In questo articolo troverete 21 esercizi dettagliatamente risolti sugli endomorfismi reali simmetrici e sul teorema spettrale. Gli esercizi riguardano spazi vettoriali reali dotati di prodotto scalare, diagonalizzazione ortogonale, matrici definite positive e basi spettrali ortonormali.
Sono inoltre presenti richiami teorici, utili per ricapitolare le definizioni e i risultati principali impiegati negli svolgimenti. Vi auguriamo una buona lettura!
Oltre all’esaustiva lista reperibile alla fine dell’articolo, consigliamo la lettura delle seguenti raccolte:
- Problemi risolti su endomorfismi e diagonalizzazione;
- Esercizi sulle forme bilineari;
- Autovalori e diagonalizzazione.
Sommario
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Autori e revisori
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Revisori: Valerio Brunetti, Enrico Gori.
Notazioni
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| insieme dei numeri naturali; | |
| insieme dei numeri interi relativi; | |
| insieme dei numeri reali; | |
| insieme dei numeri complessi; | |
| spazio vettoriale euclideo di dimensione |
|
| prodotto scalare tra i vettori |
|
| norma del vettore |
|
| matrice trasposta di |
|
| matrice identità di ordine |
|
| vettore colonna; | |
| vettore riga; | |
| generico spazio vettoriale; | |
| dimensione dello spazio vettoriale |
|
| sottospazio |
|
| vettore nullo in |
|
| vettore nullo dello spazio vettoriale in esame; | |
| spazio vettoriale delle matrici |
|
| spazio vettoriale delle matrici quadrate |
|
| endomorfismo identico dello spazio vettoriale |
|
| nucleo dell’applicazione |
|
| immagine dell’applicazione |
|
| determinante della matrice quadrata |
|
| traccia della matrice quadrata |
|
| autospazio relativo all’autovalore |
Introduzione
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Per esercizi svolti e un breve riepilogo teorico sulla diagonalizzazione, si può inoltre consultare la dispensa apposita di Qui Si Risolve [2].
Richiami di teoria
Prodotti scalari e spazi euclidei.
- Simmetria:
per ogni
;
- Positività:
per ogni
, con
.
In tal caso la coppia è detta spazio vettoriale euclideo.
Introdurre la nozione di prodotto scalare in uno spazio vettoriale è fondamentale per lo studio della geometria, infatti consente di parlare di lunghezza (norma) di un vettore e di distanza e angolo fra due vettori. Per un breve richiamo teorico ed esercizi sulle forme bilineari e le matrici ad esse associate, si consiglia l’apposito articolo presente sul sito [3].
(1)
e soddisfa le seguenti proprietà
- Omogeneità:
- Positività:
- Disuguaglianza triangolare:
per ogni
.
La norma così costruita è detta indotta dal prodotto scalare per distinguerla da altre norme che possono essere definite su indipendentemente dalla struttura euclidea con la quale è equipaggiato. I concetti di prodotto scalare e norma sono fondamentali nello studio della geometria, in quanto permettono di definire una nozione di angolo ed una di distanza. Tali argomenti non saranno oggetto di questa dispensa.
Ricordiamo adesso rapidamente i concetti di ortogonalità e ortonormalità.
- Ortogonale rispetto al prodotto scalare
se e solo se
per ogni coppia di indici distinti
, con
.
- Ortonormale se è ortogonale e inoltre
per ogni
.
Una base ortonormale di è una base costituita da vettori ortonormali.
Un altro concetto utile è quello di matrice ortogonale. Ne forniamo di seguito la definizione.
(2)
Le matrici ortogonali preservano il prodotto scalare euclideo, ovvero per ogni vale
(3)
Tali matrici rappresentano le trasformazioni lineari che conservano lunghezze e angoli, anche dette isometrie lineari. Questa nozione sarà fondamentale in seguito: il teorema spettrale garantisce infatti che ogni endomorfismo reale simmetrico è diagonalizzabile tramite una matrice di passaggio ortogonale. Enunciamo, per completezza, il seguente semplice risultato riguardo le matrici ortogonali.
è invertibile;
, ovvero l’inversa coincide con la trasposta.
Il secondo punto della suddetta proposizione è spesso utilizzato come definizione di matrice ortogonale.
Endomorfismi simmetrici e teorema spettrale.
Passiamo adesso a definire l’oggetto principale del teorema spettrale, ovvero gli endomorfismi simmetrici rispetto a un prodotto scalare.
(4)
Si ha il seguente immediato risultato.
(5)
La condizione di simmetria è quindi molto semplice da verificare rappresentando l’endomorfismo rispetto ad una base ortonormale, vedremo più avanti cosa fare qualora sia nota la rappresentazione rispetto ad una base generale. Si ricordano intanto le seguenti definizioni di autospazio, spettro e base spettrale di un endomorfismo reale.
(6)
Se è diverso dal sottospazio nullo, allora è detto autospazio relativo a
e
è detto autovalore di
.
Lo spettro di
è l’insieme dei suoi autovalori:
(7)
Una base di formata da autovettori di
è detta base spettrale di
rispetto a
. Se
è euclideo e tale base è ortonormale rispetto al prodotto scalare assegnato, si parla di base spettrale ortonormale.
Si è adesso nella posizione di enunciare il teorema spettrale per endomorfismi simmetrici.
è simmetrico rispetto al prodotto scalare assegnato, cioè
(8)
- esiste una base di
ortonormale rispetto al prodotto scalare assegnato e formata da autovettori di
;
- esiste una base di
ortonormale rispetto al prodotto scalare assegnato tale che la matrice associata a
è diagonale reale.
In tal caso il polinomio caratteristico di ha solo radici reali e gli autospazi relativi ad autovalori distinti sono ortogonali. Inoltre
si decompone come somma diretta ortogonale degli autospazi di
:
(9)
Equivalentemente, ammette la decomposizione spettrale
(10)
dove è la proiezione ortogonale sull’autospazio
.
In forma matriciale, il teorema spettrale afferma che una matrice reale è simmetrica se e solo se è ortogonalmente diagonalizzabile, cioè se e solo se esistono una matrice ortogonale
e una matrice diagonale reale
tali che
(11)
Equivalentemente,
(12)
Per endomorfismi reali uno degli elementi chiave del contenuto del teorema sta nel fatto che se un endomorfismo è simmetrico, allora il suo polinomio caratteristico è sicuramente interamente decomponibile nei reali, ovvero ammette un numero di radici reali contate con molteplicità algebrica pari al suo grado.
Nella pratica, la procedura standard di diagonalizzazione di un endomorfismo simmetrico produce autospazi mutuamente ortogonali rispetto al prodotto scalare in esame. Tuttavia, se un autospazio ha dimensione maggiore di , i generatori scelti al suo interno non sono necessariamente ortogonali fra loro. Inoltre gli autovettori di una base spettrale arbitraria non sono necessariamente di norma unitaria. Per costruire una base spettrale ortonormale, si può quindi scegliere una base di ciascun autospazio e applicare, all’interno di ogni autospazio, il procedimento di Gram-Schmidt.
(13)
per ogni , dove la proiezione di
su
è definita dall’applicazione lineare
(14)
I vettori così costruiti sono ortonormali e generano lo stesso sottospazio dei vettori
di partenza.
Questo procedimento consente quindi di trasformare una base di un dato sottospazio di uno spazio euclideo in una base ortonormale dello stesso sottospazio.
Matrici definite positive.
(15)
Si dice invece semidefinita positiva se per ogni vale
Se esistono vettori tali che
e
,
si dice indefinita.
A partire da una matrice definita positiva si può definire dunque un prodotto scalare non canonico su via la formula
. Ogni prodotto scalare può essere realizzato in questo modo, come vedremo nella prossima sottosezione.
è definita positiva se e solo se tutti i suoi autovalori sono strettamente positivi;
è semidefinita positiva se e solo se tutti i suoi autovalori sono non negativi;
è indefinita se e solo se ha autovalori sia positivi sia negativi.
Il criterio spettrale lega la positività di al segno dei suoi autovalori: la matrice è definita positiva se e solo se tutti gli autovalori sono maggiori di zero. È un criterio concettualmente elegante, ma richiede il calcolo esplicito di tutti gli autovalori.
Il criterio di Sylvester fornisce un test alternativo al criterio spettrale che evita il calcolo degli autovalori: basta controllare il segno dei determinanti dei minori principali. Per matrici di dimensione moderata è spesso più pratico del criterio spettrale.
Prodotti scalari e simmetria in basi arbitrarie.
(16)
Cambiando base, la matrice si trasforma per congruenza, si veda ad esempio [3]. Come precisato nelle precedenti sezioni, un endomorfismo simmetrico rispetto a un prodotto scalare non è necessariamente rappresentato da una matrice simmetrica in una base non ortonormale. Enunciamo quindi un criterio algebrico generale per verificare la simmetria in una base qualsiasi.
(17)
In particolare, se è ortonormale, e quindi
, questa condizione si riduce a
.
Basta quindi determinare la matrice del prodotto scalare nella base, la matrice
associata all’endomorfismo nella stessa base e controllare se sia verificata l’identità
. Nei prossimi esercizi si farà riferimento a questo test.
Esercizi
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