L’Esercizio Corpo Rigido 33 è il trentatreesimo nella serie dedicata agli esercizi sul corpo rigido. Segue l’Esercizio Corpo Rigido 32 e precede l’Esercizio Corpo Rigido 34. È rivolto a studenti di Fisica 1, in particolare a coloro che studiano ingegneria, fisica o matematica.
Nel percorso didattico di Fisica 1, prima di affrontare i corpi rigidi, si studiano gli esercizi sui sistemi di punti materiali. Successivamente, si passa agli esercizi sugli urti tra punti materiali e corpi rigidi, che rappresentano un momento di sintesi nel percorso formativo.
Testo esercizio corpo rigido 33
Esercizio 33 . Un anello di massa
e raggio
viene fatto salire lungo una parete verticale tramite l’applicazione di una forza costante
, ed è tenuto premuto contro la parete verticale da una forza costante
. Le forze
e
sono orientate come in figura 1 e sono costanti in modulo, direzione e verso per tutto il moto dell’anello. Nell’ipotesi che il piano verticale sia scabro con coefficiente di attrito statico
e che l’anello si muova di puro rotolamento, si determini:
- il modulo dell’accelerazione del centro di massa dell’anello;
- il valore minimo del modulo di
affinché il moto sia di puro rotolamento.
Figura 1.
Svolgimento Punto 1.
Figura 2: diagramma delle forze.
Nel contatto tra l’anello e la parete verticale si genera la forza di attrito statico e la reazione vincolare
. La reazione vincolare
è uguale ed opposta alla forza esterna
. Inoltre, abbiamo supposto che la forza di attrito statico
sia concorde al verso positivo dell’asse delle
perché deve generare un momento esterno al sistema che si opponga al momento esterno generato da
. Se così non fosse, avremmo che entrambi i momenti favorirebbero la rotazione dell’anello e pertanto, per un tempo
, l’anello acquisterebbe energia rotazionale infinita, il che è assurdo. Scegliamo come polo per il calcolo dei momenti esterni il punto di contatto
tra l’anello e la parete; notiamo che le uniche forze esterne che generano un momento esterno non nullo2 sono
e la forza peso
. Dunque, applicando la seconda legge cardinale per i corpi rigidi, si ha
(1)
dove è l’accelerazione angolare dell’anello e
è il momento di inerzia del corpo rigido rispetto al polo
, che nel caso di un anello risulta essere
. Il fatto che
si dimostra, ad esempio, applicando il teorema di Huygens-Steiner. Avremo dunque
(2)
Per la condizione di puro rotolamento abbiamo che con
velocità angolare del disco, da cui
, e quindi l’equazione (2) diventa
(3)
da cui
-
Si suppone che all’istante
il sistema sia in quiete. ↩
-
Infatti, si ha che
è applicata a
e dunque ha momento nullo, mentre
è parallela al vettore posizione che la congiunge con
, dunque anche essa genera un momento esterno nullo. ↩
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