Benvenuti nella nostra guida dedicata sugli integrali di linea delle forme differenziali. In questo articolo forniamo sia alcune basi teoriche (di tipo operativo e di facile comprensione) sia numerosi esempi ed esercizi completamente risolti, per illustrare l’applicazione pratica e i punti di forza degli strumenti teorici presentati.
Il testo ĆØ quindi un valido aiuto per appassionati e studenti dei corsi di Analisi Matematica 2 che ricercano un supporto snello ed essenziale che coniughi teoria e pratica.
Segnaliamo anche il nostro materiale su argomenti affini:
- Integrali definiti e indefiniti;
- Teorema fondamentale del calcolo integrale (approfondimento);
- Integrali multipli — Parte 1 (teoria);
- Integrali multipli ā Parte 2 (teoria e esercizi misti).
Buona lettura!
Autori e revisori
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Revisori: Giulio Binosi, Matteo Talluri, Sergio Fiorucci.
Introduzione
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L’esposizione seguirĆ un ordine che favorisce un approccio pratico, basato sulla logica del “problem solving”, lo stesso che dovrebbe adottare uno studente durante lo svolgimento di un esercizio. Queste pillole teoriche sono particolarmente utili per un corso di studi in Ingegneria o, in generale, per chi desidera approfondire la pratica di questi problemi.
- Ad esempio, si consigliano M. Bertsch, R. Dal Passo, L. Giacomelli, Analisi matematica o E. Giusti, Analisi matematica 2. ā©
Definizioni utili
Forme differenziali.
dove l’elemento ĆØ la funzione lineare che associa ad un vettore
la componente
, per ogni
. Le funzioni
si dicono componenti di
. Una forma differenziale si dice continua (rispettivamente, di classe
) su
se le sue componenti sono funzioni continue (rispettivamente, di classe
) su
.
Nel caso in cui o
, adotteremo la seguenti notazione
Diamo di seguito due definizioni fondamentali che riguardano le forme differenziale che verranno usate nel seguito di questo testo
In particolare si definisce funzione potenziale di
o primitiva.
Con le definizioni precedenti risulta immediato verificare che una forma di classe
esatta è anche chiusa, in quanto si può applicare il teorema di Schwarz sulle derivate seconde miste. Nel seguito andremo invece ad analizzare quali sono le condizioni affinché una forma chiusa risulti esatta. Diamo infine la definitione di integrale di linea.
Risultati fondamentali
Introduzione.
Forma differenziale chiusa in un sottoinsieme dello spazio.
Si ricorda al lettore che il rotore di un campo vettoriale ĆØ
dove il determinante ĆØ inteso in senso formale e definiscono i versori nella direzione
e
, rispettivamente.
Forma differenziale chiusa in un sottoinsieme nel piano.
Quindi, dal punto di vista teorico risulta chiaro come si determini quando una forma differenziale sia chiusa. Chiariamo il concetto con degli esercizi.
Soluzione. Il dominio di ĆØ
. Calcoliamo le derivate miste della forma differenziale
e
e osserviamo che
pertanto ĆØ chiusa nel suo dominio.
Soluzione. Osserviamo che il suo dominio ĆØ . Calcoliamo il
dove
ĆØ il campo vettoriale associato alla forma differenziale.
Dunque
dunque ĆØ chiusa nel sul dominio.
Forma differenziale esatta.
A questo punto forniamo dei metodi che permettono di applicare in maniera pratica il risultato appena esposto. Per fare ciò abbiamo ancora necessità di alcune definizioni di carattere topologico.
Cenni di topologia di 
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Un altro modo di definire un intorno sferico di ĆØ pensarlo come una palla di centro
e raggio
. Si vuole far osservare al lettore che in
l’intorno sferico non ĆØ nient’altro che un cerchio di centro
e raggio
privato del bordo come in figura 1.
Figura 1.
In questo caso la rappresentazione grafica ĆØ quella data in figura 2.
Figura 2.
- interno ad
, se esiste un intorno sferico di
contenuto in
;
- interno ad
- esterno ad
, se esiste un intorno sferico di
contenuto nel complementare2 di
;
- esterno ad
- di frontiera per
, se ogni intorno sferico di
contiene almeno un punto di
e un punto del complementare di
;
In figura 3 rappresentiamo quanto detto
Figura 3.
- aperto se ogni punto ĆØ interno;
- chiuso se il suo complementare ĆØ aperto.
Si può dimostrare che in le due definizioni 7 e 8 risultano equivalenti per insiemi aperti. Concludiamo questa sezione con quella che è la definizione topologica fondamentale per lo studio delle forme in
. Ricordiamo che una curva
si dice semplice se comunque presi due punti
, con
, risulta
. Nel caso in cui
, la curva semplice si dice chiusa.
- Se
il suo complementare ĆØ l’insieme differenza
ā©
Dominio semplicemente connesso: teoria ed applicazioni
Dominio semplicemente connesso nel piano.
Forniamo un elenco di insiemi semplicemente connessi nel piano:
- cerchio pieno, ellisse piena, poligono convesso pieno, semipiano e tutte le figure piane che si possono ottenere da queste deformandole con continuitĆ ; il piano stesso (
) o il piano privato di una semiretta.
- cerchio pieno, ellisse piena, poligono convesso pieno, semipiano e tutte le figure piane che si possono ottenere da queste deformandole con continuitĆ ; il piano stesso (
Non sono semplicemente connessi
- il piano o un cerchio privato di un punto (vale per una generica figura geometrica), una corona circolare, una circonferenza, ogni insieme che presenta un “buco”.
Riportiamo alcuni esempi di esercizi in cui si mostra che una forma differenziale ĆØ esatta nel suo dominio applicando il teorema 1.
ĆØ esatta nel suo insieme di definizione.
Soluzione. Verifichiamo se la forma differenziale ĆØ chiusa. Calcolando le derivate miste
osserviamo che sono uguali, quindi possiamo affermare che ĆØ chiusa.
Il dominio di ĆØ
che ĆØ un insieme semplicemente connesso, allora ĆØ esatta.
ĆØ esatta nel suo insieme di definizione.
Soluzione. Verifichiamo se la forma differenziale ĆØ chiusa. Calcolando le derivate miste
e
osserviamo che sono uguali, quindi possiamo affermare che ĆØ chiusa.
Il dominio di ĆØ
che ĆØ un insieme semplicemente connesso, allora
ĆØ esatta.
è chiusa e se è possibile applicare il teorema di Poincaré.
Soluzione. Verifichiamo se la forma differenziale ĆØ chiusa. Calcolando le derivate miste
osserviamo che sono uguali, quindi possiamo affermare che ĆØ chiusa.
Il dominio di ĆØ
che non ĆØ un insieme connesso e pertanto neanche semplicemente connesso (unione di due semipiani).
L’esercizio 5 serve a sottolineare l’importanza del teorema di PoincarĆ© e cosa accade quando non ĆØ possibile applicarlo: se la forma differenziale ĆØ chiusa, ma il suo dominio non ĆØ un insieme semplicemente connesso non possiamo dire nulla sull’esattezza di nel suo dominio. Questo perchĆ© la condizione di semplice connessione ĆØ una condizione sufficiente ai fini del teorema.
ĆØ esatta nel suo insieme di definizione.
Soluzione. Il dominio di ĆØ
.
Verifichiamo se ĆØ chiusa procedendo come segue
Dal risultato appena ottenuto, deduciamo che non ĆØ chiusa e allora non ĆØ neanche esatta.
Dall’esercizio 6 ĆØ bene notare che se una forma differenziale non ĆØ chiusa, allora non ĆØ esatta; il fatto che una forma differenziale sia chiusa ĆØ una condizione necessaria per far sƬ che sia esatta.
Dominio semplicemente connesso nello spazio.
- Sfera, ellissoide, poliedri convessi e tutti i solidi che si possono ottenere da questi ultimi deformandoli con continuitĆ (sia i solidi, sia le loro frontiere), la corona sferica, il semispazio, lo spazio privo di un numero finito di punti.
Non sono semplicemente connessi
- Il toro, la sfera privata di un diametro, lo spazio privato di una retta, poliedri concavi.
ĆØ esatta nel suo insieme di definizione.
Soluzione. Abbiamo giĆ verificato nell’esercizio 2 che la forma risulta chiusa. Inoltre osserviamo che il suo dominio ĆØ che ĆØ un insieme semplicemente connesso, pertanto per il teorema di PoincarĆ©
ĆØ esatta.
Forma differenziale localmente esatta
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