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Home » Numeri complessi – approfondimento

In questo articolo presentiamo un approfondimento sui numeri complessi pensato per essere letto in seguito agli altri articoli presenti su Teoria Numeri complessi. I numeri complessi, storicamente introdotti soltanto come utili artifici nei calcoli, hanno ben presto conquistato l’intera Matematica, entrando di diritto nei campi dell’Analisi Matematica, della Geometria e persino della Teoria dei Numeri interi.

Alcuni degli approfondimenti relativi a questo importante argomento presenti in questo articolo sono:

  • Definizioni alternative dei numeri complessi;
  • Teorema fondamentale dell’algebra;
  • Formula di Eulero sull’esponenziale complesso e applicazioni;
  • Radici dell’unità, polinomi ciclotomici e loro applicazioni ai poligoni costruibili con riga e compasso;
  • Esempi misti di utilizzo dei numeri complessi nella soluzione di problemi pratici.

Il testo offre dunque una visione particolare e di difficile reperibilità su questo tema, coniugando rigore, astrazione e applicazioni pratiche. Inizia un viaggio affascinante alla scoperta dei numeri complessi e comincia pure la lettura!

 

Autori e revisor

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Sommario

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In queste note introdurremo il campo \mathbb{C} dei numeri complessi sottolineandone l’importanza dal punto di vista teorico ed applicativo.

Prerequisiti: definizione e proprietà di \mathbb{R}, definizioni e proprietà di base di anelli e campi, algebra dei polinomi, definizione e proprietà di base delle funzioni trigonometriche elementari.


 

Introduzione e definizione

Introduzione

Il processo di costruzione dei principali insiemi numerici può essere visto come rispondente ad alcune necessità concrete: \mathbb{Z} è la più piccola estensione di \mathbb{N} che risulta chiusa rispetto all’operazione inversa dell’addizione; \mathbb{Q} è la più piccola estensione di \mathbb{Z} che risulta chiusa rispetto all’operazione inversa della moltiplicazione (fatta eccezione per il caso patologico della divisione per zero). \mathbb{Q} è un campo totalmente ordinato e archimedeo, ma l’umanità ha presto maturato la consapevolezza che \mathbb{Q} non è sufficiente a codificare tutte le possibili lunghezze orientate: già soltanto in un quadrato di lato unitario, le diagonali non hanno lunghezza razionale. Dal completamento metrico di \mathbb{Q} nasce l’insieme \mathbb{R} dei numeri reali, che è certamente possibile ottenere anche attraverso altre costruzioni, come quella di Dedekind. Riguardo i polinomi a coefficienti reali, è spontaneo chiedersi quante siano le radici, come possano essere determinate algoritmicamente e che relazioni abbiano con i coefficienti del polinomio di partenza. Il Teorema di Ruffini assicura che un polinomio p(x)\in\mathbb{R}[x] di grado d\geq 1 non può avere più di d radici distinte, e la teoria dei discriminanti ha presto fornito formule esplicite per la determinazione delle radici di polinomi di grado 2,3 o 4. La genesi storica dei numeri complessi è riconducibile ai primi anni del sedicesimo secolo, ed è legata alla seguente “paradossale evidenza”.

   

Problema 1.  Si provi che il polinomio x^3-3x+1 ha tre radici reali distinte, e che una di queste è \sqrt[3]{\eta}+\frac{1}{\sqrt[3]{\eta}} con \eta = \frac{1}{2}\left(-1+\sqrt{-3}\right).

 

Ciò che si verifica nei casi come quello appena evidenziato (polinomio di terzo grado con discriminante positivo, dunque con tre radici reali distinte) è che la formula risolutiva deve condurre a quantità reali, ma in essa figurano formalmente radici quadrate di quantità negative. È questo che ha portato ad intuire che ci debba essere modo di dare un significato rigoroso ad espressioni quali \sqrt{-3} o \sqrt{-1}, che evidentemente non corrispondono ad alcun numero reale.

   

Definizione 1. 

    \[\mathbb{C}=\mathbb{R}[x]/(x^2+1).\]

 

Il membro destro può essere letto come “quoziente dell’anello dei polinomi a coefficienti reali attraverso l’ideale generato da x^2+1”. Il senso dell’espressione è il seguente: consideriamo l’insieme dei polinomi a coefficienti reali e identifichiamo tra loro polinomi che differiscono di un multiplo di x^2+1. x^2+1 è un polinomio irriducibile su \mathbb{R} e nella struttura appena creata ogni elemento può essere rappresentato (in modo unico!) come a+bx per opportuni valori di a,b\in\mathbb{R}. Ad esempio

    \[x^2+6x+4 = -1+6x+4 = 6x+3,\]

    \[x^3+x+1 = -x+x+1 = 1.\]

Se ad ogni elemento di questa struttura associamo l’unica coppia (a,b) che lo rappresenta abbiamo che \mathbb{R}[x]/(x^2+1), oltre ad essere un anello commutativo con identità, è uno spazio vettoriale di dimensione 2 su \mathbb{R}, vale a dire un piano.

In termini equivalenti possiamo affermare che i numeri complessi ci permettono di munire il piano cartesiano, oltre che dell’usuale operazione di somma tra punti/vettori, anche di un’operazione di prodotto. L’elemento x nella struttura appena creata, che è soluzione di x^2=-1, è usualmente indicato con i ed è detto unità immaginaria.

Preso z\in\mathbb{C} per cui z=a+bi, a è detta parte reale di z, a=\text{Re}(z), b è detta parte immaginaria di z, b=\text{Im}(z). Nell’isomorfismo di spazi vettoriali tra \mathbb{C} ed \mathbb{R}^2 abbiamo dunque che la parte reale corrisponde all’ascissa (prima coordinata) e la parte immaginaria corrisponde all’ordinata (seconda coordinata).

Vediamo qual è la meccanica delle operazioni di somma e prodotto su \mathbb{C}, supponendo z=a+bi e w=c+di:

    \[z+w = a+bi+c+di = (a+c)+(b+d)i,\]

    \[zw = (a+bi)(c+di) = ac+(bc+ad)i+ bd i^2 = (ac-bd)+(bc+ad)i.\]

È inoltre importante considerare l’azione del coniugio: il coniugato di z=a+bi è quel numero complesso che si indica con \overline{z} e che ha la medesima parte reale di z e l’opposta parte immaginaria. Vale a dire, riferendoci all’isomorfismo con \mathbb{R}^2, il simmetrico di z rispetto all’asse delle ascisse:

    \[\overline{z}=a-bi.\]

È immediato verificare che il coniugio è involutivo, ossia che il coniugato del coniugato è il numero complesso di partenza, e che il coniugio commuta sia con l’addizione che con la moltiplicazione:

    \[\overline{z}+\overline{w} = \overline{z+w},\quad \overline{z}\cdot \overline{w} = \overline{zw}.\]

Siamo pronti a servire i due “piatti forti” che concludono questa sezione introduttiva.

   

Proposizione 1.  \mathbb{C} è un campo.

 

Dimostrazione. Dalla definizione come quoziente di \mathbb{R}[x] abbiamo gratuitamente che \mathbb{C} è un anello commutativo con identità, è dunque sufficiente provare che tutti gli elementi di \mathbb{C} eccetto 0 sono invertibili. Preso z=a+bi\neq 0 possiamo osservare che

    \[z\cdot \overline{z} = (a+bi)(a-bi) = a^2+b^2 \in\mathbb{R}^+\]

e dedurne

    \[z^{-1} = \frac{a-bi}{a^2+b^2} = \frac{a}{a^2+b^2}-\frac{b}{a^2+b^2}\,i.\]

    \[\]

   

Proposizione 2. (Teorema fondamentale dell’algebra)  \mathbb{C} è un campo algebricamente chiuso, ossia ogni polinomio non costante in \mathbb{C}[x] ha almeno una radice in \mathbb{C}.

 

Questo risultato è tutt’altro che banale e quasi tutte le sue dimostrazioni (tra cui la prima dovuta a Gauss) sono di natura analitica/topologica. Esso può essere dedotto dal principio del massimo modulo, dal principio di Liouville per le funzioni olomorfe o dal Teorema del residuo, per cui rimandiamo ad un primo corso di Analisi complessa.

Al momento ci limitiamo ad enunciare quello che, attraverso il Teorema di Ruffini e le proprietà del coniugio, ne è un importante corollario: se p(x)\in\mathbb{R}[x] è un polinomio di grado d\geq 1, p(x) ha esattamente d radici in \mathbb{C} contate con molteplicità, e se \zeta è una radice non reale lo è anche \overline{\zeta}.

Definizione e proprietà del modulo

Dato z=a+bi\in\mathbb{C} e l’isomorfismo canonico tra \mathbb{C} ed \mathbb{R}^2, che manda z in (a,b), definiamo il modulo di z come la distanza tra (a,b) e l’origine:

    \[|z| = \sqrt{a^2+b^2} = \sqrt{z\overline{z}}.\]

   

Proposizione 3. Comunque presi z,w\in\mathbb{C} si ha che  

  1. |zw|=|z||w|;
  2. |z+w|\le |z|+|w|.

 

Dimostrazione. Supponendo z=a+bi e w=c+di abbiamo che la prima proprietà, ossia la moltiplicatività del modulo, è equivalente alla seguente identità, nota come identità di Lagrange:

    \[(a^2+b^2)(c^2+d^2) = (ac-bd)^2+(ad+bc)^2.\]

Essa è di immediata verifica: più avanti vedremo come la moltiplicatività del modulo possa anche essere dedotta dalle proprietà della rappresentazione polare/esponenziale. La seconda proprietà è la disuguaglianza triangolare, che ricordiamo essere una conseguenza della disuguaglianza di Cauchy-Schwarz1

. Detto \theta l’angolo tra i vettori \vec{z}=(a,b) e \vec{w}=(c,d), dal Teorema del coseno abbiamo

    \[\|\vec{z}+\vec{w}\|^2 = \|\vec{z}\|^2+\|\vec{w}\|+2\|\vec{z}\|\|\vec{w}\|\cos\theta = \|\vec{z}\|^2+\|\vec{w}\|+2\langle\vec{z},\vec{w}\rangle\]

e poiché |\cos\theta|\leq 1 vale

    \[\langle \vec{z},\vec{w} \rangle^2 \leq \|\vec{z}\|^2 \|\vec{w}\|^2\]

con uguaglianza realizzata solo se \vec{w} e \vec{z} sono paralleli. D’altra parte la seconda proprietà è equivalente ad una qualunque delle seguenti disuguaglianze:

    \[\sqrt{(a+c)^2+(b+d)^2}\leq \sqrt{a^2+b^2}+\sqrt{c^2+d^2} ,\]

    \[(a+c)^2+(b+d)^2-(a^2+b^2+c^2+d^2) \leq 2\sqrt{(a^2+b^2)(c^2+d^2)},\]

    \[ac+bd \leq \sqrt{(a^2+b^2)(c^2+d^2)}\]

e dunque segue da \langle \vec{z},\vec{w} \rangle \leq \|\vec{z}\|\|\vec{w}\| come preannunciato.

    \[\]

La prima proprietà è cruciale nel provare che alcuni anelli come \mathbb{Z}[i] (interi di Gauss) e \mathbb{Z}[\omega] (interi di Eisenstein) sono a fattorizzazione unica, questione intimamente correlata a celebri problemi di Teoria dei Numeri come il seguente:

   

Problema 2.  Diciamo che n\in\mathbb{N} è gradevole se è possibile esprimerlo come n=a^2+b^2 con a,b\in\mathbb{Z}. Si provi che

 

  1. il prodotto di due numeri gradevoli è gradevole;
  2. se n\geq 2 è gradevole e libero da quadrati, sono gradevoli tutti i suoi fattori primi.

 

La seconda proprietà rende \mathbb{C} uno spazio di Banach, permettendo ad esempio di trattare serie di potenze a coefficienti complessi in maniera analoga al caso reale. Vedremo a breve come questo sia essenziale nel dimostrare la formula di Eulero/De Moivre.

 


    \[\]

  1. È altresì possibile mostrare che il caso-base della disuguaglianza di Cauchy-Schwarz segue dalla disuguaglianza triangolare nel piano. La disuguaglianza di Cauchy-Schwarz può essere di fatto intesa come “ponte” tra la definizione di segmento come inviluppo convesso di due punti e la definizione di segmento come geodetica.

Definizione dei complessi: un'altra possibilità

Nello studio di alcune successioni definite per ricorrenza può essere talvolta pratico rammentare il seguente risultato:

 

Proposizione 4.  L’insieme delle matrici reali 2\times 2 con la seguente struttura

    \[\begin{pmatrix} 			a &b \\ 			-b & a 		\end{pmatrix}\]

munito delle usuali operazioni di somma e prodotto risulta isomorfo a \mathbb{C}.

 

Dimostrazione. È sufficiente verificare che il morfismo

    \[z=a+bi\longrightarrow M(z)=\begin{pmatrix}a&b\\-b&a\end{pmatrix}\]

soddisfa M(z+w)=M(z)+M(w) e M(zw)=M(z)M(w).

In alternativa è sufficiente realizzare che M(z) ha colonne ortogonali con lo stesso modulo, dunque la moltiplicazione tra M(z) e un vettore v\in\mathbb{R}^2 corrisponde alla composizione tra una dilatazione di fattore \sqrt{a^2+b^2}=|z| e una rotazione attorno all’origine.

    \[\]


 

Rappresentazioni dei complessi e formula di Eulero/De Moivre

La rappresentazione grafica nel piano Argand-Gauss

L’isomorfismo di spazi vettoriali tra \mathbb{C} ed \mathbb{R}^2 fornisce lo spunto per la rappresentazione grafica canonica dei numeri complessi. Si definisce piano di Argand-Gauss un diagramma cartesiano avente come asse delle ascisse la retta reale, mentre la retta dei numeri immaginari (nella forma i b) quale asse delle ordinate.

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    \[\text{Figura 1: Il piano di Argand-Gauss, con i due complessi $1$ e $\imath$ }\]

    \[\]

Al numero complesso z=a+ib corrisponde il punto (a,b) nel piano di Argand-Gauss:

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    \[\text{Figura 2: La rappresentazione addittiva dei complessi}\]

    \[\]

All’unità immaginaria è associato il punto (0,1) e come già sottolineato c’è perfetta corrispondenza tra somme di numeri complessi e somme dei relativi punti/vettori del piano associati.

Rappresentazione polare e proprietà

Preso un numero complesso z=a+ib\neq 0, si è soliti indicare con \rho il suo modulo \rho= |z|=\sqrt{a^2+b^2} e con \theta=\text{arg}(z) il suo argomento, ossia l’angolo (definito a meno di multipli dell’angolo giro) tra il vettore (a,b) e il semiasse positivo delle ascisse. Per la definizione delle funzioni trigonometriche elementari in termini di una parametrizzazione per lunghezza d’arco della circonferenza unitaria si ha

    \[z = a+bi = \rho (\cos\theta + i \sin\theta )\]

dunque ogni numero complesso non nullo è univocamente identificato da una coppia (\rho,\theta) dove \rho\in\mathbb{R}^+ e \theta\in [0,2\pi) (Un’altra scelta possibile e diffusa per il range canonico dell’argomento è (-\pi,\pi].)

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    \[\text{Figura 3: La rappresentazione polare dei complessi}\]

    \[\]

Relativamente alla rappresentazione polare, la moltiplicazione di numeri complessi presenta delle evidenti peculiarità. Supponiamo infatti di avere z=\rho(\cos\theta+i\sin\theta) e w=\lambda(\cos\phi+i\sin\phi). Per le formule di addizione di seno e coseno risulta

    \[zw = \rho\lambda(\cos(\theta+\phi)+i\sin(\theta+\phi))\]

dunque possiamo affermare che nella moltiplicazione di numeri complessi

  • il modulo del prodotto è il prodotto dei moduli;
  • l’argomento del prodotto è la somma degli argomenti.

La moltiplicazione per z=a+bi ha dunque come effetto quello di moltiplicare un modulo per |z| (dilatazione) e incrementare un argomento di \text{arg}(z) (rotazione). Relativamente ai versori, queste osservazioni permettono facilmente di realizzare che

    \[(\cos\theta + i\sin\theta)^n = \cos(n\theta)+i\sin(n\theta)\]

per ogni \theta\in\mathbb{R} e n\in\mathbb{N}, dunque anche ricavare le formule di moltiplicazione del seno e del coseno, come ad esempio \cos(3\theta)=4\cos^3\theta-3\cos\theta, via

    \[\cos(3\theta) = \text{Re}((\cos\theta+i\sin\theta)^3)\]

e il binomio di Newton. A tal proposito di veda anche la teoria dei polinomi di Chebyshev del primo e del secondo tipo.

Formula di Eulero/De Moivre e conseguenze

 

Teorema 1.  Per ogni \theta\in\mathbb{R} si ha

    \[e^{i\theta} = \cos\theta + i \sin\theta.\]

 

Una delle conseguenze più celebri di questo risultato è l’identità e^{i\pi}+1=0, dove figurano cinque costanti essenziali della Matematica. Prima di avventurarci nella dimostrazione dobbiamo però chiarire qual è il significato del termine sinistro.

In ambito reale la funzione esponenziale può essere definita attraverso una serie di potenze:

    \[e^x = \exp(x) = \sum_{n\geq 0}\frac{x^n}{n!}.\]

Poiché n! cresce molto rapidamente, la serie risulta convergere uniformemente su ogni compatto di \mathbb{R} assieme a qualunque sua derivata formale, dando luogo ad una funzione analitica che soddisfa \frac{d}{dx}e^x = e^x e e^0=1. Per il binomio di Newton la funzione appena definita gode anche della proprietà e^x\cdot e^y = e^{x+y}. Per il prodotto di Cauchy tra serie abbiamo infatti

    \[\sum_{n\geq 0}\frac{x^n}{n!}\sum_{m\geq 0}\frac{y^m}{m!}=\sum_{s\geq 0}\sum_{n=0}^{s}\frac{x^n y^{s-n}}{n!(s-n)!}=\sum_{s\geq 0}\frac{1}{s!}\sum_{n=0}^{s}\binom{s}{n} x^n y^{s-n}=\sum_{s\geq 0}\frac{(x+y)^s}{s!}.\]

Sfruttando il fatto che \mathbb{C} è uno spazio di Banach, possiamo estendere la definizione della funzione esponenziale anche al caso in cui l’argomento sia complesso, semplicemente ponendo

    \[\forall z\in\mathbb{C},\quad e^z=\exp(z)=\sum_{n\geq 0}\frac{z^n}{n!}\]

e realizzando che la serie nel membro destro è uniformemente convergente su ogni compatto di \mathbb{C} e dà luogo ad una funzione continua. La proprietà e^z\cdot e^w=e^{z+w} continua ad essere verificata anche nel caso z,w\in\mathbb{C}, sempre per prodotto di Cauchy e binomio di Newton. Possiamo ora facilmente provare la formula di Eulero/De Moivre.

Dimostrazione. Le funzioni seno e coseno sono funzioni analitiche che per ogni \theta\in\mathbb{R} soddisfano

    \[\sin\theta=\sum_{n\geq 0}\frac{(-1)^n \theta^{2n+1}}{(2n+1)!},\quad \cos\theta = \sum_{n\geq 0}\frac{(-1)^n \theta^{2n}}{(2n)!},\]

ad esempio in quanto soluzioni della medesima equazione differenziale f''(\theta)+f(\theta)=0 con differenti condizioni iniziali. Per la definizione di esponenziale complesso si ha

    \[e^{i\theta} = \sum_{n\geq 0}\frac{i^n \theta^n}{n!}\]

e le potenze di i seguono il pattern di periodo quattro 1,i,-1,-i. La presenza dei fattoriali a denominatore assicura la possibilità di riarrangiare i termini della serie, da cui

    \[e^{i\theta} = \sum_{n\geq 0}\frac{(-1)^n\theta^{2n}}{(2n)!}+i\sum_{n\geq 0}\frac{(-1)^n \theta^{2n+1}}{(2n+1)!} = \cos\theta+i\sin\theta\]

come volevasi dimostrare.

    \[\]

Per quanto appena provato la mappa f:\mathbb{R}\to\mathbb{C} data da f(\theta)=\exp(i\theta) è una parametrizzazione per lunghezza d’arco della circonferenza unitaria.

 

Una buffa dimostrazione del Teorema di Pitagora.  In virtù della formula di Eulero/DeMoivre, per ogni \theta\in\mathbb{R} abbiamo

    \[e^{i\theta}=\cos\theta + i\sin\theta,\qquad e^{-i\theta}=\cos\theta-i\sin\theta.\]

Moltiplicando termine a termine le due identità e sfruttando la proprietà fondamentale dell’esponenziale e^z\cdot e^w=e^{z+w} otteniamo

    \[\cos^2\theta+\sin^2\theta = (\cos\theta+i\sin\theta)(\cos\theta-i\sin\theta) = e^{i\theta}e^{-i\theta} = e^0 = 1.\]

 

La formula di Eulero/De Moivre permette altresì di esprimere seno e coseno in termini dell’esponenziale complesso:

    \[\cos\theta = \text{Re}(e^{i\theta}) = \frac{e^{i\theta}+e^{-i\theta}}{2},\quad \sin\theta = \text{Im}(e^{i\theta}) = \frac{e^{i\theta}-e^{-i\theta}}{2i},\]

relazioni spesso utili nell’integrazione di potenze del seno o del coseno, specie congiuntamente al seguente risultato, pietra miliare della teoria di Fourier:

    \[\forall k\in\mathbb{Z},\quad \int_{-\pi}^{\pi}e^{ki\theta}\,d\theta = \left\{\begin{array}{rcl}0 &\text{se}& k\neq 0 \\ 2\pi &\text{se}& k=0.\end{array}\right.\]


 

Radici dell’unità, polinomi ciclotomici e poligoni costruibili

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Definizione 2.  Un numero complesso z è detto radice k-esima dell’unità se soddisfa z^k=1 con k\in\mathbb{N}^+.

 

Per ogni n\in\mathbb{N}^+ il polinomio z^n-1 risulta coprimo con la sua derivata. In virtù del Teorema fondamentale dell’Algebra esso ha dunque esattamente n radici distinte in \mathbb{C}. Poiché z^n=1 comporta |z|^n=1 e |z|=1, tutte le sue radici si trovano sulla circonferenza unitaria, dunque sono della forma e^{i\theta} per qualche \theta\in\mathbb{R}. Al variare di k tra 0 e n-1 abbiamo che i numeri complessi

    \[\exp\left(\frac{2\pi i k}{n}\right) = \cos\frac{2\pi k}{n}+i\sin \frac{2\pi k}{n}\]

sono tutti distinti (poiché l’esponenziale complesso è una parametrizzazione per lunghezza d’arco della circonferenza unitaria) e sono radici di z^n-1, poiché

    \[\exp\left(\frac{2\pi i k}{n}\right)^n = \exp(2\pi i k) = \exp(2\pi i)^k = 1^k = 1.\]

Abbiamo pertanto che per ogni n\geq 3 le radici di z^n-1, rappresentate nel piano di Argand-Gauss, costituiscono i vertici di un n-agono regolare inscritto nella circonferenza unitaria. Uno di questi vertici è il punto (1,0), corrispondente al numero complesso 1. Questo discorso conduce all’identità

    \[z^n-1 = \prod_{k=0}^{n-1}\left(z-\exp\left(\frac{2\pi i k}{n}\right)\right).\]

Nel caso in cui n sia dispari abbiamo che z=1 è l’unica radice reale, in quanto z^n-1 è una funzione crescente su \mathbb{R}. Rimuovendo il fattore z-1 e accoppiando tra loro i contributi forniti da radici coniugate abbiamo dunque che

    \[\frac{z^{2m+1}-1}{z-1}= \prod_{k=1}^{m}\left(z-\exp\left(\frac{2\pi i k}{2m+1}\right)\right)\left(z-\exp\left(\frac{-2\pi i k}{2m+1}\right)\right)\]

da cui segue

    \[z^{2m}+z^{2m-1}+\ldots+1 = \prod_{k=1}^{m}\left(z^2-2z\cos\frac{2\pi k}{2m+1}+1\right).\]

 

Definizione 3.  Un numero complesso z\neq 1 è detto radice primitiva k-esima dell’unità se è una radice k-esima dell’unità e non è una radice j-esima dell’unità per alcun j<k.

 

A titolo esemplificativo, consideriamo il caso del polinomio z^6-1. Per quanto illustrato nel precedente paragrafo, le sue radici complesse sono

    \[1, \exp\left(\frac{2\pi i}{6}\right),\exp\left(\frac{2\pi i}{3}\right),\exp\left(\frac{2\pi i}{2}\right),\exp\left(\frac{4\pi i}{3}\right),\exp\left(\frac{10\pi i}{6}\right).\]

Di queste sei radici, la prima è già una radice di z-1. La terza e la quinta radice sono già radici di z^3-1. La quarta radice è già una radice di z^2-1. Posto \zeta=\exp\left(\frac{2\pi i}{6}\right), realizziamo che le radici primitive seste dell’unità sono soltanto due, ossia \zeta e \zeta^5. Con considerazioni analoghe, nel caso generale vale quanto segue:

 

Proposizione 5.  Per ogni n\geq 2, posto \zeta=\exp\left(\frac{2\pi i}{n}\right) abbiamo che le radici primitive n-esime dell’unità sono i numeri complessi della forma \zeta^m, dove m\in[1,n] è coprimo con n. In particolare le radici primitive n-esime dell’unità sono esattamente \varphi(n), dove \varphi è la funzione totient di Eulero:

    \[\varphi(n) = n\prod_{p\mid n}\left(1-\frac{1}{p}\right).\]

 

Tornando all’esempio di z^6-1, possiamo osservare che tutte le sue radici diverse da 1 sono radici primitive j-esime dell’unità per j\in\{2,3,6\}. Analogamente una radice di z^n-1 può essere una radice primitiva d-esima dell’unità soltanto se d divide n. Rammentiamo ora i concetti di polinomio minimo e coniugato algebrico su \mathbb{Q}: p\in\mathbb{Q}[x] è detto polinomio minimo di \alpha\in\mathbb{C} se tra tutti i polinomi monici che soddisfano p(\alpha)=0 esso ha grado minimo; due numeri complessi sono detti coniugati algebrici se hanno lo stesso polinomio minimo. Un semplice risultato di Teoria di Galois

 

Proposizione 6.  Le radici primitive n-esime dell’unità sono tra loro algebricamente coniugate.

 

fa luce su una fondamentale classe di polinomi, i polinomi ciclotomici:

 

Definizione 4.  L’n-esimo polinomio ciclotomico \Phi_n(x) è il polinomio minimo su \mathbb{Q} di \exp\frac{2\pi i}{n}. Le sue radici sono le radici primitive n-esime dell’unità:

    \[\Phi_n(x) = \prod_{\substack{k\in[1,n]\\ \gcd(k,n)=1}}\left(x-\exp\left(\frac{2\pi i k}{n}\right)\right).\]

 

Poiché ogni radice complessa di z^n-1 è una radice primitiva d-esima per qualche d\mid n, vale il seguente risultato di fattorizzazione:

    \[z^n-1 = \prod_{d\mid n}\Phi_d(z).\]

Considerando il grado dei termini coinvolti otteniamo un’interessante identità aritmetica:

    \[n = \sum_{d\mid n}\varphi(d).\]

Tornando all’esempio di z^6-1, la sua fattorizzazione in termini di polinomi ciclotomici è data da

    \[z^6-1 = \Phi_1(z)\Phi_2(z)\Phi_3(z)\Phi_6(z) = (z-1)(z+1)(z^2+z+1)(z^2-z+1).\]

I polinomi ciclotomici hanno svariate altre proprietà interessanti:

  • sono sempre irriducibili su \mathbb{Q};
  • i loro coefficienti sono sempre interi;
  • eccetto che nel caso di \Phi_1(x)=x-1, la lista dei coefficienti è palindroma;
  • possono essere ricavati dai polinomi della forma z^n-1 attraverso il principio di inclusione-esclusione. Vale in particolare

        \[\]

        \[\Phi_n(x) = \prod_{d\mid n}(z^d-1)^{\mu(n/d)}\]

    dove \mu è la funzione di Moebius. \mu vale zero al di fuori degli interi liberi da quadrati; sugli interi liberi da quadrati vale 1 o -1 a seconda della parità del numero di fattori primi.

I polinomi ciclotomici sono di fondamentale importanza nella Teoria algebrica dei Numeri (anche contemporanea) e hanno permesso facilmente di dimostrare alcuni casi del Teorema di Dirichlet riguardo i primi nelle successioni aritmetiche. In queste note non ne investigheremo le piene potenzialità, ma ce ne serviremo in un contesto molto classico, che è quello di discutere la costruibilità con riga e compasso dei poligoni regolari.

Per quelle che sono le possibilità offerte dalla riga e dal compasso (operazioni di campo ed estrazione di radice quadrata), condizione necessaria2

affinché un poligono regolare di n lati sia costruibile con riga e compasso è che il polinomio minimo su \mathbb{Q} di \cos\frac{2\pi}{n} abbia come grado una potenza di 2. Ci apprestiamo a provare il seguente risultato

 

Proposizione 7.  Per ogni n\geq 3 il polinomio minimo su \mathbb{Q} di \cos\frac{2\pi}{n} ha grado \frac{\varphi(n)}{2}.

 

da cui segue immediatamente che né l’ettagono né l’ennagono regolare sono costruibili con riga e compasso, poiché \varphi(7)=\varphi(9)=6. Partiamo esplicitamente dal caso dell’ettagono, illustrando come non sia difficile produrre un polinomio a coefficienti razionali che si annulla in \cos\frac{2\pi}{7}. Tutte le radici di

    \[\Phi_7(x) = \frac{x^7-1}{x-1}=x^6+x^5+x^4+x^3+x^2+x+1\]

sono anche radici della funzione razionale

    \[1+\left(x+\frac{1}{x}\right)+\left(x^2+\frac{1}{x^2}\right)+\left(x^3+\frac{1}{x^3}\right).\]

D’altra parte, posto z=x+\frac{1}{x}, qualunque termine della forma x^n+\frac{1}{x^n} può essere espresso come polinomio in z, poiché x^{n+1}+\frac{1}{x^{n+1}}=\left(x+\frac{1}{x}\right)\left(x^n+\frac{1}{x^n}\right)-\left(x^{n-1}+\frac{1}{x^{n-1}}\right). Poiché \Phi_7(x) si annulla in corrispondenza di \zeta=\exp\frac{2\pi i}{7}, otteniamo che

    \[z^3+z^2-2z-1\]

si annulla in corrispondenza di \zeta+\zeta^{-1}=2\cos\frac{2\pi}{7}, dunque

    \[p(z) = z^3+\frac{1}{2}z^2-\frac{1}{2}z-\frac{1}{8}\]

si annulla in corrispondenza di z=\cos\frac{2\pi}{7}. Il punto-chiave del discorso è che il polinomio appena prodotto è certamente irriducibile, dunque è proprio il polinomio minimo su \mathbb{Q} di \cos\frac{2\pi}{7}. Infatti se questo avesse grado \leq 2 allora il numero complesso

    \[\zeta = \cos\frac{2\pi}{7}+i\sqrt{1-\cos^2\frac{2\pi}{7}}\]

avrebbe un polinomio minimo di grado al più 4. Tuttavia \zeta è una radice primitiva settima, dunque il suo polinomio minimo su \mathbb{Q} ha grado 6.

Il discorso appena esposto si adatta con minime modifiche al caso dell’ennagono regolare, dove a partire da

    \[\Phi_9(x) = \frac{(x^9-1)}{(x^3-1)}=x^6+x^3+1\]

si ottiene che il polinomio minimo su \mathbb{Q} di \cos\frac{2\pi}{9} è 8x^3-6x+1. Con riferimento ad un polinomio già menzionato nell’introduzione, questo ci dà che le radici di x^3-3x+1 sono esattamente 2\cos\frac{2\pi}{9},2\cos\frac{4\pi}{9} e 2\cos\frac{8\pi}{9}.

Nel caso generale, il fatto che \Phi_n(x) sia palindromo e di grado \varphi(n) assicura che il polinomio minimo di \cos\frac{2\pi}{n} su \mathbb{Q} abbia grado \varphi(n)/2 come voluto.

 


    \[\]

2. Gauss ha provato che se n è primo la condizione esposta è anche sufficiente, ma noi ci limiteremo a considerare solo casi di manifesta impossibilità, senza curarci di come sia possibile, con riga e compasso, costruire poligoni regolari con 17 o 257 lati. Wantzel ha successivamente provato, nel 1837, che un n-agono regolare è costruibile se e solo se n è il prodotto tra una potenza di 2 e un qualunque numero di primi di Fermat, ovvero primi della forma 2^{2^k}+1. È tuttora un problema aperto se i primi di Fermat siano finiti o infiniti.


 

Applicazioni notevoli dei numeri complessi

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In quest’ultima sezione esporremo una miscellanea di problemi, volti a sottolineare le grandi potenzialità dei numeri complessi, senza neppure entrare nello sterminato ambito dell’Analisi complessa e delle funzioni olomorfe, cui dedicheremo ampio spazio a sé stante.

 

Problema 3.  Si provi che \arctan\frac{1}{2} non è un multiplo razionale di \pi.

 

Dimostrazione. Come è usuale nelle dimostrazioni d’irrazionalità, supponiamo per assurdo che si abbia \arctan\frac{1}{2}\in\pi\mathbb{Q}. Poiché \arctan\frac{1}{2}=\text{arg}(2+i), in tali ipotesi il numero complesso di modulo 1 dato da

    \[z = \frac{2+i}{\sqrt{5}}\]

dovrebbe essere una radice dell’unità. Il polinomio minimo di z su \mathbb{Q} è

    \[x^4-\frac{6}{5}x^2+1.\]

Non tutti i coefficienti di questo polinomio sono interi, dunque esso non può essere un polinomio ciclotomico e \frac{2+i}{\sqrt{5}} non può essere una radice dell’unità. Segue \arctan\frac{1}{2}\not\in\pi\mathbb{Q} come voluto.

    \[\]

 

Problema 4. (Formula di Machin) Si provi che \dfrac{\pi}{4}=4\arctan\dfrac{1}{5}-\arctan\dfrac{1}{239}.

 

Formule come quella esposta sono state per lungo tempo identità di riferimento per la determinazione delle cifre di \pi, prima dell’avvento di metodi più efficienti dovuti a Gosper e agli studiosi delle relazioni tra integrali ellittici e media aritmo-geometrica.

Dimostrazione. È sufficiente constatare che \frac{(5+i)^4}{(239+i)}=2(1+i) e passare agli argomenti in ambo i membri.

    \[\]

 

Problema 5. (DFT, trasformata discreta di Fourier) Dato l’insieme \{1,2,\ldots,n\} con n\geq 0, si procede a contare separatamente

 

  • il numero S_0 di sottoinsiemi con 3k elementi (per qualche k\in\mathbb{N});
  • il numero S_1 di sottoinsiemi con 3k+1 elementi (per qualche k\in\mathbb{N});
  • il numero S_2 di sottoinsiemi con 3k+2 elementi (per qualche k\in\mathbb{N}).

Si provi che indipendentemente da n si ha \max(S_0,S_1,S_2)-\min(S_0,S_1,S_2)\leq 2.

 

Posto \omega=\exp\left(\frac{2\pi i}{3}\right) = \frac{-1+i\sqrt{3}}{2} possiamo osservare che la funzione f(n)=1^n+\omega^n+\omega^{2n} restituisce 3 oppure 0 a seconda che n\in\mathbb{N} sia un multiplo di 3 oppure no. Abbiamo in particolare che il numero di sottoinsiemi con cardinalità \in 3\mathbb{N} è dato da

    \[S_0 = \sum_{k=0}^{n}\binom{n}{k}\frac{1^k+\omega^k+\omega^{2k}}{3} = \frac{2^n + (1+\omega)^n+(1+\omega^2)^n}{3}\]

dove 1+\omega e 1+\omega^2 sono radici dell’unità coniugate. Vale in particolare

    \[(1+\omega)^n+(1+\omega^2)^n = 2\cos\frac{2\pi n}{3}\]

e analogamente è possibile ricostruire una semplice espressione esplicita per

    \[S_1 = \sum_{k=0}^{n}\binom{n}{k}\frac{1^k+\omega^2\omega^k+\omega\omega^{2k}}{3},\qquad S_2 = \sum_{k=0}^{n}\binom{n}{k}\frac{1^k+\omega\omega^k+\omega^2\omega^{2k}}{3}\]

da cui ricavare quanto desiderato, ossia che i sottoinsiemi di \{1,2,\ldots,n\} si distribuiscono circa uniformemente tra S_0,S_1 ed S_2.

 

Problema 6. (Somme di Gauss) Un ettagono regolare ABCDEFG è inscritto in una circonferenza di raggio 1. Si provi che l’area del triangolo ABD è esattamente \frac{1}{4}\sqrt{7}.

 

Dimostrazione. Le lunghezze dei lati di ABD sono date da 2\sin\frac{\pi}{7},2\sin\frac{2\pi}{7} e 2\sin\frac{3\pi}{7}. Per la relazione di Eulero S=\frac{abd}{4R} è sufficiente provare che vale

    \[\sin\frac{\pi}{7}\sin\frac{2\pi}{7}\sin\frac{3\pi}{7} = \frac{\sqrt{7}}{8}\]

oppure (via \sin\theta = \sin(\pi-\theta))

    \[2\sin\frac{2\pi}{7}\cdot \sin\frac{4\pi}{7}\cdot 2\sin\frac{6\pi}{7} = \sqrt{7}.\]

Il membro sinistro è evidentemente positivo e posto \zeta=\exp\frac{2\pi i}{7} possiamo ridurre il problema alla verifica di

    \[(\zeta-\zeta^6)^2 (\zeta^2-\zeta^5)^2 (\zeta^3-\zeta^4)^2 = -7.\]

Espandendo il termine sinistro e facendo ricorso a \zeta^7=1 e 1+\zeta+\zeta^2+\zeta^3+\zeta^4+\zeta^5+\zeta^6=0 la verifica è immediata.

    \[\]

 

Problema 7. (Teorema di Napoleone) Dato un triangolo ABC nel piano, costruiamo sui suoi lati, esternamente ad ABC, tre triangoli equilateri ABC',BCA',CAB'. Detti A'',B'',C'' i centri di questi triangoli equilateri, si provi che A''B''C'' è sempre equilatero.

 

Dimostrazione. Possiamo supporre senza perdita di generalità che i vertici di ABC siano etichettati in verso positivo (antiorario) e immergere la costruzione in \mathbb{C}. Posto \omega=\exp\frac{2\pi i}{6}=\frac{1+i\sqrt{3}}{2} abbiamo che la trasformazione P\to \omega P ruota P attorno all’origine di 60^\circ in verso antiorario. Abbiamo che A' è l’immagine di B secondo una rotazione di 60^\circ attorno a C, ossia A'=\omega(B-C)+C. A'' è il baricentro di BCA', dunque 3A''=B+C+A' = (1+\omega)B+(2-\omega)C. Analogamente possiamo descrivere B'' e C'' e verificare successivamente che B'' e C'' si corrispondono attraverso una rotazione di 60^\circ attorno ad A'', provando la tesi.

    \[\]

 

Problema 8. Si provi che la successione \{a_n\}_{n\geq 1} data da

    \[a_n = \sin(1)+\sin(2)+\ldots+\sin(n)\]

è limitata e se ne determinino \inf e \sup.

 

Dimostrazione. Per ogni n\geq 1 abbiamo

    \[\begin{aligned}  a_n & = \text{Im}(e^i+e^{2i}+\ldots+e^{ni})= \\ &= \text{Im}\left(\frac{e^{i(n+1)}-e^i}{e^{i}-1}\right)= \\ &= \text{Im}\left(\frac{e^{i(n+1/2)}-e^{i/2}}{e^{i/2}-e^{-i/2}}\right)= \\ &= \text{Im}\left(\frac{e^{i(n+1/2)}-e^{i/2}}{2i\sin(1/2)}\right)= \\  &= -\frac{1}{2\sin(1/2)}\text{Re}\left(e^{i(n+1/2)}-e^{i/2}\right)= \\ &= \frac{\cos(1/2)-\cos(n+1/2)}{2\sin(1/2)}. \end{aligned}\]

Per densità di \cos(n+1/2) in [-1,1] abbiamo che

    \[\sup a_n = \frac{1+\cos(1/2)}{2\sin(1/2)}=\frac{1}{2\tan(1/4)},\quad \inf a_n = \frac{\cos(1/2)-1}{2\sin(1/2)} = -\frac{\tan(1/4)}{2}.\]

    \[\]

 

Problema 9. Si provi che il polinomio p(x)=x^{14}+x^7+1 è riducibile su \mathbb{Q}.

 

Dimostrazione.

    \[x^{14}+x^7+1=\frac{x^{21}-1}{x^7-1}=\frac{\Phi_{21}(x)\Phi_{7}(x)\Phi_3(x)\Phi_1(x)}{\Phi_7(x)\Phi_1(x)}=\Phi_{21}(x)\Phi_3(x)\]

è il prodotto tra un polinomio irriducibile di grado 2 (\Phi_3(x)=x^2+x+1) e un polinomio irriducibile di grado \varphi(21)=12.

    \[\]

 

Problema 10. Senza far ricorso alla formula di integrazione per parti, si provi che per ogni n\in\mathbb{N} vale

    \[\int_{0}^{\pi/2}\left(\cos\theta\right)^{2n}d\theta = \frac{\pi}{2\cdot 4^n}\binom{2n}{n}.\]

 

Dimostrazione. Per la parità della funzione coseno e le relazioni tra \cos\theta e \exp(i\theta) abbiamo che l’integrale a membro sinistro coincide con

    \[\frac{1}{2\cdot 4^n}\int_{-\pi/2}^{\pi/2}(e^{i\theta}+e^{-i\theta})^{2n}\,d\theta=\frac{1}{2\cdot 4^n}\sum_{k=0}^{2n}\binom{2n}{k}\int_{-\pi/2}^{\pi/2} e^{(2n-k)i\theta}e^{-ki\theta}\,d\theta.\]

In virtù di \int_{-\pi}^{\pi}e^{ki\theta}\,d\theta = \pi\delta(k) tutti i termini dell’ultima somma sono nulli, eccetto quello relativo a k=n che conduce immediatamente alla tesi.

    \[\]

 

Problema 11. Si provi che per ogni numero naturale n\geq 2 si ha

    \[\prod_{k=1}^{n-1}\sin\frac{\pi k}{n} = \frac{2n}{2^n}.\]

 

Dimostrazione. Poniamo \zeta=\exp\frac{\pi i}{n}. Possiamo esprimere il membro sinistro come

    \[\frac{1}{2^{n-1}i^{n-1}}\prod_{k=1}^{n-1}(\zeta^k-\zeta^{-k})=\frac{(-1)^{n-1}}{2^{n-1}i^{n-1}}\prod_{k=1}^{n-1}\zeta^{-k}\prod_{k=1}^{n-1}(1-\zeta^{2k})\]

dove

    \[\prod_{k=1}^{n-1}\zeta^{-k} = \zeta^{-\frac{n(n-1)}{2}} = i^{n-1}\]

e

    \[\frac{z^n-1}{z-1}=\prod_{k=1}^{n-1}(z-\zeta^{2k}).\]

Considerando nell’ultima identità il limite per z\to 1 otteniamo \prod_{k=1}^{n-1}(1-\zeta^{2k})=n e da lì facilmente la tesi. Il passaggio ai logaritmi e alle somme di Riemann ha come conseguenza

    \[\int_{0}^{\pi}\log\sin(x)\,dx = -\pi\log(2).\]

    \[\]

 

Problema 12. Si provi che il polinomio

    \[p(x)=x^5 - 3 x^4 + 5 x^3 + 10 x^2 - 1\]

ha almeno due radici in \mathbb{C}\setminus\mathbb{R}.

 

Dimostrazione. Il polinomio in questione ha coefficienti reali, è dunque sufficiente mostrare che esso ha almeno una radice propriamente complessa per avere gratuitamente una coppia di radici complesse e coniugate. Se il polinomio avesse unicamente radici reali a,b,c,d,e, la quantità

    \[a^2+b^2+c^2+d^2+e^2 = (a+b+c+d+e)^2-2(ab+ac+ad+ae+bc+bd+be+cd+ce+de)\]

dovrebbe risultare non negativa, ma per le relazioni tra radici e coefficienti (formule di Viète) essa coincide con 3^2-2\cdot 5<0. Questa osservazione è sufficiente a concludere.

    \[\]

 

Problema 13. Al variare di a\in(-1,1) si determini il valore del seguente integrale:

    \[\int_0^{2\pi}\frac{\cos^3\theta}{1-2a \cos\theta+a^2}\,d\theta.\]

 

Dimostrazione. Possiamo notare che 1-2a\cos\theta+a^2 = (1-ae^{i\theta})(1-ae^{-i\theta}), dunque

    \[\frac{1}{1-2a\cos\theta+a^2}=\sum_{j\geq 0}a^j e^{ji\theta}\sum_{k\geq 0}a^k e^{-ki\theta}\]

ammette una semplice scrittura come serie di Fourier. Lo stesso vale per \cos^3\theta:

    \[\cos^3\theta = \frac{3}{4}\cos(x)+\frac{1}{4}\cos(3x)\]

e poiché \int_{0}^{2\pi}\cos(n\theta)\cos(m\theta)\,d\theta=\pi\,\delta(m,n) otteniamo

    \[\int_{0}^{2\pi}\frac{\cos^3\theta}{1-2a\cos\theta+a^2}\,d\theta=\pi\left[\frac{3}{4}\sum_{|j-k|=1}a^{j+k}+\frac{1}{4}\sum_{|j-k|=3}a^{j+k}\right]\]

che possiamo semplificare nel modo seguente

    \[\pi\left[\frac{3}{4}\sum_{j\geq 0}a^{2j+1}+\frac{3}{4}\sum_{j\geq 1}a^{2j-1}+\frac{1}{4}\sum_{j\geq 0}a^{2j+3}+\frac{1}{4}\sum_{j\geq 3}a^{2j-3}\right]\]

ottenendo infine

    \[\int_{0}^{2\pi}\frac{\cos^3\theta}{1-2a\cos\theta+a^2}\,d\theta = \frac{a(3+a^2)}{1-a^2}\cdot\frac{\pi}{2}.\]

    \[\]

 

Problema 14. Si provi che con riga e compasso è possibile costruire un poligono regolare con 15 lati.

 

Dimostrazione. Con riga e compasso è certamente possibile costruire sia un triangolo equilatero che un pentagono regolare, dunque costruire un angolo di ampiezza \frac{2\pi}{3}-\frac{2\pi}{5}=\frac{4\pi}{15} e per bisezione ottenere un angolo di ampiezza \frac{2\pi}{15}=24^\circ. Dalla costruzione del polinomio minimo di \cos\frac{2\pi}{15} su \mathbb{Q}, che è x^4-\frac{1}{2}x^3-x^2+\frac{x}{2}+\frac{1}{16}, o dalle formule di addizione e bisezione del coseno, otteniamo

    \[\cos(24^\circ) = \frac{1}{8}\left(1+\sqrt{5}+\sqrt{6(5-\sqrt{5})}\right).\]

    \[\]

 

Problema 15. Dato un numero complesso z\neq 0, indichiamo con \sqrt[3]{z} la determinazione principale della sua radice cubica, ossia l’unica soluzione di t^3=z che soddisfa \text{arg}(t)\in\left(-\frac{\pi}{3},\frac{\pi}{3}\right]. Si provi che si ha

    \[\sqrt[3]{2+11i}+\sqrt[3]{2-11i} = 4.\]

 

Dimostrazione. È sufficiente osservare che (2\pm i)^3 = 2\pm 11i.

    \[\]

 

Problema 16. Dimostrare che

    \begin{equation*}\label{testo} 				I=\int_{0}^{+\infty}\dfrac{x \sinh x}{3+4 \sinh^2x}\,dx=\dfrac{\pi^2}{24}. 			\end{equation*}

 

Dimostrazione. In virtù della formula di integrazione per parti

    \[\int_{0}^{+\infty}\frac{\sinh(x)}{3+4\sinh^2(x)}\,dx=\frac{1}{4}\int_{0}^{+\infty}\log\left(\frac{2\cosh x+1}{2\cosh x-1}\right)\,dx\]

e il membro destro può anche essere espresso come

    \[\frac{1}{4}\int_{0}^{+\infty}\log\left(\frac{e^{2x}+e^x+1}{e^{2x}-e^x+1}\right)\,dx\]

oppure come

    \[\frac{1}{4}\int_{1}^{+\infty} \frac{\log(t^2+t+1)-\log(t^2-t+1)}{t}\,dt\]

    \[=\frac{1}{4}\int_{0}^{1}\frac{\log(t^2+t+1)-\log(t^2-t+1)}{t}\,dt.\]

Poiché sia t^2+t+1 che t^2-t+1 sono polinomi ciclotomici (rispettivamente \Phi_3(t) e \Phi_6(t)) il risultato è immediata conseguenza della seguente identità:

    \[\int_{0}^{1}\frac{-\log(1-t^k)}{t}\,dt = \sum_{n\geq 1}\int_{0}^{1}\frac{t^{nk-1}}{n}=\sum_{n\geq 1}\frac{1}{kn^2}=\frac{\pi^2}{6k}.\]

In particolare si ha

    \[\int_{0}^{+\infty}\frac{\sinh(x)}{3+4\sinh^2(x)}\,dx=\frac{\pi^2}{24}.\]

    \[\]

 

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Tutta la teoria di analisi matematica

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  9. Concetti Fondamentali della Retta Reale: Sintesi Teorica
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  13. Disuguaglianza di Bernoulli
  14. Disuguaglianza triangolare
  15. Teoria sulle funzioni
  16. Funzioni elementari: algebriche, esponenziali e logaritmiche
  17. Funzioni elementari: trigonometriche e iperboliche
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  20. Criterio del rapporto per le successioni
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  22. Limite di una successione monotona
  23. Successioni di Cauchy
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  34. Teorema ponte versione per le funzioni continue
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  53. Funzioni integrali – Teoria
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  57. Successioni di funzioni – Teoria
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    4. Equazioni con i numeri complessi
    5. Disequazioni con i numeri complessi
    6. Esercizi misti Numeri complessi
  12. Serie numeriche
    1. Teoria Serie numeriche
    2. Esercizi Serie a termini positivi
    3. Esercizi Serie a termini di segno variabile
    4. Esercizi Serie geometriche e telescopiche
  13. Successioni di funzioni
    1. Teoria Successioni di funzioni
    2. Esercizi Successioni di funzioni
  14. Serie di funzioni
    1. Teoria Serie di funzioni
    2. Esercizi Serie di funzioni
  15. Serie di potenze
    1. Teoria Serie di potenze
    2. Esercizi Serie di potenze
  16. Serie di Fourier
    1. Teoria Serie di Fourier
    2. Esercizi Serie di Fourier
  17. Trasformata di Fourier
    1. Teoria Trasformata di Fourier
    2. Esercizi Trasformata di Fourier
  18. Funzioni di più variabili
    1. Teoria Funzioni di più variabili
    2. Massimi e minimi liberi e vincolati
    3. Limiti in due variabili
    4. Integrali doppi
    5. Integrali tripli
    6. Integrali di linea di prima specie
    7. Integrali di linea di seconda specie
    8. Forme differenziali e campi vettoriali
    9. Teorema di Gauss-Green
    10. Integrali di superficie
    11. Flusso di un campo vettoriale
    12. Teorema di Stokes
    13. Teorema della divergenza
    14. Campi solenoidali
    15. Teorema del Dini
  19. Equazioni differenziali lineari e non lineari
    1. Teoria equazioni differenziali lineari e non lineari
    2. Equazioni differenziali lineari e non lineari del primo ordine omogenee
  20. Equazioni differenziali lineari
    1. Del primo ordine non omogenee
    2. Di ordine superiore al primo,a coefficienti costanti,omogenee
    3. Di ordine superiore al primo,a coefficienti costanti,non omogenee
    4. Di Eulero,di Bernoulli,di Clairaut,di Lagrange e di Abel
    5. Non omogenee avente per omogenea associata un’equazione di Eulero
    6. Sistemi di EDO
  21. Equazioni differenziali non lineari
    1. A variabili separabiliO
    2. A secondo membro omogeneo
    3. Del tipo y’=y(ax+by+c)
    4. Del tipo y’=y(ax+by+c)/(a’x+b’y+c’)
    5. Equazioni differenziali esatte
    6. Mancanti delle variabili x e y
    7. Cenni sullo studio di un’assegnata equazione differenziale non lineare
    8. Di Riccati
    9. Cambi di variabile: simmetrie di Lie
  22. Analisi complessa
    1. Fondamenti
    2. Funzioni olomorfe
    3. Integrale di Cauchy e applicazioni
    4. Teorema della curva di Jordan e teorema fondamentale dell’Algebra
    5. Teorema di inversione di Lagrange
    6. Teorema dei Residui
    7. Funzioni meromorfe
    8. Prodotti infiniti e prodotti di Weierstrass
    9. Continuazione analitica e topologia
    10. Teoremi di rigidità di funzioni olomorfe
    11. Trasformata di Mellin
  23. Equazioni alle derivate parziali
    1. Equazioni del primo ordine
    2. Equazioni del secondo ordine lineari
    3. Equazioni non-lineari
    4. Sistemi di PDE
  24. Funzioni speciali
    1. Funzione Gamma di Eulero
    2. Funzioni Beta,Digamma,Trigamma
    3. Integrali ellittici
    4. Funzioni di Bessel
    5. Funzione zeta di Riemann e funzioni L di Dirichlet
    6. Funzione polilogaritmo
    7. Funzioni ipergeometriche
  25. Analisi funzionale
    1. Misura e integrale di Lebesgue
    2. Spazi Lp,teoremi di completezza e compattezza
    3. Spazi di Hilbert,serie e trasformata di Fourier
    4. Teoria e pratica dei polinomi ortogonali
    5. Spazi di Sobolev
  26. Complementi
    1. Curiosità e approfondimenti
    2. Compiti di analisi
    3. Esercizi avanzati analisi
  27. Funzioni Convesse

 
 

Tutti gli esercizi di geometria

In questa sezione vengono raccolti molti altri esercizi che coprono tutti gli argomenti di geometria proposti all’interno del sito con lo scopo di offrire al lettore la possibilità di approfondire e rinforzare le proprie competenze inerenti a tali argomenti.

Strutture algebriche.


 
 

Risorse didattiche aggiuntive per approfondire la matematica

Leggi...

  • Math Stack Exchange – Parte della rete Stack Exchange, questo sito è un forum di domande e risposte specificamente dedicato alla matematica. È una delle piattaforme più popolari per discutere e risolvere problemi matematici di vario livello, dall’elementare all’avanzato.
  • Art of Problem Solving (AoPS) – Questo sito è molto noto tra gli studenti di matematica di livello avanzato e i partecipanti a competizioni matematiche. Offre forum, corsi online, e risorse educative su una vasta gamma di argomenti.
  • MathOverflow – Questo sito è destinato a matematici professionisti e ricercatori. È una piattaforma per domande di ricerca avanzata in matematica. È strettamente legato a Math Stack Exchange ma è orientato a un pubblico con una formazione più avanzata.
  • PlanetMath – Una comunità collaborativa di matematici che crea e cura articoli enciclopedici e altre risorse di matematica. È simile a Wikipedia, ma focalizzata esclusivamente sulla matematica.
  • Wolfram MathWorld – Una delle risorse online più complete per la matematica. Contiene migliaia di articoli su argomenti di matematica, creati e curati da esperti. Sebbene non sia un forum, è una risorsa eccellente per la teoria matematica.
  • The Math Forum – Un sito storico che offre un’ampia gamma di risorse, inclusi forum di discussione, articoli e risorse educative. Sebbene alcune parti del sito siano state integrate con altri servizi, come NCTM, rimane una risorsa preziosa per la comunità educativa.
  • Stack Overflow (sezione matematica) – Sebbene Stack Overflow sia principalmente noto per la programmazione, ci sono anche discussioni rilevanti di matematica applicata, specialmente nel contesto della scienza dei dati, statistica, e algoritmi.
  • Reddit (r/Math) – Un subreddit popolare dove si possono trovare discussioni su una vasta gamma di argomenti matematici. È meno formale rispetto ai siti di domande e risposte come Math Stack Exchange, ma ha una comunità attiva e molte discussioni interessanti.
  • Brilliant.org – Offre corsi interattivi e problemi di matematica e scienza. È particolarmente utile per chi vuole allenare le proprie capacità di problem solving in matematica.
  • Khan Academy – Una risorsa educativa globale con lezioni video, esercizi interattivi e articoli su una vasta gamma di argomenti di matematica, dalla scuola elementare all’università.

 






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