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Esercizio corpo rigido 10

Dinamica del corpo rigido

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L’Esercizio Corpo Rigido 10 è il decimo nella serie dedicata agli esercizi sul corpo rigido. Segue l’Esercizio Corpo Rigido 9 e precede l’Esercizio Corpo Rigido 11. È rivolto a studenti di Fisica 1, in particolare a coloro che studiano ingegneria, fisica o matematica.

Nel percorso didattico di Fisica 1, prima di affrontare i corpi rigidi, si studiano gli esercizi sui sistemi di punti materiali. Successivamente, si passa agli esercizi sugli urti tra punti materiali e corpi rigidi, che rappresentano un momento di sintesi nel percorso formativo.

Testo esercizio corpo rigido 10

Esercizio 10  (\bigstar \bigstar\largewhitestar\largewhitestar\largewhitestar). Un corpo rigido è costituito da un’asta, di massa m =8 kg e lunghezza d=\text{0,5} m, e da una sfera, di massa m_2=3m e raggio d_2=d/4, saldati nel punto O. Il sistema può ruotare senza attrito attorno ad un asse fisso uscente dal foglio passante per il punto O, ortogonale al disegno. Per mantenere in equilibrio statico il sistema, con l’asta orizzontale, nel punto P è applicata una forza verticale \vec{F}. Calcolare:

1) il modulo di \vec{F} e della reazione normale \vec{R}_N in O.

Viene annullata la forza \vec{F} e il sistema ruota sotto l’azione della forza peso, con la sfera che scende e l’asta che sale. Calcolare

2) l’accelerazione angolare un istante dopo la rimozione della forza \vec{F};

3) la velocità angolare \omega del sistema nell’istante in cui l’asta è verticale.

 

 

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Figura 1.

 

Esercizio sul corpo rigido 10: asta orizzontale incernierata con una sfera collegata, soggetta a una forza verticale in equilibrio e successiva rotazione.

Svolgimento Punto 1.

L’esercizio è un problema di statica, dobbiamo quindi iniziare con il disegnare tutte le forze esterni applicate al sistema (figura 2). La reazione vincolare in O deve compensare la forza F, e le due forze peso P_1 dell’asta e P_2 della sfera. Dalla seconda prima legge cardinale per i corpi si ha

(1) \begin{equation*} R_y = F+P_1+P_2= F+mg+3mg = F+4mg. \end{equation*}

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Figura 2.

 

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Figura 3.

 

Applichiamo la seconda legge cardinale per i corpi rigidi. Prendiamo come polo il punto P, in questo modo non dobbiamo considerare il momento generato dalla forza \vec{F} perché ha momento nullo e inoltre i bracci da considerare per il calcolo dei momenti hanno tutti lo stesso verso, e disegniamo i momenti in gioco (vedi figura  2) prendendo ciò che vedrebbe un osservatore a sinistra di figura 3. Affinché il sistemi non ruoti è necessario che la somma dei momenti esterni sia nulla

(2) \begin{equation*} M_{R_y}=M_{P_1}+M_{P_2} \qquad \Rightarrow\qquad R_yd = mg {d\over 2}+ 3mg\bigg(d+{d\over 4}\bigg), \end{equation*}

da cui

(3) \begin{equation*} R_y = {17\over 4}mg . \end{equation*}

Sostituendo R_y in (1) si ottiene

(4) \begin{equation*} F = R_y-4mg = {17\over 4}mg - 4 mg = {1\over 4 }mg. \end{equation*}

Concludiamo con la seguente soluzione

\[\boxcolorato{fisica}{R_y = {17\over 4}mg= \text{333,5} \,\text{N}, \qquad \qquad F = {1\over 4}mg = \text{19,6}\,\text{N}.}\]


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