In questo quinto articolo della raccolta di esercizi sulla diagonalizzazione di matrici studiamo la similitudine di alcune matrici dipendenti da un parametro. Segnaliamo anche il precedente esercizio sulla diagonalizzazione di matrici – 4 per lo studio della diagonalizzabilità di matrici dipendenti da un parametro e il successivo esercizio sulla diagonalizzazione di matrici – 6 per lo studio della diagonalizzabilità di una matrice soddisfacente un’equazione.
Testo dell’esercizio
Esercizio 5 .
Stabilire per quali valori del parametro le matrici
sono simili.
Richiami di teoria.
Definizione 1 (diagonalizzazone).
Una matrice si dice diagonale se i suoi elementi al di fuori della diagonale principale sono nulli, ossia se
è della forma
Una matrice si dice diagonalizzabile se esistono una matrice diagonale
e una matrice
invertibile tali che
dove le operazioni sono prodotti righe per colonne di matrici. si dice matrice diagonalizzante di
e le matrici
e
si dicono simili.
Tale proprietà, come vedremo a breve, è strettamente correlata alle nozioni di autovettore e autovalore della matrice in esame.
Definizione 2 (autovalori e autovettori).
Data una matrice , un numero reale
si dice autovalore di
se esiste
tale che
, ossia se
Un tale è detto autovettore di
relativo all’autovalore
.
Il prossimo risultato collega le nozioni di autovettori e autovalori alla diagonalizzabilità di una matrice.
Teorema 3.
Per una matrice valgono le seguenti proprietà.
- Se
è un autovalore di
, l’insieme
costituito dagli autovettori relativi a
e da
è un sottospazio vettoriale di
, detto autospazio relativo a
. La dimensione di
è detta molteplicità geometrica dell’autovalore
e si indica con
.
- Autovettori relativi ad autovalori distinti sono linearmente indipendenti.
è diagonalizzabile se e solo se esiste una base
di
costituita da autovettori di
, detta base diagonalizzante. In tal caso
ovvero le componenti di
sulla diagonale principale sono gli autovalori (non necessariamente distinti)
di
e
è la matrice avente, sulla colonna
-esima, le componenti dell’autovettore
relativo all’autovalore
.
è quindi la matrice di cambiamento tra la base
e la base canonica.
In particolare, è diagonalizzabile se e solo se la somma delle dimensioni dei suoi autospazi (cioè la somma delle molteplicità geometriche dei suoi autovalori) è pari a
.
Al fine di stabilire se una matrice sia diagonalizzabile, è quindi necessario determinarne gli eventuali autovalori e le dimensioni dei relativi autospazi. Per eseguire tale analisi, è molto utile il seguente risultato, che esplicita un metodo algebrico per il calcolo degli autovettori di una matrice e per stabilire se essa è diagonalizzabile.
Teorema 4.
Sia una matrice quadrata.
è un autovalore di
se e solo se
. In particolare, gli autovalori di
sono tutte e sole le radici dell’equazione algebrica nell’incognita
Il polinomio
nella variabile
è detto polinomio caratteristico della matrice
. La molteplicità di un autovalore
come radice di
è detta molteplicità algebrica di
e si indica con
.
- Se
è un autovalore di
, l’autospazio
coincide con
e la sua dimensione è pari a
. Vale inoltre
(1)
è diagonalizzabile se e solo se il suo polinomio caratteristico ha
radici reali contate con la loro molteplicità e se per ognuna di queste radici
si ha
In altre parole
è diagonalizzabile se e solo se esiste una base di
costituita da autovettori di
.
Osservazione 5. Dai precedenti risultati discendono le seguenti proprietà:
- il termine noto del polinomio caratteristico è pari al determinante della matrice
, mentre il termine di grado
è pari a
;
- un vettore
appartiene all’autospazio
se e solo se esso è soluzione del sistema lineare omogeneo
- Se
, allora anche
. Ciò è conseguenza di (1) e del fatto che, poiché la matrice
non è invertibile, ha nucleo non banale e quindi
. In particolare, se
ha
autovalori distinti, allora
è diagonalizzabile.
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