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Esercizi per la maturità: proprietà delle funzioni

Preparazione alla maturità

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Autori e revisori


 
 

Introduzione

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In questo articolo presentiamo 15 esercizi sulle proprietà di base delle funzioni: dominio, codominio, funzioni iniettive, suriettive e biettive, funzioni pari e dispari, funzione inversa.

I problemi sono a grandi linee suddivisi per argomenti e corredati di soluzioni complete, al fine di garantire l’apprendimento e il ripasso più efficace in vista dell’esame di maturità.


 
 

Esercizi

\[\quad\]

Esercizio 1  (\bigstar\largewhitestar\largewhitestar). Sia A=\{2,3\} e B=\{\textrm{Juventus}, \textrm{Milan},\textrm{Roma}\}. Quante funzioni non iniettive esistono da A a B?

Svolgimento.

Una funzione definita su un insieme A di m oggetti a valori in un insieme B di n oggetti si può vedere come una collezione di n scatole affiancate in cui occorre riporre tutti gli m oggetti. Il numero totale di possibili inserimenti è quindi

\[ m^n, \]

che è quindi anche il numero di tutte le possibili funzioni da A a B. Nel nostro caso, il numero totale di funzioni da A in B è quindi 3^2=9.

Per le funzioni iniettive, invece, in ogni scatola può essere inserito al più un oggetto. Si osservi che esistono funzioni iniettive da A in B se e solo se m \leq n. Si hanno quindi n scelte per il primo oggetto, n-1 per il secondo, … fino a n-m+1 per l’ultimo oggetto. Il numero di funzioni iniettive da A in B è dunque pari a

\[n(n-1)\cdots(n-m+1).\]

Nel nostro caso abbiamo quindi 3\cdot 2=6 funzioni iniettive da A in B. Il numero di funzioni non iniettive è quindi

\[\boxcolorato{superiori}{9-6=3.} \]

Una soluzione più immediata, ma che si presta più difficilmente a generalizzazioni, è la seguente. A è composto di due soli elementi, quindi una funzione definita su A è non iniettiva se e solo se i due elementi hanno la stessa immagine. Dato che B consta di 3 elementi, allora ci sono esattamente 3 funzioni non iniettive.


 
 

Esercizio 2  (\bigstar\largewhitestar). Determinare l’insieme di definizione dell’espressione

\[ f(x)=\log_2\left(\frac{x^2-1}{x-1}\right). \]

\[\quad\]

Figura 1: grafico della funzione f insieme al suo asintoto verticale x=-1.

\[\quad\]

Svolgimento.

La funzione logaritmo in una certa base è definita solamente quando l’argomento è positivo. Inoltre osserviamo che il numeratore dell’argomento si può scomporre come x^2-1=(x-1)(x+1). Supponendo x\neq 1 e dividendo il numeratore per il denominatore x-1 otteniamo che l’argomento è x+1, il quale è positivo solo per x>-1. Ricordando che la funzione del quesito non era ben befinita per x=1, il dominio di f è

\[\boxcolorato{superiori}{(-1,1)\cup (1,+\infty ).}\]

In figura 1 mostriamo il grafico di f.


 
 

Esercizio 3  (\bigstar\largewhitestar\largewhitestar). Date due funzioni reali di variabile reale f, g \colon \mathbb R\to \mathbb R, l’identità f = g è equivalente a:

\[\quad\]

  1. esiste x\in \mathbb R tale che f(x)=g(x);
  2.  

  3. per ogni x\in\mathbb R si ha f(x)=g(x);
  4.  

  5. esistono infiniti valori x\in\mathbb R per cui f(x)=g(x);
  6.  

  7. per rispondere occorre conoscere le espressioni di f e di g;
  8.  

  9. nessuna delle precedenti è corretta.

Svolgimento.

L’identità data significa che per ogni valore x\in \mathbb R si ha che f(x)=g(x).

La risposta corretta è la

\[\boxcolorato{superiori}{\text{B).}}\]


 
 

Esercizio 4  (\bigstar\largewhitestar\largewhitestar). Determinare l’insieme di definizione della funzione f(x) = \dfrac{x - 1}{x^2+4x-5}.

Svolgimento.

L’espressione f(x) = \frac{x - 1}{x^2+4x-5} non è definita per gli x che annullano il denominatore. L’espressione è definita quindi se e solo se x^2+4x-5 \neq 0, ossia se e solo se

\[ 	x\neq 1 \qquad \makebox{e} \qquad x\neq-5.  	\]

Pertanto l’espressione f(x) è definita per ogni x appartenente all’insieme

\[\boxcolorato{superiori}{\mathbb{R} \setminus \{-5,1\}.}\]

Si noti che l’espressione della funzione f può essere riscritta come

\[ 	f(x)=\frac{x-1}{(x-1)(x+5)},  	\]

che è tuttavia diversa dalla funzione definita da g(x)=\frac{1}{x+5}. Infatti le funzioni f e g coincidono al di fuori di x=1 ed in particolare g è un’estensione di f in x=1 che, a differenza di f, è definita anche in x=1.

\[\quad\]

Figura 2.


 
 

Esercizio 5  (\bigstar\bigstar\largewhitestar). Sono dati i due insiemi A=\{x,y,w,z\},\; B=\{a,b,c,d,e,f\}.

\[\quad\]

  1. Quante sono le funzioni iniettive da A in B?
  2.  

  3. Quante sono le funzioni biunivoche da A in A, con la proprietà che l’immagine di x non è x?

Svolgimento punto 1.

Le uniche informazioni rilevanti sono chiaramente soltanto quelle relative alle cardinalità degli insiemi coinvolti, |A|=4 e |B|=6. Il numero delle funzioni iniettive da A in B è dato dal prodotto

\[|B|\cdot(|B|-1)\cdot\ldots\cdot(|B|-|A|+1) = 6\cdot 5\cdot 4\cdot 3 = \boxcolorato{superiori}{360,}\]

in quanto abbiamo a disposizione |B| scelte per l’immagine del primo elemento di A, |B|-1 scelte per l’immagine del secondo elemento di A, e così via fino ad esaurire tutti gli elementi di A.


Svolgimento punto 2.

Possiamo rispondere alla seconda parte ragionando per complementazione. Vi sono 4!=24 funzioni biunivoche tra A ed A, ma di queste 3!=6 mandano x in x, e sono perciò da escludere. Segue che la risposta alla seconda domanda è

\[\boxcolorato{superiori}{24-6= 18.}\]


 
 

Esercizio 6  (\bigstar\bigstar\bigstar). Sono dati i due insiemi A=\{x,y,w,z\},\; B=\{a,b,c,d,e,f\}. Data una funzione biunivoca f:A\to A, un elemento a\in A si dice punto fisso per f se f(a)=a.

Data una funzione biunivoca f:B\to B, questa si dice involutiva se per ogni b\in B, si verifica f(f(b))=b.

\[\quad\]

  1. Quante sono le funzioni biunivoche da A in A, con la proprietà di avere un unico punto fisso?
  2.  

  3. Quante sono le funzioni biunivoche e involutive da B in B?

Svolgimento punto 1.

Su un insieme con quattro elementi, le funzioni biunivoche e con un unico punto fisso sono tante quante le scelte del punto fisso (4 possibilità) per il numero di funzioni che permutano i restanti tre elementi senza che vi siano ulteriori punti fissi (2 possibilità, date da (a,b,c)\to(b,c,a) e (a,b,c)\to(c,a,b)). La prima risposta è dunque

\[\boxcolorato{superiori}{8.}\]


Svolgimento punto 2.

Per il secondo punto, notiamo che una funzione involutiva è automaticamente biunivoca. Detto I_n il numero di funzioni involutive sull’insieme \{1,\ldots,n\}, abbiamo I_1=1, I_2=2. Inoltre, per ogni n\geq 3 si ha

\[I_n = I_{n-1} + (n-1) I_{n-2}\]

in quanto sussistono solo due casi: se l’immagine di n è n, la funzione ristretta a \{1,\ldots,n-1\} è ancora involutiva. Se l’immagine di n è m\neq n (per questo m vi sono n-1 possibilità), allora l’immagine di m è n, e la funzione ristretta a \{1,\ldots,n\}\setminus\{m,n\} è involutiva su n-2 elementi. In particolare:

\[ \begin{aligned} I_3 &= I_2 + 2 I_1 = 4, \\                   I_4 &= I_3 + 3 I_2 = 10,\\                   I_5 &= I_4 + 4 I_3 = 26,\\                   I_6 &= I_5 + 5 I_4 = 76.  \end{aligned} \]

Il risultato è quindi

\[\boxcolorato{superiori}{76.}\]

 
 

Esercizio 7  (\bigstar\bigstar\largewhitestar). Quale dei seguenti diagrammi rappresenta qualitativamente il grafico della cubica di equazione y = x^3-x^2-x+1?

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Figura 3.

Svolgimento.

Forse il modo più semplice è fattorizzare la cubica:

\[\begin{aligned}     y = {} & x^3 - x^2 - x + 1 = \\       = {} & x^2(x-1) - (x-1) = \\       = {} & (x^2-1)(x-1) = \\       = {} & (x-1)^2(x+1).   \end{aligned}\]

Questo mostra che l’equazione cubica ha una soluzione semplice negativa (x = -1) e una soluzione doppia positiva (x = +1). Tra le curve proposte, solo la terza gode di queste proprietà. La \fbox{c} è anche consistente con l’andamento asintotico (y \to \pm\infty per x \to \pm\infty), con l’intersezione con l’asse delle ordinate (y = 1 > 0 per x = 0) e con la posizone dei massimi e dei minimi (y' = 0 se 3x^2 - 2x - 1 = 0, cioè x = 1 > 0 e x = -1/3 < 0).

La risposta è quindi

\[\boxcolorato{superiori}{c.}\]


 
 

Esercizio 8  (\bigstar\bigstar\largewhitestar). Si considerino le tre funzioni f,g,h \colon \mathbb{R} \to \mathbb{R} definite rispettivamente da

\[f(x) = x^3, \quad g(x) = x^4, \quad h(x) = x^5 \qquad   \forall x \in \mathbb{R}.\]

Senza considerare gli assi cartesiani, in quante regioni dividono il piano xy i grafici di queste tre funzioni?

\[\quad\]

Figura 4.

\[\quad\]

Svolgimento.

Osserviamo i seguenti fatti.

\[\quad\]

  • Le tre funzioni si intersecano simultaneamente se x=0 oppure x=1: f(0) = g(0) = h(0) = 0 e f(1) = g(1) = h(1) = 1.
  •  

  • f e h si intersecano anche per x=-1: f(-1) = h(-1) = -1. Al di fuori delle intersezioni qui elencate, non ce ne sono altre.
  •  

  • Per x < -1, si ha x^5 < x^3 < -1 < x^4. \\ Per -1 < x < 0, si ha -1 < x^3 < x^5 < 0 < x^4. \\ Per 0 < x < 1, si ha 0 < x^5 < x^4 < x^3 < 1. \\ Per x > 1, si ha 1 < x^3 < x^4 < x^5.

A questo punto, abbiamo elementi sufficienti per disegnare un grafico qualitativo delle tre funzioni, e contare le regioni, che numeriamo in senso orario. La risposta è quindi

\[\boxcolorato{superiori}{\text{9 regioni.}}\]


 
 

Esercizio 9  (\bigstar\largewhitestar\largewhitestar). Sia f\colon \mathbb R\to \mathbb R una funzione reale di variabile reale. Studiare l’eventuale parità della funzione g\colon \mathbb R\to \mathbb R definita da g(x)\coloneqq f(x^2) per ogni x \in \mathbb{R}.

Svolgimento.

La funzione g è sempre pari in quanto

\[ 	g(-x)=f((-x)^2)=f(x^2)=g(x) \qquad \forall x\in \mathbb R.  	\]

In figura 5, mostriamo un esempio con f(x)=\sin(x).

\[\quad\]

Figura 5: grafici delle funzioni f e g.


 
 

Esercizio 10  (\bigstar\bigstar\largewhitestar). Il disegno in figura mostra il grafico di una funzione f \colon \mathbb{R} \to \mathbb{R}.

\[\quad\]

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Quale di questi disegni rappresenta, qualitativamente, il grafico della funzione g(x) = -f(1+x)?

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Figura 6.

Svolgimento.

Per una generica funzione f, la trasformazione f(x) \to -f(x) corrisponde ad una riflessione rispetto all’asse delle ascisse. La trasformazione f(x) \to f(x+1) corrisponde invece ad una traslazione verso la direzione negativa delle ascisse. Componendo le due operazioni, si conclude che g è rappresentata nel primo grafico.

 
 

Esercizio 11  (\bigstar\bigstar\largewhitestar). Determinare quale dei seguenti diagrammi rappresenta (qualitativamente) il grafico della curva definita dall’equazione

\[y = \frac{1}{4x-x^2-5}.\]

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Figura 7.

Svolgimento.

Un modo per procedere è notare la seguente uguaglianza:

\[y = \frac{1}{4x-x^2-5} = -\frac{1}{(x-2)^2+1}.\]

Questo mostra che la funzione è sempre negativa ed è definita su tutto \mathbb{R}. Il termine (x-2)^2 + 1 è una parabola che ha minimo assoluto per x = 2, per cui anche l’opposto del suo inverso, y = -1 / [(x-2)^2 + 1], ha un minimo assoluto in x = 2.

Le prime due risposte sono dunque escluse perché rappresentano funzioni positive. La quarta opzione è esclusa perché il minimo si ha per x < 0. Almeno qualitativamente, il terzo grafico rispetta invece tutte le proprietà di y.


 
 

Esercizio 12  (\bigstar\bigstar\largewhitestar). Si consideri il grafico della funzione y = \sin(x), lo si rifletta prima rispetto alla retta x = \pi e dopo rispetto alla retta y = 2. Quale equazione descrive il grafico risultante?

Svolgimento.

Forse il modo più veloce per risolvere il problema è osservare il grafico y = \sin(x) ed effettuare le due trasformazioni, come indicato in figura.

Figura 8.

\[\quad\]

Dopo la riflessione rispetto alla retta x=\pi la funzione è descritta da y=\sin(\pi-x)= -\sin(x). Dopo l’ulteriore riflessione rispetto alla retta y=2 il grafico è descritto dall’equazione y=2+(2-\sin x) = 4+ \sin x. Il risultato è quindi l’equazione

\[\boxcolorato{superiori}{y = 4+\sin(x).}\]

 
 

Esercizio 13  (\bigstar\bigstar\largewhitestar). La figura mostra il grafico di una funzione f \colon A \subset \mathbb{R} \to \mathbb{R}.

\[\quad\]

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Figura 9.

\[\quad\]

Quale dei seguenti diagrammi mostra il grafico della funzione definita da y = -f(-x)?

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Figura 10.

\[\quad\]

Svolgimento.

Il grafico della funzione f(-x) è dato dalla riflessione del grafico di f(x) rispetto all’asse delle ordinate (che coincide con la figura \fbox{a}). Per ottenere il grafico di -f(-x) è poi necessario ribaltare il risultato anche attorno all’asse delle ascisse. La risposta è quindi

\[\boxcolorato{superiori}{c.}\]


 
 

Esercizio 14  (\bigstar\bigstar\largewhitestar). Si considerino le funzioni S, T, F: \mathbb{R} \to \mathbb{R}, così definite:

\[\begin{array}{l}     S(x) = x+1; \\     T(x) = -x.   \end{array}\]

Applicando s volte S e t volte T, in ordine non conosciuto e non necessiaramente consecutivo, si ottiene la funzione

\[F(x) = 8-x.\]

Cosa si può dire sulla parità di s e t?

Svolgimento.

In questa soluzione, data una funzione f ed un intero positivo n, denotiamo con f^n la composizione ripetuta (e non l’elevamento a potenza o la derivazione):

\[f^n(x) = \underbrace{f\circ f \circ \cdots \circ f}_{\text{$n$ volte}}(x) = \underbrace{f(f(\cdots f}_{\text{$n$ volte}}(x))).\]

Osserviamo innanzitutto che:

\[   \begin{aligned}S^s(x) = {} & S^{s-1}(S(x)) = S^{s-1}(x+1) = \\     = {} & S^{s-2}(S(x+1)) = S^{s-2}(x + 2) = \cdots = x+s.   \end{aligned} \]

Inoltre, T \circ T(x) = -(-x) = x, cioè T^2 è la funzione identità.

La composizione ripetuta di S e T porta necessariamente ad una funzione del tipo \pm x + m, dove m è un numero intero (non necessariamente positivo). Ogni applicazione di T comporta l’inversione del segno di x (mentre S lo lascia invariato). Dato che in F compare -x, T deve essere applicata un numero dispari di volte. L’applicazione di T, inoltre, non cambia la parità di m (cioè se m è pari o dispari), mentre S la cambia ad ogni applicazione: dato che si parte da m = 0, S deve essere applicata un numero pari di volte per arrivare a m = 8. Quindi

\[\boxcolorato{superiori}{\text{$s$ è pari e $t$ è dispari.}} \]


 
 

Esercizio 15  (\bigstar\bigstar\largewhitestar). Si consideri la funzione

\[f(x) = 2^{x^2-4x+3}.\]

Come si può ottenere il suo grafico trasformando opportunamente quello della funzione g(x) = 2^{x^2}?

Svolgimento.

Per evitare confusione, ricordiamo innanzitutto che la corretta lettura della notazione 2^{x^2} è 2^{(x^2)}. Detto questo, osserviamo che:

\[f(x) = 2^{x^2-4x+4-1} = 2^{(x-2)^2-1} = \frac{1}{2} \cdot 2^{(x-2)^2} = \frac{1}{2} \cdot g(x-2).\]

In questo modo si vede come f si ottiene da g effettuando prima una traslazione di 2 verso la direzione positiva delle ascisse e poi una compressione di un fattore 2 (un riscalamento) lungo l’asse delle ordinate.