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Esercizio sistemi di punti materiali 8

Sistemi di punti materiali in Meccanica classica

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Esercizio sui sistemi di punti materiali 8 rappresenta l’ottavo problema della raccolta dedicata agli esercizi misti sui sistemi di punti materiali. Questo esercizio costituisce la naturale prosecuzione dell’Esercizio sui sistemi di punti materiali 7, e segue l’Esercizio sui sistemi di punti materiali 9.

Questo esercizio è concepito per gli studenti del corso di Fisica 1 ed è particolarmente indicato per coloro che intraprendono studi in ingegneria, fisica o matematica, fornendo un’opportunità per applicare i principi della meccanica classica ai sistemi di punti materiali.

L’argomento successivo a questa sezione è la dinamica del corpo rigido, mentre l’argomento precedente riguarda gli esercizi sui moti relativi.

 

Testo esercizio sistemi di punti materiali 8

 
 

Esercizio 8  (\bigstar\bigstar\bigstar\largewhitestar\largewhitestar). Agli estremi di un’asta di lunghezza 2r e massa trascurabile, sono saldati due pattini, di masse m_1 e m_2, che si appoggiano su una guida circolare di raggio r, posta su un piano orizzontale. Sull’asta, a distanza d_1=\dfrac{r}{4} dal pattino di massa m_1, si trova una persona di massa m_3. L’asta è vincolata a ruotare rispetto al centro del disco e inizialmente possiede una velocità angolare \omega_0.

La persona si sposta e si porta a distanza d_2=\dfrac{3r}{2} dal pattino di massa m_1; si calcoli la velocità angolare \omega_f del moto circolare dei pattini dopo lo spostamento della persona e il lavoro eseguito da questa per spostarsi, esprimendo i risultati in funzione di m_1, m_2, m_3, r e \omega_0.

\[\quad\]

Figura 1: configurazione iniziale.

\[\quad\]

\[\quad\]

Figura 2: configurazione finale.

\[\quad\]

Svolgimento.

Si considera come sistema fisico l’insieme formato dai due pattini di masse m_1 e m_2, dall’asta di massa trascurabile e dalla persona di massa m_3. La guida circolare, il piano orizzontale, l’eventuale vincolo centrale in O e la Terra non fanno parte del sistema. Di conseguenza, le forze che questi corpi esercitano sui pattini, sull’asta e sulla persona sono forze esterne; le forze scambiate tra persona, asta e pattini sono invece forze interne. Questa scelta è necessaria, perché la classificazione tra forze interne ed esterne dipende proprio dal sistema fisico considerato.

Si ricorda che, dato un sistema di n\in\mathbb{N} punti materiali, valgono le seguenti leggi fondamentali

(1) \begin{equation*} \begin{cases} \displaystyle\sum_{k=1}^n {\vec{F}_k\,}^{\text{\tiny ext}} = \dfrac{d\vec{P}_t}{dt},\\ \\ \displaystyle\sum_{k=1}^n {\vec{M}_{O^\prime,k}\,}^{\text{\tiny ext}} -\vec{v}_{O^\prime} \wedge \vec{P}_t = \dfrac{d\vec{L}_{O^\prime}}{dt}. \end{cases} \end{equation*}

dove \displaystyle \sum_{k=1}^n {\vec{F}_k\,}^{\text{\tiny ext}} è la somma di tutte le forze esterne, \vec{P}_t è la quantità di moto totale del sistema, \displaystyle\sum_{k=1}^n {\vec{M}_{O^\prime,k}\,}^{\text{\tiny ext}} è la somma di tutti i momenti esterni calcolati rispetto al polo O^\prime, \vec{v}_{O^\prime} è la velocità del polo scelto per il calcolo del momento angolare totale del sistema1, ed infine \vec{L}_{O^\prime} è il momento angolare totale del sistema rispetto al polo O^\prime. Poiché \vec{P}_t=M\vec{v}_{CM}, con M=m_1+m_2+m_3, il secondo termine al primo membro può anche essere scritto nella forma M\vec{v}_{O^\prime}\wedge \vec{v}_{CM}.

Si sceglie un sistema di riferimento inerziale Oxyz, fisso rispetto al piano orizzontale, con origine nel centro O della guida e asse z perpendicolare al piano del moto. Per comodità geometrica, nell’istante t in cui si rappresenta la configurazione, l’asse x viene orientato lungo l’asta. Questo non significa che il riferimento sia solidale con l’asta: il sistema Oxyz resta inerziale e non ruota insieme al sistema materiale.

\[\quad\]

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Figura 3: riferimento inerziale Oxyz.

\[\quad\]

Se si sceglie come polo O per il calcolo dei momenti, essendo tale punto fisso nel riferimento inerziale scelto, si ha

\[ \vec{v}_{O^\prime}\wedge\vec{P}_t=\vec{v}_{O}\wedge\vec{P}_t=\vec{0}. \]

I pattini sono saldati agli estremi dell’asta e scorrono sulla guida circolare, perciò restano sempre a distanza r dal centro O. Nell’ipotesi di guida ideale e liscia, la guida esercita sui pattini soltanto le reazioni vincolari normali alla guida, cioè radiali; tali reazioni servono a imporre il vincolo circolare e possono fornire la parte centripeta dell’accelerazione, ma hanno momento nullo rispetto a O e lavoro nullo, perché sono perpendicolari allo spostamento istantaneo dei pattini. La componente tangenziale delle forze che modifica la velocità dei pattini non proviene dalla guida ideale: essa viene trasmessa dall’asta e dalla persona, quindi è interna al sistema fisico scelto. L’eventuale reazione del vincolo centrale applicato in O ha momento nullo rispetto a O, perché il suo punto di applicazione coincide con il polo scelto.

I pesi della persona e dei pattini sono verticali. Anche le reazioni normali del piano sono verticali. Nell’istante rappresentato i punti materiali stanno sull’asse x, dunque i loro vettori posizione rispetto a O sono orizzontali; il momento di una forza verticale applicata in un punto dell’asse x è diretto lungo l’asse y e non possiede componente lungo l’asse z. Pertanto il momento risultante delle forze esterne rispetto all’asse z è nullo:

\[ \sum_{k=1}^{n}M^{\mathrm{ext}}_{O,z,k}=0, \qquad k\in\{1,\ldots,n\}. \]

La seconda equazione in (1), proiettata lungo l’asse z, diventa quindi

(2) \begin{equation*} \dfrac{dL_{O,z}}{dt}=0\quad \Rightarrow \quad L_{O,z}=c, \end{equation*}

dove c è una costante e [c]=\mathrm{kg}\,\mathrm{m}^2\,\mathrm{s}^{-1}. Si conserva dunque la componente del momento angolare rispetto all’asse z.

Per un punto materiale si ricorda che il momento angolare rispetto al polo O è definito da

(3) \begin{equation*} \vec{L}_O=\vec{r}\wedge \vec{p}, \end{equation*}

dove \vec{r} è il vettore posizione del punto materiale rispetto al polo O e \vec{p}=m\vec{v} è la sua quantità di moto. La distanza dal polo non è il vettore \vec{r}, ma il suo modulo.

Si osservi ora la geometria iniziale.

\[\quad\]

\[\quad\]

Figura 4: geometria iniziale.

\[\quad\]

La distanza della persona dal centro non coincide con d_1 o con d_2, perché questi dati sono misurati dal pattino di massa m_1. Poiché m_1 si trova a un estremo dell’asta e O è il punto medio, la distanza iniziale della persona dal centro è

\[ d_i=r-d_1=r-\dfrac{r}{4}=\dfrac{3r}{4}. \]

Nelle configurazioni iniziale e finale la persona è ferma rispetto all’asta. Durante lo spostamento, invece, essa scorre lungo l’asta e quindi non resta su una stessa circonferenza centrata in O. Per questo motivo non si descrive il moto della persona come un moto circolare attorno a O durante tutta la trasformazione: si usano soltanto le due configurazioni, prima e dopo lo spostamento. In ciascuna di esse, una volta fissata la distanza \ell dal centro, la velocità tangenziale di un punto solidale con l’asta ha modulo

\[ v=\ell\omega. \]

All’istante iniziale si ha quindi

(4) \begin{equation*} v_{1,i}=r\omega_0, \qquad v_{2,i}=r\omega_0, \qquad v_{3,i}=d_i\omega_0=\dfrac{3}{4}r\omega_0, \end{equation*}

che sono rispettivamente le velocità iniziali di m_1, m_2 e m_3.

Il momento angolare iniziale del sistema rispetto all’asse z passante per O è

\[ \vec{L}_i= \left(rm_1v_{1,i}+rm_2v_{2,i}+d_i m_3v_{3,i}\right)\hat{z}. \]

Sostituendo le velocità precedenti, si ottiene

\[ \vec{L}_i= \left(m_1r^2\omega_0+m_2r^2\omega_0+m_3\left(\dfrac{3r}{4}\right)^2\omega_0\right)\hat{z}. \]

In forma scalare, lungo l’asse z, risulta

(5) \begin{equation*} L_{O,z,i}=r^2\omega_0\left(m_1+m_2+\dfrac{9}{16}m_3\right). \end{equation*}

Dopodiché, la persona si sposta dalla posizione iniziale e si porta a distanza

\[ d_2=\dfrac{3r}{2} \]

dal pattino di massa m_1. La sua distanza dal centro O diventa quindi

\[ d_f=\left|d_2-r\right|=\left|\dfrac{3r}{2}-r\right|=\dfrac{r}{2}. \]

Terminato lo spostamento, la persona è nuovamente ferma rispetto all’asta; il sistema assume allora una nuova velocità angolare di modulo \omega_f.

Si calcola il momento angolare finale del sistema attraverso la geometria seguente.

\[\quad\]

\[\quad\]

Figura 5: geometria finale.

\[\quad\]

Nella configurazione finale si ha

\[ \vec{L}_f= \left(m_1r_{1,f}v_{1,f}+m_2r_{2,f}v_{2,f}+m_3d_fv_{3,f}\right)\hat{z}, \]

dove r_{1,f}=r e

(6) \begin{equation*} v_{1,f}=r_{1,f}\omega_f=r\omega_f. \end{equation*}

Inoltre r_{2,f}=r e

(7) \begin{equation*} v_{2,f}=r_{2,f}\omega_f=r\omega_f. \end{equation*}

Per la persona, invece,

\[ d_f=\dfrac{r}{2}, \]

e quindi

(8) \begin{equation*} v_{3,f}=d_f\omega_f=\dfrac{1}{2}r\omega_f. \end{equation*}

Pertanto il momento angolare finale diventa

\[ \vec{L}_f= \left(m_1r^2\omega_f+m_2r^2\omega_f+\dfrac{1}{4}m_3r^2\omega_f\right)\hat{z}. \]

In forma scalare,

(9) \begin{equation*} L_{O,z,f}=r^2\omega_f\left(m_1+m_2+\dfrac{1}{4}m_3\right). \end{equation*}

Si noti che nel momento angolare compare una sola potenza di \omega_f; la potenza \omega_f^2 compare invece nel calcolo dell’energia cinetica.

Per (2) si può imporre

\[ L_{O,z,i}=L_{O,z,f}. \]

Usando (5) e (9), si ottiene

\[ r^2\omega_0\left(m_1+m_2+\dfrac{9}{16}m_3\right) = r^2\omega_f\left(m_1+m_2+\dfrac{1}{4}m_3\right), \]

da cui

\[ \omega_0\left(m_1+m_2+\dfrac{9}{16}m_3\right) = \omega_f\left(m_1+m_2+\dfrac{1}{4}m_3\right). \]

Dunque la velocità angolare finale, espressa in funzione di m_1, m_2, m_3 e \omega_0, è

\[\boxcolorato{fisica}{     \omega_f=\omega_0\left( \dfrac{m_1+m_2 +\dfrac{9}{16}m_3}{m_1+m_2+\dfrac{1}{4}m_3}\right).   }\]

Poiché \dfrac{9}{16}>\dfrac{1}{4}, il rapporto è maggiore di 1: la persona si avvicina all’asse di rotazione e la velocità angolare aumenta.

Per il secondo punto del problema è utile ricordare il teorema delle forze vive, o dell’energia cinetica, nel caso di un sistema di n\in\mathbb{N} punti materiali. Esso afferma che la somma dei lavori delle forze esterne e interne è uguale alla variazione dell’energia cinetica totale del sistema, cioè

(10) \begin{equation*} \sum_{k=1}^{n}W^{\mathrm{ext}}_k+ \sum_{k=1}^{n}W^{\mathrm{int}}_k =K_{t,f}-K_{t,i}, \end{equation*}

dove

\[ K_{t,i}=\sum_{k=1}^{n}\dfrac{1}{2}m_kv_{k,i}^2, \qquad K_{t,f}=\sum_{k=1}^{n}\dfrac{1}{2}m_kv_{k,f}^2, \qquad k\in\{1,\ldots,n\}. \]

Nel problema in esame il lavoro complessivo delle forze esterne è nullo. I pesi e le reazioni normali del piano sono perpendicolari agli spostamenti, che avvengono nel piano orizzontale; perciò il loro lavoro è nullo. Le reazioni della guida ideale sui pattini sono radiali, mentre gli spostamenti istantanei dei pattini lungo la guida sono tangenziali; dunque anche tali reazioni compiono lavoro nullo. La forza tangenziale che cambia la velocità dei pattini non è una forza esterna della guida ideale, ma una forza trasmessa dall’asta, quindi interna al sistema scelto. L’eventuale reazione del vincolo centrale in O ha punto di applicazione fisso e compie lavoro nullo. Rimane il lavoro interno associato allo spostamento della persona lungo l’asta, che si indica con W_{\mathrm{persona}}.

Si considera la situazione iniziale, cioè quando il sistema ha velocità angolare \omega_0. L’energia cinetica totale iniziale è

\[ K_{t,i}=\sum_{k=1}^{3}\dfrac{1}{2}m_kv_{k,i}^2 =\dfrac{1}{2}m_1v_{1,i}^2+ \dfrac{1}{2}m_2v_{2,i}^2+ \dfrac{1}{2}m_3v^2_{3,i}. \]

Per (4) si ha

\[ \begin{aligned} K_{t,i} &=\dfrac{1}{2}m_1r^2\omega_0^2+ \dfrac{1}{2}m_2r^2\omega_0^2+ \dfrac{1}{2}m_3\left(\dfrac{3r}{4}\omega_0\right)^2\\ &=\dfrac{1}{2}r^2\omega_0^2\left(m_1+m_2+\dfrac{9}{16}m_3\right). \end{aligned} \]

Ora si considera la situazione finale, cioè quando il sistema ha velocità angolare finale \omega_f. L’energia cinetica totale finale è

\[ K_{t,f}=\sum_{k=1}^{3}\dfrac{1}{2}m_kv_{k,f}^2 =\dfrac{1}{2}m_1v_{1,f}^2+ \dfrac{1}{2}m_2v_{2,f}^2+ \dfrac{1}{2}m_3v^2_{3,f}. \]

Per (6), (7) e (8), si ottiene

\[ \begin{aligned} K_{t,f} &=\dfrac{1}{2}m_1r^2\omega_f^2+ \dfrac{1}{2}m_2r^2\omega_f^2+ \dfrac{1}{2}m_3\left(\dfrac{r}{2}\omega_f\right)^2\\ &=\dfrac{1}{2}r^2\omega_f^2\left(m_1+m_2+\dfrac{1}{4}m_3\right). \end{aligned} \]

Dal teorema dell’energia cinetica segue quindi

\[ W_{\mathrm{persona}}=K_{t,f}-K_{t,i}. \]

Sostituendo le due energie cinetiche appena calcolate, si ha

\[ \begin{aligned} W_{\mathrm{persona}} &=\dfrac{1}{2}r^2 \omega_f^2\left( m_1+  m_2+\dfrac{1}{4}m_3 \right) -\dfrac{1}{2}r^2\omega_0^2\left(m_1+m_2+\dfrac{9}{16}m_3 \right)\\ &=\dfrac{1}{2}r^2\omega_0^2\left( \dfrac{m_1+m_2 +\dfrac{9}{16}m_3}{m_1+m_2+\dfrac{1}{4}m_3}\right)^2 \left( m_1+m_2+\dfrac{1}{4}m_3 \right) -\dfrac{1}{2}r^2\omega_0^2\left(m_1+m_2+\dfrac{9}{16}m_3 \right)\\ &=\dfrac{1}{2}r^2\omega_0^2\left[ \left( \dfrac{m_1+m_2 +\dfrac{9}{16}m_3}{m_1+m_2+\dfrac{1}{4}m_3}\right)^2 \left( m_1+m_2+\dfrac{1}{4}m_3 \right) -\left(m_1+m_2+\dfrac{9}{16}m_3 \right) \right]. \end{aligned} \]

Dunque il lavoro fatto dalla persona, espresso in funzione di m_1, m_2, m_3, r e \omega_0, è

\[\boxcolorato{fisica}{                 W_{\mathrm{persona}}=\dfrac{1}{2}r^2\omega_0^2\left[                 \left( \dfrac{m_1+m_2 +\dfrac{9}{16}m_3}{m_1+m_2+\dfrac{1}{4}m_3}\right)^2                 \left( m_1+m_2+\dfrac{1}{4}m_3 \right)-                 \left(m_1+m_2+\dfrac{9}{16}m_3 \right)                 \right].                }\]

La stessa espressione può essere scritta in forma più compatta. Infatti, se

\[ A=m_1+m_2+\dfrac{9}{16}m_3, \qquad B=m_1+m_2+\dfrac{1}{4}m_3, \]

allora

\[ W_{\mathrm{persona}}=\dfrac{1}{2}r^2\omega_0^2\left(\dfrac{A^2}{B}-A\right) =\dfrac{1}{2}r^2\omega_0^2\dfrac{A(A-B)}{B}. \]

Poiché

\[ A-B=\dfrac{9}{16}m_3-\dfrac{1}{4}m_3=\dfrac{5}{16}m_3, \]

si ottiene anche

\[\boxcolorato{fisica}{     W_{\mathrm{persona}}     =     \dfrac{5}{32}m_3r^2\omega_0^2     \dfrac{m_1+m_2+\dfrac{9}{16}m_3}{m_1+m_2+\dfrac{1}{4}m_3}.     }\]

Il lavoro è positivo, come atteso: la persona si avvicina all’asse di rotazione, il momento d’inerzia complessivo diminuisce e la velocità angolare aumenta.    


  1. Vedere la dimostrazione del teorema del momento angolare