Autori e revisori
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Revisori: Valerio Brunetti, Sergio Fiorucci, Davide La Manna, Matteo Talluri, Sara Sottile.
Introduzione
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La monotonia di una funzione è un aspetto estremamente importante del suo studio, in quanto consente di stabilire immediatamente per quali valori tale funzione assume valore massimo e minimo; più in generale, la monotonia consente di confrontare agevolmente i valori assunti dalla funzione in base al solo ordinamento dei relativi argomenti.
In questo articolo esploriamo il concetto di monotonia, lo definiamo in maniera rigorosa, e ne studiamo le proprietà principali.
Funzioni monotone
- Monotona crescente se per ogni
tali che
si ha
.
- Monotona decrescente se per ogni
tali che
si ha
.
- Monotona strettamente crescente se per ogni
tali che
si ha
.
- Monotona strettamente decrescente se per ogni
tali che
si ha
.
Osservazione 2. Una funzione strettamente crescente è anche crescente, mentre il viceversa in generale è falso; analogamente, una funzione strettamente decrescente è anche decrescente, mentre il viceversa in generale è falso.
Inoltre, se una funzione è sia crescente che decrescente, allora è costante: infatti, per ogni
tali che
, deve aversi
(1)
Esempio 3.
- Sia
definita da
(2)
è una cosiddetta funzione definita per casi e il suo grafico è rappresentato in alto a sinistra nella figura 1. Si verifica facilmente che
è monotona crescente, come evidenziato dalla figura: da
segue
(3)
non è però strettamente crescente, infatti, se
con
, si ha
- La funzione
definita da
(4)
e il cui grafico è rappresentato in alto a destra nella figura 1 non è monotona: infatti per i tre punti
rappresentati si ha
(5)
Come si può notare dal grafico,
è monotona strettamente decrescente nell’intervallo
.
- La funzione
definita da
(6)
il cui grafico è rappresentato in basso a sinistra nella figura 1 è strettamente decrescente, come si può notare dalla scelta dei punti
fatta ad esempio sul grafico.
- La funzione
definita da
(7)
(il cui grafico è rappresentato in basso a destra nella figura 1) non è monotona, infatti per i tre punti
rappresentati si ha
(8)
è però monotona strettamente decrescente su
e strettamente crescente su
.
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Figura 1: grafici (in blu) delle funzioni dell’esempio 3.
Osservazione 4. Nell’esempio 3, abbiamo preferito illustrare più che dimostrare le affermazioni fatte; ad esempio, le affermazioni che la funzione sia crescente, che la funzione
sia strettamente decrescente e che la funzione
sia crescente se ristretta a
andrebbero dimostrate rigorosamente, scegliendo due generici
e provando che le loro immagini soddisfano le relazioni della definizione 1. Il lettore può svolgere questi ragionamenti come utile esercizio.
Esempio 5. La funzione definita da
(9)
è monotona strettamente crescente: per qualunque con
, si ha
, come mostrato in figura 2. Per dimostrarlo, osserviamo che per ogni
,
soddisfa
(10)
per definizione di radice quarta. Scegliamo quindi tali che
.
Se avessimo , poiché la potenza di esponente
è una funzione crescente (moltiplicando per sé stessi numeri positivi maggiori si ottengono risultati maggiori), da (10) si otterrebbe
(11)
cioè , che contraddice
; la contraddizione deriva dall’aver supposto che
, quindi ciò vuol dire che
.

Figura 2: grafico (in blu) della funzione dell’esempio 5.
- Segnaliamo che alcuni autori utilizzano una terminologia differente, utilizzando il termine non-decrescente (risp. non-crescente) per quello che noi abbiamo definito come crescente (risp. decrescente) e riservano il termine crescente (risp. descrescente) per quello che noi abbiamo definito come strettamente crescente (risp. strettamente decrescente. ↩
Proprietà delle funzioni monotone
Vediamo ora un risultato che collega la monotonia di una funzione alla sua invertibilità.
è invertibile e la sua inversa è una funzione monotona strettamente crescente (risp. decrescente).
Dimostrazione. Senza perdita di generalità, supponiamo che sia monotona strettamente crescente, l’altro caso è analogo. Questo significa che per ogni
con
, si ha
. In particolare, questo implica che
è iniettiva. Considerando
, cioè la funzione ottenuta a partire da
restringendo il suo codominio alla sua immagine, essa rimane iniettiva, in quanto
lo è, ed è anche suriettiva, per definizione. Dunque,
è biettiva e dunque invertibile come funzione
. Sia
la sua inversa. Per dimostrare l’ultima affermazione, scegliamo due elementi qualunque
con
e verifichiamo che
. Poniamo quindi
e
; poiché
è l’inversa di
, si ha
(12)
Per la monotonia di deve aversi quindi
, cioè
(13)
Esempio 7. La funzione quadratica è monotona strettamente crescente, quindi invertibile per il teorema 6. dunque, esiste una funzione
che è inversa di
, la quale sappiamo essere la funzione
. La parte non banale di questa affermazione, che non abbiamo dimostrato in questa dispensa, è dimostrare rigorosamente che
è suriettiva. Ciò segue dall’assioma di completezza.
(Suggerimento: Si consideri e si divida ad esempio
; si scelgano poi quattro numeri
in
, due funzioni
, crescente, e
, decrescente, (ad esempio lineari); si definisca infine
tale che
(14)
Si mostri poi che non è monotona, ma è iniettiva e quindi invertibile restringendo il codominio a
.)




