
(1)
Portare il sistema nella forma di osservabilità e valutare la possibilità di sintetizzare un osservatore asintotico.
Svolgimento.
(2)
presenta un rango pari a . Il suo nucleo è generato dal vettore
(3)
che rappresenta una base per lo spazio inosservabile. Completiamo questa base con due colonne linearmente indipendenti che rappresentano una base dello spazio osservabile, ottenendo la matrice di trasformazione :
(4)
e la sua matrice inversa:
(5)
Applichiamo le seguenti trasformazioni al sistema:
(6)
per riformulare il sistema in termini di osservabilità:
(7)
Le matrici
(8)
corrispondono al sottospazio osservabile.
Il sistema presenta un autovalore non osservabile che è stabile, rendendo possibile la costruzione di un osservatore asintotico.
L’uscita osservata del sistema è espressa da
(9)

dove le matrici sono definite come segue
dove rappresenta il vettore delle variabili di stato,
è la variabile di ingresso, e
è l’uscita del sistema. L’obiettivo è verificare se è possibile progettare un osservatore di stato. In caso affermativo, dovremo scegliere una terna di autovalori per la dinamica dell’errore dell’osservatore e trovare la matrice dei guadagni
che assegni la dinamica desiderata all’osservatore.
Svolgimento.
Per progettare un osservatore asintotico dello stato, è necessario che la matrice di osservabilità abbia rango pieno, oppure che eventuali autovalori non osservabili siano asintoticamente stabili. La matrice di osservabilità è definita come segue:
Il rango di è pari a
, il che significa che il sistema è completamente osservabile. Di conseguenza, possiamo scegliere liberamente la dinamica dell’errore per la stima di tutte le variabili di stato. Per la dinamica degli errori, scegliamo gli autovalori
,
e
.
Per determinare il vettore delle costanti che assegna questa dinamica agli autovalori, utilizziamo la formula di Ackerman:
dove rappresenta la matrice ottenuta sostituendo la matrice
al posto del parametro
nel polinomio desiderato
, e
è l’ultima colonna dell’inversa della matrice di osservabilità.
Considerando gli autovalori desiderati per la dinamica degli errori, il polinomio desiderato assume la forma:
Al posto di occorre sostituire la matrice
. Pertanto abbiamo
dove
e
da cui, svolgendo i calcoli, si ottiene
Occorre determinare la matrice inversi di osservabilità, cioè
Occorre considerare l’ultima colonna che coincide con nella formula di Ackerman. Pertanto
La correttezza del risultato la si può verificare determinando gli autovalori della matrice dinamica dell’osservatore, cioè
Imponendo
si trovano autovalori coincidenti in
, come desiderato.
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