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Esercizio urti 10

Urti in Meccanica classica

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L’Esercizio Urti 10 è il decimo della raccolta dedicata agli esercizi misti sugli urti. Questo esercizio segue l’Esercizio Urti 9. Successivamente, gli studenti potranno affrontare ulteriori esercizi per consolidare la loro comprensione degli urti elastici e anelastici. Pensato per gli studenti di Fisica 1, è particolarmente utile per coloro che studiano ingegneria, fisica o matematica.

L’argomento successivo agli urti riguarda gli esercizi sulla gravitazione, mentre l’argomento precedente tratta gli esercizi svolti sulla dinamica del corpo rigido.

 

Testo esercizio urti 10

Esercizio 10  (\bigstar\bigstar\bigstar\largewhitestar\largewhitestar). Si consideri un sistema costituito da due corpi A e B puntiformi, di massa m_A ed m_B, disposti agli estremi di un’asta, di massa trascurabile e lunghezza d. Il sistema è libero di ruotare senza attrito nel piano verticale, attorno ad un asse passante per O e perpendicolare al piano sul quale giace il sistema. Le distanze dei due punti A e B dal punto O sono rispettivamente d_A e d_B. Inizialmente il sistema è in quiete in posizione orizzontale. Ad un certo istante un proiettile di massa m e velocità v_0, inclinata di un angolo \theta= 20^\circ rispetto alla direzione AB, colpisce il corpo B, attraversandolo ed uscendone con una velocità v_0/2 e con la stessa direzione di entrata. Per effetto dell’urto il sistema inizia a ruotare. Si imponga che valga la condizione m_Ad_A=m_Bd_B, allora sotto questa condizione, calcolare:

a) la velocità angolare \omega_0 del sistema immediatamente dopo l’urto;

b) la velocità v_A del corpo A quando raggiunge la posizione più bassa A_1;

c) la forza media orizzontale R_{x,M} e verticale R_{y,M} della forza impulsiva generata in O durante l’urto, assunto di durata \Delta t.

d) la componente media orizzontale F_{x,M} e verticale F_{y,M} della forza impulsiva generata tra la massa m e m_B durante l’urto, assunto di durata \Delta t.

 

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Figura 1: schema del problema.

Svolgimento punto a).

Procediamo come nell’esercizio urti 7. Consideriamo il sistema in esame m+m_A+m_B; una volta avvenuto l’urto l’urto tra m e m_B, il sistema è libero di ruotare rispetto all’asse passante per O. L’urto, nello specifico, è un urto vincolato, e pertanto non si conserva né la quantità di moto, né l’energia cinetica del sistema. Per il terzo principio della dinamica, nell’urto tra m e m_B, si vengono a generare due forze impulsive \vec{F} e -\vec{F}, uguali ed opposte. Si osserva che avendo scelto come sistema m, m_B e m_A, le forze \vec{F} e -\vec{F} sono interne. Il vincolo O genera una forza impulsiva \vec{R} , esterna al sistema (come in figura 2).

 

 

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Figura 2: rappresentazione di tutte le forze agenti sul sistema nell’istante dell’urto.

 

 

Nel polo O è applicata l’unica forza impulsiva esterna al sistema, ovvero \vec{R}, pertanto se calcoliamo il momento di \vec{R} rispetto al polo O risulta nullo, perché la forza esterna \vec{R} è applicata proprio in O e quindi ha braccio nullo. Si conclude che per la seconda legge cardinale dei sistemi dei punti materiali si conserva il momento angolare totale del sistema, prima e dopo l’urto, rispetto al polo O. Nello studio della rotazione del sistema, risulta utile osservare che poiché l’asta che collega le masse m_A e m_B ha massa trascurabile, il momento d’inerzia del sistema si trova come somma dei momenti d’inerzia dei due punti materiali rispetto all’asse di rotazione passante per il punto O e perpendicolare al piano sul quale giace il sistema. Ricordando che il momento d’inerzia di un punto materiale A rispetto a un polo O è dato da

(1) \begin{equation*} I_A = m_A d_A^2, \end{equation*}

dove d_A è la distanza OA, avremo allora che per il sistema in esame varrà

(2) \begin{equation*} I_O=I_A+I_B= m_A d_A^2 + m_B d_B^2, \end{equation*}

dove si sono indicati con I_A e I_B i momenti d’inerzia delle masse m_A e m_B rispettivamente. Poiché il sistema è libero di ruotare attorno al punto O, e come abbiamo detto in precedenza il momento angolare \vec{L} del sistema si conserva prima e dopo l’urto, e cioè:

(3) \begin{equation*} mv_0d_B\sin\theta=m\frac{v_0}{2}d_B\sin\theta+I_O\omega_0, \end{equation*}

al primo membro dell’equazione (3) è presente il contributo al momento angolare totale dovuto alla massa m prima dell’urto rispetto al polo O, mentre a secondo membro si è considerato il contributo relativo alla massa m una volta superata la massa m_B ed il contributo I_O\omega_0 relativo al sistema delle masse m_A e m_B. Si noti che non si è considerato il contributo dell’asta al momento angolare totale perché ha momento d’inerzia trascurabile.

Dall’equazione (3) si trova:

(4) \begin{equation*} \omega_0=\frac{mv_0d_B\sin\theta-m\dfrac{v_0}{2}d_B\sin\theta}{m_Ad_A^2+m_Bd_B^2}=\frac{m\dfrac{v_0}{2}d_B\sin\theta}{m_Ad_A^2+m_Bd_B^2}, \nonumber \end{equation*}

cioè

\[\boxcolorato{fisica}{\omega_0=\frac{m\dfrac{v_0}{2}d_B\sin\theta}{m_Ad_A^2+m_Bd_B^2}.}\]

 


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