Autori e revisori
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Revisori: Valerio Brunetti, Sergio Fiorucci, Davide La Manna, Matteo Talluri, Sara Sottile.
Introduzione
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In questo articolo presentiamo nel dettaglio queste nozioni, ne spieghiamo le principali proprietà e le illustriamo con numerosi grafici e figure.
La circonferenza goniometrica e gli angoli
La goniometria studia oggetti definiti sulla circonferenza goniometrica, ovvero la circonferenza di centro l’origine e raggio nel piano cartesiano, rappresentata in figura 1:

Figura 1: circonferenza goniometrica e corrispondenza biunivoca tra archi e angoli al centro.
Dato un numero reale , l’arco orientato
è l’arco di lunghezza
ottenuto percorrendo la circonferenza goniometrica dal punto
in senso antiorario se
e orario se
. Ciò determina una corrispondenza biunivoca tra la misura dell’arco orientato
e l’angolo al centro
di cui si è ruotato il segmento
per ottenere il segmento
.
In virtù di tale corrispondenza, un angolo è identificato con la lunghezza orientata dell’arco corrispondente sulla circonferenza goniometrica, che viene detta misura in radianti dell’angolo.
La posizione del punto sulla circonferenza goniometrica genera altre quantità geometriche, che sono funzioni dell’arco
e sono note come funzioni goniometriche.
Funzione tangente
Consideriamo la retta di equazione , tangente alla circonferenza goniometrica nel punto
. Definiamo la tangente di un arco
l’ordinata dell’intersezione
tra la retta di equazione
e la retta passante per i punti
e
, come illustrato in figura 2:
(1)

Figura 2: funzione tangente di , definita dall’ordinata del punto
, ottenuto dall’intersezione tra la retta
e la retta di equazione
.
Se , la retta
coincide con l’asse
, che è parallelo alla retta di equazione
, come illustrato in figura 3, e quindi queste due rette non si intersecano. Dunque la tangente non è definita per gli archi
(2)
ovvero gli archi del tipo , dove
è un intero relativo.

Figura 3: se le rette
e
non si intersecano e la tangente non è definita. Ciò corrisponde agli archi
con
intero relativo.
La funzione tangente è la funzione che, a ogni , associa la sua tangente:
(3)
I triangoli rettangoli e
hanno l’angolo in
in comune, dunque i loro 3 angoli sono congruenti e, per il primo criterio di similitudine, tali triangoli sono simili. Da ciò segue
(4)
Notiamo che questa espressione è definita solo se : ciò è coerente col dominio della tangente ottenuto sopra e infatti (4) è utilizzabile come definizione della tangente.
Come illustrato in figura 4, ogni punto sulla retta
può essere ottenuto come intersezione con una retta
, quindi la tangente assume ogni valore
reale:
(5)

Figura 4: immagine della funzione tangente; ogni è ordinata di un punto
sulla retta
e la retta
interseca la circonferenza goniometrica in un punto
corrispondente a un arco
.
Il grafico della tangente è rappresentato in figura 5.

Figura 5: grafico della funzione .
In quanto rapporto di una funzione dispari e una pari, la tangente è una funzione dispari, cioè
(6)
Come illustrato in figura 6, le rette e
coincidono, la funzione tangente è periodica di periodo
:
(7)

Figura 6: la tangente è periodica di periodo in quanto le rette
e
coincidono.
Come ogni funzione periodica non costante, essa non possiede limite all’infinito:
(8)

Figura 7: funzione cotangente di , definita dall’ascissa del punto
.
Dalla definizione e dal grafico è inoltre evidente che
(9)
Come il lettore può facilmente verificare, tali limiti sono validi in ogni punto con
.
Funzione cotangente
La definizione della cotangente è simile a quella della tangente, ma si riferisce alle intersezioni con la retta orizzontale di equazione . Definiamo la cotangente di un arco
come l’ascissa del punto di intersezione
tra la retta orizzontale
e la retta
, come mostrato nella figura 7.
(10)
Se , allora la retta
corrisponde all’asse
ed è quindi parallela alla retta di equazione
; pertanto tali rette non si intersecano e la cotangente non è dunque definita. Ciò avviene per gli archi di circonferenza
(11)
ovvero per gli archi del tipo con
, come mostrato in figura 8.

Figura 8: se le rette
e
non si intersecano e la cotangente non è definita. Ciò corrisponde agli archi
con
intero relativo.
La funzione
(12)
che associa a ogni la sua cotangente è detta funzione cotangente, il cui grafico è rappresentato in figura 9.

Figura 9: grafico della funzione .
Dato che i triangoli rettangoli e
nella figura 7 possiedono l’angolo in
in comune e sono pertanto simili per il primo criterio di similitudine, si ha
(13)
La relazione (13) implica in particolare che anche la funzione cotangente è dispari, infatti:
Come illustrato in figura 10, per ogni il punto
è l’intersezione tra la retta
e una retta
, dunque anche l’immagine della cotangente è l’insieme
:
(14)

Figura 10: dato che ogni punto è intersezione della retta
e di una retta
corrispondente a un arco
, l’immagine della cotangente è
.
Dal grafico della cotangente in figura 9 e dalla definizione, si ha
(15)
I medesimi limiti sono validi per con
.

Figura 11: la cotangente è periodica di periodo dato che le rette
e
coincidono.
Rimane valida l’osservazione, mostrata in figura 11, che le rette e
coincidono, dunque la cotangente è periodica di periodo
:
(16)
Essendo periodica e non costante, la funzione cotangente non possiede limite all’infinito:
(17)
(18)
dove nella terza uguaglianza abbiamo usato che .
