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Relazioni d’ordine

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Introduzione

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Una relazione d’ordine su un insieme A è, intuitivamente, un modo per confrontare i suoi elementi, stabilendone il maggiore e il minore. Ciò viene formalizzato considerando un sottoinsieme del prodotto cartesiano A\times A soggetto a determinate proprietà, che ci aspettiamo qualsiasi ordinamento debba soddisfare.

In questo articolo presentiamo la definizione formale di relazione d’ordine, alcuni esempi, e vediamo come da tali concetti astratti ne seguano molti tra quelli noti.


 
 

Relazioni

Il concetto di relazione è tra i più importanti in matematica e comprende al suo interno il concetto stesso di funzione. Intuitivamente, una relazione tra un insieme A e un insieme B è una regola che lega gli elementi di A agli elementi di B secondo un certo principio.

Definizione 1. Una relazione \mathcal{R} tra A e B è un sottoinsieme del prodotto cartesiano

\[\mathcal{R} \subseteq A\times B.\]

Una relazione tra A e A viene detta relazione binaria su A.

\[\quad\]

Per dare un senso pratico alla definizione osserviamo che possiamo interpretare un elemento della relazione (x,y) \in \mathcal{R} come l’affermazione “x è in relazione con y”, in simboli x\mathcal{R}y.

Se la regola associa ad ogni elemento di A qualche elemento di B e se tale elemento è univocamente determinato, la relazione prende il nome di funzione tra A e B.

Definizione 2. Dati due insiemi A e B, una funzione f: A \to B è una relazione f \subset A\times B tale che \forall x \in A \; \exists ! y \in B tale che (x,y)\in f (in simboli x f y, oppure più comunemente y=f(x)).

\[\quad\]

Esempio 3. Forniamo alcuni esempi di relazione binaria su un insieme A.

\[\quad\]

  • \mathcal{R}=\emptyset. In questo caso non c’è alcuna relazione e gli elementi di A sono “sconnessi”;
  •  

  • \mathcal{R}=A\times A. Anche questo è un caso degenere in cui la relazione non esprime nulla di significativo, in quanto tutto è nella relazione.
  •  

  • \mathcal{R}=\Delta, dove \Delta=\{ (x,x): x\in A \} è la diagonale di A. Questa è la relazione di uguaglianza tra elementi, in simboli x\mathcal{R}y \Leftrightarrow x=y. Osserviamo che quest’ultima relazione è una funzione id_A:A \to A, detta identità di A.

 
 

Relazioni d’ordine

Una particolare famiglia di relazioni su un insieme A sono le cosiddette relazioni d’ordine su A.

Definizione 4. Dato un insieme non vuoto A una relazione binaria \mathcal{R} è una relazione d’ordine (o relazione d’ordine parziale) se soddisfa le seguenti proprietà:

\[\quad\]

  • Proprietà riflessiva: a\mathcal{R}a\qquad\forall a\in A;
  •  

  • Proprietà antisimmetrica: Se a\mathcal{R}b\text{ e }b\mathcal{R}a\Rightarrow a=b \qquad\forall a, b\in A;
  •  

  • Proprietà transitiva: Se a\mathcal{R}b\text{ e }b\mathcal{R}c\Rightarrow a\mathcal{R}c \qquad\forall a, b, c\in A.

Scriviamo (A,\mathcal{R}) per indicare l’insieme A dotato della relazione d’ordine \mathcal{R}.

Una relazione d’ordine \mathcal{R} definita su un insieme non vuoto A è detta d’ordine totale se \forall \,(a,b)\in A\times A risulta che a\mathcal{R}b oppure b\mathcal{R}a. In questo caso l’insieme A si dice totalmente ordinato da \mathcal{R}.

\[\quad\]

L’aggettivo parziale nella definizione di relazione d’ordine sta a significare che non necessariamente tutte le coppie (a,b) di elementi dell’insieme A sono tra loro confrontabili, come ci mostra il seguente esempio.

Esempio 5. Sia X un insieme non vuoto. Nell’insieme \mathcal{P}(X) (l’insieme delle parti di X, i cui elementi sono i sottoinsiemi di X) è possibile definire la relazione d’ordine

\begin{equation*} 		A\mathcal{R} B\Leftrightarrow A\subseteq B, 	\end{equation*}

Si controlla facilmente che è una relazione d’ordine parziale, ma non totale; consideriamo ad esempio l’insieme X=\{a, b\} allora \mathcal{P}(X)=\{\emptyset, \{a\},\{b\}, A\}. Ovviamente i due singleton non sono confrontabili ovvero

\[\{a\}\cancel{\mathcal{R}} \{b\}\text{ e  }\{b\}\cancel{\mathcal{R}} \{a\}.\]

Solitamente le relazioni d’ordine vengono indicate con i simboli \leq o \geq e così faremo anche noi nel prosieguo.

Definizione 6. Sia (A,\leq) un insieme parzialmente ordinato.

\[\quad\]

  • Un elemento M\in A è detto massimo

    \begin{equation*} 				M=\max A\quad \Leftrightarrow \quad  				a\leq M\quad\forall a\in A. 			\end{equation*}

  •  

  • Un elemento m\in A è detto minimo

    \begin{equation*} 				m=\min A\quad \Leftrightarrow \quad  				m\leq a\quad\forall a\in A. 			\end{equation*}

Proposizione 7. Se esistono il massimo e il minimo di un insieme parzialmente ordinato (A,\leq ), allora essi sono unici.

\[\quad\]

Dimostrazione. Segue dalla proprietà di antisimmetria della relazione d’ordine. Supponiamo che esistano due massimi M_1 e M_2. Allora, siccome M_1 è un massimo, M_2 \leq M_1, ma poiché anche M_2 è un massimo, M_1\leq M_2, dunque M_1=M_2.

Di seguito elenchiamo alcune definizioni elementari nel contesto generale degli insiemi parzialmente ordinati.

Definizione 8. Sia A\subseteq X un sottoinsieme di un insieme parzialmente ordinato (X,\leq).

\[\quad\]

  • Un elemento x\in X è un maggiorante di A se

    \begin{equation*} 				a\leq x\qquad\forall a\in A. 			\end{equation*}

  •  

  • Un elemento x\in X è un minorante di A se

    \begin{equation*} 				x\leq a\qquad\forall a\in A. 			\end{equation*}

Indicheremo rispettivamente con M(A) e m(A) l’insieme dei maggioranti e dei minoranti di A:

\[M(A)=\{ x\in X: \forall a \in A \;\, a\leq x \} \quad m(A)=\{ x\in X: \forall a \in A \;\, x\leq a\}.\]

Definizione 9. Sia A un sottoinsieme di un insieme totalmente ordinato X. Diremo che

\[\quad\]

  • A è limitato superiormente se M(A)\neq\emptyset, ovvero se \exists \, M \in X tale che a\leq M\quad \forall a\in A;
  •  

  • A è limitato inferiormente se m(A)\neq\emptyset, ovvero se \exists \, m \in X tale che m\leq a  \quad \forall a\in A.