Sommario
Leggi...
Autori e revisori
Leggi...
Notazioni
Leggi...
| numero dei punti materiali che costituiscono il sistema | |
| massa del punto materiale | |
| massa totale del sistema; unità SI: | |
| posizione del punto materiale | |
| componenti cartesiane della posizione | |
| posizione del centro di massa; unità SI: | |
| componenti cartesiane della posizione del centro di massa; unità SI: | |
| velocità del punto materiale | |
| componenti cartesiane della velocità | |
| modulo della velocità del punto materiale | |
| velocità del centro di massa; unità SI: | |
| componenti cartesiane della velocità del centro di massa; unità SI: | |
| modulo della velocità del centro di massa; unità SI: | |
| quantità di moto del punto materiale | |
| modulo della quantità di moto del punto materiale | |
| componenti cartesiane della quantità di moto | |
| quantità di moto totale del sistema; unità SI: | |
| modulo della quantità di moto totale; unità SI: | |
| componenti cartesiane della quantità di moto totale; unità SI: | |
| forza esercitata dal punto materiale | |
| risultante delle forze interne sul punto materiale | |
| risultante delle forze esterne; unità SI: | |
| modulo della risultante delle forze esterne; unità SI: | |
| componenti cartesiane della risultante delle forze esterne; unità SI: | |
| impulso della risultante delle forze esterne; unità SI: | |
| modulo dell’impulso della risultante delle forze esterne; unità SI: | |
| componenti cartesiane dell’impulso della risultante delle forze esterne; unità SI: | |
| intervallo di tempo; unità SI: |
I simboli senza freccia ,
,
,
,
e
indicano moduli e sono
quindi non negativi. Le componenti cartesiane possono invece essere positive,
negative o nulle; il loro segno dipende dall’orientazione degli assi.
Per una grandezza scalare e una grandezza vettoriale
si adottano le convenzioni
I pedici e
indicano rispettivamente il valore iniziale e quello
finale. Quando compare anche una componente cartesiana, si scrive prima la
componente e poi lo stato, per esempio
,
e
.
L’indice
in simboli quali
,
,
e
identifica invece il punto materiale
-esimo.
Introduzione
Leggi...
La dispensa è destinata agli studenti del semestre filtro che possiedono i prerequisiti di algebra vettoriale elementare. Gli esercizi sono ordinati per nuclei concettuali e difficoltà crescente; per ciascuno è proposta una soluzione commentata, senza ricorrere a derivate o integrali. Gli urti non sono trattati. I contenuti sono coerenti con il syllabus ministeriale di Fisica del semestre aperto 2026–2027 [4].
Richiami di teoria
Sistemi di punti materiali.
Si considera un sistema costituito da punti materiali, con
intero
positivo. Per ogni
, la massa costante del punto
-esimo è
. La massa totale è
Le posizioni e le velocità
sono riferite al medesimo
sistema di riferimento. Nelle sezioni dinamiche si assume che tale riferimento
sia inerziale. Si assume inoltre fissa la composizione del sistema, cioè
l’insieme dei punti materiali che ne fanno parte.
Il centro di massa.
(1)
Se i punti materiali si trovano lungo l’asse , la relazione
(1) si riduce a
(2)
Se i punti appartengono al piano , ciascun vettore posizione
ha due componenti; la relazione vettoriale equivale quindi a
(3)
Nel caso tridimensionale, ciascun vettore posizione ha tre componenti e
Osservazione 4. Il centro di massa non deve necessariamente coincidere con uno dei punti
materiali del sistema. Per due masse positive esso appartiene al segmento che
congiunge i due punti materiali; se le masse sono diverse è più vicino alla
massa maggiore, mentre per masse uguali coincide con il punto medio del
segmento. Le figure 1 e 2
illustrano schematicamente i due casi.
Figura 1: posizione schematica del centro di massa di due punti materiali con masse diverse; disegno non in scala.
Figura 2: posizione schematica del centro di massa di due punti materiali con masse uguali; disegno non in scala.
(4)
Osservazione 7. La dimostrazione rigorosa della relazione istantanea richiede un passaggio al
limite, che non viene utilizzato in questa dispensa. Su un intervallo finito
, invece, la stessa identità si dimostra direttamente per le
velocità medie. Indicando con una barra le velocità medie sul medesimo intervallo,
La relazione istantanea (4) è il corrispondente risultato cinematico.
La velocità del centro di massa descrive la componente traslazionale del moto del sistema; non determina il moto interno o relativo dei singoli punti.
Quantità di moto e moto del centro di massa.
La quantità di moto è una grandezza vettoriale; nel SI si misura in
.
(6)
Se il moto è unidimensionale, una sola coordinata è sufficiente a descriverlo.
Scelto l’asse , le velocità dirette nel verso opposto a quello positivo
hanno componente negativa. In tal caso,
(7)
Dimostrazione. Dalla formula (4),
In particolare, lungo l’asse ,
.
La relazione (8) mostra che la quantità di moto totale determina
la componente traslazionale descritta dal centro di massa; non determina invece
la configurazione interna, il moto relativo o l’energia del sistema.
Forze interne, forze esterne e impulso.
Per il punto materiale -esimo si indica con
la risultante delle forze interne agenti su di esso; è la
forza esercitata dal punto materiale
sul punto materiale
. Per ogni
con
, il terzo principio della dinamica dà
. Sommando su tutti i punti e raggruppando
i termini a coppie,
(9)
Le forze interne possono quindi modificare le quantità di moto dei singoli punti, ma la loro risultante complessiva è nulla. Sfruttando tale proprietà, si vedrà nel teorema 13 che la variazione della quantità di moto totale dipende dalla sola risultante delle forze esterne al sistema.
La figura 3 distingue schematicamente le forze interne da quelle esterne in un sistema formato da due punti materiali.
Figura 3: schema di un sistema costituito da due punti materiali. In rosso è
rappresentata la coppia di forze interne
e
, che costituisce una coppia
azione–reazione; in blu sono rappresentate le forze esterne
e
agenti,
rispettivamente, sui due punti materiali.
(10)
Se , l’impulso ha la stessa direzione e
lo stesso verso della risultante; se
,
anche
. Nel SI si misura in
, e
Si può provare il seguente risultato.
Per una componente costante , il prodotto
può essere letto geometricamente come l’area del rettangolo
nel diagramma forza–tempo. La figura 4 riassume
questa interpretazione e, a fianco, la relazione vettoriale tra quantità di
moto iniziale, impulso e quantità di moto finale.
Figura 4: impulso di una risultante esterna costante e relazione vettoriale tra quantità di moto iniziale, impulso e quantità di moto finale.
La conservazione della quantità di moto.
Se la risultante delle forze esterne al sistema è nulla, il teorema 13 implica che la sua quantità di moto totale rimane costante. Si deduce quindi il seguente principio di conservazione.
La condizione dinamica è sufficiente per
la conservazione della quantità di moto, ma non implica necessariamente
l’assenza di interazioni esterne: forze esterne diverse possono avere risultante
nulla. Se è nulla soltanto una componente di
, si
conserva la corrispondente componente di
.
Se un sistema isolato ha inizialmente
, dalla formula (8) segue
che il suo centro di massa è inizialmente fermo e rimane fermo, anche se i
singoli punti materiali possono muoversi per effetto delle forze interne.
Per approfondimenti generali sui sistemi di punti materiali e sugli esercizi di meccanica si vedano, ad esempio, [1, 2, 3].
Esercizi
- la media pesata, rispetto alle masse, delle posizioni dei punti materiali;
- la media aritmetica non pesata delle posizioni dei punti materiali;
- la posizione del punto materiale di massa maggiore;
- la media pesata, rispetto alle masse, delle velocità dei punti materiali;
- il punto medio tra le due posizioni più distanti del sistema.
Svolgimento.
Dalla definizione del centro di massa, espressa dalla relazione (1), si ha
La posizione del centro di massa è quindi una media pesata delle posizioni dei punti materiali: a parità di posizione, una massa maggiore contribuisce con un peso maggiore alla somma.
La figura 5 visualizza il significato della media pesata per due masse diverse.
Figura 5: in presenza di due masse diverse, il centro di massa è spostato verso la massa maggiore.
;
;
;
;
.
Svolgimento.
Si considera un sistema di riferimento con l’asse
orientato verso destra e si pone l’origine nella posizione della massa di
. Allora
Dalla relazione (2),
Il centro di massa si trova quindi a dalla massa di
.
La configurazione è mostrata nella figura 6.
Figura 6: due masse agli estremi del segmento e posizione del centro di massa.
;
;
;
;
.
Svolgimento.
Quando le due masse sono uguali, il centro di massa coincide con il punto medio del segmento che le congiunge. Il punto medio tra e
è
;
;
;
;
.
Svolgimento.
- La quantità di moto totale si conserva interamente.
- La componente
si conserva.
- La velocità di ogni punto materiale rimane costante.
- La componente
si conserva.
- Il centro di massa rimane necessariamente fermo.
Svolgimento.
Il teorema 13 può essere applicato separatamente alle componenti cartesiane. Poiché
l’impulso lungo è nullo:
Pertanto,
e la componente si conserva. La componente lungo
, invece, può variare perché
.
, nello stesso verso del primo pattinatore;
, nel verso opposto al primo pattinatore;
, nel verso opposto al primo pattinatore;
, nel verso opposto al primo pattinatore;
- Il secondo pattinatore rimane fermo, perché ha massa maggiore.
Svolgimento.
Il sistema formato dai due pattinatori è inizialmente fermo, quindi la sua quantità di moto totale iniziale è nulla. Durante la spinta i pattinatori esercitano l’uno sull’altro forze interne, uguali in modulo e opposte in verso. Poiché l’attrito con la pista è trascurabile, non agiscono forze esterne orizzontali e la quantità di moto totale del sistema si conserva (corollario 14).
Si considera un sistema di riferimento con l’asse
orientato nel verso di moto del primo pattinatore. Dalla relazione (7), la
conservazione della quantità di moto lungo l’asse orizzontale si scrive
ossia
Sostituendo i dati ,
e
,
da cui
Il segno negativo indica che il secondo pattinatore si muove nel verso
opposto rispetto al primo. La sua velocità ha quindi modulo
ed è diretta nel verso opposto a quella del
primo pattinatore.
- Il centro di massa deve sempre coincidere con una particella del sistema.
- Il centro di massa è definito solo per due particelle.
- Il centro di massa può trovarsi in un punto in cui non è presente alcuna particella.
- Il centro di massa dipende solo dalle velocità e non dalle masse.
- Il centro di massa coincide sempre con il centro geometrico.
Svolgimento.
Dalla relazione (1) il centro di massa non deve coincidere con uno dei punti materiali. Per due masse positive e in posizioni distinte, in particolare, il centro di massa è interno al segmento che congiunge i due punti: non coincide quindi con nessuno dei due estremi. Può dunque trovarsi in una posizione in cui non è presente alcuna massa.
- il rapporto tra la forza risultante e l’intervallo di tempo durante il quale essa agisce;
- il prodotto tra massa e accelerazione;
- la variazione della velocità del corpo;
- il prodotto tra massa e tempo;
- il prodotto tra la risultante delle forze esterne e l’intervallo di tempo durante il quale essa agisce.
Svolgimento.
Se la risultante delle forze esterne è costante
durante un intervallo di tempo
, il suo impulso è definito
dalla relazione (10)
;
;
;
;
.
Svolgimento.
Il sistema è inizialmente fermo, quindi la sua quantità di moto iniziale è nulla:
Per il teorema 13,
Poiché , il modulo della quantità di moto finale vale
La quantità di moto totale è legata alla velocità del centro di massa dalla relazione (8)
Pertanto,
Il centro di massa si muove nel verso dell’impulso ricevuto.
;
;
;
;
.
Svolgimento.
Si indica con la massa comune. Dalle relazioni (7) e (8),
Poiché le due masse sono uguali, i contributi alla quantità di moto totale si compensano esattamente.
La simmetria delle due velocità è evidente nella figura 7.
Figura 7: masse uguali con velocità opposte e di uguale modulo: il centro di massa è istantaneamente fermo.
verso destra;
verso sinistra;
verso sinistra;
verso sinistra;
- impulso nullo.
Svolgimento.
Si considera un sistema di riferimento con l’asse
orientato verso destra. Dal teorema 13,
L’impulso deve quindi avere modulo ed essere diretto verso sinistra.
;
;
;
;
.
Svolgimento.
Poiché il sistema è isolato, la risultante delle forze esterne è nulla. Di conseguenza, la componente orizzontale della quantità di moto del sistema si conserva (corollario 14):
La quantità di moto totale è legata alla velocità del centro di massa dalla relazione (8)
Poiché la massa totale del sistema rimane costante, dalla conservazione
di segue che anche la componente orizzontale di
rimane costante.
Pertanto,
Il centro di massa compie quindi un moto rettilineo uniforme; la sua posizione dopo è:
- La quantità di moto finale rimane nulla.
- Il centro di massa rimane fermo.
- La quantità di moto finale del sistema ha modulo
.
- La quantità di moto finale del sistema ha verso opposto a quello dell’impulso ricevuto.
- La quantità di moto finale del sistema ha modulo
.
Svolgimento.
Il sistema è inizialmente fermo, quindi la sua quantità di moto totale iniziale è nulla:
Poiché , per il teorema 13,
Di conseguenza, il modulo della quantità di moto finale è
La quantità di moto finale ha inoltre la stessa direzione e lo stesso verso dell’impulso ricevuto.
- La coordinata orizzontale del centro di massa può spostarsi solo per effetto delle spinte interne.
- La componente orizzontale della quantità di moto totale aumenta sempre.
- La coordinata orizzontale del centro di massa resta ferma.
- La componente orizzontale della quantità di moto totale diminuisce sempre.
- La coordinata orizzontale del centro di massa si sposta verso la posizione del bambino più pesante.
Svolgimento.
Si considera come sistema l’insieme formato dai due bambini e dal carrello. Le spinte che questi corpi esercitano gli uni sugli altri sono forze interne. Dal momento che il carrello può muoversi senza attrito, la risultante delle forze esterne orizzontali è nulla e la componente orizzontale della quantità di moto totale si conserva, per il corollario 14.
Poiché essa è inizialmente nulla, tale componente della quantità di moto totale rimane nulla. Quindi, grazie alla formula (8), la componente orizzontale della velocità finale del centro di massa è nulla, cioè la sua coordinata orizzontale resta costante.
;
;
;
;
.
Svolgimento.
Si considera un sistema di riferimento con l’asse
orientato verso destra. Dalla relazione (4),
Sostituendo i dati,
Il risultato è positivo, quindi il centro di massa si muove verso destra.
- sempre nel punto medio, qualunque siano le masse;
- sul segmento, più vicino alla massa maggiore;
- sempre fuori dal segmento;
- sempre sulla massa minore;
- in un punto non definibile.
Svolgimento.
Per due punti materiali posti lungo l’asse , la coordinata del centro di massa si ottiene dalla relazione (2)
Poiché le masse e
sono entrambe positive, la posizione
del centro di massa è una media pesata delle posizioni delle due masse.
Di conseguenza, il centro di massa si trova sempre tra i due punti,
ossia sul segmento che li congiunge.
Se una delle due masse è maggiore dell’altra, essa contribuisce maggiormente alla media pesata. Per questo motivo il centro di massa risulta spostato verso la massa maggiore.
La posizione del centro di massa è illustrata in figura 8.
Figura 8: per due masse positive il centro di massa appartiene al segmento ed è più vicino alla massa maggiore.
- si conserva sempre;
- è sempre nulla;
- non si conserva necessariamente;
- coincide con l’energia cinetica;
- dipende solo dalla massa.
Svolgimento.
La quantità di moto totale di un sistema si conserva soltanto se la
risultante delle forze esterne nella direzione considerata è nulla (corollario 14).
In questo caso il sistema è costituito dai due corpi. L’attrito esercitato dal piano è una forza esterna al sistema e possiede una componente orizzontale. Di conseguenza, la risultante delle forze esterne orizzontali non è necessariamente nulla e la quantità di moto orizzontale del sistema può variare nel tempo.
La figura 9 schematizza la distinzione: le forze
reciproche tra i due corpi sono interne e si cancellano nella somma sul
sistema, mentre una forza orizzontale esercitata dall’esterno contribuisce a
. Nel problema tale contributo esterno è fornito
dall’attrito del piano.
Figura 9: schema delle forze agenti sul sistema costituito dai due corpi
e
. Le forze
e
sono forze interne al sistema e, per il terzo principio
della dinamica, soddisfano
.
La forza
rappresenta invece una forza esterna
agente sul sistema.
;
;
;
;
.
Svolgimento.
Poiché le tre masse sono uguali, le coordinate del centro di massa si ottengono calcolando la media aritmetica delle coordinate dei tre punti (relazione (1):
Per la coordinata si ha
Per la coordinata si ha
Infine, per la coordinata si ha
Le coordinate del centro di massa sono dunque
- si sposta verso destra;
- si sposta necessariamente verso sinistra;
- rimane sempre nello stesso punto;
- diventa nullo;
- non dipende più dalle masse precedenti.
Svolgimento.
Si indicano con la massa totale iniziale e con
la coordinata iniziale del centro di massa. Dalla
formula (2), per il sistema iniziale,
Dopo aver aggiunto una massa nella posizione
, la massa totale
è
e
Pertanto
Poiché e, per ipotesi,
, la variazione è positiva. Il centro di massa
si sposta quindi verso destra, cioè verso la massa aggiunta.
- interne;
- elastiche;
- gravitazionali;
- esterne;
- centripete.
Svolgimento.
Il corollario 14 richiede che sia nulla la risultante delle forze esterne:
Il centro di massa e il centro geometrico coincidono sempre?
- Sì, per qualunque distribuzione di masse.
- Sì, ma solo se il sistema si muove.
- No, perché il centro di massa non esiste per punti materiali.
- Sì, se la quantità di moto totale è nulla.
- No, ma possono coincidere in particolari distribuzioni delle masse.
Svolgimento.
Il centro geometrico qui considerato è il centro geometrico delle posizioni. Indicandone la posizione con ,
Se tutte le masse sono uguali, , dalla relazione (1) segue
Per masse non uguali, in generale i due punti non coincidono.
Un esempio è mostrato in figura 10: quando le masse non sono uniformi, il centro di massa è spostato verso la regione che contiene la massa maggiore e non coincide, in generale, con il centro geometrico.
Figura 10: confronto tra centro geometrico e centro di massa per una distribuzione non uniforme delle masse.
;
;
;
;
.
Svolgimento.
Nel piano , le coordinate del centro di massa si calcolano mediante le relazioni (3):
Per la coordinata , sostituendo i dati (
,
,
e
) si ha
Per la coordinata , sostituendo i dati (
,
,
e
) si ha
Quindi
La costruzione grafica corrispondente è riportata in figura 11.
Figura 11: determinazione grafica del centro di massa nel piano .
;
;
;
;
.
Svolgimento.
Si ha ,
,
e
. Dalla relazione (7),
Il segno negativo indica che la quantità di moto totale è diretta verso sinistra.
La figura 12 mette in evidenza le componenti orizzontali, con segni opposti.
Figura 12: le due quantità di moto hanno componenti orizzontali di segno opposto.
verso sinistra;
verso sinistra;
verso destra;
;
verso sinistra.
Svolgimento.
Il sistema è inizialmente fermo e, poiché la pista è priva di attrito, la risultante delle forze esterne orizzontali è nulla. Di conseguenza, per il corollario 14 e per la relazione (7), la componente orizzontale della quantità di moto totale si conserva.
Si considera un sistema di riferimento con l’asse
orientato verso destra. Poiché il sistema
è inizialmente fermo,
Dopo la spinta,
Dalla conservazione della quantità di moto,
Sostituendo i dati,
Quindi,
Il segno negativo indica che il pattinatore di massa
si muove verso sinistra.
La figura 13 mostra i moti opposti dopo la spinta a vicenda.
Figura 13: dopo la spinta interna, i pattinatori si allontanano in versi opposti con velocità rispettivamente pari a e
.
verso sinistra;
verso destra;
verso sinistra;
verso sinistra;
- nulla.
Svolgimento.
Si considera un sistema di riferimento con l’asse
orientato nel verso di lancio dell’attrezzo. Si indicano con
la massa dell’astronauta e con
quella dell’attrezzo. Il sistema è inizialmente fermo e le forze esterne sono trascurabili; per il corollario 14, la componente lungo l’asse
della quantità di moto totale resta nulla. Dalla relazione (7),
Con ,
L’astronauta si muove quindi con velocità di nel verso opposto al lancio.
La figura 14 evidenzia i versi opposti dei moti dopo il lancio.
Figura 14: astronauta e attrezzo si muovono in versi opposti dopo il lancio.
;
;
;
;
.
Svolgimento.
La velocità del centro di massa si ricava dalla relazione (8)
dove è la quantità di moto totale del sistema e
la sua
massa totale.
Poiché il moto avviene lungo una sola retta, è sufficiente considerare la componente della quantità di moto lungo tale direzione (7):
Sostituendo i dati si ottiene
La massa totale del sistema vale
Pertanto,
Il segno negativo indica che il centro di massa si muove nel verso negativo dell’asse scelto.
La figura 15 rappresenta schematicamente il sistema fisico e i versi delle tre velocità.
Figura 15: tre punti materiali con velocità aventi componenti di segno diverso lungo l’asse .
;
;
;
;
.
Svolgimento.
Le componenti cartesiane della quantità di moto totale soddisfano
Pertanto
Si noti che, coerentemente con la richiesta della traccia, dai dati non è
possibile determinare il segno di : la componente può
valere
oppure
, mentre il suo modulo è univocamente
determinato.
I due orientamenti compatibili con i dati sono mostrati in figura 16.
Figura 16: due possibili orientamenti della quantità di moto totale per i due segni compatibili di .
;
;
;
;
.
Svolgimento.
Dalla relazione piana (3),
La massa totale è . Sostituendo i dati,
Il centro di massa ha quindi coordinate
;
;
;
;
.
Svolgimento.
Poiché la molla ha massa trascurabile, dalla relazione (7)
Sostituendo i dati,
Le forze elastiche interne possono modificare le velocità dei singoli dischi, ma non modificano la quantità di moto totale del sistema.
;
;
;
;
.
Svolgimento.
Poiché le due particelle si muovono nella stessa direzione e nello stesso verso, per i moduli la formula (4) diventa
Sostituendo i dati,
Risolvendo l’equazione si ottiene
da cui .
- raddoppia;
- resta sempre uguale;
- si dimezza;
- diventa nulla;
- diventa infinita.
Svolgimento.
Si indicano con e
le velocità dei centri di massa dei due sistemi. Dalla (8), poiché la quantità di moto totale è la stessa,
Semplificando ,
;
;
;
;
.
Svolgimento.
Dalla formula (2),
Sostituendo i dati e indicando con la terza massa,
Moltiplicando per il denominatore,
Da ciò
e quindi . Pertanto
verso sinistra;
verso destra;
- nulla;
verso destra;
verso destra.
Svolgimento.
Si considera un sistema di riferimento con l’asse
orientato
verso destra. Dalla formula (4),
Sostituendo i dati,
Il segno positivo indica che il centro di massa si muove verso destra.
verso sinistra;
verso destra;
verso destra;
verso destra;
verso destra.
Svolgimento.
Poiché la pista è priva di attrito, la quantità di moto totale dei tre
pattinatori si conserva. Indicando con la velocità
iniziale comune e con
la velocità finale del terzo,
Poiché e
,
Il risultato è positivo, quindi il terzo pattinatore continua a muoversi verso destra.
- uno qualunque dei tre vertici;
- il punto medio del lato più lungo;
- il circocentro del triangolo;
- il centroide geometrico del triangolo;
- un punto esterno al triangolo in ogni caso.
Svolgimento.
Si indicano con ,
e
i tre vertici e con
la massa comune. Dalla definizione 1,
Se è il punto medio del lato
, allora
Di conseguenza,
Il centro di massa appartiene dunque alla mediana uscente da e la divide nel rapporto
a partire dal vertice. Lo stesso ragionamento vale per le altre due mediane: il punto comune è il centroide geometrico del triangolo.
La costruzione geometrica è riportata in figura 17: le
tre mediane si incontrano nel punto .
Figura 17: centro di massa di tre masse uguali poste ai vertici di un triangolo.
- si compensano a coppie per il terzo principio della dinamica;
- sono sempre nulle;
- hanno sempre lo stesso verso;
- agiscono solo se il sistema è fermo;
- le coppie di forze interne si annullano soltanto nel caso in cui le masse del sistema siano uguali.
Svolgimento.
Per il terzo principio della dinamica, per ogni coppia di punti materiali
e in ogni istante vale
Su uno stesso intervallo di tempo, l’impulso che il punto comunica a
è quindi opposto all’impulso che
comunica a
. Sommando i
contributi di tutte le coppie, l’impulso totale dovuto alle forze interne è
nullo. Poiché, per ciascun punto, l’impulso è pari alla variazione della sua
quantità di moto, anche la somma delle variazioni dovute alle forze interne è
nulla. Le forze interne possono dunque modificare le quantità di moto dei
singoli punti, ma non la quantità di moto totale del sistema.
verso sud-ovest;
verso sud-ovest;
verso nord-est;
verso ovest;
verso sud.
Svolgimento.
Il sistema è inizialmente fermo e, durante la separazione, le forze esterne sono trascurabili. Dal corollario 14,
Equivalentemente, i tre vettori quantità di moto finali devono chiudere il
poligono vettoriale mostrato in figura 18, cioè
.
Figura 18: poligono chiuso delle quantità di moto per un sistema con quantità di moto totale nulla.
Si scelgono l’asse verso est e l’asse
verso nord. Per il terzo frammento, di massa
, le due componenti si ricavano separatamente (6):
Pertanto,
Le due componenti negative indicano una direzione verso sud-ovest.
;
;
;
;
.
Svolgimento.
I due impulsi successivi sono, dalla formula (10):
Il diagramma di figura 19 mostra i due intervalli: i rettangoli hanno aree con lo stesso valore assoluto e segno opposto, perciò i due impulsi si compensano.
Figura 19: grafico di nei due intervalli successivi e corrispondenti impulsi di segno opposto.
L’impulso totale è
Dalla relazione (11),
e
;
e
;
e
;
e
;
e
.
Svolgimento.
verso destra;
verso sinistra;
verso destra;
verso destra;
verso destra.
Svolgimento.
La massa totale è . Sottraendo la coordinata iniziale del centro di massa da quella finale, dalla relazione (2) si ottiene
Si sposta soltanto la massa , di
; quindi
La figura 20 confronta in scala le due configurazioni
lungo l’asse : soltanto la massa da
cambia posizione,
mentre il centro di massa passa da
a
.
Figura 20: configurazioni iniziale e finale lungo l’asse e corrispondente spostamento del centro di massa.
Svolgimento.
Si usa la relazione unidimensionale (2):
Sostituendo i dati,
La figura 21 mostra schematicamente la posizione
delle due masse e del centro di massa lungo l’asse . Poiché
, il centro di massa risulta più vicino alla massa
.
Figura 21: rappresentazione schematica delle due masse
e
, poste rispettivamente
nelle posizioni
e
.
Il centro di massa si trova in
e,
poiché
, risulta più vicino alla massa maggiore.
Svolgimento.
Poiché entrambe le masse si trovano sull’asse , il problema è unidimensionale. Dalla relazione (2),
Poiché entrambe le ordinate sono nulle, . Il centro di massa è quindi nel punto
La disposizione delle due masse e la posizione del centro di massa sono mostrate in figura 22.
Figura 22: centro di massa di due punti materiali posti sull’asse .
Svolgimento.
Svolgimento.
Si considera un sistema di riferimento con l’asse
orientato verso destra. Entrambe le velocità hanno componente positiva, quindi dalla (7)
Il segno positivo indica che la quantità di moto totale è diretta verso destra.
La situazione è rappresentata schematicamente in figura 23.
Figura 23: due corpi in moto lungo lo stesso asse e nello stesso verso.
Svolgimento.
Considerando le sole componenti orizzontali, dalla relazione (8) si ha
La velocità del centro di massa è quindi diretta verso destra.
Svolgimento.
Svolgimento.
Sul sistema costituito dalle due masse e dalla molla non agiscono forze esterne orizzontali. Grazie al corollario 14 la quantità di moto orizzontale totale si conserva: essendo questa inizialmente nulla, rimane nulla. Dalla formula (8) segue quindi che la componente orizzontale della velocità del centro di massa resta nulla e il centro di massa rimane fermo nella direzione orizzontale.
Le frecce rosse nella figura 24 rappresentano le forze che la molla esercita sulle due masse: sono interne al sistema scelto e hanno versi opposti.
Figura 24: due masse collegate da una molla: le forze elastiche mostrate sono esercitate dalla molla sulle masse.
Svolgimento.
Lungo la direzione orizzontale agiscono soltanto le forze elastiche
esercitate dalla molla, che sono interne al sistema. La risultante delle
forze esterne lungo tale direzione è quindi nulla. Di conseguenza, per il corollario 14, la
componente orizzontale della quantità di moto totale si conserva:
La figura 25 rende esplicito il sistema scelto: le forze elastiche sono interne e non modificano la componente orizzontale della quantità di moto totale.
Figura 25: sistema formato dai due corpi e dalla molla su un piano privo di attrito.
Svolgimento.
Per un sistema di punti materiali, il teorema 13 stabilisce che l’impulso della risultante delle forze esterne è uguale alla variazione della quantità di moto totale del sistema:
Svolgimento.
Poiché il sistema è inizialmente fermo, la sua quantità di moto totale iniziale è nulla:
Per il teorema 13,
Poiché , si ottiene
La quantità di moto finale è quindi diretta verso destra, come l’impulso ricevuto. Poiché dalla relazione (8) si ha
e la massa totale è positiva, anche la velocità del centro di massa
è diretta verso destra.
Svolgimento.
Per una risultante esterna costante, il modulo dell’impulso esterno è dato dal prodotto tra il modulo della risultante e l’intervallo di tempo considerato, secondo la formula (10):
Sostituendo i dati,
L’impulso ha la stessa direzione e lo stesso verso della forza applicata.
Svolgimento.
Si considera il sistema persona–carrello. Le forze reciproche tra persona e carrello sono interne; poiché il piano è privo di attrito, lungo l’asse orizzontale
Svolgimento.
Poiché la componente orizzontale della risultante delle forze esterne è nulla,
Dal teorema 13,
perciò la componente orizzontale della quantità di moto totale si conserva.
Svolgimento.
Si considera un sistema di riferimento con l’asse
orientato verso destra. Le velocità
dei due carrelli sono quindi
Dalla relazione (7), la quantità di moto totale del sistema lungo l’asse orizzontale è
Sostituendo i dati (,
),
La quantità di moto totale è legata alla velocità del centro di massa dalla relazione (8)
Pertanto,
Il centro di massa del sistema è quindi fermo, nonostante entrambi i carrelli siano in movimento e abbiano masse e velocità diverse.
Svolgimento.
Per il terzo principio della dinamica,
Raggruppando le forze interne a coppie, come nella (9),
La cancellazione riguarda la somma delle forze interne sul sistema, non le singole forze, che possono essere non nulle.
Svolgimento.
La quantità di moto totale di un sistema è legata alla velocità del centro di massa dalla relazione (8). Si considerano i moduli delle grandezze:
Svolgimento.
Si consideri un sistema di riferimento sul piano in cui giace il rettangolo, in modo che
coincida con il centro del rettangolo, mentre gli assi siano paralleli ai lati. Si indicano con
e
le semilunghezze dei lati lungo
e
. I vertici hanno coordinate
Se ciascuna massa vale , dalla relazione (3)
Il centro di massa coincide quindi con l’origine scelta, ossia con il centro geometrico del rettangolo.
La geometria del problema è riportata nella figura 26.
Figura 26: quattro masse uguali ai vertici di un rettangolo: per simmetria il centro di massa coincide con il centro geometrico.
Svolgimento.
Fissato un asse , si indica con
la coordinata del centro di massa prima della modifica. Dalla relazione (2),
Dopo aver moltiplicato ogni massa per lo stesso fattore ,
Il fattore si semplifica. Lo stesso vale per le altre coordinate, quindi il centro di massa resta nella stessa posizione.
Svolgimento.
Svolgimento.
Svolgimento.
Le due quantità di moto hanno la stessa direzione, lo stesso modulo e versi opposti; quindi
Dalla relazione (6), la quantità di moto totale è pertanto
Svolgimento.
Dalla relazione (2):
Sostituendo i dati, ,
,
e
:
Moltiplicando entrambi i membri per , si ottiene
Quindi,
Svolgimento.
Si considera il sistema persona–carrello e si sceglie un sistema di riferimento
con l’asse
orientato nel verso del moto della persona. Sul
sistema non agiscono forze esterne orizzontali; poiché la quantità di moto
totale iniziale è nulla, il corollario 14
implica che essa rimane nulla. Dalla relazione (8) segue quindi che
la coordinata orizzontale del centro di massa rimane costante.
Indicando con e
gli
spostamenti della persona e del carrello rispetto al suolo, dalla formula
(2) tra stato iniziale e finale si ottiene
Lo spostamento della persona rispetto al carrello vale , quindi
Sostituendo i dati con le rispettive unità,
Da ciò
Il carrello si sposta dunque di nel verso opposto a quello
della persona.
La figura 27 mostra due configurazioni compatibili con
questi spostamenti: il centro del carrello si sposta di ,
la persona di
rispetto al suolo e il centro di massa del
sistema resta nella stessa posizione.
Figura 27: configurazioni iniziale e finale del sistema persona–carrello.
Il carrello si sposta verso sinistra di
, mentre la persona
si sposta rispetto al suolo verso destra di
.
In assenza di forze esterne orizzontali, la posizione
del centro di massa del sistema rimane invariata,
come indicato dalla linea tratteggiata verticale.
Svolgimento.
Le componenti della quantità di moto totale si ottengono dalla definizione (6)
Il modulo vale quindi
Figura 28: somma vettoriale di due quantità di moto perpendicolari.
Svolgimento.
Si considera il sistema formato dai due corpi e dalla molla, di massa trascurabile. Il sistema è inizialmente fermo su un piano privo di attrito: le forze elastiche sono interne e la risultante delle forze esterne orizzontali è nulla. Dal corollario 14,
Si considera un sistema di riferimento con l’asse
orientato verso destra. Quindi, dalla relazione (7) si ottiene
da cui
Il segno negativo indica che il corpo di massa si muove verso sinistra.
La figura 29 mostra il sistema dopo il rilascio della molla.
Figura 29: separazione dei due corpi per effetto della molla su un piano privo di attrito.
Svolgimento.
La forza esterna costante esercita sul sistema un impulso definito dalla relazione (10)
Si considera un sistema di riferimento con l’asse
orientato verso destra. La componente dell’impulso lungo tale asse è
Per il teorema 13,
Il sistema è inizialmente fermo, quindi
e pertanto
Utilizzando la relazione (8)
si ottiene
Poiché la forza esterna è diretta verso destra, anche l’impulso, la variazione della quantità di moto e la velocità finale del centro di massa sono diretti verso destra.
Svolgimento.
Si considera un sistema di riferimento con l’asse
orientato verso destra. La quantità di moto iniziale e l’impulso valgono
Dal teorema 13,
Il risultato è positivo, quindi la quantità di moto finale è diretta verso destra.
Svolgimento.
Si considera un sistema di riferimento con l’asse
orientato verso destra. La condizione richiesta
è che la quantità di moto totale sia nulla. Dalla relazione (7)
Sostituendo i dati (,
,
),
da cui
Il segno negativo indica che la seconda particella deve muoversi verso sinistra.
Svolgimento.
Si considera un sistema di riferimento con l’asse
orientato nel verso di moto della persona. Si indicano con
e
le masse della persona e della barca, e con
e
i loro spostamenti rispetto alla riva. Poiché la coordinata orizzontale del centro di massa resta costante (corollario 14 e relazione (8)), sottraendo la relazione (2) tra stato finale e iniziale e moltiplicando per la massa totale si ottiene
Lo spostamento relativo di dà
Sostituendo,
da cui . La barca si sposta di
nel verso opposto al moto della persona.
La figura 30 confronta le configurazioni iniziale e
finale e rappresenta gli spostamenti e
rispetto alla riva, coerentemente con il verso
positivo scelto.
Figura 30: spostamenti della persona e della barca rispetto alla riva, con centro di massa del sistema fermo.
Svolgimento.
Dato che il piano è privo di attrito, sul sistema formato dai due corpi, con
e
, non agiscono forze
esterne orizzontali. Si considera un sistema di riferimento
con l’asse
orientato verso destra. La velocità iniziale dei due corpi vale
, mentre la velocità finale del primo corpo vale
.
In virtù del corollario 14, la quantità di moto totale si conserva:
Isolando ,
Sostituendo i dati con le rispettive unità,
Il segno positivo indica che il secondo corpo si muove verso destra.
Svolgimento.
Svolgimento.
Svolgimento.
Nel sistema cartesiano indicato dal testo, trascurando la resistenza dell’aria, la risultante esterna sul sistema del materiale del proiettile è il peso complessivo, diretto lungo l’asse . Di conseguenza,
Dal teorema 13 segue che si conserva, mentre la componente verticale può variare per effetto della gravità.
La situazione è riassunta in figura 31: la risultante esterna è verticale, quindi non modifica la componente orizzontale della quantità di moto totale dei frammenti.
Figura 31: esplosione in volo di un corpo in due frammenti: la risultante esterna è verticale e la componente orizzontale della quantità di moto totale si conserva.
Svolgimento.
Svolgimento.
Svolgimento.
Per i tre punti materiali disposti lungo l’asse si usa la relazione (2):
Sostituendo i dati (,
,
,
,
e
) si ottiene
Il centro di massa si trova quindi in . La configurazione corrispondente è rappresentata in figura 32.
Figura 32: centro di massa di tre punti materiali disposti lungo l’asse .
Svolgimento.
Svolgimento.
Svolgimento.
Dalla formula (4), applicata alla componente ,
Sostituendo i dati con le rispettive unità,
Da ciò
da cui
Il segno positivo indica che la terza particella si muove verso destra.
Svolgimento.
Si considera un sistema di riferimento con l’asse
orientato verso destra. Inizialmente
. Dopo l’impulso esterno, a partire dalla relazione (11)
Terminato l’impulso, la componente orizzontale della quantità di moto totale si conserva durante la separazione (corollario 14).
Le due fasi sono distinte in figura 33: dapprima l’impulso
esterno modifica la quantità di moto totale del sistema; successivamente,
terminata l’azione esterna, la separazione dovuta alla molla avviene a
costante.
Figura 33: impulso esterno sul sistema e successiva separazione dei due corpi in assenza di ulteriori forze esterne orizzontali.
Nell’istante considerato ; dalla relazione (7),
Sostituendo i dati,
da cui
Il corpo di massa si muove dunque verso destra.
Riferimenti bibliografici
[1] S. Focardi, I. G. Massa, A. Uguzzoni e M. Villa, Fisica generale. Meccanica e termodinamica, 2ª edizione, Casa Editrice Ambrosiana, Milano (2014), ISBN 978-88-08-18215-9.
[2] P. Mazzoldi, M. Nigro e C. Voci, Fisica, vol. I: Meccanica e termodinamica, 3ª edizione, EdiSES, Napoli (2023), ISBN 978-88-3623-067-9.
[3] M. Villa e A. Uguzzoni, Esercizi di fisica 1. Meccanica. Come risolvere i problemi, Casa Editrice Ambrosiana, Milano (2016), ISBN 978-88-08-18043-8.
[4] Ministero dell’Università e della Ricerca, Semestre aperto a.a. 2026–2027 – Syllabus Fisica, pubblicato il 19 giugno 2026, pagina ufficiale del MUR.
