Questo articolo è una guida al calcolo degli insiemi di definizione (o “dominio”) di funzioni di cui sono date le espressioni che le definiscono. L’argomento è di estrema importanza per gli studenti delle scuole superiori e dei corsi universitari di Analisi Matematica, risultando propedeutico a numerosi altri. L’articolo contiene una raccolta sintetica dei principi di base, da utilizzare come guida quando ci si cimenta in questo compito, e presenta 22 esercizi completamente risolti, per consentire al lettore di mettere in pratica le idee apprese.
Auguriamo pertanto una buona e piacevole lettura.
Segnaliamo la nostra cartella di esercizi sul dominio di una funzione e, oltre all’esaustiva lista in fondo alla pagina, i seguenti articoli sulla teoria collegata:
- Teoria sulle funzioni;
- Funzioni elementari: algebriche, esponenziali e logaritmiche;
- Funzioni goniometriche: la guida essenziale;
- Funzioni elementari: trigonometriche e iperboliche.
Sommario
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Autori e revisori
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Introduzione
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Quindi una funzione è una relazione tra due insiemi tale per cui ad ogni elemento dello spazio di partenza è associato uno ed un solo elemento dello spazio di arrivo. Graficamente si possono dare più versioni, noi scegliamo quella insiemistica di facile visione e comprensione:
Gli insiemi e
sono anche denominati, rispettivamente, spazio di arrivo e spazio di partenza.
Quindi l’insieme , spazio di partenza, prende il nome di dominio mentre l’insieme
, spazio di arrivo, prende il nome di codominio.
Graficamente rappresentiamo l’immagine della funzione
Quindi in “teoria” quando si parla di una funzione bisogna sempre dare sempre un dominio e un codominio e la legge che lega il dominio e il codominio.
Una funzione si denota come segue
dove è detta variabile indipendente e
variabile dipendente; infatti il valore di
dipende dal valore di
.
Si vuole far notare al lettore la differenza tra dominio e dominio naturale: Il dominio naturale è l’insieme più ampio dei valori reali che si possono assegnare alla variabile indipendente affinchè esista il corrispondente valore della variabile dipendente mentre con il termine dominio può essere il dominio naturale o un sottoinsieme di quest’ultimo.
Classificazione delle funzioni
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Le algebriche possono essere:
- Razionali intere: sono le funzioni polinomiali, ovvero le funzioni la cui legge è un monomio o un polinomio, ad esempio
Banalmente il dominio coincide con
, sempre.
- Razionali fratte: sono le funzioni la cui variabile indipendente compare a denominatore (non necessariamente deve comparire anche a numeratore), ad esempio
Il dominio si trova ponendo il denominatore diverso da zero1.
- Irrazionali: la variabile indipendente compare sotto radice. In questo tipo di funzione è fondamentale tenere in considerazione l’indice2 della radice.
- Con indice pari
(1)
Nei primi due esempi si impone che l’argomento della radice sia maggiore o uguale a zero; inoltre nel secondo esempio bisogna anche imporre che il denominatore della frazione sia diverso da zero (cioè
). Nel terzo esempio, siccome il radicale è al denominatore, bisogna imporre l’argomento strettamente maggiore di zero.
- Con indice dispari
(2)
Il primo esempio ha dominio
. Nel secondo esempio la radice cubica è definita per ogni numero reale, ma il radicando è una funzione razionale: quindi bisogna imporre
, cioè
. Nel terzo esempio, dato che la radice è al denominatore, bisogna porre l’argomento della radice diverso da zero (equivalentemente
, quindi
e
).
- Con indice pari
Le trascendenti possono essere:
- Logaritmiche: la variabile indipendente compare nell’argomento del logaritmo, ad esempio
In questo caso, è sufficiente porre l’argomento del logaritmo maggiore di zero.
- Esponenziali: la variabile indipendente compare nell’esponente della potenza.
In questo caso si studia il dominio dell’esponente. Nel primo esempio il dominio è
, nel secondo caso bisogna porre
e infine nel terzo caso bisogna porre
.
C’è anche un altro caso dell’esponenziale dove la variabile compare sia nella base che nell’esponente
In questo caso si deve porre la base positiva a sistema con il dominio dell’esponente.
- Goniometriche: la variabile indipendente compare nell’argomento della funzione goniometrica.
Per determinare il dominio, nel caso delle funzioni seno e coseno, come ad esempio
o
è sufficiente fare il dominio dell’argomento; nel caso della tangente
bisogna porre
mentre nel caso della cotangente si imposta il seguente sistema
Infine nel caso di
o
bisogna assicurarsi che l’argomento sia compreso tra
e
ovvero
Analogo discorso delle funzioni seno e coseno per
o
.
Andando a discutere gli esempi sopra proposti, nel primo e secondo caso, il dominio risulta tutto
essendo gli argomenti del seno e del coseno dei polinomi; nel terzo caso bisogna porre
con
; ed infine per il quarto caso abbiamo
.
Infine possiamo avere delle combinazioni delle funzioni precedenti con le operazioni usuali ovvero somma, sottrazione, moltiplicazione e divisione. In questo caso è sufficiente mettere a sistema tutte le condizioni necessarie. Si vuole far notare al lettore che quando viene data la scrittura non si sta dando la funzione ma la legge che lega gli elementi del dominio al codominio; infatti formalmente quando si parla di funzione si deve sempre specificare dominio, codominio e la legge che lega i due insiemi tale che ad ogni elemento dell’insieme del dominio corrisponde uno ed un solo elemento dell’insieme di arrivo, ovvero il codominio. Inoltre quando viene richiesto di determinare il dominio di
si dà sempre per scontato di determinare il dominio naturale o il campo di esistenza, ovvero il più grande dominio per il quale è definita la funzione.
- Ricordate che il denominatore di una funzione non può essere zero! ↩
-
Sia
: allora si dice
indice della radice ed
radicando. ↩
Tabella riassuntiva
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E’ importante osservare che nel caso di combinazioni di funzioni, i diversi domini possono essere posti a sistema.
Come rappresentare il dominio
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Più formalmente, siano supponendo, senza perdita di generalità, che
.
Definiamo gli intervalli limitati di estremi e
come segue:
intervallo chiuso;
intervallo aperto;
-
intervallo chiuso a sinistra e aperto a destra;
intervallo aperto a sinistra e chiuso a destra.
Gli intervalli illimitati sono invece determinati da un solo estremo . Anche per essi si distinguono quattro casi:
-
intervallo chiuso illimitato superiormente;
intervallo aperto illimitato superiormente;
intervallo chiuso illimitato inferiormente;
intervallo aperto illimitato inferiormente.
Esercizi svolti
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