La seguente trattazione sulla legge di Faraday-Neumann-Lenz non è esaustiva al livello teorico, si vuole solo studiare l’applicazione di essa nei circuiti elettrici per aiutare il lettore ad una maggiore comprensione dello svolgimento degli esercizi del seguente eserciziario. Consideriamo un circuito immerso in un campo magnetico

e denotiamo con

una qualsiasi superficie che ha come bordo il circuito stesso.
La legge di Faraday-Neumann-Lenz è
(1) 
dove il segno – indica che gli effetti prodotti dalla forza elettromotrice indotta sono opposti alla variazione di flusso del campo magnetico totale entrante nel circuito.
La forma del circuito può variare nel tempo, il circuito può essere collegato ad un generatore esterno che fa scorrere una corrente dentro di essa variabile nel tempo, oppure, ad esempio, può essere immerso in un campo magnetico esterno prodotto da una sorgente esterna. Tutte e tre le situazioni possono accadere singolarmente, due contemporaneamente, oppure tutte e tre insieme, insomma nessuna esclude l’altra.
Sia
, dove
e
sono rispettivamente il campo magnetico generato dall’esterno e il campo magnetico autoindotto. Riscriviamo la precedente equazione come
(2) 
oppure
(3) 
dove si è usato nel precedente passaggio
(4) 
Studiamo qualche caso fisico in cui si vede applica la legge di Faraday-Neumann-Lenz.
- Si immagini che, ad esempio, che la forma del circuito non vari nel tempo e che non sia collegato a nessun generatore di tensione, ma che vari solo il flusso del campo magnetico esterno. In questo caso il campo magnetico interno dipende dal campo magnetico esterno, perché il campo magnetico interno si genera per gli effetti causati dal campo magnetico esterno. Ipotizziamo che il flusso del campo magnetico esterno aumenti nel tempo, allora il flusso del campo magnetico interno diminuisce, oppure se il flusso del campo magnetico diminuisce nel tempo, allora il flusso del campo magnetico interno aumenta, come d’altro canto la natura vuole.
- Si immagini il caso in cui il circuito non sia immerso in un campo magnetico esterno e che la sua forma non vari nel tempo, ma che sia collegato ad un generatore che faccia scorrere una corrente variabile nel tempo nel circuito. Per la seconda legge elementare di Laplace sappiamo che si genererà un campo magnetico e questo campo magnetico rappresenta proprio il campo magnetico interno. Dunque, in tale situazione la (5) diventa
(5) 
Dalla precedente equazione si deduce, quindi che, anche in assenza di campo magnetico esterno si produce una forza elettromotrice indotta, però questa volta dal campo magnetico interno. Pertanto deduciamo che, in generale, il campo magnetico interno non dipende necessariamente dal campo magnetico esterno.
- Ora, immaginiamo che, il circuito sia immerso in un campo magnetico esterno costante in modulo, direzione e verso, che non si collegato a nessun generatore e si supponga che la forma del circuito vari nel tempo, in modo da far variare il flusso del campo magnetico dentro di esso; anche in questo caso la (5) continua a valere e deduciamo che il campo magnetico interno non dipende necessariamente dal campo magnetico esterno, ma da cause esterne variabili, che possono essere, ad esempio un generatore che fa scorrere la corrente nel circuito o un meccanismo esterno che faccia variare la forma del circuito nel tempo.
Da quanto detto deduciamo che la legge di Faraday è molto profonda e ci possono essere molti casi da analizzare.
In molti degli esercizi proposti in questo capitolo si trascurerà l’autoinduttanza dei circuiti, ovvero si pone
, da cui l’equazione (5) diventa
(6) 
Dato un piano immerso in un campo magnetico convenzionalmente con il pallino pieno
si indica che il campo magnetico è uscente dal foglio, mentre con una
se è entrante nel foglio, come rappresentato in figura 1.

Figura 1: rappresentazione convenzionale dei versi di campo magnetico.
Immaginiamo di avere un circuito immerso in un campo magnetico uscente (ovvero il caso denotato con il simbolo
) tale per cui il flusso del campo magnetico attraverso esso aumenti nel tempo. Denotiamo con
il flusso del campo magnetico attraverso
. Se il flusso attraverso
aumenta vuol dire che
, altrimenti se il flusso attraverso
diminuisce vuol dire che
. Inoltre, si osservi che, se il flusso aumenta vuol dire che
è una funzione crescente, mentre se il flusso diminuisce vuol dire che
è una funzione decrescente.
Analizziamo il caso in cui un circuito sia immerso in un campo magnetico entrante (ovvero il caso denotato con il simbolo
) tale per cui il flusso del campo magnetico attraverso esso aumenti nel tempo in modulo. Se il flusso attraverso
aumenta in modulo vuol dire che
; in altri termini, la funzione
è monotona decrescente. Se il flusso diminuisce in modulo vuol dire che
; in altri termini, la funzione
è monotona crescente.
Matematicamente si può pensare, ad esempio, alla funzione
che è crescente e la derivata è
, altrimenti alla funzione
che è decrescente e la cui derivata è
.
Spesso negli esercizi il flusso del campo magnetico è lineare, ovvero è nella forma
, dove
perché fisicamente rappresenta una lunghezza, come ad esempio la lunghezza di un lato di un rettangolo. Chiaramente la costante che moltiplica la variabile
può essere positiva o negativa a seconda che il flusso del campo magnetico sia crescente o decrescente dato che stiamo assumendo che matematicamente sia un retta passante per l’origine di un sistema di riferimento
. Analizziamo il caso
. Precedentemente abbiamo detto che se il flusso diminuisce nel tempo ed è negativo vuol dire che
e che
, infatti se consideriamo
in modulo si ha
per
che è crescente.
Riassumendo
- nel caso
se
aumenta vuol dire che
è una funzione monotona crescente e
;
- nel caso
se
diminuisce vuol dire che
è una funzione monotona decrescente e
;
- nel caso
se
aumenta in modulo vuol dire che
è una funzione monotona decrescente e
;
- nel caso
se
diminuisce in modulo vuol dire che
è una funzione monotona crescente e
.
Per la legge di Faraday nel caso 1, caso 2, caso 3 e caso 4, si ha rispettivamente
(7) 
(8) 
(9) 
e
(10) 
Le equazioni (7), (8), (9) e (10) dicono rispettivamente che la corrente circola in senso orario nel circuito, la corrente circola in senso antiorario nel circuito, la corrente circola in senso antiorario nel circuito e la corrente circola in senso orario nel circuito, come era deducibile dalle legge di Lenz.
Spesso negli esercizi si sceglierà un sistema di riferimento fisso
dal quale osservare gli eventi fisici, da cui si denoterà
,
e
i versori rispettivamente degli assi
,
e
.