In questo articolo presentiamo un approfondimento sui numeri complessi pensato per essere letto in seguito agli altri articoli presenti su Teoria Numeri complessi. I numeri complessi, storicamente introdotti soltanto come utili artifici nei calcoli, hanno ben presto conquistato l’intera Matematica, entrando di diritto nei campi dell’Analisi Matematica, della Geometria e persino della Teoria dei Numeri interi.
Alcuni degli approfondimenti relativi a questo importante argomento presenti in questo articolo sono:
- Definizioni alternative dei numeri complessi;
- Teorema fondamentale dell’algebra;
- Formula di Eulero sull’esponenziale complesso e applicazioni;
- Radici dell’unità, polinomi ciclotomici e loro applicazioni ai poligoni costruibili con riga e compasso;
- Esempi misti di utilizzo dei numeri complessi nella soluzione di problemi pratici.
Il testo offre dunque una visione particolare e di difficile reperibilità su questo tema, coniugando rigore, astrazione e applicazioni pratiche. Inizia un viaggio affascinante alla scoperta dei numeri complessi e comincia pure la lettura!
Autori e revisor
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Revisore: Valerio Brunetti.
Sommario
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Prerequisiti: definizione e proprietà di , definizioni e proprietà di base di anelli e campi, algebra dei polinomi, definizione e proprietà di base delle funzioni trigonometriche elementari.
Introduzione e definizione
Introduzione
Ciò che si verifica nei casi come quello appena evidenziato (polinomio di terzo grado con discriminante positivo, dunque con tre radici reali distinte) è che la formula risolutiva deve condurre a quantità reali, ma in essa figurano formalmente radici quadrate di quantità negative. È questo che ha portato ad intuire che ci debba essere modo di dare un significato rigoroso ad espressioni quali o
, che evidentemente non corrispondono ad alcun numero reale.
Il membro destro può essere letto come “quoziente dell’anello dei polinomi a coefficienti reali attraverso l’ideale generato da ”. Il senso dell’espressione è il seguente: consideriamo l’insieme dei polinomi a coefficienti reali e identifichiamo tra loro polinomi che differiscono di un multiplo di
.
è un polinomio irriducibile su
e nella struttura appena creata ogni elemento può essere rappresentato (in modo unico!) come
per opportuni valori di
. Ad esempio
Se ad ogni elemento di questa struttura associamo l’unica coppia che lo rappresenta abbiamo che
, oltre ad essere un anello commutativo con identità, è uno spazio vettoriale di dimensione
su
, vale a dire un piano.
In termini equivalenti possiamo affermare che i numeri complessi ci permettono di munire il piano cartesiano, oltre che dell’usuale operazione di somma tra punti/vettori, anche di un’operazione di prodotto. L’elemento nella struttura appena creata, che è soluzione di
, è usualmente indicato con
ed è detto unità immaginaria.
Preso per cui
,
è detta parte reale di
,
,
è detta parte immaginaria di
,
. Nell’isomorfismo di spazi vettoriali tra
ed
abbiamo dunque che la parte reale corrisponde all’ascissa (prima coordinata) e la parte immaginaria corrisponde all’ordinata (seconda coordinata).
Vediamo qual è la meccanica delle operazioni di somma e prodotto su , supponendo
e
:
È inoltre importante considerare l’azione del coniugio: il coniugato di è quel numero complesso che si indica con
e che ha la medesima parte reale di
e l’opposta parte immaginaria. Vale a dire, riferendoci all’isomorfismo con
, il simmetrico di
rispetto all’asse delle ascisse:
È immediato verificare che il coniugio è involutivo, ossia che il coniugato del coniugato è il numero complesso di partenza, e che il coniugio commuta sia con l’addizione che con la moltiplicazione:
Siamo pronti a servire i due “piatti forti” che concludono questa sezione introduttiva.
Dimostrazione. Dalla definizione come quoziente di abbiamo gratuitamente che
è un anello commutativo con identità, è dunque sufficiente provare che tutti gli elementi di
eccetto
sono invertibili. Preso
possiamo osservare che
e dedurne
Questo risultato è tutt’altro che banale e quasi tutte le sue dimostrazioni (tra cui la prima dovuta a Gauss) sono di natura analitica/topologica. Esso può essere dedotto dal principio del massimo modulo, dal principio di Liouville per le funzioni olomorfe o dal Teorema del residuo, per cui rimandiamo ad un primo corso di Analisi complessa.
Al momento ci limitiamo ad enunciare quello che, attraverso il Teorema di Ruffini e le proprietà del coniugio, ne è un importante corollario: se è un polinomio di grado
,
ha esattamente
radici in
contate con molteplicità, e se
è una radice non reale lo è anche
.
Definizione e proprietà del modulo
Dato e l’isomorfismo canonico tra
ed
, che manda
in
, definiamo il modulo di
come la distanza tra
e l’origine:
Dimostrazione. Supponendo e
abbiamo che la prima proprietà, ossia la moltiplicatività del modulo, è equivalente alla seguente identità, nota come identità di Lagrange:
Essa è di immediata verifica: più avanti vedremo come la moltiplicatività del modulo possa anche essere dedotta dalle proprietà della rappresentazione polare/esponenziale. La seconda proprietà è la disuguaglianza triangolare, che ricordiamo essere una conseguenza della disuguaglianza di Cauchy-Schwarz1
. Detto l’angolo tra i vettori
e
, dal Teorema del coseno abbiamo
e poiché vale
con uguaglianza realizzata solo se e
sono paralleli. D’altra parte la seconda proprietà è equivalente ad una qualunque delle seguenti disuguaglianze:
e dunque segue da come preannunciato.
La prima proprietà è cruciale nel provare che alcuni anelli come (interi di Gauss) e
(interi di Eisenstein) sono a fattorizzazione unica, questione intimamente correlata a celebri problemi di Teoria dei Numeri come il seguente:
- il prodotto di due numeri gradevoli è gradevole;
- se
è gradevole e libero da quadrati, sono gradevoli tutti i suoi fattori primi.
La seconda proprietà rende uno spazio di Banach, permettendo ad esempio di trattare serie di potenze a coefficienti complessi in maniera analoga al caso reale. Vedremo a breve come questo sia essenziale nel dimostrare la formula di Eulero/De Moivre.
- È altresì possibile mostrare che il caso-base della disuguaglianza di Cauchy-Schwarz segue dalla disuguaglianza triangolare nel piano. La disuguaglianza di Cauchy-Schwarz può essere di fatto intesa come “ponte” tra la definizione di segmento come inviluppo convesso di due punti e la definizione di segmento come geodetica. ↩
Definizione dei complessi: un'altra possibilità
Nello studio di alcune successioni definite per ricorrenza può essere talvolta pratico rammentare il seguente risultato:
munito delle usuali operazioni di somma e prodotto risulta isomorfo a .
Dimostrazione. È sufficiente verificare che il morfismo
soddisfa e
.
In alternativa è sufficiente realizzare che ha colonne ortogonali con lo stesso modulo, dunque la moltiplicazione tra
e un vettore
corrisponde alla composizione tra una dilatazione di fattore
e una rotazione attorno all’origine.
Rappresentazioni dei complessi e formula di Eulero/De Moivre
La rappresentazione grafica nel piano Argand-Gauss
L’isomorfismo di spazi vettoriali tra ed
fornisce lo spunto per la rappresentazione grafica canonica dei numeri complessi.
Si definisce piano di Argand-Gauss un diagramma
cartesiano avente come asse delle ascisse la retta reale,
mentre la retta dei numeri immaginari (nella forma
) quale asse delle
ordinate.
Al numero complesso corrisponde il punto
nel piano di Argand-Gauss:
All’unità immaginaria è associato il punto e come già sottolineato c’è perfetta corrispondenza tra somme di numeri complessi e somme dei relativi punti/vettori del piano associati.
Rappresentazione polare e proprietà
dunque ogni numero complesso non nullo è univocamente identificato da una coppia dove
e
(Un’altra scelta possibile e diffusa per il range canonico dell’argomento è
.)
Relativamente alla rappresentazione polare, la moltiplicazione di numeri complessi presenta delle evidenti peculiarità. Supponiamo infatti di avere e
. Per le formule di addizione di seno e coseno risulta
dunque possiamo affermare che nella moltiplicazione di numeri complessi
- il modulo del prodotto è il prodotto dei moduli;
- l’argomento del prodotto è la somma degli argomenti.
La moltiplicazione per ha dunque come effetto quello di moltiplicare un modulo per
(dilatazione) e incrementare un argomento di
(rotazione). Relativamente ai versori, queste osservazioni permettono facilmente di realizzare che
per ogni e
, dunque anche ricavare le formule di moltiplicazione del seno e del coseno, come ad esempio
, via
e il binomio di Newton. A tal proposito di veda anche la teoria dei polinomi di Chebyshev del primo e del secondo tipo.
Formula di Eulero/De Moivre e conseguenze
Una delle conseguenze più celebri di questo risultato è l’identità , dove figurano cinque costanti essenziali della Matematica. Prima di avventurarci nella dimostrazione dobbiamo però chiarire qual è il significato del termine sinistro.
In ambito reale la funzione esponenziale può essere definita attraverso una serie di potenze:
Poiché cresce molto rapidamente, la serie risulta convergere uniformemente su ogni compatto di
assieme a qualunque sua derivata formale, dando luogo ad una funzione analitica che soddisfa
e
. Per il binomio di Newton la funzione appena definita gode anche della proprietà
. Per il prodotto di Cauchy tra serie abbiamo infatti
Sfruttando il fatto che è uno spazio di Banach, possiamo estendere la definizione della funzione esponenziale anche al caso in cui l’argomento sia complesso, semplicemente ponendo
e realizzando che la serie nel membro destro è uniformemente convergente su ogni compatto di e dà luogo ad una funzione continua. La proprietà
continua ad essere verificata anche nel caso
, sempre per prodotto di Cauchy e binomio di Newton. Possiamo ora facilmente provare la formula di Eulero/De Moivre.
Dimostrazione. Le funzioni seno e coseno sono funzioni analitiche che per ogni soddisfano
ad esempio in quanto soluzioni della medesima equazione differenziale con differenti condizioni iniziali. Per la definizione di esponenziale complesso si ha
e le potenze di seguono il pattern di periodo quattro
. La presenza dei fattoriali a denominatore assicura la possibilità di riarrangiare i termini della serie, da cui
come volevasi dimostrare.
Per quanto appena provato la mappa data da
è una parametrizzazione per lunghezza d’arco della circonferenza unitaria.
Moltiplicando termine a termine le due identità e sfruttando la proprietà fondamentale dell’esponenziale otteniamo
La formula di Eulero/De Moivre permette altresì di esprimere seno e coseno in termini dell’esponenziale complesso:
relazioni spesso utili nell’integrazione di potenze del seno o del coseno, specie congiuntamente al seguente risultato, pietra miliare della teoria di Fourier:
Radici dell’unità, polinomi ciclotomici e poligoni costruibili
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Per ogni il polinomio
risulta coprimo con la sua derivata. In virtù del Teorema fondamentale dell’Algebra esso ha dunque esattamente
radici distinte in
. Poiché
comporta
e
, tutte le sue radici si trovano sulla circonferenza unitaria, dunque sono della forma
per qualche
. Al variare di
tra
e
abbiamo che i numeri complessi
sono tutti distinti (poiché l’esponenziale complesso è una parametrizzazione per lunghezza d’arco della circonferenza unitaria) e sono radici di , poiché
Abbiamo pertanto che per ogni le radici di
, rappresentate nel piano di Argand-Gauss, costituiscono i vertici di un
-agono regolare inscritto nella circonferenza unitaria. Uno di questi vertici è il punto
, corrispondente al numero complesso
. Questo discorso conduce all’identità
Nel caso in cui sia dispari abbiamo che
è l’unica radice reale, in quanto
è una funzione crescente su
. Rimuovendo il fattore
e accoppiando tra loro i contributi forniti da radici coniugate abbiamo dunque che
da cui segue
A titolo esemplificativo, consideriamo il caso del polinomio . Per quanto illustrato nel precedente paragrafo, le sue radici complesse sono
Di queste sei radici, la prima è già una radice di . La terza e la quinta radice sono già radici di
. La quarta radice è già una radice di
. Posto
, realizziamo che le radici primitive seste dell’unità sono soltanto due, ossia
e
. Con considerazioni analoghe, nel caso generale vale quanto segue:
Tornando all’esempio di , possiamo osservare che tutte le sue radici diverse da
sono radici primitive
-esime dell’unità per
. Analogamente una radice di
può essere una radice primitiva
-esima dell’unità soltanto se
divide
. Rammentiamo ora i concetti di polinomio minimo e coniugato algebrico su
:
è detto polinomio minimo di
se tra tutti i polinomi monici che soddisfano
esso ha grado minimo; due numeri complessi sono detti coniugati algebrici se hanno lo stesso polinomio minimo. Un semplice risultato di Teoria di Galois
fa luce su una fondamentale classe di polinomi, i polinomi ciclotomici:
Poiché ogni radice complessa di è una radice primitiva
-esima per qualche
, vale il seguente risultato di fattorizzazione:
Considerando il grado dei termini coinvolti otteniamo un’interessante identità aritmetica:
Tornando all’esempio di , la sua fattorizzazione in termini di polinomi ciclotomici è data da
I polinomi ciclotomici hanno svariate altre proprietà interessanti:
- sono sempre irriducibili su
;
- i loro coefficienti sono sempre interi;
- eccetto che nel caso di
, la lista dei coefficienti è palindroma;
- possono essere ricavati dai polinomi della forma
attraverso il principio di inclusione-esclusione. Vale in particolare
dove
è la funzione di Moebius.
vale zero al di fuori degli interi liberi da quadrati; sugli interi liberi da quadrati vale
o
a seconda della parità del numero di fattori primi.
I polinomi ciclotomici sono di fondamentale importanza nella Teoria algebrica dei Numeri (anche contemporanea) e hanno permesso facilmente di dimostrare alcuni casi del Teorema di Dirichlet riguardo i primi nelle successioni aritmetiche. In queste note non ne investigheremo le piene potenzialità, ma ce ne serviremo in un contesto molto classico, che è quello di discutere la costruibilità con riga e compasso dei poligoni regolari.
Per quelle che sono le possibilità offerte dalla riga e dal compasso (operazioni di campo ed estrazione di radice quadrata), condizione necessaria2
affinché un poligono regolare di lati sia costruibile con riga e compasso è che il polinomio minimo su
di
abbia come grado una potenza di
. Ci apprestiamo a provare il seguente risultato
da cui segue immediatamente che né l’ettagono né l’ennagono regolare sono costruibili con riga e compasso, poiché . Partiamo esplicitamente dal caso dell’ettagono, illustrando come non sia difficile produrre un polinomio a coefficienti razionali che si annulla in
. Tutte le radici di
sono anche radici della funzione razionale
D’altra parte, posto , qualunque termine della forma
può essere espresso come polinomio in
, poiché
. Poiché
si annulla in corrispondenza di
, otteniamo che
si annulla in corrispondenza di , dunque
si annulla in corrispondenza di . Il punto-chiave del discorso è che il polinomio appena prodotto è certamente irriducibile, dunque è proprio il polinomio minimo su
di
. Infatti se questo avesse grado
allora il numero complesso
avrebbe un polinomio minimo di grado al più . Tuttavia
è una radice primitiva settima, dunque il suo polinomio minimo su
ha grado
.
Il discorso appena esposto si adatta con minime modifiche al caso dell’ennagono regolare, dove a partire da
si ottiene che il polinomio minimo su di
è
. Con riferimento ad un polinomio già menzionato nell’introduzione, questo ci dà che le radici di
sono esattamente
e
.
Nel caso generale, il fatto che sia palindromo e di grado
assicura che il polinomio minimo di
su
abbia grado
come voluto.
2. Gauss ha provato che se è primo la condizione esposta è anche sufficiente, ma noi ci limiteremo a considerare solo casi di manifesta impossibilità, senza curarci di come sia possibile, con riga e compasso, costruire poligoni regolari con
o
lati. Wantzel ha successivamente provato, nel 1837, che un
-agono regolare è costruibile se e solo se
è il prodotto tra una potenza di
e un qualunque numero di primi di Fermat, ovvero primi della forma
. È tuttora un problema aperto se i primi di Fermat siano finiti o infiniti. ↩
Applicazioni notevoli dei numeri complessi
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In quest’ultima sezione esporremo una miscellanea di problemi, volti a sottolineare le grandi potenzialità dei numeri complessi, senza neppure entrare nello sterminato ambito dell’Analisi complessa e delle funzioni olomorfe, cui dedicheremo ampio spazio a sé stante.
Dimostrazione. Come è usuale nelle dimostrazioni d’irrazionalità, supponiamo per assurdo che si abbia . Poiché
, in tali ipotesi il numero complesso di modulo
dato da
dovrebbe essere una radice dell’unità. Il polinomio minimo di su
è
Non tutti i coefficienti di questo polinomio sono interi, dunque esso non può essere un polinomio ciclotomico e non può essere una radice dell’unità. Segue
come voluto.
Formule come quella esposta sono state per lungo tempo identità di riferimento per la determinazione delle cifre di , prima dell’avvento di metodi più efficienti dovuti a Gosper e agli studiosi delle relazioni tra integrali ellittici e media aritmo-geometrica.
Dimostrazione. È sufficiente constatare che e passare agli argomenti in ambo i membri.
- il numero
di sottoinsiemi con
elementi (per qualche
);
- il numero
di sottoinsiemi con
elementi (per qualche
);
- il numero
di sottoinsiemi con
elementi (per qualche
).
Si provi che indipendentemente da si ha
.
Posto possiamo osservare che la funzione
restituisce
oppure
a seconda che
sia un multiplo di
oppure no. Abbiamo in particolare che il numero di sottoinsiemi con cardinalità
è dato da
dove e
sono radici dell’unità coniugate. Vale in particolare
e analogamente è possibile ricostruire una semplice espressione esplicita per
da cui ricavare quanto desiderato, ossia che i sottoinsiemi di si distribuiscono circa uniformemente tra
ed
.
Dimostrazione. Le lunghezze dei lati di sono date da
e
. Per la relazione di Eulero
è sufficiente provare che vale
oppure (via )
Il membro sinistro è evidentemente positivo e posto possiamo ridurre il problema alla verifica di
Espandendo il termine sinistro e facendo ricorso a e
la verifica è immediata.
Dimostrazione. Possiamo supporre senza perdita di generalità che i vertici di siano etichettati in verso positivo (antiorario) e immergere la costruzione in
. Posto
abbiamo che la trasformazione
ruota
attorno all’origine di
in verso antiorario. Abbiamo che
è l’immagine di
secondo una rotazione di
attorno a
, ossia
.
è il baricentro di
, dunque
. Analogamente possiamo descrivere
e
e verificare successivamente che
e
si corrispondono attraverso una rotazione di
attorno ad
, provando la tesi.
è limitata e se ne determinino e
.
Dimostrazione. Per ogni abbiamo
Per densità di in
abbiamo che
Dimostrazione.
è il prodotto tra un polinomio irriducibile di grado (
) e un polinomio irriducibile di grado
.
Dimostrazione. Per la parità della funzione coseno e le relazioni tra e
abbiamo che l’integrale a membro sinistro coincide con
In virtù di tutti i termini dell’ultima somma sono nulli, eccetto quello relativo a
che conduce immediatamente alla tesi.
Dimostrazione. Poniamo . Possiamo esprimere il membro sinistro come
dove
e
Considerando nell’ultima identità il limite per otteniamo
e da lì facilmente la tesi. Il passaggio ai logaritmi e alle somme di Riemann ha come conseguenza
ha almeno due radici in .
Dimostrazione. Il polinomio in questione ha coefficienti reali, è dunque sufficiente mostrare che esso ha almeno una radice propriamente complessa per avere gratuitamente una coppia di radici complesse e coniugate. Se il polinomio avesse unicamente radici reali , la quantità
dovrebbe risultare non negativa, ma per le relazioni tra radici e coefficienti (formule di Viète) essa coincide con . Questa osservazione è sufficiente a concludere.
Dimostrazione. Possiamo notare che , dunque
ammette una semplice scrittura come serie di Fourier. Lo stesso vale per :
e poiché otteniamo
che possiamo semplificare nel modo seguente
ottenendo infine
Dimostrazione. Con riga e compasso è certamente possibile costruire sia un triangolo equilatero che un pentagono regolare, dunque costruire un angolo di ampiezza e per bisezione ottenere un angolo di ampiezza
. Dalla costruzione del polinomio minimo di
su
, che è
, o dalle formule di addizione e bisezione del coseno, otteniamo
Dimostrazione. È sufficiente osservare che .
Dimostrazione. In virtù della formula di integrazione per parti
e il membro destro può anche essere espresso come
oppure come
Poiché sia che
sono polinomi ciclotomici (rispettivamente
e
) il risultato è immediata conseguenza della seguente identità:
In particolare si ha
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Ottieni l’approfondimento sui numeri complessi, ideale per studenti e appassionati che hanno completato l’esame di analisi matematica.
Tutta la teoria di analisi matematica
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- Introduzione ai numeri complessi – Volume 1 (per un corso di matematica o fisica)
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- Integrali multipli — Parte 2 (teoria e esercizi misti)
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