisce l’introduzione degli operatori
Osserviamo che se si ha
dunque e
mandano
rispettivamente in
e
come desiderato.
Restringendosi al caso , dalle proprietà della funzione Beta (che vedremo in dettaglio nel prossimo capitolo) si ha anche che
vale per ogni della forma
, pertanto anche sullo spazio vettoriale generato da queste funzioni. Ciò allaccia la definizione di semi-primitiva fornita dalla trasformata di Laplace con gli operatori frazionari introdotti da Cauchy.
si provi che l’aggiunto di è il coniugato di
via
, ossia
Si provi che questo dà luogo ad un formula di semi-integrazione per parti.
Dimostrazione. Integrando la serie di Maclaurin di (funzione generatrice ordinaria dei binomiali centrali
normalizzati) abbiamo
e poiché
si verifica:
dunque è sufficiente osservare che il membro destro valutato in è
Riferimenti bibliografici
[1] Andrews, G. E., Askey, R., Roy, R., “Special Functions”, Cambridge University Press, 1999.
[2] Artin, E., “The Gamma Function”, Courier Dover Publications, 2015.
[3] Ball, K., “An Elementary Introduction to Modern Convex Geometry”, MSRI Publications, vol. 31, 1997.
[4] Campbell, J.M., Cantarini, M., D’Aurizio, J., “Symbolic computations via Fourier–Legendre expansions
and fractional operators”, Integral Transforms and Special Functions, 2021.
[5] D’Aurizio, J., Superior Mathematics from an Elementary point of view, pp.76-87, 2017.
[6] Viola, C., “An Introduction to Special Functions”, Springer International Publishing, 2016.
[7] Whittaker, E.T., Watson, G.N., “A Course Of Modern Analysis”, Cambridge University Press, 1996.
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