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Funzione esponenziale

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Introduzione

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La funzione esponenziale associa a ciascun numero reale x una potenza a^x, di cui x costituisce appunto l’esponente. Dopo aver dato un senso a tale espressione per un qualsiasi numero reale x, studiamo le proprietà di questa funzione, che sono in un certo senso opposte a seconda che la base a sia maggiore di 1 o compresa tra 0 e 1.

 
 

La funzione esponenziale

Studiamo la funzione esponenziale f\colon\mathbb{R}\to \mathbb{R}, definita da

(1) \begin{equation*} 	f(x)= a^x\qquad \forall x\in \mathbb{R}, \end{equation*}

dove a è un parametro che soddisfa

\[a>0, \quad a\neq 1\]

detto base dell’esponenziale. Ci occupiamo innanzitutto di dare un senso all’espressione (1); vediamo prima il caso in cui x è un numero intero, poi un numero razionale, e infine un numero reale.

Ricordiamo la seguente definizione.

Definizione 1 (esponenziale di esponente naturale). Sia a\in\mathbb{R}. Per ogni n\in \mathbb{N}, definiamo

\[ 			a^{n} \coloneqq  \underbrace{a \cdot a \cdot a \cdots a}_{\text {$n$ volte }}, 			\]

\[\quad\]

mentre definiamo a^0=1, \;\forall a \neq 0, ovvero il prodotto vuoto è per convenzione pari ad 1. Le proprietà riassunte nella seguente proposizione sono note come proprietà delle potenze.

Proposizione 2. Si hanno le seguenti propietà:

\[\quad\]

  1. a^{n+m}=a^{n} \cdot a^{m}, \qquad \forall  n,m \in \mathbb{N}.
  2.  

  3. (a^{n})^m=a^{n  m},\qquad \forall  n,m \in \mathbb{N}.
  4.  

  5. (a b)^{n} =a^{n} b^{n} e \left(\dfrac ab \right)^n=\left(\dfrac{a^n}{b^n} \right), per ogni n,m \in \mathbb{N}.
  6.  

  7. Per ogni n,m \in \mathbb{N} si ha

    \[ 			\frac{a^{n}}{a^{m}}= 			\begin{cases} 				a^{n-m}, &\quad\text{se}\quad n>m;\\ 				1, &\quad\text{se}\quad n=m;\\ 				\left( \dfrac{1}{a} \right)^{m-n}, &\quad\text{se}\quad n<m.\\ 			\end{cases} 			\]

\[\quad\]

Dimostrazione.

  1. Proviamo che a^{n+m}=a^{n} \cdot a^{m}, per ogni n,m \in \mathbb{N}. Per la proprietà associativa del prodotto in \mathbb{R} si ha

    \[ 		\begin{split} 			a^{n+m} &=\underbrace{a \cdot a \cdot a \cdots a}_{{n}+{m} \text { volte }}=(\underbrace{a \cdot a \cdot a \cdot \cdots a}_{\text {$n$ volte }})(\underbrace{a \cdot a \cdot a \cdots a}_{\text {$m$ volte }})=a^{n} \cdot a^{m} 		\end{split} 		\]

  2.  

  3. Proviamo che (a^{n})^m=a^{n \cdot m}, per ogni n,m \in \mathbb{N}. Si ha

    \[ 		\begin{split} 			\left(a^{n}\right)^{m} &=(\underbrace{a \cdot a \cdot a \cdots a}_{{n} \text { volte }})^{m} \\ 			&=\underbrace{(\underbrace{a \cdot a \cdot a \cdots a}_{{n} \text { volte }}) \cdot(\underbrace{a \cdot a \cdot a \cdots a}_{{n} \text { volte }}) \cdots(\underbrace{a \cdot a \cdot a \cdots a}_{{n} \text { volte }})}_{{m} \text { volte }} =\underbrace{a \cdot a \cdot a \cdots a}_{{n}\cdot  {m} \text { volte }}=a^{n m} 		\end{split} 		\]

  4.  

  5. Proviamo che (a b)^{n} =a^{n} b^{n} e \left(\dfrac ab \right)^n=\left(\dfrac{a^n}{b^n} \right), per ogni n,m \in \mathbb{N}.

    Dalla proprietà commutativa del prodotto in \mathbb{R} si ha

    \[ 		\begin{split} 			(a b)^{n} &=\underbrace{a b \cdot a b \cdots a b}_{{n} \text { volte }} =(\underbrace{a \cdot a \cdots a}_{{n} \text { volte }}) \cdot(\underbrace{b \cdot b \cdots b}_{{n} \text { volte }}) =a^{n} b^{n}. 		\end{split}\]

    La seconda affermazione segue dalla prima sostituendo b con \dfrac{1}{b}.

  6.  

  7. Proviamo che per ogni n,m \in \mathbb{N} si ha

    \[ 		\frac{a^{n}}{a^{m}}= 		\begin{cases} 			a^{n-m}, &\quad\text{se}\quad n>m;\\ 			1, &\quad\text{se}\quad n=m;\\ 			\left( \dfrac{1}{a} \right)^{m-n}, &\quad\text{se}\quad n<m.\\ 		\end{cases} 		\]

    Se n>m allora

    \[ 		\frac{a^{n}}{a^{m}}=\frac{\cancel{\overbrace{a \cdot a \cdots a}^{\text {$m$ volte }}} \cdot \overbrace{a \cdot a \cdot \cdots a}^{\text {$n-m$ volte }}}{\cancel{\underbrace{a \cdot a \cdots a}_{{m} \text { volte }}}}=a^{n-m}. 		\]

    Se n=m chiaramente \dfrac{a^n}{a^m}=1.
    Se n<m allora

    \[ 		\frac{a^{n}}{a^{m}}=\frac{\cancel{\overbrace{a \cdot a \cdots a}^{\text {$m$ volte }}}}{\cancel{\underbrace{a \cdot a \cdots a}_{{m} \text { volte }}}\cdot \underbrace{a \cdot a \cdot \cdots a}_{\text {$m-n$ volte }}}=\frac{1}{a^{m-n}}. 		\]

    Infine, utilizzando la proprietà c) e il fatto che 1^n=1 per ogni n, abbiamo

    \[\frac{1}{a^{m-n}}= \left( \dfrac{1}{a} \right)^{m-n}.\]

Definizione 3 (esponenziale di esponente intero relativo). Sia a\neq 0 e n\in \mathbb{N}. Definiamo a^{-n} \coloneqq \dfrac{1}{a^{n}}.

\[\quad\]

Osservazione 4. Osserviamo che la definizione 3 ci permette di definire anche a^n con n \in \mathbb{Z} ed estendere la regola a^n/a^m= a^{n-m} anche al caso n \leq m.

Vogliamo ora definire le potenze frazionarie. È naturale chiedersi come poter dare senso all’espressione a^r per un numero razionale r. Poiché la definizione deve essere coerenete con le proprietà delle potenze, cf. proposizione 2, avremo

\[(a^{\frac 1  n})^n = a^{\frac 1 n \cdot n}=a^1=a,\]

dunque poiché la quantità a^{\frac 1 n} deve essere una radice n-esima di a, l’unica scelta coerente è quella di porre

\[ a^{\frac 1n}\coloneqq \sqrt[n]{a}. \]

Questo giustifica la seguente:

Definizione 5 (esponenziale di esponente razionale). Sia a>0 un numero reale. Dato un numero razionale r \in \mathbb{Q},
siano m \in \mathbb{Z}, \; n \in \mathbb{N}_0 interi senza fattori in comune tali che

\[r=\frac{m}{n}.\]

Definiamo l’esponenziale di a di esponente r la quantità

(2) \begin{equation*} 				a^{\frac mn}\coloneqq \sqrt[n]{a^{m}}. 			\end{equation*}

\[\quad\]

Il prossimo risultato ci mostra che la definizione appena data è ben posta.

Proposizione 6. Dato a>0, consideriamo la funzione g_a\colon \mathbb{Q} \to \mathbb{R} definita da

(3) \begin{equation*} 		g_a(m/n)\coloneqq \sqrt[n]{a^m}. 	\end{equation*}

allora, la funzione g_a\colon \mathbb{Q} \to \mathbb{R} è l’unica funzione definita su \mathbb{Q} e avente le seguenti proprietà:

\[\quad\]

  1. g_a(1)=a
  2.  

  3. Per ogni r,s\in \mathbb{Q},

    (4) \begin{equation*} 				g_a(r+s)=g_a(r)g_a(s). 			\end{equation*}

La funzione g_a è crescente e inoltre vale la seguente identità:

(5) \begin{equation*} 		g_a(r\cdot s)=g_{a^r}(s)=g_{a^s}(r) \qquad \forall s,t \in \mathbb{Q}. 	\end{equation*}

\[\quad\]

Dimostrazione. Fissato a>0, supponiamo che esista una funzione G\colon\mathbb{Q}\to \mathbb{R} tale che

\[\quad\]

  • G(1)=a
  •  

  • Per ogni q,s\in \mathbb{Q},

    \[G(q+s)=G(q)G(s),\]

e mostriamo che G e g_a devono coincidere. Osserviamo che

\[ 	G(0)a=G(0)G(1)=G(0+1)=G(1)=a, 	\]

dunque, siccome a >0, troviamo

\[ 	G(0)=1. 	\]

Inoltre, si ha

\[ 	G(1/n)^n=\underbrace{G(1/n) \cdot G(1/n) \cdots G(1/n)}_{{n} \text { volte }}=G(1/n+..+1/n)=G(1)=a, 	\]

che implica

(6) \begin{equation*} 		G(1/n)=a^{\frac 1n}=\sqrt[n]{a}. 	\end{equation*}

Usando questo fatto, vediamo che, se m>0,

\[ 	G(1/n)^m=\underbrace{G(1/n) \cdot G(1/n) \cdots G(1/n)}_{{m} \text { volte }}=\underbrace{1/n +1/n \cdots + 1/n}_{{m} \text { volte }}=G(m/n), 	\]

da cui, per la (6),

\[ 	G(m/n)=\sqrt[n]{a^m}. 	\]

Se m<0 abbiamo

\[ 	1=G(0)=G(-m/n+m/n)=G(-m/n)G(m/n)=G(m/n)\sqrt[n]{a^{-m}} \Rightarrow G(m/n)=(\sqrt[n]{a^{-m}})^{-1}=\sqrt[n]{a^{m}}. 	\]

Questo implica che, per ogni r \in \mathbb{Q}, G(r)=g_a(r).

Per dimostrare l’ultima identità, notiamo che

\[\sqrt[n]{\sqrt[m]{a}\phantom{.}}=\sqrt[n m]{a},\]

che segue dal fatto che

\[\left( 	\sqrt[n]{\sqrt[m]{a}\phantom{.}} \right)^{nm}=\left( \left( 	\sqrt[n]{\sqrt[m]{a}\phantom{.}} \right)^{n} \right)^m=\left( \sqrt[m]{a} \right)^m=a,\]

cf. punto (b) della proposizione 2, e dall’unicità della soluzione di x^{nm}=a, \; x>0.
Similmente, si mostra che l’estrazione di radice commuta con l’elevamento a potenza, ovvero

\[\sqrt[n]{a^m}=\left( \sqrt[n]{a} \right)^m.\]

Dunque, per quanto visto abbiamo che

\[\begin{aligned} 	a^{\frac{p}{q}\cdot\frac{n}{m}}&= 	a^{\frac{pn}{qm}}= \sqrt[pn]{a^{qm}}== 	\sqrt[p]{\sqrt[n]{(a^m)^q}}= \sqrt[p]{\left( \sqrt[n]{a^m }\right)^q}=\left( a^{\frac{n}{m}} \right)^{\frac p q}. 	\end{aligned}\]

Per finire, notiamo che la proprietà (2) implica facilmente la crescenza di
g_a.

L’estensione al caso in cui l’esponente x è reale, in (1), è una conseguenza del fatto, più profondo, e che non dimostriamo, che l’insieme dei numeri razionali \mathbb{Q} è denso in \mathbb{R}, ovvero qualsiasi numero reale si può approssimare con una successione di numeri razionali. In altre parole, fissato x\in \mathbb{R}, c’è una successione di numeri q_n\in \mathbb{Q} tale per cui per ogni \varepsilon>0 esiste n_\varepsilon\in \mathbb{N} tale che q_n \in (x- \varepsilon,x+ \varepsilon) per ogni n>n_\varepsilon.
Illustriamo questa idea con un esempio.

Esempio 7. Supponiamo di voler definire il numero 2^{\sqrt 2}. Sappiamo che possiamo approssimare \sqrt 2 per difetto dalla successione crescente di numeri razionali

\[ 	a_n\coloneqq \{a_1,a_2,..\}= \{1,4,  1,41, 1,414, 1,4142, ... \} 	\]

e per eccesso dalla successione decrescente di numeri razionali

\[ 	b_n\coloneqq \{b_1,b_2,..\}= \{1,5,  1,42, 1,415, 1,4143, ... \} 	\]

che ovviamente soddisfano a_n < b_n per ogni n \in \mathbb{N}. Osserviamo che i termini delle due successioni sono sempre più vicini. Formalmente, per ogni \varepsilon \in \mathbb{R}^+ esiste n_\varepsilon tale che

\[ 	b_n-a_n<\varepsilon, \quad \forall n>n_\varepsilon, 	\]

ovvero le due successioni sono arbitrariamente vicine per n sempre più grande. A questo punto possiamo finalmente definire 2^{\sqrt 2} approssimandolo, con precisione infinita, dall’alto e dal basso con le precedenti successioni:

\[ 	2^{1.4}<2^{1.41}<2^{1.414}<...<2^{\sqrt 2}<...<2^{1.415}<2^{1.42}<2^{1.5}. 	\]

Un modo per rendere la discussione formale è quelllo di introdurre il concetto di limite, e riformulare quanto appena visto come segue:

(7) \begin{equation*} \forall \, x \in \mathbb{R} \quad \exists\, \{ q_n \}_{n\in \mathbb{N}} \subseteq \mathbb{Q} \; \text{ tale che }\; \lim_{n \to +\infty}q_n=x. \end{equation*}

Dunque, per n sufficientemente grande, q_n \in \mathbb{Q} è arbitrariamente vicino a x\in \mathbb{R}, quindi è naturale aspettarsi che per n sufficientemente grande, a^{q_n} è è arbitrariamente vicino a a^x.
Solitamente, si definisce l’esponenziale di un numero reale x utillzzando il risultato (7), tramite la formula

\[a^x \coloneqq \lim_{n \to + \infty}a^{q_n}.\]

Si dimostra che questa definizione è ben posta, ovvero che comunque scegliamo la successione di razionali approssimante x, il limite di destra è lo stesso.

Una definizione altrettanto rigorosa dell’esponenziale di un numero reale, che non fa uso della teoria dei limiti, ma sfrutta la crescenza della funzione esponenziale definita in (3), è la seguente.

Definizione 8 (esponenziale di esponente reale). Sia a>1. Per ogni x \in \mathbb{R}, definiamo

(8) \begin{equation*} 				a^x\coloneqq \sup \left\{ a^{q} :  q\in  \mathbb{Q}, \,q\leq x\right\}. 		\end{equation*}

Sia 0<a<1. Per ogni x \in \mathbb{R}, possiamo definire l’esponenziale di x di base a tramite la formula

(9) \begin{equation*} 			a^x\coloneqq  \frac{1}{(1/a)^x}, 	\end{equation*}

che è ben posta in quanto in tal caso 1/a>1.

\[\quad\]

Osservazione 9. La definizione appena data risulta chiaramente coerente con la definizione 5. Nel caso in cui a>1 e x \in \mathbb{Q}, infatti, per la crescenza della funzione esponenziale su \mathbb{Q}, cf. proposizione 6, l’estremo superiore di \left\{ a^{q} :  q\in  \mathbb{Q}, \,q\leq x \right\} è un massimo, raggiunto per q=x.

Osservazione 10. Osserviamo che nel caso a < 0 non possiamo definire la funzione a^x in \mathbb{R} per il semplice fatto che le radici di indice pari di numeri negativi non sono numeri reali. Per esempio, per a=-1 e x=\frac 12 la funzione restituirebbe \sqrt{-1} che non appartiene all’insieme \mathbb{R}.

Proposizione 11. Sia a>1. L’espressione (8) determina una funzione f:\mathbb{R} \to \mathbb{R} definita da

(10) \begin{equation*} 		f(x)= a^x \qquad \forall x \in \mathbb{R}, 	\end{equation*}

detta funzione esponenziale di base a.
Analogamente, per 0<a<1, l’espressione (9) definisce una funzione f:\mathbb{R} \to \mathbb{R} come in (10).

\[\quad\]

Dimostrazione. Sia a>1. Dobbiamo mostrare che per ogni x \in \mathbb{R} l’insieme

\[P_x\coloneqq \left\{ a^{q} :  q\in  \mathbb{Q}, \,q\leq x \right\}\]

è non vuoto e superiormente limitato. Esso è non vuoto in quanto, dato x \in \mathbb{R} esistono sicuramente q\in \mathbb{Q} tali che

\[q \leq x.\]

Inoltre, dalla crescenza della funzione della funzione esponenziale su \mathbb{Q}, cf. proposizione
è un maggiorante di P_x per ogni q \in \mathbb{Q} tale che q>x.

Proposizione 12 (proprietà dell’esponenziale). Sia a>0, \;a \neq 1. Allora, valgono le seguenti proprietà

\[\quad\]

  1. a^{x+y}=a^xa^y \qquad \forall x,y \in\ \mathbb{R};
  2.  

  3. a^{xy}=(a^x)^y\qquad \forall x,y \in\ \mathbb{R};
  4.  

  5. La funzione esponenziale, cf. (10) di base a>1 (risp. 0<a<1) è crescente (risp. decrescente).

\[\quad\]

Osservazione 13 (il numero di Nepero). Una funzione esponenziale degna di nota è quella con base uguale a

(11) \begin{equation*} 	e\coloneqq \sup\left\{ \left( 1+\frac{1}{n} \right)^n: n \in \mathbb{N}\right\}=2.71828182845904523536028747135266249..%77572470936999595749669676...%277240766303535475945713821785251664274... \end{equation*}

Quest’ultimo numero, noto come Numero di Nepero, oppure come Costante di Eulero, può essere definito rigorosamente in vari modi, segnaliamo ad esempio Il numero di Nepero. Esso è un numero irrazionale trascendente che emerge in modo naturale in innumerevoli situazioni e applicazioni, la cui scoperta e prime analisi sono attribuite a Jakob Bernoulli (1654-1705), che la nominò in onore dei matematici John Napier (tradotto Giovanni Nepero) (1550-1617), e Leonhard Euler (1707-1783), tra il diciassettesimo e il diciottesimo secolo.
Il grafico di f(x)=e^x è ovviamente simile a quelli dipinti in figura 1, visto che la base è maggiore di 1, inoltre esso è compreso tra il grafico della funzione in verde (a=3) e di quella in blu (a=2).

Studiamo ora le proprietà della funzione esponenziale f\colon \mathbb{R} \to \mathbb{R} definita da

\[f(x)=a^x\qquad \forall x \in \mathbb{R}.\]

dove a \in (0,1)\cup (1,+\infty) è fissato, distinguendo due casi.

 
 

Proprietà della funzione esponenziale con base a>1

\[\quad\]

  • (Dominio.) Il dominio della funzione esponenziale f è \mathbb{R}.
  •  

  • (Simmetrie.) La funzione f non è né pari né dispari. Infatti,

    \[f(-x)=a^{-x}=\frac{1}{a^x}  	\begin{cases} 		\neq f(x),\\ 		\neq -f(x). 	\end{cases}\]

  •  

  • (Periodicità.) La funzione f non è periodica.
  •  

  • (Intersezione con gli assi.) Il grafico di f interseca l’asse delle ordinate nel punto P=(0,1), in quanto f(0)=a^0=1 e non ha intersezioni con l’asse delle ascisse, in quanto

    \[f(x)=a^x \neq 0 \qquad \forall x \in \mathbb{R}.\]

    .

  •  

  • (Segno.) La funzione f è sempre positiva:

    \[f(x)=a^x>0 \qquad \forall x \in \mathbb{R}.\]

  •  

  • (Intervalli di monotonia.) La funzione f è monotona strettamente crescente (stiamo assumendo a>1), cf. proposizione 12. In particolare,

    (12) \begin{equation*} 		a^x>1\qquad \forall x >1. 	\end{equation*}

  •  

  • (Immagine.) L’immagine di f è

    (13) \begin{equation*} 	 	\operatorname{Im}(f)=\mathbb{R}^+. 	 \end{equation*}

    Questo fatto è non banale e per dimostrarlo rigorosamente occorre usare la completezza dei reali.
    In particolare f è limitata inferiormente (risp. illimitata superiormente) e si ha

    \[ 	\inf_{x\in \mathbb{R}} f(x)=0 \qquad (\text{risp.} \qquad \sup_{x\in \mathbb{R}} f(x)=+\infty.) 	\]

  •  

  • (Invertibilità.) Segue dalla monotonia, cf. (??), che la funzione esponenziale f è iniettiva. Inoltre, da (13) segue che f^{\mathbb{R}^+}:\mathbb{R} \to \mathbb{R}^+ è invertibile.

Prendendo valori di x sempre più grandi si ottengono valori di f(x) sempre più grandi, mentre se si prendono valori sempre più negativi, si ottengono valori sempre più vicini a zero.

Dalle proprietà presentate precedentemente, sappiamo che a^x è una funzione crescente, limitata inferiormente ma non superiormente e che il suo estremo inferiore è 0.
Graficamente, per valori maggiori di x si ottengono valori sempre più grandi di f(x) e con una crescita molto rapida, detta appunto crescita esponenziale. Per valori grandi negativamente di x i valori assunti da f(x) si avvicinano a zero, senza mai raggiungerlo, in quanto a^x\neq 0 per ogni x\in \mathbb{R}. Tracciamo il grafico di a^x per alcuni valori fissati di a>1.

\[\quad\]

Figura 1: il grafico di f(x)= a^x per alcuni valori di a>1.

\[\quad\]

Figura 2: il grafico di f(x)= e^x, dove e è il numero di Nepero, cf. (11).

 
 

Proprietà della funzione esponenziale con base 0<a<1

\[\quad\]

  • (Dominio.) Il dominio della funzione esponenziale f è \mathbb{R}.
  •  

  • (Simmetrie.) La funzione f non è né pari né dispari.
  •  

  • (Periodicità.) La funzione f non è periodica.
  •  

  • (Intersezione con gli assi.) Il grafico di f interseca l’asse delle ordinate nel punto P=(0,1), e non ha intersezioni con l’asse delle ascisse.
  •  

  • (Segno.) La funzione f è sempre positiva.
  •  

  • (Intervalli di monotonia.) La funzione f è monotona strettamente decrescente (stiamo assumendo 0<a<1). Infatti, dati x, y \in \mathbb{R}, per le proprietà delle potenze si ha

    (14) \begin{equation*} 		f(y)=a^y<a^x=f(x) \quad \forall x<y \quad \iff \quad a^{x-y}>1  \quad \forall x<y \quad \iff \quad\left(  \frac 1 a \right)^{y-x}>1  \quad \forall x<y, 	\end{equation*}

    che è equivalente a (12)

  •  

  • (Immagine.)
    L’immagine di f è

    (15) \begin{equation*} 		\operatorname{Im}(f)=\mathbb{R}^+. 	\end{equation*}

  •  

  • (Invertibilità.) f|^{\mathbb{R}^+}:\mathbb{R} \to \mathbb{R}^+ è invertibile.

Possiamo inoltre notare che il grafico di f(x)=a^x con 0<a<1 è simmetrico, rispetto all’asse y, al grafico di g(x)=(a^{-1})^{x}, dove a^{-1}>1. Infatti

\[ f(-x)=a^{-x}=(a^{-1})^x=g(x). \]

Dunque tutte le proprietà che abbiamo studiato nel caso precedente, in cui la la base a era maggiore di 1, si applicano in modo simmetrico. Graficamente, per alcuni valori fissati di 0<a<1, si ha:

\[\quad\]

Figura 3: il grafico di f(x)= a^x per alcuni valori di 0<a<1.