Autori e revisori
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Revisori: Sergio Fiorucci.
Introduzione
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Per questa ragione, offriamo una raccolta di esercizi, suddivisi a grandi linee per argomento e corredati di soluzione completa sulla geometria analitica su retta, circonferenza, iperbole, parabola, ellisse e coniche varie.
Esercizi
- rettangolo con ipotenusa
;
- rettangolo con ipotenusa
;
- isoscele con base
.
Svolgimento.
Svolgimento punto 1.
le cui soluzioni sono , e quindi si hanno i due punti
Di seguito i due possibili triangoli trovati:
Figura 2.
Figura 3.
Svolgimento punto 2.
e quindi l’unico punto . Di seguito il triangolo trovato:
Figura 4.
Svolgimento punto 3.
e quindi le due soluzioni . Di seguito il primo triangolo:
Figura 5.
e il secondo:
Figura 6.
Fonte: Esercizi della professoressa Teresa D’Aprile.
Svolgimento.

Figura 7.
Le rette essendo entrambe parallele alla retta
, devono avere coefficiente angolare
, e quindi equazione generale
Se , le sue coordinate saranno allora
, per cui la distanza di
dalla retta data è
e quindi
Le rette quindi sono
Di seguito vengono rappresentate le tre rette.

Figura 8.
Il lato del rombo sull’asse ha intersezione nei vertici
con le rette
rispettivamente, per cui
Ne segue che il lato del rombo è . Per determinare allora gli altri punti sulla retta
(o equivalentemente sulla retta
), basta considerare un generico punto
le cui coordinate sono
tale che . Ne segue che
da cui e quindi
, per cui le coordinate sono
Per determinare i punti che chiudono i due rombi, è sufficiente osservare che i lati
e
devono essere paralleli al lato
. Quindi le coordinate dei punti cercati sono
ottenute sostituendo i valori nella equazione della retta
.
Di seguito rappresentiamo i due rombi.

Figura 9.

Figura 10.
Rombi insieme:

Figura 11.
Fonte: Esercizi della professoressa Teresa D’Aprile.
- determinare il punto
dell’asse
equidistante da
e
.
- determinare il punto
della retta di equazione
equidistante da
e
.
- verificare che il quadrilatero
è un rombo.
- determinare la distanza tra il punto
e la retta passante per
.
Svolgimento.
Svolgimento punto 1.
e quindi l’equazione
e il punto cercato è . La situazione è rappresenta in figura:

Figura 12.
Svolgimento punto 2.
e quindi l’equazione
da cui il punto . La situazione è rappresenta in figura:

Figura 13.
Svolgimento punto 3.

Figura 14.
Poiché sappiamo che e
, basta verificare che
Abbiamo che
e quindi la prima condizione è soddisfatta. Per la seconda si ha
e quindi le rette che contengono i due lati opposti sono parallele. Per la terza
e quindi le rette che contengono i due lati opposti sono parallele anche in questo caso. Si conclude che il quadrilatero è un rombo in quanto i lati opposti sono paralleli e tutti i lati sono congruenti.
Svolgimento punto 4.
per cui la distanza del punto da tale retta è
che coincide con la distanza tra i due lati paralleli.
Fonte: Esercizi della professoressa Teresa D’Aprile.
- verificare che il segmento che unisce i punti medi di ciascuna coppia di lati è parallelo al terzo lato ed uguale alla sua metà;
- determinare l’area
del triangolo
;
- detti
ed
i punti medi di due lati, determinare l’area del trapezio avente come basi il segmento
ed il terzo lato.
Svolgimento.
Svolgimento punto 1.

Figura 15.
Calcoliamo i coefficienti angolari dei lati e le loro lunghezze: abbiamo
(2)
Indichiamo con i punti medi dei lati
rispettivamente. Allora
In figura rappresentiamo i punti medi:

Figura 16.
Abbiamo allora per i coefficienti angolari
(3)
mentre per i lati si ha
(4)
Svolgimento punto 2.
per cui la distanza tra e
(che rappresenta l’altezza relativa alla base
) è
e quindi si ha per l’area
Svolgimento punto 3.

Figura 17.
Dobbiamo calcolare l’area del trapezio . L’altezza di tale trapezio coincide con la distanza del punto
dalla retta passante per il lato
: essa ha equazione
per cui, ricordando che , si ha
e quindi
Fonte: ignota.
Svolgimento.
Figura 18.
Per dimostrare che è un triangolo rettangolo, dobbiamo dimostrare che vale il teorema di Pitagora, ovvero la seguente relazione:
(5)
Ricordiamo che dati due punti generici e
del piano
, si ha
(6)
e inoltre il punto medio del segmento che li congiunge è
(7)
Dunque con (6) calcoliamo
e osserviamo che i valori ottenuti soddisfano (5), pertanto è un triangolo rettangolo in
.
Calcoliamo il punto medio del segmento
con (7):
Graficamente abbiamo
Figura 19.
Verifichiamo che è isoscele. Calcoliamo
e ricordiamo che ; quindi, essendo
, possiamo affermare che
è un triangolo isoscele.
Fonte: Corso base blu di matematica – M. Bergamini, A. Trifone e G. Barozzi
Svolgimento.
Abbiamo
Osserviamo che il valore non è accettabile per ipotesi. Dunque con
, i punti
e
sono rispettivamente
e
.
Il punto puo’ essere scritto come
, con
.
Rappresentiamo ora
e
e due punti
e
. Il punto
con
e
con
:
Figura 20.
L’area del triangolo è data da
e dal problema abbiamo che
Inoltre sappiamo che in quanto
, quindi
quindi i punti tali che il triangolo
abbia area pari a
sono
e
.
Fonte: Corso base blu di matematica – M. Bergamini, A. Trifone e G. Barozzi.
Svolgimento.
Figura 21.
Dal problema possiamo calcolare
dunque anche
da cui
(8)
quindi . Di seguito rappresentiamo il parallelogramma.
Figura 22.
Andiamo ora a trovare le misure dei lati:
Allora il perimetro è .
Fonte: Corso base blu di matematica – M. Bergamini, A. Trifone e G. Barozzi.
Svolgimento.
Figura 23.
Osserviamo che i punti e
hanno stessa ordinata, pertanto la lunghezza del segmento
è data da
Poichè la base è parallela all’asse (
e
hanno stessa ordinata pari a
), allora l’altezza del triangolo è parallela all’asse
e data da
con
per ipotesi. Allora dai dati del problema si ha che
da cui risulta accettabile solamente . Dunque le coordinate del terzo vertice
sono
. Il triangolo è rappresentanto in figura.
Figura 24.
Fonte: Corso base blu di matematica – M. Bergamini, A. Trifone e G. Barozzi.
dove è l’angolo che il semiasse positivo dell’asse
e la retta
formano in senso antiorario.
Svolgimento.
Graficamente si ha
Figura 25.
Abbiamo
Infine
Fonte: Corso base blu di matematica – M. Bergamini, A. Trifone e G. Barozzi.
Svolgimento.
che deve essere specchiata rispetto ad entrambi gli assi. Il risultato è un quadrato di lato avente i vertici sugli assi cartesiani. L’area vale
.

Figura 26.
Qual è l’equazione della retta ortogonale ad e passante per il punto
?
Svolgimento.
Figura 27: la retta e la sua perpendicolare per il punto
..
In figura 27 mostriamo le due rette.
Svolgimento.
Figura 28: triangolo di vertici ,
e
.
Notiamo che e
hanno stessa ascissa, quindi
è parallelo all’asse delle ordinate e quindi l’altezza
del triangolo
è parallela all’asse delle ascisse. Quindi la base
del triangolo è la differenza in valore assoluto
delle ordinate di
e
, mentre l’altezza del triangolo è la differenza in valore assoluto delle ascisse di
ed uno qualunque dei punti
e
, ovvero
.
Pertanto l’area del triangolo è
Svolgimento.
- Intersezione con l’asse
(
):
Il punto di intersezione è
.
- Intersezione con l’asse
(
):
Il punto di intersezione è
.
L’area del triangolo è:
La risposta è quindi
Suggerimento: in virtù del Teorema di Eulero ortocentro, baricentro e circocentro sono allineati; inoltre il baricentro sta ad della distanza tra circocentro e ortocentro.
Svolgimento.
Imponendo che sia l’equazione della circonferenza circoscritta si ottiene:
Considerando la differenza membro-a-membro tra le seconda equazione e la prima, quindi la differenza tra la terza equazione e la prima, deduciamo:
dunque e il circocentro giace in
. Per il Teorema di Eulero, l’ortocentro giace in
.
Con un minimo di perizia (e di quadretti) la collocazione di poteva essere determinata “ad occhio”: infatti
ha distanza
da
in virtù del fatto che
è una terna pitagorica.
Si dimostri che esiste almeno un punto del segmento
per cui si ha
ma nessun punto per cui si ha
Svolgimento.
Svolgimento.
Il punto si trova lungo il segmento
, che viene diviso in parti di lunghezza in rapporto
. Questo vuol dire che
, e quindi, dato che
, deve essere
. La medesima proporzionalità si applica alle coordinate (teorema di Talete):
Sostituendo i valori delle coordinate di e
, si trova
. La figura mostra graficamente la posizione dei tre punti.
Figura 29.
La seconda possibilità di dividere il segmento in due parti in rapporto
è costituita da
. Questa seconda interpretazione porta a
. In definitiva
Svolgimento.

Figura 30.
La retta ha coefficiente angolare
; siccome passa per
, ha equazione
Tale retta interseca la retta
nel punto
le cui coordinate sono soluzioni del sistema
Il punto è quindi tale che
sia il punto medio di
, ossia
Il risultato è quindi
Osserviamo che tale formula è valida anche nel caso , che avevamo trattato a parte.
Alternativamente, si poteva procedere nel modo seguente.
Detto , si ha
e la distanza
di
da
è:
I triangoli rettangoli e
sono simili (hanno due angoli congruenti), per cui vale la proporzione
. Dato che
:
(9)
Dato che appartiene ad
, si ha infine:
ottenendo lo stesso risultato di sopra.
- si può muovere di 2 verso destra e 1 verso l’alto;
- si può muovere di 1 verso destra e 2 verso l’alto.
Qual è la distanza minima cui può trovarsi dal punto
?
Svolgimento.

Figura 31.
Il punto ha coordinate
, quindi si trova al di sopra di questa regione. La posizione più vicina a
che
può raggiungere deve quindi trovarsi in prossimità della retta
di equazione
.
La minima distanza da
rispetto ai punti di
, si ottiene nell’intersezione tra questa retta e la retta
a essa ortogonale passante per
. Tale retta
ha coefficiente angolare
e, imponendo il passaggio per
, si ottiene che ha equazione
Intersecando con si ottiene il sistema
È molto importante notare che il punto , sulla retta
ha la distanza minima da
, ha coordinate intere. Ciò ci assicura che esso possa effettivamente essere raggiunto da
rispettando le regole stabilite nella traccia. Ne segue che la minima distanza di
da
è quindi:
Svolgimento.
Figura 32.
Si può alternartivamente ricorrere al calcolo vettoriale. Il vettore che porta da al punto
è
. Per trovare gli altri vertici del quadrato, possiamo calcolare la rotazione di
di 90, 180 e 270
, ottenendo
,
e
. Sommando questi tre vettori a
, si ritrovano le coordinate dei tre vertici:
,
e
.
Svolgimento.

Figura 33.
Per prima cosa, ricaviamo l’equazione di . Il coefficiente angolare della retta
è
, per cui il coefficiente angolare di
è semplicemente
. Inoltre, dato che
passa per
, la sua equazione avrà la forma:
Consideriamo ora il punto , intersezione di
ed
. Le sue coordinate
e
sono date dalle soluzioni del sistema:
Essendo il punto medio di
, le coordinate di
sono infine date da:
In conclusione
- Scrivere l’equazione della parabola con asse parallelo all’asse
, avente il vertice nel punto
e passante per
.
- Determinare l’intersezione
della parabola con l’asse
e determinare l’equazione della retta
perpendicolare alla tangente alla parabola in
; verificare che la retta
passa per
.
- Individuare la parallela alla retta
sulla quale la parabola stacca una corda lunga
.
Svolgimento punto 1.
con e
. Dalle coordinate del vertice otteniamo
e quindi
da cui ; possiamo riscrivere l’equazione della parabola come
Sostituendo le coordinate di in tale equazione si trova
e quindi . L’equazione cercata è pertanto
Di seguito la situazione geometrica.
Figura 34.
Svolgimento punto 2.
La generica retta passante per ha equazione
, e quindi
. Sostituendo nella equazione della parabola si ha
le cui soluzioni sono . La retta è tangente alla parabola se e solo se le soluzioni coincidono, ossia
, da cui
. Alternativamente, si poteva imporre che il discriminante dell’equazione
fosse nullo; oppure si poteva usare la formula per il calcolo del coefficiente angolare
della retta tangente alla parabola di equazione
nel punto di ascissa
, ovvero
.
Il coefficiente angolare della retta cercata è allora e l’equazione della retta è
Per otteniamo
quindi .
Di seguito la situazione geometrica.
Figura 35.
Svolgimento punto 3.
Le intersezioni di tale retta con la parabola sono date dall’equazione
Posto e assumendo
, le soluzioni sono
che corrispondono ai punti
La lunghezza della corda è pari a
Imponendo che , si ha
Pertanto, sostituendo l’espressione di , si trova
e in definitiva l’equazione della retta cercata è
In particolare i due punti sono
e
Di seguito la situazione geometrica.
Figura 36.
Fonte: Ignota.
- Scrivere l’equazione della parabola con asse parallelo all’asse
, che incontra l’asse
nei punti
e
di ascisse rispettivamente
e
e la cui tangente
in
è perpendicolare alla retta
di equazione
.
- Determinare il punto
di intersezione tra la
e la
, l’equazione della retta
parallela alla
e passante per
ed il rapporto tra le distanze di
e
da
.
Svolgimento punto 1.
dove e
.
Le coordinate di
sono
e
. Sostituendo nell’equazione della parabola si ha
da cui
Il coefficiente angolare della retta è
per cui
Sostituendo nell’equazione di abbiamo
e, imponendo che tale equazione abbia una sola soluzione, si ha
e quindi
da cui . L’equazione della parabola è pertanto
Di seguito la situazione geometrica.
Figura 37.
Svolgimento punto 2.
la cui soluzione è . Di seguito la rappresentazione geometrica.
Figura 38.
L’equazione di è
Di seguito la rappresentazione geometrica.
Figura 39.
Ora ricordando che
le distanze cercate valgono allora
e il loro rapporto è
Fonte: Ignota.
- Scrivere l’equazione della parabola con asse parallelo all’asse
, tangente nell’origine
alla retta di equazione
e passante per il punto
.
- Nel settore parabolico delimitato dalla parabola trovata e dall’asse
inscrivere un rettangolo
(avente due vertici sulla parabola e gli altri due sull’asse
) di area
.
Svolgimento punto 1.
dove e
.
La condizione di passaggio per
implica che
. La condizione di passaggio per
implica
Possiamo scrivere allora
Imponendo la condizione di tangenza tra la parabola e la retta, si ha
Tale equazione ha soluzioni che devono coincidere: pertanto
e l’equazione della parabola diviene

Figura 40.
Svolgimento punto 2.
(che ha può essere soddisfatta solo se con
, ossia
),
da cui
e
cioè i vertici del rettangolo appartenenti al sostegno della parabola; quindi i vertici del rettangolo sull’asse delle hanno coordinate
e
Si consideri il rettangolo avente
e
, da cui sapendo che l’area deve essere uguale a
, si ha
Chiaramente per la geometria del problema e pertanto l’equazione diventa:
(10)
inoltre , pertanto
; elevando al quadrato entrambi i membri di (10), si ottiene
che ha come soluzioni:
Chiaramente solo le prime due sono accettabili per la condizione di esistenza imposta. Sostituendo i valori accettabili nelle coordinate dei punti, si ottiene
e
dove si è usato .
Graficamente rappresentiamo il primo rettangolo
Figura 41.
e il secondo rettangolo
Figura 42.
Secondo procedimento.
(11)
con le condizioni che
Dalla geometria del problema si ha che
dalla seconda equazione del sistema si ha
quindi, sostituendo nella prima, si ottiene
o anche
che ha come soluzioni
Chiaramente solo le prime due soluzioni sono accettabili per le condizioni di esistenza; sostituendo tali valori in (11) si ritrovano i medesimi valori trovati con il primo procedimento.
Fonte: Ignota.
Svolgimento.
Il punto di tangenza ha coordinate , per cui la distanza risulta
- è il luogo dei punti del piano che distano equamente da un certo punto e una certa retta data;
- è il luogo dei punti del piano che distano equamente da una coppia di punti distinti;
- è il luogo dei punti del piano la cui somma delle distanze da una coppia di punti distinti è costante;
- è il luogo dei punti del piano la cui differenza delle distanze da una coppia di punti distinti è costante;
- nessuna delle precedenti.
Svolgimento.
Figura 43: costruzione di una parabola a partire dal suo fuoco e dalla sua direttrice
..
La risposta corretta è quindi la
- due rette parallele;
- una retta e un’iperbole che non si incontrano;
- una retta e un’iperbole che si incontrano in due punti;
- una retta e una parabola che si incontrano in due punti;
- una retta e una parabola che non si incontrano.
Svolgimento.
Uguagliando le due equazioni:
che non ha soluzioni reali, poiché il quadrato di un numero reale non può essere negativo.
La risposta corretta è
- Qual è l’equazione della retta parallela ad
che divide
in due parti aventi la stessa area?
- Qual è l’equazione della retta passante per
che divide
in due parti aventi la stessa area?
- Cosa assicura l’esistenza e l’unicità delle rette richieste dai precedenti punti? Cosa assicura che né l’altezza della prima retta, né la pendenza della seconda siano numeri razionali?
Suggerimento: considerare la terza parabola raffigurata nel riquadro sottostante. Può essere utile dimostrare
che l’area del segmento parabolico in grigio è proporzionale al cubo della lunghezza .

Figura 44.
Svolgimento.
-
Per il Teorema di Archimede il segmento parabolico delimitato dalla corda
ha area
. Se una corda parallela ad
taglia il segmento parabolico in due parti con la stessa area, essa determina un sotto-segmento parabolico di area
. Con riferimento all’ultimo diagramma,
è associato a
ed ha area
. Il sotto-segmento parabolico che risolve la prima parte dell’esercizio deve essere associato ad un
che garantisce
. L’unica soluzione è data da
e la corda che la delimita ha equazione
-
Per quanto concerne il secondo punto, è sufficiente studiare le rette per
che hanno coefficiente angolare
compreso tra
(la pendenza di
) e
(la pendenza della tangente alla parabola in
). Una retta siffatta ha equazione
e intercetta nuovamente la parabola nel punto
di coordinate
. Per il Teorema di Archimede1 l’area del segmento parabolico delimitato dalla corda
è data da
. Imponendo che si abbia
segue che l’unica soluzione è fornita da
e dunque l’equazione cercata è
-
L’esistenza e l’unicità di tali soluzioni può essere provata anche attraverso un’argomentazione che prescinde da considerazioni algebriche:
la monotonia e continuità di un’area.
Nel primo caso, una corda ad altezza
delimita un sotto-segmento parabolico di area
:
è una funzione continua e crescente sull’intervallo
, si ha
, dunque esiste un unico punto di tale intervallo per cui
. Nel secondo caso, una retta per
con coefficiente angolare
determina un sotto-segmento parabolico di area
. Per convessità della parabola,
è una funzione continua e decrescente sull’intervallo
, si ha
, dunque esiste un unico
per cui
. Il fatto che né l’altezza della retta che risolve il primo punto, né la pendenza della retta che risolve il secondo punto siano quantità razionali è semplice conseguenza del fatto che
non è un elemento di
: la dimostrazione di quest’ultima affermazione è analoga alla dimostrazione dell’irrazionalità di
; per il Teorema fondamentale dell’Aritmetica non è possibile che due numeri naturali e positivi
realizzino
.
- Si veda Quadrature of the Parabola. ↩
Svolgimento.
A patto che esistano almeno due punti distinti che la soddisfino, l’ultima è l’equazione di una circonferenza. La tesi segue immediatamente.
Suggerimento: può essere utile dimostrare e ricordare una particolare proprietà della parabola.
Svolgimento.
Svolgimento.

Figura 45.
Per definizione metrica di parabola si ha e
. Per la proprietà ottica della parabola si ha
e
. In particolare i triangoli
e
sono congruenti per il primo criterio (SAS), tanto quanto
i triangoli
e
. Segue che l’angolo
è pari a metà di un angolo piatto. Si ha inoltre
e
.
- Si determinino fuoco e direttrice della parabola di equazione
;
- Si determini l’equazione della parabola avente fuoco in
e direttrice di equazione
.
Svolgimento.
- La parabola di equazione
interseca l’asse delle
nei punti di ascisse
e
: il suo vertice è pertanto collocato in
Poiché
, la direttrice ha equazione
e il fuoco è situato in
- Per quanto concerne
il secondo punto, una parabola con fuoco in
e direttrice di equazione
ha necessariamente vertice nell’origine. Dal calcolo della distanza fuoco-vertice segue che l’equazione della parabola è
In alternativa si può considerare che c’è un unico valore di
per cui
passa dal punto
, che è certamente equidistante da
e da
.
Svolgimento.

Figura 46.
Svolgimento.
\

Figura 47.
In particolare, supponendo senza perdita di generalità che coincida con l’origine e
abbia coordinate
con
, le coordinate di
sono vincolate dalla relazione
, il che comporta che al variare di
sulla retta assegnata l’ortocentro
percorre il grafico di un polinomio
di secondo grado.
Svolgimento.
Svolgimento.
Svolgimento.

Figura 48.
In particolare il punto di tangenza tra retta e parabola si trova
in corrispondenza dell’ordinata , ossia in
. Ciò permette di dedurre che l’apertura della parabola è
, dunque
giace al di sotto di
e la distanza
è pari ad
. In conclusione
ha coordinate
.
Alla medesima conclusione si può pervenire attraverso la proprietà ottica della parabola.
Svolgimento.
Per una parabola siffatta l’ascissa del vertice è e la corrispondente ordinata è
.
Se poniamo
abbiamo che
e che
. In particolare i vertici delle parabole
del fascio appartengono al grafico della funzione
avente per dominio
. Questo è il grafico di una iperbole avente centro nel punto
e asintoti di equazione
e
.
Suggerimento: si dimostri preliminarmente che se un punto sulla parabola ha la proprietà che la tangente in
alla parabola è perpendicolare alla congiungente
, allora la lunghezza di
è la distanza cercata. Si dimostri che il punto
di coordinate
ha tale proprietà e si concluda.

Figura 49.
Svolgimento.
è sia la distanza tra e la retta
che la distanza tra
e la parabola.
Quale valore di rende minima la distanza tra il vertice della parabola e l’origine degli assi cartesiani?
Svolgimento.
Alternativamente, forse un modo più diretto è riscrivere l’equazione della parabola in questo modo:
In questa forma, si vede che la parabola è semplicemente una traslazione di , sia in verticale che in orizzontale, e le coordinate del vertice si leggono direttamente dall’equazione.
La distanza
di
dall’origine è data da:
Dato che la radice quadrata è una funzione monotona, è sufficiente minimizzare il suo argomento . Scritto come nel membro di destra,
è uguale alla somma di due quadrati, e sarà minimo se
, cioè se
Alternativamente, senza considerare la scomposizione , si può studiare il segno della derivata di
, giungendo naturalmente allo stesso risultato.
In quante regioni esse dividono il piano?
Svolgimento.
In questo modo si vede che tutte le parabole sono copie traslate (orizzontalmente e verticalmente) di .

Figura 50.
Effettuando il sistema tra le tre coppie di equazioni, si verifica facilmente che non ci sono ulteriori intersezioni a parte quelle evidenti nella figura (il termine quadratico si cancella sempre). A questo punto, basta contare e si verifica facilmente che il piano viene diviso in 7 regioni (identificate nel grafico con dei numeri cerchiati). La risposta è quindi
|
|
|
|
|
|
Svolgimento.
che si scompone nella coppia di equazioni:
Queste sono due parabole, una con la concavità verso l’alto e una verso il basso, entrambe con il vertice in , e tra loro simmetriche rispetto alla retta
. Queste caratteristiche sono consistenti solo con il grafico in alto a destra.
Quanto vale se le due curve hanno un’unica intersezione?
Svolgimento.

Figura 51.
Vediamo che per (curve gialle) non ci sono intersezioni tra le due parabole, mentre per
(curve rosse/arancioni) ci sono due intersezioni. Si ha una sola intersezione nel caso limite in cui
e
. L’intersezione avviene chiaramente nel primo quadrante, per cui
e quindi
. Abbiamo dunque:
Dalla seconda equazione, ricaviamo e quindi
. Inserendo questo valore nella prima:
La risposta è quindi
|
|
|
|
|
|
|
Svolgimento.
come discende dalla formula del binomio di Newton con ,
:
L’equazione di partenza è dunque equivalente a:
che corrisponde alla coppia di curve:
Queste sono due parabole con asse parallelo all’asse delle ordinate, concavità verso il basso, e vertici in e
, rispettivamente. Il grafico giusto è quindi quello in alto a destra.
- scrivere l’equazione della retta che passa per il punto
ed è perpendicolare alla retta
;
- determinare la distanza del punto
dalla retta
;
- scrivere l’equazione della retta passante per il punto
e tangente alla circonferenza
.
Svolgimento.
Svolgimento punto 1.
Di seguito la figura che rappresenta la situazione del primo punto:
Figura 52.
Svolgimento punto 2.
Di seguito la figura che rappresenta la situazione del secondo punto:
Figura 53.
Svolgimento punto 3.
(12)
da cui si vede che ha centro in
. La retta
tangente a
nel punto
è perpendicolare alla retta
, che ha coefficiente angolare pari a
. Dunque il coefficiente angolare di
è
. Poiché
deve passare per
, la sua equazione è quindi
.
Una soluzione alternativa è la seguente. Consideriamo l’equazione generica di una retta per
l’origine , di coefficiente angolare
. Poiché
, cerchiamo le rette
per cui
.
Sostituendo l’equazione
in quella di
otteniamo
l’equazione in
a coefficienti dipendenti da
:
la quale ammette radici
Segue che
e quindi deve essere
La retta cercata è quindi .
Alternativamente si poteva procedere mettendo a sistema la retta e l’equazione della circonferenza (com’è stato già fatto nel procedimento antecedente):
da cui
e imporre che il dell’equazione di secondo grado spuria sia uguale a zero, cioè
ritrovando la stessa soluzione ottenuta in precedenza. Di seguito la rappresentazione geometrica.
Figura 54.
Fonte: Ignota.
Da si conduca la retta
parallela all’asse
e sia
la sua intersezione con la retta
. Determinare:
- l’area del triangolo
;
- l’equazione della circonferenza circoscritta al triangolo
.
Svolgimento.
da cui, sostituendo le coordinate di in essa, si trova
e quindi
Di seguito il grafico del sostegno della circonferenza.

Figura 55.
L’equazione della bisettrice è . Ne segue che
da cui l’equazione
le cui soluzioni sono . Poiché
conduce al punto
, abbiamo che
. Di seguito il grafico del sostegno della circonferenza e della bisettrice
e i loro punti di intersezione.

Figura 56.
Chiamiamo la retta perpendicolare a
che ha coefficiente angolare
e quindi la sua equazione è
Si ha allora
Di seguito la nuova figura con le informazioni trovate.

Figura 57.
La retta , essendo parallela all’asse
, ha equazione generica
. Poiché
, segue che
. Quindi
Di seguito la nuova figura con le informazioni trovate.

Figura 58.
Svolgimento punto 1.

Figura 59.
Si osservi che l’angolo è retto, in quanto
e
e le rette
sono perpendicolari. Ne segue che, essendo
il triangolo oltre ad essere rettangolo è isoscele, in particolare la sua area risulta uguale a
Svolgimento punto 2.
e
l’equazione della circonferenza cercata è
Altrimenti si potevano sostituire i tre punti in un equazione generica di una circonferenza
dove sono costanti da determinare, ottenendo
da cui
cioè
come ottenuto in precedenza. Di seguito la situazione geometrica.

Figura 60.
Fonte: Ignota.
- l’equazione della retta
passante per
e
;
- le equazioni delle due circonferenze tangenti esternamente in un punto
, aventi entrambe il centro sulla
, lo stesso raggio e passanti una per
e l’altra per
;
- le equazioni delle tre rette tangenti comuni alle due circonferenze.
Svolgimento punto 1.
(13)
Alternativamente, l’equazione generica cercata è . Sostituendo le coordinate dei punti abbiamo
da cui
e quindi l’equazione della retta è
Di seguito la situazione geometrica.

Figura 61.
Svolgimento punto 2.
da cui , l’equazione delle circonferenze sono date da
Di seguito la situazione geometrica.

Figura 62.
Svolgimento punto 3.
Di seguito la situazione geometrica.

Figura 63.
Per determinare le altre due rette, basta osservare che esse appartengono alle rette del fascio parallelo alla retta ed hanno distanza pari ad
da essa. L’equazione generica di una tale retta è
Per determinare basta imporre che la distanza tra tale retta e il punto
(o anche qualsiasi altro punto di
) sia pari ad
, per cui
da cui
e quindi i valori per pari a
, da cui le rette
Di seguito la situazione geometrica.

Figura 64.
Fonte: Ignota.
- l’equazione della terza circonferenza di raggio pari alla somma dei raggi delle due circonferenze date, tangente esternamente a
e
e avente centro di ordinata positiva;
- Calcolare l’area del triangolo che ha come vertici i centri delle tre circonferenze;
- Il luogo dei punti
determinato dai centri delle circonferenze tangenti esternamente a
e
. Se le circonferenze avessero stesso raggio, quale sarebbe il nuovo luogo dei punti?
Svolgimento.

Figura 65.
Indicando con e
gli angoli in
e
, è possibile scrivere il seguente sistema:
Svolgimento punto 1.
Pertanto, l’equazione della circonferenza sarà:
Svolgimento punto 2.
Svolgimento punto 3.
(14)
Dunque è un ramo di iperbole.
Se invece i raggi di e
fossero stati uguali, il luogo geometrico dei punti richiesti sarebbe stato la retta tangente alle circonferenze nel loro punto in comune, come si può facilmente vedere per simmetria del problema; oppure, imponendo gli stessi centri per le circonferenze, dall’equazione
si ottiene la retta
.
Svolgimento.
Nel nostro caso dobbiamo quindi imporre
Figura 66: circonferenza centrata in ..
La risposta è quindi
-
;
-
;
-
;
-
;
- nessuna delle precedenti.
Svolgimento.
- si intersecano in due punti distinti se e solo se
;
- sono tangenti se e solo se
;
- non si intersecano se e solo se
.
Nel nostro caso l’unico punto per cui è uguale a
è D). Infatti
Nei restanti casi, se il centro fosse A) o C) allora le circonferenze si incontrerebbero in due punti distinti, mentre nel restante caso B) le circonferenze non si intersecherebbero.
Figura 67: le tre possibili posizioni reciproche di una coppia di circonferenze.
La risposta corretta è quindi la
Svolgimento.
- La condizione
implica che
e
devono avere lo stesso segno o almeno uno dei due deve essere
. Quindi siamo nel primo e terzo quadrante compreso gli assi.
- L’equazione
rappresenta una circonferenza di raggio
e centro nell’origine.
- L’equazione
rappresenta una retta parallela alla bisettrice del secondo e quarto quadrante e passante per
.
Risolvendo il sistema:
Otteniamo i punti e
. Entrambi soddisfano
.
Pertanto, ci sono due punti che soddisfano tutte e tre le condizioni, ossia
Figura 68: i tre insiemi descritti dalle tre equazioni e la loro intersezione.
Suggerimento: .
Svolgimento.
Svolgimento.
Svolgimento.
a sua volta equivalente (per non negatività di ambo i membri) a o a:
che è l’equazione di una parabola.
Svolgimento.
dunque l’area del cerchio circoscritto è . Si perviene allo stesso risultato anche esplicitando
l’equazione
della circonferenza circoscritta ad
e constatando che l’area racchiusa è
Svolgimento.
e l’equazione equivalente
è quella di una circonferenza di centro e raggio
. La lunghezza cercata è pertanto
risulta più vicino alla circonferenza di equazione
Svolgimento.

Figura 69.
Il punto , di coordinate
, giace quindi sul segmento
, a distanza
da
. Sfruttando la similitudine dei triangoli
e
, possiamo scrivere:
La risposta è quindi
Qual è la sua distanza minima dall’origine degli assi cartesiani?
Svolgimento.
(15)
Riconosciamo quindi che si tratta di una circonferenza di centro e raggio
. Il suo punto
più vicino all’origine deve trovarsi necessariamente sulla retta che passa per
e per
.
Dato che la distanza di dall’origine è pari a
, si conclude che la distanza tra
e
è pari a
ovvero

Figura 70.
Svolgimento.

Figura 71.
Per quanto riguarda la prima, la terza e la quarta retta, basta notare che contengono tutte punti interni alla circonferenza (ad esempio nei punti con ), per cui non possono essere tangenti.
La seconda retta ha un’inclinazione di e forma con gli assi coordinati il triangolo rettangolo isoscele
, i cui cateti hanno lunghezza
e quindi l’ipotenusa ha lunghezza 4. La distanza
dalla retta dal punto
è quindi pari ad
, che è proprio la misura del raggio
della circonferenza. Concludiamo che
è tangente alla circonferenza.
La risposta è quindi
Alternativamente, si poteva usare la formula della distanza tra il centro della circonferenza e la retta e verificare che l’unica retta avente distanza dal esso pari al raggio della circonferenza è la seconda.
(16)
Svolgimento.
Abbiamo usato che . Questa equazione ha soluzioni
e
, ed essendo
si trovano le ascisse corrispondenti
e
. Possiamo ora disegnare le due curve.

Figura 72.
L’area della regione compresa tra le due curve (in rosso) si può ottenere come la differenza tra l’area del settore circolare e l’area del triangolo
. Per quanto riguarda la prima, essendo
, l’angolo
vale
, per cui il settore circolare ha come area
dell’area del cerchio, quindi
. L’area del triangolo
è poi data da
.
L’area della regione rossa è quindi data da:
Sotto quale condizione su l’origine degli assi cartesiani è un punto interno alla circonferenza?
Svolgimento.
Affinché l’equazione rappresenti una circonferenza, è necessario che il termine di destra (che rappresenta il quadrato del raggio della circonferenza) sia positivo:
(17)
L’origine () appartiene all’interno della circonferenza se:
e cioè . Resta solo da controllare che la condizione (17) sia verificata, che in effetti è sempre garantito se
. La risposta è quindi
Svolgimento.
Svolgimento punto 1.
Dato che la retta passa per l’origine, il valore massimo di
al variare di
all’interno del cerchio è dato dal suo raggio, cioè 1. Questo avviene quando
, dove
è l’intersezione tra la circonferenza e la retta
perpendicolare ad
passante per l’origine. Abbiamo quindi:

Figura 73.
La risposta è quindi
Svolgimento punto 2.
Per ogni prodotto scalare, vale la disuguaglianza di Cauchy-Schwarz:
in particolare, questa relazione diventa un’uguaglianza nel caso in cui e
sono paralleli, cioè se
. Possiamo ora scrivere:
che fornisce un limite superiore per . Se poi
e
, le due disuguaglianze sono uguaglianze, per cui si ha
.
Svolgimento.

Figura 74.
All’interno o sul bordo del cerchio di raggio 2 ci sono punti. Non è difficile verificarlo. Per esempio,
è all’interno perch\’e
, mentre
è al di fuori perch\’e
. I punti
e
stanno esattamente sul bordo, e vanno quindi anche loro conteggiati. Per simmetria, si trovano subito anche i punti nei rimanenti quadranti.
La quantità vale dunque 21: dobbiamo allargare il raggio della circonferenza in modo da aggiungere 8 punti. Il primo punto che incontriamo è
. Per simmetria, questo comporta direttamente l’aggiunta di 8 nuovi punti in tutto, che è proprio quel che volevamo fare. Il raggio della nuova circonferenza (indicata in figura con una linea tratteggiata) è
. Il raggio della circonferenza originaria va quindi aumentato almeno di
è
Svolgimento.
da cui segue che
Svolgimento.
Il triangolo individuato dall’intersezione con gli assi ha vertici di coordinate ,
e
. L’area sarà quindi pari a
. E’ necessario inserire il modulo dal momento che l’area è una quantità sempre positiva mentre
è un parametro reale.
Svolgimento.
Nel caso di due fuochi e
,
, simmetrici rispetto l’asse
abbiamo che
da cui si ottiene
quindi
Facendo le opportune semplificazioni si arriva a
Perciò l’equazione dell’iperbole è del tipo e la relazione fra i coefficienti
e quelli
è la seguente:
Per definizione l’eccentricità di una iperbole è , perciò occorre risolvere il sistema
Figura 75: iperbole di fuochi e
ed eccentricità
..
Perciò l’equazione dell’iperbole è
Un altro modo più veloce per determinare l’equazione dell’iperbole sarebbe potuto essere partire dall’equazione canonica e ricordare che valgono le relazioni
e
.
Svolgimento.
La retta data invece è parallela alla bisettrice del secondo e quarto quadrante e passa per il punto . Ci aspettiamo quindi che per ogni valore di
la retta interseca in due punti
, mentre solo per alcuni valori di
(che dipenderanno da
) avremo che la retta interseca anche l’iperbole
.
Per determinare in modo esatto per quali valori, sostituiamo nell’equazione dell’iperbole e risolviamo l’equazione in
:
Il numero dei punti di intersezione dipendono quindi dal segno del discriminante dell’equazione di secondo grado ottenuta:
Quindi il numero di punti di intersezione fra le due curve sarà:
-
se
;
-
se
oppure
;
-
se
oppure
.

Figura 76: la retta e le due iperboli equilatere nel caso e
..
-
;
-
;
-
;
-
.
Svolgimento punto 1.

Figura 77.
La rappresentazione grafica è due rette parallele.
Svolgimento punto 2.
Il luogo dei punti che risolve l’equazione è quindi il solo punto .
Svolgimento punto 3.

Figura 78.
Svolgimento punto 4.

Figura 79.
Svolgimento punto 1.
Le due equazioni rappresentano un arco di iperbole e un arco di circonferenza.

Figura 80.
Svolgimento punto 2.
L’equazione è simmetrica rispetto agli assi cartesiani, per cui è sufficiente studiarla solo nel primo quadrante. Si ottiene quindi un’iperbole equilatera il cui grafico è riportato in figura.

Figura 81.
Svolgimento punto 3.
Si ottengono le seguenti equazioni:
L’ultima equazione non risulta mai verificata, per cui il grafico è la composizione di tre curve: due archi di iperboli e un arco di ellisse.

Figura 82.
Svolgimento punto 4.
La terza equazione non risulta mai verificata, per cui il grafico è la composizione di tre curve: due iperboli ed un’ellisse.

Figura 83.
Svolgimento.
Quindi l’insieme dei punti del piano che verificano l’equazione data nell’esercizio
distano dal punto
esattamente
(vedi figura 84)
Figura 84: circonferenza centrata in e di raggio
.
Il luogo di tali punti è quindi una circonferenza.
Svolgimento.
Dato che la loro intersezione consta di un solo punto di molteplicità , allora sono fra loro tangenti ed il punto di tangenza è
(vedi figura 85
Figura 85: retta tangente alla circonferenza di centro
.
Svolgimento.
Quindi l’insieme dei punti che verificano tale equazione è l’insieme dei punti che verificano
ovvero una retta nel piano (vedi figura 86).
Figura 86: grafico della retta .
Svolgimento.
Osserviamo inoltre che la retta interseca ogni circonferenza del fascio in un solo punto
:
Figura 87: fascio di circonferenze tangenti alla retta ..
Perciò l’equazione è quella di un fascio di circonferenze tangenti alla retta di equazione (vedi figura 87).
Svolgimento.
Tuttavia, la prima equazione non ammettte soluzioni nel campo dei numeri reali, quindi deve verificare necessariamente
che è l’equazione di un’ellisse.
Figura 88: l’insieme dei punti che verificano l’equazione .
dove è un opportuno polinomio?
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Svolgimento.
- Ogni equazione del tipo
è simmetrica in
e
: se
è una soluzione, allora lo è anche
. Questo vuol dire che la curva corrispondente è simmetrica rispetto alla bisettrice del primo e terzo quadrante. Questo esclude la curva I.
- Mostriamo come sia impossibile che un tratto della curva
sia la funzione costante. Se infatti, per assurdo, si avesse
, avremmo
. Essendo poi
, si ha
e quindi
, cioè
. L’equazione di partenza si riduce quindi all’identità
, che ha come soluzione (“patologica”) l’intero piano cartesiano (che non corrisponde a quanto disegnato nel grafico II)!
- Questa è una circonferenza; detto
il suo raggio, la sua equazione si può esprimere nella forma richiesta prendendo (per esempio)
, in modo che
.
- Questa retta ha equazione
, e si può esprimere nella forma richiesta prendendo (per esempio)
.
I grafici richiesti sono quindi solo il terzo e il quarto.
