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Funzioni periodiche

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Introduzione

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Le funzioni periodiche assumono lo stesso comportamento su intervalli successivi di una certa ampiezza, detta periodo della funzione; in altre parole, il loro grafico è invariante per traslazioni orizzontali di ampiezza pari al periodo.

La nozione di periodicità è estremamente importante in Matematica, in quanto consente di “condensare” in un unico intervallo tutte le informazioni necessarie a conoscere la funzione, poiché appunto essa si ripete uguale negli intervalli precedenti e successivi.

In questo articolo definiamo formalmente le funzioni periodiche, ne forniamo esempi e proprietà, che illustreremo con numerosi grafici, così da facilitare la comprensione del lettore.


 
 

Funzioni periodiche

Definizione 1. Una funzione f:E\subseteq \mathbb{R} \to \mathbb{R} si dice periodica in E se esiste T >0 tale che

\[\quad\]

  • Il dominio E è invariante per traslazione di T, i.e.

    \[ 			E=E+T\coloneqq \{x+T \mid x\in E\} 			\]

  •  

  • f è invariante per traslazione di T, i.e.

    \[f(x+T)=f(x), \qquad \forall x \in E.\]

Un tale T, se esiste, viene detto un periodo di f, e f è detta T-periodica.

\[\quad\]

Segue immediatamente dalla definizione precedente che se f: \mathbb{R} \to \mathbb{R} è periodica e T>0 è un periodo, allora anche kT è un periodo per ogni k\in \mathbb{N}. Più in generale, se T è un periodo, si ha

(1) \begin{equation*} 	f(x+kT)=f(x), \quad \forall x\in \mathbb{R}, \;\forall k \in \mathbb{Z}.  \end{equation*}

Per verificarlo, si può procedere utilizzando il principio di induzione e il fatto che, per definizione,

\[f(x)=f((x-T)+T)=f(x-T), \quad \forall x \in \mathbb{R}.\]

Il seguente risultato generalizza la precedente osservazione.

Lemma 2. Sia f:E\subseteq \mathbb{R} \to \mathbb{R} una funzione e sia

\[\mathbb{T}(f)\coloneqq \left\{ T>0: T \mbox{ è periodo di }f \right\}\subseteq \mathbb{R}^+\]

l’insieme dei periodi di f. Allora,

\[\quad\]

  1. \mathbb{T}(f)=\emptyset se e solo se f è aperiodica, ovvero non è periodica;
  2.  

  3. \mathbb{T}(f)=\mathbb{R}^+ se e solo se f è costante;
  4.  

  5. L’insieme \mathbb{T}(f) è chiuso per le somme1, i.e.

    \[\forall T,S \in \mathbb{T}(f) \qquad T+S \in \mathbb{T}(f).\]

\[\quad\]

Dimostrazione.

  1. Segue immediatamente dalla definizione.
  2.  

  3. Una funzione costante è ovviamente T-periodica per ogni T \in \mathbb{R}. Viceversa, se per ogni T >0, T è un periodo di f \colon E \to \mathbb{R}, ossia se \mathbb{T}(f)=\mathbb{R}^+, allora essa è costante. Infatti, dati x_1,x_2 \in \mathbb{R}, con x_1< x_2, poiché f è (x_2-x_1)-periodica, si ha

    (2) \begin{equation*} 			f(x_2) 			= 			f\big( x_1 + (x_2-x_1) \big) 			= 			f(x_1). 		\end{equation*}

  4.  

  5. Se T,S sono periodi di f, si ha

    (3) \begin{equation*} 			f\big( x + (T + S) \big) 			= 			f\big( (x + T) + S \big) 			= 			f\big( x + T \big) 			= 			f(x) 			\qquad 			\forall x \in \mathbb{R}, 		\end{equation*}

    dove la seconda uguaglianza segue dal fatto che S è un periodo di f, e la terza segue dal fatto che T è un periodo di f. L’equazione (3) prova che T+S \in \mathbb{T}(f).

Definizione 3. Sia f:E\subseteq \mathbb{R} \to \mathbb{R} una funzione periodica. Se

\[\exists T_0>0 \;:\; \mathbb{T}(f)=\{kT_0: k \in \mathbb{N}\},\]

f si dice periodica di periodo minimo T_0, altrimenti si dice che f ha periodi arbitrariamente piccoli.
Spesso, per brevità, diremo che f è periodica di periodo T_0, intendendo che T_0 è il periodo minimo di f.

\[\quad\]

Osservazione 4. Data f: E \subseteq \mathbb{R} \to \mathbb{R}, possiamo definire la seguente quantità:

\[T_0(f)\coloneqq  \inf \{ T >0: T \mbox{ è un periodo di } f \}.\]

Si può dimostrare che, se T_0(f)>0, f è periodica di periodo minimo T_0(f). Abbiamo dunque tre casi:

\[\quad\]

  • T_0(f)= +\infty, i.e. f è aperiodica;
  •  

  • T_0(f)= 0, i.e. f ha periodi arbitrariamente piccoli;
  •  

  • T_0(f) >0, i.e. f è periodica di periodo minimo T_0.

Si può dimostrare che se f è continua,

allora nel secondo caso possiamo concludere che f è costante.
Esempio 5. ia f:\mathbb{R}\to [0,1] definita da

\[ 	f(x)=\left\{\begin{array}{ll} 		1, & \mbox{ se }x \in \mathbb{Q}; \\ 		0, &\mbox{ se } x \in \mathbb{R} \backslash \mathbb{Q}. 	\end{array}\right. 	\]

Allora f è periodica e \mathbb{T}(f)=\mathbb{Q}^+. Infatti, dato un qualunque numero razionale positivo T, si ha che x+T è razionale se e solo se x è razionale; ciò mostra che

(4) \begin{equation*} 		f(x)=f(x+T) \quad \iff \quad T \in \mathbb{Q}^+. 	\end{equation*}

Concludiamo dunque che f non è aperiodica, né costante. Poiché
T_0(f)=\inf \mathbb{Q}^+=0, f non è periodica di periodo minimo, ma ha periodi arbitariamente piccoli (notiamo che f non è continua).

Solitamente, le funzioni periodiche che si studiano sono ottenute a partire da funzioni trigonometriche (come seno, coseno, tangente…), le quali sono funzioni di periodo minimo, oppure costruite da funzioni discontinue o definite a tratti.
 
 


  1. Un tale insieme viene chiamato anche un semigruppo.
  2.  
     

    Proprietà delle funzioni periodiche ed esempi

    Proposizione 6.

    1. Sia f: \mathbb{R} \to \mathbb{R} periodica di periodo minimo T, e sia k>0. Allora la funzione

      \[g:\mathbb{R} \to \mathbb{R}, \; g(x)=f(kx)\]

      è periodica di periodo minimo \dfrac{T}{k};

    2.  

    3. Siano T>0 e f_1,f_2: \mathbb{R} \to \mathbb{R} due funzioni periodiche di periodo minimo
      k_1T, k_2T, rispettivamente, con k_1,k_2 \in \mathbb{N}. Allora la funzione

      \[f_1 +f_2 : \mathbb{R} \to \mathbb{R}, \; (f_1+f_2)(x)=f_1(x)+f_2(x)\]

      è periodica, e un periodo è {\rm m.c.m.}(k_1,k_2)T.

    \[\quad\]

    Dimostrazione.

    1. Segue dal fatto che se T è un periodo di g, allora
      kT è un periodo di f. Infatti,

      \[g(x+T)=g(x) \; \forall x \in \mathbb{R} \iff f(kx+kT)=f(kx)\; \forall x \in \mathbb{R} \iff f(y+kT)=f(y)\; \forall y \in \mathbb{R};\]

    2.  

    3. La tesi è immediata conseguenza di (1): poiché n=\operatorname{m.c.m.}(k_1,k_2) è un multiplo comune sia di k_1 che di k_2, nT è un periodo sia di f_1 che di f_2 per il punto 3. del lemma 2. Si ha quindi

      (5) \begin{equation*} 			(f_1+f_2)(x+nT) 			= 			f_1(x+nT)+f_2(x+nT) 			= 			f_1(x)+f_2(x) 			= 			(f_1+f_2)(x) 			\qquad 			\forall x \in \mathbb{R}, 		\end{equation*}

      che prova che f_1+f_2 è periodica di periodo nT.

    Osservazione 7. La proposizione precedente non fornisce un metodo
    per calcolare il periodo minimo della funzione f_1+f_2
    a partire dai periodi di f_1 e f_2, perché in generale non c’è un tale metodo, come mostrano i seguenti esempi.

    Esempio 8. Le funzioni f_1,f_2 \colon \mathbb{R} \to \mathbb{R} definite da

    \[f_1(x)=|\cos x|, \qquad f_2(x)=|\sin x|\qquad \forall x \in \mathbb{R},\]

    (il cui grafico è rappresentato rispettivamente in blu e in verde nella figura 1), sono entrambe periodiche di periodo minimo \pi, ma la funzione g=f_1+f_2 definita da

    \[g(x)=|\cos x| + |\sin x| 	\qquad 	\forall x \in \mathbb{R}\]

    (il cui grafico è rappresentato in rosso nella figura 1) è periodica di periodo minimo \frac{\pi}{2}. Chiaramente, dalla proposizione 6 si ha che un periodo di g è \pi, che però in questo caso non corrisponde al periodo minimo.

    \[\quad\]

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    Figura 1: le funzioni dell’esempio 8.

    \[\quad\]

    Esempio 9. Consideriamo la funzione f \colon \mathbb{R} \to \mathbb{R}, \; f(x)=\sin x, il cui grafico è rappresentato in blu nella figura 2), che è periodica di periodo minimo 2\pi. Dalla proposizione 6 precedente otteniamo:

    \[\quad\]

    1. Le funzioni definite da

      \[g_1(x)=\sin(2x), \;g_2(x)=\sin\left( \frac x 2 \right),\; g_3(x)=\sin\left( \frac x 3 \right) \qquad \forall x \in \mathbb{R}\]

      sono periodiche di periodo minimo rispettivamente pari a \pi, 4\pi, 6\pi; i loro grafici sono rappresentati rispettivamente in arancione, in verde e in rosso in Figura ??.

    2.  

    3. La funzione definita da

      \[h(x)=\sin\left( \frac x 2 \right)+ \sin\left( \frac x 3  \right)\qquad \forall x \in \mathbb{R}\]

      è periodica di periodo 12\pi per la proposizione 6, in quanto \operatorname{m.c.m.}(4,6)=12. In questo caso si può verificare che 12\pi è proprio il periodo minimo di h. Il grafico di h è rappresentato in azzurro nella figura 5, dove sono riportati anche i grafici di g_2 e g_3, rispettivamente in verde e in rosso.

    \[\quad\]

    Figura 2: le funzioni f,g_1 dell’esempio 9.

    \[\quad\]

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    Figura 3: le funzioni f,g_2 dell’esempio 9.

    \[\quad\]

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    Figura 4: le funzioni f,g_3 dell’Esempio 9.

    \[\quad\]

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    Figura 5: Le funzioni g_2,g_3,h dell’Esempio 9.