Sommario
Leggi...
- il concetto di grandezza fisica e di misurazione;
- il Sistema Internazionale di unità di misura;
- i prefissi delle unità di misura e le conversioni tra diverse unità;
- la notazione scientifica e gli ordini di grandezza;
- la distinzione tra grandezze estensive e intensive.
Dopo una breve trattazione teorica, seguono esercizi volti a consolidare i concetti principali e ad acquisire familiarità con quesiti a risposta multipla e quesiti a completamento, secondo una struttura simile a quella delle prove del semestre filtro.
Al termine sono riportate soluzioni commentate che illustrano i passaggi essenziali per risolvere correttamente gli esercizi proposti.
Autori e revisori
Leggi...
Revisori: Valerio Brunetti, Andrea Barisone, Sergio Messina.
Notazioni
Leggi...
| indica una grandezza scalare generica; | |
| indica il valore numerico di | |
| indica l’unità di misura di | |
| indica l’incertezza numerica associata al valore | |
| indica l’incertezza sulla grandezza | |
| indica una variazione finita della grandezza | |
| indica l’insieme dei numeri interi; | |
| indica la notazione scientifica normalizzata, dove |
Introduzione
Leggi...
Prerequisiti: operazioni con frazioni e potenze a esponente intero, proporzioni ed elementari trasformazioni algebriche. Gli esercizi proposti, a risposta multipla o a completamento, sono stati scelti secondo una struttura simile a quella delle prove del semestre filtro, per verificare sia la conoscenza diretta delle definizioni sia la capacità di applicarle, anche in situazioni che richiedono la combinazione di più procedure; le soluzioni commentate ne mostrano i passaggi essenziali.
Richiami di teoria
Grandezze fisiche e misure.
dove è il valore numerico e
è l’unità di misura scelta.
In figura 1 è riassunto il passaggio dalla grandezza da misurare al risultato, usando come esempio la misura della lunghezza di un quaderno con un righello graduato.
Figura 1: schema essenziale di una misurazione: grandezza, strumento, lettura numerica e risultato espresso mediante valore numerico e unità di misura; nel riquadro tratteggiato è riportata l’estensione con l’incertezza.
La massa, la lunghezza e il tempo sono esempi di grandezze fisiche. Per determinarne il valore si utilizzano strumenti di misura, come una bilancia per la massa e un righello per la lunghezza.
Indicando con la massa corporea, un possibile valore, nel modello semplificato adottato, è
In questa espressione è il valore numerico e
è il simbolo dell’unità di misura, separato dal valore numerico da uno spazio. Le grandezze si scrivono in corsivo matematico (come la massa
), mentre i simboli delle unità sono in carattere diritto:
diritto indica il metro, mentre
unito senza spazio a un’altra unità indica il prefisso milli. I simboli delle unità di misura sono inoltre sensibili all’uso delle maiuscole e delle minuscole e non prendono mai il plurale, né comprendono la punteggiatura della frase (l’eventuale punto finale resta esterno al simbolo): si scrive, ad esempio,
e non
, e
è il simbolo del prefisso mega quando è anteposto a un’unità, come in
(megawatt). Il prefisso e l’unità formano inoltre un unico simbolo, senza spazi, come in
.
Nel seguito i valori delle grandezze sono rappresentati mediante un valore numerico e la relativa unità di misura, secondo il modello semplificato introdotto nella definizione 1.1. In ambito sperimentale, tuttavia, un risultato di misura completo non si riduce a un numero e a un’unità: esso è generalmente accompagnato dall’indicazione dell’incertezza associata al valore misurato, nella forma
dove è l’incertezza numerica associata a
; l’incertezza sulla grandezza è
. La trattazione dell’incertezza di misura non rientra negli argomenti affrontati in questa dispensa.
Il Sistema Internazionale.
Nel SI si individuano sette grandezze di base, alle quali corrispondono sette unità di base. Le altre unità del SI si esprimono come prodotti di potenze delle unità di base e sono dette unità derivate. Le grandezze di base sono elencate nella tabella 1:
| Grandezza di base | Simbolo della grandezza | Dimensione | Unità | Simbolo dell’unità |
|---|---|---|---|---|
| Lunghezza | metro | |||
| Massa | chilogrammo | |||
| Tempo | secondo | |||
| Corrente elettrica | ampere | |||
| Temperatura termodinamica | kelvin | |||
| Quantità di sostanza | mole | |||
| Intensità luminosa | candela |
Tabella 1: le sette grandezze di base del Sistema Internazionale, i simboli comunemente adottati, le dimensioni e le rispettive unità di misura [1].
Per ricavare l’unità di una grandezza derivata si parte dalla relazione fisica che la definisce, si sostituiscono le unità delle grandezze di base e si semplificano i prodotti di potenze. Per esempio, dalla relazione segue
perciò l’unità della forza è il newton e vale . Lo stesso procedimento consente di ricostruire le unità derivate elencate di seguito, senza ridurle a identità da memorizzare.
Alcune unità derivate possiedono un nome proprio. Tra le unità derivate più utilizzate nel SI [1] figurano:
- l’hertz (Hz), unità di misura della frequenza:
- il newton (N), unità di misura della forza:
- il joule (J), unità di misura dell’energia:
- il watt (W), unità di misura della potenza:
- il pascal (Pa), unità di misura della pressione:
Approfondimento: la definizione moderna del Sistema Internazionale.
Un esempio è il metro. Dal 1889 al 1960 il metro fu definito mediante il prototipo internazionale in platino-iridio, conservato presso il Bureau International des Poids et Mesures, in Francia. Un riferimento basato su un oggetto materiale presenta però alcuni limiti: il campione può deteriorarsi, deformarsi o essere difficile da riprodurre con precisione. La definizione spettroscopica basata su una radiazione del kripton-86 rimase in vigore dal 1960 al 1983, quando il metro fu definito fissando il valore esatto della velocità della luce nel vuoto: indicando con la velocità della luce nel vuoto, il suo valore esatto è
che oggi rappresenta una delle sette costanti definenti del SI [1]. Il valore di collega l’unità di lunghezza a quella di tempo: la definizione del metro si basa sul valore esatto di
e sulla definizione del secondo. Indicando con
l’intervallo di tempo impiegato dalla luce nel vuoto per percorrere
, da questa relazione segue che
In questo modo la definizione, mostrata schematicamente nella figura 2, non dipende da un particolare oggetto materiale: è universale e può essere realizzata, con metodi e strumentazione appropriati, in laboratori diversi, associando alla realizzazione una specifica incertezza di misura.
Figura 2: rappresentazione schematica del cammino di percorso nel vuoto dalla luce nell’intervallo di tempo
; il rivelatore ne segnala l’arrivo. La definizione del metro si fonda sul valore esatto di
, e non su un campione materiale. Qui
è la velocità della luce nel vuoto e
è l’intervallo di tempo impiegato dalla luce per percorrere il cammino indicato.
Prefissi delle unità di misura.
mentre
Il nome del prefisso e quello dell’unità formano un’unica parola, per esempio millimetro. Il simbolo del prefisso si unisce senza spazi al simbolo dell’unità, per esempio ; il prefisso si applica all’unità prima di un eventuale elevamento a potenza. Non sono ammessi prefissi composti: non si applica un secondo prefisso a un simbolo già prefissato. Per esempio,
si scrive
(nanometro), non
: non si può applicare milli a un’unità già prefissata con micro. Per la massa, in particolare, multipli e sottomultipli si formano a partire dal grammo (per esempio
), e non applicando un ulteriore prefisso al chilogrammo.
La tabella 2 riporta una selezione dei prefissi del Sistema Internazionale più frequentemente utilizzati negli esercizi:1
| Multipli | Sottomultipli | |||||||||||
|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|
| Prefisso | tera | giga | mega | kilo | etto | deca | deci | centi | milli | micro | nano | pico |
| Simbolo | ||||||||||||
| Fattore | ||||||||||||
Tabella 2: selezione dei prefissi del Sistema Internazionale più utilizzati negli esercizi [1].
In ,
è il prefisso etto e
; prefisso e unità formano un simbolo indivisibile. In
,
e
, invece,
è il simbolo dell’ora, unità non SI ammessa all’uso con il SI. Il simbolo
resta in carattere diritto.
Conversioni tra unità di misura.
L’idea fondamentale consiste nel moltiplicare l’espressione del valore della grandezza per un rapporto uguale a uno, costruito da due espressioni equivalenti della stessa quantità in unità differenti: numeratore e denominatore rappresentano infatti la stessa quantità, così che il rapporto tra loro valga esattamente . Il fattore va inoltre scelto in modo che l’unità da eliminare compaia sia al numeratore sia al denominatore e possa quindi essere semplificata.
Ad esempio, per convertire una lunghezza da chilometri a metri si utilizza l’equivalenza
da cui segue
Lo stesso procedimento può essere applicato anche alle grandezze derivate. Ad esempio,
Si osserva che il simbolo compare sia al numeratore sia al denominatore e viene semplificato, così come l’unità di tempo
. Sebbene nel SI l’unità di misura del tempo sia il secondo (s), il minuto e l’ora sono unità non SI ammesse all’uso con il SI e sono spesso impiegate nelle applicazioni pratiche; valgono le equivalenze
Tali equivalenze sono esatte.
Quando l’unità è elevata a una potenza, anche il fattore di conversione deve essere elevato alla stessa potenza. Ad esempio,
ma
e analogamente
Per le conversioni di volume è inoltre utile ricordare che
La figura 3 illustra schematicamente come il fattore di conversione lineare per la lunghezza si trasformi nelle conversioni di area e di volume.
Figura 3: dal segmento al cubo: il fattore lineare tra metro e centimetro diventa
per le aree e
per i volumi. Il pannello (4), rappresentato in scala diversa da quella dei pannelli precedenti, mostra il cubo di lato
il cui volume è
.
Notazione scientifica.
Il numero zero si scrive semplicemente e non ammette una rappresentazione in notazione scientifica normalizzata della forma
, poiché la condizione
non può essere soddisfatta con
.
Per i numeri non nulli espressi in notazione scientifica è utile distinguere quattro casi. In ciascuno di essi, dopo l’operazione si rinormalizza il coefficiente e si controlla che l’ordine di grandezza del risultato sia plausibile.
- Prodotti. Si moltiplicano i coefficienti e si sommano gli esponenti delle potenze di dieci:
Il passaggio finale riporta il coefficiente nell’intervallo
; il risultato è quindi normalizzato e ha ordine di grandezza
secondo la convenzione della sezione Ordine di grandezza.
- Quozienti. Si dividono i coefficienti e si sottraggono gli esponenti:
Il coefficiente
è già normalizzato; poiché
, l’ordine di grandezza del risultato è
, coerente con un valore pari ad alcune centinaia di migliaia.
- Somme e differenze con esponenti uguali. Si raccoglie la potenza di dieci comune e si opera sui coefficienti:
Il risultato è normalizzato; poiché
, il suo ordine di grandezza è
.
- Somme e differenze con esponenti diversi. Prima di sommare o sottrarre, tutti i termini devono essere riscritti con la stessa potenza di dieci:
Il coefficiente
soddisfa la condizione di normalizzazione e, poiché
, l’ordine di grandezza è
.
Al termine di ogni operazione è quindi necessario verificare sia la normalizzazione, ossia , sia la coerenza dell’ordine di grandezza con i dati di partenza.
Ordine di grandezza.
allora l’ordine è per
e
per
.
Poiché esistono convenzioni didattiche diverse, si precisa che in questa dispensa si adotta la soglia , la media geometrica tra
e
, cioè il punto equidistante dalle due potenze su scala logaritmica, che rende univoca la scelta dell’ordine di grandezza negli esercizi successivi. Ad esempio, un giorno contiene
per cui il suo ordine di grandezza è
I fattori di conversione definiti sono esatti; i dati esplicitamente indicati come approssimati, per esempio mediante «circa», conservano invece tale carattere anche dopo una conversione.
Va inoltre osservato che, quando si considera il valore numerico di una grandezza dimensionale, occorre specificare anche l’unità nella quale tale valore è espresso: cambiando unità, l’ordine di grandezza può cambiare. Ad esempio, e
rappresentano la stessa lunghezza, ma corrispondono rispettivamente agli ordini di grandezza
e
.
Grandezze estensive e intensive.
Esempi di grandezze estensive sono la massa, il volume e la quantità di sostanza; anche l’energia è estensiva, ma solo nelle condizioni di additività qui considerate, ossia in assenza di contributi d’interazione, di superficie o di legame energetico non trascurabili. Analogamente, il volume risulta additivo quando l’unione di più sottosistemi non comporta contrazioni o espansioni.
Esempi di grandezze intensive sono la temperatura, la pressione, la densità e la concentrazione.
La densità di un campione di massa
e volume
è definita dal rapporto
dove rappresenta la massa del campione e
il volume da esso occupato. La densità permette di distinguere chiaramente le due categorie: se un sistema omogeneo, di massa
e volume
, viene suddiviso in due parti uguali, senza contrazioni, espansioni o contributi d’interfaccia, ciascuna parte ha massa
e volume
, cioè la metà del sistema originario: massa e volume sono dunque grandezze estensive. Indicando con
la densità di ciascuna parte, si ha invece
cioè coincide con la densità
del sistema originario: la densità è dunque una grandezza intensiva.
Esercizi
Questa parte è riservata agli abbonati
per continuare a leggere, attiva un abbonamento.
• Mensile: 7,99€ / mese • Trimestrale: 19,99€ / 3 mesi • Annuale: 79,99€ / anno
Attiva abbonamentoGià abbonato? Accedi
