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Applicazioni lineari: esercizi numero 2

Applicazioni lineari ed endomorfismi

Home » Applicazioni lineari: esercizi numero 2

Questa raccolta completa la serie di esercizi proposti in Esercizi sulle applicazioni lineari — 1. Essa contiene 8 esercizi risolti sulle applicazioni lineari e loro rappresentazioni nelle varie basi. Segnaliamo che le soluzioni sono scritte in forma più concisa rispetto a quelle dell’articolo Esercizi su endomorfismi e diagonalizzazione, e che esse danno spazio a tecniche anche più generali, al fine di permettere al lettore un approfondimento completo della disciplina.
applicazioni lineari

 

Notazione sulle applicazioni lineari

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Ricordiamo che date \mathcal{B}=\{v_1,\dots,v_n\} e \mathcal{B}'=\{v_1',\dots,v_n'\} due basi di uno spazio vettoriale V, la matrice del cambiamento di base da \mathcal{B} a \mathcal{B}' (o matrice di passaggio da \mathcal{B}' a \mathcal{B}) viene denotata con \mathcal{M}_{\mathcal{B}}^{\mathcal{B}'} (oppure con \mathcal{P}_{\mathcal{B} \leftarrow	\mathcal{B}'}).

Inoltre, data una base \mathcal{C}=\{w_1,\dots,w_m\} di uno spazio vettoriale W e una applicazione lineare f:V \to W, denotiamo con \mathcal{M}_{\mathcal{C}}^{\mathcal{B}}(f) la matrice A=(a_{ij})_{i=1,\dots,m}^{j=1,\dots,n} che rappresenta f nelle basi \mathcal{B} in partenza e \mathcal{C} in arrivo, ovvero data da f(v_j)=\sum_{i=1}^{m}a_{ij}w_i.

Notiamo che \mathcal{M}_{\mathcal{B}}^{\mathcal{B}'}(id_V)= \mathcal{M}_{\mathcal{B}}^{\mathcal{B}'}.


Applicazioni lineari: autori e revisori

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Testi degli esercizi sulle applicazioni lineari

 

Esercizio 1  (\bigstar\bigstar\largewhitestar\largewhitestar\largewhitestar). Si considerino le seguenti basi di \mathbb{R}^3

\begin{equation*} 			\begin{aligned} 			\mathcal{B}_1=	&	\Bigg\{ v_1=\left(\begin{array}{c} 			1 \\ 			2 \\ 			-1 			\end{array}\right), \quad v_2= \left(\begin{array}{c} 			0 \\ 			1 \\ 			2 			\end{array}\right),\quad 			v_3=\left(\begin{array}{c} 			1 \\ 			2 \\ 			0 			\end{array}\right) \Bigg\}, &\\ 			\mathcal{B}_2=& 	\Bigg\{	w_1= \left(\begin{array}{c} 			-1 \\ 			-2 \\ 			1 			\end{array}\right),\quad 			w_2=\left(\begin{array}{c} 			0 \\ 			-2 \\ 			1 			\end{array}\right),\quad 			w_3=\left(\begin{array}{c} 			0 \\ 			-1 \\ 			1 			\end{array}\right)	\Bigg\}.& 			\end{aligned} 			\end{equation*}

Sia f:\mathbb{R}^3 \to \mathbb{R}^3 data da f(x)=Ax, dove

\[A=\begin{pmatrix} 			1 & -1 & 1 \\ 			2 & 1 & 7 \\ 			-2 & -3 & -1 			\end{pmatrix}\]

Determinare la matrice \mathcal{M}_{\mathcal{B}_2}^{\mathcal{B}_1}(f) che rappresental’applicazione lineare f nelle basi \mathcal{B}_1 in partenza e \mathcal{B}_2 in arrivo.

Svolgimento.

Dobbiamo trovare la matrice X tale che, dato il vettore v=[x]_{\mathcal{B}_1} \in \mathbb{R}^3 delle coordinate di x\in \mathbb{R}^3 rispetto la base \mathcal{B}_1, il vettore w=Xv sia il vettore delle coordinate di y=Ax rispetto la base \mathcal{B}_2, ovvero w=[Ax]_{\mathcal{B}_2}.

Denotiamo con B_1=(v_1\;v_2\;v_3) e B_2=(w_1\;w_2\;w_3) le matrici di passaggio da \mathcal{B}_1 a \mathcal{E} e da \mathcal{B}_2 a \mathcal{E}. Abbiamo le seguenti relazioni: w=Xv, x=B_1v e y=B_2w. Dunque otteniamo y=Ax \Leftrightarrow B_2w=AB_1v, da cui X=B_2^{-1}AB_1. Si calcola che

\[X=\begin{pmatrix} 2 &-1 & 1 \\ 8 & -9 & 3 \\ -17   &5& -12 \end{pmatrix}.\]


 

Esercizio 2  (\bigstar\bigstar\largewhitestar\largewhitestar\largewhitestar). Sia f: \mathbb{R}^3 \to \mathbb{R}^3 l’ applicazione lineare definita da

\[f(x,y,z)=( x+y+2z, 2x+y+z, 4x+3y+5z).\]

Calcolare una base per \ker(f), {\rm Im}(f) e le rispettive dimensioni.

Svolgimento.

La matrice rappresentativa di f nella base standard di \mathbb{R}^3 è data da A=\begin{pmatrix} 	1 & 1 & 2 \\ 	2 & 1 & 1 \\ 	4 & 3 & 5 	\end{pmatrix} Con l’algoritmo di Gauss otteniamo la seguente forma ridotta a scala

\[\begin{center} 		$\begin{pmatrix} 		1 & 1 & 2 \\ 		0 & -1 & -3 \\ 		0 & 0 & 0 		\end{pmatrix} 	\end{center}\]

Deduciamo che \dim({\rm Im}(f))=rk(A)=2 e dunque una base per l’immagine è data dai primi due vettori colonna della matrice rappresentativa,

\[\mathcal{B}_{\rm Im(f)}= \left\{\left(\begin{array}{c} 	1 \\ 	2 \\ 	4 	\end{array}\right), \left(\begin{array}{c} 	1 \\ 	1 \\ 	3 	\end{array}\right)\right\}.\]

Poiché \dim(\ker(f))+ \dim({\rm Im}(f))=3, deduciamo che il nucleo ha dimensione 1. Una sua base si trova risolvendo il sistema lineare Ax=0. Per la riduzione vista prima, questo è equivalente al sistema

\[\begin{cases} 	x+y+2z=0 \\ 	y+3z=0 	\end{cases}\]

che ha come soluzione S=\{ (t,-3t,t): t\in \mathbb{R}\}=\mathcal{L}((1,-3,1)). Dunque una base di \ker(f) è data dal solo vettore \{ e_1-3e_2+e_3 \}.


 

Esercizio 3  (\bigstar\bigstar\bigstar\largewhitestar\largewhitestar). Sia \mathcal{E}=\{e_1,e_2,e_3,e_4\} una base di \mathbb{R}^4 e sia f:\mathbb{R}^4 \to \mathbb{R}^4 definita nel modo seguente:

\[f(e_1)=e_1+e_3, \;f(e_2)=e_2+e_4,\; f(e_3)=e_2-e_4,\; f(e_4)=e_1-e_3.\]

  1. Dimostrare che f è un isomorfismo;
  2.  

  3. Calcolare \det(f), \det(f^{-1}), \det(f^T\circ f);
  4.  

  5. Calcolare la matrice rappresentativa di f^{-1} nella base standard \{e_1,\dots,e_4\};
  6.  

  7. Calcolare f^{-1}(v) per v=4e_2+2e_3-2e_4.

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