Autori e revisori
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Revisori: Valerio Brunetti, Sergio Fiorucci, Davide La Manna, Matteo Talluri, Sara Sottile.
Introduzione
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Le funzioni lineari e affini consentono di descrivere una larga fetta di fenomeni, o di fornirne approssimazioni molto spesso utili e piuttosto accurate. In questo articolo definiamo queste funzioni in maniera rigorosa e ne illustriamo le proprietà principali con esempi e figure.
Funzioni lineari
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Nella prossima proposizione familiarizziamo con il concetto di funzione lineare.
-
- se
per qualche
, allora
è identicamente nulla.
Dimostrazione. La dimostrazione è una semplice applicazione della formula (1).
Il collegamento tra funzioni lineari e le funzioni potenza di primo grado è evidenziato nella proposizione seguente.
(2)
Dimostrazione. Se è della forma (2), allora si vede immediatamente che soddisfa (1):
dove abbiamo usato la proprietà distributiva del prodotto sulla somma e la proprietà commutativa del prodotto.
Viceversa, se è lineare, ponendo
, da (1) con
si ha
(3)
Per una funzione lineare , quindi, è sufficiente conoscere il valore
per determinare il valore
per ogni
1.
Ci proponiamo ora di capire come sono fatti i grafici di funzioni lineari.
-
Più in generale,
è determinata da un qualunque valore
per
, in quanto
. ↩
Grafici di funzioni lineari
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Figura 1: i punti appartengono al grafico di una funzione lineare. I triangoli
e
sono simili, quindi i punti
sono allineati.
Esempio 4. In figura 1 abbiamo riportato 3 punti (in blu) appartenenti al grafico di una funzione lineare, definita da
con
: il punto
, l’origine degli assi, e due punti generici
e
appartenenti al grafico di
, di ascisse
e
rispettivamente. I punti
sono le proiezioni rispettivamente di
sull’asse
.
Osserviamo che i triangoli e
sono rettangoli rispettivamente in
e
. Poiché
per ogni
, si ha
(4)
(5)
cioè i rapporti tra le lunghezze dei cateti dei due triangoli rettangoli e
sono uguali. Ciò dimostra che i due triangoli sono simili, e dunque i due angoli in
sono uguali:
(6)
da cui segue che i punti sono allineati. Per l’arbitrarietà dei punti considerati, tutti i punti di
giacciono sulla stessa retta passante per l’origine, e quindi
è costituito da tale retta.
Se il coefficiente angolare fosse stato negativo, allora la retta sarebbe stata contenuta nel secondo e nel quarto quadrante, ossia nella parte di piano in cui
e
hanno segno opposto, come mostrato in figura 2.
Figura 2: grafico (in blu) di una funzione lineare definita da con
e il grafico (in arancio) di una funzione lineare definita da
con
.
Proprietà delle funzioni lineari
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La funzione lineare soddisfa le seguenti proprietà.
- (Dominio.) Il dominio della funzione lineare
è
.
- (Simmetrie.) La funzione lineare
è dispari. Infatti,
In particolare, il grafico della funzione
è simmetrico rispetto all’origine.
- (Periodicità.) La funzione lineare
non è periodica.
- (Intersezione con gli assi.) La funzione lineare
ha come unica intersezione con l’asse
il punto
, il quale è anche l’intersezione con l’asse
.
- (Segno.) Il segno della funzione lineare
è il seguente.
- (Intervalli di monotonia.) La funzione lineare
è monotona strettamente crescente se
(risp. monotona strettamente decrescente se
).
- (Immagine.) La funzione lineare
ha come immagine
- (Invertibilità.) La funzione lineare
è invertibile, e l’inversa è data da
Infatti,
Ruolo del coefficiente angolare 
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Data una funzione lineare definita da
, possiamo però dedurre delle informazioni più quantitative dalla figura 1 e in particolare dall’equazione (5): il coefficiente angolare
rappresenta il rapporto tra le lunghezze del cateto verticale
e del cateto orizzontale
.
Notiamo che la retta grafico della funzione è sempre più “inclinata in verticale” al crescere di
. Se invece
è molto vicino a
, il cateto verticale è di lunghezza “piccola” rispetto al cateto orizzontale, pertanto la retta grafico di
tende ad avere un inclinazione quasi orizzontale.
Viceversa, se , queste considerazioni sono speculari rispetto all’asse
.
In conclusione, il valore del coefficiente angolare determina l’angolo che il grafico della funzione lineare forma col semiasse positivo dell’asse .
In figura abbiamo rappresentato i grafici di alcune funzioni lineari al variare del coefficiente angolare
, ottenendo così il cosiddetto fascio proprio di rette passante per il punto
.

Figura 3: alcune delle rette appartenenti al fascio proprio di rette di equazione .
Riassumiamo di seguito quanto appena discusso.
- Consideriamo il caso in cui
. Per entrambi i valori di
,
risulta crescente in
; si vede però che
(7)
ossia la funzione lineare avente parametro
“cresce più rapidamente” di quella avente come parametro
.
- Analogamente si vede , se
, la funzione avente come parametro
“decresce più rapidamente” in
di quella avente come parametro
.
Funzioni affini
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(8)
Il numero reale viene detto coefficiente angolare o pendenza, mentre il numero reale
viene detto termine noto.
In particolare, le costanti e le funzioni lineari sono particolari funzioni affini.
Grafici di funzioni affini
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Consideriamo una funzione affine definita da
. Il grafico di
si ottiene traslando quello della funzione
definita da
di un vettore
. Le rette
e
sono quindi parallele, come mostrato in figura 4.

Figura 4: il grafico della funzione affine definita da
si ottiene traslando il grafico della rispettiva funzione lineare di un vettore
; esso quindi risulta essere la retta parallela al grafico della funzione definita da
e passante per il punto
.
Notiamo che questa osservazione dimostra la seguente proprietà.
Ruolo del del termine noto
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Fissando e al variare di
, si ottiene quindi un cosiddetto fascio improprio di rette, costituito dalle rette parallele al grafico della funzione lineare definita da
.

Figura 5: alcune delle rette appartenenti al fascio improprio di rette di equazione .
Proprietà delle funzioni affini
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Nel caso in cui , la funzione è costante, le cui proprietà sono banali, pertanto assumiamo
.
- (Dominio.) Il dominio di
è
.
- (Simmetrie.)
è una funzione dispari se e solo se
ossia se e solo se
è lineare, mentre
non è né pari né dispari se
. Tali proprietà possono anche essere facilmente dedotte dalla figura 5 e/o da un’analisi del valore
per
.
- (Periodicità.) La funzione
non è periodica.
- (Intersezione con gli assi.) L’intersezione con l’asse
è il punto
, mentre l’intersezione con l’asse
è unica ed è costituita dal punto
.
- (Segno.) La funzione
ha il seguente segno:
- (Intervalli di monotonia.) La funzione
è monotona strettamente crescente se
, ed è monotona strettamente decrescente se
. Infatti, se ad esempio
si ha
(9)
da cui
è strettamente crescente. Analogamente si vede che
è strettamente decrescente se
.
- (Immagine.) Poiché il grafico di
è una retta obliqua, si ha
(10)
Infatti, sia
; risolvendo l’equazione
rispetto a
, si ottiene
(11)
dunque
(12)
ovvero
è una funzione suriettiva.
- (Invertibilità.)
Per (11), si ha che
è invertibile ed esiste quindi la sua inversa
. Dalla definizione di funzione inversa, per ogni
si ha che
coincide con l’unico numero reale
tale che
. Quindi l’espressione di
si ottiene ricavando
in funzione di
nell’espressione di
:
(13)
Da ciò si ottiene che
è la funzione definita da
(14)
Da tale espressione si evince che anche
è una funzione affine, avente coefficiente angolare e termine noto rispettivamente pari a
e
.
Inoltre, vogliamo far notare al lettore che la composizione di di due funzioni affini è una funzione affine. Siano infatti due funzioni affini definite rispettivamente da
(15)
Si ha che è la funzione definita da
(16)
che è quindi affine avente coefficiente angolare e termine noto rispettivamente pari a e
.
