(1)
calcolare i primi tre valori dell’uscita nell’ipotesi di condizioni iniziali nulle e segnale d’ingresso .
Svolgimento.
(2)
consentendoci di ottenere l’uscita del sistema come segue:
(3)
Le radici del denominatore sono:
(4)
Pertanto, l’uscita del sistema può essere espressa in forma fattorizzata come:
(5)
Analizzando e scomponendolo in fratti semplici, otteniamo:
(6)
Da qui, troviamo che:
(7)
Rimoltiplicando per , la trasformata zeta della risposta diventa:
(8)
Antitrasformando, otteniamo la risposta nel tempo discreto:
(9)
Valutando l’uscita nei primi tre istanti di tempo, risulta:
(10)
(11)
dove abbiamo che
(12)
Calcolare il movimento dell’uscita dovuto allo stato .
Svolgimento.
(13)
dove è la matrice diagonale simile alla matrice
e
è la matrice diagonalizzante tale che
(14)
Ricaviamo quindi e
.
- Occorre trovare gli autovalori della matrice
:
(15)
Gli zeri del polinomio caratteristico risultano essere
(16)
di molteplicità algebrica rispettivamente
(17)
Osserviamo che entrambi gli autovalori, avendo modulo minore di uno, risultano stabili. Sapendo che vale la seguente catena di disuguaglianze
(18)
deduciamo che anche la molteplicità geometrica di
sarà pari a uno.\\ Per il secondo autovalore vale invece
(19)
dove
è l’ordine di
. Poiché
, la matrice non è diagonalizzabile\footnote{Le condizioni per la diagonalizzabilità delle matrici sono: \begin{enumerate} \item La somma delle molteplicità algebriche sia pari all’ordine della matrice; \item La molteplicità algebrica di ogni autovalore coincide con quella geometrica. \end{enumerate}
Le condizioni sono automaticamente verificate se il numero di autovalori della matrice è pari al suo ordine. }, bensì Jordanizzabile nella forma
(20)
- Troviamo quindi gli autovettori.\\
Per
abbiamo:
(21)
cui si associa il sistema
(22)
Un possibile autovettore è dunque
(23)
Per
dobbiamo ricavare un autovettore ed un autovettore generalizzato. Per il primo procediamo come nel punto precedente
(24)
da cui si ricava l’autovettore
(25)
L’autovettore generalizzato
si trova, infine, impostando
(26)
Una possibile soluzione in tal caso è
(27)
- Si definisce quindi la matrice jordanizzante
, avente per colonne gli autovettori (generalizzati) della matrice
(28)
tale che
(29)
Si ricava quindi immediatamente
(30)
e con le opportune sostituzioni risulta
(31)
dove
rappresenta il vettore delle variabili di stato la variabile del sistema, l’ingresso e
l’uscita, con
e
si richiede di trovare la risposta libera dello stato, a partire dallo stato iniziale
Inoltre, e
sono le variabili di stato del sistema valutato all’istante
e
e
sono le condizioni iniziali, ovvero i valori assunti dalle variabili di stato all’istante iniziale.
Svolgimento.
dove indica la matrice identità. Procediamo quindi con il calcolo del determinante:
Questa equazione ha come soluzioni , indicando la presenza di un unico autovalore con molteplicità algebrica 2.
Una matrice è diagonalizzabile se la somma delle molteplicità algebriche dei suoi autovalori è uguale all’ordine della matrice e se, per ogni autovalore, la molteplicità algebrica corrisponde alla molteplicità geometrica. La prima condizione è soddisfatta nel nostro caso. Proseguiamo con la verifica della seconda condizione. La molteplicità geometrica dell’autovalore è data da:
Poiché la molteplicità geometrica dell’autovalore differisce dalla sua molteplicità algebrica, ne consegue che la matrice non è diagonalizzabile. Di conseguenza, dobbiamo adottare l’approccio della forma di Jordan per analizzare l’evoluzione del sistema. In questo contesto, la matrice di Jordan si compone di un numero di blocchi di Jordan pari alla molteplicità geometrica dell’autovalore, ognuno con una dimensione corrispondente alla sua molteplicità algebrica. Nel caso specifico, ci troviamo di fronte a un unico blocco di Jordan, che ha dimensione 2. Quindi, la matrice di Jordan per il nostro sistema assume la seguente struttura:
Essendo il sistema a tempo discreto occorre valutare la potenza esima della matrice
, cioè
La riposta libera dello stato è
ovvero
Si conclude che la risposta libera vale
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