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Esercizi sulla tecnica di Feynman

Tecnica di Feynmann

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Sommario

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Questa dispensa raccoglie alcuni esercizi svolti tramite la tecnica di Feynman. Il testo è composto da una breve introduzione storica riguardante l’origine e lo sviluppo della tecnica di Feynman, seguita da un capitolo contenente richiami teorici ed esempi dettagliatamente risolti, e infine una sezione di esercizi proposti in ordine crescente di difficoltà. Le parti introduttive hanno lo scopo di fornire al lettore le conoscenze preliminari necessarie per affrontare efficacemente i problemi proposti, favorendo così un miglioramento delle capacità generali di problem solving.

 
 

Autori e revisori


 
 

Introduzione

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Il gesto di far scorrere la derivata oltre il simbolo di integrale \int affonda le radici nella seconda metà del Seicento: Gottfried Wilhelm~Leibniz introduce la notazione integrale nei suoi manoscritti del 1675 e la rende pubblica negli Acta Eruditorum del 1686 [1, 2]. La regola che giustifica (sotto opportune ipotesi) lo scambio fra derivazione rispetto a un parametro e integrazione — la cosiddetta regola di Leibniz — è oggi un punto cardine dell’analisi matematica [3, 8].

Nel Settecento l’idea si diffonde rapidamente: i Bernoulli ed Euler la usano con disinvoltura come strumento di calcolo, spesso prima che esistano fondazioni rigorose. Un esempio emblematico è il problema della brachistocrona (1696–97), dove l’introduzione di un parametro ausiliario e la successiva derivazione aiutano a semplificare l’equazione che descrive la curva di discesa più rapida [4].

L’Ottocento è il secolo del rigore: con Cauchy e poi Riemann si chiariscono le condizioni di continuità e integrabilità, e con Lebesgue (inizio Novecento) si ottengono criteri potenti — come il teorema della convergenza dominata — che permettono di scambiare in modo sicuro limiti, derivate e integrali [5, 8].

Nel Novecento, la stessa idea riemerge anche in una veste “da laboratorio”. Richard P.~Feynman racconta di aver imparato la derivazione sotto il segno di integrale da studente, a partire da un testo di analisi avanzata (Woods, 1926), e di averla poi trasformata in un vero e proprio “integrating trick” per risolvere integrali ostici in modo rapido ed elegante [6, 7, 3].

Oggi i due nomi convivono pacificamente: nei corsi di analisi si parla di Leibniz integral rule e si invocano ipotesi precise; in molti problemi di fisica e in contesti divulgativi si parla invece di Feynman’s trick, sottolineandone l’efficacia operativa [3, 8].

 
 

Richiami teorici

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Il trucco di Feynman consiste nel trasformare un integrale “ostico” della forma

\[ I=\int_{A}^{B} f(x)\,dx \]

nel membro di una famiglia di integrali

\[ I(t)=\int_{A}^{B} f(x,t)\,dx,\qquad I(t_0)=I \ \ \text{per qualche } t_0\in\mathbb{R}. \]

Vedremo in seguito che sotto certe ipotesi la funzione I=I(t) soddisfa un’equazione differenziale del primo ordine:

(1) \begin{equation*} I'(t)=\int_{A}^{B}\frac{\partial f}{\partial t}(x,t)\,dx. \end{equation*}

Inoltre, se I(t^\ast) è noto per qualche t^\ast\in\mathbb{R}\cup\{\pm\infty\}, basta risolvere il problema di Cauchy dato da (1) con i dati iniziali (o dato al bordo nel caso t^\ast=\pm\infty) e si ottiene il risultato cercato, ovvero il valore I=I(t_0). Il risultato che rende lecito il passaggio della derivata sotto il segno di integrale è il teorema seguente.

\[\quad\]

Teorema 1 (passaggio della derivata: forma elementare). Sia T>0 e f(x,t) una funzione continua su [0,+\infty)\times[0,T], che ammette derivata parziale \frac{\partial f}{\partial t} anch’essa continua nello stesso dominio. Supponiamo inoltre che esista t_0\in[0,T] tale che f(\,\cdot\,,t_0) sia integrabile in [0,+\infty) e inoltre che esista una funzione positiva g=g(x) tale che

\[ \Bigl|\frac{\partial f}{\partial t}(x,t)\Bigr|\le g(x),\qquad \forall x>0,\ \forall t\in[0,T], \]

e che l’integrale improprio \int_{0}^{\infty} g(x)\,dx converga. Allora, la funzione

\[ t\in[0,T]\longmapsto \int_{0}^{\infty} f(x,t)\,dx \]

è ben definita e derivabile. Inoltre, per ogni t\in[0,T] vale

\[ \frac{d}{dt}\int_{0}^{\infty} f(x,t)\,dx = \int_{0}^{\infty} \frac{\partial f}{\partial t}(x,t)\,dx. \]

\[\quad\]

Dimostrazione. Per chiarezza dividiamo il ragionamento in passi e, inizialmente, consideriamo un intervallo di integrazione limitato [A,B].

\[\quad\]

  1. Continuità uniforme di \frac{\partial f}{\partial t}. Poiché \frac{\partial f}{\partial t} è continua sul rettangolo compatto [A,B]\times[0,T], il teorema di Heine–Cantor garantisce la continuità uniforme; vale quindi:

    (2) \begin{equation*} \forall\varepsilon>0\ \exists\delta>0:\ |t'-t|<\delta \Longrightarrow \Bigl|\frac{\partial f}{\partial t}(x,t')-\frac{\partial f}{\partial t}(x,t)\Bigr|<\varepsilon \quad \forall x\in[A,B]. \end{equation*}

  2.  

  3. Rapporto incrementale. Per h\neq 0 con t,t+h\in[0,T] poniamo

    \[ Q_h(x):=\frac{f(x,t+h)-f(x,t)}{h}. \]

    Per il teorema di Lagrange esiste \theta=\theta(x,t,h)\in(0,1) tale che

    (3) \begin{equation*} Q_h(x)=\frac{\partial f}{\partial t}\bigl(x,t+\theta h\bigr). \end{equation*}

  4.  

  5. Convergenza uniforme di Q_h. Se |h|<\delta (con \delta scelto come in (2)), grazie alla (3), si ha

    (4) \begin{equation*} \left|Q_h(x)-\frac{\partial f}{\partial t}(x,t)\right|<\varepsilon \quad \forall x\in[A,B], \end{equation*}

    ossia Q_h\to \frac{\partial f}{\partial t}(\,\cdot\,,t) per h\to 0, uniformemente su [A,B].

  6.  

  7. Scambio limite–integrale. Per h scelto come in (2), scriviamo

    \[ \frac{I(t+h)-I(t)}{h}=\int_{A}^{B} Q_h(x)\,dx. \]

    Applicando la disuguaglianza triangolare e la (4) si trova

    \[\begin{aligned} \left|\frac{I(t+h)-I(t)}{h}-\int_{A}^{B}\frac{\partial f}{\partial t}(x,t)\,dx\right| &= \left|\int_{A}^{B}\left(Q_h(x)-\frac{\partial f}{\partial t}(x,t)\right)\,dx\right|\\ &\le \int_{A}^{B}\left|Q_h(x)-\frac{\partial f}{\partial t}(x,t)\right|\,dx\\ &\le \int_{A}^{B}\varepsilon\,dx = (B-A)\varepsilon. \end{aligned}\]

    Dunque, l’uniforme convergenza di Q_h consente di scambiare limite e integrale:

    \[ \lim_{h\to 0}\int_{A}^{B} Q_h(x)\,dx = \int_{A}^{B}\lim_{h\to 0} Q_h(x)\,dx = \int_{A}^{B}\frac{\partial f}{\partial t}(x,t)\,dx. \]

    Concludiamo che I'(t) esiste e coincide con l’integrale della derivata parziale.

  8.  

  9. Passaggio al dominio improprio. Nel caso in cui l’intervallo di integrazione sia [0,+\infty), definiamo I_N(t)=\int_{0}^{N} f(x,t)\,dx. Per ciascun N vale il risultato dei punti (1)–(4). Inoltre, per ipotesi, la successione \{I_N(t_0)\} converge. L’ipotesi \left|\frac{\partial f}{\partial t}(x,t)\right|\le g(x) garantisce che, per confronto, per ogni t\in[0,T] la funzione x\mapsto \frac{\partial f}{\partial t}(x,t) è integrabile su [0,+\infty). Dunque, la successione \{I_N'\} delle derivate di I_N, data da

    \[ I_N'(t)=\int_{0}^{N}\frac{\partial f}{\partial t}(x,t)\,dx, \]

    converge per N\to +\infty uniformemente in [0,T]:

    \[ \sup_{t\in[0,T]} \left|I_N'(t)-\int_{0}^{\infty}\frac{\partial f}{\partial t}(x,t)\,dx\right| \le \sup_{t\in[0,T]}\int_{N}^{\infty}\left|\frac{\partial f}{\partial t}(x,t)\right|\,dx \le \int_{N}^{\infty} g(x)\,dx \longrightarrow 0, \qquad \text{per } N\to +\infty. \]

    Possiamo dunque applicare il teorema di convergenza uniforme delle derivate e concludere la dimostrazione.

\[\quad\]

Corollario 2 (Limiti di integrazione variabili). Nelle ipotesi del teorema 1, se

\[ I(t)=\int_{a(t)}^{c(t)} f(x,t)\,dx,\qquad a,c\in\mathcal{C}^{1}[0,T], \]

allora

\[ \frac{dI}{dt} = f\!\bigl(c(t),t\bigr)\,c'(t) - f\!\bigl(a(t),t\bigr)\,a'(t) + \int_{a(t)}^{c(t)} \frac{\partial f}{\partial t}(x,t)\,dx. \]

\[\quad\]

Remark 3. Le ipotesi del teorema possono essere indebolite, ovvero è sufficiente richiedere che \frac{\partial f}{\partial t} sia dominata quasi ovunque da una funzione integrabile. Negli esempi olimpici o nei corsi introduttivi le condizioni del teorema 1 sono spesso sufficienti.

 

Esempi classici

L'integrale di Dirichlet.

Proposizione 4. Si ha

\[ I=\int_{0}^{\infty}\frac{\sin x}{x}\,dx=\frac{\pi}{2}. \]

\[\quad\]

Dimostrazione. Per t\ge 0 poniamo

\[ f(x,t)=e^{-t x}\,\frac{\sin x}{x}, \qquad I(t)=\int_{0}^{\infty} f(x,t)\,dx, \qquad I=I(0). \]

La derivata rispetto a t è

\[ \frac{\partial f}{\partial t}(x,t)= -e^{-t x}\sin x. \]

Fissati 0<t_0<t_1, per ogni x\ge 0 e t\in[t_0,t_1] vale

\[ \left|\frac{\partial f}{\partial t}(x,t)\right| = e^{-t x}|\sin x| \le e^{-t x} \le e^{-t_0 x} =:g_{t_0}(x). \]

Poiché

\[ \int_{0}^{\infty} g_{t_0}(x)\,dx =\int_{0}^{\infty} e^{-t_0 x}\,dx =\frac{1}{t_0}<\infty, \]

possiamo applicare il teorema 1 su ogni intervallo [t_0,t_1]\subset(0,\infty); ne segue che I è derivabile per ogni t>0 e

\[ I'(t)=-\int_{0}^{\infty} e^{-t x}\sin x\,dx. \]

Per t>0 calcoliamo l’integrale a destra. Poniamo

\[ J(t):=\int_{0}^{\infty} e^{-t x}\sin x\,dx, \qquad K(t):=\int_{0}^{\infty} e^{-t x}\cos x\,dx. \]

Integrando per parti,

\[ J(t)=\frac{1}{t}K(t), \qquad K(t)=\frac{1}{t}-\frac{1}{t}J(t), \]

da cui (1+t^2)J(t)=1 e quindi

\[ \int_{0}^{\infty} e^{-t x}\sin x\,dx=\frac{1}{1+t^2}. \]

Pertanto

\[ I'(t)=-\frac{1}{1+t^2}. \]

Integrando tra 0 e t (integrale improprio in 0):

\[ I(t)-I=\int_{0}^{t} I'(s)\,ds =-\int_{0}^{t}\frac{1}{1+s^2}\,ds =-\arctan t, \]

cioè

\[ I(t)=I-\arctan t. \]

Infine, poiché \bigl|\frac{\sin x}{x}\bigr|\le 1 per x\ge 0, si ha

\[ |I(t)| \le\int_{0}^{\infty} e^{-t x}\,dx =\frac{1}{t}\xrightarrow[t\to+\infty]{}0. \]

Passando al limite per t\to+\infty nell’identità I(t)=I-\arctan t otteniamo

\[ 0=\lim_{t\to+\infty}I(t)=I-\frac{\pi}{2}, \]

e quindi I=\frac{\pi}{2}.


L'integrale gaussiano.

Proposizione 5. Per ogni a>0 vale

\[ \int_{-\infty}^{\infty} e^{-a x^{2}}\,dx \;=\; \sqrt{\frac{\pi}{a}}. \]

\[\quad\]

Dimostrazione. Poniamo

\[ G(a)=\int_{-\infty}^{\infty} e^{-a x^{2}}\,dx, \qquad a>0. \]

Per simmetria si ha

\[ G(a)=2\int_{0}^{\infty} e^{-a x^{2}}\,dx. \]

Con il cambio di variabile u=\sqrt{a}\,x (quindi dx=\frac{1}{\sqrt{a}}\,du) otteniamo

\[ G(a)=\frac{2}{\sqrt{a}}\int_{0}^{\infty} e^{-u^{2}}\,du. \]

Dunque basta calcolare

\[ J:=\int_{0}^{\infty} e^{-u^{2}}\,du, \]

che è convergente (ad esempio e^{-u^{2}}\le e^{-u} per u\ge 1).

Per t>0 definiamo

\[ A(t):=\left(\int_{0}^{t} e^{-x^{2}}\,dx\right)^{2}. \]

Per il teorema fondamentale del calcolo A è derivabile e vale

\[ A'(t)=2\left(\int_{0}^{t} e^{-x^{2}}\,dx\right)e^{-t^{2}}. \]

Con il cambio di variabile x=ty (con y\in[0,1]) segue

\[ A'(t)=2e^{-t^{2}}\int_{0}^{t}e^{-x^{2}}\,dx =\int_{0}^{1}2t\,e^{-(1+y^{2})t^{2}}\,dy. \]

Osserviamo ora che, per ogni y\in[0,1],

\[ \frac{\partial}{\partial t}\!\left(\frac{e^{-(1+y^{2})t^{2}}}{1+y^{2}}\right) =-2t\,e^{-(1+y^{2})t^{2}}. \]

Quindi

\[ A'(t)=-\int_{0}^{1}\frac{\partial}{\partial t}\!\left(\frac{e^{-(1+y^{2})t^{2}}}{1+y^{2}}\right)\,dy. \]

Fissato T>0, la funzione

\[ (y,t)\longmapsto \frac{e^{-(1+y^{2})t^{2}}}{1+y^{2}} \]

è continua su [0,1]\times[0,T] e ammette derivata parziale rispetto a t continua. Inoltre, per ogni (y,t)\in[0,1]\times[0,T],

\[ \left|\frac{\partial}{\partial t}\!\left(\frac{e^{-(1+y^{2})t^{2}}}{1+y^{2}}\right)\right| =2t\,e^{-(1+y^{2})t^{2}} \le 2T, \]

e la maggiorazione 2T è integrabile su [0,1]. Per il teorema 1 (nella versione su intervalli di integrazione limitati) possiamo dunque scambiare derivata e integrale. Definendo

\[ B(t):=\int_{0}^{1}\frac{e^{-(1+y^{2})t^{2}}}{1+y^{2}}\,dy, \qquad t\ge 0, \]

otteniamo, per ogni t>0,

\[ B'(t)=\int_{0}^{1}\frac{\partial}{\partial t}\!\left(\frac{e^{-(1+y^{2})t^{2}}}{1+y^{2}}\right)\,dy \quad\Longrightarrow\quad A'(t)=-B'(t). \]

Segue che esiste una costante C tale che

\[ A(t)+B(t)=C, \qquad t>0. \]

Passando al limite per t\to 0^{+} (si noti che A(t)\to 0 e B(t)\to B(0) per continuità dell’integranda), si ha

\[ 0+\int_{0}^{1}\frac{1}{1+y^{2}}\,dy = C. \]

Poiché \int_{0}^{1}\frac{1}{1+y^{2}}\,dy=\arctan(1)=\frac{\pi}{4}, otteniamo C=\frac{\pi}{4} e quindi

\[ A(t)=\frac{\pi}{4}-B(t), \qquad t>0. \]

Per ogni t>0 vale 0\le B(t)\le \int_{0}^{1}e^{-t^{2}}\,dy=e^{-t^{2}}, dunque B(t)\to 0 per t\to+\infty. Ne segue

\[ \lim_{t\to+\infty}A(t)=\frac{\pi}{4}. \]

D’altra parte \int_{0}^{t}e^{-x^{2}}\,dx \nearrow \int_{0}^{\infty}e^{-x^{2}}\,dx = J per t\to+\infty, quindi

\[ J^{2}=\lim_{t\to+\infty}A(t)=\frac{\pi}{4}, \qquad\text{cioè}\qquad J=\frac{\sqrt{\pi}}{2}. \]

Infine, tornando a G(a),

\[ G(a)=\frac{2}{\sqrt{a}}\,J=\sqrt{\frac{\pi}{a}}, \qquad a>0, \]

come volevamo dimostrare.


Un ulteriore esempio.

Proposizione 6. Per ogni a>0 vale

\[ \int_{0}^{\infty}\frac{1-\cos(ax)}{x^{2}}\,dx    \;=\;    \frac{\pi\,a}{2}. \]

\[\quad\]

Dimostrazione. Definiamo

\[ I(a)=\int_{0}^{\infty}\frac{1-\cos(ax)}{x^{2}}\,dx, \qquad a\ge 0. \]

Fissato R>0 poniamo

\[ I_R(a)=\int_{0}^{R}\frac{1-\cos(ax)}{x^{2}}\,dx, \qquad a\ge 0. \]

Per x>0,\ a\ge 0 si ha

\[ \frac{\partial}{\partial a}\!\left(\frac{1-\cos(ax)}{x^{2}}\right) =\frac{\sin(ax)}{x}. \]

Dato T>0, per ogni a\in[0,T] vale

\[ \left|\frac{\partial}{\partial a}\!\left(\frac{1-\cos(ax)}{x^{2}}\right)\right| =\frac{|\sin(ax)|}{x} \le \begin{cases} T, & 0<x\le 1,\\[4pt] \frac{1}{x}, & 1<x\le R, \end{cases} \]

dove per 0<x\le 1 abbiamo usato |\sin(ax)|\le ax\le Tx, mentre per 1<x\le R abbiamo usato |\sin(ax)|\le 1. La funzione

\[ g_R(x):= \begin{cases} T, & 0<x\le 1,\\[4pt] \frac{1}{x}, & 1<x\le R, \end{cases} \]

è integrabile su (0,R]. Per il teorema 1 (nella versione su (0,R]) possiamo quindi derivare sotto il segno di integrale e otteniamo

\[ I_R'(a)=\int_{0}^{R}\frac{\sin(ax)}{x}\,dx, \qquad a\ge 0. \]

Per ogni a\ge 0 la funzione R\mapsto I_R(a) è crescente e

\[ \lim_{R\to+\infty} I_R(a)=I(a) \qquad \text{(integrale improprio con integranda non negativa).} \]

Fissiamo ora un intervallo chiuso [a_0,a_1]\subset(0,+\infty). Dalla proposizione 4 e dal cambiamento di variabile y=ax sappiamo che, per ogni a>0, l’integrale

\[ \varphi(a):=\int_{0}^{\infty}\frac{\sin(ax)}{x}\,dx \]

è convergente (ed anzi vale \varphi(a)=\frac{\pi}{2}; questo ci servirà più avanti). Per verificare che la convergenza sia uniforme in a su [a_0,a_1], stimiamo la coda dell’integrale. Per ogni a\in[a_0,a_1] e R>0 integriamo per parti su [R,+\infty) con u(x)=\frac{1}{x}, dv=\sin(ax)\,dx. Si ha du=-\frac{1}{x^{2}}\,dx e v=-\frac{\cos(ax)}{a}; pertanto

\[ \int_{R}^{+\infty}\frac{\sin(ax)}{x}\,dx = -\left.\frac{\cos(ax)}{a\,x}\right|_{R}^{+\infty} -\frac{1}{a}\int_{R}^{+\infty}\frac{\cos(ax)}{x^{2}}\,dx. \]

Il termine al bordo in +\infty è nullo (poiché |\cos(ax)|\le 1 e \frac{\cos(ax)}{a x}\to 0), mentre l’integrale con \frac{\cos(ax)}{x^{2}} converge assolutamente. Usando |\cos(ax)|\le 1 otteniamo la stima

\[ \left|\int_{R}^{+\infty}\frac{\sin(ax)}{x}\,dx\right| \le \frac{1}{aR}+\frac{1}{a}\int_{R}^{+\infty}\frac{dx}{x^{2}} = \frac{2}{aR} \le \frac{2}{a_0R}, \qquad a\in[a_0,a_1]. \]

Cioè il resto

\[ \varphi(a)-I_R'(a)=\int_{R}^{+\infty}\frac{\sin(ax)}{x}\,dx \]

è uniformemente minore di \frac{2}{a_0R} su [a_0,a_1]. Dato \varepsilon>0, scegliendo R_\varepsilon tale che \frac{2}{a_0R_\varepsilon}<\varepsilon si ha

\[ |\varphi(a)-I_R'(a)|<\varepsilon \qquad\text{per ogni }a\in[a_0,a_1],\ R\ge R_\varepsilon. \]

Dunque I_R' converge uniformemente su [a_0,a_1] alla funzione \varphi.

Per ogni R>0, la funzione I_R è di classe \mathcal C^{1} su [a_0,a_1] e quindi, per il teorema fondamentale del calcolo integrale, per ogni a\in[a_0,a_1] vale

\[ I_R(a)=I_R(a_0)+\int_{a_0}^{a} I_R'(t)\,dt. \]

Facendo tendere R\to+\infty e usando la convergenza uniforme di I_R' a \varphi, possiamo portare il limite dentro l’integrale e otteniamo

\[ I(a)=\lim_{R\to+\infty}I_R(a) = \lim_{R\to+\infty}\left(I_R(a_0)+\int_{a_0}^{a} I_R'(t)\,dt\right) = I(a_0)+\int_{a_0}^{a}\varphi(t)\,dt. \]

Poiché \varphi è continua (limite uniforme di funzioni continue), ne segue che I è derivabile su (a_0,a_1) e

\[ I'(a)=\varphi(a)=\int_{0}^{\infty}\frac{\sin(ax)}{x}\,dx, \qquad a\in(a_0,a_1). \]

Essendo [a_0,a_1]\subset(0,+\infty) arbitrario, questo vale per ogni a>0.

Dalla proposizione 4 e dal cambiamento di variabile y=ax segue

\[ \int_{0}^{\infty}\frac{\sin(ax)}{x}\,dx = \int_{0}^{\infty}\frac{\sin y}{y}\,dy = \frac{\pi}{2}, \qquad a>0, \]

perciò I'(a)=\frac{\pi}{2} per ogni a>0. Inoltre, prendendo il limite per a\to 0^{+} si ottiene ancora \frac{\pi}{2}; dunque I è derivabile da destra anche in 0 e

\[ I'_+(0)=\frac{\pi}{2}. \]

Dalla costanza di I'(a) segue

\[ I(a)=\frac{\pi}{2}\,a+C, \qquad a>0. \]

Per a=0 l’integranda è identicamente nulla, quindi I(0)=0 e in definitiva

\[ I(a)=\frac{\pi a}{2}, \qquad a\ge 0. \]


 
 

Esercizi

Esercizio 1  (\bigstar\bigstar\bigstar\bigstar\largewhitestar). Calcolare il seguente integrale tramite il trucco di Feynman:

\[ I=\int_{0}^{\pi}\frac{1}{(2-\cos x)^2}dx. \]

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