L’Esercizio Urti 22 è il ventiduesimo della raccolta dedicata agli esercizi misti sugli urti. Questo esercizio segue l’Esercizio Urti 21. Successivamente, gli studenti potranno affrontare l’Esercizio Urti 23. Pensato per gli studenti di Fisica 1, è particolarmente utile per coloro che studiano ingegneria, fisica o matematica.
L’argomento successivo agli urti riguarda gli esercizi sulla gravitazione, mentre l’argomento precedente tratta gli esercizi svolti sulla dinamica del corpo rigido.
Testo esercizio urti 22
Esercizio 22 . Una guida rettilinea, inclinata rispetto all’orizzontale di un angolo
è saldata ad un blocco
appoggiato su di un piano orizzontale liscio; la massa complessiva della guida e del blocco è
.
Un corpo , di piccole dimensioni e massa
, può scorrere lungo la guida con attrito trascurabile ed è collegato all’estremità superiore della guida mediante una molla di costante elastica
e lunghezza di riposo
.
Inizialmente il sistema è in quiete e in condizioni di equilibrio, un piccolo corpo di massa è in caduta verticale, urta con velocità di modulo
contro
e vi rimane attaccato. Si determini:
- il modulo
dell’accelerazione del blocco
subito dopo l’urto.
- Il modulo
della velocità del blocca
subito dopo l’urto.
Nel disegno che segue è stato rappresento un sistema di riferimento fisso , che può essere considerato come il “laboratorio” dal quale si osserveranno gli eventi che seguiranno prima e dopo l’urto.
Figura 1: schema del problema.
Svolgimento punto 1.
Figura 2: rappresentazione dei sistemi di riferimento.
Per la seconda legge della diniaca nella direzione , si ha
(1)
dove è di quanto è allungata la molla quando il corpo
è in equilibrio prima dell’urto.
Analizziamo il sistema un’istante dopo l’urto. Nell’urto tra
ed
si genera una forza istantanea di natura impulsiva che perturba il sistema; di conseguenza il sistema entrerà in moto e non rimarrà più in equilibrio.
Scegliamo un sistema di riferimento non inerziale
solidale con
, orientato come il precedente sistema di riferimento, come nella figura 3.
Figura 3: rappresentazione del sistema di riferimento non inerziale.
Dalla seconda legge della dinamica per il corpo di massa , nel sistema di riferimento
, si ha
(2)
dove è l’accelerazione di
rispetto al laboratorio,
è il modulo della reazione vincolare tra la guida e il corpo
,
è la proiezione della forza apparente
nella direzione dell’asse
,
è la proiezione della forza peso
nella direzione dell’asse
,
è la forza della molla nella direzione dell’asse
,
è la proiezione della forza apparente
nella direzione dell’asse
,
è la proiezione della forza peso
nella direzione dell’asse
, e infine
è il modulo dell’accelerazione relativa di
rispetto ad
. Si osservi che il vettore
è diretto nella sola direzione
perché il corpo
è vincolato a muoversi in quella direzione.
Dal sistema (2) si trova che
(3)
Osserviamo che è soggetto alle forze
e
, uguale ed opposte ad
e
rispettivamente, per il terzo principio della dinamica. Nella figura 4 riportiamo le forze che agiscono su
.
Figura 4: rappresentazione delle forze agenti su .
Osservando dal laboratorio, lungo l’asse delle per la seconda legge della dinamica per
, si ha
(4)
dove è la proiezione delle forza
lungo l’asse delle
e
è la proiezione della forza della molla
lungo l’asse delle
.
Sostituiamo
(calcolata in (3)) in (4), ottenendo
(5)
L’accelerazione di subito dopo l’urto in funzione di
è
(6)
Sostituendo (calcolata in (1)) in (6), otteniamo
(7)
Si conclude che il modulo dell’accelerazione subito dopo l’urto è
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