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Esercizi per la maturità: Integrali

Preparazione alla maturità

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Autori e revisori


 
 

Introduzione

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Questo articolo offre una selezione di 17 esercizi di ripasso sugli integrali in vista dell’esame di maturità. Il calcolo integrale è un tassello fondamentale nel programma di matematica usualmente svolto al liceo scientifico: esso consente di calcolare aree di regioni delimitate da curve, baricentri, lavori e il suo utilizzo è pertanto larghissimo nelle sciente applicate.

La seconda prova di matematica dell’esame di maturità presenta spesso parti rilevanti dedicate a questo argomento e quindi è importante che lo studente sia preparato sui principali concetti e metodi che lo riguardano. Questa raccolta di 17 esercizi completamente risolti mira proprio a offrire un banco di prova e uno spunto di ripasso sugli integrali per l’esame di maturità.


 
 

Esercizi

\[\quad\]

Esercizio 1  (\bigstar\bigstar\largewhitestar). Sia f\colon [0,2] \to \mathbb{R} una funzione integrabile tale che:

\[   \begin{gathered}     \int_0^1 3f(x)\,\mathrm{d}x + \int_1^2 2f(x)\,\mathrm{d}x = 7; \\     \int_0^2 f(x)\,\mathrm{d}x + \int_1^2 f(x)\,\mathrm{d}x = 1.   \end{gathered} \]

Quanto vale \displaystyle\int_0^2f(x)\,\mathrm{d}x?

Svolgimento.

Poniamo \displaystyle A = \int_0^2f(x)\,\mathrm{d}x e \displaystyle B = \int_0^1f(x)\,\mathrm{d}x. Possiamo quindi scrivere:

\[ \begin{aligned}    \int_0^1 3f(x)\,\mathrm{d}x + \int_1^2 2f(x)\,\mathrm{d}x &=       \int_0^1 f(x)\,\mathrm{d}x + \int_0^1 2f(x)\,\mathrm{d}x + \int_1^2 2f(x)\,\mathrm{d}x       \\       &= B + 2A  = 7; \end{aligned} \]

\[ \begin{aligned}    \int_0^2 f(x)\,\mathrm{d}x + \int_1^2 f(x)\,\mathrm{d}x &= \int_0^2 f(x)\,\mathrm{d}x + \int_0^2 f(x)\,\mathrm{d}x - \int_0^1 f(x)\,\mathrm{d}x \\ &= 2A - B = 1. \end{aligned} \]

Dobbiamo quindi risolvere questo sistema per trovare A:

\[\begin{cases}     2A + B = 7; \\     2A - B = 1;   \end{cases} \implies\quad   \begin{cases}     A = 2; \\     B = 3.   \end{cases}\]

Ne segue che la risposta è

\[\boxcolorato{superiori}{ \int_0^2 f(x)\,\mathrm{d}x = 2.   }\]

 
 

Esercizio 2  (\bigstar\bigstar\largewhitestar). Sia f\colon \mathbb{R} \to \mathbb{R} una funzione integrabile. Si vuole stimare il valore approssimato di

\[I = \int_0^1 f(x)\, d{x}.\]

Allo scopo, dopo aver diviso l’intervallo [0,1] in n parti uguali (con n opportuno), si applica il metodo dei trapezi, ottenendo come risultato il valore I_0. Sapendo che I_0 è una sovrastima del valore esatto I (cioè I_0 > I), quale dei seguenti integrali verrebbe sottostimato applicando nuovamente il metodo dei trapezi (sempre dividendo l’intervallo di integrazione in n parti uguali)?

\[\quad\]

  1. \displaystyle\int_0^1 2f(x)\, d{x}.
  2.  

  3. \displaystyle\int_0^1 [f(x)-1]\, d{x}.
  4.  

  5. \displaystyle\int_1^2 f(x-1)\, d{x}.
  6.  

  7. \displaystyle\int_0^1 [1-f(x)]\, d{x}.

Svolgimento.

Oltre alla rappresentazione grafica, riportiamo l’espressione esplicita di I_0 stimato col metodo dei trapezi. Su [0,1], posto x_k = k/n (0 \leq k \leq n), si ha:

\[I_0 = \sum_{k=0}^{n-1}\frac{f(x_k)+f(x_{k+1})}{2n}.\]

Usando questa formula, si può verificare che la stima col metodo dei trapezi è un’operazione lineare. Inoltre, per una funzione costante f(x) = k, la stima di I_0 su [0,1] vale k. Valutiamo ora le quattro opzioni una alla volta.

\[\quad\]

  1. Applicato a 2f, il metodo dei trapezi restituisce come risultato 2I_0, che è una sovrastima del valore esatto 2I.
  2.  

  3. Applicato a f-1, il metodo dei trapezi fornisce come risultato I_0 - 1, che è una sovrastima del valore esatto I-1.
  4.  

  5. Essendo f(x-1) la traslazione di f(x) di 1 verso destra, il metodo dei trapezi applicato a f(x-1) sull’intervallo [1,2] (in questo caso x_k = 1 + k/n) fornisce proprio I_0, che è una sovrastima del valore esatto I.
  6.  

  7. Applicato a 1-f, il metodo dei trapezi fornisce come risultato 1-I_0, che è effettivamente una sottostima del valore esatto 1-I.

La risposta è dunque

\[\\boxcolorato{superiori}{\int_0^1 [1-f(x)]\,d x.}\]

\[\quad\]

\[\quad\]

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Figura 1.

 
 

Esercizio 3  (\bigstar\bigstar\largewhitestar). Sia a un parametro reale. Stabilire, al variare di a, qual è il valore minimo della quantità

\[I(a) = \int_0^1\left(x^2-a\right)^2\mathrm{d}x.\]

Svolgimento.

Conviene valutare direttamente l’integrale:

\[   \begin{aligned}     I(a) = {} & \int_0^1\left(x^2-a\right)^2\mathrm{d}x =     \int_0^1\left(x^4+a^2-2ax^2\right)\mathrm{d}x = \\     = {} & \left|\frac{x^5}{5}+a^2x-\frac{2}{3}ax^3\right|_0^1 =     \frac{1}{5} +a^2 - \frac{2}{3}a = \\     = {} & a^2 - \frac{2}{3}a + \frac{1}{9} - \frac{1}{9}+\frac{1}{5} =      \left(a-\frac{1}{3}\right)^2 + \frac{4}{45}.   \end{aligned} \]

Tra la seconda e la terza riga, abbiamo sfruttato la tecnica del completamento del quadrato. Scritto così, si vede facilmente che il valore minimo di I(a) corrisponde ad a = 1/3 e vale

\[ \boxcolorato{superiori}{\frac{4}{45}.} \]

Alternativamente, dopo aver calcolato l’integrale, sarebbe stato possibile trovare gli zeri della derivata dell’espressione in funzione di a:

\[I(a) = \frac{1}{5} +a^2 - \frac{2}{3}a \implies I'(a) = 2a - \frac{2}{3}.\]

La derivata I'(a) si annulla per a = 1/3 e la derivata seconda I''(1/3) = 2 è positiva, permettendoci di concludere che il valore minimo di I è I(1/3) = 1/5 + 1/9 - 2/9 = 4/45.

 
 

Esercizio 4  (\bigstar\bigstar\largewhitestar). Si consideri la quantità in funzione del parametro a \geq 0:

\[I(a) = \int_0^a\left(4-2^{x^2}\right)\mathrm{d}x.\]

Stabilire per quale valore di a si ha I'(a) = 0.

Svolgimento.

Per il teorema fondamentale del calcolo integrale, essendo l’integranda una funzione continua:

\[I'(a) = 4-2^{a^2}.\]

Quindi:

\[I'(a) = 0 \iff 2^{a^2} = 2^2 \iff a^2 = 2.\]

Dato che a \geq 0 per ipotesi, l’unica soluzione è

\[\boxcolorato{superiori}{a = \sqrt{2}.}\]

A scanso di equivoci, ricordiamo che, per convenzione, nell’esponenziale ripetuto si procede da destra verso sinistra: a^{b^c} = a^{(b^c)}. Per esempio, 2^{3^2} = 2^9 = 512.

 
 

Esercizio 5  (\bigstar\bigstar\largewhitestar). Una funzione f ha come grafico la spezzata rappresentata in figura.

\[\quad\]

\[\quad\]

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Figura 2: quanto vale \displaystyle \int_{-1}^{+1}f(x^2-1)\, d{x}?

\[\quad\]

Svolgimento.

Sia t = x^2 - 1. Notiamo che, per x nel dominio di integrazione -1 \leq x \leq 1, si ha -1 \leq t \leq 0. Per calcolare l’integrale, ci basta quindi conoscere f(t) sull’intervallo [-1,0]. Per -1 \leq t \leq 0, si vede facilmente dal grafico che f(t) = 1+t, e quindi f(x^2-1) = 1 + (x^2-1) = x^2. Possiamo quindi calcolare:

\[\int_{-1}^{+1}f(x^2-1)\, d{x} = \int_{-1}^{+1} x^2\, d{x} = \left.\frac{x^3}{3}\right|_{-1}^{+1} = \frac{2}{3}.\]

La risposta è dunque

\[\boxcolorato{superiori}{\frac{2}{3}.}\]

 
 

Esercizio 6  (\bigstar\bigstar\largewhitestar). Sia

\[T = \left[\,\int_{-\pi/2}^{+\pi/2}\cos(x)\,d{x} \right] \cdot     \left[\,\int_{\pi}^{2\pi}\sin(x)\, d{x} \right] \cdot     \left[\int_{0}^{\pi/8}\frac{1}{\cos(3x)}\, d{x} \right].\]

Cosa si può dire sul segno di T?

Svolgimento.

Osserviamo che:

\[\quad\]

  • il primo integrale è ben definito (l’integranda è una funzione continua) e senz’altro positivo perché \cos(x) > 0 per -\pi/2 < x < +\pi/2;
  •  

  • il secondo integrale è ben definito (l’integranda è una funzione continua) e senz’altro negativo, perché \sin(x) < 0 per \pi < x < 2\pi;
  •  

  • il terzo integrale è ben definito, perché il denominatore non si annulla per 0 < x < \pi/8, per cui la funzione integranda è continua; inoltre, è senz’altro positivo dato che \cos(3x) > 0 sullo stesso intervallo.

Si conclude che

\[\boxcolorato{superiori}{T < 0.}\]

 
 

Esercizio 7  (\bigstar\bigstar\largewhitestar). Si consideri l’equazione integrale:

\[\int_0^x\sin(\sin t)\, d{t} = 0.\]

Quante soluzioni ha nell’intervallo 0 < x \leq 2\pi?

Svolgimento.

Consideriamo la funzione:

\[F(x) = \int_0^x\sin(\sin t)\, d{t}.\]

Il problema consiste nel risolvere l’equazione F(x) = 0 per 0 < x \leq 2\pi. Si ha naturalmente F(0) = 0. Notiamo inoltre il seguente fatto:

\[\int_{\pi}^{2\pi}\sin(\sin t)\, d{t} = \int_{0}^{\pi}\sin[\sin(u+\pi)]\, d{u} =     -\int_0^{\pi}\sin(\sin u)\, d{u},\]

dove abbiamo effettuato la sostituzione t = u + \pi e usato l’identità trigonometrica \sin(x+\pi) = -\sin(x). Concludiamo dunque che:

\[   \begin{aligned}     F(2\pi) = {} & \int_0^{2\pi}\sin(\sin t)\, d{t} = \int_0^{\pi}\sin(\sin t)\, d{t} + \int_{\pi}^{2\pi}\sin(\sin t)\, d{t} = \\     = {} & \int_0^{\pi}\sin(\sin t)\, d{t} - \int_0^{\pi}\sin(\sin t)\, d{t} = 0.   \end{aligned} \]

Anche il valore x = 2\pi è dunque una soluzione dell’equazione assegnata. Mostriamo che non ce ne sono altre nell’intervallo da considerare. Per il teorema di Torricelli-Barrow, si ha infatti F'(x) = \sin(\sin x). Il segno di F'(x) si può determinare così:

\[F'(x) > 0 \iff 0 < \sin(x) < \pi;\]

dato che \sin(x) \leq 1 per ogni x, questa doppia disuguaglianza si riduce a:

\[\sin(x) > 0 \iff 0 < x < \pi.\]

Concludiamo che F cresce sull’intervallo [0,\pi] e decresce su [\pi,2\pi]. Abbiamo quindi che F(x) > F(0) = 0 per ogni x \in (0,\pi] e F(x) > F(2\pi) = 0 per ogni x \in [\pi,2\pi), e quindi F(x) > 0 per ogni x \in (0,2\pi). L’equazione F(x) = 0 non ammette quindi soluzioni nell’intervallo 0 < x < 2\pi.

 
 

Esercizio 8  (\bigstar\bigstar\largewhitestar). Sia n un numero intero positivo. Calcolare il seguente integrale:

\[I(n) = \int_0^n \lfloor 2^x \rfloor \,d{x}.\]

Ricordiamo che, preso un numero reale z, la funzione \lfloor z \rfloor denota la parte intera di z, cioè il più grande numero intero minore o uguale a z.

Svolgimento.

La funzione \lfloor 2^x \rfloor assume per definizione solo valori interi. In particolare, \lfloor 2^x \rfloor = n, per n intero tale che n \leq 2^x < n+1, cioè \log_2(n) \leq x < \log_2(n+1). La figura mostra il grafico della funzione \lfloor 2^x \rfloor.

\[\quad\]

\[\quad\]

Figura 3.

\[\quad\]

L’integrale I(n) (nella figura è evidenziato n=3) è pertanto la somma delle aree dei 2^n-1 rettangoli di base [\log_2(k+1)-\log_2(k)] e altezza k, con 1 \leq k \leq 2^n-1.

Ricordiamo inoltre che, per una successione qualsiasi a_k, abbiamo:

\[\sum_{k=1}^{M} (a_{k+1}-a_k) = \cancel{a_2}-a_1 + \cancel{a_3}-\cancel{a_2} + \cdots + a_{M+1}-\cancel{a_M} = a_{M+1}-a_1.\]

Quindi, sfruttando l’espressione sopra con a_k = k\log_2(k) e M = 2^n-1, si ha:

\[   \begin{aligned}     I(n) = {} & \sum_{k=1}^{2^n-1}k\cdot\left[\log_2(k+1)-\log_2(k)\right] = \\     = {} & \sum_{k=1}^{2^n-1}\left[(k+1)\log_2(k+1)-k\log_2(k)\right] - \sum_{k=1}^{2^n-1}\log_2(k+1) = \\     = {} & 2^n\log_2(2^n) - \log_2[(2^n)!] = \\     = {} & n2^n - \log_2[(2^n)!].   \end{aligned} \]

Abbiamo anche usato il fatto che (per qualunque base del logaritmo):

\[   \begin{aligned}     \sum_{k=1}^{M}\log(k) = {} & \log(1)+\log(2)+\log(3)+\cdots + \log(M) = \\[-5pt]     = {} & \log(1\cdot 2\cdot 3\cdots M) = \log(M!).   \end{aligned} \]

La soluzione è quindi

\[\boxcolorato{superiori}{I(n)= n2^n - \log_2[(2^n)!].}\]

 
 

Esercizio 9  (\bigstar\bigstar\largewhitestar). Una funzione f\colon \mathbb{R} \to \mathbb{R} integrabile soddisfa la seguente condizione:

\[6+f(x) = 2f(-x)+3x^2\int_{-1}^{+1}f(t)\,d{t}.\]

Calcolare la quantità

\[I = \int_{-1}^{+1}f(t)\, d{t}.\]

Svolgimento.

Per cominciare, notiamo che, effettuando il cambio di variabile u = -x, si ha:

\[\int_{-1}^{+1}f(-x)\,d{x} = -\int_{+1}^{-1}f(u)\,d{u} = \int_{-1}^{+1}f(u)\,d{u} = I.\]

Ora, integriamo ambo i membri della condizione assegnata tra -1 e +1:

\[   \begin{gathered}     \int_{-1}^{+1}[6+f(x)]\,d{x} = \int_{-1}^{+1}[2f(-x)+3x^2I]\,d{x}; \\     6x\Big|_{-1}^{+1} + \int_{-1}^{+1}f(x)\,d{x} = 2\int_{-1}^{+1}f(-x)\,d{x} + 3I\left.\frac{x^3}{3}\right|_{-1}^{+1}; \\     12 + I = 2I + 2I.   \end{gathered} \]

Quest’ultima è un’equazione per I, che porta alla soluzione

\[\boxcolorato{superiori}{I = 4.}\]

 
 

Esercizio 10  (\bigstar\bigstar\largewhitestar). Siano:

\[f(x) = \int_0^1(xt)^2\,d{t}, \qquad g(x) = \int_0^x t^2\,d{t}.\]

Stabilire quale tra i valori f(g(a)) e g(f(a)) è il maggiore al variare del numero reale positivo a.

Svolgimento.

Calcoliamo gli integrali:

\[   \begin{gathered}     f(x) = \int_0^1(xt)^2\,d{t} = x^2\!\int_0^1 t^2\,d{t} = \left.x^2\frac{t^3}{3}\right|_{t=0}^{t=1} = \frac{x^2}{3}; \\     g(x) = \int_0^x t^2\,d{t} = \left.\frac{t^3}{3}\right|_{t=0}^{t=x} = \frac{x^3}{3}.   \end{gathered} \]

E quindi:

\[   \begin{gathered}     g(f(a)) = g\left(\frac{a^2}{3}\right) = \frac{(a^2/3)^3}{3} = \frac{a^6}{3^4}; \\     f(g(a)) = f\left(\frac{a^3}{3}\right) = \frac{(a^3/3)^2}{3} = \frac{a^6}{3^3}.   \end{gathered} \]

Dato che 3^4 > 3^3, abbiamo che

\[\boxcolorato{superiori}{f(g(a)) > g(f(a)) \qquad \forall a>0.}\]

 
 

Esercizio 11  (\bigstar\bigstar\largewhitestar). Quali dei seguenti integrali è il più grande?

\[\quad\]

  1. \displaystyle\int_0^2 (x^2-4)\sin^8(\pi x)\,d{x}.
  2.  

  3. \displaystyle\int_0^{2\pi} [2+\cos(x)]^3\,d{x}.
  4.  

  5. \displaystyle\int_0^{\pi} \sin^{100}(x)\,d{x}.
  6.  

  7. \displaystyle\int_0^{\pi} [3-\sin(x)]^6\,d{x}.
  8.  

  9. \displaystyle\int_0^{8\pi} 108[\sin^3(x)-1]\,d{x}.

Svolgimento.

Ricordiamo un’applicazione del teorema del confronto per gli integrali. Se m \leq f(x) \leq M e a < b, si ha:

\[m\cdot(b-a) \leq \int_a^b f(x)\,d{x} \leq M\cdot(b-a).\]

Usando questo fatto, possiamo stimare caso per caso i 5 integrali proposti, senza dover calcolare esplicitamente le primitive.

\[\quad\]

  1. Per 0 \leq x \leq 2 si ha x^2-4 \leq 0, per cui la funzione integrandaè non positiva, e quindi il valore dell’integrale è negativo.
  2.  

  3. Si ha [2+\cos(x)]^3 \leq (2+1)^3 = 27, per cui il valore dell’integrale è necessariamente minore di 54\pi.
  4.  

  5. Si ha \sin^{100}(x) \leq 1 per ogni x, per cui il valore di questo integrale è minore di \pi.
  6.  

  7. Si ha [3-\sin(x)]^6 \geq (3-1)^6 = 64, per cui il valore dell’integrale è necessariamente maggiore di 64\pi.
  8.  

  9. Dato che \sin^3(x)-1 \leq 0 per ogni x, questo integrale è necessariamente negativo.

Tra le alternative proposte, l’integrale maggiore è quindi

\[\boxcolorato{superiori}{\int_0^\pi [3-\sin(x)]^6 \,dx.}\]

 
 

Esercizio 12  (\bigstar\largewhitestar\largewhitestar). Calcolare il valore del seguente integrale definito:

\[\int_0^1(e^x-x)(e^x+x)\, d{x}.\]

Svolgimento.

Si tratta di calcolare primitive elementari. Iniziamo semplificando la funzione integranda, sfruttando il prodotto notevole della differenza di quadrati:

\[(e^x-x)(e^x+x) = (e^x)^2 - x^2 = e^{2x} - x^2.\]

Di conseguenza:

\[   \begin{aligned}     \int_0^1(e^x-x)(e^x+x)\,d{x} = {} & \int_0^1(e^{2x} - x^2)\,d{x} = \\     = {} & \left.\frac{1}{2}e^{2x}\right|_0^1 - \left.\frac{1}{3}x^3\right|_0^1 = \\[5pt]     = {} & \left(\frac{e^2}{2} - \frac{1}{2}\right) - \frac{1}{3} = \frac{3e^2-5}{6}.   \end{aligned} \]

La risposta è quindi

\[\boxcolorato{superiori}{\int_0^1 (e^x-x)(e^x+x) \,dx = \frac{3e^2-5}{6}.}\]

 
 

Esercizio 13  (\bigstar\bigstar\largewhitestar). Sia k un parametro reale positivo, e si considerino le due funzioni \mathbb{R} \to \mathbb{R}:

\[\begin{gathered}     f(x) = k - x^2; \\     g(x) = x^4 - k.   \end{gathered}\]

Per quali valori di k l’area compresa tra il grafico di f e l’asse delle ascisse è più grande dell’area compresa tra il grafico di g e l’asse delle ascisse?

Svolgimento.

Si tratta di valutare due integrali definiti elementari. Si noti che f e g intersecano l’asse delle ascisse per x = \pm\sqrt{k} e per x = \pm\sqrt[4]{k}, rispettivamente. Nel caso di f, la regione da considerare è contenuta nel semipiano positivo delle ascisse, mentre nel caso di g si trova in quello negativo (per cui, va preso l’opposto del valore dell’integrale). Le aree sottese da f e g sono dunque, rispettivamente:

\[   \begin{aligned}     \mathcal{A}_f = {} & \int_{-\sqrt{k}}^{+\sqrt{k}}f(x)\,d{x} =       2\int_{0}^{\sqrt{k}}(k-x^2)\,d{x} = 2\left.\left(kx-\frac{x^3}{3}\right)\right|_{0}^{\sqrt{k}} = \\       = {} & 2\left(k\sqrt{k}-\frac{\sqrt{k}^3}{3}\right)= \frac{4}{3}\sqrt{k^3} = \frac{4}{3}k^{3/2};\\[10pt]     \mathcal{A}_g = {} & -\int_{-\sqrt[4]{k}}^{+\sqrt[4]{k}}g(x)\,d{x} =       2\int_{0}^{\sqrt[4]{k}}(k-x^4)\,d{x}  = 2\left.\left(kx-\frac{x^5}{5}\right)\right|_{0}^{\sqrt[4]{k}} = \\       = {} & 2\left(k\sqrt[4]{k}-\frac{\sqrt[4]{k}^5}{5}\right) = \frac{8}{5}\sqrt[4]{k^5} = \frac{8}{5}k^{5/4}.   \end{aligned} \]

Per curiosità, la regione sottesa da f è un segmento parabolico, la cui area si può calcolare alternativamente con la formula:

\[\mathcal{A}_f = \frac{1}{6}\cdot|a|\cdot(x_2-x_1)^3 = \frac{1}{6}\cdot |-1| \cdot \left[\sqrt{k}-(-\sqrt{k})\right]^3 = \frac{4}{3}k^{3/2},\]

dove a è il coefficiente del monomio di secondo grado nell’equazione che definisce la parabola, e x_1 e x_2 (x_1 < x_2) sono le intersezioni della parabola con l’asse delle ascisse. Naturalmente questo risultato coincide col valore trovato in precedenza.

Affinché \mathcal{A}_f > \mathcal{A}_g, si deve quindi avere:

\[\frac{4}{3}k^{3/2} = \frac{4}{3}k^{6/4} > \frac{8}{5}k^{5/4} \iff k^{1/4} > \frac{6}{5} \iff   \boxcolorato{superiori}{ k > \left(\frac65\right)^{\!4}.}\]

 
 

Esercizio 14  (\bigstar\bigstar\largewhitestar). Calcolare l’area della regione (limitata) compresa tra la curva di equazione y = \sqrt{x}, la retta y = x-2, e l’asse delle ascisse.

Svolgimento.

Disegniamo il grafico delle due funzioni evidenziando alcuni punti notevoli. La curva y = \sqrt{x} è un arco di parabola con l’asse orizzontale, coincidente con l’asse delle ascisse. La retta interseca l’asse delle ascisse per x = 2 e l’arco di parabola per x = 4 e y = 2.

\[\quad\]

\[\quad\]

Figura 4.

\[\quad\]

L’area che ci interessa OAC è evidenziata in viola nella figura. Per semplificare leggermente il calcolo, notiamo che l’area OAC è pari all’area di OBC meno l’area del triangolo ABC, cioè 2. L’area di OBC è data da:

\[\int_0^4 \sqrt{x}\mathrm{d}{x} = \frac{2}{3}x^{3/2}\Bigg|_0^4 = \frac{2}{3}4^{3/2} = \frac{16}{3}.\]

Si conclude che l’area di OBC è pari a 16/3 - 2, cioè

\[\boxcolorato{superiori}{\frac{10}{3}.}\]

 
 

Esercizio 15  (\bigstar\bigstar\largewhitestar). Sia a un parametro reale. E’ noto che l’area della regione compresa tra le due parabole di equazione y_1 = x^2 + 2ax + a e y_2 = a - x^2 è pari a 9. Quanto può valere a?

Svolgimento.

Cerchiamo per prima cosa le intersezioni tra le due parabole, cioè i punti in cui y_1 = y_2:

\[x^2 + 2ax + a = a - x^2 \iff x^2+ax = 0 \iff x = 0\ \vee\  x = -a.\]

Come si vede, si hanno due intersezioni per ogni valore di a. Si nota anche che y_2 > y_1 nell’intervallo compreso tra le due soluzioni, indipendentemente dal loro ordinamento. L’area \mathcal{A} compresa tra le due curve è data da:

\[   \begin{aligned}     \mathcal{A} = {} & \left|\, \int_{-a}^0 [y_2(x)-y_1(x)]\,d{x} \right| = \left|\, \int_{-a}^0 \left(x^2+2ax+a - a+x^2\right)\mathrm{d}x \right| = \\     = {} & \left|\, \int_{-a}^0 (2x^2+2ax)\,d{x}\right| = \left|\left.\left(\frac{2x^3}{3} + ax^2\right)\right|_{-a}^{0}\right| = \frac{1}{3}|a|^3.   \end{aligned} \]

Dal momento che l’ordinamento relativo dei due estremi di integrazione dipende da a, per evitare di separare i due casi abbiamo preso il valore assoluto dell’integrale. Dato che per ipotesi \mathcal{A} = 9, abbiamo |a| = \sqrt[3]{27} = 3, da cui segue che gli unici valori possibili per a sono

\[\boxcolorato{superiori}{a = \pm 3.}\]

 
 

Esercizio 16  (\bigstar\bigstar\largewhitestar). Una retta è tangente alla parabola di equazione y = x^2 nel punto di coordinate (a,a^2), dove a > 0 è un parametro reale. Calcolare l’area della regione di piano compresa tra la tangente, la parabola e l’asse delle ascisse.

Svolgimento.

Per prima cosa, determiniamo l’equazione della retta tangente alla parabola nel punto (a,a^2). La retta avrà come coefficiente angolare la derivata della parabola in x = a, cioè 2a. La retta passa inoltre per (a,a^2), per cui:

\[y = a^2 + 2a(x-a).\]

L’intersezione di questa retta con l’asse delle ascisse si ha se a^2 + 2a(x-a) = 0, cioè per x = a/2 (in figura, è mostrato come esempio il caso a = 2).

\[\quad\]

\[\quad\]

Figura 5.

\[\quad\]

L’area \mathcal{A} che ci interessa è ombreggiata in azzurro più scuro nella figura. Per semplicità di calcolo, si può sottrarre l’area del triangolo azzurro chiaro dall’area della regione totale azzurra:

\[\mathcal{A} = \int_0^a x^2\,d{x} - \frac{a/2\cdot{a^2}}{2} = \left.\frac{x^3}{3}\right|_0^a - \frac{a^3}{4} = \frac{a^3}{3} - \frac{a^3}{4} = \frac{a^3}{12}.\]

In conclusione l’area richiesta è

\[\boxcolorato{superiori}{\mathcal{A}= \frac{a^3}{12}.}\]

Si può alternativamente ricorrere alla formula di Archimede, evitando l’utilizzo degli integrali. Consideriamo il segmento parabolico per -a \leq x \leq +a. La sua area è pari ai 2/3 dell’area del rettangolo a sé circoscritto, denotato in figura dalla linea punteggiata. L’area interna al rettangolo al di sotto alla parabola è quindi 1/3 dell’area dell’intero rettangolo, e l’area totale azzurra è la metà di questo valore, cioè (1/2)\cdot(1/3)\cdot [(2a) \cdot a^2] = a^3/3. Come prima, da questo valore va sottratta l’area del triangolo azzurro chiaro (a^3/4), e si ritrova il risultato \mathcal{A} = a^3/3 - a^3/4 = a^3/12.


 
 

Esercizio 17  (\bigstar\bigstar\largewhitestar). Quanto vale l’area della regione del piano delimitata dalle curve y = x^2 e y = x+2?

Svolgimento.

Come prima cosa, risulta utile visualizzare i grafici delle due curve, che sono riportati in figura. Ci sono due intersezioni P e Q che si trovano risolvendo l’equazione x^2 = x+2, cioè x_P = -1 e x_Q = 2. La regione la cui area va calcolata è indicata in rosa nella figura.

\[\quad\]

\[\quad\]

Figura 6.

\[\quad\]

Il primo metodo è ricorrere al calcolo integrale. Se f e g sono due funzioni positive tali che f(x) \geq g(x), i cui grafici si intersecano in punti di ascissa x_P e x_Q (x_P < x_Q), allora l’area compresa tra i loro grafici è in generale data da:

\[\mathcal{A} = \int_{x_P}^{x_Q} [f(x)-g(x)]\,mathrm{d}{x}.\]

Applicato al nostro caso, con f(x) = x+2 e g(x) = x^2, abbiamo:

\[\boxcolorato{superiori}{    \mathcal{A}} = \int_{-1}^2\left(x+2-x^2\right)\,\mathrm{d}x = \left.\left(\frac{x^2}{2}+2x-\frac{x^3}{3}\right)\right|_{-1}^{+2} \boxcolorato{superiori}{= \frac{9}{2}.  }   \]

Un procedimento alternativo è utilizzare, se la si conosce, la formula per l’area del segmento parabolico. Data una parabola di equazione y = ax^2+bx+c, l’area compresa tra l’arco di parabola ed una retta che interseca la parabola nei punti P e Q è data da:

\[   	\mathcal{A} = \frac{1}{6}\cdot|a|\cdot(x_Q-x_P)^3. \]

Sostituendo a = 1, x_P = -1, x_Q = 2, si trova ancora \mathcal{A} = 9/2.