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Esercizi per la maturità: Geometria

Preparazione alla maturità

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Autori e revisori


 
 

Introduzione

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In questo articolo presentiamo 38 esercizi sulla geometria per il ripasso in vista dell’esame di maturità. La geometria è un argomento di fondamentale importanza nei programmi della scuola superiore e pertanto riveste un ruolo da protagonista nella seconda prova di matematica dell’esame di maturità.

Per questa ragione, offriamo una raccolta di esercizi, suddivisi a grandi linee per argomento, e corredati di soluzione completa, al fine di garantire al lettore la massima efficacia per il suo studio.


 
 

Esercizi

\[\quad\]

Esercizio 1  (\bigstar\bigstar\largewhitestar). È dato il triangolo ABC, rettangolo in \hat{A}. Dal piede H dell’altezza AH si conducano i segmenti di perpendicolare HD e HE rispettivamente ai cateti AB e AC; si conduca infine la mediana AM relativa all’ipotenusa BC.

\[\quad\]

  • Dimostrare che DE\cong AH;
  •  

  • dimostrare che A\hat{D}E\cong A\hat{C}B;
  •  

  • dimostrare che AM\perp DE.

Svolgimento.

Dimostriamo le tre proprietà richieste.

\[\quad\]

  • Il quadrilatero ADHE è un rettangolo in quanto i suoi angoli interni sono retti, pertanto le diagonali DE e AH sono congruenti.

    \[\quad\]

    Figura 1.

    \[\quad\]

  •  

  • Da ciò segue che il triangolo rettangolo ADE è congruente a DAH, che a sua volta è simile al triangolo rettangolo HAB in quanto aventi l’angolo in A in comune. Inoltre, il triangolo rettangolo HAB è simile al triangolo rettangolo ACB poiché aventi l’angolo in B in comune. Ne segue che, per questa serie di triangoli, gli angoli corrispondenti sono congruenti:

    \[ A\widehat{D}E = D \widehat{A}H = H \widehat{A}B = A\widehat{C}B, \]

    che è quanto si voleva provare.

  •  

  • Infine, ricordando che la mediana relativa all’ipotenusa di un triangolo rettangolo è congruente a metà dell’ipotenusa stessa, il triangolo MAC risulta isoscele, dunque M\hat{A}C=B\hat{C}A=\beta, quindi D\hat{A}M=\alpha in quanto complementare di M\hat{A}C e poiché \hat{A}=90^\circ. Quindi, detto K il punto di intersezione tra DE e AM, per differenza risulta A\hat{K}D=90^\circ, cioè DE\perp AM.

 

Esercizio 2   (\bigstar\bigstar\largewhitestar) (piccolo teorema di Talete). Dimostrare che la congiungente i punti medi D e E rispettivamente di due lati AC e BC di un triangolo non degenere ABC è parallela al lato AB e congruente alla sua metà. Dimostrare che vale anche il viceversa: conducendo dal punto medio D del lato AC la parallela al lato AB, questa interseca BC nel suo punto medio.

Svolgimento.

Dal punto B conduciamo la retta parallela al lato AC che intersechi in F il prolungamento del segmento DE. I triangoli BEF e CED risultano congruenti per il secondo criterio di congruenza, in quanto sono congruenti i lati CE e EB e le due coppie di angoli a essi adiacenti: C\hat{E}D\cong B\hat{E}F perché opposti al vertice, D\hat{C}E\cong F\hat{B}E perché alterni interni) quindi in particolare BF\cong CD\cong DA. Il quadrilatero ABFD ha allora due lati opposti paralleli e congruenti, pertanto è un parallelogramma. Ne segue che DE\parallel AB e DE\cong \frac{1}{2}AB.

\[\quad\]

\[\quad\]

Figura 2.

\[\quad\]

Viceversa, supponiamo di tracciare da D la parallela al lato AB che interseca in G il lato BC e consideriamo il punto medio E si BC. La prima parte dell’esercizio assicura che anche DE\parallel AB. Per l’unicità della parallela ad AB passante per D data dal quinto postulato di Euclide, si ha G=E, che è quindi il punto medio di BC.


 
 

Esercizio 3  (\bigstar\bigstar\largewhitestar). Dimostrare che il segmento che unisce i punti medi delle diagonali di un trapezio ha lunghezza pari alla metà della differenza tra le lunghezze delle basi.

Svolgimento.

Consideriamo un trapezio ABCD e prolunghiamo il segmento EF che unisce i punti medi delle diagonali, fino ad incontrare in G ed H, rispettivamente, i lati AD e BC. Per l’esercizio 2 G ed H sono i punti medi dei rispettivi lati, inoltre EH\cong \frac{1}{2}AB e GF\cong \frac{1}{2}AB, ma anche, nel triangolo ADC, GE\cong \frac{1}{2}DC e, nel triangolo BDC FH\cong \frac{1}{2}DC. Quindi GE+EF\cong\dfrac{1}{2}AB, GE\cong\frac{1}{2}DC implica EF\cong\frac{1}{2}AB-\frac{1}{2}DC.

\[\quad\]

\[\quad\]

Figura 3.


 
 

Esercizio 4  (\bigstar\bigstar\largewhitestar). È dato il trapezio ABCD, rettangolo in A e in D e tale che il lato AD perpendicolare alle basi è congruente alla base minore CD e questa è congruente alla metà della base maggiore AB. Calcolare le misure degli angoli del trapezio. Sia poi CH la perpendicolare condotta da C alla base AB; dimostrare che:

\[\quad\]

  • BD e CH si tagliano scambievolmente a metà in un punto che indichiamo con K;
  •  

  • DH e AC si tagliano scambievolmente per metà in un punto che indichiamo con O;
  •  

  • OK \parallel DC e OK\cong \frac{1}{2}CD.

Svolgimento.

Il trapezio raffigurato risulta composto dal quadrato AHCD e dal triangolo rettangolo isoscele CHB (infatti CH\cong HB e l’angolo C\hat{H}B è retto) quindi B\hat{A}D=A\hat{D}C=90^\circ, A\hat{B}C=45^\circ, B\hat{C}D=135^\circ. Il quadrilatero HBCD risulta pertanto un parallelogramma, poiché HB\parallel CD e HB\cong CD, dunque le diagonali CH, BD si tagliano a metà.

\[\quad\]

\[\quad\]

Figura 4.

\[\quad\]

Analogamente, il quadrilatero AHCD è un quadrato, quindi le diagonali si tagliano a metà. OK congiunge quindi i punti medi dei lati AC, CH del triangolo CAH quindi è parallelo a AH, che è a sua volta parallelo a CD e quindi OK\cong \frac{1}{2} CD.


 
 

Esercizio 5  (\bigstar\bigstar\largewhitestar). Dai vertici A, B, C, D di un parallelogramma si tracci, esternamente al parallelogramma, le rette a, b, c, d in modo che ciascuna formi un angolo \alpha rispettivamente con i lati AB, BC, CD, DA. Dimostrare che i quattro punti A', B', C', D' in cui tali rette si incontrano sono vertici di un parallelogramma. Dimostrare inoltre che, se ABCD è un rettangolo, allora anche A'B'C'D' è un rettangolo.

Svolgimento.

Proviamo preliminarmente che il quadrilatero A'B'C'D' possiede gli stessi angoli gli angoli interni di ABCD, che consentirà di ottenere agevolmente le conclusioni richieste dalla traccia.

Sia \alpha l’angolo formato dalla retta a con il lato AB, e dalle rette b, c, d con i rispettivi lati. Sia inoltre \beta l’angolo interno del parallelogramma ABCD, D\hat{A}B. Allora B\hat{C}D\cong \beta e A\hat{B}C\cong C\hat{D}A=\pi-\beta.

\[\quad\]

\[\quad\]

Figura 5.

\[\quad\]

Allora nel triangolo AA'B si ha che A\hat{B}A'=\beta-\alpha, dunque A\hat{A'}B=\pi-\beta; nel triangolo CBB' l’angolo C\hat{B'}B vale \beta (e analogamente per i triangoli CDC' e DD'A). Dunque il quadrilatero A'B'C'D' possiede gli stessi angoli gli angoli interni di ABCD.

\[\quad\]

  • Da tale proprietà segue che anche A'B'C'D' è un parallelogramma.
  •  

  • Per lo stesso motivo, se ABCD è un rettangolo, anche A'B'C'D' lo è.

 
 

Esercizio 6  (\bigstar\bigstar\largewhitestar). Dimostrare che in un triangolo i punti medi dei lati e il piede di un’altezza sono vertici di un trapezio isoscele.

Svolgimento.

Siano D, E, F i punti medi dei lati del triangolo ABC e G il piede della perpendicolare condotta da C. Per il piccolo teorema di Talete FE risulta parallelo a GD, quindi GDEF è un trapezio. Inoltre il triangolo AGC è rettangolo e GF è la mediana relativa all’ipotenusa AC, quindi AF\cong FC\cong GF. Ma anche ED risulta parallelo a AC e congruente alla metà di AC, quindi ED\cong FG ed il trapezio è isoscele.

\[\quad\]

\[\quad\]

Figura 6.


 
 

Esercizio 7  (\bigstar\bigstar\largewhitestar). Sono dati due angoli adiacenti (cioè consecutivi e supplementari) X\hat{O}Y e X\hat{O}Z e le loro bisettrici rispettive OM e ON. Da un punto qualunque A della semiretta OX si conducano le perpendicolari a OM e a ON, che taglino le rette OY e OZ in B e C e le rette OM e ON in E e D. Dimostrare che:

\[\quad\]

  • l’angolo B\hat{A}C è retto;
  •  

  • i due triangoli OAB e OAC sono isosceli;
  •  

  • O è punto medio di BC;
  •  

  • il quadrilatero CDEB è un trapezio.

Svolgimento.

Indichiamo con \alpha e \beta rispettivamente metà delle ampiezze degli angoli X\hat{O}Z e X \hat{O}Y.

\[\quad\]

  • Si ha dunque \alpha+\beta=90^\circ, quindi D\hat{O}E è retto. Poiché anche gli angoli O\hat{D}A e O\hat{E}A sono retti, il quadrilatero DAEO è un rettangolo e dunque B\hat{A}C è retto.
  •  

  • Nel triangolo OAC il segmento OD risulta bisettrice ed altezza, dunque anche mediana ed il triangolo AOC è isoscele. Analogamente anche il triangolo OAB risulta isoscele.

    \[\quad\]

    \[\quad\]

    Figura 7.

    \[\quad\]

  •  

  • Poiché dunque CD\cong OA\cong OB (e i punti C, O, B giacciono sulla medesima retta poiché gli angoli erano adiacenti per ipotesi) ne segue che O è punto medio del segmento CB.
  •  

  • Nel triangolo ABC i punti D ed E sono punti medi dei lati AC e AB, quindi il segmento DE è parallelo a BC (e congruente alla sua metà). Dunque CBED risulta essere un trapezio.

 
 

Esercizio 8  (\bigstar\bigstar\largewhitestar). Date due rette parallele a e b, si traccino, da un punto A di a, i segmenti AC e AB, rispettivamente perpendicolare e obliquo alla retta b. Sia D un punto della retta a tale che BD incontri il segmento AC nel punto E e che sia ED\cong 2\cdot AB. Si dimostri che E\hat{B}C\cong \frac{1}{3} A\hat{B}C.

Svolgimento.

Congiunto il punto A con il punto medio M di DE, il triangolo ADE è rettangolo e AM è la mediana relativa all’ipotenusa DE, quindi DM \cong ME\cong AM. Il triangolo DMA è isoscele quindi A\hat{D}M\cong M\hat{A}D, ma A\hat{D}M \cong E\hat{B}C in quanto rette parallele tagliate dalla trasversale.

\[\quad\]

\[\quad\]

Figura 8.

\[\quad\]

Anche il triangolo AMB è isoscele (AM \cong AB) dunque A\hat{M}B\cong A\hat{B}M, ma A\hat{M}B\cong 2\cdot M\hat{D}A: l’angolo esterno è pari alla somma dei due interni non adiacenti, quindi A\hat{B}M\cong 2\cdot D\hat{B}C. Cioè E\hat{B}C\cong \frac{1}{3}\cdot A\hat{B}C.


 
 

Esercizio 9  (\bigstar\bigstar\largewhitestar). Sui lati AB, BC, CD, DA di un quadrato si prendano rispettivamente i punti M, N, P, Q, in modo che sia MB\cong BN\cong DP\cong DQ. Dimostrare che il quadrilatero MNPQ è un rettangolo e che il suo perimetro non varia al variare della posizione di M, N, P, Q.

Svolgimento.

I triangoli QPD e MBN sono triangoli rettangoli isosceli congruenti poiché hanno due lati congruenti per costruzione e l’angolo compreso retto. Analogamente per i triangoli PNC e AQM: anch’essi rettangoli isosceli e congruenti. Quindi l’angolo Q\hat{P}N è un angolo retto poiché i suoi angoli adiacenti misurano \frac{\pi}{4}. Lo stesso accade per tutti i rimanenti vertici del quadrilatero PQMN il quale risulta così un rettangolo.

\[\quad\]

\[\quad\]

Figura 9.

\[\quad\]

Se ora tracciamo una diagonale del quadrato, per esempio AC, questa taglia il rettangolo PQMN in due rettangoli congruenti, per i quali QP\cong QD\sqrt{2} e QH\cong \frac{AD-DQ}{\sqrt{2}} (anche AHQ è un triangolo rettangolo isoscele). Ne segue che QM\cong 2\cdot \frac{AD-QD}{\sqrt{2}}, quindi il perimetro del rettangolo PQMN vale

\[2DQ\sqrt{2}+\frac{4}{\sqrt{2}}(AD-AQ)=2DQ\sqrt{2}+2\sqrt{2}AD-2 DQ\sqrt{2}=2\sqrt{2}AD\]

cioè dipende solo dalla diagonale del quadrato di partenza e non dalla posizione dei punti M, N, P, Q.


 
 

Esercizio 10  (\bigstar\bigstar\largewhitestar). Dimostrare che i punti di intersezione tra le bisettrici degli angoli di un rettangolo sono i vertici di un quadrato.

Svolgimento.

Indichiamo con A,B,C,D i vertici del rettangolo, e con A',B',C',D' le intersezioni tra le bisettrici, come rappresentato in figura.

\[\quad\]

\[\quad\]

Figura 10.

\[\quad\]

Poiché le bisettrici del rettangolo ABCD sono ortogonali, anche A'B'C'D' è un rettangolo. Per concludere che è un quadrato, è sufficiente mostrare che i due lati A'D' e D'C' sono congruenti.

Poiché gli angoli D\hat{A}D' e A\hat{D}D' misurano 45^\circ, il triangolo ADD' è rettangolo isoscele. In particolare, AD'=DD'.

Allo stesso modo, anche i triangoli AA'B e DC'C sono rettangoli e isosceli. Inoltre AA'B e DC'C sono congruenti, per simmetria o anche poiché aventi la stessa ipotenusa e gli angoli adiacenti congruenti. In particolare AA'=DC'.

Si conclude che vale D'A'=D'C', in quanto differenze di segmenti congruenti, e ciò prova che A'B'C'D' è un quadrato.


 
 

Esercizio 11  (\bigstar\largewhitestar\largewhitestar). Da un punto P interno a un triangolo equilatero ABC si conducano i segmenti PH, PK, PL perpendicolari rispettivamente ai lati AB, BC e AC. Dimostrare che la somma PH+PK+PL è congruente all’altezza del triangolo.

Svolgimento.

Indichiamo con h la misura dell’altezza del triangolo. Congiungiamo P con i vertici del triangolo equilatero, si formano tre triangoli aventi basi congruenti in quanto pari ai lati del triangolo equilatero. L’area del triangolo equilatero è data dalla somma delle aree dei tre triangoli: \frac{AB\cdot  PH}{2}+ \frac{BC\cdot  PK}{2}+ \frac{AC\cdot  PL}{2}. Poiché il triangolo è equilatero segue \frac{AB \cdot h}{2}=\frac{AB\cdot(PH+PK+PL)}{2} cioè PH+PK+PL=h (h è l’altezza del triangolo ABC).

\[\quad\]

\[\quad\]

Figura 11.


 
 

Esercizio 12  (\bigstar\bigstar\largewhitestar). Dimostrare che la somma dei segmenti di perpendicolare condotti da un punto della base di un triangolo isoscele ai lati è congruente all’altezza relativa ai lati.

Svolgimento.

Sia ABC un triangolo isoscele avente base AB. Proiettiamo P sull’altezza BH, sia K il piede della perpendicolare. Allora il quadrilatero QPKH è un rettangolo e PQ\cong HK. Consideriamo ora i triangoli PKB e PRB, che hanno il lato PB in comune, P\hat{K}B\cong B\hat{R}B\cong \frac{\pi}{2}, K\hat{B}P\cong H\hat{A}B\cong K\hat{P}B (quest’ultimo perché AH\parallel PK). Dunque i triangoli sono congruenti, quindi PR\cong BK, quindi BH\cong PQ+PR.

\[\quad\]

\[\quad\]

Figura 12.

 
 

Esercizio 13  (\bigstar\bigstar\largewhitestar). Sia ABC un triangolo isoscele, con AC \cong CB. Si scelga un punto E sul prolungamento della base AB dalla parte di A e siano F e G i piedi delle perpendicolari rispettivamente alle rette BC e AC. Si dimostri che \overline{EF}-\overline{EG} è pari alla lunghezza dell’altezza del triangolo ABC relativa al lato AC.

Svolgimento.

Proiettiamo E sul prolungamento di BH: sia K il piede della perpendicolare. Allora la tesi è equivalente a mostrare che BK\cong EF.

\[\quad\]

\[\quad\]

Figura 13.

\[\quad\]

Detto \alpha l’angolo C\hat{A}B, allora K\hat{B}A=\frac{\pi}{2}-\alpha. Poiché \hat{F}=\frac{\pi}{2} ne segue che F\hat{E}B= \frac{\pi}{2}-\alpha. Quindi i triangoli FEB e EKB sono congruenti (il lato EB è in comune) dunque EF\cong KB.


 
 

Esercizio 14  (\bigstar\largewhitestar\largewhitestar). Dimostrare che in un trapezio isoscele la congiungente i punti medi delle basi è perpendicolare ad esse.

Svolgimento.

Sia ABCD un trapezio isoscele di basi AB e CD. Poiché il trapezio è isoscele, gli angoli alla base sono congruenti: D\hat{A}B\cong C\hat{B}A, quindi i triangoli ADM e BCM sono congruenti (AM\cong MB, AD\cong BC, \hat{A}\cong \hat{B}).

\[\quad\]

\[\quad\]

Figura 14.

\[\quad\]

Ne segue allora che DM\cong MC, cioè il triangolo DMC è isoscele, quindi la mediana MN è anche altezza. Infine essendo DC\parallel AB, MN è perpendicolare alle basi del trapezio.


 
 

Esercizio 15  (\bigstar\largewhitestar\largewhitestar). Dimostrare che in un trapezio isoscele gli angoli alla base sono congruenti.

Svolgimento.

Sia ABCD un trapezio isoscele di basi AB e CD. Dai vertici C e D tracciamo le altezze CH e DK. Il quadrilatero CDKH è un rettangolo, quindi CH\cong DK. Consideriamo ora i triangoli BCH e AKD: sono triangoli rettangoli aventi l’ipotenusa ed un cateto congruenti, quindi sono congruenti e, in particolare, \hat{A}\cong \hat{B}.

\[\quad\]

\[\quad\]

Figura 15.


 
 

Esercizio 16  (\bigstar\bigstar\largewhitestar). Dimostrare che in un trapezio:

\[\quad\]

  • la differenza delle due basi è minore della somma dei due lati obliqui;
  •  

  • ciascun lato è minore della somma dell’altro con la differenza delle basi;
  •  

  • la somma delle basi è minore della somma delle diagonali.

Svolgimento.

Sia ABCD un trapezio di basi AB e CD. Consideriamo il triangolo ADB: poiché in un triangolo ogni lato ha lunghezza minore della somma delle lunghezze degli altri due, si ha \overline{AB} < \overline{AD}+\overline{DB}. Inoltre, nel triangolo BCD, si ha \overline{DB}< \overline{BC}+\overline{CD} quindi \overline{AB}< \overline{AD}+\overline{BC}+\overline{CD} cioè

\[ \overline{AB}-\overline{CD}< \overline{AD}+\overline{BC} \]

\[\quad\]

\[\quad\]

Figura 16.

\[\quad\]

Consideriamo ora i triangoli ADC e ABC: per la disuguaglianza triangolare si ha \overline{AD}<\overline{AC}+\overline{DC} e \overline{BC}<\overline{AC}+\overline{AB}. Sottraendo queste disuguaglianze (equiverse), si ottiene \overline{BC}-\overline{AD}<\overline{AB}-\overline{DC} cioè \overline{BC}<\overline{AD}+\overline{AB}-\overline{DC}.

Infine nel triangolo ABD vale \overline{AD}>\overline{AB}-\overline{BD} e, nel triangolo ACD, \overline{AD}>\overline{AC}-\overline{DC}. Sottraendo si ha 0> \overline{AB}-\overline{BD}-\overline{AC}+\overline{DC} cioè \overline{AC}+\overline{BD}>\overline{AB}+\overline{DC}.


 
 

Esercizio 17  (\bigstar\bigstar\largewhitestar). Dimostrare che i punti medi dei lati di un trapezio isoscele sono vertici di un rombo. Dimostrare che i punti medi dei lati di un rombo sono vertici di un rettangolo e, viceversa, i punti medi dei lati di un rettangolo sono vertici di un rombo.

Svolgimento.

Consideriamo il trapezio isoscele ABCD e siano M,N,P,Q i punti medi rispettivamente dei lati AB, BC, CD e AD, come indicato in figura. Poiché Q, P sono punti medi, il segmento QP è parallelo ad AC e congruente alla sua metà; lo stesso vale per il segmento MN e, analogamente, per i segmenti QM, PN.

\[\quad\]

\[\quad\]

Figura 17.

\[\quad\]

Poiché il trapezio è isoscele le diagonali sono congruenti quindi MN \cong QP\cong QM \cong PN; MN\parallel QP e QM \parallel PN cioè MNPQ è un rombo. Consideriamo ora il rettangolo ABCD: per la stessa ragione i punti medi definiscono segmenti paralleli a due a due e congruenti alla metà della diagonale del rettangolo. Poiché in un rettangolo le diagonali sono congruenti, il quadrilatero risulta essere un rombo. Viceversa, consideriamo il rombo MNPQ: UV e ZW sono congruenti e paralleli in quanto paralleli a QN e congruenti alla metà di QN. Analogamente per UZ\cong VW e UZ\parallel VW. Poiché però le diagonali del rombo sono perpendicolari, UZ\perp ZW e quindi è un rettangolo.


 
 

Esercizio 18  (\bigstar\bigstar\largewhitestar). Se si uniscono due vertici opposti di un parallelogramma con i punti medi di due lati opposti, la diagonale che unisce gli altri due vertici viene divisa in tre parti congruenti.

Svolgimento.

Siano E ed F i punti medi dei lati opposti AB e CD del parallelogramma ABCD.

\[\quad\]

\[\quad\]

Figura 18.

\[\quad\]

Il quadrilatero AFCE è un parallelogramma a sua volta (AF\cong CE, AF \parallel CE), quindi AE \parallel FC. Consideriamo il triangolo DHC: poiché AE \parallel FC ed E è punto medio di CD, G risulta punto medio di GH, quindi DG \cong GH. Lo stesso ragionamento applicato al triangolo AGB conduce a GH \cong HB, quindi la diagonale BD è divisa in tre parti congruenti.


 
 

Esercizio 19  (\bigstar\bigstar\largewhitestar). Dimostrare che le congiungenti il punto medio della base di un triangolo isoscele con i punti medi dei lati formano, con la parallela alla base condotta dal vertice, un triangolo congruente al triangolo dato.

Svolgimento.

Sia ABC un triangolo isoscele con AC \cong BC. Poiché MN congiunge i punti medi dei lati AB e BC, esso risulta parallelo a AC e, analogamente, ME \parallel BC.

\[\quad\]

\[\quad\]

Figura 19.

\[\quad\]

Dal fatto che DE\parallel AB segue che i quadrilateri AMDC e MBCE sono parallelogrammi, inoltre dato che AM \cong MB  \cong CD\cong CE il segmento ED è congruente a AB. Infine, poiché AMDC è un parallelogramma, gli angoli opposti C\hat{A}M e C\hat{D}M sono congruenti, e anche C\hat{E}M \cong C\hat{B}M, ma \hat{A}\cong \hat{B} implica \hat{E}\cong \hat{D}. Ne segue che i triangoli ABC e DEM sono congruenti per il secondo criterio avendo ordinatamente congruenti una coppia di lati e le due coppie di angoli a esso adiacenti.

 
 

Esercizio 20  (\bigstar\largewhitestar\largewhitestar). È dato un angolo M\hat{O}N. Su uno dei lati, OM, si prendano due punti A e B, in modo che sia OA\cong AB e sull’altro lato ON si prendano i punti C e D in modo che OC\cong CD. Dimostrare che il quadrilatero ABDC è un trapezio la cui base maggiore è doppia della minore.

Svolgimento.

Consideriamo il triangolo OBD: poiché A e C sono punti medi, il segmento AC risulta parallelo al segmento BD e congruente alla sua metà. Dunque ABDC è un trapezio la cui base minore è metà della base maggiore.

\[\quad\]

\[\quad\]

Figura 20.


 

Esercizio 21  (\bigstar\largewhitestar\largewhitestar). Dire quale tra le seguenti terne di numeri non può descrivere le lunghezze dei lati di un triangolo:

\[\quad\]

  1. 6, 5, 7;
  2.  

  3. 7, 13 ,18;
  4.  

  5. 5, 7, 1;
  6.  

  7. 5, 12, 14;
  8.  

  9. 5, 13, 14.

Svolgimento.

Consideriamo un triangolo avente lunghezze dei lati a,b,c, come illustrato in figura 21. In un qualunque triangolo la somma di due lati deve essere sempre maggiore del lato rimanente, ovvero ad esempio c<a+b.

Una spiegazione può essere la seguente. Il lato di lunghezza c è una porzione di linea retta, che costituisce il percorso più breve tra i due estremi. Invece, i lati di lunghezza a e b descrivono una traiettoria (o meglio, una spezzata) che non è in linea retta. Pertanto la lunghezza della spezzata deve essere maggiore della lunghezza della porzione di linea retta.

Nel nostro caso specifico, possiamo notare che 1+5=6<7, quindi la terna C) non è ammissibile.

\[\quad\]

Figura 21: triangolo di lati a, b, c.

\[\quad\]

La risposta esatta è quindi la

\[\boxcolorato{superiori}{\text{C).}}\]


 
 

Esercizio 22  (\bigstar\largewhitestar\largewhitestar). Un triangolo isoscele ha perimetro lungo 13 cm. Allora i suoi lati possono essere lunghi:

\[\quad\]

  1. 2, 2, 9;
  2.  

  3. 3, 3, 7;
  4.  

  5. 4, 4, 5;
  6.  

  7. 4, 4, 6;
  8.  

  9. 5, 5, 5.

Svolgimento.

A) e B) non sono una terna di numeri che possono essere i lati di un triangolo, dato che 2+2=4<9 e 3+3=6<7. Infatti la lunghezza di ogni lato di un triangolo è sempre minore della somma dei lati rimanenti (si veda l’esercizio 21 per una spiegazione). Inoltre anche D) ed E) sono da escludere in quanto il loro perimetro non è 13 cm. La riposta esatta è quindi la

\[\boxcolorato{superiori}{\text{C).}}\]


 
 

Esercizio 23  (\bigstar\largewhitestar\largewhitestar). Un cerchio ed un quadrato hanno la stessa la area. Quanto vale il rapporto tra i loro perimetri?

Svolgimento.

L’area di un quadrato di lato \ell è A_q=\ell^2 mentre l’area di un cerchio è A_c=r^2\pi, perciò

\[ 	A_q=A_c \iff \ell^2=r^2\pi \iff \ell=r\sqrt{\pi},\]

quindi

\[ 	P_q=4\ell = 4r\sqrt{\pi}=2\frac{P_c}{\sqrt{\pi}}, 	\]

da cui

\[\boxcolorato{superiori}{\frac{P_c}{P_q}=\frac{\sqrt{\pi}}{2}.}\]

\[\quad\]

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Figura 22: quadrato e cerchio aventi area uguale.

\[\quad\]


 
 

Esercizio 24  (\bigstar\largewhitestar\largewhitestar). Di un triangolo si conoscono gli angoli \alpha, \beta, \gamma, ordinatamente opposti ai lati a, b, c, e si sa che \alpha > \beta > \gamma. Cosa si può dire delle lunghezze dei lati?

Svolgimento.

Il rapporto tra il perimetro del cerchio e quello del quadrato è minore di 1, cioè, a parità di area, il cerchio ha minore perimetro rispetto al quadrato. In realtà, il cerchio è la figura piana che minimizza il perimetro, tra tutte quelle aventi una certa area. Ciò è conseguenza della cosiddetta disuguaglianza isoperimetrica.

 
 

Esercizio 25  (\bigstar\bigstar\largewhitestar). Si dimostri che le due regioni A e B rappresentate in figura hanno la stessa area.

\[\quad\]

\[\quad\]

Figura 23.

\[\quad\]

Svolgimento.

Poiché gli angoli del triangolo sono ordinati in modo decrescente \alpha >\beta > \gamma, anche i lati opposti sono ordinati nello stesso modo, quindi a > b> c in quanto, in un triangolo, ad angolo maggiore si oppone lato maggiore. La risposta è quindi

\[\boxcolorato{superiori}{a > b> c.}\]


 
 

Esercizio 26  (\bigstar\bigstar\largewhitestar). Dati nel piano tre punti A,B,C distinti e non allineati, si dimostri che esiste un’unica circonferenza passante da A,B e C.

Svolgimento.

Consideriamo gli assi dei segmenti AB, BC. Dato che A,B,C non sono allineati, tali assi non sono paralleli e quindi si intersecano in punto O. Per definizione, l’asse di un segmento è l’insieme dei punti equidistanti dai due estremi del segmento. Poiché O giace su entrambi gli assi, segue quindi

\[ \overline{OA}=\overline{OB}=\overline{OC}. \]

Poiché O è equidistante dai tre punti A,B,C, la circonferenza di centro O e raggio \overline{AB} passa per tutti e tre i punti, mostrando l’esistenza di una circonferenza passante per essi.

Viceversa, consideriamo una circonferenza di centro O' passante per A,B,C. Il punto O' è quindi equidistante da A e da B, dunque appartiene all’asse di AB. Analogamente, O' appartiene all’asse di AC. Dunque O' appartiene all’intersezione di tali assi e pertanto O'=O. Ciò mostra che la circonferenza richiesta è unica.


 
 

Esercizio 27  (\bigstar\bigstar\bigstar) (punto di Fermat-Torricelli).Dato un triangolo acutangolo ABC, si dimostri che esiste un punto interno P
con la proprietà di vedere ogni lato di ABC sotto un angolo di 120^\circ.

Suggerimento: costruiamo sui lati di ABC, esternamente ad ABC, due triangoli equilateri ABC' ed ACB'. Consideriamo le circonferenze circoscritte ad ABC' e ACB': queste si intersecano in A e in un secondo punto, che ha delle interessanti proprietà.

Svolgimento.

Detto P il punto di intersezione (diverso da A) delle circonferenze circoscritte ad ABC' ed ACB', per il Teorema dell’angolo al centro si ha A\hat{P}B=A\hat{P}C=120^\circ. In particolare, anche B\widehat{P}C ha ampiezza 120^\circ, e nuovamente per il Teorema dell’angolo al centro il punto P appartiene anche alla circonferenza circoscritta al triangolo equilatero BCA' costruito sul lato BC. Si può inoltre dimostrare che P è punto di concorrenza delle rette AA', BB', CC' ed il punto che minimizza la somma delle distanze dai vertici.

\[\quad\]

Figura 24.

\[\quad\]


 
 

Esercizio 28  (\bigstar\bigstar\largewhitestar). Si dimostri che comunque presi sette punti distinti all’interno di un cerchio unitario, due di questi sette punti hanno una distanza \leq 1.

Suggerimento: se sette calzini sono riposti in sei cassetti, c’è almeno un cassetto che contiene almeno due calzini.

Suggerimento bis: se R è un sottoinsieme limitato del piano, diciamo che il suo diametro è la massima distanza tra due punti di R.

Svolgimento.

Un cerchio unitario può essere partizionato in 6 settori circolari di uguale ampiezza. Per il principio dei cassetti enunciato nel suggerimento, se 7 punti sono scelti all’interno di un cerchio unitario, almeno due di questi cadono all’interno dello stesso settore circolare. Poiché il diametro di ogni settore circolare è 1, la tesi segue immediatamente.

 
 

Esercizio 29  (\bigstar\bigstar\largewhitestar). Si determinino area e perimetro della regione grigia rappresentata in figura, assumendo che il raggio della circonferenza interna sia 8 e quello della circonferenza esterna sia 16.

\[\quad\]

\[\quad\]

Figura 25.

\[\quad\]

Svolgimento.

L’assegnata regione a forma di C corrisponde a \frac{3}{4} di corona circolare. Detto r il raggio della circonferenza interna, l’area della regione è pertanto \frac{3}{4}\cdot \pi \cdot\left[(2r)^2-r^2\right] = \frac{9\pi}{4} r^2 e il suo perimetro è dato dalla somma dei due archi di circonferenza e dei raggi, ovvero

\[ \frac{3}{4}\cdot 2\pi(r+2r) + 2r = \left(\frac{9\pi}{2}+2\right)r. \]

Sostituendo r=8, l’area è pari a 144\pi e il perimetro è pari a (36\pi+16).


 
 

Esercizio 30  (\bigstar\bigstar\largewhitestar). Siano P e p i perimetri di due triangoli equilateri, rispettivamente circoscritto e inscritto ad una circonferenza di raggio r>0. Determinare il rapporto tra P e p.

Svolgimento.

Senza perdita di generalità, si possono posizionare i due triangoli in modo che i loro lati siano paralleli (vedi figura 26).

\[\quad\]

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Figura 26: triangoli equilateri, uno circoscritto e l’altro inscritto alla circonferenza.

\[\quad\]

Vediamo due metodi che si possono adottare per risolvere il problema, quello di similitudine dei triangoli e quello che fa uso dei teoremi di trigonometria sui triangoli rettangoli insieme al teorema della corda.

Analizziamo il primo metodo. I triangoli {AOH} e {A'OH'} sono simili in quanto metà di un triangolo equilatero (l’angono in O vale 60^\circ mentre gli angoli in H e H' sono retti. Dunque \overline{OA'}=2\overline{OH'}=2\overline{OA} in quanto sia \overline{OH'} che \overline{OA} sono pari a r. Ciò implica che il rapporto di similitudine dei triangoli è 2 e quindi \overline{A'H'}=2\overline{AH} e da questo segue che anche il rapporto di similitudine tra i due triangoli equilateri {A'B'C'} e {ABC} è 2. Di conseguenza, il perimetro di {A'B'C'} è il doppio di quello del triangolo {ABC}, ovvero

\[\boxcolorato{superiori}{P=2p.}\]


Svolgimento: secondo metodo.

Vediamo adesso il secondo metodo. Dal triangolo rettangolo {A'OH'} si deduce che

\[ \overline{A'H'}=\overline{OH'}\tan\left(\frac{\pi}{3}\right) \implies \overline{A'B'}=2\overline{A'H'}=2r\sqrt{3}. \]

Invece, applicando il toerema della corda sul lato AB si ottiene che

\[ \overline{AB}=2r\sin\left(\frac{\pi}{3}\right)= r\sqrt{3}. \]

Quindi \overline{A'B'}=2\overline{AB} e pertanto un perimetro è il doppio dell’altro.


 
 

Esercizio 31  (\bigstar\bigstar\largewhitestar). In un pentagono regolare, il rapporto tra le lunghezze di una diagonale e di un lato è \frac{1+\sqrt{5}}{2}. Utilizzando tale risultato e il Teorema di Pitagora, si determini l’area di un pentagono regolare di lato 1.

Svolgimento.

È sufficiente calcolare la lunghezza a dell’apotema del pentagono regolare di lato unitario. Posto \varphi=\frac{1+\sqrt{5}}{2} e detto R il raggio del cerchio circoscritto al pentagono, considerando il triangolo delimitato da un lato del pentagono e due diagonali abbiamo che \left(\sqrt{R^2-1/4}+ R\right)^2 + 1/4 = \varphi^2, da cui segue R=\sqrt{\frac{1}{10}(5+\sqrt{5})}. Poiché a=\sqrt{R^2-\frac{1}{4}}, vale a=\sqrt{\frac{1}{20}(5+2\sqrt{5})}, dunque l’area del pentagono regolare di lato unitario è data da:

\[\frac{5 a}{2} = \frac{5}{2}\sqrt{\frac{1}{20}(5+2\sqrt{5})} = \sqrt{\frac{5}{16}(5+2\sqrt{5})} = \frac{1}{4}\sqrt{25+10{\sqrt{5}}} \approx 1.72.\]

La decomposizione in 4 triangoli rettangoli e un rettangolo illustrata produce ovviamente il medesimo risultato.

\[\quad\]

\[\quad\]

Figura 27.


 
 

Esercizio 32  (\bigstar\bigstar\largewhitestar). Sui lati di un quadrato ABCD vengono scelti quattro punti E,F,G,H in modo che EFGH risulti a sua volta un quadrato, come in figura. Se l’area di EFGH è \frac{3}{5} dell’area di ABCD, quanto vale il rapporto tra le lunghezze di AE ed AH?

Svolgimento.

Poiché siamo interessati solo ai rapporti tra le aree e le lunghezze dei lati, possiamo supporre, senza perdita di generalità, che \overline{AD}=1. Denominiamo con x la lunghezza di AE. Si ha \overline{AH}=1-x e, per il Teorema di Pitagora, l’area di EFGH è data da

\[x^2+(1-x)^2 = \frac{3}{5}.\]

\[\quad\]

\[\quad\]

Figura 28.

\[\quad\]

Tale equazione di secondo grado ha per soluzioni \frac{5\pm\sqrt{5}}{10}, dunque \overline{AH}=\frac{5\mp \sqrt{5}}{10}; il rapporto tra AE ed AH vale cioè

\[\frac{5\pm\sqrt{5}}{5\mp\sqrt{5}} = \frac{(5\pm\sqrt{5})^2}{(5-\sqrt{5})(5+\sqrt{5})} = \frac{30\pm10\sqrt{5}}{25-5} = \frac{3\pm\sqrt{5}}{2}.\]

La risposta è dunque

\[\boxcolorato{superiori}{ \frac{\overline{AE}}{\overline{AH}} = \frac{3\pm\sqrt{5}}{2}. } \]


 
 

Esercizio 33  (\bigstar\bigstar\largewhitestar). Si dimostri che il secondo Teorema di Euclide segue dal Teorema della corda. In altri termini: sia ABC un triangolo per cui \hat B{C}A=90^\circ e sia D la proiezione di C su AB. Si dimostri che dal Teorema della corda segue:

\[\overline{AD}\cdot \overline{DB} = \overline{DC}^2.\]

Svolgimento.

Definito C' come il simmetrico di C rispetto ad AB, si ha A\hat{C}B=A\hat{C'}B=90^\circ, dunque C e C' appartengono alla circonferenza di diametro AB. In questa circonferenza AB e CC' sono corde perpendicolari che si intersecano in D; inoltre D è punto medio di CC'. In particolare:

\[\overline{AD}\cdot \overline{DB} = \overline{DC}\cdot \overline{DC'} = \overline{DC}^2,\]

che è quanto asserito dal secondo Teorema di Euclide.


 
 

Esercizio 34  (\bigstar\bigstar\bigstar). Nel triangolo ABC le lunghezze dei lati sono \overline{AB}=6,\overline{BC}=\overline{CA}=10. Detti H_A ed M_A, rispettivamente, il piede dell’altezza uscente da A e il punto medio di BC, si determini la lunghezza della mediana AM_A.

Suggerimento: posto \overline{BH_A}=x, \overline{H_A C}=y, \overline{AH_A}=z, provate che:

\[x^2+z^2 = 36,\qquad y^2+z^2=100,\qquad (x+y)^2 = 100.\]

Dimostrato che vale \overline{AM_A}^2 = z^2+\left(\frac{y-x}{2}\right)^2, segue \ldots

\[\quad\]

\[\quad\]

Figura 29.

\[\quad\]

Svolgimento.

e informazioni contenute nel suggerimento seguono dal Teorema di Pitagora. Si ha inoltre:

\[4\cdot \overline{AM_A}^2 = 4z^2+(y-x)^2 = 4z^2+x^2+y^2-2xy\]

come pure:

\[2(x^2+z^2)+2(y^2+z^2)-(x+y)^2 = 4z^2+x^2+y^2-2xy\]

da cui segue:

\[4\cdot \overline{AM_A}^2 = 2\cdot 36+2\cdot 100-100 = 172\]

e infine

\[\boxcolorato{superiori}{\overline{AM_A} = \sqrt{43}.}\]


 
 

Esercizio 35  (\bigstar\bigstar\bigstar). Sia ABC un triangolo acutangolo e sia H_A il piede dell’altezza uscente da A (dunque H_A\in BC e AH_A\perp BC).

\[\quad\]

  • Si dimostri che se P è un punto del segmento AH_A, la differenza tra \overline{PB}^2 e \overline{PC}^2 non dipende dalla posizione di P su AH_A.
    Suggerimento: per il Teorema di Pitagora, \overline{PB}^2=\ldots
  •  

  • Posto che sia \overline{AB}=6, \overline{BC}=8, \overline{CA}=7, si determini l’area di ABC e si dimostri che \overline{AH_A}>5.

Svolgimento.

Per il Teorema di Pitagora:

\[\overline{PB}^2-\overline{PC}^2 = (\overline{BH_A}^2+\overline{H_AP}^2)-(\overline{H_A C}^2+\overline{H_A P}^2) = \overline{BH_A}^2-\overline{CH_A}^2\]

dove il termine destro non dipende da P. Se \overline{AB}=6,\overline{BC}=8,\overline{CA}=7, posto \overline{BH_A}=x, \overline{H_AC}=y, \overline{AH_A}=z, per il Teorema di Pitagora valgono le seguenti identità:

\[x^2+z^2=36,\qquad y^2+z^2=49,\qquad x+y=8\]

e dal punto precedente y^2-x^2 = 7^2-6^2 = 13, dunque y-x=\frac{y^2-x^2}{y+x}=\frac{13}{8} e y=\frac{1}{2}\left(8+\frac{13}{8}\right)=\frac{77}{16}, come anche:

\[\boxcolorato{superiori}{\overline{AH_A} = z = \sqrt{49-\left(\frac{77}{16}\right)^2} =\frac{21}{16}\sqrt{15}.}\]

Per verificare che quest’ultima quantità è maggiore di 5 è sufficiente dimostrare che 21\sqrt{15}>80, o che 21^2\cdot 15>6400. L’area di ABC è infine determinata da \frac{1}{2}\overline{BC}\cdot \overline{AH_A}, ossia da

\[\boxcolorato{superiori}{\frac{21}{4}\sqrt{15}.}\]


 
 

Esercizio 36  (\bigstar\bigstar\largewhitestar). Si determini il diametro del cerchio inscritto in un triangolo rettangolo avente cateti di lunghezze 8\,\mathrm{cm} e 15\,\mathrm{cm}.

Svolgimento.

In un triangolo rettangolo con cateti a=8\,\mathrm{cm} e b=15\,\mathrm{cm} l’ipotenusa ha lunghezza c=17\,\mathrm{cm}. In qualunque triangolo, detto r il raggio del cerchio inscritto, l’area del triangolo è pari al prodotto di r per il semiperimetro; Poiché l’area di un triangolo rettangolo è il semiprodotto dei cateti, si ha

\[r(a+b+c) = ab,\]

dunque

\[2r = \frac{2ab}{a+b+c}.\]

Nel nostro caso specifico il diametro del cerchio inscritto è quindi

\[\boxcolorato{superiori}{6\,\mathrm{cm}.}\]


 
 

Esercizio 37  (\bigstar\bigstar\largewhitestar). Un ottagono regolare è inscritto in una circonferenza di raggio 1. Qual è la lunghezza del suo lato? Qual è la sua area?

Svolgimento.

È sufficiente studiare la configurazione riportata in figura. I segmenti blu hanno lunghezza 1 e i segmenti viola hanno lunghezza \frac{\sqrt{2}}{2}, dunque il segmento rosso ha lunghezza 1-\frac{\sqrt{2}}{2} e per il Teorema di Pitagora la lunghezza di ognuno dei segmenti gialli è data da:

\[\boxcolorato{superiori}{ \ell = \sqrt{\left(\frac{\sqrt{2}}{2}\right)^2+\left(1-\frac{\sqrt{2}}{2}\right)^2}=\sqrt{2-\sqrt{2}}.}\]

\[\quad\]

\[\quad\]

Figura 30.

\[\quad\]

D’altra parte l’area del quadrilatero riportato è data da:

\[\frac{1\cdot 1}{2}+\frac{\sqrt{2}\cdot\left(1-\frac{\sqrt{2}}{2}\right)}{2}=\frac{\sqrt{2}}{2}\]

dunque l’area dell’ottagono inscritto in una circonferenza unitaria è

\[\boxcolorato{superiori}{ 2\sqrt{2}.}\]

Dal computo del perimetro dell’ottagono segue ad esempio che \pi>4\sqrt{2-\sqrt{2}}.


 
 

Esercizio 38  (\bigstar\bigstar\largewhitestar). L’esagono (irregolare) ABCDEF ha tutti i lati di uguale lunghezza, ed è posizionato in un quadrato di lato 1 come mostrato in figura. Qual è la lunghezza dei lati dell’esagono?

\[\quad\]

\[\quad\]

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Figura 31.

\[\quad\]

Svolgimento.

Detto L il lato dell’esagono, notiamo che \overline{FG} = \overline{GE} = 1-L. Quindi il triangolo FGE è rettangolo isoscele, e \overline{GE} = \overline{FE}/\sqrt{2} = L/\sqrt{2}. Dato che \overline{GE} + \overline{ED} = 1, risolvendo rispetto a L, abbiamo

\[   \begin{gathered}     \frac{L}{\sqrt{2}} + L = 1; \\[5pt]     L\frac{\sqrt{2}+1}{\sqrt{2}} = 1; \\[5pt]     L = \frac{\sqrt{2}}{\sqrt{2}+1} = \frac{\sqrt{2}(\sqrt{2}-1)}{(\sqrt{2}+1)(\sqrt{2}-1)} = 2-\sqrt{2}.   \end{gathered} \]

La risposta è quindi

\[\boxcolorato{superiori}{L=2-\sqrt{2}.}\]