Esercizi sulla derivabilità
In questo articolo presentiamo 11 esercizi sullo studio della derivabilità e classificazione dei punti di non derivabilità per funzioni reali di variabile reale. I problemi sono preceduti da alcuni richiami di teoria e sono completamente svolti, per consentire al lettore un istruttivo confronto tra le proprie soluzioni e quelle da noi proposte. La raccolta è quindi indicata per tutti coloro che desiderano approfondire le questioni di derivabilità per le funzioni reali di variabile reale, in particolare per studenti dei corsi di Analisi Matematica 1. Auguriamo a tutti una piacevole lettura!
Oltre alla nostra dispensa di teoria sulle derivate e l’articolo Calcolo delle derivate: la guida pratica, consigliamo le nostre raccolte di esercizi:
Sommario
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Nei punti in cui la funzione non è derivabile, è necessario dimostrare esplicitamente la non derivabilità utilizzando la definizione stessa di derivata. Questo viene fatto calcolando il limite del rapporto incrementale centrato nei punti in questione e dimostrando che tale limite non esiste o non è finito. I richiami teorici all’inizio della dispensa guidano lo studente nell’applicazione corretta di queste tecniche.
Le funzioni elementari trattate, che presentano tipicamente punti di non derivabilità, includono il valore assoluto, le radici con indice arbitrario e la funzione arcoseno, permettendo allo studente di esplorare una varietà di casi significativi.
Autori e revisori
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Revisori: Giulio Bonosi, Matteo Talluri, Valerio Brunetti.
Introduzione
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Richiami di teoria
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(1)
Se è derivabile in
allora il valore
viene detto derivata di
in
.
che assegna ad ogni punto la derivata
della funzione
in tale punto.
(2)
allora si dice derivabile a destra in
e (2) si definisce derivata destra di
in
.
Analogamente, supponiamo che
sia un punto di accumulazione a sinistra per
. Se esiste finito il seguente limite
(3)
allora si dice derivabile a sinistra in
e (3) si definisce derivata sinistra di
in
.
- Se
e almeno una delle due è finita diciamo allora che
è un punto angoloso per
.
Esempio:
,
è un punto angoloso per
.
- Se
e sono entrambe infinite diciamo allora che
è un punto di cuspide per
.
Esempio:
,
è un punto di cuspide per
.
- Se
e sono entrambe infinite diciamo allora che
è un punto a tangente verticale per
.
Esempio:
,
è un punto di flesso a tangente verticale per
.
Osserviamo che dal teorema di Lagrange si ottiene il seguente
Analogamente, se esiste finito il , allora
è derivabile (a sinistra) in
e vale
Esercizi
(4)
è derivabile e determinare la natura degli eventuali punti in cui non è derivabile.
Svolgimento.
Restringiamo quindi il nostro studio all’intervallo chiuso e
limitato . Su tale intervallo l’argomento della radice
risulta sempre non negativo, in quanto
per ogni
reale. Ne segue che
.
La funzione è derivabile nell’insieme in quanto somma e composizione di funzioni derivabili. Rimane da studiare il punto
.
Per verificare se la funzione sia
derivabile in
, calcoliamo il limite del rapporto
incrementale destro e sinistro in tale punto. Abbiamo
Applichiamo la sostituzione : ne segue che per
,
e quindi il limite
diventa
Poiché i due limiti non coincidono, ne segue che la funzione
non è derivabile in in cui presenta un punto angoloso.
(5)
è derivabile e determinare la natura degli eventuali punti in cui non è derivabile.
Svolgimento.
Ne segue che la funzione non è derivabile in in quanto
presenta un punto angoloso.
(6)
è derivabile e determinare la natura degli eventuali punti in cui non è derivabile.
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