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Autori e revisori


 
 

Introduzione

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Le funzioni monotone sono quelle funzioni reali di variabile reale per le quali l’ordinamento dei valori f(a),f(b) è coerente o inverso a quello dei numeri reali a,b. Più precisamente, una funzione si dice crescente se l’immagine della variabile cresce al crescere della variabile, mentre si dice decrescente se avviene l’opposto, cioè se l’immagine della variabile decresce al crescere della variabile.

La monotonia di una funzione è un aspetto estremamente importante del suo studio, in quanto consente di stabilire immediatamente per quali valori tale funzione assume valore massimo e minimo; più in generale, la monotonia consente di confrontare agevolmente i valori assunti dalla funzione in base al solo ordinamento dei relativi argomenti.

In questo articolo esploriamo il concetto di monotonia, lo definiamo in maniera rigorosa, e ne studiamo le proprietà principali.


 
 

Funzioni monotone

Definizione 1. Una funzione f:E \subseteq \mathbb{R} \to \mathbb{R} si dice1

\[\quad\]

  1. Monotona crescente se per ogni x,y\in E tali che x<y si ha f(x)\le f(y).
  2.  

  3. Monotona decrescente se per ogni x,y\in E tali che x<y si ha f(x)\ge f(y).
  4.  

  5. Monotona strettamente crescente se per ogni x,y\in E tali che x<y si ha f(x)< f(y).
  6.  

  7. Monotona strettamente decrescente se per ogni x,y\in E tali che x<y si ha f(x)> f(y).

\[\quad\]

Osservazione 2. Una funzione strettamente crescente è anche crescente, mentre il viceversa in generale è falso; analogamente, una funzione strettamente decrescente è anche decrescente, mentre il viceversa in generale è falso.

Inoltre, se una funzione f \colon E \to \mathbb{R} è sia crescente che decrescente, allora è costante: infatti, per ogni x, y \in E tali che x \leq y, deve aversi

(1) \begin{equation*} 		f(x) \leq f(y), 		\qquad 		f(x) \geq f(y), 	\end{equation*}

che implica f(x)=f(y).

Esempio 3.

  1. Sia f_1 \colon \mathbb{R} \to \mathbb{R} definita da

    (2) \begin{equation*} 			f_1(x) 			= 			\begin{cases} 				x, & \text{se } x \in (-\infty,1]; \\ 				1, & \text{se } x \in (1,3]; \\ 				2x - 4, & \text{se } x \in (3,+\infty). 			\end{cases} 		\end{equation*}

    f_1 è una cosiddetta funzione definita per casi e il suo grafico è rappresentato in alto a sinistra nella figura 1. Si verifica facilmente che f_1 è monotona crescente, come evidenziato dalla figura: da x_1<x_2<x_3 segue

    (3) \begin{equation*} 			f_(x_1) \leq f_(x_2) < f_(x_3). 		\end{equation*}

    f_1 non è però strettamente crescente, infatti, se x_1,x_2 \in (1,3] con x_1 < x_2, si ha

    \[1=f_1(x_1)=f_1(x_2).\]

  2.  

  3. La funzione f_2 \colon \mathbb{R} \to \mathbb{R} definita da

    (4) \begin{equation*} 			f(x) 			= 			\frac{x^5}{4} - \frac{8}{5}x^3 + 2x 			\qquad 			\forall x \in \mathbb{R} 		\end{equation*}

    e il cui grafico è rappresentato in alto a destra nella figura 1 non è monotona: infatti per i tre punti x_1 < x_2 < x_3 rappresentati si ha

    (5) \begin{equation*} 			f_2(x_1) < f_2(x_2), 			\qquad 			f_2(x_2) > f_2(x_3). 		\end{equation*}

    Come si può notare dal grafico, f_2 è monotona strettamente decrescente nell’intervallo [x_2,x_3].

  4.  

  5. La funzione f_3 \colon \mathbb{R} \to \mathbb{R} definita da

    (6) \begin{equation*} 			f_3(x) 			= -x^3 \qquad 			\forall x \in \mathbb{R} 		\end{equation*}

    il cui grafico è rappresentato in basso a sinistra nella figura 1 è strettamente decrescente, come si può notare dalla scelta dei punti x_1,x_2 fatta ad esempio sul grafico.

  6.  

  7. La funzione f_4 \colon \mathbb{R} \to \mathbb{R} definita da

    (7) \begin{equation*} 			f_4(x) 			= 			x^2 			\qquad 			\forall x \in \mathbb{R} 		\end{equation*}

    (il cui grafico è rappresentato in basso a destra nella figura 1) non è monotona, infatti per i tre punti x_1 < x_2 < x_3 rappresentati si ha

    (8) \begin{equation*} 			f_4(x_1) > f_4(x_2), 			\qquad 			f_4(x_2) < f_4(x_3). 		\end{equation*}

    f_4 è però monotona strettamente decrescente su (-\infty, 0] e strettamente crescente su [0,+\infty).

\[\quad\]





Notazioni


Figura 1: grafici (in blu) delle funzioni dell’esempio 3.

\[\quad\]

Osservazione 4. Nell’esempio 3, abbiamo preferito illustrare più che dimostrare le affermazioni fatte; ad esempio, le affermazioni che la funzione f_1 sia crescente, che la funzione f_3 sia strettamente decrescente e che la funzione f_4 sia crescente se ristretta a [0,+\infty) andrebbero dimostrate rigorosamente, scegliendo due generici x_1,x_2 e provando che le loro immagini soddisfano le relazioni della definizione 1. Il lettore può svolgere questi ragionamenti come utile esercizio.

Esempio 5. La funzione f \colon \mathbb{R}_0^+ \to \mathbb{R}_0^+ definita da

(9) \begin{equation*} 		f(x) 		= 		\sqrt[4]{x} 		\qquad 		\forall x \in \mathbb{R}_0^+ 	\end{equation*}

è monotona strettamente crescente: per qualunque x_1,x_2\in \mathbb{R}^+ con x_1<x_2, si ha \sqrt[4] x_1<\sqrt[4] x_2, come mostrato in figura 2. Per dimostrarlo, osserviamo che per ogni x \in \mathbb{R}_0^+, f(x) soddisfa

(10) \begin{equation*} 		\big(f(x)\big)^4 		= 		x, 	\end{equation*}

per definizione di radice quarta. Scegliamo quindi x_1,x_2 \in \mathbb{R}_0^+ tali che x_1 < x_2.

Se avessimo f(x_1) \geq f(x_2), poiché la potenza di esponente 4 è una funzione crescente (moltiplicando per sé stessi numeri positivi maggiori si ottengono risultati maggiori), da (10) si otterrebbe

(11) \begin{equation*} 		x_1 		= 		\big(f(x_1)\big)^4 		\geq 		\big(f(x_2)\big)^4 		= 		x_2, 	\end{equation*}

cioè x_1 \geq x_2, che contraddice x_1 < x_2; la contraddizione deriva dall’aver supposto che f(x_1) \geq f(x_2), quindi ciò vuol dire che f(x_1) < f(x_2).

\[\quad\]

Figura 2: grafico (in blu) della funzione dell’esempio 5.

\[\quad\]

 
 


  1. Segnaliamo che alcuni autori utilizzano una terminologia differente, utilizzando il termine non-decrescente (risp. non-crescente) per quello che noi abbiamo definito come crescente (risp. decrescente) e riservano il termine crescente (risp. descrescente) per quello che noi abbiamo definito come strettamente crescente (risp. strettamente decrescente.
  2.  
     

    Proprietà delle funzioni monotone

    Vediamo ora un risultato che collega la monotonia di una funzione alla sua invertibilità.

    Teorema 6. Sia f \colon E  \subseteq \mathbb{R}\to \mathbb{R} una funzione monotona strettamente crescente (risp. decrescente) in E. Allora, la funzione

    \[f|^{{\rm Im }f} \colon E \to {\rm Im }(f)\]

    è invertibile e la sua inversa è una funzione monotona strettamente crescente (risp. decrescente).

    \[\quad\]

    Dimostrazione. Senza perdita di generalità, supponiamo che f sia monotona strettamente crescente, l’altro caso è analogo. Questo significa che per ogni x,y\in E con x<y, si ha f(x)<f(y). In particolare, questo implica che f è iniettiva. Considerando f|^{{\rm Im} f}, cioè la funzione ottenuta a partire da f restringendo il suo codominio alla sua immagine, essa rimane iniettiva, in quanto f lo è, ed è anche suriettiva, per definizione. Dunque, f|^{{\rm Im }f} è biettiva e dunque invertibile come funzione E \to {\rm Im}(f). Sia g la sua inversa. Per dimostrare l’ultima affermazione, scegliamo due elementi qualunque y_1, y_2 \in f(E) con y_1 < y_2 e verifichiamo che g(y_1) < g(y_2). Poniamo quindi x_1=g(y_1) e x_2=g(y_2); poiché g è l’inversa di f|^{{\rm Im} (f)}, si ha

    (12) \begin{equation*}  	f(x_1) = y_1 < y_2 = f(x_2).  \end{equation*}

    Per la monotonia di f deve aversi quindi x_1 < x_2, cioè

    (13) \begin{equation*}  	g(y_1)  	=  	x_1  	< x_2  	=g(y_2).  \end{equation*}

    Esempio 7. La funzione quadratica f:x \in \mathbb{R}_0^+ \mapsto x^2 \in \mathbb{R}_0^+ è monotona strettamente crescente, quindi invertibile per il teorema 6. dunque, esiste una funzione g: f(\mathbb{R}_0^+)\to \mathbb{R}_0^+ che è inversa di f, la quale sappiamo essere la funzione g: x \in \mathbb{R}_0^+ \mapsto \sqrt{x}\in \mathbb{R}_0^+. La parte non banale di questa affermazione, che non abbiamo dimostrato in questa dispensa, è dimostrare rigorosamente che f è suriettiva. Ciò segue dall’assioma di completezza.
     
     

    Esercizio 8  (\bigstar\largewhitestar\largewhitestar\largewhitestar\largewhitestar). Provare, con un controesempio, che non vale il viceversa nel teorema precedente, ovvero: trovare una funzione che sia invertibile ma non monotona.

    \[\quad\]

    (Suggerimento: Si consideri E=[0,2] e si divida ad esempio E= [0,1] \cup (1,2]; si scelgano poi quattro numeri a<b<c<d in \mathbb{R}, due funzioni f_1 \colon [0,1] \to [a,b], crescente, e f_2 \colon (1,2] \to [c,d), decrescente, (ad esempio lineari); si definisca infine f \colon E \to \mathbb{R} tale che

    (14) \begin{equation*} 		f(x) 		= 		\begin{cases} 			f_1(x) & \text{se } x \in [0,1]\\ 			f_2(x) & \text{se } x \in (1,2]. 		\end{cases} 	\end{equation*}

    Si mostri poi che f non è monotona, ma è iniettiva e quindi invertibile restringendo il codominio a {\rm Im} (f).)