Se vuoi chiarire i tuoi dubbi sul calcolo delle derivate, questo articolo è quello che cercavi.
Esso si propone come una guida pratica al calcolo delle derivate, attraverso esempi e soluzioni spiegate passo dopo passo. Il focus è posto sull’applicazione delle regole e tecniche di derivazione, mettendo in secondo piano le questioni di derivabilità, rispondendo alle seguenti domande:
- Quali sono le regole di derivazione principali?
- Come si effettua la derivata di funzioni composte e dei valori assoluti?
Questo punto di vista fornisce una manualità preziosa nello studio di funzioni e nella risoluzione di integrali, fornendo una risorsa concreta per l’applicazione pratica delle derivate in vari contesti matematici.
Oltre all’articolo completo sulla Teoria sulle derivate segnaliamo i seguenti articoli sulla teoria correlata:
Di seguito, invece, le raccolte di esercizi su questo tema:
- Calcolo delle derivate: esercizi svolti;
- Studio di funzione: esercizi misti;
- Esercizi sul teorema di Weierstrass con l’uso delle derivate.
Buona lettura!
Sommario
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Autori e revisori
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Revisori: Matteo Talluri.
Richiami sulle derivate
Introduzione.
(1)
Se tale limite esiste finito si indica con e viene detto derivata di
in
e rappresenta il coefficiente angolare della retta tangente alla funzione nel punto
.
Per trovare la derivata di una funzione, è possibile utilizzare la definizione classica, calcolando il limite del rapporto incrementale. Tuttavia, questo metodo può risultare complesso in alcuni casi. Per semplificare il processo, si adottano tecniche di derivazione alternative: queste consistono nello scomporre la funzione in componenti più semplici, le cui derivate sono già note, e poi ricombinarle per ottenere la derivata della funzione originale. Questo approccio rende il calcolo delle derivate più accessibile e gestibile.
Derivate Notevoli.
Teoremi Principali.
(17)
(18)
(19)
(20)
(21)
(22)
Osservazione 1. Il teorema di derivazione del rapporto si può dedurre molto facilmente dal teorema del prodotto.
Infatti si ha che:
dove .
Applicando (19) otteniamo:
Ora calcoliamo ; notiamo che
è una composizione di funzioni, infatti chiamate
e
si ha
quindi applicando (21) si ottiene
Adesso calcoliamo applicando (4)
Sfruttando quanto ottenuto abbiamo
Focus su moduli e composizioni
Introduzione.
Derivazione del modulo.
Più in generale, data una funzione , il modulo di
è dato da
Da qui possiamo ricavare la derivata del modulo come:
(23)
(24)
dove
è la funzione che restituisce il segno di .
Quindi per derivare il modulo di una funzione basterà:
- applicare la definizione del modulo e dividere i casi in cui la funzione è positiva o negativa;
- tolto il modulo derivare, per ogni caso generato, le funzioni ottenute.
Osservazione 2. attenzione che la funzione modulo può introdurre punti di non derivabilità: nei valori in cui cambia segno,
può non essere derivabile anche se f è derivabile.
Notiamo che:
condizione che implica che la funzione non è derivabile in .
Essendo la funzione definita a tratti con funzioni derivabili rispettivamente nel dominio dove sono definite, l’unico punto in cui potrebbe non essere derivabile è quello di congiunzione delle due funzioni, ovvero ; calcolando i limiti destro e sinistro della derivata otteniamo:
i due limiti sono uguali, il che implica che la funzione è derivabile anche in nonostante sia presente il modulo.
Composizioni Notevoli.
anch’essa derivabile perché composizione di funzioni derivabili.
Allora la derivata di è data da
Dimostrazione. Basta applicare la formula della derivazione della composizione, infatti data la funzione si ha
applicando (21) otteniamo
e dato che si ottiene facilmente la tesi.
anch’essa derivabile perché composizione di funzioni derivabili.
Allora la derivata di è data da
Dimostrazione. Data la funzione si ha
Applicando (21) otteniamo
e dato che si ha
anch’essa derivabile perché composizione di funzioni derivabili.
Allora la derivata di è data da
Dimostrazione. Data la funzione si ha
Applicando (21) otteniamo
e dato che si ha facilmente la tesi.
anch’essa derivabile perché composizione di funzioni derivabili.
Allora la derivata di è data da
Dimostrazione. Data la funzione si ha
Applicando (21) otteniamo
e dato che si ha facilmente la tesi.
Di seguito un riepilogo delle derivate di funzioni composte che coinvolgono le funzioni con derivata nota:
(25)
(26)
(27)
(28)
(29)
(30)
(31)
(32)
(33)
(34)
(35)
(36)
(37)
Esercizi svolti
Introduzione.
Partiamo con funzioni di base per la derivazione, per prendere confidenza con i principi esposti e con l’approccio logico più efficace per raggiungere il risultato desiderato.
Svolgimento.
applicando (17) otteniamo
(38)
Andiamo a derivare le tre funzioni:
la prima funzione è una potenza, applicando (4) otteniamo
La seconda funzione è il prodotto di una funzione per una costante, applicando (18) e (3) avremo
La terza funzione è una costante, applicando (2) avremo
Sostituendo in (38) si ha:
Osservazione 3.
Svolgimento.
Svolgimento.
Vista in questa forma, la funzione non è che il rapporto delle funzioni e
, quindi possiamo procedere alla derivazione utilizzando il teorema del rapporto.
Applicando (20) otteniamo:
non ci resta che calcolare le derivate delle funzioni e
, facilmente ottenibili dalla tabella delle derivate notevoli:
Sostituendoli nell’equazione iniziale otteniamo
che è proprio quello che ci aspettavamo.
Svolgimento.
Svolgimento.
dato che
da cui
Dalla (23) e dalla (8) otteniamo:
Volendo avremmo potuto applicare direttamente (24) ottenendo:
che, applicando la definizione del segno del logaritmo:
porta alla soluzione trovata precedentemente.
Esercizi misti
Introduzione.
- identificare le funzioni conosciute che formano la funzione da derivare;
- determinare come queste funzioni interagiscono (somma, prodotto, divisione, composizione);
- decidere l’ordine di applicazione dei teoremi, partendo dall’operazione “più esterna”.
Svolgimento.
Come sono legate queste tre funzioni? e
sono legate da un prodotto, il quale è legato a
da un rapporto; viene da sé che l’operazione più esterna sia proprio il rapporto, quindi partiremo applicando (20).
Chiamato
otteniamo
In questa espressione ci mancano le componenti e
:
è un polinomio, applicando (39) si ottiene
è un prodotto di funzioni, applicando (19) si ottiene
non ci resta che calcolare e
che sono due derivate note, ovvero
Sostituendo otteniamo
Adesso che abbiamo e
possiamo sostituirli nell’espressione iniziale ed ottenere:
Osservazione 4.
Questo è possibile perché queste operazioni sono commutative e non influenzano il risultato finale. Una situazione diversa si verifica con composizioni di funzioni con operazioni annidate, dove occorre trattare prima l’operazione più esterna.
Svolgimento.
si ha
È importante notare che, nella composizione di funzioni, si dovrebbero usare variabili differenti per distinguere le funzioni. Questo aiuta a chiarire che la funzione esterna accoglie come ingresso la funzione interna, anziché direttamente la stessa variabile. Ad esempio, nel caso presente:
Questo è il caso evidenziato nell’osservazione precedente, in cui le operazioni (le due composizioni) non sono commutative, quindi dovremo iniziare, forzatamente, dal trattamento della composizione più esterna; per semplicità chiamo , applicando (21) otteniamo
adesso dobbiamo calcolare e
:
è una radice, applicando (5) si ottiene
è un’altra composizione di funzioni, applicando di nuovo (21) si ottiene
Non ci resta che calcolare e
:
sostituendo sopra si ottiene
e sostituendo nell’espressione iniziale otteniamo
Osservazione 5.
Svolgimento.
in questo modo otteniamo due vantaggi immediati:
- possiamo sfruttare le proprietà del logaritmo per trasformare l’esponente dell’argomento in coefficiente
- otteniamo una composizione di funzioni semplici da trattare.
In questo esercizio applichiamo la trasformazione e otteniamo
finalmente possiamo iniziare con la derivazione.
Notiamo che ci sono essenzialmente quattro funzioni da tenere di conto:
essendo presenti delle composizioni andiamo a valutare quella più esterna che, chiamando , è data da
Applicando (21) otteniamo
Andiamo avanti cercando e
:
è un’esponenziale, applicando (6) si ottiene
possiamo vederlo come prodotto tra la funzione
e la composizione
, quindi applicando (19) otteniamo
Adesso dobbiamo calcolare e
:
è un coseno, applicando (11) si ottiene
è una composizione, applicando (21) si ottiene
ci restano da calcolare solo e
che sono derivate notevoli
quindi, sostituendo, abbiamo
Svolgimento.
la prima cosa da fare è applicare (21) a :
quindi deriviamo , ma come si deriva una radice con indice diverso da 2?
Per derivare una radice con indice qualsiasi possiamo vedere la radice in questo modo:
quindi, seguendo la derivata (4) della funzione elementare , possiamo trovare:
Detto questo andiamo a scrivere la nostra derivata:
quindi abbiamo
procediamo ora nel calcolo di ;
la funzione è il rapporto tra e
, applicando (20) otteniamo:
dove applicando (39) si ottiene e, vedendo
come composizione di funzioni, ovvero
applicando (21) si ottiene
dato che, rispettivamente per (10) e (4), si ha
arriviamo a
e quindi
tornando alla prima equazione otteniamo
Svolgimento.
Risolviamo dunque separatamente le due derivate; la prima è molto semplice, applichiamo prima (18) e poi (16), ottenendo:
La seconda è la composizione di due funzioni:
con
Utilizzando (21) otteniamo
Adesso dobbiamo derivare e
.
Applicando (14) derivo direttamente ottenendo:
Sostituendo otteniamo
Per la derivazione è meno diretta in quanto si tratta di un rapporto, quindi andremo ad applicare (20) ottenendo:
Sostituendo nell’equazione iniziale si ottiene
Rimettendo insieme le due derivate otteniamo la derivata di :
Volendo possiamo sviluppare il modulo per avere la forma non compatta:
che facendo i calcoli diventa:
Svolgimento.
con
Da manuale andiamo a trattare prima la composizione più esterna, utilizzando (21) otteniamo:
applicando ulteriormente (21) a arriviamo a
partendo dalla derivata più diretta (ma è indifferente quale si approcci per prima) andiamo a derivare utilizzando (4):
dopodiché passiamo ad , questa funzione è il risultato della composizione della funzione tangente e dell’elevamento a potenza, dunque applichiamo prima la (25) e poi la (12) ottenendo:
sostituendo otteniamo
Infine deriviamo , anch’essa composizione di due funzioni: elevamento al quadrato e logaritmo naturale; come per
applichiamo prima (25) e poi (8) ottenendo:
sostituendo otteniamo
Ricomponendo i pezzi abbiamo
dove abbiamo usato le seguenti formule trigonometriche:
Svolgimento.
da quale delle due funzioni si parta non fa differenza, quindi partiamo da ; la funzione è la composizione di due funzioni:
quindi applicando la (21) otteniamo
Deriviamo dapprima :
Poi deriviamo :
quindi
Deriviamo adesso la funzione ; anche questa è una composizione di due funzioni:
Si ha dunque, per la (21):
è un rapporto, quindi possiamo applicare la (20) e ottenere
infine deriviamo usando (8):
e ricomponiamo:
Concludiamo scrivendo:
Svolgimento.
quindi possiamo sviluppare la funzione nel seguente modo:
Adesso dobbiamo derivare separatamente le due funzioni, partiamo da quella definita per :\\
la funzione è il risultato della composizione delle due funzioni
quindi per la (21) si ha
Dalla (15) si ha
e dunque
Per quanto riguarda applichiamo (17)
ottenendo:
banalmente, per la (2), si ha mentre per quanto riguarda l’altra funzione, essendo una composizione, si procede nel modo seguente:
Concludendo si ha
per la funzione definita su il ragionamento è il medesimo, semplicemente cambia un segno nella derivata dell’argomento del modulo:
e dato che si ha
si arriva a
e quindi:
Per concludere possiamo analizzare la natura del punto per capire se è di non derivabilità:
Poiché i due limiti risultano differenti, deduciamo che è un punto in cui la funzione non è derivabile. In particolare, si tratta di un punto angoloso: la funzione presenta qui due tangenti distinte.
Inizialmente, abbiamo menzionato la possibilità di non sviluppare il modulo nell’esercizio. Procedendo con questa alternativa, osserviamo che la funzione può essere interpretata come la composizione di due distinte funzioni.
dove
applicando due (21) otteniamo
Dalla (15) si ha e sostituendo
abbiamo
Dalla (24) possiamo derivare direttamente la funzione :
quindi:
e dato che la funzione rappresenta il segno di
la derivata trovata coincide con quella che abbiamo trovato precedentemente.
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