In questo secondo volume di esercizi sui massimi e minimi vincolati per funzioni in più variabili presentiamo ulteriori 9 problemi sulla ricerca dei punti di massimo e minimo di una funzione su un insieme compatto . Come in Massimi e minimi vincolati – Esercizi – Volume 1, lo studio riguarda sia la parte interna di
, sia particolarmente il bordo
, mediante parametrizzazione o il metodo dei moltiplicatori di Lagrange.
Questi esercizi sui massimi e minimi vincolati sono completamente risolti, offrendo spesso più soluzioni alternative per aumentare la varietà di tecniche mostrata al lettore, oltre a quella classica dei moltiplicatori di Lagrange.
Questo secondo volume arricchisce e completa quindi il lavoro contenuto nella prima porzione di esercizi, ed è rivolto a studenti e appassionati che desiderano approfondire la loro competenza sui massimi e minimi vincolati e sui moltiplicatori di Lagrange.
Segnaliamo il seguente materiale su argomenti correlati:
- Esercizi su punti stazionari con determinante hessiano nullo;
- Guida ai Massimi e Minimi: Tecniche e Teoria nelle Funzioni Multivariabili;
- Esercizi su massimi e minimi liberi per funzioni in più variabili;
- Esercizi sui limiti in due variabili.
Buona lettura!
Autori e revisori
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Revisori: Matteo Talluri, Davide La Manna, Jacopo Garofali, Daniele Bjørn Malesani, Silvia Lombardi, Valerio Brunetti.
Introduzione
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Massimi e minimi vincolati: richiami di teoria
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Supponiamo che sia punto di massimo o di minimo relativo per
su
e che i vettori
non siano linearmente dipendenti. Allora, definita la Lagrangiana
,
vale
cioè è un punto critico della Lagrangiana.
Massimi e minimi vincolati: esercizi
determinare, se esistono, il massimo e il minimo di sull’insieme
Svolgimento 1.
Figura 1: l’insieme .
Osserviamo che è un polinomio, pertanto è una funzione continua su
, mentre l’insieme
è chiuso e limitato. La chiusura segue dal fatto che
è intersezione di controimmagini di insiemi chiusi di
tramite funzioni continue, mentre per la limitatezza notiamo che esso è un settore di paraboloide ellittico, contenuto in una sfera di raggio
. Infatti, dalle equazioni definenti
, per ogni
risulta
Dunque è un chiuso e limitato di , compatto per il teorema di Heine-Borel. Possiamo allora applicare il teorema di Weierstrass, il quale garantisce l’esistenza del massimo e del minimo di
su
.
Distinguiamo l’insieme nella sua parte interna e la sua frontiera:
. Studiamo separatamente e in maniera differente le due componenti.
) Essendo
differenziabile sull’insieme aperto
, il teorema di Fermat ci assicura che gli estremi relativi di
in
vanno ricercati tra i suoi eventuali punti critici in
, ovvero i punti
tali che
e scartare tutti i punti che non soddisfano tale condizione. Calcoliamo il gradiente di
svolgendo le derivate parziali:
dunque , che non si annulla per nessuna scelta di
. Ciò significa che non vi sono punti critici.
) La frontiera di
sarà descritta dalle equazioni, le cui disequazioni associate definiscono
. Dunque
Possiamo distinguere in due componenti:
, dove
e

Figura 2: Gli insiemi e
che compongono la frontiera di
.
A questo punto, studiamo il comportamento di su
e
: dovremo trovare due parametrizzazioni
di
e
di
e studiare massimi e minimi delle funzioni composte
e
sui loro rispettivi domini.
)
È immediato osservare che
è unione di circonferenze di raggio
a quota
, per
. Dunque, una sua possibile parametrizzazione è la seguente:

Calcoliamo allora :
Sia il dominio della parametrizzazione. Osserviamo che
è somma e prodotto di funzioni continue e
è un chiuso e limitato di
, dunque compatto. Per il teorema di Weierstrass, esisteranno il massimo ed il minimo di
su
. Per trovarli, distinguiamo nuovamente l’insieme nella sua parte interna,
e la sua frontiera, formata dai 4 lati del rettangolo.
Per quanto riguarda l’insieme aperto , essendo
una funzione differenziabile, il teorema di Fermat afferma che condizione necessaria affinchè
sia un punto di massimo o di minimo è che
. Calcoliamo allora il gradiente di
tramite le derivate parziali:
(1)
Poichè , la prima equazione si annulla solamente se
. Da tale relazione è possibile recuperare il valore di
e
risolvendo il sistema
in cui rappresenta
e
. Dunque si ha

Figura 5: soluzioni dell’equazione lineare goniometrica.
Abbiamo dunque trovato che la prima equazione di (1) è verificata per .
Inseriamo questi valori nella seconda equazione di (1) per trovare :
Possiamo accettare solo il valore .
Abbiamo trovato dunque il punto critico di su
a cui corrisponde il punto su

Figura 6: il punto critico della funzione parametrizzata
a cui corrisponde il punto
su
.
Per quanto riguarda la frontiera , essa è composta dai
lati
e
, come mostrato in figura. Notiamo, tuttavia, che non è necessario studiare
su
e
, i lati corrispondenti ai valori di
,
, poichè la funzione
è
-periodica rispetto a
. Infatti, avremmo potuto parametrizzare
tramite
, con
, laddove entrambe definite. In tal modo la parte di frontiera relativa a
non avrebbe svolto alcun ruolo nella ricerca dei massimi e minimi di
su
. Lo stesso discorso vale analogamente per
.

Il lato , corrispondente al settore
viene parametrizzato da
e
Ciò significa che è costante su
che risulta quindi un insieme di punti critici per
, a cui corrisponde su
il solo punto
, che denotiamo con
.
Per quanto riguarda , parametrizzato da
calcoliamo e i suoi punti critici.
Dunque i punti critici di , ovvero i punti che annullano la sua derivata prima, sono i valori di
per cui vale
equazione risolta in precedenza, dove abbiamo ottenuto i valori
Di tale successioni, solo , dominio della parametrizzazione. I punti su
corrispondenti a
e
sono rispettivamente
e
definiti da
e
a cui corrispondono a loro volta i punti su
e

Figura 9: rappresentazione dei punti interessanti trovati su e la loro immagine su
.
Questo conclude lo studio di su
che ha portato alla nostra attenzione
candidati ad essere punti di massimo o di minimo di
su
: i punti
e
.
) Osserviamo immediatamente che
è un cerchio di raggio
a quota
. Pertanto esso è parametrizzabile da

Figura 10: parametrizzazione di . Vengono rappresentate alcune linee coordinate per aiutare la visualizzazione della mappa
.
Calcoliamo
Analogamente a quanto detto in precedenza, anche per il teorema di Weierstrass garantisce l’esistenza del massimo e del minimo su
. Studiamo inizialmente il comportamento di
sull’insieme aperto
tramite la ricerca dei punti critici, per poi studiare
su
.
Calcoliamo le derivate parziali di :
Dunque
(2)
Se ,
e il precedente sistema è equivalente a
che non ammette soluzioni: ciò significa che non ci sono punti critici di su
.
Potevamo giungere a questa conclusione osservando che la restrizione di a
è affine, dunque non può ammettere punti critici.
Per quanto riguarda , poichè anche
è
-periodica rispetto a
, lo stesso discorso fatto in precedenza ci autorizza ad ignorare i lati corrispondenti ai valori
e
. I lati rimasti sono
e
. Osserviamo tuttavia che
, dunque anziché parametrizzare il lato
e studiare
attraverso tale parametrizzazione, a mio avviso è più rapido annettere il punto
tra i possibili candidati e semplicemente valutare
.
Infine, per quanto riguarda , osserviamo che
, che abbiamo ampiamente studiato in precedenza.

Figura 11: immagine di attraverso
. Come si evince, non vi è nulla di speciale in
rappresentati in nero.
Questo conclude lo studio di .
I possibili candidati ad essere punti di massimo o di minimo di su
sono i seguenti

Figura 12: tutti i possibili candidati ad essere punti di massimo o minimo di su
.
i cui valori rispetto a sono
Svolgimento 2.
Possiamo separare la frontiera di in questo modo:
dove
e

Figura 13: gli insiemi ,
ed
, che compongono
.

Figura 14: si nota che .
Sarà quindi necessario costruire tre Lagrangiane, ,
e
, per ciascun vincolo.
Consideriamo la funzione
e restringiamola al cilindro aperto . Notiamo che
. Abbiamo cioè espresso il vincolo
come luogo di zeri della funzione
. A questo punto possiamo costruire la Lagrangiana
Troviamo i punti critici della Lagrangiana, secondo il teorema dei moltiplicatori di Lagrange:
Le prime due equazioni impongono la relazione e, considerato che
, l’ultima equazione diventa
Recuperiamo i valori delle altre coordinate:
Abbiamo quindi trovato il punto critico . Osserviamo anche che

Figura 15: l’unico punto critico su .
Ricordando che
, possiamo esprimere
come luogo di zero della funzione
, definita semplicemente
. Ripetendo i passi del punto precedente, calcoliamo la Lagrangiana
e i suoi punti critici.
Il sistema è evidentemente impossibile.
Rimane da studiare il vincolo unidimensionale , ottenuto come intersezione tra (la chiusura de) i due vincoli
ed
.
Applichiamo 2 sfruttando le funzioni che definivano i precedenti vincoli: e
. Vale infatti
Seguendo l’enunciato, costruiamo la Lagrangiana
ed, infine, i suoi punti critici:
Confrontando le prime due equazioni troviamo la relazione . Utilizzandola nella quarta equazione si ricava
Ricaviamo anche le altre coordinate:
Abbiamo quindi trovato altri due punti critici: e
. Infine, per accettare i punti trovati, dobbiamo verificare che i gradienti delle funzioni definenti i vincoli non siano linearmente dipendenti in quei punti. Vale
I gradienti delle funzioni non sono linearmente dipendenti nè in nè in
, che quindi possono essere accettati.

Figura 16: i due punti critici su .
Abbiamo trovato candidati ad essere massimo e minimo di
su
:
Calcoliamo il valore di su ciascuno di essi e confrontiamoli.
determinare, se esistono, il massimo e il minimo di sull’insieme
Svolgimento 1.

Figura 19: l’insieme , intersezione delle superfici precedenti.
Osserviamo che è un monomio, pertanto è una funzione continua su
, mentre l’insieme
è chiuso e limitato. La chiusura segue dal fatto che
è intersezione di controimmagini di insiemi chiusi di
tramite funzioni continue, mentre per la limitatezza notiamo che esso è intersezione tra un piano e un’ellissoide, quest’ultimo fornisce la limitatezza ad
. Dunque è un chiuso e limitato di
, compatto per il teorema di Heine-Borel. Possiamo allora applicare il teorema di Weierstrass, il quale garantisce l’esistenza del massimo e del minimo di
su
.
Osserviamo anche che , ovvero
: l’intero problema, si riduce quindi a studiare il massimo ed il minimo di
attraverso i metodi che abbiamo solitamente utilizzato per studiare la frontiera di
.
Come detto, è intersezione tra il piano
e l’ellissoide
. Cerchiamo una parametrizzazione di questa curva, mettendo a sistema le due equazioni.
Possiamo riconoscere che la seconda equazione descrive un’ellisse di semiassi e
, la cui parametrizzazione è

Figura 20: tratteggiata in blu la proiezione di sul piano
.
Essa è la proiezione su di
, che invece vive in
, più precisamente nel piano
. Ecco dunque che una parametrizzazione di
è la seguente:
A questo punto, esplicitiamo e studiamo il suo massimo e minimo su
. Essendo
composizione di funzioni continue e l’intervallo
compatto, il teorema di Weierstrass garantisce nuovamente il massimo ed il minimo di
su
.
Calcoliamo dunque :
Seguendo le indicazioni del teorema di Fermat, i possibili punti di massimo e di minimo vanno ricercati tra i punti critici di nella parte interna del dominio della parametrizzazione, tra gli eventuali punti di non derivabilità e tra gli estremi
e
. Essendo
derivabile, non vi sono punti di non derivabilità. Cerchiamo allora i punti critici, ovvero i valori
tali per cui accade
.
I valori di per cui ciò accade sono
, con
, ovvero

Figura 21: istanti corrispondenti a punti critici della mappa , la rilettura di
su
.
Nonostante , avremo comunque dovuto considerarlo tra gli estremi del dominio, assieme a
. A questi istanti
, corrispondono i punti
su
:

Figura 22: rappresentazione di tutti i candidati ad essere punti di massimo o minimo di su
.
Abbiamo trovato 8 candidati ad essere massimo e minimo di su
. Calcoliamo il loro valore attraverso
e confrontiamoli.
Svolgimento 2.
mentre è l’ellissoide
Osserviamo che e
, dove
e
.
Il teorema dei moltiplicatori di Lagrange, declinato in questo contesto, afferma che, in corrispondenza dei punti di massimo e di minimo relativi di su
succede un fenomeno che possiamo rileggere sia in chiave geometrica che algebrica: geometricamente lo si può interpretare dal fatto che i gradienti di
,
ed
sono complanari. Da un punto di vista algebrico, detto
un punto di estremo relativo, esisteranno
tali che
Per questo motivo, costruiamo la Lagrangiana , definita tramite
Il teorema dei moltiplicatori di Lagrange garantisce che i punti critici di corrisponderanno esattamente agli estremi relativi di
su
. Calcoliamo la Lagrangiana:
Andiamo a cercare i suoi punti critici, risolvendo con attenzione il seguente sistema
Dalla quarta equazione troviamo la relazione da utilizzare in ciascuna delle altre equazioni:
La seconda equazione si annulla se oppure se
. Supponiamo inizialmente
, l’ultima equazione diventa
e, ricordando che , troviamo
. Abbiamo, al momento, trovato due punti critici:
A questo punto, possiamo supporre e dunque assumere
. Inseriamo questa informazione nel sistema, dopo aver sostituito la prima equazione con la somma tra di essa e la terza equazione:
Dalla prima equazione risulta
che, inserito nella terza equazione, dà
Quest’ultima equazione è soddisfatta se , oppure se
, cioè
. Ricaviamo velocemente le soluzioni derivanti da
: l’ultima equazione risulta
Poiche , abbiamo trovato altri due punti critici:
Infine, indipendentemente dal segno che sussiste nella relazione tra ed
, inseriamo
nell’ultima equazione per ricavare le ultime soluzioni del sistema:
Ricaviamo le altre coordinate attraverso le precedenti relazioni, facendo attenzione a tutte le possibili combinazioni di segni: poichè
inoltre, da ,
Abbiamo quindi trovato altri quattro punti critici:
Abbiamo trovato 8 candidati ad essere massimo e minimo di su
.
Mettiamo in evidenza una sostanziale differenza che sussiste tra i primi quattro candidati e gli altri. I punti ,
,
e
sono in realtà punti critici di
che si trovano su
. Il teorema dei moltiplicatori di Lagrange rileva banalmente anche gli stessi punti critici di
1 appartenenti al vincolo, poiché il vettore nullo è complanare ad ogni coppia di vettori: basta prendere
per ottenere la combinazione lineare banale
I punti ,
,
e
sono conclusioni non banali del teorema dei moltiplicatori di Lagrange. Dimostriamo esplicitamente che in tali punti il gradiente di
è complanare con quello di
ed
, ovvero che esiste una combinazione lineare (non nulla) di
e
che ricava
. Iniziamo da
:
A questo punto dovremo trovare tali che
. Osserviamo che essendo vettori in
, si tratta di un sistema con tre equazioni e due incognite, ovvero un sistema sovradeterminato. Sarà proprio il fatto che
è soluzione del teorema di Lagrange a rendere risolvibile il sistema risolvibile.
Dobbiamo dunque trovare tali che
Dalla seconda equazione troviamo subito . Inseriamo il valore di
nella prima equazione per calcolare
:
A questo punto vediamo se la terza equazione è soddisfatta. Ciò implicherebbe la complanarità dei tre vettori gradienti in :

Figura 23: illustrazione della complanarità dei gradienti di ,
e
in
. La stessa situazione si verifica per
,
e
.
La complanarità dei punti ,
e
si dimostra in modo del tutto analogo.
Giunti a questo punto, non ci resta che calcolare il valore attraverso degli otto candidati e confrontarli.
- Tra le ipotesi del teorema dei moltiplicatori di Lagrange vi è che il punto in questione non dev’essere punto critico delle funzioni definenti i vincoli, ma non vi è alcuna ipotesi riguardo il gradiente della funzione di cui si sta calcolando massimo e minimo. Al contrario, ogni suo punto critico soddisfaciente l’equazione del vincolo sarà in particolare punto critico della Lagrangiana con moltiplicatori nulli. ↩
determinare, se esistono, il massimo e il minimo di sull’insieme
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