a

Menu

M

Chiudi

Home » Esercizio leggi della dinamica 13

Esercizio leggi della dinamica 13

L’esercizio 13 sulle leggi della dinamica è il tredicesimo della raccolta inclusa nella cartella Dinamica del punto materiale: Leggi di Newton in meccanica classica. Questo esercizio è il successivo di Esercizio leggi della dinamica 12 ed è il precedente di Esercizio leggi della dinamica 14. Questo esercizio è progettato per studenti che frequentano un corso di Fisica 1, indirizzato a chi studia ingegneria, fisica o matematica.

 

Testo leggi della dinamica 13

Esercizio 13  (\bigstar \bigstar \bigstar\largewhitestar\largewhitestar). Una massa m_1 è posta sopra una massa m_2. Le due masse sono collegate da una fune inestensibile e di massa trascurabile tramite una carrucola. Una terza massa m_3 è collegata alla massa m_2 da una fune inestensibile e di massa trascurabile tramite una seconda carrucola, come illustrato in figura. Tutte le superfici di contatto sono scabre, con coefficiente di attrito dinamico \mu_d. Calcolare:

  1. il valore del modulo dell’accelerazione di ciascuna delle tre masse;
  2. il modulo della tensione della fune che collega m_1 ad m_2;
  3. il modulo della tensione della fune che collega m_2 ad m_3;
  4. il vettore risultante che agisce sul terreno su cui giace m_2.

Si trascuri l’attrito tra funi e carrucole.

 

Rendered by QuickLaTeX.com

Un sistema con tre masse: m1 è posta sopra m2, e sono collegate tramite una fune inestensibile che passa su una carrucola. La massa m3 è collegata a m2 da un'altra fune inestensibile e una seconda carrucola. La superficie su cui giace m2 è inclinata e scabra, con un coefficiente di attrito dinamico μd. L'esercizio chiede di calcolare le accelerazioni delle masse, le tensioni delle funi e la forza risultante che agisce sul piano.

Svolgimento Punto 1.

Definiamo un sistema di riferimento fisso Oxy come illustrato in figura 1, rispetto al quale costruire il diagramma di corpo libero per ciascuno dei tre corpi del sistema fisico in esame.

 

Rendered by QuickLaTeX.com

 

Siano m_3g il modulo della forza peso del corpo 3 e F_{max} la forza di attrito statico massima della massa m_2, dalle ipotesi del problema è chiaro che la forza peso m_3g>F_{max}, sicché il sistema entri in movimento. Il corpo m_3 si muoverà nel verso negativo dell’asse delle y, con accelerazione di modulo a_3; il corpo m_2 si muoverà nel verso positivo dell’asse delle x, con accelerazione di modulo a_2; il corpo m_1 si muoverà nel verso negativo dell’asse delle x, con accelerazione di modulo a_1. Sul corpo m_1 lungo l’asse delle x agiscono la forza di attrito dinamico \vec{f}_{a,1} (il verso della forza di attrito dinamico \vec{f}_{a,1} è diretto nel verso positivo dell’asse delle x, in quanto il corpo m_1 si muove nel verso negativo dell’asse delle x) e la tensione della corda \overrightarrow{T}_{1,2} (generata dalla fune che lo collega al corpo m_2). Lungo l’asse delle y agiscono la forza peso m_1\vec{g} e la reazione vincolare \vec{N}_1. Tutte le forze sono rappresentate in figura 1. Il corpo m_1 scorre sopra il corpo m_2 nel verso negativo dell’asse delle x, per cui applicando il secondo principio della dinamica al corpo m_1 e proiettando le forze lungo gli assi x e y, si ha

(1)   \begin{equation*} \begin{cases} x:\quad T_{1,2}-f_{a,1}=m_1a_1\\ \quad\\ y:\quad m_1g-N_1=0 \end{cases}. \end{equation*}

Sul corpo m_2 lungo l’asse delle x agiscono la tensione \overrightarrow{T}_{2,1} (generata dalla fune che lo collega al corpo m_2) della corda che lo collega al corpo m_1, la tensione \overrightarrow{T}_{2,3} (generata dalla fune che lo collega al corpo m_3) e la forza di attrito dinamico \vec{f}_{a,2} (il verso della forza di attrito dinamico \vec{f}_{a,2} è diretto nel verso negativo dell’asse delle x, in quanto il corpo m_2 si muove nel verso positivo dell’asse delle x). Inoltre, poiché quando il corpo m_1 si muove sul corpo m_2 si esplica una forza di attrito dinamico \vec{f}_{a,1} agente su m_1, allora per il terzo principio della dinamica esisterà una forza -\vec{f}_{a,1} che agirà su m_2, uguale in modulo e direzione, ma opposta in verso. Lungo l’asse delle y agiscono la forza peso m_2\vec{g} e le reazione vincolari -\vec{N}_1 e \vec{N}_2, quest’ultima a causa del contatto con il terreno, orientate come in figura 1. Analogamente a quanto visto nel caso dell’asse delle x, la presenza della forza -\vec{N}_1 è la conseguenza del terzo principio della dinamica in riferimento al contatto tra le superfici dei corpi 1 e 2. Il corpo m_2 si muove lungo l’asse positivo delle x, per cui applicando il secondo principio della dinamica e proiettando le forze lungo gli assi x e y, si ha

(2)   \begin{equation*} \begin{cases} x:\quad T_{2,1}-T_{2,3}-f_{a,1}-f_{a,2}=m_2a_2\\ \quad\\ y:\quad m_2g+N_1-N_2=0 \end{cases}. \end{equation*}

Il corpo m_3 è soggetto alla forza peso m_3\vec{g} e alla tensione \overrightarrow{T}_{3,2} (generata dalla fune che lo collega al corpo m_2), per cui applicando il secondo principio della dinamica e proiettando le forze lungo l’asse delle y, si ha

(3)   \begin{equation*} m_3g-T_{3,2}=m_3a_3. \end{equation*}

Abbiamo ottenuto 6 equazioni (definite nei sistemi (1, (2) e nell’equazione (3), ma con 11 incognite ({T}_{1,2}, {T}_{2,1}, {T}_{2,3}, {T}_{3,2}, {f}_{a,1}, {f}_{a,2}, {N}_{1}, {N}_{2}, a_1, a_2 e a_3). Se il numero delle incognite è inferiore al numero delle equazioni il sistema risulta essere indeterminato, per cui è necessario trovare ulteriori correlazioni tra le varie incognite. Osserviamo che poiché le due corde sono inestensibili, tese e in movimento, tutti e tre i corpi a cui sono collegate si muoveranno con la medesima accelerazione, cioè

(4)   \begin{equation*} \vert a_1\vert= a_2 =a_3\equiv a. \nonumber \end{equation*}

Inoltre, poiché l’attrito tra le corde e le carrucole è trascurabile significa che il ruolo svolto da quest’ultime è solamente quello di cambiare la direzione ed il verso delle tensioni preservandone il modulo. In virtù di ciò segue che

    \[\begin{aligned} T_{1,2}&=T_{2,1}\equiv T_1;\\ T_{2,3}&=T_{3,2}\equiv T_2. \end{aligned}\]

Alla luce delle osservazioni fatte, il problema si è notevolmente semplificato. Riscriviamo solo le proiezioni x delle equazioni nei sistemi (1), (2) e l’equazione (3), ossia

(5)   \begin{equation*} \begin{cases} T_1-f_{a,1}=m_1a\\ \quad\\ T_2-T_1-f_{a,1}-f_{a,2}=m_2a\\ \quad\\ m_3g-T_2=m_3a \end{cases}. \end{equation*}

Il sistema ottenuto è stato costruito “ad hoc”: sommando membro a membro le tre equazioni, le tensioni dei fili si elidono. Dunque, sommando membro a membro delle tre equazioni del sistema, si ottiene

(6)   \begin{equation*} -2f_{a,1}-f_{a,2}+m_3g=(m_1+m_2+m_3)a\quad \Leftrightarrow\quad a=\dfrac{-2f_{a,1}-f_{a,2}+m_3g}{m_1+m_2+m_3}. \end{equation*}

Dall’equazione (1)_{2} si ha

(7)   \begin{equation*} N_1=m_1g, \end{equation*}

mentre dall’equazione (2)_2, sostituendo il valore di N_1 (ottenuto nell’eq.(7)), si ottiene

(8)   \begin{equation*} N_2=m_2g+N_1=(m_1+m_2)g. \end{equation*}

Per ottenere l’accelerazione a, è necessario calcolare le forze di attrito dinamico f_{a,1} e f_{a,2}, ossia

(9)   \begin{equation*} f_{a,1}=\mu_d N_1=\mu_d m_1 g, \end{equation*}

e

(10)   \begin{equation*} \qquad \quad f_{a,2}=\mu_d N_2=\mu_d(m_1+m_2)g, \end{equation*}

dove abbiamo usato i risultati ottenuti dalle equazioni (7) e (8). Sostituendo i valori di f_{a,1} e f_{a,2} (appena ottenuti) nella equazione (6) si giunge ad

(11)   \begin{equation*} a=\dfrac{-2\mu_d m_1g-\mu_d(m_1+m_2)g+m_3g}{m_1+m_2+m_3}, \end{equation*}

che riscritta opportunamente diventa

    \[\boxcolorato{fisica}{ a=\dfrac{g\left(m_3-\mu_d(m_2+3m_1)\right)}{m_1+m_2+m_3}.}\]

 

Svolgimento Punto 2.

Nota l’accelerazione a con la quale si muovono i tre corpi, possiamo calcolare il modulo delle due tensioni con una semplice sostituzione. Da (5)_1 segue che

    \[\begin{aligned} &T_1=m_1a+f_{a,1}=\\ &=\dfrac{m_1g}{m_1+m_2+m_3}\left(m_3-\mu_d(m_2+3m_1)\right)+\mu_dN_1=\\ &=\dfrac{m_1g}{m_1+m_2+m_3}\left(m_3-\mu_d(m_2+3m_1)\right)+\mu_d m_1g =\\ &=m_1g\left(\dfrac{m_3-\mu_d(m_2+3m_1)}{m_1+m_2+m_3}+\mu_d\right)=\\ &=\dfrac{m_1g}{m_1+m_2+m_3}\left(m_3-\mu_dm_2-3\mu_dm_1+\mu_d\left(m_1+m_2+m_3\right)\right), \end{aligned}\]

da cui

    \[\boxcolorato{fisica}{ T_1=\dfrac{m_1g}{m_1+m_2+m_3}\left(m_3+\mu_d\left(m_3-2m_1\right)\right).}\]

Si osservi che per calcolare T_1 abbiamo usato il valore di a trovato nel punto 1 e f_{a,1} definita nell’equazione (9).

 

Svolgimento Punto 3.

Da (5)_3 ricaviamo che

    \[\begin{aligned} T_2&=m_3(g-a)=\\ &=m_3\left(g-\dfrac{g}{m_1+m_2+m_3}\left(m_3-\mu_d\left(m_2+3m_1\right)\right)\right)=\\ &= \dfrac{m_3g}{m_1+m_2+m_3}(m_1+m_2+m_3-m_3+\mu_dm_2+3\mu_dm_1), \end{aligned}\]

o anche

    \[\boxcolorato{fisica}{ T_2=\dfrac{m_3g}{m_1+m_2+m_3}(m_1+m_2+\mu_d(m_2+3m_1)).}\]

Si osservi che per calcolare T_2 abbiamo usato il valore di a trovato nel punto 1.

 

Svolgimento Punto 4.

Per calcolare il vettore risultante \vec{R}, dato dalla somme delle forze che agiscono sul terreno su cui giace m_2, consideriamo lo schema delle forze in figura 2. Poiché il terreno esplica sul corpo m_2 una reazione vincolare \vec{N}_2 (diretta nel verso positivo dell’asse y) e una forza di attrito dinamico \vec{f}_{a,2} (diretta nel verso negativo dell’asse x), allora per il terzo principio della dinamica, il corpo m_2 a sua volta esplicherà sul terreno le forze -\vec{N}_2 e -\vec{f}_{a,2}.

 

Rendered by QuickLaTeX.com

 

La forza \vec{R} che agisce sul terreno sarà dunque

(12)   \begin{equation*} \vec{R}=-\vec{f}_{a,2}-\vec{N}_2=f_{a,2}\hat{x}-N_{2}\hat{y}, \end{equation*}

da cui, sostituendo i valori di f_{a,2} ed N_2 (ottenuti nell’equazioni (10) e (8)), si ottiene

    \[\boxcolorato{fisica}{ \vec{R}=(m_1+m_2)g(\mu_d \hat{x}-\hat{y}),}\]

dove \hat{x} ed \hat{y} sono i versori rispettivamente dell’asse x e dell’asse y.

L’angolo che il vettore \vec{R} forma con il terrore è

    \[\boxcolorato{fisica}{\theta=\arctan\left(\dfrac{N_2}{f_{a,2}}\right)=\arctan\left(\dfrac{1}{\mu_d}\right);}\]

inoltre, il modulo di \vec{R} è

    \[\boxcolorato{fisica}{ R=(m_1+m_2)g\sqrt{\mu_d^2+1}.}\]

 

Approfondimento 1.

Nello svolgimento del punto 1) abbiamo utilizzato le proprietà di un filo ideale privo di massa per poter dire che i tre corpi si muovono con la stessa accelerazione in modulo. Possiamo convincerci di questo fatto con una trattazione più rigorosa. In figura 3 è riportato un sistema di tre corpi di massa m_1,m_2 ed m_3 collegati da un filo ideale e di massa trascurabile. Fissiamo un sistema di riferimento Ox con origine O in corrispondenza dell’estremità alla quale è legato il filo. Indichiamo con x_{i}(t) la posizione dell’i-esimo corpo all’istante t rispetto all’origine O.

 

Rendered by QuickLaTeX.com

 

Poiché il filo è inestensibile e teso, le distanze tra i corpi sono costanti. In particolare, detta \ell_{1,2} la distanza tra il corpo 1 e 2 ed \ell_{2,3} la distanza tra il corpo 2 e 3, abbiamo che

(13)   \begin{equation*} \ell_{1,2}\equiv x_{2}(t)-x_{1}(t) \end{equation*}

e

(14)   \begin{equation*} \,\ell_{2,3}\equiv x_{3}(t)-x_{2}(t). \end{equation*}

Derivando due volte rispetto al tempo ambo i membri delle equazioni (13) e (14), si ottiene

(15)   \begin{equation*} \begin{cases} \ddot{\ell}_{12}\equiv\ddot{x}_{2}(t)-\ddot{x}_{1}(t)=0\\ \ddot{\ell}_{23}\equiv\ddot{x}_{3}(t)-\ddot{x}_{2}(t)=0 \end{cases} \quad\Rightarrow \quad \begin{cases} \ddot{x}_{2}(t)=\ddot{x}_{1}(t)\\ \ddot{x}_{3}(t)=\ddot{x}_{2}(t) \end{cases} \quad\Rightarrow \quad \ddot{x}_{3}(t)=\ddot{x}_{2}(t)=\ddot{x}_{1}(t). \end{equation*}

L’equazione (15) in sintesi ci dice che: se consideriamo un filo di massa trascurabile e inestensibile, teso e in movimento, allora l’ipotesi che il filo sia inestensibile implica che tutti i punti del filo (compresi gli estremi) abbiano la stessa accelerazione. Di conseguenza tutti i corpi in esame: 1, 2 e 3 hanno la medesima accelerazione. Inoltre, il fatto che il filo abbia massa trascurabile implica che il prodotto ma sia nullo per il filo (e per qualsiasi posizione di esso) e quindi la risultante delle forze sul filo è nulla; di conseguenza il valore della tensione del filo durante il moto è lo stesso in qualunque punto del filo, come nel caso statico. In virtù di ciò, riprendendo l’esempio sopra, segue che

(16)   \begin{equation*} \ddot{x}_{3}(t)=\ddot{x}_{2}(t)=\ddot{x}_{1}(t) \equiv a. \nonumber \end{equation*}

 

Approfondimento 2.

 

Riprendendo l’espressione dell’angolo \theta che il vettore \vec{R} forma con il terreno, studiamo i due casi che seguono.

  • Caso 1. Consideriamo il caso in cui la forza di attrito dinamico è praticamente trascurabile, per cui

    (17)   \begin{equation*} \lim_{\mu_d\longrightarrow 0}\theta=\lim_{\mu_d\longrightarrow 0}\arctan\left(\dfrac{1}{\mu_d}\right)=\dfrac{\pi}{2}. \nonumber \end{equation*}

    Quindi se non ci fosse forza di attrito abbiamo che \vec{R}=-\vec{N}_2 (come è facilmente verificabile dall’eq.(12)).

  • Caso 2. Consideriamo il caso estremo in cui il coefficiente di attrito dinamico \mu_d tende al valore di 1 (è un caso limite, non realistico). In questo caso

    (18)   \begin{equation*} \lim_{\mu_d\longrightarrow 1}\theta=\lim_{\mu_d\longrightarrow 1}\arctan\left(\dfrac{1}{\mu_d}\right)=\dfrac{\pi}{4}. \nonumber \end{equation*}

    Poiché il coefficiente di attrito dinamico \mu_d\in\left(0,1\right) si ha \dfrac{1}{\mu_d}\in\left(1,+\infty\right) e siccome l’arcotangente è una funzione strettamente crescente nel suo dominio di definizione, deduciamo che in generale \theta\in\left(\dfrac{\pi}{4},\dfrac{\pi}{2}\right). Si osservi che si poteva ragionare a retroso; ovvero, partire del fatto che \theta \in \left(\dfrac{\pi}{4},\dfrac{\pi}{2}\right) e ottenere \mu_d \in(0,1), sfruttando la relazione di \theta trovata nel punto d.

 
 

Scarica gli esercizi svolti

Ottieni il documento contenente 58 esercizi risolti, contenuti in 160 pagine ricche di dettagli, per migliorare la tua comprensione della Meccanica Newtoniana.

 
 

Esercizi di Meccanica classica

Se siete interessati ad approfondire argomenti inerenti alla Meccanica Classica, di seguito troverete tutte le cartelle relative presenti sul sito Qui Si Risolve. Ciascuna cartella contiene numerosi esercizi con spiegazioni dettagliate, progettate per offrire una preparazione solida e una conoscenza approfondita della materia.


 
 

Tutti gli esercizi di elettromagnetismo

Se si desidera proseguire con gli esercizi, di seguito è disponibile una vasta raccolta che copre interamente gli argomenti del programma di

  • Elettromagnetismo. Questa raccolta include spiegazioni dettagliate e gli esercizi sono organizzati in base al livello di difficoltà, offrendo un supporto completo per lo studio e la pratica.

     
     

    Esercizi di Meccanica razionale

    Se siete interessati ad approfondire argomenti inerenti alla Meccanica razionale, di seguito troverete tutte le cartelle relative presenti sul sito Qui Si Risolve. Ciascuna cartella contiene numerosi esercizi con spiegazioni dettagliate, progettate per offrire una preparazione solida e una conoscenza approfondita della materia.

     
     

    Un po’ di storia sulle leggi della dinamica

    Leggi...

    Le leggi della dinamica rappresentano uno dei pilastri fondamentali della fisica classica. Formulate da Isaac Newton nel XVII secolo, queste leggi hanno rivoluzionato la nostra comprensione del movimento e delle forze, gettando le basi per la fisica moderna. La storia delle leggi della dinamica inizia con le prime intuizioni pre-scientifiche e arriva fino alle scoperte rivoluzionarie di Newton, estendendosi al loro impatto duraturo sulla scienza e sulla tecnologia contemporanea.

    Prima di Newton, la comprensione del movimento e delle forze era dominata dalle idee di Aristotele, un filosofo greco del IV secolo a.C. Aristotele credeva che tutti i corpi avessero un “luogo naturale” e che si muovessero solo quando una forza esterna agiva su di essi. Questa visione, conosciuta come “fisica aristotelica”, affermava che un oggetto in movimento si fermava automaticamente una volta cessata la forza che lo spingeva. Questa concezione aristotelica rimase predominante per secoli, influenzando profondamente la filosofia naturale. Tuttavia, presentava limitazioni significative, specialmente nella spiegazione di fenomeni come il moto dei pianeti o il comportamento dei proiettili. Nonostante i suoi limiti, la fisica aristotelica gettò le basi per lo sviluppo successivo delle leggi della dinamica.

    Un punto di svolta nella comprensione del movimento fu segnato da Galileo Galilei, un matematico e fisico italiano del XVI secolo. Galileo sfidò molte delle idee di Aristotele, introducendo concetti che sarebbero stati fondamentali per la formulazione delle leggi della dinamica. Galileo fu il primo a dimostrare che la velocità di caduta di un oggetto non dipende dalla sua massa, ma dal tempo trascorso. Egli introdusse il concetto di inerzia, l’idea che un corpo in movimento rimane in movimento a meno che una forza esterna non intervenga. Questo principio di inerzia costituì la base della Prima legge di Newton, una delle tre leggi della dinamica che avrebbero rivoluzionato la fisica. Oltre a queste scoperte, Galileo sviluppò la metodologia scientifica basata sull’osservazione e l’esperimento, ponendo le basi per la fisica moderna. Le sue idee furono cruciali per la successiva formulazione delle leggi della dinamica da parte di Newton.

    Isaac Newton, uno dei più grandi scienziati della storia, formulò le leggi della dinamica nel suo capolavoro “Philosophiæ Naturalis Principia Mathematica”, pubblicato nel 1687. Le tre leggi di Newton descrivono il comportamento del movimento e delle forze in modo preciso e matematico, fornendo una base solida per la meccanica classica. La Prima legge della dinamica, nota anche come legge dell’inerzia, afferma che un corpo in stato di quiete o di moto rettilineo uniforme rimane in tale stato finché non agisce su di esso una forza esterna. Questa legge formalizza il concetto introdotto da Galileo, stabilendo che il movimento non richiede una forza continua per essere mantenuto, ma solo per essere alterato. La legge dell’inerzia fu rivoluzionaria perché sfidava direttamente la fisica aristotelica, dimostrando che il moto non è il risultato di un’azione continua ma di una condizione naturale degli oggetti.

    La Seconda legge della dinamica, forse la più famosa delle tre, stabilisce che la forza che agisce su un corpo è direttamente proporzionale alla sua massa e alla sua accelerazione, secondo la formula F = ma. Questa legge descrive come le forze influenzano il movimento degli oggetti e fornisce una base per calcolare le forze necessarie per muovere o fermare un oggetto. Questa legge è stata fondamentale per lo sviluppo della meccanica classica, permettendo di comprendere e prevedere con precisione il comportamento degli oggetti sotto l’influenza di forze diverse. È grazie a questa legge che possiamo spiegare fenomeni quotidiani, come la caduta di un oggetto o il lancio di un proiettile, con una precisione matematica.

    La Terza legge della dinamica è forse la più intuitiva: afferma che per ogni azione esiste una reazione uguale e contraria. Questo significa che quando un oggetto esercita una forza su un altro, il secondo oggetto esercita una forza uguale e opposta sul primo. Questa legge è evidente in molti fenomeni quotidiani, come il rimbalzo di una palla o il funzionamento di un razzo. La comprensione di questa legge è essenziale per l’ingegneria e la tecnologia moderne, poiché spiega come le forze interagiscono in sistemi complessi.

    Le leggi della dinamica di Newton hanno avuto un impatto profondo e duraturo sulla fisica classica. Prima della loro formulazione, la comprensione del movimento e delle forze era frammentaria e spesso basata su osservazioni qualitative piuttosto che su principi matematici. Le leggi di Newton hanno fornito una struttura coerente e matematica per descrivere il comportamento degli oggetti in movimento, permettendo ai fisici di fare previsioni accurate e di sviluppare nuove tecnologie. Grazie alle leggi della dinamica, è stato possibile sviluppare la meccanica celeste, che spiega il movimento dei pianeti e delle stelle. Queste leggi hanno permesso di calcolare con precisione le orbite dei corpi celesti, confermando le teorie di Keplero e contribuendo alla comprensione dell’universo. Le leggi della dinamica hanno anche gettato le basi per l’ingegneria moderna, permettendo la progettazione di macchine, edifici e veicoli con una comprensione precisa delle forze in gioco. Senza le leggi di Newton, molte delle tecnologie che diamo per scontate oggi, come gli aerei, le automobili e i ponti, non sarebbero possibili.

    Con l’avvento della fisica moderna, alcune delle previsioni delle leggi della dinamica di Newton sono state riviste e ampliate. In particolare, la teoria della relatività di Einstein ha dimostrato che le leggi di Newton non sono sufficienti per descrivere il movimento a velocità prossime a quella della luce o in campi gravitazionali molto forti. Tuttavia, le leggi della dinamica rimangono valide e utili nella maggior parte delle situazioni quotidiane e continuano a essere insegnate come parte fondamentale della fisica.

     
     

    Ulteriori risorse didattiche per la fisica

    Leggi...

    • Physics Stack Exchange – Parte della rete Stack Exchange, questo sito è un forum di domande e risposte specificamente dedicato alla fisica. È un’ottima risorsa per discutere e risolvere problemi di fisica a tutti i livelli, dall’elementare all’avanzato.
    • ArXiv – ArXiv è un archivio di preprint per articoli di ricerca in fisica (e in altre discipline scientifiche). Gli articoli non sono peer-reviewed al momento della pubblicazione su ArXiv, ma rappresentano un’importante risorsa per rimanere aggiornati sugli sviluppi più recenti nella ricerca fisica.
    • Phys.org – Questo sito offre notizie e aggiornamenti su una vasta gamma di argomenti scientifici, con un focus particolare sulla fisica. È una risorsa utile per rimanere aggiornati sugli ultimi sviluppi nella ricerca e nelle scoperte fisiche.
    • Physics Forums – Una delle comunità online più grandi per la fisica e la scienza in generale. Offre discussioni su vari argomenti di fisica, aiuto con i compiti, e discussioni su articoli di ricerca.
    • The Feynman Lectures on Physics – Questo sito offre accesso gratuito alla famosa serie di lezioni di fisica di Richard Feynman, un’ottima risorsa per studenti di fisica di tutti i livelli.
    • American Physical Society (APS) – La APS è una delle organizzazioni più importanti per i fisici. Il sito offre accesso a pubblicazioni, conferenze, risorse educative e aggiornamenti sulle novità del mondo della fisica.
    • Institute of Physics (IOP) – L’IOP è un’importante organizzazione professionale per i fisici. Il sito offre risorse per l’apprendimento, accesso a riviste scientifiche, notizie e informazioni su eventi e conferenze nel mondo della fisica.
    • Physics World – Physics World è una rivista online che offre notizie, articoli, interviste e approfondimenti su vari argomenti di fisica. È una risorsa preziosa per chiunque sia interessato agli sviluppi contemporanei nella fisica.
    • Quanta Magazine (sezione Fisica) – Quanta Magazine è una pubblicazione online che copre notizie e articoli di approfondimento su matematica e scienze. La sezione fisica è particolarmente interessante per i contenuti di alta qualità e le spiegazioni approfondite.
    • Perimeter Institute – Il Perimeter Institute è un importante centro di ricerca in fisica teorica. Il sito offre accesso a conferenze, workshop e materiale educativo, ed è un’ottima risorsa per chi è interessato alla fisica teorica avanzata.






    Document