L’operatore di Laplace è largamente presente nella Matematica, la Fisica, l’Ingegneria e l’Economia. Consideriamo infatti una funzione che rappresenta una grandezza scalare in funzione dei punti dello spazio tridimensionale; il laplaciano di
, denotato da
, quantifica l’incremento medio di
nei punti immediatamente vicini a
. Per tale ragione, il laplaciano è onnipresente in tutte le equazioni che descrivono fenomeni fisici o pratici in cui il valore di una grandezza in un punto è statico o evolve in funzione dell’andamento medio della grandezza nelle immediate vicinanze.
In questo articolo, presentiamo l’operatore di Laplace in 3 dimensioni e ne calcoliamo la sua espressione in coordinate cilindriche: ciò risulta notevolmente utile nei casi in cui il fenomeno che si sta studiando presenta appunto una simmetria rispetto a un asse particolare.
Il testo è quindi una risorsa preziosa sia per chi necessita di formule chiare e accessibili, sia per chi desidera approfondirne la spiegazione entrando nel vivo dei calcoli.
Oltre all’esaustiva lista reperibile alla fine dell’articolo, segnaliamo il seguente materiale su argomenti collegati:
- Guida ai Massimi e Minimi: Tecniche e Teoria nelle Funzioni Multivariabili;
- Teoria equazioni differenziali;
- Teoria ed esercizi sulla funzione Gamma di Eulero.
Buona lettura!
Autori e revisori
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Il Laplaciano in coordinate cilindriche: un esplorazione di gradiente, divergenza e applicazioni in fisica
Sia ,
una funzione scalare. Definiamo l’operatore
(nabla) nel modo seguente
Tale operatore trasforma una funzione scalare in una funzione vettoriale, le cui componenti sono le derivate parziali della funzione. Il vettore prende il nome di gradiente di
.
Sia ora ,
una funzione vettoriale. Anche per essa possiamo definire l’applicazione dell’operatore
nel modo seguente:
In tal caso l’operatore trasforma la funzione vettoriale in una scalare in modo che la componente -esima del vettore venga derivata parzialmente rispetto alla coordinata
-esima (il simbolo
indica il prodotto scalare tra vettori). Lo scalare
prende il nome di divergenza di
.
Consideriamo nuovamente ,
una funzione scalare: dal momento che
risulta una funzione vettoriale, è possibile calcolarne la divergenza. Abbiamo allora
che viene detto nabla quadro o laplaciano di .
Vogliamo ora esprimere il laplaciano in coordinate cilindriche operando la seguente sostituzione:
(cilindro con asse parallelo all’asse , cambio il nome della variabile
in
solo per comodità di notazione). A tal fine dobbiamo computare anche le derivate parziali seconde rispetto a queste nuove variabili. Per comodità indichiamo con
la derivata parziale di
rispetto alla variabile
(che potrà scegliersi tra
) e analogamente con
la derivata parziale seconda sempre rispetto allo stesso set di variabili. Osserviamo che
e pertanto
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