Autori e revisori
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Si richiede di provare che
Svolgimento.
e si nota che
Si introduce la funzione , continua su
, e si osserva che la quantità precedente è una somma di Riemann per
associata alla partizione uniforme di
data dai punti
, nella quale il punto di campionamento del
-esimo intervallo
è proprio
. Per la definizione di integrale di Riemann e per la continuità di
si ottiene
Si calcola l’integrale con il cambio di variabile , che porta a
Si integra per parti scrivendo , e si valuta tra
e
ottenendo
Ne segue che
Si conclude che il valore del limite non dipende dalla scelta specifica dei punti all’interno di ciascun intervallo, ma solo dal fatto che tali punti realizzano una somma di Riemann della funzione considerata sull’intervallo
, e quindi la tesi risulta dimostrata.
Svolgimento.
e in particolare, per ,
Si osserva ora che , per cui
Si passa ai logaritmi e si applica la formula precedente con :
Si calcola l’integrale:
da cui si conclude
Sostituendo nel limite assegnato si ottiene
Svolgimento.
Si effettua la sostituzione , da cui
e
, e si ottiene
Si riscrive allora il numeratore per ricondurre il tutto a integrali elementari; si nota che
A questo punto si ricordano le primitive note
Combinando i risultati si ottiene
Si risostituisce , si nota che
e si conclude
Si osserva infine che, usando l’identità per
, la primitiva ammette anche la forma
equivalente alla precedente a meno di costante additiva, nel dominio reale considerato
Svolgimento.
Ponendo si riconosce l’integrale standard
da cui, sostituendo e semplificando con , si ottiene in forma compatta
(1)
dove . Notando infine che
è proprio
, si legge il risultato anche direttamente in funzione di
, ma la scrittura precedente evita righe troppo lunghe e non sfora i margini.
Svolgimento.
poiché . Si ricorda quindi la primitiva nota
e si ritraduce il risultato in funzione di
, notando che con
si ha
e
; ne consegue
da cui
Si noti infine che una derivazione rapida dell’espressione finale restituisce l’integranda, a conferma della correttezza del calcolo.
Svolgimento.
Sommandone le due espressioni membro a membro si ottiene
da cui segue immediatamente
Per calcolare l’ultimo integrale si applica l’integrazione per parti ripetuta; si noti che una primitiva di è
Valutando ai bordi e
(e ricordando che
e
) si ottiene
Si conclude quindi che
Svolgimento.
Si nota che, fissato , la sostituzione
(da cui
) manda
in
e trasforma l’integrale nel seguente:
Si suddivide ora l’integrale secondo i tratti in cui è costante: per
si ha
su
, per cui
Poiché i termini sono non negativi, si può scambiare l’ordine delle somme e, sommando su , si riconosce la serie geometrica
per
. Ne segue
Rinominando si ottiene
dove si ricorda che per telescopia e che
. Si conclude quindi che l’integrale proposto converge e vale
come desiderato.
Svolgimento.
dove si è moltiplicato numeratore e denominatore per . Sommando quest’ultima espressione alla forma iniziale dell’integrale si nota che il denominatore si semplifica e si ottiene
Si rileva che la funzione è pari, perché
; quindi
Si esegue ora la sostituzione nell’integrale su
e si nota che
; ne segue
Sommando le due rappresentazioni dello stesso integrale si ricava
Poiché , risulta
per ogni
e si può applicare l’identità
da cui discende
Si conclude pertanto che
Svolgimento.
Notando ora che la somma delle due espressioni di fornisce
si ricorda l’identità valida per ,
, e si deduce
Per valutare l’ultimo integrale si pone , da cui
e
; ne segue
Sostituendo si conclude che
Sostituendo nella relazione si ottiene
Svolgimento.
così che e
. Per regolarità e dominazione uniforme dell’integranda su
al variare di
, si può derivare sotto segno di integrale:
Decomposizione in fratti semplici.
Si cercano tali che
Moltiplicando per si ottiene
Confrontando i coefficienti si ricava il sistema
da cui e
, quindi
Segue
Integrazione in di
.
Allora
Si calcola
Pertanto
Integrazione in .
Integrando da
ad
e usando
si ottiene
Si osserva infine la decomposizione elementare
Ponendo e rinominando la variabile d’integrazione, si ottiene
da cui
Perch\’e .
Per
vale lo sviluppo
Per ogni la convergenza è uniforme su
, quindi si può integrare termine a termine su
:
Passando al limite (le somme parziali sono crescenti in
e dominate) si ottiene
Valore della serie .
Si richiama la ben nota identità (Eulero/Weierstrass)
Sviluppando al secondo ordine in :
poiché i termini misti compaiono solo da in poi. Eguagliando i coefficienti di
si ricava
Di conseguenza
Svolgimento.
come si nota espandendo
e
Ne consegue che l’integrando può riscriversi come
Si noti ora che, per , vale
; pertanto si ha
e
. Ciò permette di eliminare i valori assoluti mantenendo i segni positivi, ottenendo
L’integrale si riduce quindi a una costante e si calcola immediatamente:
Si conclude che il valore richiesto è
Svolgimento.
la sostituzione lascia invariati gli estremi e fornisce
Si sommano ora le due espressioni dell’integrale e si nota che
Ponendo si calcola
Si nota che , da cui
Segue quindi
e si conclude che
dove denota il logaritmo naturale. Si richiede di determinarne il valore.
Svolgimento
Si somma ora questa identità con quella di partenza, notando che le due forme rappresentano la stessa quantità ma con variabile diversa; rinominando la variabile di integrazione, si ottiene
A questo punto si riscrive l’integrando come
e si nota che la funzione possiede derivata
. Si riconosce allora la forma elementare
per cui
Valutando agli estremi si osserva che per risulta
e dunque
, mentre per
risulta
e quindi
. Di conseguenza
e si conclude che
Svolgimento
Si nota che e che
; poiché
si semplifica il fattore
ottenendo
Indicando con si ricava l’identità
che equivale all’equazione quadratica . Il discriminante vale
, per cui
Poiché , dal valore
si deduce
, mentre da
si deduce
. Una verifica diretta conferma infatti
Si conclude che l’insieme delle soluzioni è
Svolgimento
Ne segue
Per valutare si nota l’identità
che suggerisce la sostituzione con
; usando
e dividendo per
si ottiene
Si semplifica l’espressione al denominatore osservando che , da cui
Per simmetria si passa a e poi si pone
, ottenendo
Si riconosce l’integrale ellittico completo di prima specie, definito per da
e quindi, con , si conclude
Pertanto il valore dell’integrale proposto è , dove
indica l’integrale ellittico completo di prima specie.
dove le parentesi graffe indicano la parte frazionaria.
Svolgimento
Si divide numeratore e denominatore per e si ottiene
si nota che il numeratore tende a mentre il denominatore tende a
, per cui si conclude
Per completezza si osserva anche che , e quindi la parte frazionaria tende a
.
Svolgimento
Si nota quindi che la sostituzione con
produce di nuovo un integrale dello stesso tipo,
Sommandone i due esiti si ricava
dove si è usata la fattorizzazione . Si introduce ora
, così che
e
, ottenendo
Si riconosce l’integrale di arctan e si calcola
Si conclude quindi che
Svolgimento
Per comodità si rinomina con
e si somma membro a membro l’ultima espressione con l’integrale di partenza, notando che per ogni
vale l’identità ben nota
, la quale è applicabile poiché
su tutto l’intervallo. Ne segue
Si conclude pertanto che il valore cercato è
e si vuole determinare il numero reale per cui valga
Svolgimento
Poiché ,
e
sono diversi da zero, si può moltiplicare entrambi i membri per
ottenendo
Sviluppando il quadrato del binomio si ha
da cui si ricava
A questo punto si introducono i rapporti
Si nota che il loro prodotto vale
mentre la loro somma si può esprimere come
dove nell’ultimo passaggio si è utilizzata la relazione trovata in precedenza. Si considera ora l’identità algebrica per la somma dei cubi di due numeri qualunque
e
,
Applicando questa formula ai rapporti definiti sopra e sostituendo i valori di e
si ottiene
Dal momento che coincide con
si deduce che
Per le condizioni richieste dal testo tale quantità deve anche essere uguale a ; si ha quindi
da cui, dividendo per , segue
Poiché si sta considerando la radice quadrata reale principale, si conclude che
dove è un numero reale che soddisfa
. Si chiede per quali valori di
valga la seguente uguaglianza:
In altre parole, si vuole determinare per quali valori di la somma della serie a segni alterni è esattamente la metà della somma della serie con tutti i segni positivi.
Svolgimento
così che la condizione diventa
. In termini di
l’uguaglianza da verificare assume la forma
Per si ricordano le note espansioni in serie di potenze del logaritmo naturale:
valide perché e
per
. Sostituendo queste espressioni nell’uguaglianza precedente si ottiene
cioè
Si somma ai due membri e si ottiene
Si osserva ora che la proprietà del logaritmo rispetto al prodotto consente di scrivere
L’uguaglianza precedente diventa quindi
da cui, applicando la funzione esponenziale, si ricava
Per eliminare la radice quadrata si eleva al quadrato ambo i membri, ottenendo
Si sviluppa il prodotto
L’equazione da risolvere diventa quindi
che semplificata fornisce
Si raccoglie a fattor comune e si ottiene
Da qui si ricavano due possibilità:
Si nota che corrisponde a
non definito, quindi tale valore non è accettabile. Si considera allora l’equazione quadratica
che ha soluzioni
Si osserva che
mentre la condizione richiede che
appartenga all’intervallo
. Pertanto questa soluzione non è ammessa. La soluzione accettabile è invece
che appartiene a e soddisfa la condizione
. Poiché
, si ottiene
Si razionalizza il denominatore moltiplicando numeratore e denominatore per , e si ottiene
Si conclude quindi che, tra i numeri reali con
, l’unico valore per cui la somma della serie a segni alterni è esattamente metà della somma della serie con tutti i segni positivi è
Svolgimento
Si effettua il cambio di indice , da cui
e, al variare di
da
a
, l’indice
varia ancora da
a
; la somma si può quindi riscrivere come
Introducendo i numeri armonici si ottiene
Il limite da valutare diventa quindi
Si nota che questo limite è della forma ; conviene allora considerare il logaritmo naturale di
e studiare
Per procedere in modo efficace si introducono le notazioni
così che .
A questo punto si richiamano le note espansioni asintotiche
dove indica la costante di Eulero–Mascheroni. Utilizzando tali formule si ottiene
mentre
Sottraendo membro a membro si arriva a
da cui si deduce
Si osserva ora che e si pone
Poiché e
, risulta
Si può quindi applicare lo sviluppo del logaritmo , da cui
Sostituendo nell’espressione di si ottiene
Il primo termine tende a per quanto visto sopra. Per il secondo termine si osserva che
, dunque
e, poiché
, si ha
In questo modo si conclude che
Elevando alla base si ottiene finalmente
dove è la costante di Eulero–Mascheroni.
Svolgimento
Aggiungiamo e sottraiamo al numeratore:
Ponendo (quindi
e
) si ottiene l’identità
(2)
Nel primo limite scindiamo:
Usando i limiti notevoli
si ottiene
Per quanto riguarda il secondo limite, si ha ovviamente
Passando al limite nell’identità (2) troviamo
cioè
Nota metodologica
non avrebbe senso. Lo verifichiamo nell’appendice seguente.
Appendice
Poiché è pari, basta studiare il limite da destra
.
Limitatezza. Per abbiamo
Per vale
; dunque
e di conseguenza
Inoltre , quindi
; dividendo per
otteniamo
Monotonia. Vogliamo mostrare che . Per
si ha
Poniamo
così che
Per concludere basta provare che . Calcoliamo
Per si ha
e
, dunque
, cioè
è crescente. Poiché
, otteniamo
e quindi
per
: la funzione
è crescente a destra di
.
Essendo crescente e inferiormente limitata (da
), il limite da destra
esiste ed è finito; per la parità di
esiste finito anche il
limite bilatero
.
Conclusione. L’appendice giustifica la correttezza del procedimento da cui abbiamo
ricavato .
Svolgimento
Si calcola prima il termine più interno, notando che
quindi
e di conseguenza
L’integrale iniziale può allora essere scritto come
Si procede alla semplificazione delle due frazioni al numeratore e al denominatore:
Pertanto l’integrando diventa
e l’integrale da calcolare si riduce a
Si nota che la derivata del denominatore è
mentre il numeratore è . Si esprime allora il numeratore come combinazione della derivata del denominatore e di un termine costante:
Da qui si ottiene
così l’integrale si separa in
Per il primo integrale si riconosce una derivata di logaritmo:
quindi
Per il secondo integrale si procede con il completamento del quadrato nel denominatore:
Ne segue
per cui
Si introduce la sostituzione
e l’integrale diventa
Quindi
Mettendo insieme i risultati, si ottiene una primitiva della funzione integranda:
e l’integrale definito richiesto vale
Si calcolano i valori:
da cui
Pertanto
Usando la formula per la differenza degli arctangenti si nota infine che
per cui il valore dell’integrale si può anche scrivere come
Svolgimento
così che l’integrale richiesto sarà . Si osserva innanzitutto che, per ogni
, l’integrale che definisce
converge: vicino a
si ha
, quindi l’integrando è limitato, mentre per
il fattore esponenziale
garantisce la convergenza.
Si vuole ora derivare rispetto al parametro
. Si introduce
che per ogni è derivabile rispetto ad
con
Per giustificare il passaggio della derivata sotto il segno di integrale si osserva che, fissato un valore , si può scegliere un intervallo chiuso
con
tale che
. Per ogni
in tale intervallo e per ogni
vale
La funzione è integrabile su
. Il teorema della convergenza dominata, applicato alle differenze quozienti che definiscono la derivata di
, permette quindi di scambiare derivata e integrale; di conseguenza, per ogni
si ottiene
Per il calcolo di questo nuovo integrale si nota che coincide con la parte immaginaria di
. Si ha quindi
Poiché , la parte reale di
è negativa e il limite all’infinito dell’esponenziale è nullo; si ottiene
Ne segue
Sviluppando
si nota che la parte immaginaria è pari a ; quindi
Per ottenere si integra rispetto ad
:
Ponendo ,
, si scrive
dove è una costante reale da determinare.
Per determinare si studia il limite di
per
a partire dalla definizione tramite integrale. Per ogni
si ha
Inoltre, per e per ogni
si osserva che
dove si è usato che . La funzione
è integrabile su
; quindi, applicando il teorema della convergenza dominata al limite per
, si ottiene
D’altra parte, passando al limite nella forma esplicita trovata per , si ha
Il confronto dei due limiti fornisce . Di conseguenza, per ogni
,
Usando l’identità per
, si nota che la precedente espressione si può riscrivere come
Infine si pone e si ottiene il valore dell’integrale richiesto:
Svolgimento
Da questa identità si ricava
Riscrivendo l’ultimo integrale come somma, si ottiene
A questo punto si introduce l’integrale
e si nota che sulla stessa funzione si può utilizzare la proprietà
Applicando tale proprietà con e
si ottiene
Si sfruttano ora le identità
così che
Pertanto
Poiché , si arriva alla forma
Si sostituisce ora questa espressione di nella formula iniziale per
, osservando che
Si ottiene quindi
da cui segue
Raccogliendo in un unico integrale, si osserva che
per cui
Per proseguire, si introduce l’integrale
Si effettua la sostituzione ; allora
e, poiché
, si ha
Quando varia da
a
, la variabile
varia da
a
. Inoltre
. Quindi
Si riconosce ora che l’ultimo integrale fornisce una rappresentazione della costante di Catalan , che può infatti essere definita da
Ne segue che e, sostituendo nel valore di
, si ottiene
In conclusione si nota che il valore dell’integrale proposto è
dove denota la costante di Catalan.
Svolgimento
Notiamo ora che, per definizione, la funzione Beta è data da
Confrontando questa definizione con l’integrale ottenuto si riconosce che e
, cioè
e
. Si conclude quindi che
Ricordando la relazione tra funzione Beta e funzione Gamma,
si ottiene
Poiché vale , il risultato si può riscrivere come
Se si desidera una forma ancora più esplicita, si ricorda la formula di riflessione di Eulero ; applicandola con
si ottiene
, da cui segue
Qualunque delle ultime espressioni rappresenta il valore esatto dell’integrale richiesto; numericamente si ha
Svolgimento
così che si ha .
Quando
si ottiene
, mentre quando
si ha
.
L’integrale diventa allora
A questo punto utilizziamo le formule di addizione per il seno. Per il primo seno al numeratore scriviamo
Per il secondo seno osserviamo che
poiché il seno di un angolo aumentato di coincide con il
coseno dell’angolo di partenza.
Sostituendo queste espressioni nell’integrale si ottiene
Ora separiamo i due termini al numeratore:
Consideriamo prima il fattore
Chiamiamo
Osserviamo che
quindi la funzione risulta dispari.
Sapendo che l’integrale di una funzione dispari in un intervallo simmetrico
rispetto all’origine è nullo, si ha
Il primo termine dell’espressione di si annulla dunque completamente.
Rimane solo il secondo termine
Indichiamo con
Si nota che
per cui è una funzione pari.
Per una funzione pari vale la relazione
e applicandola con si ottiene
Di conseguenza
Per calcolare quest’ultimo integrale osserviamo che,
ponendo , si ha
e quindi
.
Quando
si ottiene
, mentre quando
si ha
.
L’integrale diventa allora
Si ricorda che una primitiva di è
, per cui
Da qui segue
Sostituendo questo risultato nell’espressione di si ha
Si conclude quindi che il valore dell’integrale proposto è
con e
numeri reali non nulli, determinare il valore dell’espressione
Svolgimento
Per rendere le espressioni più simmetriche notiamo che
e in modo analogo
Sostituendo queste uguaglianze nel sistema si ottiene
Calcoliamo ora i reciproci dei quadrati appena ottenuti. Si ha
e in modo simile
Il sistema diventa quindi
A questo punto introduciamo il prodotto e indichiamo con
la somma dei quadrati. Con queste notazioni le due equazioni precedenti si riscrivono come
Dalla prima equazione si ricava
mentre dalla seconda si ottiene
Poich\’e entrambe esprimono lo stesso numero , possiamo uguagliarle e scrivere
Sviluppiamo ora i quadrati. Si ha
Portando tutti i termini da un solo lato dell’uguaglianza otteniamo
Il prodotto deve quindi soddisfare l’equazione di secondo grado
Risolvendo questa equazione, si ha
Concludiamo perciò che il prodotto può assumere soltanto i due valori
Osserviamo inoltre che questi due numeri sono uno il reciproco dell’altro, infatti
Di conseguenza, se allora
mentre se si ha
In ogni caso l’insieme formato da e da
coincide con l’insieme
A questo punto possiamo passare all’espressione richiesta. Indichiamo con
il numero che vogliamo determinare. Dalle considerazioni precedenti segue che, qualunque sia la scelta del valore di tra i due possibili, l’espressione rimane la stessa, poich\’e
viene semplicemente scambiato con il suo reciproco. Possiamo quindi scrivere senza ambiguità
Osserviamo infine che, poich\’e i due termini e
sono coniugati e il loro prodotto è uguale a
, lo sviluppo binomiale di ciascuna potenza contiene termini con radici quadratiche che si semplificano a coppie nella somma, per cui
risulta essere un numero intero. Se si desidera ottenere il valore numerico esplicito si può calcolare tale somma con una calcolatrice, ma già l’espressione
fornisce una forma esatta e completa della soluzione del problema.
Svolgimento
e il denominatore con
Il limite da calcolare è quindi
Osserviamo che il comportamento di numeratore e denominatore è legato alla funzione
che tende a zero per . Si studia quindi ogni pezzo confrontandolo con
.
Consideriamo per prima cosa
Poniamo
così che . Notiamo che
, perciò
Dai limiti fondamentali
segue
Sostituendo si ottiene
cioè
Studiamo ora il logaritmo di . Si ha
Poiché , risulta
. D’altra parte
per cui
Il termine tende a zero, quindi esiste una funzione
tale che
In particolare
Passiamo al fattore . Indichiamo
Si osserva che
perciò si comporta come
e tende a zero. Dal limite fondamentale
si ottiene
quindi esiste una funzione tale che
Ne segue
Poiché , risulta
, quindi
Studiamo ora il prodotto . Si osserva che
Abbiamo visto che il primo fattore tende a e il secondo tende a
; perciò
Essendo , per il limite fondamentale
e sapendo che , si ottiene
Moltiplicando i limiti si ha
Passiamo ora al termine
Indichiamo
Dividendo numeratore e denominatore per si ottiene
Da qui segue
perché sia il numeratore sia il denominatore tendono a . In particolare
.
Dal limite fondamentale
si ricava
e quindi
Studiamo ora il fattore . Per
si ha
e poiché , vale
Per sufficientemente grande si ha
, quindi
e, per
grande,
Applicando il logaritmo si ottiene
Da queste disuguaglianze segue
Scrivendo
si ha
e poiché , si ottiene
A questo punto si può confrontare con
. Infatti
Il primo fattore tende a e anche il secondo tende a
, quindi
Studiamo ora il denominatore
Poniamo
Allora per
. Dal limite fondamentale
si ricava
Consideriamo il prodotto
Il primo fattore tende a e anche il secondo tende a
, quindi
Di conseguenza
Per quanto riguarda il fattore logaritmico del denominatore, si ha
quindi
Poiché , si ottiene
Possiamo ora confrontare il denominatore con . Si ha
Il primo fattore tende a e il secondo tende a
, per cui
Mettiamo infine insieme tutti i risultati. Il numeratore può essere scritto come
perciò
Passando al limite si ottiene
Di conseguenza il limite richiesto è
Svolgimento
mentre al denominatore si ha ugualmente . Il limite presenta quindi la forma indeterminata
e richiede una trasformazione algebrica.
Per semplificare il numeratore, notano che si può aggiungere e togliere , riscrivendo
In questo modo il limite diventa
Osservano ora che il limite della somma, quando esiste, è uguale alla somma dei limiti, per cui si può studiare separatamente i due termini
Per il primo termine, notano che si può razionalizzare il numeratore moltiplicando e dividendo per il coniugato . Si ottiene
Semplificando al numeratore e al denominatore, si ha
A questo punto il limite del primo termine risulta immediato, perché nel denominatore non compaiono più zeri al tendere di a zero. Infatti
Si passa ora al secondo termine
Per studiarlo, osservano che si può usare l’identità notevole
Applicando questa identità con e
, si ottiene
Poiché , al primo membro si ha
Quindi si ricava
Da questa uguaglianza ottengono
Sostituendo nell’espressione del secondo termine, si ha
Anche in questo caso il limite è ora facile da calcolare, perché il denominatore non si annulla per che tende a zero. Infatti
Ritornando ora al limite iniziale, si mettono insieme i due risultati ottenuti. Si ha
Eseguendo la somma delle due frazioni, si ottiene
Concludiamo quindi che il valore del limite richiesto è
Svolgimento
Se la persona che parla è un cavaliere, allora dice il vero. Di conseguenza, nel caso di un cavaliere la frase deve essere vera e quindi i due vicini devono appartenere alla categoria opposta, cioè entrambi furfanti. In simboli, intorno a un cavaliere si ottiene lo schema
Se invece la persona che parla è un furfante, la stessa frase deve essere falsa. Essendo falsa l’affermazione “nessuna delle due persone accanto a me è della mia stessa categoria”, si deduce che almeno uno dei due vicini è della stessa categoria del furfante. In altre parole, per ogni furfante almeno uno dei due posti accanto a lui è occupato da un altro furfante.
Da queste osservazioni traggono due conseguenze importanti. In primo luogo, due cavalieri non possono sedere accanto, perché ogni cavaliere dovrebbe avere due furfanti come vicini. In secondo luogo, tra due cavalieri non può esserci un solo furfante: infatti una configurazione del tipo
non è possibile, perché in questo schema il furfante avrebbe ai due lati due cavalieri, quindi nessuno dei vicini sarebbe della sua stessa categoria; la sua frase risulterebbe vera, mentre un furfante deve mentire. Concludono quindi che tra due cavalieri consecutivi, lungo il giro del tavolo, devono esserci almeno due furfanti.
A questo punto considerano un tavolo qualsiasi con posti e suppongono che a quel tavolo siedano
cavalieri. Ordinano mentalmente i cavalieri nel verso del giro del tavolo; tra ogni coppia di cavalieri consecutivi compaiono almeno due furfanti. Per ogni cavaliere si devono quindi contare almeno due furfanti dopo di lui, prima di incontrare il cavaliere successivo. Nel complesso il numero totale dei posti al tavolo deve essere almeno
da cui ricavano
Questa disuguaglianza mostra che, qualunque sia la disposizione, il numero di cavalieri presenti a un tavolo con posti non può superare la terza parte del numero dei posti.
Applicano ora questo risultato ai diversi tipi di tavolo presenti al banchetto. Per un tavolo da 3 posti si ha
quindi a quel tavolo può sedere al massimo un cavaliere. Per un tavolo da 4 posti risulta
quindi anche in questo caso non può superare 1. Lo stesso vale per un tavolo da 5 posti, poiché
e dunque ancora una volta si ottiene . Per un tavolo da 6 posti, invece,
per cui a ogni tavolo da 6 posti possono sedere al massimo due cavalieri.
Per essere sicuri che questi limiti siano effettivamente raggiungibili, costruiscono degli esempi. Tutte le configurazioni che seguono sono da leggere come sedute intorno al tavolo, in senso circolare.
Per un tavolo da 3 posti considerano la disposizione
Il cavaliere ha due furfanti accanto, quindi dice il vero; ciascun furfante ha almeno un vicino furfante, quindi la propria frase è falsa. Risulta quindi possibile avere un cavaliere a un tavolo da 3.
Per un tavolo da 4 posti scelgono la disposizione
Il cavaliere ha due furfanti accanto e dice il vero, mentre ogni furfante ha almeno un vicino furfante (per esempio il primo furfante ha accanto il cavaliere e un furfante), perciò mente. Anche in questo caso è possibile avere un cavaliere.
Per un tavolo da 5 posti considerano
Come prima, il cavaliere ha due furfanti accanto e dice il vero; ogni furfante ha almeno un vicino furfante e quindi mente. Si ottiene così un esempio con un cavaliere a un tavolo da 5 posti.
Infine, per un tavolo da 6 posti costruiscono la configurazione
Si controlla facilmente che i due cavalieri hanno entrambi due furfanti come vicini, per cui dicono il vero, mentre ogni furfante ha almeno un vicino furfante e quindi mente. In questo modo mostrano che è effettivamente possibile avere due cavalieri a un tavolo da 6.
Concludono quindi che i massimi numeri di cavalieri per ciascun tipo di tavolo sono i seguenti: un cavaliere per ogni tavolo da 3 posti, da 4 posti e da 5 posti, e due cavalieri per ogni tavolo da 6 posti.
A questo punto calcolano il numero massimo totale di cavalieri presenti al banchetto. Poiché ci sono 10 tavoli da 3 posti, 7 tavoli da 4 posti, 8 tavoli da 5 posti e 13 tavoli da 6 posti, ottengono
Eseguendo i calcoli si ha
e quindi
Concludono che il numero massimo possibile di cavalieri presenti al banchetto è pari a 51.
dove il logaritmo è naturale.
Svolgimento
così che il limite richiesto diventa
Per studiare il numeratore introduciamo il logaritmo della base. Scriviamo
e osservando che
in quanto almeno i primi fattori sono minori o uguali a
. Da questa stima si deduce che
Introduciamo allora
così che e
Applicando ora lo sviluppo di Taylor della funzione logaritmo in un intorno di ,
otteneniamo
Scriviamo quindi
dove
poiché il numeratore tende a zero mentre il denominatore tende a . Passiamo ora allo studio dell’esponente
. Riscriviamo
Indicando con
notiamo che è limitata, quindi
. Sviluppiamo allora il cubo
e otteniamo
Ne consegue
Introduciamo
osserviamo che ogni termine di tende a zero e quindi
, e scriviamo
Per trattare utilizziamo lo sviluppo di Taylor della funzione
nell’intorno di ,
Applicando questo sviluppo a otteniamo
dove . Pertanto
A questo punto consideriamo
e sostituendo le espressioni trovate:
Definendo
si ha e quindi
Poiché , si ha in particolare
.
Usiamo ora lo sviluppo di Taylor della funzione esponenziale,
Applicando questo sviluppo a otteniamo
Di conseguenza
Introducendo una nuova successione che tende a zero, possiamo scrivere in forma compatta
con .
Passiamo ora al denominatore. Definiamo
Per ogni vale
Indicando con
osserviamo che e scriviamo
Grazie allo sviluppo
si ha , quindi
Ne deduciamo che esiste una successione con
tale che
Di conseguenza
dove .
Introduciamo ora
e osserviamo che
Poiché è limitata, il termine
tende a zero; esiste quindi una successione
con
tale che
Sfruttando l’espressione di trovata sopra, scriviamo
Usando lo sviluppo
otteniamo
Si ha dunque
dove è una successione tale che
. In particolare
.
Calcoliamo quindi il quadrato,
dove e, più precisamente,
.
A questo punto utilizziamo gli sviluppi di Taylor
Applicando il primo a otteniamo
Esiste dunque una successione con
tale che
Applicando il secondo sviluppo a si ha
Sottraendo membro a membro si ottiene
Poiché e
sono molto più piccoli di
, possiamo scrivere
dove .
Per ottenere la radice usiamo lo sviluppo, valido per ,
Applicandolo a con coefficiente
troviamo
dove .
Resta da considerare il fattore logaritmico. Scriviamo
Poiché , introduciamo una nuova successione
con
tale che
Combinando i risultati otteniamo per il denominatore
dove tende ancora a zero.
Abbiamo quindi mostrato che
con e
. Di conseguenza
Poiché il rapporto tra due successioni che tendono a tende ancora a
, si ha
Segue quindi
In conclusione si ottiene il valore del limite richiesto:
Si determini il valore della sua somma.
Svolgimento
Per trasformare questa espressione in una forma piú semplice deciamo di usare la formula della tangente della differenza fra due angoli
Notando allora che, se si pone
si ha
Applicando la formula precedente otteniamo
Osserviamo che gli angoli e
sono entrambi compresi tra
e
, perché
e
sono numeri reali non negativi. Di conseguenza la loro differenza
è un angolo positivo minore di
. L’angolo compreso tra
e
che ha per tangente il numero
è proprio
Pertanto si ottiene
Si è quindi riusciti a riscrivere il termine generale della serie nella forma
A questo punto considerano la somma parziale di ordine ,
e sostituiamo l’espressione trovata per . Si ha
Osserviamo che in questa somma molte quantità si semplificano: compare una volta con segno positivo e una volta con segno negativo, lo stesso accade per
, per
e così via fino a
. Restano soltanto il primo termine negativo,
, e l’ultimo termine positivo,
. Di conseguenza si ottiene la forma telescopica
Ricordiamo che , quindi
Per trovare la somma della serie iniziale devono ora considerare il limite delle somme parziali quando tende a infinito. Si ha
Ricordiamo infine che, per valori reali positivi sempre piú grandi, la funzione arcotangente si avvicina sempre di piú all’angolo . In simboli
Sostituendo si ottiene
Concludiamo quindi che la serie proposta converge e che la sua somma vale
Svolgimento
In questo modo il nostro integrale assume la forma
A questo punto conviene provare a scomporre la frazione in una somma di due termini più semplici. Cerchiamo costanti reali e
tali che
Moltiplicando entrambi i membri per si ottiene l’identità
Sviluppando il membro destro si ha
Raggruppiamo ora i termini che contengono il fattore e quelli che non lo contengono. Si ottiene
Affinché questa uguaglianza sia verificata per ogni , i coefficienti che moltiplicano i termini
,
e
devono coincidere sui due membri. Pertanto si richiedono le condizioni
Si vede facilmente che queste condizioni sono compatibili, poiché la terza equazione è soddisfatta automaticamente quando e
. Di conseguenza la decomposizione cercata è
Sostituendo nel nostro integrale si ottiene
A questo punto separiamo l’integrale nella somma di due integrali più semplici:
Per quanto riguarda il primo integrale, osserviamo che
dove è una costante reale.
Per il secondo integrale, notiamo che il numeratore coincide con la derivata della funzione . Infatti si ha
Questo suggerisce la sostituzione
Con tale sostituzione il secondo integrale diventa
dove è una costante reale.
Riunendo i due contributi otteniamo quindi
dove è una costante arbitraria.
Infine, sfruttando le proprietà elementari del logaritmo, raccogliamo il risultato in un unico logaritmo, scrivendo
Si conclude quindi che una primitiva reale della funzione data, definita per , è la funzione
dove è una costante reale.
sapendo che la variabile reale o complessa soddisfa l’equazione
Svolgimento
possiamo moltiplicare ambo i membri per . Si ottiene così
Sviluppando il prodotto si ha
per cui risulta
Notando inoltre che, se si sostituisce nell’equazione iniziale, si ottiene
perciò . Questo significa che
è una radice dell’equazione
diversa da
, ma per il calcolo richiesto non è necessario conoscere il suo valore esplicito; basta usare la relazione
.
A partire da ricaviamo il comportamento delle potenze successive. Moltiplicando entrambi i membri per
otteniamo
e moltiplicando ancora per si ha
Moltiplicando una terza volta per si ottiene
Osserviamo quindi che le potenze di si ripetono in cicli di tre: ogni volta che l’esponente aumenta di
, il valore della potenza torna lo stesso.
Per sfruttare questa osservazione, riscriviamo gli esponenti 49, 50, 51, 52 e 53 come multipli di 3 più il resto della divisione per 3. Si ha
Usando la relazione , cioè
per qualunque intero positivo
, si ottengono le potenze cercate:
A questo punto possiamo sostituire tali espressioni nella somma richiesta. Si ha
Per semplificare ulteriormente, utilizziamo di nuovo l’equazione iniziale
Da essa ricaviamo una espressione per in funzione di
:
Sostituendo questa relazione nell’espressione trovata per la somma, otteniamo
Concludiamo quindi che, per ogni numero che soddisfa l’equazione
, il valore dell’espressione
risulta costante ed è uguale a
Svolgimento
e l’integrale di su
converge. L’integrale in questione è quindi assolutamente convergente su tutta la retta reale.
Per affrontare il calcolo introducono un parametro reale positivo e definiscono
L’integrale che interessa è semplicemente .
Per collegare a un integrale più semplice, consideriamo
Si richiama il risultato classico, ottenibile per via reale ad esempio tramite le trasformate di Fourier o di Laplace, secondo cui
Osserviamo ora che per ogni la funzione
è continua e assolutamente integrabile su . La derivata rispetto al parametro
è data da
Per che varia in un compatto di
questa derivata è dominata da una funzione del tipo
che è integrabile su . Si può quindi derivare sotto il segno di integrale e si ottiene
In altre parole
e quindi
Per determinare si utilizza l’espressione esplicita di
. Si ha
da cui
Calcolando la derivata del prodotto
e quindi
Sostituendo questa espressione in
si ottiene
Dopo una semplificazione si ha
Nel caso particolare dell’esercizio si pone . Da quanto trovato segue
Si conclude quindi che il valore dell’integrale richiesto è
Svolgimento
Nel nostro caso, dentro la tangente compare l’espressione . Notiamo allora che, sottraendo l’intero
all’argomento della tangente, non si modifica il valore della funzione. Scriviamo quindi
e comprendiamo che il comportamento del limite è determinato dalla successione
Per calcolare il limite di quando
tende all’infinito, razionalizziamo l’espressione, moltiplicando e dividendo per il coniugato. Otteniamo
Per semplificare ulteriormente, notiamo che è conveniente raccogliere sotto radice. Scriviamo infatti
Sostituendo questa espressione in si ottiene
A questo punto il calcolo del limite è immediato, perché il termine tende a zero quando
tende all’infinito. Osserviamo quindi che
e di conseguenza
Abbiamo così determinato il limite della successione . Ricordando il legame tra
e il nostro limite iniziale, possiamo scrivere
Poiché la funzione tangente è continua in e poiché abbiamo appena visto che
possiamo passare al limite all’interno della tangente e otteniamo
Infine osserviamo che , e quindi si arriva al risultato cercato:
Determinare il rapporto .
Richiami teorici
Si osserva innanzitutto che questa scrittura non indica una sequenza di divisioni da svolgere in ordine, bensì rappresenta una catena di rapporti uguali. Notano infatti che tale espressione è equivalente a scrivere che il rapporto tra il primo termine della prima terna e il primo della seconda è uguale al rapporto tra i secondi termini e al rapporto tra i terzi. In formule, si ha l’uguaglianza
dove rappresenta la costante del rapporto. Da questa definizione deducono che è possibile isolare singole proporzioni classiche prendendo le coppie corrispondenti; ad esempio, si verifica che
oppure che
.
Considerano poi la proprietà invariantiva, che risulta essenziale per la semplificazione dei calcoli. Si nota che moltiplicando o dividendo tutti i termini di una delle due terne per uno stesso numero diverso da zero, la proporzione resta valida. Questo permette, ad esempio, di trasformare una proporzione con termini frazionari in una con termini interi, moltiplicando tutti i membri per il minimo comune multiplo dei denominatori.
Analizzano infine una proprietà particolarmente utile per la risoluzione dei problemi, analoga alla proprietà del comporre. Si dimostra che la somma di tutti gli antecedenti (i termini della prima terna) sta alla somma di tutti i conseguenti (i termini della seconda terna) come ogni singolo antecedente sta al proprio conseguente. Matematicamente, questo si esprime con la relazione
Notano che la stessa relazione vale anche uguagliando il rapporto totale a oppure a
. Questa proprietà permette di determinare i valori incogniti
,
e
quando si conosce la loro somma totale e i numeri a cui sono proporzionali.
Svolgimento
A questo punto notiamo che i termini possono essere raggruppati in modo da ottenere dei quadrati di binomio. Scriviamo infatti
In questo modo l’equazione iniziale diventa
Ora osserviamo che la somma di due quadrati di numeri reali può essere uguale a zero soltanto se ciascun quadrato è uguale a zero. Si ottiene quindi il sistema
Dal primo rapporto si ha
mentre dal secondo si ricava
A questo punto esprimiamo il rapporto tra ,
,
in funzione di
. Scriviamo
Osserviamo che il fattore è comune a tutti e tre i termini e, se
è diverso da zero, può essere eliminato dal rapporto. Rimane quindi
Per eliminare i denominatori scegliamo un numero che sia multiplo di e di
; ad esempio
. Moltiplicando tutti i termini del rapporto per
si ottiene
Concludiamo che, per ogni terna di numeri reali non tutti nulli che soddisfa l’equazione data, il rapporto tra ,
e
è
Notiamo infine che la terna ,
,
soddisfa anch’essa l’equazione iniziale, ma in questo caso il rapporto tra le tre quantità non è definito e quindi non viene considerato nella risposta.
Svolgimento
Base induttiva. Per si osserva che l’identità è verificata, infatti
Per il membro di destra, ponendo , si ha
Per convenzione si assume e
; inoltre, la somma con indice da
a
è una somma “vuota” e il suo valore è
. Di conseguenza il membro di destra diventa
che coincide con il membro di sinistra. La base induttiva risulta quindi verificata.
Passo induttivo. Si suppone ora che l’identità sia valida per un certo , cioè
(3)
Si vuole mostrare che, sotto questa ipotesi, la formula vale anche per .
Si considera dunque l’integrale
Si riscrive come
e si esegue una integrazione per parti, scegliendo
Da queste scelte seguono le derivate e primitive
Applicando la formula di integrazione per parti si ottiene
Si sfrutta ora l’identità iperbolica
che consente di scrivere
Si portano ora tutti i termini con l’integrale di dallo stesso lato:
Dividendo ambo i membri per si arriva alla relazione
(4)
A questo punto si sostituisce, nell’ultimo termine, l’espressione data dall’ipotesi induttiva (3). Si ottiene
Si osserva ora che
Sostituendo questa identità si ottiene
(5)
Per mettere in evidenza il fattore comune , si riscrive il primo termine al membro di destra come
Si osserva che il coefficiente
è esattamente quello che compare nella somma
quando . In altre parole, il termine
è la nuova addenda della somma corrispondente all’indice .
Sostituendo questa riscrittura in (5) e raccogliendo il fattore , si ottiene una scrittura più compatta
Questa è esattamente la formula da dimostrare con sostituito da
. Il passo induttivo è quindi verificato e, per il principio di induzione, l’identità risulta vera per ogni
.
Svolgimento
Si osserva che l’espressione all’interno del seno contiene i termini e
, per cui risulta naturale eseguire una sostituzione che interscambi tali quantità. Si effettua quindi la sostituzione
con positivo, in modo che
Notando che per si ha
e per
si ha
, gli estremi di integrazione si scambiano e l’integrale
assume la forma
Da questa espressione si ha
Si usa ora il fatto che per ogni numero reale vale la relazione
Nel caso presente si ha
da cui segue
Se si sostituisce questa identità nell’integrale precedente, si ottiene
L’integrale così scritto ha la stessa funzione integranda dell’integrale di partenza, mentre gli estremi sono invertiti. Si può quindi scrivere
Il valore dell’ultima espressione non cambia se si torna a chiamare la variabile di integrazione, e si riconosce che
Si ha quindi
Se si aggiunge a entrambi i membri, si ottiene
e di conseguenza
Si conclude che il valore dell’integrale proposto è
si assume che ogni potenza coinvolta sia definita come numero reale.
Svolgimento
da cui
con . Per i valori con
la base risulta negativa e l’esponente non è intero, quindi la potenza non è un numero reale. Il dominio di interesse risulta pertanto
Per il secondo membro si osserva che
poiché la base è maggiore di e l’esponente è positivo. Inoltre, per ogni intero
vale la disuguaglianza
e in particolare, per ,
Si ha quindi che il valore fissato dal secondo membro appartiene all’intervallo aperto .
Per studiare il membro sinistro si introduce la funzione
definita sul dominio . L’equazione proposta equivale alla richiesta che
Risulta utile descrivere prima l’immagine di sui due intervalli in cui si suddivide il dominio, in modo da capire dove l’equazione possa avere soluzioni.
Per lo studio della monotonia si considera il logaritmo naturale di e si pone
Poiché il logaritmo naturale è strettamente crescente, la funzione risulta decrescente se e solo se
risulta decrescente. Si calcola la derivata di
:
Si richiama la disuguaglianza
valida per ogni con
. Per i valori
risulta
e
, quindi
e si ottiene
per ogni . Si ha che
è strettamente decrescente su ciascuno degli intervalli
e
; di conseguenza la funzione
risulta strettamente decrescente sugli stessi intervalli.
Si procede ora a determinare i limiti di agli estremi del dominio. Per
si può scrivere
e, poiché
si ottiene
Per la base
tende a
e l’esponente
tende a
, per cui
Per si pone
con
e
. Si ha
Si ricorda che
da cui
Per studiare il limite per si pone
con e
. In questo modo si ottiene
e quindi
Si ha
Si fa uso dei limiti noti
per cui
A questo punto si dispone delle informazioni necessarie per determinare l’immagine di . Si consideri dapprima il ramo positivo
. Per
si considera l’intervallo chiuso
; su tale intervallo la funzione
risulta continua e strettamente decrescente, quindi, per il teorema dei valori intermedi e per la monotonia, si ha che
Dalla descrizione dei limiti agli estremi si ha
Si ottiene quindi che, al variare di e
, l’unione delle immagini
coincide con l’intervallo aperto
Si considera ora il ramo negativo . Per
e per
si prende l’intervallo chiuso
; su tale intervallo la funzione
risulta ancora continua e strettamente decrescente, per cui si applica il teorema dei valori intermedi e si ha
Dai limiti calcolati in precedenza risulta
Si ricava così che l’unione delle immagini , al variare di
ed
, è l’intervallo aperto
Si ha quindi che il valore
appartiene all’intervallo . Dalla descrizione dell’immagine della funzione
e dalla sua stretta monotonia risulta che l’equazione
non può avere soluzioni con , mentre ha esattamente una soluzione reale con
.
A questo punto si passa alla determinazione esplicita di tale valore. Si riscrive il secondo membro nel modo seguente:
Si nota che
per cui
Si osserva inoltre che per si ha
; se tale valore viene sostituito nella definizione di
, si ottiene
Si ha quindi che soddisfa l’equazione proposta.
Dallo studio precedente risulta che non risulta presente alcun’altra soluzione reale, poiché su la funzione
è strettamente decrescente e assume ogni valore dell’intervallo
una sola volta, mentre su
assume solamente valori maggiori di
. Si conclude che l’unica soluzione reale dell’equazione è
Svolgimento
e calcolarne la derivata, così da confrontarla con l’integranda. Si ha
Notando che
si ottiene
Si ha dunque che l’integranda coincide con , e quindi una primitiva è data da
. In conclusione si ottiene
valida per ogni , con
costante reale di integrazione.
Svolgimento
Si osserva che il polinomio è pari e anche
è una funzione pari, mentre
è pari e quindi
è dispari; di conseguenza la funzione
risulta dispari. Poiché l’intervallo di integrazione è simmetrico rispetto a , si ha che
e dunque
Si considera allora la funzione
e si utilizza la simmetria dell’intervallo per scrivere
Si ha
poiché e il denominatore è pari. Notando che, tramite lo sviluppo binomiale,
si ottiene
Segue allora che
e quindi
Si ha pertanto
Si conclude che il valore dell’integrale richiesto è
Svolgimento
Si osserva che, per ogni , vale
e dunque
, per cui il valore assoluto esterno non modifica l’espressione. Si ha pertanto
e quindi
Notando che la funzione è pari, si ottiene che l’integrale su
è il doppio dell’integrale su
, cioè
Si calcola allora
Concludendo, si ottiene
Svolgimento
La forma differenziale associata è
dove
Ciò prova la chiusura di , che è anche esatta in quanto la forma differenziale è definita su tutto
, un insieme semplicemente connesso. Non resta che cercare una funzione potenziale, quindi
Derivando la funzione potenziale rispetto a , si trova:
da cui , di conseguenza:
Pertanto la funzione potenziale risulta
Le curve di livello di sono date da
Imponiamo la condizione iniziale , si ottiene
e la soluzione è esprimibile in forma implicita:
In alternativa, si può trovare lo stesso risultato utilizzando un cammino formato da due spezzate parametrizzate come segue:
Applicando direttamente la definizione possiamo impostare l’integrale curvilineo della forma differenziale utilizzando la parametrizzazione dei due segmenti:
Ora, dalla condizione , si ottiene
, ritrovando il risultato precedente.
Svolgimento
poiché .
A questo punto si osserva che
per cui i due denominatori coincidono. Si ottiene quindi
Nel numeratore si impiega l’identità ; si ricorda che
e si ha
A questo punto si effettua la sostituzione , per la quale risulta
. Per
che varia in
il valore di
varia in
; la relazione precedente permette di trasformare il differenziale, mentre il numeratore
viene assorbito in
. Da qui segue
Per semplificare ulteriormente si usa la sostituzione , per la quale
. Quando
tende a
il logaritmo tende a
, mentre per
si ha
. L’integrale diventa quindi
Per ricondursi all’integrale fondamentale della funzione si effettua ora la sostituzione lineare
, che implica
; l’intervallo in
resta sempre
. Da questa trasformazione si ottiene
L’ultimo integrale è noto e si esprime tramite la funzione arctangente; infatti si ha
Se si sostituisce questo valore nella formula precedente si ottiene
Da questa relazione si conclude che
Svolgimento
in modo che l’integrale richiesto possa essere scritto come
Si osserva che, per ogni in
, vale
Notando che e
, e che i quadrati annullano il segno, si ha
quindi la funzione risulta simmetrica rispetto al punto
. Di conseguenza si ha che
Per semplificare ulteriormente il calcolo si sfrutta l’identità
sicché si può scrivere
Si calcolano ora esplicitamente le due funzioni presenti nell’integrando. Da un lato si ha
Dall’altro, se si applica la definizione di al punto
, si ottiene
notando che e
. Se si sommano i contributi si ha quindi
A questo punto si usa l’identità trigonometrica valida per ogni
reale. Se si pone prima
e poi
, si ottiene
e
Da qui segue che
per ogni in
. Se si sostituisce questa espressione nell’integrale si ottiene
Il calcolo dell’ultimo integrale fornisce
Si conclude che il valore dell’integrale proposto è
Svolgimento
Poiché e la funzione
è continua in
, esiste un intorno di
in cui
, dunque la riscrittura precedente è lecita per
sufficientemente vicino a
e, inoltre, si ha
Notando che il limite del quoziente iniziale coincide con il limite dell’espressione riscritta, e ricordando che, se due limiti finiti esistono, allora esiste anche il limite del prodotto ed è pari al prodotto dei limiti, si ottiene
Per determinare quest’ultimo limite si osserva che il numeratore si può scomporre come segue:
da cui, per , si ha
Si ricorda ora che, se i due limiti di destra esistono e sono finiti, allora esiste anche il limite della somma ed è pari alla somma dei limiti; inoltre, tra i limiti notevoli per si hanno
e quindi
Applicando l’algebra dei limiti si ottiene pertanto
Si conclude che
Approfondimenti
facendo uso soltanto dei due limiti notevoli fondamentali
Per comodità si definisce, per ,
Si osserva che, ponendo (con
), si ha
Nel numeratore si inserisce e si toglie , ottenendo
e quindi, per ,
In altre parole si ottiene la relazione funzionale
Si consideri ora il limite di per
e si indichi con
ammesso che tale limite esista. Passando al limite nella relazione precedente e usando i limiti notevoli ricordati all’inizio, si ha
Per essere completamente rigorosi si osserva che, prima di scrivere l’uguaglianza precedente, occorre dimostrare che i limiti al secondo membro esistono; tale verifica, che si può ottenere ad esempio mostrando che la funzione resta limitata in un intorno di
e usando un argomento di unicità del limite, viene lasciata al lettore.
D’altra parte, sostituendo nel limite che definisce
, si vede che
per cui l’identità precedente diventa
Portando i termini con dallo stesso lato si ottiene
da cui
Si conclude dunque che il limite cercato esiste ed è pari a
Svolgimento
Si definiscono le due espressioni
così che l’equazione assegnata si riscrive come . Si mette in relazione
e
notando che la differenza dei numeratori vale
da cui segue
Si sostituisce questa relazione nell’equazione iniziale e si ha
Si considera ora la variabile e si sviluppa la potenza quarta:
Si impone l’uguaglianza a e si divide per
, ottenendo l’equazione polinomiale
Si verifica che è uno zero del polinomio, infatti
, quindi esso è divisibile per
, e si ha
Si verifica inoltre che annulla il cubo, poiché
, e si ottiene
Di conseguenza
L’ultimo fattore non fornisce soluzioni reali, poiché il discriminante è , e si conclude che
Si ritorna alla variabile e, dalla definizione di
, si ha
con la condizione . Nel primo caso si ottiene
da cui segue
Nel secondo caso si ha
e quindi
Poiché nessuno dei valori trovati rende nullo il denominatore , essi sono tutti accettabili, e si conclude che le soluzioni reali dell’equazione sono
Si discutano inoltre le eventuali soluzioni in .
Svolgimento
la somma e il prodotto. Qui .
Per collegare a
e
si osserva che
e
sono radici del polinomio
da cui discendono le identità
Ne segue, per ogni , una relazione ricorrente per le somme di potenze
:
I valori iniziali sono immediati,
e la ricorrenza produce, senza passaggi ambigui,
Notando che , la seconda equazione del sistema diventa
Con si ottiene
ossia
Il discriminante vale , quindi
A questo punto e
si ricavano come radici del polinomio con somma
e prodotto
:
Se si ha
e pertanto, in ,
Se invece , allora
per cui compaiono soluzioni in :
Concludendo, il sistema ammette esattamente due soluzioni reali, che sono le coppie coniugate rispetto allo scambio delle componenti, mentre in campo complesso compaiono anche le due soluzioni non reali appena elencate.
Svolgimento alternativo
Per lo sviluppo binomiale di , che usa i coefficienti
(equivalenti a quelli del triangolo di Tartaglia), si ha
Notando che i termini si elidono, si ha
da cui
e, dopo la divisione per ,
Si osserva che il polinomio può essere riscritto in modo da far comparire l’espressione , infatti
Si considera allora la quantità
così che l’equazione precedente diventa
che implica
quindi
Nel primo caso si ha
da cui
Dalla relazione segue allora
Nel secondo caso si ha
che porta a
e dalla relazione segue
Si conclude che in le sole soluzioni sono
e
, mentre in
si aggiungono le due coppie non reali
e
.
Svolgimento
e dunque il limite richiesto coincide con
Si utilizzano ora gli sviluppi per . Si ha
e, notando che , si ottiene
Si applica lo sviluppo per
con
e si ricava
Per la cotangente si usa insieme agli sviluppi
da cui segue
Si sostituiscono questi sviluppi nel prodotto e si ha
Pertanto
e si conclude che
Svolgimento
Da queste relazioni si ha
e la sostituzione nell’integrale fornisce
Si usa ora la fattorizzazione
e si verifica che vale la decomposizione
Infatti il denominatore comune risulta , mentre il numeratore della differenza è
e la moltiplicazione per restituisce
.
Ne segue
Per calcolare gli integrali si riscrive ciascun denominatore nel modo seguente:
da cui
Si considera allora la variabile ; notando che
si ottiene
La formula precedente, considerata con i due segni, fornisce un primitivo della funzione integranda nella forma
Per la valutazione agli estremi si osserva che, per , risulta
e quindi
Di conseguenza si ha
Infine si usa l’identità , dalla quale segue
e si conclude che
A titolo di riscontro, si ha inoltre il valore numerico
sia un numero intero.
Svolgimento
Le variabili che non compaiono in non influenzano il valore del polinomio, per cui ad esse si possono assegnare irrazionali arbitrari senza alterare la tesi. Si assume quindi che la notazione
descriva tutte le variabili effettivamente presenti, per non appesantire i simboli.
Si indichi con il grado totale di
. Quando
la costruzione passa attraverso una riduzione a un polinomio univariato; il caso
si risolve con un argomento lineare, di natura diversa.
Si supponga .
Si decomponda
nelle sue componenti omogenee:
dove è omogeneo di grado
e
. Dal fatto che
non sia nullo discende l’esistenza di un vettore
con tutte le componenti non nulle e tale che
Una giustificazione elementare procede per induzione sul numero di variabili: si considera come polinomio in
con coefficienti in
, si seleziona un coefficiente non identicamente nullo e lo si valuta in un punto intero con coordinate non nulle in modo da renderlo diverso da zero; a quel punto si ottiene un polinomio univariato non nullo in
, quindi con un numero finito di zeri interi, e una scelta di
fuori da tale insieme conclude.
Fissato , si consideri la restrizione lungo la retta
:
Ogni monomio di si trasforma in un monomio in
con coefficiente intero, dunque
. Il termine di grado massimo è governato dalla parte omogenea
, infatti il coefficiente di
in
coincide con
, che non si annulla per costruzione; ne segue che
.
Si utilizza ora un fatto univariato. Sia con
e
. Si ponga
e si introduca
Il coefficiente di in
è
, per cui
è monico. Per
si ha
e quindi .
Poiché è monico e di grado almeno
, la differenza
tende a
al crescere di
. Esiste dunque un intero
per cui
Si denoti . Tra due interi distanti più di
cade almeno un multiplo di
, quindi esiste
con
tale che
La continuità di su
fornisce un punto
per cui
. Il polinomio
è monico e a coefficienti interi; per il teorema delle radici razionali, un’eventuale radice razionale dovrebbe essere un intero. Poiché
appartiene all’intervallo aperto
, tale possibilità è esclusa, e
è irrazionale.
Si definisca . Il numero
è irrazionale e soddisfa
poiché è multiplo di
. Questo conclude la parte univariata.
Tornando al polinomio iniziale, l’argomento appena esposto si applica al . Si ottiene un irrazionale
con
. Si pongano
Ogni è irrazionale, perché
. Infine
e il caso è risolto.
Si passi al caso . Allora
è affine e si può scrivere
con . L’ipotesi sui coefficienti relativi alle variabili garantisce che almeno due tra
siano non nulli. Dopo una permutazione delle variabili si può assumere
Si scelgano primi distinti e si definiscano
Si consideri la somma . Nel campo
esiste, per ogni indice
, un automorfismo
che manda
in
e fissa gli altri radicali. Se
fosse razionale, allora sarebbe fissato da ogni
. In particolare si avrebbe
e quindi
da cui segue , impossibile perché
. Dunque
è irrazionale.
Si definisca allora
Il numeratore è irrazionale, quindi anche è irrazionale. Per costruzione si ha
In entrambi i casi si ottiene un -uplo di numeri reali irrazionali che rende intero il valore del polinomio, come richiesto.
Svolgimento
Da tale definizione segue
quindi i punti soddisfano l’equazione della circonferenza unitaria
Per ottenere una parametrizzazione razionale, si considera una variabile reale e si impone la relazione lineare
che, quando , equivale a
Si sostituisce nell’equazione
e si ha
Si ottiene pertanto
Una soluzione è , che corrisponde al punto
e non fornisce una trasformazione invertibile per l’integrale; si esclude dunque tale caso e si mantiene la soluzione non banale
Dalla relazione si ricava quindi
Poiché è stato definito come radice quadrata, si richiede
, dunque
e, notando che , si ha
, cioè
, condizione che garantisce coerenza con la scelta del ramo principale di
.
A questo punto l’integrale si riscrive come
Si calcola la derivata di rispetto a
e si ottiene
Sostituendo anche , si ha
Si conclude che
Infine si torna alla variabile osservando che
e
, quindi
da cui
Si può inoltre verificare che tale espressione è equivalente a nell’intervallo
, poiché dalla parametrizzazione
si ha
e dunque
a meno di una costante.
Svolgimento
Si nota che , quindi, per
, il numeratore
tende a
e il denominatore
tende anch’esso a
, per cui il rapporto si presenta nella forma indeterminata
. Poiché le funzioni coinvolte sono derivabili in un intorno di
e la derivata del denominatore non si annulla in
, si applica la regola di de l’Hopital e si ha
Notando che la derivata del numeratore coincide con la derivata di , si ottiene
mentre per il denominatore si ha
Si sostituiscono le espressioni trovate e si ottiene
Si fa tendere a
e, per la continuità delle potenze, si ha
La somma è una progressione aritmetica di
termini con primo termine
e ultimo termine
, quindi si ha
Pertanto si conclude che
Inoltre, mostrare che:
- Il secondo integrale converge assolutamente,
- Il primo integrale non converge assolutamente.
Svolgimento
Si richiede di verificare l’identità tra essi e, inoltre, di discutere la convergenza assoluta.
Per dare un senso preciso ai due integrali, si introducono le versioni troncate: per ogni si ponga
L’uguaglianza cercata riguarda i limiti di e
al tendere di
a
.
Si applica un’integrazione per parti a , con la scelta
Ne segue la formula
poiché . A questo punto il termine di bordo non crea difficoltà: infatti
Dunque, se ammette limite finito per
, lo stesso accade per
e i due limiti coincidono. Resta allora da giustificare la convergenza dell’integrale con il seno.
Si osserva subito che
e l’integrale di confronto è convergente:
Si ha quindi la convergenza assoluta di , e in particolare la convergenza (in senso improprio) di
per
.
La relazione trovata tra gli integrali troncati consente ora di passare al limite:
Ne segue l’identità richiesta,
e, in particolare, l’integrale con il coseno risulta convergente.
La convergenza assoluta del primo integrale è invece falsa. Si consideri infatti
Per vale
; applicata a
tale disuguaglianza fornisce
Pertanto
Basta provare che l’integrale a destra diverge. La parte su è finita, per continuità dell’integranda; l’attenzione si concentra allora sulla coda. Per
si ha
, dunque
Si studia quindi
Si usa l’identità trigonometrica e si ottiene
Il primo integrale è esplicito:
Il secondo contributo, pur oscillante, ammette limite finito per . Una stima pulita si ottiene con un’integrazione per parti:
Il termine di bordo resta limitato e tende a quando
, poiché
. Quanto all’integrale rimanente, si osserva che
Dunque converge per
a un valore reale finito, mentre il termine
diverge a
. Ne segue
La catena di disuguaglianze precedente implica allora
Si conclude che converge in senso improprio (anzi coincide con l’integrale con il seno), ma non converge assolutamente, mentre
converge assolutamente.
Svolgimento
Si esegue la sostituzione trigonometrica
Su tale intervallo vale , quindi
e
. Ne segue
Il denominatore è scomparso. Rimane un integrale ordinario su un intervallo corto.
A questo punto la stima dall’alto si legge a colpo d’occhio: poiché , risulta
per ogni
. D’altra parte, la lunghezza dell’intervallo è
. Pertanto
Per la stima dal basso si osserva che, se , allora
e quindi
; notando che la funzione
è decrescente su
, si ha
Segue, per confronto,
Rimane da verificare che . Dopo la semplificazione di
la richiesta diventa
Si richiama la disuguaglianza elementare per
. Infatti si consideri
: vale
e
per
, dunque
su
. Per
si ottiene
da cui e quindi, a maggior ragione,
.
In conclusione
Svolgimento
perciò è una soluzione e
risulta un fattore del polinomio. Per evidenziare tale fattore si esegue un raggruppamento conveniente dei termini e si riscrive l’espressione come
Notando che
si ottiene
Si ha dunque che l’equazione assegnata è equivalente a
da cui si ottiene oppure
Per risolvere l’equazione di secondo grado si calcola il discriminante:
Poiché , si hanno due soluzioni reali distinte; si applica quindi la formula risolutiva e si ottiene
Si ha pertanto
Si ottiene infine la fattorizzazione completa
e si conclude che l’insieme delle soluzioni dell’equazione è
Svolgimento
In modo analogo, notando che , si ha
e dunque anche nel secondo prodotto i fattori sono non negativi; si ottiene
Sostituendo i risultati trovati nell’espressione iniziale, si ha
Osservano che e quindi il numeratore si può raccogliere a fattor comune rispetto a
; si ottiene
Pertanto si ha
Poiché , il denominatore è diverso da zero e la semplificazione è lecita; si ottiene
Svolgimento
Poiché la somma risulta uguale a zero, si ottiene che entrambi i termini devono annullarsi e si ha pertanto il sistema
Dalla prima equazione si ottiene
e quindi
da cui si ha
Dalla seconda equazione si ottiene invece
Si applica la formula risolutiva e, notando che , si calcola il discriminante
e si ottiene
perciò
Poiché devono essere soddisfatte entrambe le condizioni del sistema, si ha che le soluzioni reali dell’equazione assegnata sono gli elementi comuni ai due insiemi trovati; si confrontano e
e si ottiene come unica possibilità
, per cui si conclude che
Svolgimento
così che si ha .
Osservano che in entrambi i casi il denominatore è una differenza di radicali coniugati e quindi moltiplicano numeratore e denominatore per il rispettivo coniugato. Nel primo caso si ottiene
Per semplificare osservano che è possibile cercare una scrittura del tipo
con
e
. Pongono quindi
e, se si eleva al quadrato, si ha
Se si uguagliano parte razionale e parte irrazionale si ottengono le condizioni e
, cioè
. Se si risolve l’equazione
, si ottengono
e
, per cui si può scegliere
e
; in questo modo
Con lo stesso ragionamento si ha anche
e quindi
Si ottiene allora
Nel secondo caso applicano la stessa razionalizzazione e ottengono
Osservano che ammette una decomposizione analoga e pongono
con
e
. Se si eleva al quadrato, si ha
da cui seguono e
, cioè
. Se si risolve
si ottengono
e
, per cui
Si ha allora
e quindi
A questo punto si ha
e si conclude che il valore dell’espressione assegnata è .
Svolgimento
da cui si ha e, per la condizione
, anche
. Notando che con questa sostituzione si ottiene
l’equazione assegnata si riscrive nella forma
Moltiplicano entrambi i membri per , lecito perché
, e si ottiene
Portano tutti i termini al primo membro e si ha
Raggruppano i termini in modo opportuno e si ottiene la fattorizzazione
Pertanto si ha l’equazione
da cui si ottiene oppure
. Nel secondo caso si ha
Tornando alla variabile mediante
, si ottiene
Si conclude che le soluzioni reali dell’equazione sono
Svolgimento
per cui si ha
Poiché , si ottiene un’uguaglianza tra quadrati e quindi
Si ricava pertanto
Osservano inoltre che la seconda equazione è un trinomio quadratico nella quantità ; introducono allora la variabile ausiliaria
e si ottiene
da cui
Si ha quindi
Considerano dapprima il caso . Pongono
, con
, e quindi
e
; ne segue
Se impongono , si ha
e quindi
Se impongono invece , si ottiene
da cui
Si ha quindi , ossia
; da
si ricavano i corrispondenti valori di
e da
si ottengono i due valori opposti di
. Si conclude che le soluzioni reali ottenute in questo caso sono
Passano al caso . Pongono ancora
, con
, e quindi
e
; di conseguenza
Se impongono , si ottiene
il cui discriminante risulta
per cui non si hanno soluzioni reali. Se impongono , si ha
da cui
ma tali valori sono incompatibili con . Si conclude quindi che questo secondo caso non fornisce soluzioni reali.
Si ha che l’insieme delle soluzioni reali del sistema è
Svolgimento
Di conseguenza si ottiene
Per il secondo termine si riscrivono le potenze con base e si calcola prima la frazione interna:
Pertanto si ha
A questo punto l’espressione nelle parentesi quadre si riduce a , quindi si ottiene
e si conclude che il valore dell’espressione è
Svolgimento
così che ,
e
. La seconda equazione diventa allora
Si introduce ora la somma simmetrica
Notando che
si ottiene un’equazione in soltanto:
Il discriminante vale , perciò
Resta da imporre . Tale vincolo equivale a una quadratica in
,
Se si ha
il cui discriminante è . Ne segue che questa scelta di
non produce soluzioni reali per
. L’unica possibilità reale è dunque
, che conduce a
Qui il discriminante è e si ottengono due valori reali:
Si passa ora da alle variabili originarie. Se
, allora
e la prima equazione diventa
Da qui , quindi
e, in corrispondenza,
, cioè
Se invece , si ha
, quindi
. La prima equazione fornisce
da cui e
. Ne segue
e quindi
Alla fine, nel dominio reale con e
, le soluzioni del sistema sono esattamente
e se ne determini la somma.
Svolgimento
Per ogni con
si definisce
In questa forma il primo termine corrisponde a , il secondo a
, e così via, poiché il numeratore contiene esattamente
fattori a partire da
, mentre il denominatore ne contiene
a partire da
.
A questo punto si introduce, per ogni con
, la quantità ausiliaria
Si ha immediatamente , e inoltre il rapporto fra due termini consecutivi assume una forma semplice:
La differenza mette in evidenza lo scarto costante fra i due blocchi di fattori. Si calcola infatti, per ogni
,
D’altra parte, per definizione,
e quindi la relazione precedente equivale a
Dunque, per ogni con
si consideri la somma parziale
; allora
Resta da analizzare il limite di al tendere di
a
. Si osserva che per ogni
vale
e dunque, per ogni ,
Per stimare la somma armonica traslata si usa un confronto integrale: per ogni ,
Ne segue la stima
da cui si deduce per
.
Al limite, per , la formula delle somme parziali fornisce
Poiché , si ottiene infine
Pertanto la serie proposta converge e la sua somma vale
e inferiormente dal piano , dove
, nell’ipotesi di densità costante. Calcolare il volume e il baricentro di
.
Svolgimento
La regione è una calotta solida della sfera di raggio ottenuta tramite il taglio col piano orizzontale
. Per descriverne i limiti di integrazione conviene isolare prima la proiezione sul piano
. Si fissi dunque un punto
e si osservi la retta verticale corrispondente. La sfera impone
mentre la condizione seleziona la parte sopra il piano. Esiste un segmento verticale non vuoto se e solo se la quota superiore della sfera supera
, cioè se vale la disequazione
Elevando al quadrato, lecitamente perché entrambi i membri sono non negativi, si ottiene
e quindi
Ne segue che la proiezione di sul piano
è il disco
e, per ogni , la variabile
varia nell’intervallo
Il volume è dato dall’integrale triplo della funzione costante . Si ha allora
Per trattare l’integrale piano si introducono le coordinate polari ,
, con jacobiano
. Il disco
diventa
e dunque
Si ponga . L’integrale si separa in due contributi:
Il secondo termine è immediato:
Per il primo termine si utilizza la sostituzione , da cui
. Si ottiene
Sostituendo,
Si passa ora al baricentro. La densità volumetrica è costante, perciò
La geometria di presenta simmetria rispetto ai piani
e
. Di conseguenza gli integrali delle funzioni dispari in
e in
si annullano e si ha
Rimane la sola coordinata , che si etichetta per comodità come segue:
Si utilizza la stessa descrizione per fili verticali già impiegata per il volume:
L’integrale interno è elementare:
e dunque
In coordinate polari, notando che e
, si ottiene
Il calcolo è diretto:
da cui
Si arriva infine a
In conclusione,
e
Si richiede di studiare il sistema al variare del parametro , determinando per quali valori di
esso ammette soluzione unica, infinite soluzioni oppure nessuna soluzione, e di trovare esplicitamente le soluzioni nei casi in cui esistono.
Svolgimento
Una strada rapida consiste nel far sparire tramite differenze tra equazioni: la prima meno la terza dà
mentre la seconda meno la terza produce
Il problema si riduce così a un sistema in e
con matrice dei coefficienti
Per ogni il determinante non è nullo e
risultano determinati in modo univoco. La regola di Cramer fornisce
e, con un calcolo analogo,
A questo punto si ricava dalla terza equazione, senza ambiguità:
Rimane da discutere ciò che accade per i valori eccezionali e
. Se
, il sistema iniziale diventa
e la stessa espressione al primo membro è uguale a due termini noti diversi: il sistema è incompatibile, dunque non esistono soluzioni.
Se invece , il sistema è
La prima meno la terza dà
e la seconda meno la terza conduce alla stessa relazione, per cui rimane un parametro libero. Per ogni si può porre
, ottenere
e poi ricavare
dalla terza equazione:
In conclusione, l’insieme delle soluzioni al variare di è
Svolgimento
La quantità è positiva. Il logaritmo naturale si può dunque applicare senza ambiguità e risulta conveniente, perché trasforma la radice
-esima in un quoziente.
Si ponga allora
Per ogni con
si ha
A questo punto si introducano, per ogni con
,
così che . La successione
è strettamente crescente e non è limitata superiormente. In tale situazione il criterio di Stolz-Cesàro assicura che, se esiste il limite
allora esiste anche e i due limiti coincidono.
Qui per ogni
. Ne segue che
a condizione che il limite a destra esista.
Si calcoli dunque per ogni
con
:
Una riorganizzazione elimina i termini dominanti. Si separi la parte con :
Il primo blocco si semplifica in modo netto, notando che :
Per ogni con
si ha
quindi
Il secondo blocco si scrive come
Qui entra in gioco la definizione classica di :
La continuità del logaritmo su implica allora
e di conseguenza
Le due parti convergono. Il limite della somma esiste e vale
Per Stolz-Cesàro si ottiene dunque
Resta un ultimo passaggio, breve. Poiché e l’esponenziale è continua, si ha
Svolgimento
La funzione risulta ben definita e continua per ogni
, mentre in
compare una singolarità di tipo logaritmico. Per evitare ambiguità, l’integrale va inteso in senso improprio, cioè
Il limite esiste; notando che per
, si ha
e dunque la singolarità è della stessa natura di
presso lo zero. D’altra parte,
così che la convergenza dell’integrale improprio segue senza difficoltà.
Stabilito questo punto, il calcolo sfrutta una simmetria elementare. Si introduce anche
e si osserva che una sostituzione di variabile data da , con
, conduce a
Ne segue che la somma si riduce a
, e in più permette di accorpare i logaritmi:
A questo punto entra in gioco l’identità trigonometrica
valida per ogni . La precedente espressione diventa quindi
Resta da ricondurre l’integrale con argomento alla quantità
. Con la sostituzione
, si ha
e
Ora, per ogni vale
; di conseguenza
è simmetrica rispetto a
, e l’integrale su
si dimezza esattamente:
Pertanto
e l’identità ottenuta in precedenza si semplifica in modo netto:
Si deduce allora
Il segno negativo è compatibile con la disequazione valida per ogni
, dalla quale segue
su tutto l’intervallo, con uguaglianza soltanto nel punto
.
e poi calcolare il limite
Svolgimento
Per alleggerire la notazione si introducano
così che l’espressione sotto il segno di integrale si riscrive come . La forma ricorda un quoziente incrementale della funzione
; la via più pulita consiste nel trasformare tale quoziente in un integrale privo di singolarità.
Siano con
e si definisca, per ogni
,
Si ha . L’integrazione sull’intervallo
dà
e quindi
Il membro destro ammette limite per ed è uguale a
quando
; il quoziente incrementale possiede dunque un’estensione continua naturale. La scelta
e
fornisce, per quasi ogni
,
A questo punto la funzione sotto il segno di integrale risulta non negativa. Si può allora invocare Tonelli e scambiare l’ordine di integrazione:
Per ogni , all’interno delle parentesi compare un prodotto di integrali monodimensionali, poiché l’esponente è somma di termini separati:
e un’identica fattorizzazione vale per il blocco con coefficiente .
Per ogni si consideri ora l’integrale
La sostituzione implica
e
Ne segue
Questa valutazione entra nella formula per e, per ogni
, porta alle identità
Il prodotto dei due fattori è
L’integrale in è finito, perché
è integrabile sia presso
sia presso
, e coincide con l’integrale di Eulero-Beta:
Ne risulta che la valutazione cercata è data da:
Resta da determinare il limite per . Si utilizza lo sviluppo di Laurent della funzione Gamma in
:
dove è la costante di Eulero-Mascheroni. Con la scelta
si ha
e dunque
A questo punto, notando che , segue
La moltiplicazione per e il passaggio al limite per
danno
da cui segue infine
Svolgimento
Il simbolo si interpreta come divisione, perciò la parentesi interna coincide con
Prima di passare alla semplificazione si deve chiarire per quali valori reali l’espressione è definita. Il vincolo più delicato è quello imposto dalla radice quadrata, che richiede la disequazione
Notando che per ogni
, la condizione precedente equivale a
. D’altra parte, la presenza della divisione obbliga a richiedere
e ciò elimina precisamente il caso . In definitiva si lavora con
Su tale dominio è lecita la riscrittura dei radicali tramite potenze razionali. Si ha infatti e, di conseguenza,
A questo punto ciascun quinto radicale si riduce immediatamente:
La parentesi interna diventa allora una singola potenza di :
L’elevamento al cubo conclude la semplificazione:
Svolgimento
L’integrando risulta non negativo per ogni e per ogni
, poiché
e
per ogni
. Di conseguenza, per Tonelli l’integrale può essere trattato come integrale a valori estesi e lo scambio dell’ordine d’integrazione, insieme ai cambi di variabili che seguono, non richiede alcuna ipotesi di convergenza assoluta.
Si introduca il cambiamento di variabili
Per e
si ottiene una corrispondenza biunivoca con il quadrante aperto
; i bordi hanno misura nulla e non influenzano il valore dell’integrale improprio. Inoltre
e il determinante jacobiano vale
Pertanto e si ha
, cioè
L’integrando si semplifica in modo netto: infatti ,
e
. Ne segue
A questo punto conviene integrare rispetto a per primo. Si definisca, per ogni
,
così che, per Tonelli,
Il calcolo di è elementare. Se
, allora
e
poiché, con e
, si ottiene
e
, dunque l’integrale diventa
.
Per si ponga invece
con
. Allora
e, notando che
si ricava
Si esegua ora la sostituzione , così che
e
. Allora
Se , si utilizza la derivata
da cui segue
Moltiplicando per si ottiene
Se , la formula precedente si estende per continuità e restituisce
, valore che coincide anche con il calcolo diretto della rappresentazione integrale. In conclusione,
La riduzione è ormai completa:
Resta da discutere la convergenza. Per ogni si ha
, quindi
Inoltre, per ogni vale
. Si deduce la stima dal basso
Ne consegue
Poiché l’integrando iniziale è non negativo, questa divergenza implica che l’integrale dato diverge a .
Svolgimento
A prima vista l’argomento del seno diverge e non vi è alcuna convergenza puntuale di , per cui un ragionamento basato su valori limite delle singole componenti risulta sterile. L’informazione utile sta altrove: l’incremento
tende a zero e, di conseguenza, la differenza tra i due valori deve essere controllata tramite la regolarità della funzione.
Si introduca allora la funzione definita da
Essa è di classe su
. Si calcola la derivata,
e si osservi una stima uniforme. Notando che e
per ogni
, si ha
La derivata risulta quindi limitata globalmente. A questo punto entra in gioco il teorema del valor medio di Lagrange: fissato , esiste un punto
compreso tra
e
tale che
Da questa identità si ricava immediatamente una stima della differenza richiesta:
Il termine tende a
quando
. Si ottiene dunque, per confronto,
Ne segue che
Dimostrare che esiste un istante in cui passa per la stessa posizione, comune al percorso di andata e a quello di ritorno.
Svolgimento
Per uniformare gli orari, si misura il tempo in ore a partire dalle . Si consideri dunque l’intervallo
che corrisponde alle ore comprese tra le e le
.
Il moto del primo giorno si rappresenta tramite una funzione tale che
sia la posizione lungo la strada all’istante che corrisponde alle ore
. L’ipotesi fisica “senza fermarsi mai” esclude soste e inversioni, ma soprattutto consente di adottare un modello continuo nel tempo: si assume dunque che
sia continua su
. I dati agli estremi impongono
In modo analogo, il moto del secondo giorno si rappresenta con una funzione , continua su
, dove
indica la posizione lungo la stessa coordinata all’istante delle ore
del giorno successivo. In questo caso l’uomo parte da Roma e arriva a casa, perciò
A questo punto si osserva che il confronto tra le due posizioni, prese allo stesso orario nei due giorni diversi, si traduce nello studio della funzione differenza
La continuità di su
segue dalla continuità di
e
. Basta valutare
agli estremi dell’intervallo:
L’uguaglianza delle posizioni in un medesimo istante-orario equivale a risolvere l’equazione . La presenza di un cambio di segno tra
e
forza l’esistenza di uno zero interno per il teorema dei valori intermedi: poiché
è continua su
e si ha
, esiste un tempo
tale che
Ne segue che all’istante delle ore il viaggiatore si trova nella stessa posizione lungo il percorso comune sia nel viaggio di andata sia nel viaggio di ritorno. Tale posizione appartiene al cammino condiviso, ed è attraversata in entrambi i giorni allo stesso orario.
Si vuole determinare il valore della somma
Svolgimento
La stessa idea, applicata alle altre due espressioni quadratiche, produce risultati del tutto analoghi; si ottiene
Poiché , in particolare
,
,
, e dunque la somma data è ben definita. A questo punto la riscrittura è immediata:
La parentesi si raccoglie su denominatore comune ; si trova
Il numeratore è nullo per ipotesi, mentre il denominatore è non nullo, e pertanto segue
In conclusione, il valore richiesto è
Si richiede di determinare il valore del rapporto .
Svolgimento
la quale ha senso soltanto sotto la condizione di esistenza
Notando che numeratore e denominatore si ricompongono in somme di termini quadratici e lineari, si riscrive
A questo punto emergono due fattorizzazioni immediate. Da un lato,
dall’altro
Si ottiene allora, senza passaggi ambigui,
e, con lo stesso criterio,
La frazione iniziale assume quindi la forma
Il fattore comune merita attenzione: se
, allora sia numeratore sia denominatore si annullano e l’espressione originaria non risulta definita; pertanto deve valere
Inoltre, poiché compare il fattore al denominatore, si deve imporre anche
Sotto queste condizioni la semplificazione è lecita e conduce a
L’uguaglianza tra frazioni si traduce in un’equazione lineare:
Sviluppando e raccogliendo i termini simili si ha
Ne segue che , altrimenti
e si avrebbe
, in contrasto con la condizione di esistenza. La quantità richiesta è dunque ben definita e costante:
Per completezza, la condizione diventa
, cioè
; tale vincolo non modifica il valore di
, che resta uguale a
per ogni scelta ammessa di
.
Svolgimento
dove indica la parte intera inferiore e
la parte intera superiore. L’integranda risulta limitata su
e presenta discontinuità solo nei punti interi; la presenza di un insieme finito di discontinuità non altera la trattabilità dell’integrale e suggerisce, senza ulteriori artifici, di spezzare l’intervallo nei tratti unitari.
Si fissi dunque un intero . Per ogni
si ha
così che, all’interno di , il prodotto
coincide con
. Ai punti
e
la parte intera superiore coincide con quella inferiore, ma tali eccezioni sono puntuali e non incidono sul valore dell’integrale.
L’additività dell’integrale su intervalli adiacenti porta allora a scrivere
poiché su ciascun tratto la sostituzione dell’integranda con
vale quasi ovunque. Ne segue che
La primitiva di è
, quindi
Segue allora la riduzione a una somma finita:
A questo punto conviene sviluppare il polinomio, così da ricondursi alle somme di potenze intere. Si osserva che
per cui
Valgono, per ogni , le identità note
Si applicano con e si ottiene
Notando che e
, si ha
Pertanto l’integrale richiesto vale
dove
e
Svolgimento
coincide con lo sviluppo di Taylor dell’esponenziale complesso, perciò essa vale . Dalla formula di Eulero
e si ottiene
Per l’estremo superiore, la somma dentro l’arcotangente è una serie geometrica:
quindi
Resta il termine integrale improprio. Nel denominatore si completa il quadrato,
e con il cambio di variabile (così che
) segue
Pertanto
Si semplifica ora l’esponente. I fattoriali danno
Per l’integrale in si osserva che la derivata di
è
; notando che questo suggerisce la sostituzione
, con
, si ha
Ne segue
Si passa all’integrando. Per ogni , le serie di potenze date coincidono con gli sviluppi di Taylor di seno e coseno:
Di conseguenza, dove l’espressione è definita,
e dunque
I punti e
sono singolari per
e
, ma l’uguaglianza precedente mostra che si tratta di singolarità eliminabili: la funzione si estende per continuità a
sugli estremi. Con
l’integrale si riduce quindi a
A questo punto si usa l’identità e si ottiene
