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Esercizi svolti sintesi dell’osservatore asintotico dello stato

Sintesi dell'osservatore asintotico dello stato

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Esercizio 1  (\bigstar\bigstar\largewhitestar\largewhitestar\largewhitestar). Dato il sistema

(1)   \begin{align*} 				x(k+1)&=\begin{pmatrix} 				2&2&-2\\0&-1&1\\2&0&0 				\end{pmatrix}x(k)+\begin{pmatrix} 				0\\1\\0 				\end{pmatrix}u(k)\\[5pt] 				\qquad y(k)&=\begin{pmatrix} 				1&0&1 				\end{pmatrix}x(k). 				\end{align*}

Portare il sistema nella forma di osservabilità e valutare la possibilità di sintetizzare un osservatore asintotico.

Svolgimento.

La matrice di osservabilità del sistema, definita come

(2)   \begin{equation*} 	M_D = \begin{pmatrix} 		C \\ 		CA \\ 		CA^2 	\end{pmatrix} = \begin{pmatrix} 		1 & 0 & 1 \\ 		2 & 2 & 0 \\ 		0 & 2 & -2 	\end{pmatrix}, \end{equation*}

presenta un rango pari a 2. Il suo nucleo è generato dal vettore

(3)   \begin{equation*} 	\begin{pmatrix} 		1 \\ 		-1 \\ 		-1 	\end{pmatrix}, \end{equation*}

che rappresenta una base per lo spazio inosservabile. Completiamo questa base con due colonne linearmente indipendenti che rappresentano una base dello spazio osservabile, ottenendo la matrice di trasformazione T:

(4)   \begin{equation*} 	\begin{pmatrix} 		0 & 0 & 1 \\ 		0 & 1 & -1 \\ 		1 & 0 & 1 	\end{pmatrix}, \end{equation*}

e la sua matrice inversa:

(5)   \begin{equation*} 	\begin{pmatrix} 		1 & 0 & 1 \\ 		1 & 1 & 0 \\ 		1 & 0 & 1 	\end{pmatrix}. \end{equation*}

Applichiamo le seguenti trasformazioni al sistema:

(6)   \begin{align*} 	\hat{A} &= T^{-1}AT, \\ 	\hat{B} &= T^{-1}B, \\ 	\hat{C} &= CT, \end{align*}

per riformulare il sistema in termini di osservabilità:

(7)   \begin{equation*} 	\hat{x}(k+1) = \begin{pmatrix} 		0 & 2 & \vline & 0 \\ 		-1 & 1 & \vline & 0 \\ 		\hline -2 & 2 & \vline & 0 	\end{pmatrix} \hat{x}(k) + \begin{pmatrix} 		0 \\ 		1 	\end{pmatrix}. \end{equation*}

Le matrici

(8)   \begin{equation*} 	A = \begin{pmatrix} 		0 & 2 \\ 		-1 & 1 	\end{pmatrix} \quad \text{e} \quad B_1 = \begin{pmatrix} 		0 \\ 		1 	\end{pmatrix} \end{equation*}

corrispondono al sottospazio osservabile.

Il sistema presenta un autovalore non osservabile \lambda = 0 che è stabile, rendendo possibile la costruzione di un osservatore asintotico.

L’uscita osservata del sistema è espressa da

(9)   \begin{equation*} 	\hat{y}(k) = \begin{bmatrix} 		1 & 0 & 0 	\end{bmatrix} \hat{x}(k) \quad \text{con} \quad C_1 = \begin{bmatrix} 		1 & 0 	\end{bmatrix}. \end{equation*}

 

Esercizio 2  (\bigstar\bigstar\bigstar\largewhitestar\largewhitestar). Consideriamo il sistema a tempo continuo descritto dalle seguenti equazioni:

    \[ 	\begin{cases} 	\dot{x}(t) = Ax(t) + Bu(t) \\ 	y(t) = Cx(t) 	\end{cases} 	\]

dove le matrici sono definite come segue

    \[ 	A = 	\begin{pmatrix} 	0 & 3 & -1 \\ 	0 & -1 & 0 \\ 	0 & 1 & 4 	\end{pmatrix},\quad 	B = 	\begin{pmatrix} 	0 \\ 	-5 \\ 	1 	\end{pmatrix},\quad 	C = 	\begin{pmatrix} 	1 & 0 & 0 	\end{pmatrix}, 	\]

dove x(t) rappresenta il vettore delle variabili di stato, u(t) è la variabile di ingresso, e y(t) è l’uscita del sistema. L’obiettivo è verificare se è possibile progettare un osservatore di stato. In caso affermativo, dovremo scegliere una terna di autovalori per la dinamica dell’errore dell’osservatore e trovare la matrice dei guadagni L che assegni la dinamica desiderata all’osservatore.

Svolgimento.

Per progettare un osservatore asintotico dello stato, è necessario che la matrice di osservabilità abbia rango pieno, oppure che eventuali autovalori non osservabili siano asintoticamente stabili. La matrice di osservabilità è definita come segue:

    \[ 	M_O = \begin{pmatrix} 	C \\ 	CA \\ 	CA^2 	\end{pmatrix} = 	\begin{pmatrix} 	1 & 0 & 0 \\ 	0 & 3 & -1 \\ 	0 & -4 & -4 	\end{pmatrix}. 	\]

Il rango di M_O è pari a 3, il che significa che il sistema è completamente osservabile. Di conseguenza, possiamo scegliere liberamente la dinamica dell’errore per la stima di tutte le variabili di stato. Per la dinamica degli errori, scegliamo gli autovalori -1, -1 e -1.

Per determinare il vettore delle costanti L che assegna questa dinamica agli autovalori, utilizziamo la formula di Ackerman:

    \[ 	L = p(A)q, 	\]

dove p(A) rappresenta la matrice ottenuta sostituendo la matrice A al posto del parametro \lambda nel polinomio desiderato p(\lambda), e q è l’ultima colonna dell’inversa della matrice di osservabilità.

Considerando gli autovalori desiderati per la dinamica degli errori, il polinomio desiderato assume la forma:

    \[ 	p(\lambda) = (\lambda + 1)^3 = \lambda^3 + 3\lambda^2 + 3\lambda + 1. 	\]

Al posto di \lambda occorre sostituire la matrice A. Pertanto abbiamo

    \[p(A)=A^3+3A^2+3I,\]

dove

    \[A^3=\begin{pmatrix} 	0& 0&-16\\ 	0&-1&0\\ 	0&13&64 	\end{pmatrix},\]

    \[A^2=\begin{pmatrix} 	0& -4&-4\\ 	0&1&0\\ 	0&3&16 	\end{pmatrix},\]

e

    \[I= 	\begin{pmatrix} 		1& 0&0\\ 		0&1&0\\ 		0&0&1 	\end{pmatrix},\]

da cui, svolgendo i calcoli, si ottiene

    \[p(A)=\begin{pmatrix} 	1& -3&-31\\\ 	0&0&0\\ 	0&25&125 	\end{pmatrix}.\]

Occorre determinare la matrice inversi di osservabilità, cioè

    \[M_O^{-1}=\begin{pmatrix} 	1&0&0\\[10pt] 	0&\dfrac{1}{4}&-\dfrac{5}{8}\\[10pt] 	0&-\dfrac{1}{4}&-\dfrac{3}{16} 	\end{pmatrix}.\]

Occorre considerare l’ultima colonna che coincide con q nella formula di Ackerman. Pertanto

    \[L=\begin{pmatrix} 	1& -3&-31\\\ 	0&0&0\\ 	0&25&125 	\end{pmatrix}\begin{pmatrix} 	0\\[10pt] 	-\dfrac{5}{8}\\[10pt] 	-\dfrac{3}{16} 	\end{pmatrix}=\begin{pmatrix} 	6\\ 	0\\ 	-25 	\end{pmatrix}.\]

La correttezza del risultato la si può verificare determinando gli autovalori della matrice dinamica dell’osservatore, cioè

    \[A-LC.\]

Imponendo

    \[\det[\left(	A-LC\right)-\lambda I]=0,\]

si trovano 3 autovalori coincidenti in -1, come desiderato.

 

 

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