Benvenuti nella nostra raccolta di esercizi sui domini di espressioni reali di una variabile. La dispensa propone un percorso progressivo rivolto a studenti universitari e affronta espressioni razionali, valori assoluti, radicali, esponenziali, logaritmi, funzioni goniometriche e funzioni goniometriche inverse, fino alle composizioni con condizioni di esistenza annidate.
Un blocco specifico è dedicato alle potenze con base ed esponente variabili, interpretate secondo la convenzione logaritmica esplicitamente fissata nella sezione teorica. Tutti i 23 esercizi sono articolati in quattro punti e sono accompagnati da svolgimenti completi.
Per richiamare le proprietà delle principali funzioni elementari, segnaliamo anche la risorsa Funzioni elementari – Volume 1.
Buona lettura!
Sommario
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Autori e revisori
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Notazioni
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| Insieme dei numeri naturali (incluso lo zero); | |
| Insieme dei numeri naturali privati dello zero; | |
| Insieme dei numeri interi relativi; | |
| Insieme dei numeri reali; | |
| Insieme dei polinomi a coefficienti reali nella variabile | |
| Dominio naturale dell’espressione | |
| Dominio dell’espressione | |
| Espressione non definita nel punto considerato; | |
| Logaritmo naturale in base | |
| Logaritmo in base |
Introduzione
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Domini di espressioni reali: richiami di teoria
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Espressioni, funzioni e dominio naturale
La scrittura significa che
.
Una funzione da
a
è una relazione
tale che
Si scrive
e è il grafico di
.
Figura 1: Esempio di relazione che non è una funzione.
Figura 2: Esempio di relazione che soddisfa la definizione di funzione.
L’insieme è il dominio della funzione e
è il suo codominio. L’immagine di
è
e in generale . Un’espressione, da sola, non determina il codominio. In questa dispensa, una volta determinato il dominio naturale, l’espressione è considerata come funzione a valori reali.
Una volta determinato , l’espressione induce la funzione
Il dominio di una funzione è infatti parte dei dati che la definiscono: una funzione è determinata dal dominio, dal codominio e dalla legge di corrispondenza rappresentata da un’espressione. Negli esercizi proposti si determina il dominio naturale dell’espressione assegnata in modo tale che essa definisca una funzione sul dominio massimo rispetto all’inclusione.
Il dominio naturale può essere tutto , un suo sottoinsieme
proprio oppure l’insieme vuoto
.
Per esempio, assegnata l’espressione
il suo dominio naturale si ottiene escludendo da i valori che annullano il denominatore, ovvero
L’identità
è da intendersi soltanto per ogni , cioè sul dominio naturale dell’espressione assegnata in origine. L’espressione semplificata ha invece dominio naturale
:
Le semplificazioni vanno eseguite soltanto dopo aver fissato il dominio e devono essere equivalenti su tale insieme. L’espressione semplificata può avere un dominio naturale più ampio, ma non reintegra i punti esclusi dall’espressione iniziale. Lo stesso vale per l’applicazione delle proprietà dei logaritmi: infatti l’espressione
ha dominio naturale e l’identità
vale sul dominio dell’espressione iniziale, benché , se esaminata come espressione autonoma, abbia dominio naturale più ampio
.
Come si determina il dominio naturale
Per determinare in generale il dominio naturale si analizzano le operazioni che compongono l’espressione. La divisione, l’estrazione di radice, il logaritmo e alcune funzioni goniometriche impongono condizioni sui valori ammissibili della variabile.
Quando un’operazione contiene al proprio interno un’altra espressione, occorre prima assicurarsi che l’espressione interna sia definita e poi imporre l’eventuale condizione richiesta dall’operazione esterna.
Per esempio, nell’espressione
la condizione
deve essere accompagnata dalle condizioni necessarie affinché
sia definita.
Il procedimento generale può essere organizzato nei seguenti passaggi:
- si riconoscono le operazioni presenti nell’espressione;
- si associa a ciascuna operazione la relativa condizione di esistenza;
- si risolvono le condizioni ottenute, determinando i rispettivi insiemi soluzione;
- si intersecano gli insiemi soluzione delle condizioni che devono essere soddisfatte simultaneamente;
- si esprime il dominio finale in notazione insiemistica e, quando possibile, mediante intervalli.
e per ogni sia
il rispettivo insieme soluzione.
Poiché le condizioni devono essere soddisfatte simultaneamente,
Una disgiunzione compare invece quando la soluzione di una singola condizione è costituita dall’unione di più insiemi.
Sia data un’espressione definita a tratti
dove ,
per ogni
,
con
per ogni
e
. Il dominio naturale di
si ottiene
studiando separatamente ciascun ramo:
mentre
Queste identità non sostituiscono il calcolo delle condizioni interne: se, per esempio, contiene radicali, logaritmi o ulteriori denominatori, tali condizioni sono già comprese nella determinazione di
.
Il dominio naturale della composizione è
La proposizione precedente fornisce la regola generale per le espressioni annidate: si parte dall’espressione più interna e si impongono progressivamente le condizioni richieste dalle funzioni esterne.
Vademecum delle condizioni di esistenza
Nei paragrafi seguenti e
indicano espressioni reali.
Le condizioni indicate devono sempre essere affiancate alle eventuali
condizioni necessarie affinché
e
siano a loro volta
definite.
Siano polinomi, con
non identicamente nullo. L’espressione
ha dominio
Se il radicale compare al denominatore e ha dominio
, allora
Il valore assoluto non introduce quindi, da solo, condizioni aggiuntive sul dominio; può tuttavia comparire all’interno di ulteriori operazioni e modificare le condizioni da risolvere.
e
Se il logaritmo compare al denominatore e ha dominio
, allora
dove MCD indica il massimo comune divisore tra e
.
Interpretando
mediante i radicali reali, ovvero
, si ha:
In particolare, per , la potenza
ha dominio
Invece, la potenza con esponente negativo ha dominio
Per l’esponente nullo si adotta la convenzione
nei punti in cui è definita e non nulla; l’espressione
resta esclusa.
Secondo questa convenzione devono essere definite entrambe le
espressioni e
, cioè
, e deve inoltre risultare
Il dominio secondo la convenzione fissata è quindi
La positività della base deriva dalla convenzione adottata: non descrive tutti i casi reali possibili nei quali una potenza con base nulla o negativa possa assumere un valore reale.
Inoltre,
mentre
Sia un’espressione con dominio
, allora
mentre
Soluzioni periodiche
Le condizioni goniometriche producono frequentemente famiglie periodiche di intervalli o di punti.
Se è una famiglia di intervalli indicizzata da
, la scrittura
indica l’insieme dei punti appartenenti ad almeno uno degli intervalli della famiglia.
Analogamente, una famiglia periodica di punti da escludere, con
, può essere
scritta nella forma
Questa notazione evita ambiguità sui valori del parametro intero e sarà utilizzata sistematicamente negli esercizi.
Strumenti per risolvere le condizioni di esistenza
Nel risolvere le condizioni di esistenza occorre distinguere le trasformazioni equivalenti dalle sole implicazioni.
mentre
e
Ogni elevamento a una potenza pari deve essere accompagnato dalle condizioni di segno necessarie a garantire l’equivalenza tra l’equazione (o disequazione) irrazionale e l’equazione (o disequazione) razionale ottenuta. Analogamente, non si moltiplica o divide una disequazione per un’espressione di segno non noto senza averne prima determinato il segno.
- si scrive il sistema completo delle condizioni di esistenza;
- si fattorizza l’espressione e si determina il segno di ciascun fattore;
- si costruisce un’unica tabella dei segni, con una riga per ogni fattore e una riga finale per il prodotto o il quoziente;
- si selezionano gli intervalli compatibili con la disequazione e si intersecano con le eventuali altre condizioni.
Gli zeri dei fattori al numeratore possono essere inclusi nelle disequazioni non strette; gli zeri dei fattori al denominatore sono sempre esclusi.
Si può scegliere , unico modulo
,
tale che
Si ha allora
L’identità permette di ricondurre alcune equazioni e disequazioni goniometriche a condizioni relative a una sola funzione seno.
Tabella riassuntiva
Nella tabella seguente e
sono espressioni reali con domini naturali
e
.
| Espressione | Dominio naturale (o secondo convenzione) |
|---|---|
La tabella riassume le condizioni fondamentali, ma non sostituisce la lettura completa: tutte le condizioni provenienti dalle espressioni interne devono essere conservate e intersecate.
Domini di espressioni reali: esercizi
La prima condizione esclude
mentre la terza esclude
Per il denominatore del primo addendo si ha
Svolgimento punto a)
La funzione arcoseno è strettamente crescente su e
. Nell’intervallo in cui è definita si ha quindi
Intersecando le due condizioni si ottiene
Svolgimento punto b)
Sotto la condizione , la doppia disequazione può essere
riscritta mediante il valore assoluto:
Entrambi i membri sono non negativi, quindi è possibile elevarli al quadrato conservando l’equivalenza:
La condizione ottenuta implica già . Il dominio naturale è
quindi
Svolgimento punto c)
Per ogni , è possibile scrivere
La doppia disequazione diventa
La disequazione inferiore equivale a
ed è verificata per ogni . La disequazione superiore
fornisce invece
Questa condizione esclude automaticamente . Si ricava dunque
Svolgimento punto d)
La doppia disequazione si risolve sfruttando la monotonia del logaritmo:
La condizione ottenuta implica già .
L’arcoseno si annulla soltanto quando il proprio argomento è nullo. Di conseguenza,
Eliminando il punto dall’intervallo ammesso, si conclude che
Svolgimento punto a)
Scomponendo la differenza di quadrati, si ha
Il dominio naturale è quindi
Svolgimento punto b)
Il numeratore si annulla per : è negativo per
e positivo per
. Il denominatore si annulla per
:
è negativo per
e positivo per
.
La tabella dei segni è
Poiché l’argomento del logaritmo deve essere strettamente positivo, lo zero del numeratore e lo zero del denominatore sono esclusi. Si ottiene
Svolgimento punto c)
La funzione arcotangente si annulla se e solo se il proprio
argomento è nullo. Sotto la condizione , si ha quindi
Devono essere esclusi simultaneamente i tre valori
,
e
. Ne segue
Svolgimento punto d)
La funzione arcotangente è strettamente crescente su
e si annulla nell’origine. Pertanto
Il numeratore si annulla per : è negativo per
e positivo per
. Il denominatore si annulla per
:
è negativo per
e positivo per
.
Si riportano i segni nella tabella:
La disequazione non stretta include lo zero del numeratore, mentre
resta escluso perché annulla il denominatore della
frazione interna. Il dominio naturale è
Svolgimento punto a)
Nel primo ramo la radice quadrata si trova al denominatore, perciò occorre imporre
Tenendo conto della condizione , il primo ramo è definito
per
Nel secondo ramo il denominatore non deve annullarsi:
La condizione del ramo esclude già tale valore. Il secondo
ramo è dunque definito su
Unendo i domini dei due rami si ottiene
Svolgimento punto b)
La seconda condizione equivale a
e implica già la prima. Intersecando con la condizione ,
il primo ramo risulta definito per
Nel secondo ramo il radicando deve essere non negativo:
Intersecando con , si ricava
Il dominio complessivo è pertanto
Svolgimento punto c)
Essa coincide con la condizione che individua il ramo, quindi la prima espressione è definita su
Per il secondo ramo occorre imporre
La prima condizione coincide con , mentre la seconda esclude
il valore
. Il dominio del secondo ramo è dunque
Si osserva che è ammesso dal primo ramo: il fatto che
l’espressione assegnata nel secondo ramo non sia definita in tale
punto è irrilevante, poiché quel ramo viene utilizzato soltanto per
.
Unendo i due insiemi si ricava
Svolgimento punto d)
Risolvendo la doppia disequazione si ottiene
La condizione non introduce ulteriori restrizioni; il
primo ramo è quindi definito su
Nel secondo ramo il denominatore deve essere diverso da zero:
Utilizzando l’identità
la condizione diventa
Occorre dunque escludere
Tenendo conto della condizione , il secondo ramo è definito
per
Il punto , escluso dal secondo ramo, è invece incluso nel
primo. Il dominio naturale può quindi essere scritto nella forma
compatta
Svolgimento punto a)
La funzione arcocoseno assume valori nell’intervallo .
La seconda condizione può quindi essere verificata soltanto quando
ossia per
Il logaritmo richiede invece
Le due condizioni sono incompatibili. Non esiste dunque alcun valore reale per cui entrambe le espressioni siano definite.
Pertanto
Svolgimento punto b)
Le ultime due condizioni equivalgono rispettivamente a
Devono essere verificate simultaneamente, perciò
Il valore ottenuto soddisfa anche la condizione . Il dominio
naturale è pertanto costituito da un solo punto:
Svolgimento punto c)
I due radicandi devono essere simultaneamente non negativi:
La seconda disequazione equivale a . Le due condizioni
possono quindi essere verificate contemporaneamente soltanto se
Fattorizzando completamente il polinomio, si ottiene
In ciascuno di questi punti entrambi i radicandi sono nulli. Il dominio naturale è quindi finito:
Svolgimento punto d)
Per ogni si ha
La disequazione può dunque essere soddisfatta soltanto nei punti in cui il coseno assume il proprio valore massimo:
Le soluzioni sono
Il dominio naturale è pertanto:
Svolgimento punto a)
Poiché per ogni
, con
per
, la prima condizione equivale a
Si studia ora il denominatore mediante la definizione di valore
assoluto. Se , si ha
perciò tutti questi valori devono essere esclusi.
Se invece , allora
Il denominatore è dunque diverso da zero se e solo se
Quest’ultima condizione implica già . Si ottiene quindi
Svolgimento punto b)
Il trinomio contenuto nel valore assoluto ha discriminante
e coefficiente principale positivo. Pertanto
e il valore assoluto può essere eliminato:
Il dominio naturale risulta
Svolgimento punto c)
La funzione è strettamente crescente su
. Pertanto
Per il denominatore si ha
Eliminando i valori e
dal semiasse
, si
ricava
Svolgimento punto d)
Si risolve la disequazione distinguendo i casi determinati dal
segno di .
Se , allora
e quindi
La condizione ottenuta implica già .
Se invece , si ha
e la disequazione diventa
Anche in questo caso la soluzione soddisfa la condizione iniziale del ramo.
Unendo i due insiemi ottenuti, il dominio naturale è
Svolgimento punto a)
Per studiare il primo radicando, si fattorizza il numeratore:
I punti da considerare nella tabella sono ,
e
. La tabella dei segni è
Dalla tabella, il primo radicando è non negativo per
.
Per il secondo radicando, sotto la condizione , si ha
Le condizioni relative alla seconda radice richiedono dunque
. Intersecando con la condizione ottenuta dalla prima
radice, si conclude che
Svolgimento punto b)
La condizione proveniente dal radicale posto al denominatore equivale a
mentre il fattore lineare impone
Si studia ora il segno del radicando al numeratore. Considerando
come un’unica quantità, si ottiene
Poiché
il segno del prodotto coincide con quello del fattore , i cui zeri sono
e
. La tabella dei segni è
Pertanto
Intersecando questo insieme con le esclusioni provenienti dal denominatore, si ottiene:
Il valore non appartiene all’insieme già ottenuto dalla
disequazione, mentre
deve essere effettivamente escluso.
Pertanto
Svolgimento punto c)
La prima condizione equivale a
La seconda condizione può essere riscritta come
Poiché il primo membro è non negativo, affinché la disequazione sia verificata è necessario che anche il secondo membro sia non negativo. Sotto tale condizione, è possibile elevare entrambi i membri al quadrato:
Intersecando questa condizione con quella proveniente dalla radice interna, si ottiene
Svolgimento punto d)
Si ha
Il primo trinomio è strettamente positivo per ogni numero reale,
poiché il suo discriminante è negativo e il coefficiente di
è positivo:
La seconda disequazione diventa invece
Pertanto
Svolgimento punto a)
La seconda condizione equivale a
Essa implica automaticamente .
La disequazione ottenuta è verificata negli intervalli
Ne segue
Svolgimento punto b)
Nei punti in cui è definita,
Sotto la condizione , la disequazione
equivale quindi a
. La condizione
risulta così automaticamente soddisfatta.
Seno e coseno sono entrambi positivi nel primo quadrante:
Il dominio naturale è dunque
Svolgimento punto c)
La seconda condizione può essere riscritta come
La condizione individua gli intervalli
In ciascuno di essi, la disequazione
è verificata per
e per
I punti sono esclusi perché la tangente non è
definita.
Si conclude che
Svolgimento punto d)
Utilizzando le identità di duplicazione e il metodo dell’angolo aggiunto, si ottiene
Si introduce l’angolo ausiliario
La prima condizione diventa
Essa è verificata quando
Sostituendo , si ricava
Rimane da escludere l’annullamento del logaritmo:
All’interno dell’intervallo
vanno esclusi i due valori
Si ottiene infine
Svolgimento punto a)
Scomponendo la differenza di quadrati, si ottiene
Si studia il segno dei due fattori nel periodo
. Se ne ricavano gli zeri:
La tabella dei segni è
Nel periodo considerato il prodotto è strettamente positivo per
Estendendo questi intervalli mediante la periodicità, si trova
Svolgimento punto b)
Nel periodo , il numeratore si annulla per
mentre il denominatore si annulla per
Si ottiene la seguente tabella:
La condizione stretta seleziona, nel periodo considerato,
Aggiungendo la periodicità, il dominio è
Svolgimento punto c)
Nel periodo , il numeratore si annulla quando
ossia per
La tangente non è definita per
mentre il seno si annulla per
La tabella dei segni è
Gli zeri del numeratore possono essere inclusi, poiché la disequazione è non stretta; restano invece esclusi gli zeri del seno e i punti di non definizione della tangente. Nel periodo scelto si ha quindi
Estendendo per periodicità, ne segue
Svolgimento punto d)
Sotto la condizione , è possibile riscrivere il
radicando come
Il fattore è strettamente positivo nei punti in cui il
radicando è definito e non influisce quindi sul segno del rapporto; tuttavia i suoi zeri devono essere riportati
nella tabella come punti di non definizione.
Nel periodo si ha:
La tabella dei segni è
La disequazione non stretta ammette gli zeri del numeratore, ma non gli zeri dei fattori al denominatore. Nel periodo considerato il radicando è definito e non negativo per
Estendendo per periodicità si ottiene infine
\boxcolorato{analisi}{\displaystyle D_f=(-\sqrt{3},\sqrt{3}).}
\boxcolorato{analisi}{\displaystyle D_f=(0,1).}
\boxcolorato{analisi}{\displaystyle D_f=\mathbb{R}.}
\boxcolorato{analisi}{\displaystyle D_f= \left(\sqrt{2}-1,\dfrac12\right].}
\boxcolorato{analisi}{\displaystyle D_f= (-\infty,0)\cup[1,+\infty).}
\boxcolorato{analisi}{\displaystyle D_f= \left(0,+\infty\right)\setminus\left\{\dfrac1{27},1\right\}.}
\boxcolorato{analisi}{\displaystyle D_f=(\sqrt{2},2].}
\boxcolorato{analisi}{\displaystyle D_f= (-\infty,-3) \cup (-3,0) \cup [e^2,+\infty).}
\boxcolorato{analisi}{\displaystyle D_f=\emptyset.}
\boxcolorato{analisi}{\displaystyle D_f=[3,+\infty).}
\boxcolorato{analisi}{\displaystyle D_f=(3,+\infty).}
\boxcolorato{analisi}{\displaystyle D_f= \bigcup_{k\in\mathbb{Z}} \left[ \dfrac{\pi}{6}+2k\pi, \dfrac{\pi}{2}+2k\pi \right).}
\boxcolorato{analisi}{\displaystyle D_f= (-1,+\infty)\setminus\{0,1\}.}
\boxcolorato{analisi}{\displaystyle D_f= \bigcup_{k\in\mathbb{Z}} \left( \left[ 2k\pi, \dfrac{\pi}{4}+2k\pi \right] \cup \left( \dfrac{\pi}{2}+2k\pi, \pi+2k\pi \right] \right).}
\boxcolorato{analisi}{\displaystyle D_f= \mathbb{R}\setminus \left\{ \dfrac{\pi}{4}+\dfrac{k\pi}{2}, \dfrac{\pi}{2}+k\pi :\,k\in\mathbb{Z}\right\}.}
\boxcolorato{analisi}{\displaystyle D_f= \bigcup_{k\in\mathbb{Z}} \left( \dfrac{\pi}{2}+2k\pi, \dfrac{7\pi}{6}+2k\pi \right).}
\boxcolorato{analisi}{\displaystyle D_f=[2,+\infty).}
\boxcolorato{analisi}{\displaystyle D_f= (-\infty,2-\sqrt{5}] \cup [1,3] \cup [2+\sqrt{5},+\infty).}
\boxcolorato{analisi}{\displaystyle D_f= \bigcup_{k\in\mathbb{Z}} \left( \left[ \dfrac{\pi}{6}+2k\pi, \dfrac{\pi}{2}+2k\pi \right] \cup \left[ \dfrac{5\pi}{6}+2k\pi, \dfrac{3\pi}{2}+2k\pi \right] \right).}
\boxcolorato{analisi}{\displaystyle D_f= \bigcup_{k\in\mathbb{Z}} \left( \dfrac{\pi}{6}+2k\pi, \dfrac{5\pi}{6}+2k\pi \right).}
Riferimenti bibliografici
[1] Qui Si Risolve, Funzioni elementari – Volume 1.
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- Retta tangente nel calcolo differenziale
- Punti di non derivabilità nel calcolo differenziale
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- Studio di funzione completo nel calcolo differenziale
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In questa sezione vengono raccolti molti altri esercizi che coprono tutti gli argomenti di geometria proposti all’interno del sito con lo scopo di offrire al lettore la possibilità di approfondire e rinforzare le proprie competenze inerenti a tali argomenti.
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Geometria analitica.
Geometria differenziale.
Risorse didattiche aggiuntive per approfondire la matematica
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- Math Stack Exchange – Parte della rete Stack Exchange, questo sito è un forum di domande e risposte specificamente dedicato alla matematica. È una delle piattaforme più popolari per discutere e risolvere problemi matematici di vario livello, dall’elementare all’avanzato.
- Art of Problem Solving (AoPS) – Questo sito è molto noto tra gli studenti di matematica di livello avanzato e i partecipanti a competizioni matematiche. Offre forum, corsi online, e risorse educative su una vasta gamma di argomenti.
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- Wolfram MathWorld – Una delle risorse online più complete per la matematica. Contiene migliaia di articoli su argomenti di matematica, creati e curati da esperti. Sebbene non sia un forum, è una risorsa eccellente per la teoria matematica.
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