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Esercizi sul moto circolare

Moto circolare e moto armonico

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Benvenuti nella nostra raccolta di esercizi sul moto circolare, uno degli argomenti centrali nei programmi di Meccanica dei corsi di Fisica 1. I moti circolari possono verificarsi infatti in tutti i fenomeni fisici in cui un campo di forze attrae centralmente i corpi circostanti.
In questo articolo presentiamo 11 esercizi completamente risolti su questo tema; il materiale è particolarmente indicato per studenti dei corsi di Fisica 1 per la preparazione degli esami e per appassionati che desiderano avere una panoramica varia sull’argomento.

 

Moto circolare: ulteriori risorse

Oltre all’esaustiva lista alla fine dell’articolo, segnaliamo le raccolte di esercizi su argomenti correlati:

Evidenziamo anche i seguenti articoli teorici:

 

Sommario

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Questa dispensa raccoglie undici esercizi svolti riguardanti il moto circolare, concepiti specificamente per studenti universitari dei corsi di laurea in ingegneria, matematica e fisica, così come per coloro che desiderano avvicinarsi per la prima volta a tale argomento. Gli esercizi proposti mirano a consolidare la comprensione teorica e l’applicazione pratica delle leggi del moto circolare, un concetto fondamentale in fisica 1.

Per affrontare con successo tali esercizi è richiesta una solida conoscenza delle tecniche matematiche affrontate nei corsi di Analisi 1 [1, 2, 3, 4], con particolare riferimento ai concetti di derivazione e integrazione. Le competenze acquisite in tale ambito risultano essenziali per la risoluzione dei problemi proposti, i quali presuppongono una comprensione approfondita delle relazioni cinematiche che governano il moto circolare.

Si auspica che gli esercizi proposti rappresentino uno stimolo intellettuale e costituiscano un valido supporto didattico nel percorso formativo degli studenti.

 

Autori e revisori

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Introduzione al moto circolare

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Gli esercizi proposti coprono una vasta gamma di problematiche, dai quesiti introduttivi, utili per consolidare la comprensione dei concetti fondamentali del moto circolare uniforme e non uniforme, fino a esercizi più complessi, che richiedono l’applicazione di principi avanzati e tecniche di calcolo più sofisticate.

In particolare, gli Esercizi 1, 2 e 3 affrontano nello specifico due tipologie di moto circolare: quello uniforme e quello uniformemente accelerato. A partire dall’Esercizio 4, il lettore sarà chiamato a risolvere problemi di moto circolare con variazioni più articolate, che in alcuni casi si riconducono ai moti studiati in precedenza.

 

La teoria sul moto circolare: brevi richiami

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Un corpo P si muove di moto circolare quando il suo moto avviene lungo una traiettoria circolare. Il raggio della circonferenza è R e il suo centro è detto O. Definiamo un sistema di riferimento cartesiano fisso Ox orientato come in figura 1 (a). Sia \theta l’angolo che spazza il corpo che si muove di moto circolare rispetto all’asse delle x, come rappresentato nella figura 1 (a). Definiamo \dot{\theta} e \ddot{\theta} rispettivamente velocità angolare e accelerazione angolare e le etichettiamo rispettivamente come \omega e \alpha, cioè

(1) \begin{equation*} 	\omega(t) \coloneqq \dot{\theta}(t), 	\quad 	\alpha(t) \coloneqq \ddot{\theta}(t) 	\qquad 	\forall t \geq 0. \end{equation*}

Si ha quindi \dot{\omega}(t)=\alpha(t) per ogni t \geq 0.

Se il corpo si muove in senso antiorario l’angolo \theta>0, la velocità angolare \omega>0 e l’accelerazione angolare è \alpha>0 se il corpo accelera, \alpha<0 se decelera.

Se invece si muove in senso orario, vale l’opposto, cioé: l’angolo \theta<0, la velocità angolare \omega<0 e l’accelerazione angolare è \alpha<0 se il corpo accelera, \alpha>0 se decelera.

I vettori \vec{\omega}(t) e \vec{\alpha}(t) al generico istante di tempo t sono rappresentati in figura 1 (c) e si individuano mediante la regola della mano destra: le dita della mano si chiudono nel verso in cui si muove il corpo, il pollice indica il verso del vettore \vec{\omega}(t). Il verso di \vec{\alpha}(t) è concorde a quello di \vec{\omega}(t) se il corpo sta accelerando, viceversa se il corpo sta decelerando.

Moto circolare vario.

Definiamo all’istante t un sistema di riferimento O'tn tangente-normale, con origine O' in corrispondenza del punto P, l’asse delle t tangente alla circonferenza e l’asse delle n ad esso ortogonale ed orientati come in figura 1 (d). L’accelerazione nel moto circolare, rispetto a O'tn si può esprimere come

(2) \begin{equation*} 	\vec{a}(t) = -\omega^2(t) R\, \hat{n}(t) + \alpha(t) R\, \hat{t}(t) 	\qquad 	\forall t \geq 0, \end{equation*}

dove \hat{n}(t) è il versore normale alla circonferenza diretto verso l’esterno, mentre \hat{t}(t) è il versore tangente alla circonferenza orientato in senso antiorario, come illustrato in figura 1 (d). Si definisce

(3) \begin{equation*} 	a_n(t)\coloneqq -\omega^2(t) R, \end{equation*}

e

(4) \begin{equation*} 	a_t(t)\coloneqq\alpha(t) R, \end{equation*}

rispettivamente accelerazione normale e accelerazione tangenziale all’istante t.

   

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Figura 1: rappresentazione dei sistemi di riferimento usati e dei vettori velocità e accelerazione.

   

Moto uniformemente accelerato.

Un moto circolare è detto uniformemente accelerato se \vec{\alpha} è costante in modulo, direzione e verso, ossia \vec{\alpha}=\text{costante}.

Siano t_0 e \theta(t_0) rispettivamente l’istante di tempo in cui ha inizio il moto e l’angolo iniziale che il corpo forma con l’orizzontale, come illustrato in figura 1 (a). Le leggi che descrivono il moto circolare uniformemente accelerato del punto materiale sono

(5) \begin{equation*} 	\begin{cases} 		\theta(t)=\theta(t_0)+\omega(t_0)(t-t_0)+\dfrac{1}{2}\alpha(t-t_0)^2\\[10pt] 		\omega(t)=\omega(t_0)+\alpha(t-t_0)\\[10pt] 		\omega^2(\theta)=\omega^2(\theta_0)+2\alpha(\theta-\theta(t_0)) 	\end{cases} 	\forall t\geq t_0, \end{equation*}

dove \theta(t) è l’angolo che spazza il corpo rispetto all’orizzontale nel generico istante t\geq t_0, \theta(t_0)\equiv \theta_0 è l’angolo che spazza il corpo rispetto all’orizzontale all’istante t_0, \omega(t_0) è la velocità angolare iniziale al tempo iniziale, \omega(\theta) è la velocità angolare in funzione dell’angolo \theta, \omega(\theta_0) è la velocità angolare valutata in \theta_0. Si noti che poiché all’istante t_0 il punto P forma un angolo \theta_0 con l’asse delle x, allora segue che \omega(t_0)=\omega(\theta_0)

Definiamo all’istante t un sistema di riferimento O'tn tangente-normale, con origine O' in corrispondenza del punto P, l’asse delle t tangente alla circonferenza e l’asse delle n ad esso ortogonale ed orientato come in figura 2. L’accelerazione nel moto circolare, rispetto a O'tn si può esprimere come

(6) \begin{equation*} 	\vec{a}(t)=-\omega^2(t) R\,\hat{n}+\alpha R\,\hat{t}, \end{equation*}

dove \hat{n} e \hat{t} rappresentano rispettivamente il versore nella direzione normale e tangenziale al moto del corpo, come illustrato in figura 2. Osserviamo che in questo caso, a differenza del moto circolare vario i due versori \hat{n} e \hat{t} non dipendono dal tempo t. Si definiscono

(7) \begin{equation*} 	a_n(t)\coloneqq -\omega^2(t) R, \end{equation*}

e

(8) \begin{equation*} 	a_t\coloneqq\alpha R, \end{equation*}

rispettivamente accelerazione normale e accelerazione tangenziale del moto circolare uniformemente accelerato.

Si osservi che nel moto circolare uniformemente accelerato l’accelerazione tangenziale è costante per definizione, per cui il modulo \vert \vec{a}(t)\vert dell’accelerazione varia a causa del solo contributo dell’accelerazione normale, perché \omega varia istante per istante.

   

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Figura 2: vettore velocità \vec{v}(t) ed accelerazione \vec{a}(t)=\vec{a}_t+\vec{a}_n ad un generico istante t.

   

Sapendo che la lunghezza dell’arco di circonferenza percorso dal punto materiale nel generico istante t\geq t_0 vale

(9) \begin{equation*} 	s(t)=R\,\theta(t), \end{equation*}

si ha che

(10) \begin{equation*} 	\dot{s}(t)=v(t)=\dot{\theta}(t)R=\omega(t) R, \end{equation*}

dove v(t) è il modulo della la velocità tangenziale.

Di conseguenza è possibile riscrivere l’equazione (6) come segue

(11) \begin{equation*} 	\vec{a}(t)= -\dfrac{v^2(t)}{R}\,\hat{n}+\alpha R\,\hat{t}. \end{equation*}

Derivando ambo i membri dell’equazione (10) rispetto al tempo otteniamo

(12) \begin{equation*} 	\ddot{s}(t)=\dfrac{d\dot{s}(t)}{dt}=\dfrac{dv(t)}{dt}=\ddot{\theta}(t)R=\alpha R. \end{equation*}

Grazie alla precedente equazione è possibile riscrivere (6) come segue

(13) \begin{equation*} 	\vec{a}(t)= -\dfrac{v^2(t)}{R}\,\hat{n}+\dfrac{dv(t)}{dt}\,\hat{t}. \end{equation*}

Avvalendoci dei precedenti fatti, ovvero che v(t)=\omega(t) R e a_t=\alpha R, moltiplicando per R ambo i membri le prime due equazioni del sistema (5) e per R^2 ambo i membri l’ultima equazione del sistema (5), si ottiene

(14) \begin{equation*} 	\begin{cases} 		s(t)=s(t_0)+v(t_0)(t-t_0)+\dfrac{1}{2}a_t(t-t_0)^2\\[10pt] 		v(t)=v(t_0)+a_t(t-t_0)\\[10pt] 		v^2(\theta)=v^2(\theta_0)+2a_t(s(\theta)-s(\theta_0)) 	\end{cases} 	\forall t\geq t_0, \end{equation*}

dove s(t_0) rappresenta la lunghezza dell’arco di circonferenza percorso dal punto al tempo iniziale t_0, v(t_0) è la velocità all’istante t_0, v(\theta) è la velocità tangenziale del punto P in funzione dell’angolo \theta, v(\theta_0) corrisponde alla velocità tangenziale del punto all’angolo iniziale \theta_0, s(\theta) descrive la lunghezza dell’arco di circonferenza percorso dal punto in relazione all’angolo \theta, e s(\theta_0) denota la lunghezza dell’arco di circonferenza al quale si trova il punto P quando il raggio R forma un angolo \theta_0 con l’orizzontale.

 

Moto circolare – Testi e soluzioni degli esercizi

Esercizio 1  (\bigstar\bigstar\largewhitestar\largewhitestar\largewhitestar). Un punto si muove di moto circolare uniforme attorno ad un polo fisso O e a una distanza R da esso. All’istante t=0, il punto materiale ha velocità angolare iniziale \omega_0.
Successivamente, inizia a decelerare con accelerazione angolare costante \alpha < 0 e si ferma dopo aver percorso un giro completo.

Si richiede di calcolare:
 

  • Il tempo t^* impiegato dal punto materiale per compiere un giro completo (s=2\pi R), in funzione del parametro \omega_0;
  • Il modulo della decelerazione del punto al tempo t=t^*/2, in funzione dei parametri \omega_0 e R.

 

 
 

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Un punto materiale si muove di moto circolare attorno a un polo fisso O con raggio R. La figura mostra un cerchio con il centro O e un punto sulla circonferenza che si muove in senso antiorario. Una freccia indica la direzione del moto, mentre una linea tratteggiata collega il centro O al punto, rappresentando il raggio R.

 

Figura 3: sistema fisico in esame.

 
 

Svolgimento punto 1.

Nel problema in esame, il punto materiale ha una velocità angolare iniziale \omega_0 e inizia a decelerare con un’accelerazione angolare costante \alpha<0. Consideriamo t_0=0 come l’istante in cui il corpo inizia a decelerare uniformemente fino a fermarsi all’istante t^* dopo aver percorso un giro completo.

Sfruttando le notazione introdotte nei richiami teorici, nel problema in esame, abbiamo

(15) \begin{equation*} 	\theta(t_0)=\theta(0)=0, \end{equation*}

(16) \begin{equation*} 	\omega(t_0)=\omega(0)=\omega_0, \end{equation*}

di conseguenza, nel contesto specifico, il sistema (5) si semplifica a

(17) \begin{equation*} 	\begin{cases} 		\theta(t)=\omega_0 t+\dfrac{1}{2}\alpha t^2\\\\ 		\omega(t)=\omega_0+\alpha t 	\end{cases} 	\qquad\forall t\in [0,t^*]. \end{equation*}

In corrispondenza dell’istante t=t^*>0 sappiamo che il corpo si arresta dopo aver percorso un giro completo, \theta(t^*)=2\pi, per cui dal sistema (17) segue che

(18) \begin{equation*} 	\begin{cases} 		\theta(t^*)=2\pi\\ 		\omega(t^*)=0 	\end{cases} 	\quad\Rightarrow\quad  	\begin{cases} 		\omega_0 t^{*}+\dfrac{1}{2}\alpha t^{*2}=2\pi\\[10pt] 		\omega_0+\alpha t^*=0. 	\end{cases} \end{equation*}

Dalla seconda equazione del sistema (18) ricaviamo che il corpo decelera con decelerazione angolare costante pari a

(19) \begin{equation*} 	\alpha=-\dfrac{\omega_0}{t^*}, \end{equation*}

che sostituita nella prima equazione dello stesso sistema restituisce

(20) \begin{equation*} 	\omega_0t^{*}-\dfrac{1}{2}\dfrac{\omega_0}{t^*}t^{*2}=2\pi\quad\Leftrightarrow\quad \omega_0t^{*}-\dfrac{\omega_0}{2}t^{*}=2\pi\quad\Leftrightarrow\quad \dfrac{\omega_0}{2}t^{*}=2\pi, \end{equation*}

da cui ricaviamo che il tempo t^* che impiega il corpo per fermarsi è pari a

\[\boxcolorato{fisica}{	t^*=\dfrac{4\pi}{\omega_0}. }\]

Osserviamo che il tempo t^* appena ottenuto è inversamente proporzionale alla velocità angolare iniziale \omega_0 in accordo con quanto ci si aspetta intuitivamente.

Svolgimento punto 2.

Durante l’intervallo di tempo [0, t^*], il corpo subisce una decelerazione uniforme, compiendo un moto circolare uniformemente decelerato con accelerazione angolare costante \alpha < 0. Per calcolare il modulo della decelerazione del punto al tempo t^*/2, è sufficiente utilizzare l’equazione (6), ovvero

(21) \begin{equation*} 	\vert\vec{a}(t^*/2)\vert=\sqrt{\omega^4(t^*/2)R^2+\alpha^2R^2}=R\sqrt{\omega^4(t^*/2)+\alpha^2}. \end{equation*}

Quindi, per ottenere l’espressione di \omega all’istante t=t^*/2, utilizziamo la seconda equazione del sistema (17), ottenendo

(22) \begin{equation*} 	\omega(t^*/2)=\omega_0+\alpha\dfrac{t^*}{2}=\omega_0-\dfrac{\omega_0}{t^*}\dfrac{t^*}{2}=\dfrac{\omega_0}{2}, \end{equation*}

dove nel secondo passaggio abbiamo utilizzato l’espressione di \alpha ricavata all’equazione (19).

Sostituendo le espressioni di \omega(t^*/2) ed \alpha ottenute rispettivamente dalle equazioni (22) e (19) nell’equazione (21), risulta che

(23) \begin{equation*} 	\vert\vec{a}(t^*/2)\vert=R\sqrt{\dfrac{\omega_0^4}{16}+\dfrac{\omega_0^2}{(t^*)^2}}=R\sqrt{\dfrac{\omega_0^4}{16}+\omega_0^2\dfrac{\omega_0^2}{16\pi^2}}, \end{equation*}

dove nel secondo passaggio abbiamo utilizzato l’espressione di t^* ottenuta al punto 1.

L’equazione (23) può essere riscritta come

(24) \begin{equation*} 	\vert\vec{a}(t^*/2)\vert=R\sqrt{\dfrac{\omega_0^4}{16\pi^2}(\pi^2+1)}, \end{equation*}

da cui

\[\boxcolorato{fisica}{ 	\vert \vec{a}(t^*/2)\vert=\dfrac{\omega_0^2R}{4\pi}\sqrt{1+\pi^2}.}\]

 

Esercizio 2  (\bigstar\bigstar\largewhitestar\largewhitestar\largewhitestar). Un punto si muove lungo una circonferenza di raggio R in senso antiorario. Esso parte da fermo dalla posizione A (\theta=0) con velocità angolare iniziale nulla e fino ad una seconda posizione B (\theta=3\pi/2) si muove di moto uniformemente accelerato con accelerazione angolare \alpha>0.

Dopo aver raggiunto la posizione B il corpo frena uniformemente (con accelerazione diversa rispetto al tratto AB), continuando il moto sulla circonferenza fino a fermarsi in A.

Calcolare:

 

  • il tempo t_B impiegato dal corpo per andare dal punto A al punto B della circonferenza;
  • il modulo dell’accelerazione centripeta in B;
  • il modulo dell’accelerazione tangenziale del corpo per andare dal punto B al punto A della circonferenza.

Esprimere i risultati in funzione dei parametri del problema \alpha e R.

 
 

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Un punto materiale si muove lungo una circonferenza di raggio R in senso antiorario. La figura mostra un cerchio con due punti distinti: A nella parte destra della circonferenza e B nella parte inferiore. Il centro del cerchio è indicato con un punto nero e una linea tratteggiata rappresenta il raggio R dal centro alla circonferenza. Il moto segue la direzione antioraria, indicata da frecce sulla circonferenza.

 

Figura 4: sistema fisico in esame.

 
 

Svolgimento punto 1.

Senza ledere la generalità della trattazione, scegliamo come zero della variabile angolare \theta quella relativa alla posizione del punto A rispetto al centro della circonferenza O, ossia \theta_0=\theta_A=0, come illustrato in figura 5

   

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Figura 5: configurazione del sistema quando il corpo si trova in un generico punto \displaystyle P.

   

Nel tratto per andare dal punto A al punto B, il corpo, partendo da fermo (\omega_0=0) nel punto A (\theta_0=0), si muove di moto circolare uniformemente accelerato la cui legge oraria è data dalla prima equazione del sistema (5), ossia

(25) \begin{equation*} 	\theta(t)=\dfrac{1}{2}\alpha t^2\qquad\forall t\in[0,t_B], \end{equation*}

dove t_B è l’istante in cui il corpo raggiunge il punto B. In corrispondenza di tale istante si ha che

(26) \begin{equation*} 	\theta(t_B)=\dfrac{3}{2}\pi. \end{equation*}

Sostituendo l’espressione di \theta(t_B) data dall’equazione (26) nell’equazione (25), ricaviamo

(27) \begin{equation*} 	\dfrac{3}{2}\pi=\dfrac{1}{2}\alpha t_B^2, \end{equation*}

da cui otteniamo che il tempo impiegato dal corpo per percorrere l’arco di circonferenza AB è pari a

\[\boxcolorato{fisica}{	t_B=\sqrt{\dfrac{3\pi}{\alpha}}.}\]

Osserviamo che, coerentemente con le aspettative, il corpo impiega meno tempo per raggiungere il punto B dal punto A all’aumentare dell’accelerazione angolare.

Svolgimento punto 2.

Dall’equazione (7), la componente centripeta a_n dell’accelerazione del corpo nel punto B è data da

(28) \begin{equation*} 	a_n(t_B)=-\omega^2(t_B)R, \end{equation*}

dove \omega(t_B) rappresenta la velocità angolare in corrispondenza dell’istante t_B. Dalla seconda equazione del sistema (5), avendo posto l’origine dei tempi in t_0=0 e ricordando che \omega_0=0 si ha che all’istante t_B la velocità angolare del corpo vale

(29) \begin{equation*} 	\omega(t_B)=\alpha t_B=\alpha\sqrt{\dfrac{3\pi}{\alpha}}=\sqrt{3\pi\alpha}, \end{equation*}

dove abbiamo sostituito l’espressione di t_B calcolata al punto 1. Sostituendo l’espressione di \omega(t_B), ottenuta all’equazione (29), nell’equazione (28) ricaviamo che la componente centripeta dell’accelerazione del corpo nel punto B vale

(30) \begin{equation*} 	a_n(t_B)=-3\pi\alpha R, \end{equation*}

per cui il suo modulo \vert a_n(t_B) \vert è dato da

\[\boxcolorato{fisica}{	\vert a_n(t_B) \vert=3\pi\alpha R.}\]

Svolgimento punto 3.

Nel percorrere la distanza dal punto B al punto A, dove il corpo si ferma, esso compie un moto circolare uniformemente decelerato. Dall’equazione (8), la componente tangenziale a_t dell’accelerazione del corpo in questo tratto è data da

(31) \begin{equation*} 	a_t = \alpha'R\qquad \forall t\in(t_B,t_*), \end{equation*}

dove \alpha' rappresenta la decelerazione angolare del corpo nel passaggio da B a A e t_* indica il tempo in cui il corpo si arresta. Come discusso nei richiami teorici, poiché il corpo sta decelerando muovendosi in senso antiorario ci aspettiamo che a_t<0.

Utilizzando la terza equazione del sistema (5), ponendo \theta_0=\theta_B, si ottiene che nell’arco di circonferenza BA

(32) \begin{equation*} 	\omega^2(\theta) = \omega^2(\theta_B) + 2\alpha'(\theta-\theta_B)\qquad\forall \theta\in \left[\dfrac{3}{2}\pi,2\pi\right], \end{equation*}

dove \theta(t_B)\equiv\theta_B=3\pi/2, e osserviamo che \omega(\theta_B)=\omega(t_B).

Valutando l’equazione (32) quando il corpo raggiunge il punto A (quindi \theta_A=2\pi) con velocità angolare \omega(\theta_A)=0, ricaviamo

(33) \begin{equation*} 	\omega^2(\theta_A) = \omega^2(\theta_B) + 2\alpha'(\theta_A-\theta_B) \quad\Leftrightarrow\quad 0 = \omega^2(\theta_B) + 2\alpha'\left(2\pi-\dfrac{3}{2}\pi\right) \quad\Leftrightarrow\quad 0 = \omega^2(\theta_B) + \pi\alpha', \end{equation*}

da cui, esplicitando rispetto alla decelerazione angolare \alpha', otteniamo

(34) \begin{equation*} 	\alpha' = -\dfrac{\omega^2(\theta_B)}{\pi} = -\dfrac{3\pi\alpha}{\pi} = -3\alpha, \end{equation*}

dove nel secondo passaggio abbiamo sostituito il valore di \omega(\theta_B)=\omega(t_B) dato dall’equazione (29).

Sostituendo l’espressione di \alpha' ottenuta all’equazione (34) nella definizione della componente tangenziale (eq.(31)) dell’accelerazione, otteniamo che quest’ultima vale

(35) \begin{equation*} 	a_t = -3\alpha R, \end{equation*}

da cui il suo modulo è pari a

\[\boxcolorato{fisica}{\vert a_t\vert = 3\alpha R. 					\nonumber }\]

 

Esercizio 3  (\bigstar\bigstar\bigstar\largewhitestar\largewhitestar). Un punto materiale si muove lungo una semicirconferenza ACB di raggio R con moto circolare uniformemente accelerato. I punti A e B rappresentano rispettivamente l’inizio e la fine della semicirconferenza, mentre C è il punto centrale (si veda la figura 6). Inizialmente, il corpo ha una velocità di modulo v_A in A, mentre in B la sua velocità si annulla (v_B=0). Dall’estremo B, il punto materiale ritorna ad A seguendo una traiettoria rettilinea uniformemente accelerata lungo il diametro della semicirconferenza. Il tempo necessario per percorrere la semicirconferenza da A a B, indicato con t_{ACB}, è equivalente al tempo t_{BA} impiegato dal corpo nel tragitto dal punto B al punto A attraverso il diametro della semicirconferenza.

Calcolare:

 

  • l’accelerazione tangenziale del corpo nel tratto ACB in funzione di v_A ed R;
  • il tempo t_{ACB} in funzione di v_A ed R;
  • il modulo dell’accelerazione in C in funzione di v_A ed R;
  • l’accelerazione lungo il diametro BA in funzione di v_A ed R.

Esprimere i risultati utilizzando i parametri del problema v_A e R.

 
 

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Un punto materiale si muove lungo una semicirconferenza ACB di raggio R con moto circolare uniformemente accelerato. Il punto A rappresenta l'inizio del moto e ha una velocità iniziale v_A indicata con una freccia rossa verso l'alto. Il punto B rappresenta la fine della semicirconferenza, mentre il punto C è il centro della semicirconferenza. Una linea tratteggiata verticale passa attraverso C e indica il raggio R. Il moto segue la direzione antioraria con frecce lungo la traiettoria.

 

Figura 6: sistema fisico in esame.

 
 

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