Le funzioni integrali nascono dalla teoria degli integrali definiti: esse sono funzioni date dall’integrale di un’altra funzione, in cui la variabile compare in uno o entrambi gli estremi di integrazione. Alcune proprietà di tali funzioni sono fornite dal teorema fondamentale del calcolo integrale (pagina 21). Talvolta è però necessario uno studio più approfondito e quindi è utile sviluppare strumenti volti a determinarne le caratteristiche.
In questa dispensa ci concentriamo su questo tema di notevole importanza, trattandone i seguenti aspetti:
- Come si studia una funzione integrale e qual è il ruolo del teorema fondamentale del calcolo integrale (pagina 21) in tale studio?
- Come si calcolano i limiti di una funzione integrale e che relazione essi hanno con gli integrali impropri?
- Come si calcolano gli sviluppi di Taylor delle funzioni integrali?
- Cosa cambia se agli estremi di integrazione vi sono delle funzioni?
La dispensa si propone di studiare queste domande, affiancando le spiegazioni teoriche a esercizi svolti per una preparazione completa; inizia quindi ad esplorare questo affascinante argomento, connubio tra i vari campi dell’Analisi Matematica!
Segnaliamo le raccolte di Esercizi sullo studio di funzioni integrali e di esercizi sui limiti di funzioni integrali, oltre al materiale di teoria correlato:
- Integrali definiti e indefiniti;
- Teorema fondamentale del calcolo integrale;
- Teoria sugli integrali impropri
- Espansione di Taylor.
Funzioni integrali: autori e revisori
Leggi...
Revisori: Valerio Brunetti, Matteo Talluri.
Funzioni integrali
Definizione e proprietà.
con le seguenti convenzioni
La funzione si chiama funzione integrale di
su
di punto iniziale
. Dalla teoria dell’integrale di Riemann, sappiamo che la funzione
è ben definita per ogni
ed è continua su
. Inoltre, se
risulta integrabile in senso generalizzato su
(la chiusura di
), allora è possibile definire
anche su
dove risulta essere ancora continua. Infatti, dalla definizione di integrale generalizzato abbiamo
Più in generale sia un intervallo, sia
un sottoinsieme finito di
e sia
una funzione localmente integrabile su
. Fissato
vogliamo definire ancora la funzione
per degli opportuni . Per prima cosa dobbiamo determinare quale è l’insieme dei punti
per cui tale funzione risulta ben definita. Sicuramente
appartiene a questo insieme visto che per definizione
. Inoltre, bisogna considerare tutti i punti
per cui la funzione
risulta integrabile secondo Riemann o in senso generalizzato tra
e
. Pertanto diamo la seguente definizione.
dove (dominio di
) è l’insieme
Dimostrazione. Dimostriamo intanto che è un intervallo. Siano
con
, allora la funzione
è integrabile (secondo Riemann o in senso generalizzato) tra
e
e tra
e
. Ne consegue che per ogni
la funzione
è integrabile tra
e
. Dunque
, cioè
è un intervallo.
Dimostriamo ora che è continua su
. Supponiamo intanto che
sia definita su
e dividiamo la dimostrazione nei seguenti casi.
- Sia
. Allora per ogni
la funzione
è integrabile tra
e
(secondo Riemann se
o in senso generalizzato se
), e dunque
è continua in
per quanto osservato all’inizio di questa sezione.
- Sia
. Se
allora per definizione
è continua sul suo dominio. Sia dunque
e consideriamo
. Abbiamo i seguenti sottocasi.
- Sia
. Allora
è integrabile in senso generalizzato su
e fissato
abbiamo che
Dunque
è continua in
essendo
integrabile secondo Riemann su
.
- Sia
. Dobbiamo far vedere che
è continua in
, cioè
Poiché
, allora esiste
con
. In particolare,
è integrabile in senso generalizzato su
e dunque
Quindi
Analogamente, la funzione è continua su
anche nel caso in cui
sia definita su
oppure
. Infine, nel caso più generale in cui
, basta decomporre
con
intervalli a due a due disgiunti per
, e ragionare su ogni
utilizzando la proprietà di additività dell’integrale.
Esempio 1. Consideriamo la funzione integrale definita da
e andiamo a determinare . Per prima cosa determiniamo il dominio della funzione integranda
e abbiamo che è ben definita se
Quindi risulta ben definita sull’insieme
, perciò il dominio di
sarà l’insieme dei punti
per cui
risulta integrabile in senso generalizzato tra
e
(poiché la funzione
è illimitata in un intorno di 0, possiamo parlare solo di integrale generalizzato).
Iniziamo controllando se sia integrabile in senso generalizzato su
. Abbiamo che
essendo per
, in quanto
Dunque per il criterio del confronto asintotico è integrabile in senso generalizzato su
. Fissiamo ora
e controlliamo se
sia integrabile in senso generalizzato su
. Poiché
dal criterio del confronto asintotico (applicato a ) possiamo dedurre che
è integrabile in senso generalizzato su
. Dunque
Osservazione 1. Si noti che se è integrabile su
, allora
. Inoltre, ai fini di determinare il dominio di
non è necessario studiare l’integrabilità generalizzata di
in un intorno di
.
Esempio 2. Consideriamo la funzione integrale definita da
e andiamo a determinare . Per prima cosa determiniamo il dominio della funzione integranda
e abbiamo che è ben definita se
Quindi risulta ben definita sull’insieme
, perciò il dominio di
andrà cercato tra i punti
per cui
risulta integrabile in senso generalizzato tra
e
. Si noti che
non è definita su un insieme numerabile di punti, ma è comunque possibile considerare la funzione
e studiarne il dominio sull’intervallo
. Infatti, se ci restringiamo all’intervallo limitato
con
, allora la funzione
risulta non definita solo su un numero finito di punti, e dunque possiamo introdurre la funzione
e studiarne il dominio su
. Poiché ciò può essere fatto per ogni
, allora ha senso determinare il dominio di
tra i punti
.
Iniziamo controllando se è integrabile in senso generalizzato in un intorno destro di
. Abbiamo che1
Per il criterio del confronto asintotico otteniamo che è integrabile in senso generalizzato su
. In particolare, poiché
è continua su
, ne segue che
è integrabile in senso generalizzato su
per ogni
. Vediamo ora se
è integrabile in un intorno sinistro di
. Poiché
essendo
dal criterio del confronto asintotico possiamo dedurre che non è integrabile in senso generalizzato su
. In particolare,
non è integrabile in senso generalizzato su
per ogni
. Dunque
-
Ricordiamo che
. ↩
Esempio 3. Data la funzione definita da
consideriamo la funzione integrale
e andiamo a determinare . Per prima cosa abbiamo che
è ben definita su
, perciò il dominio di
andrà cercato tra i punti
per cui
risulta integrabile tra
e
.
Poiché la funzione è continua su
, ne consegue che è integrabile secondo Riemann tra
e
per ogni
. Inoltre
dunque è integrabile in senso generalizzato su
in quanto è prolungabile con continuità a destra in
. Perciò
.
Vediamo ora se è integrabile in senso generalizzato su un intorno sinistro di
. Fissato
abbiamo che
Per il criterio del confronto asintotico otteniamo che è integrabile in senso generalizzato su
. In particolare,
è integrabile in senso generalizzato su
. Rimane da vedere se
è integrabile in senso generalizzato su un intorno destro di
. Fissato
abbiamo
quindi dal criterio del confronto asintotico possiamo dedurre che è integrabile in senso generalizzato su
. In particolare,
è integrabile in senso generalizzato su
. Dunque
In generale, data una funzione non è sempre possibile determinarne una primitiva esprimibile
in termini di funzioni elementari, e di conseguenza una espressione per
. Nonostante ciò la funzione
può essere studiata a partire dalle proprietà di
.
Abbiamo già visto che
è sempre definita su un intervallo, dove è continua. Inoltre, se
è più regolare, anche la funzione
risulta avere maggiore regolarità.
Sia . Se esiste finito il limite
e la funzione è definita in un intorno destro di
, allora esiste la derivata destra
di
in
e
Se esiste finito il limite
e la funzione è definita in un intorno sinistro di
, allora esiste la derivata sinistra
di
in
e
In particolare, se è continua in
e
è definita in un intorno di
, allora
è derivabile in
e
Dimostrazione. Dimostriamo il primo punto (gli altri punti sono analoghi). Se esiste finito il limite
allora per ogni possiamo trovare
tale che
(poiché è definita su
tranne un insieme finito di punti, possiamo trovare
sufficientemente piccolo per cui
è definita per ogni
). Inoltre possiamo scegliere
sufficiente piccolo per cui
risulta ben definita in
per ogni
. Allora
La funzione è localmente integrabile su
ed è limitata su tale insieme, dunque è integrabile su
2. In particolare
Quindi esiste la derivata destra di
in
e
- Vedi teorema 1 in “teoria sugli integrali impropri“. ↩
Osservazione 2. Più in generale, se , allora
e
per ogni
.
Si osservi che spesso il segno di può essere ricavato a partire da quello di
. Per esempio se
con
e
è continua in
con
in
, allora
per il criterio del confronto. Inoltre, se
non è identicamente nulla, allora
. Infatti, dalla continuità di
possiamo trovare un intervallo chiuso e limitato
e
tale che
per ogni
. Quindi, dall’additività dell’integrale
Infine, se è definita su un dominio illimitato, allora lo studio dell’integrabilità in un intorno di
ci può dare informazioni aggiuntive per determinare il grafico di
. Per esempio, se
è integrabile in senso generalizzato su
, allora la funzione
è ben definita e continua su . Inoltre
risulta limitata in
e
è un asintoto orizzontale per
per
.
Esempio 4. Consideriamo la funzione integrale dell’esempio 1 definita da
Abbiamo già visto che è ben definita su
, dove è continua, e per definizione
Osserviamo ora che la funzione
è continua e strettamente positiva su , mentre è continua e strettamente negativa su
. Quindi
Dal teorema 2 abbiamo inoltre che è derivabile in
e
Quindi è decrescente su
e crescente su
.
Inoltre
da cui deduciamo che ha una cuspide in
e tangente orizzontale in
. Infine, osserviamo che l’integrale di
diverge su
in quanto
3. Dunque
Figura 1: Grafico qualitativo di su
.

- Vedi teorema 8 in “teoria sugli integrali impropri”. ↩
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