Autori e revisori
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Revisori: Sergio Fiorucci.
Introduzione
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Per questa ragione, proponiamo questi esercizi, raccolti a grandi linee per argomenti e completamente risolti, insieme a dei richiami teorici su ciascuno degli strumenti che utilizziamo.
Richiami di teoria
Disposizioni semplici.
Ad esempio, quante parole di lettere possono comporsi usando le
presenti in “LIBRO”, ciascuna al più una volta sola? La risposta è semplice: per la prima lettera si hanno
scelte distinte; per ciascuna di tali scelte, la seconda lettera della parola può essere scelta in
modi diversi; infine, per ciascuna delle
scelte delle prime due lettere, si hanno
scelte diverse per la terza lettera. In definitiva, il numero richiesto è
Nel caso generale di disporre oggetti scelti in un insieme di
oggetti, il ragionamento è identico:
scelte per l’oggetto da porre nella posizione
,
scelte per l’oggetto da porre nella posizione
, …, fino a
scelte per l’oggetto da porre nella posizione
. Quindi il numero totale di disposizioni di
oggetti scelti in un insieme di
è
(1)
Si può riscrivere questa formula in maniera più compatta moltiplicando e dividendo per i fattori necessari a ottenere il prodotto dei numeri da a
:
Ricordando che il prodotto dei numeri naturali da a
si chiama fattoriale di
e si indica col simbolo
, si può dedurne la formula
(2)
Osserviamo che, in virtù del ragionamento fatto, il numero di disposizioni semplici di oggetti scelti tra un insieme di
è pari al numero di funzioni iniettive da un insieme di cardinalità
a un insieme con
elementi.
Disposizioni con ripetizione.
Dal ragionamento appena fatto, si vede che coincide col numero delle funzioni da un insieme con
elementi a valori in un insieme di
elementi.
Permutazioni.
in quanto il primo oggetto può essere scelto in modi, per ciascuna di tali scelte il secondo oggetto può essere scelto in
modi, e così via, fino all’ultimo oggetto che può essere scelto in un unico modo in quanto è l’ultimo rimasto.
Se invece tra gli oggetti da riordinare ve ne sono però alcuni identici, o che è possibile considerare intercambiabili, si parla di permutazioni con ripetizione. Il ragionamento appena concluso non produce il numero corretto dei riordinamenti: ad esempio l’unico numero che si può formare con due cifre è
, mentre con le cifre
e
si possono formare i numeri
e
.
In questo caso è semplice effettuare il calcolo, ma come calcolare, ad esempio, il numero di anagrammi della parola “TRATTARE”, in cui si presentano tre lettere “T” e due “A”?
Supponiamo per un attimo che le tre “T” e le due “A” siano distinte tra loro, ovvero chiamiamole ,
e
le tre “T” e
e
le due “A”.
Per lo stesso ragionamento di prima, le permutazioni delle otto lettere “R
RE” sono
.
In questo computo, abbiamo considerato diversi gli anagrammi che differiscono solo per un riordinamento delle tre lettere “T” e le due “A”. Occorre quindi determinare quanti sono questi “doppioni” di ciascun anagramma e dividere
per tale numero. A tal fine, osserviamo che, fissato un anagramma, le tre “T” si possono riordinare in
modi distinti; per ciascuno di tali riordinamenti, le due “A” si possono riordinare in
modi distinti. Moltiplicando tra loro queste possibilità indipendenti, otteniamo che, da ciascun riordinamento, gli anagrammi che differiscono solo per le posizioni dei pedici sono
.
Concludiamo che gli anagrammi della parola trattare sono
Generalizzando, avendo a disposizione oggetti tra cui vi sono
gruppi, ciascuno dei quali sia costituito da
oggetti identici, il numero di permutazioni con ripetizione di tali oggetti è
(3)
Coefficiente binomiale.
(4)
e rappresenta, come il nome stesso suggerisce, il coefficiente che, nello sviluppo del binomio , possiede il termine
. Ciò conduce alla formulazione dell’equazione nota come binomio di Newton:
(5)
La nozione di coefficiente binomiale, oltre alla sua utilità algebrica, deve la sua continua presenza nella matematica alle numerose proprietà combinatorie che descrive: il numero di sottoinsiemi di elementi di un insieme avente
elementi è dato proprio dal coefficiente binomiale
, come si può vedere nell’articolo sulle combinazioni semplici. Poiché, come è noto
, tale interpretazione di
implica che
è il numero dei sottoinsiemi di un insieme di
elementi, ossia la cardinalità del suo insieme delle parti.
Combinazioni semplici.
Un interessante problema del calcolo combinatorio consiste nel determinare il numero di tali combinazioni: fissati
e
, quante sono le combinazioni semplici di
elementi scelti tra
disponibili? Si può ragionare in primo luogo considerando anche l’ordine di scelta: il primo elemento può essere scelto in
modi; il secondo, dovendo essere diverso dal primo, può essere scelto in
modi, e così via, fino al
-esimo, che può essere scelto in
modi diversi. Si hanno cioè
modi diversi di selezionare questo sottoinsieme “ordinato” (detto anche disposizione semplice).
In questo modo, però, stiamo considerando distinti due sottoinsiemi che differiscono solo per l’ordine di scelta degli elementi. Poiché ogni insieme di elementi può essere ordinato (o permutato) in
modi diversi, per determinare il numero di combinazioni cercato occorre dividere
per
, ossia:
(6)
Moltiplicando numeratore e denominatore per , al numeratore si ottiene il fattoriale di
e la formula diventa
(7)
dove il simbolo è detto coefficiente binomiale di
su
. Come osservato anche nell’articolo sui coefficienti binomiali, poiché
, la formula (7) implica che il numero totale di sottoinsiemi (senza vincoli sulla cardinalità) di un insieme di
elementi è pari a
.
Combinazioni con ripetizione.
- disporre
oggetti identici in
scatole distinte, in modo che ogni scatola contenga nessuno, uno o più oggetti;
- suddividere una stringa di
oggetti in
gruppi, ciascuno costituito da
o più elementi;
- determinare
numeri non-negativi la cui somma sia pari a
:
Determinare il numero di tali combinazioni è un interessante problema del calcolo combinatorio, che può essere agevolmente risolto come ci accingiamo a illustrare.
Come abbiamo detto, tutti i problemi sopra elencati sono tra loro equivalenti, come si può verificare ragionandoci un attimo. Osserviamo che il problema può richiedere:
- che ciascuno degli
gruppi debba essere non vuoto, nel qual caso ovviamente deve aversi
;
- oppure che i gruppi possono anche essere vuoti, nel qual caso
e
non devono avere alcuna relazione d’ordine.
Vediamo come calcolare il numero di combinazioni in entrambe le configurazioni.
- Addendi positivi. Cominciamo dal caso in cui i gruppi devono contenere almeno un elemento. Consideriamo la stringa di
oggetti, che possiamo pensare come stelle, e suddividiamo in
gruppi posizionando
barrette tra di essi. Il problema viene perciò detto stars and bars. Poiché i gruppi non devono essere vuoti, le barrette devono essere messe in posizioni distinte e, dato che tra
oggetti vi sono
spazi vuoti, il problema è equivalente a quello di scegliere
oggetti distinti in un insieme di
. In altre parole, il problema equivale al numero di combinazioni semplici di
elementi scelti tra
:
(8)
Tale ragionamento concorda col fatto che in questa fattispecie si deve avere
.
Facciamo un esempio: vogliamo determinare in quanti modi il numero
può essere ottenuto come somma di
numeri positivi
,
e
. Si tratta di suddividere una stringa di
stelle in
gruppi, piazzando
barrette in
posizioni intermedie distinte, ad esempio
In questa configurazione, ad esempio
,
e
. Poiché tra le
stelle vi sono
spazi vuoti, il numero di modi di effettuare la suddivisione corrisponde a scegliere alle combinazioni di
posizioni in un set di
, ovvero
- Addendi non-negativi. Il caso in cui ciascuno degli
gruppi può anche essere vuoto può teoricamente essere trattato con una tecnica analoga. In questa configurazione, si hanno
stelle e occorre posizionare
barrette tra di esse. Osserviamo però che, poiché ognuno degli
gruppi può anche essere vuoto, le barrette possono essere posizionate anche prima della prima stella e dopo l’ultima, ossia in
posizioni distinte, e inoltre possono esserci più barrette nella stessa posizione. Facciamo un esempio: vogliamo ottenere il numero
come somma di
addendi non-negativi
,
,
,
,
e
Come abbiamo detto posizioniamo
barrette tra le
stelle:
In questa configurazione si ha
,
,
,
,
e
.
Come calcolare il numero di tali configurazioni? Le combinazioni semplici non sembrano essere più di aiuto, poiché più barrette possono occupare la medesima posizione.
C’è però un artificio che consente di ricondursi al caso precedente: i gruppi vuoti possono essere ottenuti a partire da gruppi non vuoti sottraendo
. In altre parole, se a ogni addendo si aggiunge
, si ottengono
addendi strettamente positivi la cui somma è pari a
. Il problema è cioè equivalente a quello di ottenere
come somma di
addendi strettamente positivi. Il numero di modi in cui ciò può essere eseguito è pari a
(9)
Nell’esempio precedente dunque, il numero di modi in cui si può ottenere
come somma di
addendi non-negativi è
Con ragionamenti simili si possono ad esempio trattare anche i problemi in cui ciascun addendo deve essere maggiore o uguale a una quantità fissata diversa da o
.
Esercizi
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