Autori e revisori
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Revisori: Sergio Fiorucci.
Introduzione
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Questa raccolta di esercizi presenta un’ampia varietà di casistiche, tecniche e difficoltà ed è pensata proprio per testare in maniera completa la propria preparazione, per apprendere strategie poco note o come spunto per l’approfondimento e il ripasso. I problemi sono completamente risolti e illustrati graficamente, così da offrire al lettore la più efficace comprensione dei contenuti.
Esercizi
Svolgimento.
Figura 1.
È noto che un triangolo inscritto in una semicirconferenza è un triangolo rettangolo. Quindi . Indichiamo con
: ne segue che
. Abbiamo allora
Possiamo scrivere quindi la seguente equazione:
ossia
Elevando al quadrato ambo i membri (ricordiamo che e quindi
e
) e ricordando
, si ha
Quindi i due angoli del triangolo misurano rispettivamente
Svolgimento.
Figura 2.
Dalle relazioni per i triangoli rettangoli, essendo , si ha
Allora
da cui, dovendo essere necessariamente , in quanto
,
Ponendo , si ottiene l’equazione algebrica
, le cui soluzioni sono
Ricordando la posizione fatta, e osservando che , ne segue
da cui
che è l’angolo cercato.
Svolgimento.
a seconda che il cateto maggiore sia (a sinistra) oppure
(a destra).

Figura 3.
Il valore che dobbiamo calcolare è:
Per il teorema di Pitagora, si ha , e quindi:
In entrambi i casi, giungiamo alla medesima condizione . Questa è un’equazione di secondo grado nell’incognita
, che ha come soluzioni:
solo la soluzione col è accettabile perché
. Estraendo la radice quadrata, l’unico valore valido di
è in conclusione:
Se , allora
e abbiamo finito; se invece
:
In conclusione, i valori cercati sono
Svolgimento.
e quindi
o anche
La formula precedente può riscriversi come , da cui
, in quanto
con
, ma essendo
angoli di un triangolo non degenere, deve aversi
. Da ciò si ricava quindi
. Ma allora il triangolo ha due angoli uguali e quindi anche due lati uguali. Ne segue che è isoscele.
Anche il viceversa dell’enunciato è vero: se il triangolo è isoscele, allora esso ha due angoli uguali, diciamo ; dalla relazione
, si ricava allora
Svolgimento.
Figura 4.
Posto , si ha che
Dal teorema del coseno si ha
da cui
(1)
Dal teorema dei seni abbiamo poi
Quindi
Ma allora
da cui
La prima delle due soluzioni va scartata: quindi
Figura 5.
Svolgimento.
Per concludere occorre quindi mostrare che ; a tal fine, osserviamo che dal teorema dei seni si ha
e quindi
Ne segue la relazione cercata.
Svolgimento.
Figura 6.
Poiché , il raggio della circonferenza, e dal momento che l’angolo
è retto, segue che
. Inoltre, l’angolo che
forma con il raggio
è retto, mentre
, per cui
. Ne segue che, considerando il triangolo
e posto
, si ha
.
Dal teorema dei seni abbiamo
e quindi
Ne segue
da cui
cioè
Poiché (ricordando il valore di )
l’equazione diviene
o anche
Utilizzando l’espressione di seno e coseno in funzione di abbiamo
e quindi
Ne segue che (utilizzando una tabella degli angoli notevoli)
e
La seconda soluzione va scartata, in quanto , e quindi
è l’unica soluzione.
Svolgimento.

Figura 7.
Dimostriamo che è proprio il valore minimo di
seguendo due strade
- Modo 1. Supponiamo, senza perdità di generalità, che
. I triangoli
e
hanno le basi
e
congruenti, ma l’altezza
relativa a
ha lunghezza minore dell’altezza
relativa a
, in quanto i triangoli rettangoli
e
sono simili ma
. Dunque il triangolo
ha area maggiore del triangolo
. Ne segue che il triangolo
ha area maggiore di
. Poiché l’altezza del triangolo
relativa alla base
è interna alla circonferenza di centro
passante per
, ne segue che essa ha lunghezza minore di
. Affinché l’area di
sia maggiore di quella di
, deve aversi quindi che
- Modo 2.
Sia
, come indicato in figura. Si noti che
,
,
. Applicando il teorema dei seni, abbiamo allora:
La lunghezza di
da minimizzare è quindi data da:
Purtroppo, lo studio del segno della derivata di questa espressione non è agevole. Per trovare il minimo, possiamo usare la disuguaglianza tra media aritmetica e geometrica: per ogni
, si ha
. Nel nostro caso:
Abbiamo usato la formula di Werner
e la disuguaglianza
. Concludiamo finalmente che
.
Il minimo valore possibile per la lunghezza di è quindi
Svolgimento.
Osserviamo che l’angolo è di
in quanto il triangolo
è rettangolo e isoscele dai dati del problema. Il triangolo
è rettangolo in
e quindi, possedendo un angolo di
, è isoscele, pertanto il segmento
ha lunghezza
. Invece, il triangolo
è rettangolo ed è simile al triangolo
, avendo in comune l’angolo in
. Quindi
Notando che , si ha
Si ricava quindi

Figura 8.
L’espressione da massimizzare è . Osserviamo che
e tale espressione si annulla se e solo se
. Ne segue che anche
assume valore massimo per
.
Imponendo quindi
si ottiene la relazione
Svolgimento.
Ne segue che

Figura 9.
Il risultato ottenuto mostra come il rapporto tra le areee dei due quadrilateri è uguale al rapporto tra i loro lati al quadrato, ossia
Decomponendo in triangoli, si può allo stesso modo mostrare che, se due poligoni sono simili e il rapporto dei loro lati è , allora il rapporto delle loro aree è il quadrato
.
Svolgimento.
Figura 10.
Si consideri ad esempio il triangolo isoscele e se ne tracci l’altezza
. Il triangolo
è rettangolo in
, ha ipotenusa pari al raggio
del cerchio circoscritto all’ottagono e l’angolo
è pari a
. Risolvendo questo triangolo rettangolo si ottiene che
dove i valori di seno e coseno sono stati calcolati a partire di quelli noti di mediante le formule di bisezione. Da tali eguaglianze si ricavano le quantità richieste dal problema. Infatti il segmento
è pari alla metà del lato dell’ottagono; dunque l’area del triangolo
è pari al prodotto
e quindi l’area dell’ottagono è pari a
volte questo prodotto:
D’altra parte, il perimetro dell’ottagono vale
Svolgimento.
e dunque è sufficiente determinare le funzioni goniometriche di per ricavare facilmente anche quelle di
.

Figura 11.
Dalla formula di bisezione si ricava
da cui
Il raggio della circonferenza si ricava risolvendo il triangolo rettangolo :
da cui
Svolgimento.

Figura 12.
Poiché
indicando con l’area di
al variare di
, si ha
Dato che il seno assume valore massimo quando l’argomento vale , l’area di
è massima per
- Scrivere l’espressione di
in termini di funzioni goniometriche dell’angolo
;
- Rappresentare graficamente la funzione nell’intervallo in cui può variare
, compatibilmente con i dati del problema.
Svolgimento.

Figura 13.
Poiché per ragioni elementari gli angoli e
valgono
e i triangoli
,
,
e
sono rettangoli, si ha
da cui
Sommando i valori ottenuti per ,
e
, si ottiene
Poiché la base è quella maggiore del trapezio, l’angolo
appartiene all’intervalloc
, e quindi il grafico richiesto è il seguente.
Figura 14.
Svolgimento.

Figura 15: il triangolo , insieme alla circonferenza inscritta e circoscritta ad esso. Sono indicati anche il circocentro
e l’incentro
.
Applichiamo il teorema di Carnot per determinare gli angoli:
Il raggio della circonferenza circoscritta si determina mediante il teorema dei seni:
Per determinare il raggio della circonferenza inscritta si utilizza la relazione (dove
indica l’area del triangolo)
Riassumendo, la soluzione è
Svolgimento.

Figura 16: il trapezio rettangolo e la sua diagonale
, bisettrice di
.
Osserviamo che
e ciò implica
Ragionando sul triangolo si ha
Poiché l’angolo in è retto, ciò implica
e, dato che anche l’angolo in
è retto, vale
. Dunque il triangolo
è isoscele rispetto alla base
e pertanto
Indicando con e
rispettivamente l’area e il perimetro del trapezio, possiamo concludere:
e
e sia l’intersezione della semiretta
con la tangente in
.
- Scrivere
in funzione di
.
- Determinare, nei limiti geometrici del problema, per quali valori di
è risolta l’equazione
Svolgimento.

Figura 17.
Il minore tra gli angoli vale
in quanto, costruendo il triangolo equilatero inscritto di lato
, i tre lati congruenti determinano tre angoli al centro congruenti, la cui somma vale l’angolo giro. Decomponendo il triangolo isoscele
in due triangoli rettangoli mediante l’altezza relativa ad
, si ha
- Poiché il maggiore tra gli angoli
vale
e dato che un angolo al centro vale il doppio dell’angolo alla circonferenza che insiste sullo stesso arco, si ha
. Applicando il teorema dei seni al triangolo
si ha
da cui
L’angolo
fra la tangente in
e la corda
è, per il teorema tangente–corda, congruente all’angolo alla circonferenza che insiste sull’arco
opposto a
, ovvero
di conseguenza il triangolo
possiede gli angoli
e
, così che, applicando nuovamente il teorema dei seni, si ottiene
Osserviamo che i denominatori di tali espressioni non sono mai nulli in quanto
.
- Sostituendo le espressioni appena ricavate si ha
Le quantità
e
sono non nulle, come osservato in precedenza, e uguali, come si vede dalle formula di addizione del seno:
che, considerando che
, produce
Si scriva l’espressione esplicita dell’area del quadrilatero in base all’angolo
.
Svolgimento.

Figura 18: I triangoli e
del problema 18.
L’area del triangolo
si calcola con
Per il teorema di Carnot applicato al triangolo , vale
Poiché nel triangolo rettangolo si ha
, si ha
e quindi
Sommando le due aree si ottiene quindi
