In questo articolo troverete il terzo esercizio svolto moto rettilineo uniforme. Se desiderate consultare l’esercizio precedente, potete trovarlo al seguente link Esercizio svolto sul moto rettilineo uniforme 2, mentre per l’esercizio successivo potete consultare il seguente link Esercizio svolto sul moto rettilineo uniforme 4. Tutti i testi relativi agli esercizi su questo argomento sono disponibili Moto rettilineo uniforme: testi degli esercizi svolti.
Il moto rettilineo uniforme (MRU) è un tipo di moto in cui un corpo si muove lungo una traiettoria rettilinea con velocità costante nel tempo. Questo significa che la velocità non cambia, il modulo, la direzione e il verso rimangono invariati e l’accelerazione è nulla, poiché non ci sono variazioni di velocità. Inoltre, lo spazio percorso è direttamente proporzionale al tempo, rendendo la legge oraria una funzione lineare. Un esempio di moto rettilineo uniforme è un’auto che viaggia su un’autostrada a velocità costante senza accelerare o frenare, oppure un treno che si muove su un binario dritto mantenendo sempre la stessa velocità.
Per approfondire la teoria sul moto rettilineo uniforme e sul moto rettilineo uniformemente accelerato, puoi consultare il seguente link: teoria sul moto rettilineo uniforme e sul moto rettilineo uniformemente accelerato.
Testo esercizio svolto sul moto rettilineo uniforme 3
Esercizio 3 . Sia
un sistema di riferimento cartesiano fisso orientato come in figura 1. Un punto
si muove di moto rettilineo uniforme con velocità
con
e costante e
versore dell’asse delle
.
Un secondo punto si muove di moto rettilineo uniforme con velocità
con
e costante e
versore dell’asse delle
.
Al tempo le posizioni iniziali di
e
sono rispettivamente
e
, con
e
.
Determinare:
- in quale istante
i due punti hanno la minima distanza;
- il valore
di tale distanza.
Esprimere i risultati in funzione dei parametri del problema e
. Assumere che valga la seguente disuguaglianza
.
Figura 1: sistema fisico in esame.
Richiami teorici esercizio svolto moto rettilineo uniforme 3.
(1)
con .
Il vertice
di una parabola è il punto di intersezione tra l’asse di simmetria e la parabola stessa, avente coordinate
(2)
Il segno del coefficiente individua il verso in cui la parabola volge la propria concavità. Dunque a seconda della concavità della parabola, e quindi del segno di
, l’ordinata del vertice rappresenta il minimo o il massimo della funzione. In particolare
(3)
Di seguito, in figura 2, rappresentiamo due parabole con la concavità verso il basso e verso l’alto. Abbiamo scelto di rappresentare il caso particolare in cui il vertice sia proprio l’origine del nostro sistema di riferimento.
Figura 2: rappresentazione delle parabole.
Come si evince dalla figura 2, nel caso della concavità verso l’alto il vertice è un punto di minimo assoluto, mentre nel caso della concavità verso l’alto il vertice è un punto di massimo assoluto.
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