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Esercizi di elettrotecnica proposti sui social

 
 

Autori e revisori

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Esercizio 1. Per il circuito in figura 1 determinare l’equivalente di Thevenin tra i terminali a e b.

 

 

Figura 1: schema del problema.

 

Svolgimento

Si richiede l’equivalente di Thevenin visto ai morsetti a e b, cioè un generatore ideale di tensione \vth in serie con una resistenza \rth. Per definizione \vth coincide con la tensione a morsetti aperti \vab=v_a-v_b, mentre \rth coincide con la resistenza equivalente vista ai morsetti dopo lo spegnimento dei generatori indipendenti, calcolabile anche mediante un generatore di prova.

Per il calcolo di \vth conviene applicare una trasformazione di generatore sul bipolo formato dal generatore di corrente 5 \text{A} in parallelo al resistore 10 \Omega, entrambi tra il nodo c e il riferimento. Tale bipolo è equivalente, ai fini dei morsetti esterni, a un generatore ideale di tensione in serie con lo stesso resistore, con valore

\[50 \text{V}= 5 \text{A}\cdot 10 \Omega,\]

e polarità positiva verso il nodo superiore coerente con la freccia del generatore di corrente originale. Si ottiene così il circuito seguente, sul quale si imposta l’analisi alle correnti di maglia.  

 

Figura 2.

  Si assumono le correnti di maglia i_1,i_2,i_3 orientate in verso orario come in figura 2. Le cadute di tensione sui resistori si scrivono con la convenzione degli utilizzatori; sui rami condivisi tra due maglie la corrente di ramo risulta data dalla differenza delle correnti di maglia. Si scrive la LKT in ciascuna maglia.

Nella maglia di sinistra, la somma delle resistenze percorse esclusivamente è 20 \Omega (i due resistori da 10 \Omega sul lato sinistro e sul ramo superiore), mentre sul resistore condiviso da 10 \Omega si ha la caduta 10 \Omega (i_1-i_2)). Il generatore da 50 \text{V} è percorso dall’alto verso il basso, quindi contribuisce come caduta 50 \text{V}; il generatore da 30 \text{V} è percorso dal basso verso l’alto, quindi contribuisce come caduta 30 \text{V}. Si ottiene

\[20 \Omega, i_1+ 10 \Omega (i_1-i_2)+50 \text{V}-30 \text{V}=0.\]

Nella maglia in basso a destra compaiono il resistore verticale da 10 \Omega percorso da i_2, il resistore condiviso da 10 \Omega nel ramo centrale con caduta 10 \Omega(i_2-i_1), e il resistore condiviso da 20 \Omega tra i nodi c e b con caduta \20 \Omega(i_2-i_3). Il generatore da 50 \text{V} viene qui percorso dal basso verso l’alto, quindi contribuisce come caduta -50 \text{V}. Si ottiene

\[10 \Omega, i_2+ 20 \Omega(i_2-i_3)+10 \Omega(i_2-i_1)-50 \text{V}=0.\]

Nella maglia superiore compaiono il resistore da 20 \Omega sul ramo alto, percorso da i_3, e il resistore condiviso da 20 \Omega sul ramo centrale, percorso in verso opposto da i_2, con caduta 20 \Omega(i_3-i_2). Il generatore da 20 \text{V} è percorso dal nodo t (polo negativo) al nodo b (polo positivo), quindi contribuisce come caduta 20 \text{V}. Si ottiene

\[20 \Omega\, i_3 + 20 \Omega(i_3-i_2)-20 \text{V}=0.\]

Dividendo membro a membro per 10 \Omega e raccogliendo i termini, il sistema equivalente può essere scritto come

\[\begin{cases} 30\,i_1-10\,i_2=-20,\\ -10\,i_1+40\,i_2-20\,i_3=50,\\ -20\,i_2+40\,i_3=20, \end{cases}\]

dove le correnti sono espresse in \text{A}. Dalla prima equazione si ottiene

\[i_1=\frac{i_2-2}{3},\]

mentre dalla terza equazione si ottiene

\[i_3=\frac{i_2+1}{2}.\]

Sostituendo tali espressioni nella seconda equazione si ottiene

\[-10\frac{i_2-2}{3}+40i_2-20\frac{i_2+1}{2}=50,\]

da cui, dopo semplificazione,

\[\frac{80}{3}i_2=\frac{160}{3}\quad\Longrightarrow\quad i_2=2 \text{A}.\]

Segue

\[i_1= 0 \text{A},\qquad i_3=1.5 \text{A}.\]

Si determina ora la tensione a morsetti aperti v_{ab}=v_a-v_b. Tra i nodi a e c è presente il resistore da 10 \Omega percorso dalla corrente di maglia i_1 nel verso da a verso c, quindi

\[v_a-v_c= 10 \Omega, i_1.\]

Tra i nodi c e b è presente il resistore da 20 \Omega condiviso dalle maglie i_2 e i_3. Nel verso da c verso b la corrente di ramo risulta i_2-i_3, quindi

\[v_c-v_b= 20 \Omega \,(i_2-i_3).\]

Per addizione membro a membro si ottiene

\[v_{ab}=v_a-v_b=(v_a-v_c)+(v_c-v_b)= 10 \Omega\,i_1+ 20 \Omega{\ohm}(i_2-i_3).\]

Sostituendo i valori numerici si trova

\[\boxcolorato{fisica}{\vth=v_{ab}= 10 \Omega\cdot 0 \text{A}+ 20 \Omega \bigl(2 \text{A}-1.5 \text{A}\bigr)= 10 \text{V}.}\]

La polarità è tale che v_a-v_b= 10 \text{V}, dunque il polo positivo del generatore equivalente risulta al morsetto a.

Per il calcolo di \rth si spengono i generatori indipendenti del circuito originale: i generatori ideali di tensione si sostituiscono con cortocircuiti e il generatore ideale di corrente si sostituisce con un circuito aperto. Il ramo con 30 \text{V} diviene un collegamento diretto al riferimento e lascia in circuito il solo resistore 10 \Omega tra a e il riferimento; il ramo con 20 \text{V} cortocircuita i nodi t e b, rendendo in parallelo i due resistori da 20 \Omega tra c e b. Il circuito resistivo risultante è il seguente.  

 

Figura 3.

  I due resistori 20 \Omega risultano in parallelo tra c e b, quindi si sostituiscono con il resistore equivalente

\[R_{cb}=\left(\frac{1}{20 \Omega}+\frac{1}{20 \Omega}\right)^{-1}=10 \Omega.\]

Sul circuito così ridotto si applica un generatore di prova di tensione 1 \text{V} ai morsetti, con polo positivo al morsetto b, e si indica con I la corrente nel generatore di prova orientata da a verso b. Per seguire un’impostazione coerente con i calcoli riportati, si assume v_a= 0 \text{V} e quindi v_b= \ \text{V}. Si denotano con x la tensione del nodo centrale c e con y la tensione del nodo inferiore comune (il conduttore che raccoglie i tre resistori verticali), entrambe misurate rispetto al riferimento scelto in a.  

 

Figura 4.

  Si scrive ora la LKC ai nodi x e y. Al nodo x le correnti uscenti verso a, verso b e verso y sommano a zero, cioè

\[\frac{x-0 \text{V}}{10 \Omega}+\frac{x-1 \text{V}}{10 \Omega}+\frac{x-y}{10 \Omega}=0,\]

equivalente a

\[3x-y=1 V.\]

Al nodo y le correnti uscenti verso a, verso x e verso b sommano a zero, cioè

\[\frac{y-0 V}{10 \Omega}+\frac{y-x}{10 \Omega}+\frac{y-1 V}{10 \Omega}=0,\]

equivalente a

\[3y-x=1V.\]

Risolvendo il sistema si ottiene

\[x=0.5 V,\qquad y=0.5 V.\]

La corrente I nel generatore di prova, orientata da a verso b, coincide con la corrente totale che entra nel nodo b dal generatore e poi si ripartisce nei due rami resistivi connessi a b, cioè nel resistore verso x e nel resistore verso y. Pertanto

\[I=\frac{1 V-x}{10 \Omega}+\frac{1 V-y}{10 \Omega} =\frac{1 V-0.5 V}{10 \Omega}+\frac{1 V- 0.5 V}{10 \Omega} =1 \text{A}.\]

Ne segue

\[\boxcolorato{fisica}{\rth =\frac{1 V}{I}=\frac{1 V}{0.1 A}=10 \Omega}\]

Si conclude quindi che l’equivalente di Thevenin tra i morsetti a e b è costituito da un generatore ideale di tensione \vth=10 V con polo positivo al morsetto a, in serie con la resistenza \rth= 10 \Omega.  

 

Figura 5.