Autori e revisori
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Introduzione
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In questo articolo presentiamo due versioni del metodo dei moltiplicatori di Lagrange: quella per un vincolo dato da una sola equazione e la versione più generale, per vincoli dati da più equazioni. Terminiamo con degli esempi, completamente svolti, di applicazione al problema dei massimi e minimi vincolati.
Moltiplicatori di Lagrange per un solo vincolo
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In virtù del teorema della funzione implicita, nei punti in cui tale insieme di livello è localmente scrivibile come grafico di
variabili; intuitivamente parlando, ci si aspetta che il generico insieme di livello della funzione
“abbia dimensione
“. Ne segue che, negli eventuali punti di tale insieme di livello che siano di estremo per la restrizione di
a tale insieme, non è in generale possibile applicare il teorema di Fermat; in altre parole, un punto di massimo o minimo per
sul vincolo
non è in generale un punto critico di
.
Si consideri però un tale punto di minimo in cui
.
L’idea fondamentale è che, se è di minimo per la restrizione di
a
, allora esso deve essere di minimo per
, dove
è una qualunque curva passante per
il cui sostegno è contenuto in
. Precisamente, per qualunque curva
di classe
e tale che
, la funzione
ha un minimo per
. Se
e
sono differenziabili, allora
lo è e la sua derivata deve annullarsi in
; per la regola della catena si ha
Figura 1: i gradienti di e di
in
devono essere ortogonali all’insieme di livello. Se
non è nullo, allora il gradiente di
deve essere parallelo a esso.
Dunque il gradiente deve essere ortogonale ai vettori tangenti di tutte le curve contenute in
e passanti per
, come rappresentato in figura 1.
D’altra parte, su una curva la cui immagine sia contenuta in
, si ha
per ogni
, ovvero
è costante; differenziando di nuovo mediante la regola della catena, si ottiene
Dunque anche è ortogonale a tutti i vettori tangenti delle curve contenute in
.
Per il teorema della funzione implicita, se , in un intorno di
l’insieme
si scrive come grafico di
variabili, ad esempio
; le
curve definite da
per , dove
e il vettore
è il vettore
privato dell’ultima componente, hanno vettori tangenti
, che sono indipendenti. Ne segue che
è, a meno di multipli, l’unico vettore ortogonale a tutte le curve a valori in
e passanti per
.
La conclusione che occorre ricavarne è quindi che, affinché sia un punto di minimo o massimo per la restrizione di
a
, è necessario che
sia un multiplo di
. Abbiamo cioè dimostrato il seguente teorema.
(1)
Osservazione 2. Scrivendo esplicitamente le componenti del gradiente di e di
, il teorema dei moltiplicatori di Lagrange si può riformulare dicendo che, affinché un punto
per il quale siano valide le ipotesi sia di massimo o di minimo relativo per
sul vincolo
, esso deve soddisfare le equazioni
Se definiamo la funzione di variabili
, tali condizioni si sintetizzano dicendo che
deve essere un punto critico di
. La funzione
è detta lagrangiana.
Moltiplicatori di Lagrange: più vincoli
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(2)
Dimostrazione. Se è un punto di massimo o minimo per tale problema, come nella dimostrazione del teorema precedente, allora per ogni curva differenziabile
a valori in
tale che
deve aversi
(3)
ossia deve essere ortogonale a tutte le curve siffatte. Per tali curve si ha, come prima,
e quindi nuovamente
dove rappresenta ora la matrice jacobiana di
. Ne segue quindi che il vettore tangente a ciascuna curva in
deve essere ortogonale al gradiente di ciascuna delle
componenti di
.
Dato che la matrice jacobiana ha rango massimo, i gradienti delle
componenti di
sono linearmente indipendenti. Allora, per il teorema della funzione implicita per i sistemi, l’insieme
si può localmente scrivere come grafico di
variabili, ossia esiste
tale che i punti di
in un intorno di
sono ottenuti da
. Come prima, le
curve ottenute da
hanno tangenti indipendenti.
In definitiva, l’ipotesi che abbia rango massimo implica che le righe di
generano l’intero sottospazio
dei vettori di
ortogonali ai vettori tangenti di tutte le curve a valori in
e passanti per
. Poiché da (3) si ha che
, il vettore
si scrive come combinazione lineare delle righe di
, ossia la tesi.
Massimi e minimi vincolati con moltiplicatori di Lagrange: esempi svolti
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Esempio 4. Determiniamo il massimo e il minimo della funzione definita da
sull’insieme dei punti del piano appartenenti alla circonferenza
di centro l’origine e raggio
. Dato che tale circonferenza ha equazione
, essa può essere pensata come l’insieme degli zeri della funzione
.
La funzione è di classe
e la circonferenza è un insieme compatto, dunque il massimo e il minimo di
su tale insieme esistono in virtù del teorema di Weierstrass. Per ricercarli, tentiamo di applicare il teorema dei moltiplicatori di Lagrange.
La funzione è di classe
e si ha
che si annulla se e solo se , che però non appartiene alla circonferenza. Il teorema dei moltiplicatori di Lagrange ?? assicura quindi che i punti di massimo e minimo assoluto sono da ricercare tra i punti in cui il gradiente di
è parallelo al gradiente di
: vogliamo quindi che esista
tale che
in quanto un multiplo del vettore vale
se e solo se le sue componenti sono uguali. Sostituendo la prima equazione nella seconda, si trova che i punti che soddisfano questo sistema sono solo
e
. Dato che deve esistere almeno un punto di minimo e uno di massimo per
, questi punti sono quelli richiesti. Dal segno di
segue che
è di massimo assoluto per
sulla circonferenza, mentre
è di minimo assoluto, e
Come si può notare nel precedente esempio, il teorema dei moltiplicatori di Lagrange non consente di stabilire l’esistenza del massimo o del minimo di una funzione soggetta a un vincolo, ma solo di determinare i punti di massimo e minimo sapendo a priori che essi esistono. Vediamo un altro esempio.
Esempio 5. Determiniamo gli eventuali massimo e minimo assoluti della funzione definita da
sull’insieme
Per prima cosa dobbiamo stabilire se tali massimo e minimo di su
esistono. Al fine di utilizzare il teorema di Weierstrass, occorre dimostrare che
è un insieme compatto, in quanto è ovvio che
è una funzione di classe
. Osserviamo che, aggiungendo e sottraendo
, un punto
appartiene a
se e solo se
che è l’equazione di un ellisse, che è un insieme compatto. Alternativamente, si poteva notare che è chiuso essendo l’insieme degli zeri di una funzione continua, ed è anche limitato. Infatti, se
e
, allora
e
, per cui
e quindi i punti al di fuori del quadrato di centro l’origine e lato non appartengono a
. Dunque, per il teorema di Weierstrass, il massimo e il minimo di
su
esistono e per ricercarli usiamo il teorema dei moltiplicatori di Lagrange. Definendo
, questa funzione è di classe
e
che si annulla se e solo se , che però non appartiene a
in quanto
Ne segue che il massimo e il minimo assoluti di su
soddisfano la tesi del teorema 1: cerchiamo quindi i punti che, per qualche
, soddisfano
Osserviamo che , altrimenti si avrebbe
, che però non risolve l’ultima equazione. Dunque, moltiplicando il primo membro della prima equazione per il secondo membro della seconda e viceversa e poi semplificando il fattore
, si ottiene
che, sostituendo nell’ultima equazione del sistema, fornisce
Inserendo ambo le soluzioni nell’ultima equazione del sistema si ha quindi
Ne segue che i possibili punti di massimo e minimo assoluti per su
sono della forma
o
. Calcolando la funzione in questi punti si ha
Dato che tali valori coincidono a due a due, segue che il massimo e il minimo di su
sono rispettivamente
