In questa sezione troverete 10 esercizi dettagliatamente svolti sulle forme bilineari, organizzati in ordine di difficoltà crescente. Gli argomenti chiave di questa raccolta sono la diagonalizzazione delle forme bilineari e i concetti di vettori e sottospazi ortogonali e isotropi. Questa dispensa, particolarmente indicata per i corsi di algebra rivolti agli studenti di ingegneria, fisica e matematica, si basa sulle conoscenze sulle applicazioni lineari che il lettore può testare in Esercizi sulle applicazioni lineari – 1 e in Esercizi su endomorfismi e diagonalizzazione. Auguriamo una buona lettura!
Autori e revisori
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Revisori: Valerio Brunetti, Luigi De Masi, Sara Sottile, Matteo Talluri
Notazioni sulle forme bilineari
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| campo dei numeri reali | |
| campo dei numeri complessi | |
| insieme dei numeri naturali (incluso lo zero) | |
| campo generico | |
| spazio vettoriale generico | |
| dimensione dello spazio vettoriale |
|
| sottospazio di |
|
| vettore nullo in |
|
| spazio vettoriale delle matrici |
|
| spazio vettoriale delle matrici quadrate |
|
| matrice identità (dimensione deducibile dal contesto) | |
| rango della matrice |
|
| determinante della matrice quadrata |
|
| traccia della matrice quadrata |
|
| nucleo della forma bilineare (simmetrica o antisimmetrica) |
|
| trasposta della matrice |
|
| spazio vettoriale dei polinomi a coefficienti reali di grado al più |
|
| molteplicità algebrica e geometrica dell’autovalore |
|
| sottospazio vettoriale di |
|
| autospazio relativo all’autovalore |
Richiami di teoria sulle forme bilineari
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è detta forma bilineare se soddisfa le seguenti condizioni:
- linearità nella prima variabile:
è un’applicazione lineare per ogni
;
- linearità nella seconda variabile:
è un’applicazione lineare per ogni
.
Ricordiamo che la definizione di applicazione lineare è stata affrontata nella specifica dispensa sulla diagonalizzazione di endomorfismi, [4]. In termini generali, si utilizza il termine “forme” quando si tratta di applicazioni definite su spazi vettoriali il cui codominio è il campo di scalari associato allo spazio in questione.
Consideriamo ora due spazi vettoriali e
su un campo
, rispettivamente di dimensione
ed
e quindi finita. Sia
una forma bilineare e siano
,
basi rispettivamente di
e
. Come nel caso delle applicazioni lineari, è possibile associare a
una matrice che la rappresenti rispetto alle basi
e
. Infatti, dati due vettori
e
, sappiamo che essi si decompongono in maniera unica nelle rispettive basi:
Segue quindi dalla linearità in entrambe le variabili che
dove abbiamo posto .
Chiamando
il vettore colonna delle componenti di
e
il vettore colonna delle componenti di
, possiamo riscrivere la precedente relazione come un prodotto matriciale:
dove è la matrice avente per componenti gli scalari
sopra definiti.
Definiamo inoltre il rango della forma bilineare come il rango della matrice ad essa associata rispetto a due basi qualsiasi per
e
.
È fondamentale comprendere come la matrice associata a una forma bilineare si modifichi al variare delle basi degli spazi e
. In particolare, per garantire che la definizione di rango fornita in precedenza sia ben posta, è essenziale che questa non dipenda dalla scelta delle basi.
dove e
sono rispettivamente la matrice di passaggio dalla base
alla base
e la matrice di passaggio dalla base
alla base
.
Una dimostrazione di tale proposizione e ulteriori approfondimenti possono essere reperiti in [3, sezione 5.4.1] nel caso in cui , oppure in [5, capitolo 7, Teorema 5] nel caso generale.
Poiché la matrice di cambio di base è invertibile e, allo stesso modo, la sua trasposta è invertibile, considerando che moltiplicare
per matrici di rango massimo ne mantiene invariato il rango, possiamo concludere che la definizione di rango di una forma bilineare sia ben posta. In questa trattazione ci concentreremo esclusivamente su forme bilineari del tipo
, dove
è uno spazio vettoriale reale di dimensione finita. Ogni volta che rappresenteremo la forma associandole una matrice rispetto a una base
, assumiamo che la stessa base sia scelta per entrambi gli argomenti. La matrice associata in questo contesto sarà naturalmente una matrice quadrata.
è altresì detta antisimmetrica se
Se è simmetrica o antisimmetrica, il suo nucleo è il sottospazio di
definito da
Riportiamo un risultato evidente riguardante il legame tra la simmetria e l’antisimmetria di una forma bilineare e quella della sua matrice associata.
La matrice associata ad una forma bilineare antisimmetrica rispetto ad una qualsiasi base
è una matrice antisimmetrica:
.
Per una forma bilineare simmetrica, hanno rilevanza i concetti di vettori e sottospazi ortogonali e isotropi.
Un vettore è detto isotropo se e solo se
Due sottospazi sono detti ortogonali se e solo se per ogni
e
si ha che
Un sottospazio è detto isotropo se e solo se è costituito da soli vettori isotropi.
Per diagonalizzare le forme bilineari simmetriche reali, seguiremo la stessa procedura illustrata in [4] per gli endomorfismi. In breve, determineremo il polinomio caratteristico della matrice associata alla forma bilineare e successivamente identificheremo i suoi autovalori. La diagonalizzabilità è garantita a priori dal teorema spettrale. Per una comprensione più approfondita di tale procedura, il lettore può fare riferimento a [5, capitolo 9, sezione 2].
Il termine segnatura di una forma quadratica denota una terna di numeri naturali. Ognuno di essi rappresenta il numero di autovalori positivi, negativi e nulli, considerati con la loro molteplicità algebrica.
Testi degli esercizi
-
tale che
.
-
tale che
.
-
tale che
.
-
tale che
, dove con
si intende la derivata prima del polinomio
rispetto alla variabile
.
-
tale che
.
-
tale che
.
-
tale che
.
-
tale che
, dove
.
Svolgimento punto 1.
La linearità nella seconda variabile si prova in maniera analoga.
Determiniamo la matrice associata calcolando le immagini di tutte le possibili coppie di vettori della base canonica:
La matrice associata è quindi data da
Svolgimento punto 2.
Notiamo innanzi tutto che ogni qualvolta si ha che
. Calcoliamo gli elementi in diagonale della matrice associata:
La matrice associata è quindi data da
Svolgimento punto 3.
Svolgimento punto 4.
Dunque basta provare la linearità in una sola delle due variabili per provare la bilinearità. Siano quindi e
. Si ha che
dove sono state usate banali proprietà della somma e del prodotto, insieme alla linearità della derivata. In alternativa si può notare, utilizzando la regola di Leibniz, che
A questo punto la simmetria discende dalla commutatività del prodotto fra numeri reali e la bilinearità si deduce dalla linearità della derivata.
Data la base canonica , ricaviamo la matrice associata, ricordando che, essendo l’applicazione simmetrica,
sarà una matrice simmetrica anch’essa.
La matrice associata è quindi data da
Svolgimento punto 5.
Sia la base canonica di
. Si calcola esplicitamente che per ogni coppia di indici
La matrice associata e è quindi una matrice
contenente
in tutte le componenti:
Svolgimento punto 6.
Valutiamo la forma su tutte le possibili combinazioni di vettori della base .
La matrice associata è quindi data da
Svolgimento punto 7.
La forma in questo caso è antisimmetrica, infatti
Quindi anche in questo caso basta provare la linearità nella prima variabile per dedurre la bilinearità. Dati e date
con componenti
abbiamo
Prendiamo adesso in considerazione la base canonica dello spazio in esame
Si ricavano quindi le uniche componenti non nulle della matrice antisimmetrica di componenti
associata calcolando le immagini dei vettori della base:
Svolgimento punto 8.
dove si sono usate unicamente la distributività del prodotto di matrici rispetto alla somma e la linearità della traccia. La prova della linearità nella seconda variabile è identica. Vogliamo adesso determinare la matrice associata rispetto alla base canonica
Per fare ciò notiamo prima di tutto che due generiche matrici possono essere scritte come
Possiamo quindi scrivere esplicitamente la forma come
La matrice associata alla forma rispetto alla base canonica può quindi essere letta dai coefficienti
della precedente espressione:
-
tale che
.
-
tale che
.
-
tale che
.
-
tale che
.
-
tale che
.
-
tale che
.
-
tale che
.
-
tale che
.
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